ilTorinese

Dantès e il medaglione misterioso

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Affacciata sul Canale della Manica, in Normandia, Étretat è una delle meraviglie della costa di Alabastro, che si estende tra Dieppe e Le Havre, formata da alte scogliere di gesso e verdi vallate. Il pittoresco villaggio incastonato fra le due scogliere più suggestive della costa, la falesia d’Amont e quella d’Aval, ha ospitato personaggi celebri come Guy de Maupassant, Delacroix, Corot, Courbet e Monet e sembra uscire direttamente da un quadro impressionista. Per descriverla è utile ripetere le parole di Victor Hugo: “Ciò che ho visto a Étretat è meraviglioso. […] L’immensa falesia cade a picco sul mare, il suo grande arco naturale è ancora intatto, guardandovi attraverso se ne scorge un altro, ovunque si trovano grandi capitelli lavorati rozzamente dall’oceano.

La più bella architettura che ci sia”. Proprio a Étretat viveva un piccolo cane yorkshire terrier di nome Dantès. Nonostante le sue dimensioni ridotte aveva un cuore grande e uno spirito avventuroso che lo portava a esplorare ogni angolo della sua amata costa. Ogni mattina Dantès si svegliava all’alba annusando l’aria fresca del mare che soffiava attraverso la finestra della sua padrona, la signora Claire Leblanc. Claire, pronipote dello scrittore Maurice Leblanc, creatore delle avventure di Arsenio Lupin, il ladro gentiluomo, era una donna minuta e gentile con una passione per la pittura tant’è che spesso si sedeva sulla spiaggia per catturare le meraviglie della natura riproponendole sulla tela con delicati colori. Viveva accanto alla villetta, ora trasformata in museo, ereditata dal celebre prozio al numero 15 di rue Guy de Maupassant dove Leblanc per 25 anni scrisse e in parte ambientò le avventure rocambolesche del personaggio al quale dedicò ben 17 romanzi, 39 racconti e 5 pièce teatrali tra il 1907 e il 1935. Dantès adorava accompagnare la sua padrona, correndo felice tra i gabbiani e scavando piccole buche nella sabbia dove riusciva a trovarne lungo la spiaggia di ciottoli. Un giorno, mentre Claire era intenta a dipingere il maestoso arco di pietra che Guy de Maupassant descrisse come la proboscide di un elefante che emerge dal mare a pochi metri dall’Aiguille de la Falaise d’Aval, detta l’Ago, alta 55 metri, isolata e lontana dalla scogliera, il piccolo Dantès decise di avventurarsi poco più in là, attratto dalla sensazione di scovare qualcosa di misterioso.

Scoprì un sentiero poco battuto che si arrampicava sulle falesie, e guidato dal suo spirito curioso, decise di seguirlo. Il sentiero lo portò in cima in cima alla falesia dove il panorama mozzava il fiato: le onde dell’oceano si infrangevano contro le rocce, e il cielo era punteggiato di nuvole bianche. Ma mentre Dantès si godeva la vista si accorse che il sentiero proseguiva sempre più stretto e ripido fino all’imbocco di una piccola grotta nascosta tra il muschio e l’erba alta. Incuriosito si avvicinò e, con un piccolo guaito, entrò nella grotta. All’interno, scoprì un tesoro inaspettato: un vecchio baule di legno, coperto di sabbia e alghe. Annusandolo con curiosità, Dantès lo ispezionò e, dopo un po’, riuscì a sollevare il coperchio con le sue piccole zampe. Dentro al baule c’erano molti oggetti scintillanti: monete d’oro, gioielli e strani artefatti. Ma ciò che colpì di più il piccolo yorkshire fu un antico medaglione, ornato con un’immagine di un cane che assomigliava a lui. Era come se il destino avesse voluto che Dantès trovasse quel tesoro. Era riuscito a scoprire il mistero dell’Aiguille Creuse, forse il romanzo più famoso di Leblanc e a individuare il nascondiglio di uno dei tesori più clamorosi con perle, rubini, zaffiri e diamanti dei re di Francia? Deciso a comunicare la scoperta alla sua padrona, Dantès prese tra i denti il medaglione e tornò indietro, correndo a perdifiato lungo il sentiero. Quando raggiunse Claire la trovò intenta a dipingere. Con un guaito entusiasta il piccolo cane saltò accanto a lei, mostrandole il medaglione scintillante. Claire si chinò, sorpresa e affascinata. “Dantès, dove hai trovato questa meraviglia?” chiese, accarezzandolo affettuosamente. Lo yorkshire terrier scodinzolò, felice di condividere la sua avventura e ripercorse il sentiero con la sua padrona. Insieme decisero di riportare il medaglione e gli altri tesori al villaggio, dove avrebbero potuto scoprire la loro storia. Con l’aiuto degli abitanti del posto e le ricerche di madame Catherine Lapoint, la bibliotecaria appassionata di storie e leggende, si scoprì che quegli oggetti appartenevano a un vecchio marinaio che aveva vissuto nel villaggio secoli prima, e che il medaglione era un simbolo di protezione per il suo fedele compagno a quattro zampe. Non era stato svelato il mistero della falesia cava e del tesoro dei Re del quale narrava Leblanc nella più celebre delle avventure di Arsenio Lupin ma era pur sempre una scoperta molto importante. Da quel giorno Dantès non fu considerato soltanto un cane avventuroso, ma anche un piccolo eroe del villaggio. Le persone lo ammiravano e lo ringraziavano per aver riportato alla luce una parte della loro storia. E mentre Claire continuava a dipingere la bellezza delle falesie, Dantès restava al suo fianco, pronto per nuove avventure, con il cuore pieno di gioia e il medaglione scintillante legato al suo collare.

Marco Travaglini

Il Distretto del Cibo incontra il CAAT

Durante la 76esima edizione della Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola, il Distretto del Cibo Chierese-Carmagnolese ha inaugurato un nuovo percorso di valorizzazione territoriale, presentando la prima vetrina presso il CAAT (Centro Agroalimentare di Torino).
L’iniziativa si realizza proprio nei giorni di svolgimento della fiera e sancisce l’avvio di un format che vuole coinvolgere nel tempo tutti i prodotti e i Comuni del Distretto, superando la logica del singolo evento e sviluppando una promozione sull’intera fiera agroalimentare locale.
L’iniziativa, promossa dal Distretto del Cibo Chierese Carmagnolese in collaborazione con il CAAT, il Consorzio del Peperone di Carmagnola e la Fiera Nazionale del Peperone, rappresenta la puntata zero di un percorso condiviso, che nasce dalla firma di un protocollo d’intesa tra il Distretto e il Caat e che, se questa volta riguarda il peperone di Carmagnola, nelle prossime occasioni riguarderà l’asparago di Santena, il pomodoro costoluto di Cambiano, la tinca di Poirino, la menta di Pancalieri e tutte le altre eccellenze dei trenta Comuni che fanno parte del distretto.

“Questa iniziativa rappresenta l’inizio di una collaborazione strutturata tra il distretto del Cibo e il CAAT – spiega Roberto Ghio, Presidente del Distretto del Cibo Chierese- Carmagnolese – con l’obiettivo di creare una vetrina stabile e replicabile per tutti i prodotti e le eccellenze del territorio. Non si tratta solo di vendita, ma di una valorizzazione delle filiere, della tracciabilità e della qualità dei prodotti locali, costruendo una rete capace di coinvolgere aziende, istituzioni e operatori.
La Fiera del Peperone di Carmagnola diventa il palcoscenico di partenza di un percorso che, nel tempo, vedrà protagonisti tutti i prodotti e le realtà agricole dei nostri trenta Comuni”.

“Questa vetrina- evidenzia il Presidente del CAAT Fabrizio Galliati – valorizzerà il peperone, prodotto ben conosciuto al CAAT, durante i giorni della Fiera e non solo ne promuoverà la visibilità,  ma lo valorizzerà come logica di filiera e di territorio. In questa edizione è dunque protagonista il peperone di Carmagnola, con il coinvolgimento del Consorzio del Peperone di Carmagnola e della Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola, ma in futuro il format potrà raccontare altri prodotti e altre storie del territorio, in contesti strategici in cui si incontrano produttori,  operatori e nuove opportunità di mercato. È  il primo passo per un progetto che vuole focalizzare il ruolo del CAAT come risorsa per i cittadini e il territorio, grazie a un programma più ampio, in collaborazione con il Distretto del Cibo Chierese e Carmagnolese.
Per questa prima edizione è stato prezioso il contributo di Simona Riccio, Linkedin Top Voice Italy e Agrifood & Organic Specialist nell’organizzazione dell’iniziativa che inaugura una stagione di eventi per la valorizzazione dei  nostri prodotti e del territorio”.

Il progetto coinvolge in modo diretto i grossisti , come racconta Stefano Cavaglià, presidente Associazione Grossisti del CAAT: “Avere una vetrina speciale al CAAT di Torino per il Peperone di Carmagnola significa aprirsi ad un mercato internazionale. Grazie ai membri della nostra associazione , il prodotto raggiunge Piemonte, val d’Aosta, Liguria e persino la Francia”.

La Vetrina del Peperone sarà allestita nella galleria d’ingresso del CAAT, in un punto ad alta visibilità  e presenterà le originali valigette del Consorzio contenenti peperoni freschi, affiancati da materiali informativi. Il team operativo garantirà la cura quotidiana dello spazio e il coordinamento delle attività. Vi saranno anche momenti di  coinvolgimento della tradizione locale, con la visita di Re Peperone e della Bella Povronera alla galleria del CAAT.
Questa iniziativa dimostra come la sinergia tra enti e attori del territorio può generare nuove opportunità per promuovere eccellenze locali.

Mara Martellotta

Torino, colpo Asllani: è il settimo rinforzo per Baroni

Il Torino chiude un’operazione importante e porta a casa Kristjan Asllani. Dopo settimane di trattativa, il centrocampista albanese dell’Inter ha accettato la proposta granata e nelle prossime ore sosterrà le visite mediche, prima di firmare un contratto triennale con ingaggio a salire fino a circa 2 milioni di euro.
L’affare è stato definito con la formula del prestito oneroso da 1,5 milioni e obbligo di riscatto fissato a 12, più il 20% di futura rivendita a favore dell’Inter.
Asllani diventa così il settimo volto nuovo del Toro targato Marco Baroni, dopo Israel, Ismaili, Ngonge, Abouklal, Simeone e Anjorin. Un innesto di qualità in mezzo al campo che conferma le ambizioni europee del club di Urbano Cairo.

Enzo Grassano

Vuelta a España, la presentazione dei team e la ‘salida official’. Le modifiche viabili 

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Torino si prepara ad accogliere la Vuelta a España, evento sportivo di risonanza internazionale che per la sua 90ª edizione avrà la sua partenza ufficiale – la “salida oficial” – dalla nostra città sabato 23 agosto 2025 con il Piemonte che sarà il palcoscenico delle prime quattro tappe.

L’appuntamento sarà preceduto giovedì 21 agosto dalla presentazione ufficiale delle squadre in Piazzetta Reale, arricchita da una vivace “fiesta española”. In occasione di entrambi gli eventi sono previste modifiche alla viabilità con la chiusura di alcune strade.

Giovedì 21 agosto, Teams Presentation

L’evento di presentazione degli oltre 180 ciclisti professionisti, suddivisi in 23 squadre, sarà nel cuore del centro storico di Torino, la Piazzetta Reale, da dove sarà trasmessa in tutto il mondo. La cerimonia, che avrà inizio alle ore 19.30, si chiuderà con l’esibizione del cantante spagnolo Antonio Orozco. Già dalle 17 una “fiesta española” animerà la piazza con lezioni di spinning e successivo dj-set.

Modifiche viabili

Dalle ore 18.30 alle 20.45 e comunque sino a cessate esigenze verrà chiusa al transito via XX Settembre, nel tratto da via Pietro Micca a corso Regina Margherita, con sospensione della via riservata ai mezzi pubblici.

Bevande alcoliche e alimenti

Nelle aree interessate dall’evento e in quelle limitrofe sarà in vigore il divieto di vendita per asporto, consumo e detenzione di alimenti e bevande in contenitori di vetro e/o metallo o potenzialmente pericolosi, oltre al divieto di vendita e somministrazione di bevande con gradazione alcolica superiore ai 21 gradi.

Sabato 23 agosto, tappa Torino Reggia di Venaria – Novara

La prima tappa della Vuelta a España partirà dalla Reggia di Venaria alle ore 12.55 e attraverserà il territorio della città di Torino a nord del centro cittadino a partire dalle ore 13.05 circa.

I primi 13,5 km del tratto urbano saranno “neutralizzati”, ovvero non competitivi, e percorsi “in passerella” fino all’altezza del monumento dedicato a Fausto Coppi in corso Casale, nei pressi del Motovelodromo a lui intitolato. Da qui, con una partenza lanciata, prenderà il via la parte competitiva della prima tappa che si concluderà a Novara.

Il percorso cittadino “neutralizzato”

Strada Altessano (carreggiata ovest), corso Grosseto (carreggiata sud), corso Potenza (carreggiata ovest), corso Potenza (carreggiata centrale dopo uscita sottopasso), corso Regina Margherita (carreggiata centrale nel senso di marcia), corso Regina Margherita (intera carreggiata centrale), sottopasso Principe Oddone, Rondò della Forca (asse centrale), corso Regina Margherita (intera carreggiata centrale), sottopasso Repubblica (carreggiata sud nel senso di marcia), Rondò Rivella (asse centrale), corso Regina Margherita (intera carreggiata centrale), largo regina Margherita (carreggiata sud-est, nel senso di marcia), ponte Regina Margherita, corso Casale/piazza Borromini, corso Casale fino al Motovelodromo per la partenza lanciata (piazza Carrara).

La parte di percorso non competitivo sarà chiusa al transito dalle ore 12.20 circa sino a cessate esigenze. Fa eccezione la chiusura in Altessano / Druento, verso corso Garibaldi (Venaria), che per motivi tecnici chiuderà dalle 11.55.

Per motivi tecnici, il tratto di percorso compreso tra corso Gabetti e il Motovelodromo sarà chiuso alle ore 12.20.

Il percorso di gara cittadino

La corsa prosegue in modalità competitiva lungo il seguente percorso: corso Casale, piazza Pasini (carreggiata laterale nord), viale Agudio (carreggiata est nel senso di marcia), piazza Coriolano (da bretella Agudio in corso Casale), corso Casale fino al confine con San Mauro Torinese, in corrispondenza di via Croce.

Il percorso di gara, da Piazza Borromini al confine con Torino, sarà chiuso al transito alle 12.20 e sino a cessate esigenze.

Divieti di sosta

Dalle ore 8 del 23 agosto e sino a cessate esigenze sarà in vigore il divieto di sosta con rimozione forzata dei veicoli lungo seguenti tratti di percorso:

–     corso Casale, ambo i lati, nel tratto compreso tra corso Gabetti e piazza Pasini;

–     piazza Pasini, carreggiata laterale nord ambo i lati, tratto Casale–Agudio.

Ponti chiusi

Il Ponte Regina Margherita sarà chiuso in ambo le direzioni dalle 12.20 e fino a cessate esigenze.

Il ponte Sassi sarà chiuso in direzione corso Casale – via Agudio dalle ore 12.20 e fino a cessate esigenze. Sarà aperto e transitabile in direzione di corso Belgio solo per i veicoli che percorrono viale Agudio provenienti dalla Diga del Pascolo e/o Lungo Stura Lazio.

Altre chiusure viabili

Per consentire il passaggio in sicurezza della corsa ciclistica è inoltre prevista la chiusura temporanea di assi stradali diretti verso il percorso di gara, come le uscite di alcuni svincoli della tangenziale nord di Torino (uscite svincolo Regina Margherita, ramo di svincolo di Savonera dalla rotatoria con la S.P. 176 verso Regina Margherita, uscite svincolo Venaria, dalle ore 12 alle 13.30 del 23 agosto).

Utile da sapere

Sabato 23 agosto l’attività del mercato di piazza Borromini sarà sospesa.

Trasporto pubblico

Nelle due giornate i percorsi di alcuni mezzi di trasporto pubblico subiranno deviazioni nell’area interessata dalla manifestazione. Info sul sito di Gtt, alla pagina https://www.gtt.to.it.

TORINO CLICK

Tutti i numeri del turismo nella montagna. Uncem: flussi in aumento

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Il turismo nelle aree montane italiane incide per il 6,7% del PIL, un valore in linea con la media nazionale. Secondo il Rapporto Montagne Italia di UNCEM, realizzato con IPSOS, il 90% degli intervistati considera la montagna italiana “un’importante attrattiva turistica”, mentre il 56% la vede come un luogo dove vivere.

Il documento analizza la situazione di 387 comunità territoriali tra Alpi e Appennini, aree omogenee di Comuni impegnati in strategie e piani di sviluppo condivisi. Nel 2023, queste zone contavano in media 19,3 posti letto ogni 100 abitanti e 1.200 presenze turistiche per 100 abitanti, con una durata media del soggiorno di 3,1 giorni.

Il rapporto – edito da Rubbettino nell’ambito del progetto ITALIAE della Presidenza del Consiglio dei Ministri – sottolinea che il turismo in montagna non può esistere senza agricoltura e cura del territorio. “Il turismo c’è perché ci sono paesi e comunità”, ricorda Marco Bussone, presidente UNCEM. “È a nostro giudizio sbagliato parlare di overtourism nella montagna. Possiamo piuttosto parlare di picchi in alcuni periodi dell’anno, di aumento di flussi in alcuni giorni e in poche aree. Ma non di overtourism. Come è invece necessario parlare di limiti, prima di tutto di chi affronta i territori per motivi ludico-sportivi”.

Bussone invita a considerare la complessità dei sistemi montani, dove ecologia e presenza umana sono strettamente intrecciate: “Le comunità dei paesi, che non sono borghi turistici, sono fondamentali. Accolgono e sono decisive per il turismo stesso. Evitarli, pensare non ci siano, è assurdo e inopportuno. Chi sale non porti tutto da casa. Compri in valle, faccia vivere quei negozi e quei bar. Non chiediamo assistenzialismo, ma buonsenso e incontro. Comunione con le comunità dei territori. Che sono la vita delle montagne stesse”.

I dati in sintesi

  • Occupazione turistica: in media 650 addetti per comunità territoriale. Il massimo si registra in Alto Adige, a Villabassa-Alta Pusteria, con 12.849 occupati. Seguono Verano e Tires (Alto Adige), Dolomiti Bellunesi. In coda, Bassa Valle del Tirso e Grighine (Sardegna), Vette dei Nebrodi (Sicilia), Locride (Calabria).

  • Incidenza sul PIL locale: record nelle Dolomiti, con Trento (72%), Soraga di Fassa (62%), Tires (59%). In 63 comunità l’incidenza è sotto l’1%.

  • Posti letto: picco a Soraga di Fassa (254 ogni 100 abitanti), seguita da Walser Monte Rosa (239), Baldo-Garda (220), Spormaggiore (197) e Valdigne-Mont-Blanc (170).

  • Presenze turistiche: Soraga di Fassa (30.000), Spormaggiore (27.000), Baldo-Garda (19.000), Luserna (13.000) e Vermiglio (12.000).

  • Durata media del soggiorno: primato all’Alto Maceratese (13 giorni), seguito da Versante Ionico (Calabria), Terre di Castelli (Emilia Romagna), Area Grecanica e Sila Greca (Calabria), Metauro (Marche) e Lambro-Mingardo (Campania).

I dati completi per le 387 comunità territoriali, con la lista dei Comuni di ciascuna, sono disponibili su richiesta a UNCEM.

Altenote, musica da camera con il Quartetto Cavour a Sauze di Cesana

È risultata molto ricca l’edizione 2025 intitolata ‘Altenote’, rassegna estiva di musica da camera ideata dalla Filarmonica TRT, che ha accompagnato turisti e non dal 2 agosto al 21 agosto.
Si conclude, infatti, la rassegna giovedì 21 agosto con un duplice concerto, alle 16.30 e alle 18, nella chiesa parrocchiale di San Restituto di Sauze di Cesana, dove sarà  protagonista il Quartetto Cavour, formato da Basak Baraz al violino, Martina Mancuso al violino, Carmen Verzino alla viola e Cecilia Caminiti al violoncello. Il quartetto è  nato sulla base dell’Obiettivo Orchestra, un progetto formativo promosso dalla Filarmonica Trt che vede coinvolte anche come insegnanti compagini dell’orchestra. “Esperienza orchestra” consente a giovani talenti di suonare a fianco di professori durante la stagione sinfonica. La scelta per il concerto conclusivo di Altenote è stato il Quartetto in La minore  di Wolf-Ferrari e il Quartetto n. 5 di Pugnani, un programma interamente italiano. Il festival “Altenote” su concluderà così con un’esibizione capace di esaltare la bellezza e il fascino della musica da camera.

Mara Martellotta

Torino per l’Ucraina, rinnovato il call center che assiste i profughi

La Città di Torino continuerà a sostenere il servizio di call center per il supporto e l’assistenza ai profughi ucraini presenti sul territorio cittadino, grazie ad una nuova convenzione con Red Nova – Connecting Actions, Defending Rights E.T.S. Un servizio che, attivo in più lingue, rappresenta un punto di riferimento essenziale per orientare, informare e accompagnare le persone in fuga dal conflitto, garantendo un aiuto concreto nell’accesso ai servizi.

Fin dall’inizio del conflitto in Ucraina, Torino si è attivata per garantire accoglienza e sostegno alle persone costrette a fuggire dalla guerra, aderendo alle misure nazionali e regionali e collaborando con le reti associative del Terzo Settore. Tra queste iniziative, il call center gestito da Red Nova si è affermato come strumento chiave, offrendo informazioni in lingua ucraina, russa, italiana e inglese su servizi di accoglienza, assistenza legale, traduzioni e orientamento lavorativo e sociale.

A seguito del trasferimento di competenze in materia di assistenza dei profughi ucraini alle Prefetture e della conclusione dei precedenti accordi con la Protezione Civile regionale, Red Nova ha chiesto alla Città di Torino un supporto logistico per continuare l’attività del call center.

Questa mattina la Giunta comunale, su proposta dell’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli, ha approvato il nuovo schema di convenzione con l’Ente del Terzo Settore, che garantirà a Red Nova la possibilità di poter proseguire la sua attività per almeno 12 mesi.

“Con questo atto la Città di Torino conferma il suo impegno concreto a favore delle persone in fuga dalla guerra in Ucraina – dichiara l’assessore Jacopo Rosatelli -, dando continuità al lavoro e all’impegno di Red Nova, e mantenendo attivo un servizio indispensabile per l’accoglienza e l’orientamento. Questo call center è molto più di un numero di telefono: è un punto di riferimento per oltre 15mila cittadine e cittadini ucraini, un luogo di ascolto, assistenza e inclusione che supporta chi si trova in una situazione di grande difficoltà e che mostra come  Torino continua a lavorare con tutte le realtà del territorio per costruire una comunità accogliente e solidale.”

L’accordo in particolare prevede la concessione da parte della Città di Torino di un locale di proprietà comunale, situato al piano terra di corso Regina Margherita 137, dotato di tre postazioni telefoniche fisse e di connessione.

Qui Red Nova proseguirà la sua fondamentale azione di accoglienza e informazione e, attraverso un coordinamento costante con il Servizio Stranieri, l’Ufficio Minori Stranieri e numerosi enti pubblici e privati, tra cui Questura e Prefettura, potrà continuare a offrire un servizio efficiente e integrato sul territorio. Il call center, che opera grazie a fondi dell’Unione europea e della Fondazione Compagnia di San Paolo, garantirà un presidio costante e qualificato per rispondere alle esigenze emergenti della comunità. Sarà operativo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17, rispondendo al numero 011.01125500.

TORINO CLICK

Nosiglia ricoverato per polmonite

Da qualche giorno l’Arcivescovo emerito di Torino, mons. Cesare Nosiglia, è ricoverato  per una polmonite all’ospedale Gradenigo. Non è in pericolo di vita. L’alto prelato, 80 anni, lasciò il suo incarico pastorale nel 2022.

Treni e stazioni, 4mila controlli a Ferragosto

1 arrestato, 9 indagati e più di 4000 persone controllate nell’ambito dell’intensificazione dei servizi predisposti dal Compartimento Polizia Ferroviaria Piemonte e Valle D’Aosta dal13 al 18 agosto.

310 le pattuglie impegnate nelle stazioni e 50 quelle a bordo treno per un totale di 129 treni scortati. In relazione al maggior flusso di viaggiatori sono stati potenziati i servizi antiborseggio in abiti civili per contrastare il fenomeno dei furti, sia in stazione che a bordo treno. 2083 gli stranieri identificati. 6 le sanzioni amministrative elevate, di cui 3 in materia di sicurezza ferroviaria.

Durante tutto il weekend sono stati intensificati i servizi di prevenzione e vigilanza con il personale della Specialità impiegato anche nelle stazioni non presidiate di Torino Lingotto, Bardonecchia e Mondovì. Le citate stazioni, infatti, in concomitanza con le partenze previste per il Ferragosto verso le località turistiche sulla costa ligure e in montagna, hanno fatto registrare una significativa presenza di viaggiatori. Particolare attenzione è stata posta anche nella stazione di Fossano (CN), in relazione al transito dei cosiddetti treni mare, che in questo periodo, durante tutti i fine settimana, fanno registrare un flusso di passeggeri più che triplicato rispetto alla quotidianità. Nella settimana di intensificazione dell’attività di specialità evidenziata, è stata inserita anche l’operazione “Viaggiare Sicuri”, giornata di controlli promossa dal Servizio Polizia Ferroviaria a livello nazionale che, nel giorno del 13 agosto, ha visto impegnati 83operatori della Polizia Ferroviaria nelle stazioni ferroviarie del Piemonte e della Valle d’Aosta, coadiuvati da contingenti del Reparto Prevenzione Crimine e dalle Unità Cinofile messe a disposizione dalla Questura di Torino. Si segnala, ancora, che proprio grazie all’ausilio dell’unità cinofile, nell’ambito di detta attività, è stato possibile recuperare della sostanza stupefacente occultata da un cittadino italiano in transito.

Uncem: tutti i numeri del turismo in montagna

Il turismo vale il 6,7% del PIL delle montagne italiane. È un valore in linea con quello dell’intero Paese. Il 90% degli intervistati da IPSOS sul Rapporto Montagne Italia realizzato da Uncem ritiene le aree montane italiane “un’importante attrattiva per i turisti”. E il 56% un luogo dove vivere. Nell’estate dell’aumento dei flussi verso le montagne italiane, il Rapporto realizzato dall’Unione nazionale dei Comuni, Comunità, Enti montani, fa un quadro in tutte le aree montane del Paese. Alpi e Appennini sono suddivisi in 387 “comunità territoriali”, aree omogenee di Comuni che già lavorano insieme in strategie e piani di sviluppo locale. Il riferimento ai dati del Rapporto è il 2023. Nelle Alpi e negli Appennini vi sono 19,3 posti letto alberghieri ed extralberghieri ogni 100 abitanti. Il numero di presenze (pernottamenti) registrate nel corso di un anno negli esercizi alberghieri ed extralberghieri è in media di 1200 ogni 100 abitanti. La durata media delle permanenze, dividendo il numero delle presenze per quello degli arrivi, cioè dei turisti, è di 3,1 giorni di permanenza.

Il Rapporto Uncem – edito da Rubbettino e realizzato nell’ambito del Progetto ITALIAE della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Affari regionali e per le Autonomie, https://uncem.it/uncem-presenta-il-rapporto-montagne-italia-2025/ – fa una analisi complessiva dei sistemi montani, nei quali il turismo non sarebbe possibile senza agricoltura e senza gestione dei versanti. “Il turismo c’è perché ci sono paesi e comunità – evidenzia Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem – È importante e in crescita. È a nostro giudizio sbagliato parlare di overtourism nella montagna. Possiamo piuttosto parlare di picchi in alcuni periodi dell’anno, di aumento di flussi in alcuni giorni e in poche aree. Ma non di overtourism. Come è invece necessario parlare di limiti, prima di tutto di chi affronta i territori per motivi ludico-sportivi. Uno dei limiti è non capire che nelle aree montane, più che nelle città e nelle coste, si va in sistemi complessi, ecologici e antropici. E che le comunità dei paesi, che non sono borghi turistici, sono fondamentali. Accolgono e sono decisivi per il turismo stesso. Evitarli, pensare non ci siano, è assurdo e inopportuno. Chi sale non porti tutto da casa. Compri in valle, faccia vivere quei negozi e quei bar. Non chiediamo assistenzialismo, ma buonsenso e incontro. Comunione con le comunità dei territori. Che sono la vita delle montagne stesse”.

I dati complessivi della Montagna italiana nel Rapporto

La Tav. 7.6 del Rapporto Montagne Italia misura la consistenza della occupazione turistica in ciascuna Comunità Territoriale rappresentando semplicemente il numero totale di occupati. Nella classe nella quale il numero di occupati è maggiore si superano i 940 occupati per singola Comunità Territoriale; in quelle nelle quali il numero è minore non si raggiungono i 70 occupati per ciascuna Comunità Territoriale; il valore medio è di 650 occupati per singola Comunità Territoriale.
La Tav. 7.8 misura sul lato dell’offerta la dotazione di posti letto negli esercizi alberghieri ed extralberghieri (escluse quindi le seconde abitazioni private in proprietà o in affitto) di ciascuna Comunità Territoriale rapportandola alla consistenza della popolazione; nella classe dove la dotazione è maggiore si superano i 30 posti letto per 100 abitanti, in quella dove è minore abbiamo meno di un posto letto per abitante; la media è di 19,3 posti letto per 100 abitanti.
La Tav. 7.9 misura sul lato della domanda il numero di presenze (pernottamenti) registrate nel corso di un anno negli esercizi alberghieri ed extralberghieri (escluse quindi le seconde abitazioni private in proprietà o in affitto) di ciascuna Comunità Territoriale rapportandola alla consistenza della popolazione; nella classe dove la le presenze sono più numerose si superano le 1.400 presenze (pernottamenti) per 100 abitanti, in quella dove sono meno numerose abbiamo meno di 24 presenze  per abitante; la media è di circa 1.200 presenze per 100 abitanti.
La Tav. 7.10 misura, sempre sul lato della domanda, la durata media delle permanenze, dividendo il numero delle presenze per quello degli arrivi, cioè dei turisti; nella classe dove la durata è maggiore si superano le 4 giornate di durata media, in quella dove è minore abbiamo meno di due giornate per ciascuna vacanza; la media è di 3,1 giorni di permanenza.
Relativamente più complesso l’indicatore rappresentato nella Tav. 7.7 che misura l’incidenza percentuale del valore aggiunto della filiera turistica (considerando quindi il complesso delle attività che concorrono direttamente o indirettamente alla produzione dei servizi di accoglienza e di ospitalità), sul totale del valore aggiunto di ciascuna Comunità Territoriale, dunque è la misura più significativa della importanza del turismo nella economia locale; nella classe dove la incidenza è maggiore il turismo concorre per circa l’11% e oltre al PIL;, in quella questa incidenza è minore si arriva a poco più dell’1% del PIL totale; la incidenza media è di circa il 6,7% del PIL, in linea con il valore medio nazionale.

I numeri nelle Comunità Territoriali descritti nel Rapporto
Andiamo nel dettaglio dei territori. Quello con la maggiore “occupazione turistica” è in Alto Adige, provincia di Bolzano. È l’area di Villabassa, Alta Pusteria, per intenderci quella Villabassa. 84mila abitanti, per 12.849 occupati nella filiera turistica. Numeri molto rilevanti, nella zona del Lago Braies. Sul “podio” del numero di occupati nel turismo vi sono altre due aree dell’Alto Adige: la Comunità territoriale di Verano e quella di Tires. A seguire, le Dolomiti Bellunesi. Al fondo dell’elenco, sempre sul fronte dell’occupazione nel turismo, vi sono tre zone montane delle isole e del Mezzogiorno: Bassa Valle del Tirso e Grighine (Sardegna), Vette dei Nebrodi (Sicilia), Locride.
Le Dolomiti hanno la meglio sull’incidenza percentuale del valore aggiunto della filiera turistica sul totale del valore aggiunto di ciascuna Comunità Territoriale. Podio nel Rapporto Uncem tre aree del Trentino, ovvero le Comunità Territoriali di Trento (72%), Soraga di Fassa (62%), Tires (59%). Buoni i numeri dell’area di Tenno (Trentino), della Elimo Ericini (Sicilia) e ancora in Trentino della Comunità Territoriale Villabassa Alta Pusteria. In 63 Comunità Territoriali montane descritte nel Rapporto, l’incidenza è sotto l’1%. “Più in basso” troviamo le aree del Monte Mauro (Molise), Gerrei (Sardegna), Krimisa (Calabria), e della Bassa Valle del Tirso e Grighine (Sardegna).
Sui posti letto alberghieri ed extralberghieri, numeri altissimi a Soraga di Fassa, Trentino-Alto Adige, con 254, seguita dall’area Walser Monte Rosa in Val d’Aosta con 239. Poi l’Unione Montana del Baldo-Garda in Veneto (220), la Comunità Territoriale di Spormaggiore (nel Parco Adamello-Brenta, in Trentino-Alto Adige) con 197 posti letto ogni 100 abitanti, seguita dall’area Valdigne-Mont-Blanc in Valle d’Aosta con 170. Bene anche l’Alta Val Susa con 149 e nel Mezzogiorno la Comunità Montana Lambro Mingardo.

Per quanto riguarda le presenze turistiche (numero pernottamenti nell’anno negli esercizi alberghieri ed extralberghieri, escluse quindi le seconde abitazioni private in proprietà o in affitto, di ciascuna Comunità Territoriale rapportati alla consistenza della popolazione), in testa troviamo le Comunità Territoriali di Soraga di Fassa (30mila), Spormaggiore (27mila), l’area del Baldo-Garda (19mila), di Luserna (13mila), di Vermiglio (12mila).
La durata media delle permanenze, ottenuta nel Rapporto Montagne Italia Uncem dividendo il numero delle presenze per quello degli arrivi, cioè dei turisti, vede con ottimi numeri l’Alto Maceratese, nelle Marche, con 13 giorni di durata media. Seguono l’area della Comunità Territoriale del Versante Ionico, in Calabria, poi Terre di Castelli in Emilia Romagna, l’Area Grecanica e la Sila Greca in Calabria, il Metauro nelle Marche e la Comunità montana Lambro e Mingardo in Campania
cs