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Sauze d’Oulx torna capitale dell’enduro: il 6 e 7 giugno la terza tappa del circuito nazionale Superenduro MTB
Tutto pronto a Sauze d’Oulx per il ritorno nel panorama nazionale della mountain bike.
Sabato 6 e domenica 7 giugno le montagne dell’alta Valle di Susa ospiteranno la terza tappa del circuito nazionale Superenduro MTB, organizzata da Red Bike, uno degli appuntamenti più attesi della stagione, aperto sia alle bici tradizionali che alle e-bike.
Ma non solo la gara di Sauze d’Oulx, per la sola categoria MTB-Enduro (id. gara 178785), è Internazionale ed assegnerà punti preziosi per la qualificazione alle gare di Coppa del Mondo UCI.
Entriamo nel vivo del programma di questo intenso weekend a due ruote
Venerdì 5 giugno alle ore 14,30 apertura allestimento area paddock e track walk opzionale.
Si entra nel vivo sabato 6 giugno: dalle 8 alle 14 verifica tessere e dalle 8,30 alle 16 prove ufficiali del percorso. Al termine, alle ore 16,30 riunione tecnica e alle ore 17,30 Power Stage per e-MTB. In occasione della III tappa Superenduro a Sauze, sabato 6 giugno alle ore 19, si terrà la premiazione del circuito All Enduro 2025.
Domenica 7 giugno la gara. La partenza del primo concorrente è fissata per le ore 8,30. Nel pomeriggio, alle ore 17 circa, le premiazione di fine gara.
Gli organizzatori ricordano che le iscrizioni si chiudono giovedì 4 giugno.
Nella prima gara stagionale del 26 aprile a Pogno in provincia di Novara ha vinto la classifica assoluta Tommaso Calonaci che ha preceduto Francesco Olivetti Masiero e Davide Cappello.
Domenica 10 maggio a Castino in provincia di Cuneo, nella seconda gara stagionale la vittoria è andata a Tommaso Francardo che ha superato Davide Cappello e Andrea Colombo.
La tappa di Sauze d’Oulx diventa quindi decisiva ai fini delle classifiche in vista dell’ultima gara che si disputerà poi il 12 e 13 settembre a Santo Stefano d’Aveto in provincia di Genova.
L’Assessore al Turismo Davide Allemand che ha seguito tutto l’iter della gara fa il punto della situazione: “Chiaramente per noi è un onore poter nuovamente ospitare questa gara su un circuito storico. I nostri sentieri infatti hanno contribuito a far nascere e crescere la disciplina dell’enduro in quanto Sauze d’Oulx è località simbolo di questo sport sin dal 2008. Questa gara mancava da 6 anni e ringraziamo l’organizzazione di Red Bike per aver riportato in paese una manifestazione di questo livello. Per noi l’enduro è infatti uno degli asset strategici per lo sviluppo turistico estivo della nostra località. Il ritorno di una tappa nazionale così prestigiosa rappresenta un segnale forte, che premia il lavoro fatto in questi anni sulla rete sentieristica e sull’offerta bike. Sauze d’Oulx si conferma una destinazione dinamica, capace di coniugare sport, natura e accoglienza di qualità. Ricordo inoltre che a partire dalle ore 7 di venerdì 5 giugno e sino alla mezzanotte di domenica 7 giugno sarà in vigore l’ordinanza che stabilisce il divieto di sosta in piazza III Reggimento Alpini e nel piazzale sovrastante l’autorimessa interrata di viale Genevris”.
Per questo episodio è scattato il codice rosso, anche se la persona ferita è un uomo. A Torino, in via Ormea, nel quartiere San Salvario, un 18enne è stato ferito alla testa dalla fidanzata, sua coetanea, con un coltello da cucina al termine di una lite in casa.
In un primo momento il giovane aveva raccontato ai carabinieri di essere stato aggredito in strada da alcuni ragazzi e colpito con un coccio di bottiglia. Le incongruenze riscontrate sulla ferita hanno però spinto gli investigatori ad approfondire gli accertamenti. Successivamente il ragazzo ha ammesso che a colpirlo era stata la fidanzata durante un litigio domestico. Sono in corso le indagini.
Si celebra anche attraverso l’arte, nel quattrocentesco “Duomo – Cattedrale di Santo Stefano” di Biella, la Santa Pasqua di Resurrezione
Da marzo a domenica 7 giugno, giornata del “Corpus Domini”
Biella
“Immagini di soglia”. Così sono state, a ragione, definite le opere del chioggiotto Riccardo Albiero, solo due, esposte nella maestosa solennità della quattrocentesca “Cattedrale di Santo Stefano” a Biella (fatta costruire dalla Comunità locale nel 1402, a seguito di un voto fatto alla Madonna di Oropa per la scampata pestilenza del 1399 e diventata “Cattedrale” nel 1772, con la titolazione della “Città della Lana” a sede vescovile) in quel tempo pasquale che tradizionalmente invita a riflettere sul passaggio “dalla notte alla luce”, “dalla morte alla vita”. Attraverso “immagini di soglia”che sono “preghiera muta” e “apparizione fugace”, per l’appunto. Solo due, si diceva, perfettamente inserite nel Progetto “Sia Luce”, promosso dalla “Parrocchia di Santo Stefano” (patrono di Biella), a cura di Irene Finiguerra per “BI-BOx – APS”, nell’ambito del Bando “CulturHUB” di Città e Cattedrali e della “Consulta Regionale per i Beni Ecclesiastici”. “The Silent Choir” (“Il suono del silenzio”, olio e acquerello su tela, di grandi dimensioni) e “A Sorrowful Charm” (“Un fascino doloroso”, olio su tavola), i titoli dei dipinti, entrambi datati 2025, entrambi espressione tecnicamente rigorosa di “un universo silenzioso e contemplativo dove la pittura si fa gesto spirituale, evocazione ed offerta”.
In tal senso, é da leggersi la pittura di fragile realismo, pur nella tecnica di perfetta definizione, di Riccardo Albiero. Figura ascetica, le braccia lungo i fianchi, una postura composta in silente, intima preghiera nel suo fisso osservarci quali amichevoli presenze cui chiedere gesti di comune devota condivisione, quella del giovane (autoritratto?) dallo sguardo profondo e penetrante di “The Silent Choir”. Alle sue spalle un “telo sospeso” (quasi sipario teatrale) in cui vediamo muoversi “ombre di colombe in volo” (simbolo eterno di pace cristiana e riconciliazione divina), riflesse in un gioco di smosso chiaro-scuro nell’ampia camicia chiusa ai polsi, fiori appena accennati nella delicatezza di morbide cromie e un “cardo” disegnato in basso a sinistra. Il volto del giovane “non descrive un’ identità definita–sottolinea Irene Finiguerra – ma una presenza interiore, come una figura che affiora come memoria dell’anima, come tracce di un mistero che non si lascia afferrare ma solo intuire”. E mistero, realtà simbolica è ancora il “cardo” che si ripete da “The Silent Choir” al più piccolo “Sorrowful Charm”, dove appare tenuto in mano forse dallo stesso giovane del precedente dipinto. Anche qui, non semplice grafica ornamentale di una comune “pianta” erbacea, ma, in ambito religioso, elevato simbolo associato al dolore, alla corona di spine e alla passione del Cristo, del Cristo che si fa uomo e assume su di sé la maledizione della Genesi per redimere l’umanità. Ancora Irene Finiguerra:“Queste opere parlano a chi crede, ma anche a chi è in ricerca. A chi riconosce nel tempo pasquale un mistero di fede e a chi, semplicemente, attraversa la Cattedrale in cerca di silenzio. Non chiedono appartenenza, ma disponibilità all’ascolto. In un tempo spesso segnato dal rumore e dalla fretta, invitano a sostare senza difese, a lasciarsi toccare da una luce che non impone risposte ma apre domande. Fino a giugno, nel tempo disteso che segue la Pasqua e conduce verso la pienezza della luce estiva, queste immagini continuano a parlare di vita che rinasce e di presenza che si fa discreta. Non proclamano, non spiegano: accompagnano. Sono come preghiere mute affidate alla pittura, offerte silenziose che chiedono soltanto di essere accolte”.
Preghiere. Preghiere che fanno volare alto sentimenti d’amore. E che, personalmente, mi sollecitano ricordi e domande su altre accorate musicali invocazioni:
“Ti guardo camminare in chiese così alte/Ti sento parlare e fai esplodere il mio cuore/Sento il …/Sento il coro silenzioso/
E tu, ti prendi cura di me?/E tu, pensi mai a me? …/
Invocazioni, interrogativi riportati in musica “stile – coldwave” nel brano “The Silent Choir” (stesso titolo del dipinto di Albiero) pubblicato nel 2018 dal duo musicale svizzero-britannico degli “Lebanon Hanover”. Puro caso? Mia casuale suggestione? O anche per Riccardo Albiero, fascinosa fonte d’ispirazione? In ogni caso, restano le motivazioni di un dolce incantesimo e “la connessione profonda tra anime solitarie – come si è scritto – che non hanno bisogno di parole per comprendersi”.
“Sia Luce”
Il Progetto mette al centro del suo interesse il complesso della “Cattedrale di Biella”, come fulcro della spiritualità della città e del suo territorio. Dall’ottobre del 2019, anno di nascita del progetto a oggi, sono state più di settanta le iniziative ospitate. “Sia Luce” è dunque un’occasione per approfondire la conoscenza della “Cattedrale” e di tutto il complesso di “architettura sacra” che si è sviluppato, su Piazza Duomo, nel corso dei secoli. Una periodica esposizione di opere d’arte contemporanee legate al tema del “sacro” consentono di integrare e far dialogare i beni artistici che la “Cattedrale” o il “Battistero” custodiscono con un linguaggio nuovo e accattivante.
Per info: tel. 392/5166749 o info.bibox@gmail.como www.bi-boxartspace.com
Gianni Milani
Nelle foto: Allestimento interno opere Riccardo Albiero; “The Silent Choir”; “A Sorrowful Charm”; Biella, Piazza Duomo (Ph. Davide Corona)
Aste Bolaffi celebra gli ultimi decenni di storia sportiva italiana con una grande asta di cimeli e memorabilia olimpiche
Venerdì 5 giugno prossimo, la nuova asta sportiva organizzata da Aste Bolaffi propone un viaggio, in modalità Internet Live, attraverso memorabilia olimpiche, cimeli calcistici e rarità del ciclismo per celebrare le più importanti pagine sportive degli ultimi decenni della nostra storia. Tra gli oggetti più spettacolari spicca il completo Moncler utilizzato durante la cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici invernali Milano-Cortina 2026 allo stadio San Siro di Milano. Il lotto, dal design unico, comprende un iconico piumino in edizione limitata con cappuccio coordinato, scarponi da montagna, guanti e maschera scenica. Questa divisa è stata disegnata personalmente da Remo Ruffini, presidente e amministratore delegato di Moncler.
Per gli amanti del tennis, saranno messe all’asta, e conservate in una teca in plexiglass, le mitiche “Rafa Vault”, le scarpe della Nike personalizzate per Rafa Nadal in occasione di Wimbledon 2011.
Significativa anche la proposta relativa al ciclismo, con tante maglie, autografi e oggetti appartenuti ai grandi campioni di questo sport, tra cui una una maglia del Club dei Moschettieri attribuita ad Arnaldo Pambianco, straordinaria testimonianza della breve ma leggendaria esperienza voluta nel 1962 dall’industriale Giovanni Borghi, oltre a un insieme di cimeli legati a Fausto Coppi (di cui una maglia rosa del Giro d’Italia del 1952) e alla squadra Carpano, tra cui una maglia da allenamento Vittore Gianni, spedita personalmente dal campione nel 1957 a un giovane tifoso inglese, che gli aveva scritto una lettera indirizzandola semplicemente alla città di Novi Ligure. Il collezionista ha conservato per tutta la vita anche parte del plico originale utilizzato per la spedizione. Il lotto comprende riviste dedicate a Coppi, firme autografe, un taccuino con firme di numerosi ciclisti degli anni Cinquanta e Sessanta, e un modellino in scala della Bianchi del Mondiale 1953.
Ampio spazio è riservato al calcio, che annovera tra i cimeli lo scudetto in tessuto e cucito a mano appartenente alla maglia granata del Grande Torino e una medaglia commemorativa in oro 18 carati riportante gli scudetti e le Coppe Italia conquistate dagli Invincibili. Sempre dal colore granata, vi è una maglia di Ciccio Graziani della stagione 1973-74. Seguono le maglie azzurre di Maradona e Giuseppe Giannini, indossate rispettivamente per il Napoli, nella stagione 1990-91, e per l’Italia durante i Mondiali delle Notti Magiche. Sarà esposta anche una rarissima maglia della nazionale cinese utilizzata nell’amichevole contro la Nazionale Militare italiana del 19 ottobre 1978 e una maglia della Nazionale italiana appartenuta a Claudio Gentile nella stagione 1978.
Asta Internet Live – Venerdì 5 giugno 2026 dalle ore 11.00 (lotti 1-141) e dalle 14.30 (lotti 142-411)
Mara Martellotta
Dopo diversi giorni segnati da un clima quasi estivo e da valori termici decisamente elevati per l’inizio di giugno, il Piemonte si avvicina a un cambio di scenario meteorologico che potrebbe riportare piogge diffuse e un sensibile abbassamento delle temperature.
La svolta è attesa tra la serata di oggi, lunedì 1° giugno, e la giornata di domani, Festa della Repubblica, quando una perturbazione in discesa dall’Europa occidentale raggiungerà il Nord Italia interrompendo la fase dominata dall’alta pressione.
Nelle prossime ore il cielo tenderà progressivamente a coprirsi su gran parte della regione. Le prime precipitazioni dovrebbero interessare soprattutto le aree montane e pedemontane, ma con il passare delle ore l’instabilità potrebbe coinvolgere anche le zone di pianura e i principali centri urbani, compreso il Torinese.
A Torino la giornata odierna si è aperta ancora con condizioni tipicamente estive, ma dalla serata aumenterà la probabilità di rovesci sparsi e fenomeni temporaleschi. Il peggioramento dovrebbe entrare nel vivo martedì 2 giugno, quando sono previste condizioni più variabili e la possibilità di precipitazioni localmente intense.
Secondo gli ultimi aggiornamenti meteorologici, i temporali potrebbero risultare particolarmente attivi nelle ore pomeridiane e serali di domani. In alcune aree non si escludono episodi accompagnati da forti raffiche di vento e grandinate, soprattutto dove il contrasto tra l’aria più fresca in arrivo e il caldo accumulato nei giorni scorsi favorirà lo sviluppo di celle temporalesche più organizzate.
Oltre alle precipitazioni, l’elemento più evidente sarà il ridimensionamento delle temperature. Le massime, che negli ultimi giorni hanno spesso superato i 30 gradi e in alcune zone si sono avvicinate ai 35, sono destinate a scendere in modo significativo. Su gran parte del Piemonte si prevedono valori inferiori di diversi gradi rispetto al fine settimana, con un ritorno a condizioni più vicine alla norma per il periodo.
Il peggioramento dovrebbe però avere una durata limitata. A partire da mercoledì il quadro meteorologico è visto in graduale miglioramento, con schiarite sempre più ampie e una progressiva attenuazione dell’instabilità. Le temperature torneranno lentamente a crescere, pur senza raggiungere nell’immediato i livelli eccezionali registrati negli ultimi giorni di maggio.
Per il Piemonte si profila dunque una breve parentesi di maltempo che potrebbe interrompere l’anticipo d’estate vissuto negli ultimi giorni. Un cambiamento atteso soprattutto nelle aree che hanno affrontato un inizio di stagione particolarmente caldo e afoso, con precipitazioni che potrebbero contribuire a riportare un po’ di sollievo dopo la lunga fase stabile.
Il Dipartimento Viabilità e Trasporti della Città metropolitana di Torino ha avviato da alcuni giorni gli interventi previsti dal nuovo appalto pluriennale dei servizi estivi relativi al taglio dell’erba e alla manutenzione del verde lungo i 2900 km di strade provinciali del territorio.
“Con un impegno finanziario stagionale di 5 milioni e mezzo di euro riusciamo a garantire dai 2 ai 4 tagli l’anno, a seconda dell’importanza della strada e del flusso di traffico, con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza per la circolazione stradale, migliorare la visibilità e mantenere il decoro delle aree di pertinenza viaria. – spiega il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, che ha la delega ai lavori pubblici – Le operazioni interessano progressivamente i principali tratti della rete provinciale e sono effettuate secondo il cronoprogramma predisposto dagli uffici competenti. Invitiamo gli automobilisti a prestare attenzione alla segnaletica temporanea, al personale e ai mezzi al lavoro, collaborando per consentire lo svolgimento delle attività in piena sicurezza”.

Una giusta punta d’orgoglio, sin dall’inizio di questa presentazione della 71ma stagione del TST – Teatro Nazionale, autorità e in quella fotografia e in quel titolostaff e dirigenza tutti schierati sul palcoscenico del Gobetti, nelle parole del presidente Alessandro Bianchi: “Quella che stiamo concludendo in questi giorni ha raggiunto la quota dei 170mila biglietti venduti, un record che mai avevamo raggiunto. Non significa soltanto maggiori ricavi, in quella cifra c’è la verità di un interesse crescente, per il teatro e per le scelte dei nostri spettacoli, come la spinta a proseguire.” E allora vai! con la numero settantuno, tre sale a far da palcoscenico – le abituali Carignano, Gobetti e Fonderie Limone – più l’apporto di un appartamento al piano nobile di piazza Carignano 2 dentro il quale verrà proposto “L’evento”, per la regia di Kriszta Székely, a cui darà voce e corpo la giovane e talentuosa Alice Fazzi, testo del premio Nobel 2022 per la Letteratura Annie Ernaux, una vicenda che sa d’autobiografia, ambientata nell’ottobre del 1963, in cui una studentessa ventitreenne è costretta a ricorrere a vie clandestine per interrompere una gravidanza, nell’illegalità che ancora vige in suolo francese: una esperienza umana dolorosa che incrocia ambiguità e silenzi, la vicinanza di poche compagne, l’incontro con una madre.
“Elisir” è il titolo della stagione, stampato in negativo sulla copertina del programma, cento pagine di titoli e di notizie e di futuri appuntamenti, due rosate vegliarde, torretta di gelato in mano, qualche grinza in viso e occhialoni e una tuta da catwoman, compresa la stella del Guarini in rilievo, una selva di significati in quella fotografia e in quel titolo, dove “l’elisir” – non inteso certo come ricetta per l’immortalità né come mezzo per arrestare il corso del tempo – ci aiuta a vivere più a lungo, dove il teatro migliora l’aspetto della vita, dove di fronte a palcoscenico e attori lo spettatore è assai più felice, dove giganteggia una linea pop e dove si tende a sottolineare una discontinuità rispetto al passato. Insomma aria di festa, desiderio di produrre e di mostrare, un calendario che è stato d’obbligo “comporre e scomporre”, confesserà Valerio Binasco – mentre sfoglia i siparietti che da qualche tempo ci regala, mentre si alza e si risiede sulla sedia, mentre improvvisa o legge, mentre spiega o più o meno silenziosamente rimugina -, per farsi meraviglioso carico della teatrale potenzialità italiana e per votarsi sempre di più a quella internazionalizzazione che, con il nome della Székely, porterà a Torino Eline Arbo, regista norvegese direttrice dell’International Theatre di Amsterdam, con “The End of Eddy” di Eduard Louis, il ritorno dell’inglese Ben Duke con la sua ultima creazione “The Last Hamlet” e la réunion dei discendenti di quello che è stato il mito Charlie Chaplin guidati da James Thierrée e Victoria Chaplin che presenteranno “Rendez-vous”.
94 titoli in sede e in tournée, tra cui 21 produzioni e coproduzioni, 57 ospitalità e 16 spettacoli per Torinodanza Festival: “per entrare a teatro e uscire più diversi” sostiene Binasco. Si inaugura il 5 ottobre al Carignano con “Una delle ultime sere di carnovale” di Goldoni, regia di Binasco (“è il mio primo spettacolo in costume, voglio dare retta a Goldoni più che posso”), l’abbandono di Venezia e la partenza dell’autore per Parigi, ma uomini e donne come noi, “si parla di gente povera, di mestiere e di classe operaia, di emigrazione”, nella continuazione di questi ultimi due anni in cui “mi sono dedicato a mettere in scena i ‘signor nessuno’, a leggere le nostre storie comuni”. Tra gli interpreti, Orietta Notari, Natalino Balasso, Marta Cortellazzo Wiel, Giordana Faggiano, Nicola Pannelli e Milvia Marigliano fresca del successo personale nella “Grazia” di Sorrentino come Coco Valori. Ma, ad essere esatti, avrà già anticipato il giorno precedente al Gobetti Mathias Martelli – raggiunto al telefono in quel di Madrid prima tappa del lungo tour che all’insegna di “Dario Fo 100” lo porterà ai quattro lati del mondo, da New York a Sidney, da Rio de Janeiro a Tunisi, da Santiago del Cile a Stoccarda, da Atene a Parigi – con “Lu santo jullàre Françesco”, ancora Fo, nell’800mo centenario della morte del Santo, un ritratto “contemporaneo, folle, necessario e luminosamente irregolare”.
Non soltanto i classici, nelle scelte del direttore artistico, del direttore artistico junior Pleuteri, del vicedirettore artistico di nuova nomina Leonardo Lidi (a lui si dovrà a febbraio al Gobetti la messinscena dell’”Inserzione” di Natalia Ginzburg, “una storia di solitudine, amicizia, gelosia e follia”, interpreti Marta Pizzigallo e Ilaria Campani, e la ripresa dell’”Amleto” con Mario Pirrello) e del Direttore Generale Filippo Fonsatti, ma una buona parte di contemporaneità, fatti male i conti due terzi delle proposte, “sui venticinque spettacoli del Carignano – sottolinea Pleuteri, immaginando una colorata torta da suddividere – quindici si devono ad autori viventi “, come ampia è la presenza femminile a tirare le fila di vari spettacoli, attrici e registe, mentre già ad inizio dell’incontro (“ma non è una polemica quella che voglio fare”) Rosanna Purchia, assessore alla Cultura del Comune, s’augura una scalata in rosa anche verso le responsabilità manageriali e organizzative dell’Ente torinese. Tra le tante proposte, Alessandro Haber affronterà “Le ultime lune”, testo di Fulvio Bordon con cui Marcello Mastroianni, già malato, dette l’addio alle scene, la brechtiana “Madre Courage” con Lunetta Savino per la regia di Leo Muscato, “una figura contraddittoria che vive nel conflitto come dentro un mercato permanente, scivolosa, inafferrabile, in una parola umana”, mentre s’annunciano per la prima quindicina di dicembre “la musica dal vivo e un deciso taglio rock, a trasformare la scena in un concerto di luce, suono e corpi”. Giuseppe Cederna affronta il mondo animale di Bernardo Zannoni, vincitore del Campiello 2022 con “I miei stupidi intenti”, vedremo la coppia Favino regista e Anna Ferzetti (anche lei successo personale con “La grazia”) interprete in “People, Places & Things” del britannico Duncan Macmillan, a raccontare un percorso di recupero dalla dipendenza da alcol e droghe da parte di Emma, attrice fragile e smarrita; Davide Livermore proporrà con lo Stabile genovese “Orlando Furioso” “da” Ludovico Ariosto, Shakespeare (“Otello”) e John Ford (“Peccato che sia una sgualdrina”) a onorare il teatro seicentesco d’oltremanica, Emma Dante e “Dopo la prova” con cui Gabriele Lavia rende omaggio a Ingmar Bergman, Stefano Massini a fare e a farci fare i conti con “Lo zar” che al secolo ha il nome di Vladimir Putin: dopo “Mein Kampf” e “Donald”, un nuovo percorso, “lo spettacolo attraversa il crollo dell’URSS fra violenza, fame, tumulti e bande criminali, e ricostruisce la metodica scalata al potere del futuro leader”.
Nella sala di via Rossini, tra gli altri, “Lettere a Bernini”, amaro quanto rabbioso ricordo del genio verso l’odiato collega Francesco Borromini, “Predatori di pianura”, ispirato a Ruzante, per la regia di Gabriele Vacis e l’interpretazione di Andrea Pennacchi, in pieno successo con i suoi compagni dopo l’exploit di “Le città di pianura” al cinema, “Figli” scritto dallo scomparso Mattia Torre e adattato e diretto da Fausto Paravidino, interpretato da Edoardo Pesce, poi Stefania Rocca e Michele Di Mauro, Jurij Ferrini ancora una volta pronto a cimentarsi con Rafael Spregelburd, Giordana Faggiano – era ora che qualcuno la chiamasse a protagonista assoluta! è stato il compito di Davide Sacco – con “Lettera di una sconosciuta” dalla novella di Stefan Zweig, la storia di una donna che, mai notata, ha trascorso la intera vita all’ombra di un celebre scrittore, tra sacrificio e devozione. Sbirciando nelle sale delle Fonderie Limone di Moncalieri, Roberto Andò dirige Lino Musella e un nutrito cast di interpreti in “Non posso narrare la mia vita”, a rendere omaggio alla voce indimenticabile di Enzo Moscato, Gabriele Vacis affronta in maniera definitiva la “Trilogia dei Libri” con il Corano, una quindicina di giorni a maggio per riapplaudire uno degli spettacoli più convincenti della stagione che si sta per concludere, quel “Resteremo per sempre qui buone ad aspettarti”, Pleuteri e Lidi a preparare una ottima pista a un trio d’attrici di eccezionale bravura, Marta Malvestiti, Beatrice Verzotti e Teresa Castello, tra i “giorni migliori” del teatro italiano, un cane un gatto e un pesciolino rosso di sesso femminile che vivono una loro avventura (in tempo di Covid) in attesa di un personale Godot che non arriverà mai.
Elio Rabbione
Nelle immagini: Valerio Binasco, regista di “Una delle ultime sere di carnovale” (ph. Virginia Brown); “Resteremo per sempre qui buone ad aspettarti” (ph. Luigi De Palma); “People, Places & Things” (ph. Enrico De Luigi); “Rendez-vous” (ph. Richard Haughton).