ilTorinese

Una notte al Castello di Miradolo tra natura e cinema

Venerdì 7 agosto 2026  Rapaci notturni, suoni della natura e la proiezione di Hamnet.

Nel nome del figlio: il parco storico si scopre dopo il tramonto Il Parco del Castello di Miradolo (TO) si anima anche dopo il tramonto con una serata dedicata alla scoperta della natura e al cinema all’aperto. Venerdì 7 agosto, alle 21.30, i visitatori potranno scegliere tra una visita guidata in notturna, dedicata ai rapaci che popolano il parco, e la proiezione del film Hamnet. Nel nome del figlio, ultimo appuntamento della rassegna Cinema nel Parco. Accompagnati dall’ornitologo e guida naturalista Gianluca Simonetta, i partecipanti alla visita “Tra luci, ombre e piccoli segreti” esploreranno il parco in un momento della giornata in cui l’atmosfera cambia completamente. Nel silenzio della sera, tra richiami lontani, fruscii tra le foglie e movimenti appena percettibili, sarà possibile imparare a riconoscere le voci della notte e scoprire gli animali che abitano questo luogo, con un’attenzione particolare ai rapaci notturni, come gufi, civette e allocchi. Sempre alle 21.30, il prato del Castello ospiterà l’ultima proiezione di Cinema nel Parco con Hamnet. Nel nome del figlio (Universal Pictures, 2026). Ambientato nell’Inghilterra del XVI secolo, il film racconta la storia di William Shakespeare e della moglie Agnes, soffermandosi sulla loro vita familiare e sul profondo dolore seguito alla perdita del figlio Hamnet, vicenda che diventa una possibile chiave di lettura dell’origine dell’Amleto. Con le cuffie Silent System, gli spettatori potranno seguire il film immersi nell’atmosfera del Parco, in un’esperienza di visione che unisce la qualità dell’ascolto al fascino della proiezione sotto il cielo estivo. Gli spettatori possono scegliere di ascoltare i film anche in lingua originale, multilingua e/o sottotitolati, ampliando così le possibilità di fruizione. Non sono previste sedute o posti assegnati: ciascuno è invitato a portare con sé un plaid e a scegliere il proprio angolo preferito sul prato per assistere alla proiezione.     Clicca qui per scaricare il comunicato stampa   INFO Castello di Miradolo, via Cardonata 2, San Secondo di Pinerolo (TO) Venerdì 7 agosto, ore 21.30 Visita del parco in notturna Tra luci, ombre e piccoli segreti Costo: 4 euro + biglietto di ingresso Biglietti: 15 euro intero, 12 euro ridotto (gruppi, over 65, convenzioni), 10 euro ridotto 12-26 anni e universitari, gratuito (0-11 anni, Abbonati Musei e Torino+Piemonte Card, Passaporto culturale, disabilità e accompagnatori), 5 euro ridotto scuole secondarie di II grado di Pinerolo e Tessera PineCult Prenotazione obbligatoria. Posti limitati. Cinema nel Parco Hamnet. Nel nome del figlio (Universal Pictures, 2026) Costo: intero 8,50 euro; ridotto 0-5 anni 3 euro; gratuito per i bambini che non vogliono la cuffia Posti limitati. Informazioni: 0121 502761 prenotazioni@fondazionecosso.it www.fondazionecosso.com

Torino sempre più calda: a Barriera di Milano sfiorati i 39 gradi, nei parchi giochi pavimentazioni a 75°C

Torino è tra le città italiane dove le ondate di calore colpiscono con maggiore intensità i quartieri periferici. È quanto emerge dal bilancio della campagna “Che caldo che fa! Contro la cooling poverty: città più fresche, città più giuste”, promossa da Legambiente insieme alla Croce Rossa Italiana e a RSE, che ha monitorato sei grandi città italiane tra giugno e luglio 2026.

Per il capoluogo piemontese i dati mettono in luce la situazione di Barriera di Milano, dove durante i rilievi è stata registrata la temperatura dell’aria più elevata dell’intera indagine: 39 gradi, rilevati l’8 luglio nelle ore più calde della giornata.

Ancora più impressionanti sono le temperature raggiunte dalle superfici urbane esposte al sole. Nel Giardino Giuseppe Saragat, la pavimentazione antitrauma in gomma sotto gli scivoli ha toccato 75,6 gradi, il valore più alto registrato durante la campagna. Anche l’asfalto supera facilmente i 50 gradi quando non è protetto dall’ombra, trasformando strade, piazze e aree gioco in vere e proprie isole di calore.

L’indagine evidenzia inoltre come il problema interessi soprattutto i quartieri più fragili dal punto di vista socioeconomico. Nelle sei periferie analizzate a livello nazionale, quasi due infrastrutture su tre – tra fermate del trasporto pubblico, aree gioco, panchine e spazi pubblici – risultano completamente esposte al sole nelle ore centrali della giornata, aumentando il disagio per anziani, bambini e persone vulnerabili.

Lo studio analizza anche l’evoluzione delle temperature negli ultimi undici anni. A Torino cresce il numero dei quartieri che nei mesi estivi raggiungono le fasce termiche più elevate: rispetto al 2015 sono cinque in più quelli che arrivano a temperature superficiali comprese tra 46 e 50 gradi nel mese di giugno. A luglio si osserva uno spostamento verso la fascia tra 41 e 45 gradi, mentre ad agosto diminuiscono le aree che superano i 46 gradi, ma aumenta il numero dei quartieri caratterizzati da temperature comunque molto elevate.

Secondo Legambiente, il fenomeno delle isole di calore urbane è destinato ad accentuarsi se non verranno adottati interventi di adattamento climatico. Tra le misure indicate figurano l’aumento delle alberature, la realizzazione di nuovi spazi verdi, la riduzione delle superfici asfaltate e la creazione di rifugi climatici accessibili alla popolazione durante le ondate di calore.

«Il caldo torrido e le ondate di calore – afferma Mariateresa Imparato, responsabile Giustizia climatica di Legambiente – non colpiscono tutti allo stesso modo. Nei quartieri con meno servizi e meno aree verdi l’esposizione alle alte temperature è maggiore e aumenta il rischio per la salute. Per questo è necessario intervenire partendo proprio dalle periferie».

Per l’associazione ambientalista, l’adeguamento delle città ai cambiamenti climatici non può più essere rinviato. La richiesta al Governo è quella di finanziare il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e accelerare gli investimenti nelle infrastrutture verdi, considerate uno degli strumenti più efficaci per mitigare gli effetti delle estati sempre più calde.

Madonna di Urkupiña: Feste e Parata Folkloristica Boliviana

/

La Comunità Boliviana di Torino e il Comitato Organizzatore ha promosso a Torino le Feste commemorative e la Prima Parata Folkloristica Boliviana in Onore della Madonna di Urkupiña (nominata Madonna dell’Integrazione).

Questa manifestazione unisce la dimensione culturale e la dimensione religiosa della   comunità. Oltre alle esibizioni folkloristiche, gli eventi saranno momenti di condivisione della fede e dell’identità religiosa che legano la comunità boliviana e le realtà cattoliche locali.

PROGRAMMA DEGLI EVENTI PRINCIPALI:

1 Agosto – Festa Commemorativa

Luogo: Polisportivo Rivermosso, Via Cavagnolo 12 Int. 19, Torino

Attività: Atto commemorativo dell’indipendenza boliviana; donazione da parte della Comunità Bolivian alla MAET dell’Università di Torino; danze e musica tradizionali boliviane e musica live con ospiti italiani

Ore: 16.00 – 22.00

20, 21 e 22  Agosto – Santa Messa e Rosario

Luogo: Chiesa Immacolata Concezione del Santisimo Sacramento

Sede: Cappellania Latinoamericana, Via Nizza 47, Torino

Attività: Messe devozionali e recita del Rosario

Ore: 18.30 ogni giorno

23 Agosto – Messa e Prima Parata alla Madonna di Urkupiña  a Torino

Luogo: Chiesa Immacolata Concezione del Santisimo Sacramento

Sede: Cappellania Latinoamericana, Via Nizza 47, Torino e Vie adiacenti

(Zona San Salvario)

Attività: Messa di celebrazione in onore della Madonna di Urkupiña; processione e

 Prima Parata Folkloristica con gruppi di danzanti boliviani

Ore: 11.00

Aska, Alessi (Fdi): “No a chi aveva legami col centro sociale”

AVVISO PUBBLICO DEL COMUNE PER L’IMMOBILE DI CORSO REGINA 47
Oggi è stato pubblicato un comunicato dalla Città riguardante l’avviso pubblico per l’immobile situato in Corso Regina Margherita 47. Sono lieta che finalmente la Città stia avviando la procedura per il riutilizzo dell’edificio ex Askatasuna. Durante il Consiglio del 15 giugno, ho presentato una Mozione, insieme ai colleghi di Fratelli d’Italia, Giovannini e Caria, in cui auspicavamo che la Città archiviasse definitivamente il dialogo con gli antagonisti. Richiedevamo che nel bando fosse specificato che i partecipanti non dovessero avere legami, né attuali né passati, con i militanti di Askatasuna, per porre un punto finale con i violenti e con coloro che non hanno mai preso le distanze da tali militanti. Purtroppo, questa mozione è stata bocciata.
È ora fondamentale escludere dalle manifestazioni di interesse tutti coloro che hanno avuto o hanno legami con i militanti di Askatasuna. Anche se tale esclusione non è stata formalmente inserita nel bando, monitoreremo attentamente chi parteciperà. Le violenze perpetrate nel corso degli anni dai militanti di Askatasuna, l’ultima delle quali avvenuta in Val di Susa, dimostrano quanto fosse necessaria la liberazione dell’edificio e quanto fosse errata la sanatoria voluta dalla Città.
PATRIZIA ALESSI CAPOGRUPPO FDI CIRCOSCRIZIONE 7

Piemonte, il Pil cresce dello 0,86%. Costruzioni e turismo sostengono l’economia, ma rallenta il lavoro

/

L’economia piemontese continua a crescere, ma lo fa con ritmi moderati e con segnali contrastanti. Secondo il PILNOW, l’indicatore elaborato dal Comitato Torino Finanza presso la Camera di commercio di Torino, tra aprile e giugno 2026 il prodotto interno lordo regionale è aumentato dello 0,86% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si tratta del terzo trimestre consecutivo in crescita, nonostante le ripercussioni economiche legate alla crisi in Medio Oriente e all’aumento dei costi energetici e dei trasporti.

L’incremento è leggermente inferiore alla media italiana e a quella dell’Unione Europea, entrambe stimate intorno all’1%, ma conferma una dinamica positiva. A sostenere l’attività economica sono soprattutto il comparto delle costruzioni, ancora favorito dagli investimenti collegati al PNRR, e il turismo, mentre l’industria manifatturiera continua a mostrare segnali di debolezza.

Il valore del Pil regionale raggiunge i 172,6 miliardi di euro a prezzi correnti, con un Pil pro capite di circa 40.200 euro, superiore alla media nazionale ma ancora distante da quello delle principali aree economiche europee. Resta inoltre irrisolta la distanza rispetto ai livelli di ricchezza registrati prima della crisi del 2008.

Sul fronte del lavoro emergono le principali criticità. Gli occupati diminuiscono dell’1,3% su base annua, in controtendenza rispetto al lieve aumento registrato a livello nazionale. La flessione interessa soprattutto il settore manifatturiero, dove si continua a fare ricorso alla cassa integrazione, mentre l’edilizia resta l’unico comparto in espansione. Anche il terziario rallenta e, dopo la forte crescita dello scorso anno, commercio e turismo mostrano i primi segnali di raffreddamento.

Le esportazioni si mantengono su livelli elevati, con un valore annualizzato di circa 62 miliardi di euro, vicino al record raggiunto nel 2023. Tuttavia, l’effetto dell’inflazione riduce il valore reale delle vendite all’estero, evidenziando una perdita di competitività rispetto agli anni precedenti.

Proprio l’inflazione torna a rappresentare un elemento di preoccupazione. Nel secondo trimestre sale al 3%, superando il livello considerato ottimale dalla Banca centrale europea. A incidere maggiormente sono gli aumenti dei costi dell’abitazione, dei trasporti e dei servizi turistici, mentre la crescita dei prezzi dei prodotti alimentari risulta più contenuta.

Le famiglie continuano a sostenere i consumi anche grazie al credito al consumo, in aumento rispetto allo scorso anno. Più debole, invece, la domanda di finanziamenti da parte delle imprese, un segnale che riflette la prudenza degli investimenti, in particolare nel comparto industriale.

Tra gli elementi positivi figurano l’aumento dei consumi di energia elettrica e la ripresa della logistica pesante, indicatori che suggeriscono una buona tenuta dell’attività economica regionale.

«Il Piemonte accelera per il terzo trimestre consecutivo e si accoda alla media europea – commenta Valdimiro Rambaldi, Presidente del Comitato Torino Finanza – ma questa crescita viene da motori in fase di esaurimento: costruzioni, turismo e credito al consumo, mentre il manifatturiero, cuore storico della nostra economia, resta in difficoltà strutturale e le esportazioni continuano a perdere terreno in termini reali. L’occupazione si ferma, la Cassa Integrazione pesa ancora sulla manifattura, e l’inflazione torna a salire proprio mentre il conflitto in Medio Oriente aggiunge un’incertezza energetica che potrebbe farsi sentire con più forza nei prossimi trimestri. I segnali di resilienza ci dicono che l’economia reale è viva. Ora servirebbero nuovi stimoli: un rinnovato impegno negli investimenti aziendali innovativi, nuovi mercati, per trasformare questa tenuta in una crescita vera.»

Un avviso pubblico per l’immobile ex Askatasuna

Un avviso pubblico finalizzato a raccogliere manifestazioni di interesse per la rifunzionalizzazione e il riutilizzo dell’immobile comunale di corso Regina Margherita 47. La giunta, su proposta della vicesindaca con delega al Patrimonio Michela Favaro, ha approvato questa mattina le linee di indirizzo per attivare una procedura per individuare soggetti interessati a proporre progetti di riqualificazione, utilizzo e gestione dell’immobile per l’insediamento di attività rivolte al territorio per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche solidaristiche e di utilità sociale.

“L’immobile si caratterizza per una storica vocazione sociale e uno strettissimo legame con il territorio – spiega la vicesindaca Favaro – e, come abbiamo già avuto modo di evidenziare, la volontà dell’amministrazione è di restituirlo alla comunità. La sua ubicazione, adiacente alla Scuola dell’Infanzia e Primaria Gianni Rodari e vicina alla sede universitaria di Palazzo Nuovo, nonché le sue caratteristiche strutturali, lo rendono un potenziale punto di riferimento per le famiglie, i giovani, gli studenti e, più in generale, per gli abitanti del quartiere. Questo documento avvia il percorso per recuperarlo e destinarlo ad attività a carattere sociale, educativo, ricreativo, aggregativo per generare nuove opportunità di inclusione e partecipazione”.

La Città avvierà una fase di rilevazione di interessi preliminari per individuare soggetti interessati a proporre progetti di riqualificazione, utilizzo e gestione dell’immobile attraverso un avviso pubblico, che sarà pubblicato nei prossimi mesi.

Le proposte progettuali dovranno essere orientate a: valorizzare il compendio sotto il profilo culturale, sociale e civico; promuovere attività e servizi di interesse generale, coerenti con la natura pubblica dell’immobile; garantire un’ampia e continuativa fruizione degli spazi da parte della cittadinanza; favorire la partecipazione di diverse categorie di utenti, con particolare attenzione a giovani, famiglie, anziani e persone in condizioni di fragilità; assicurare una piena integrazione dell’intervento con il contesto urbano e sociale di riferimento; generare benefici duraturi per il quartiere in termini sociali, culturali e urbani; dimostrare la conoscenza dei bisogni locali e delle caratteristiche del territorio; prevedere forme di utilizzo aperto, quali: fasce orarie ad accesso libero, iniziative gratuite o a basso costo, possibilità di utilizzo degli spazi da parte di soggetti del territorio; promuovere il coinvolgimento attivo di soggetti con forte radicamento locale, tra cui associazioni, istituzioni scolastiche, reti civiche e servizi territoriali; favorire forme di collaborazione e co-progettazione con la comunità locale; garantire una fruizione rispettosa e sostenibile del luogo; promuovere attività compatibili con il contesto e con la funzione pubblica del compendio; contribuire all’attivazione di servizi utili alla comunità locale.

La consultazione sarà rivolta a persone fisiche, soggetti del Terzo Settore, associazioni. La qualità, la quantità e l’articolazione delle proposte ricevute serviranno ad avviare un confronto finalizzato all’analisi condivisa e partecipata delle esigenze e dei bisogni del territorio e ad orientare l’azione futura dell’amministrazione, riguardo sia alle destinazioni specifiche che alla procedura amministrativa più coerente da adottare.

TorinoClick

Michele Di Mauro: “L’estate? Pochi giorni ma di qualità”

E poi anguria, gelato e calciomercato

L’INTERVISTA

Torinese, attore, regista, autore, insegnante e doppiatore, Michele Di Mauro ha iniziato il suo percorso artistico alla fine degli anni Settanta (dopo il Liceo Artistico) con il Teatro Stabile di Torino. Nel corso della sua carriera ha firmato spettacoli originali (su testi di drammaturgia contemporanea) tra cui Primo Amore, Causa di Beatificazione e Fedrah o della spietà dell’amore, e riletture di grandi classici (Il resto è silenzio, dall’Amleto, o Enrico 4 da Pirandello). Parallelamente ha svolto un’intensa attività di formazione, prima fondando la scuola TNT – Teatro Non Teatro e poi insegnando recitazione anche alla scuola del Teatro Stabile di Torino. L’esordio al cinema arriva negli anni Novanta con Portami via di Gianluca Maria Tavarelli. Seguono film come, Santa Maradona e A/R Andata + Ritorno di Marco Ponti, e La doppia ora di Giuseppe Capotondi. Negli ultimi anni è il protagonista di Non morirò di fame di U. Spinazzola e di Tutto a Posto di G. Romano per Rai Uno. Significativa anche l’attività televisiva che lo ha fatto conoscere al grande pubblico grazie a fiction e serie di successo come Questo nostro amore, Fuoriclasse, Non uccidere, L’Allieva, Studio Battaglia, I delitti del BarLume e Call My Agent Italia, confermando una grande versatilità interpretativa. In questa breve intervista racconta del suo rapporto con l’estate e le vacanze.

Michele, come sta andando l’estate?

Combatto il caldo, come tutti. E bevo acqua e mangio frutta! Tra qualche giorno andrò a Roma (dove ho casa) e da lì farò qualche gita al mare nei dintorni. Una settimana, non di più. Non sono un tipo da vacanze lunghe: il mio lavoro mi porta già a viaggiare tutto l’anno e, quando posso fermarmi, non sento il bisogno di spostarmi ancora. E comunque preferisco la qualità alla quantità: 4 giorni in un posto figo che mi piace davvero per me valgono di più di 15 in un altro meno attraente. E poi… adoro mangiare, magari in un ristorantino sulla spiaggia! E prendo il sole, quello sì. Mi brucio volentieri! Non vado al mare in cerca di tranquillità.

Spesso il lavoro diventa anche un’occasione per vivere una vacanza?

Sì, mi è capitato parecchie volte. Ricordo Siracusa, per esempio, durante le rappresentazioni delle tragedie classiche, facevamo le Fenicie di Euripide: un mese di prove e poi lo spettacolo. C’era tutto il tempo lavorare e oziare e visitare luoghi meravigliosi (non io, che preferivo stanziare in Ortigia)!. Devo dire che, non piacendomi quasi per niente viaggiare, con la scusa del lavoro, poi, ho visto anche posti bellissimi.

Una abitudine estiva irrinunciabile?

Seguo il calciomercato. Sono juventino e mi piace guardare le partite estive: le amichevoli e l’inizio del campionato a fine agosto. Agosto, per me è: ANGURIA, fin da quando ero bambino, è sempre stata una festa, buttarmi su una fresca fetta! E poi un’altra, e poi un’altra. E lo faccio ancora, nei pochi chioschi rimasti, a Torino. A Palermo, invece (giusto per tornare in un posto bello in cui spesso capito per lavoro) mi stuzzicano i cartoccini di fritti, (pesciolini e verdurine in tempura): quello che oggi chiamiamo street food, ma che lì, in modo meno ricercato, sono decisamente più accattivanti! E poi non rinuncerei mai anche a un buon gelato o a una granita. Ma questo anche a Torino.

Cinema all’aperto?

Sì, ogni tanto ci vado. A Roma, soprattutto, In piazza San Cosimato (dietro casa mia). Però…preferisco il maxi schermo in salotto, con bibite ghiacciate e ventilatore a palla.

Un film che associa con la stagione calda?

Che domanda difficile! Però, visto che devo rispondere…direi ECCE BOMBO, di Nanni Moretti. Quando uscì lo vidi 5 volte. Lo sapevo a memoria.

Ci racconta un episodio curioso che accaduto durante un lavoro estivo?

Ricordo una scena girata con Corrado Guzzanti sulle moto d’acqua. Ci siamo alzati prestissimo ed è stata una giornata molto impegnativa, tra sole e fatica, per girare una scena che poi, montata, è risultata durare tipo…diciotto secondi. Eravamo sul set de I delitti del BarLume, (un parco giochi!).  La serie è arrivata ormai alla quattordicesima stagione; ma ogni volta è un piacere vero ritrovare il gruppo (e girare a Marciana Marina!).

La rivedremo nella prossima stagione di Call My Agent Italia?

Per il momento non ci sarà una nuova stagione. Forse, però, arriverà un film, come è successo in Francia. Magari nel ’27!

Spettacoli teatrali a Torino, invece?

Dal 6 al 25 ottobre sarò al Teatro Stabile di Torino con Una delle ultime sere di carnovale di Carlo Goldoni, per la regia di Valerio Binasco. Ci vediamo lì?

MARIA LA BARBERA

Parcheggio disabili a Mirafiori occupato da camion

/

Caro direttore,

siamo al quartiere Mirafiori. Una ditta che sta lavorando alla ristrutturazione di un appartamento, da giorni occupa spudoratamente l’unico parcheggio per disabili, mettendo in difficoltà  quei disabili che abitano in quel condominio e  che ogni giorno hanno necessità di fruirne. Loro, i disabili, dopo aver eseguito di salire o scendere liberano il posto per consentirne l’uso agli altri condomini invalidi muniti di permesso. La storia si potrae da più giorni, qualcuno ha sollecitato quella ditta a lasciare libero il posto, la risposta  ” sì, si” ma nei fatti è no.
Qualcuno riferisce di aver avvertito i civich.  Ma fino ad oggi non è cambiato nulla.
Luigi Gagliano 

Tumore all’ovaio: alle Molinette arriva il test genetico HRD ‘in house’

/

La diagnosi molecolare entra nell’ospedale pubblico

Una svolta concreta nella lotta contro il carcinoma ovarico, che si traduce in tempi d’attesa più brevi e terapie su misura per le donne. Da oggi il test HRD, Homologous Recombination Deficiency, l’esame di profilazione molecolare indispensabile per identificare i farmaci più efficaci contro questo tumore, viene eseguito direttamente all’interno dei laboratori della Città della Salute e della Scienza di Torino.

Finora le pazienti seguite all’ospedale Sant’Anna affrontavano questo screening biologico tramite laboratori privati esterni. La Città della Salute è la prima struttura pubblica piemontese a gestire tutto in house, grazie al contributo di Fondazione Compagnia di San Paolo e al supporto di Fondazione Ricerca Molinette.

L’attivazione del servizio nasce da un percorso durato un anno. Fondazione Compagnia di San Paolo ha sostenuto il programma strategico di modernizzazione infrastrutturale e tecnologica della S.C. di Anatomia Patologica con un contributo complessivo di 2 milioni di Euro, di cui l’acquisto di questa strumentazione rappresenta il primo passo.

Fondazione Ricerca Molinette ha seguito la progettazione, la rendicontazione e gli acquisti, e formalizzerà con atto pubblico la donazione della tecnologia all’ospedale.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito della Rete delle fondazioni ospedaliere ed enti non profit piemontesi, promosso da Regione Piemonte e Fondazione Compagnia di San Paolo. La Rete riunisce fondazioni ed enti non profit che operano a sostegno della sanità pubblica con l’obiettivo di trasformare i bisogni espressi dai territori e condivisi con la programmazione regionale in progetti concreti di ricerca, innovazione e miglioramento delle cure. Attraverso la condivisione di competenze, capacità progettuali e raccolta di risorse, la Rete rafforza la risposta del sistema sanitario regionale e favorisce la diffusione di modelli replicabili a beneficio dell’intero territorio piemontese. L’esame è operativo presso il Laboratorio di Patologia Molecolare dell’Anatomia Patologica universitaria delle Molinette, all’interno della NGS facility del Dipartimento di Medicina di Laboratorio.

Alberto Anfossi, segretario generale della Fondazione Compagnia di San Paolo “Il contributo per la modernizzazione dell’Anatomia Patologica delle Molinette nasce dalla volontà di offrire diagnosi più rapide, precise e personalizzate, mettendo la tecnologia al servizio dei percorsi di cura con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’assistenza e rafforzare la capacità di ricerca, anche in riferimento al potenziamento delle collaborazioni ad alto impatto clinico tra Atenei. È la direzione indicata dal nostro Piano Strategico: sostenere cambiamenti strutturali della sanità pubblica attraverso programmazione, innovazione e collaborazione tra soggetti diversi. La Rete delle fondazioni ospedaliere piemontesi, promossa insieme alla Regione Piemonte, rappresenta il contesto in cui questa visione prende forma, trasformando le priorità della sanità in interventi concreti e capaci di generare benefici duraturi.

Paola Cassoni, vicerettrice per l’area medica dell’Università di Torino e direttrice del Dipartimento di medicina di laboratorio: “Accogliamo con grande senso di responsabilità e soddisfazione il generoso contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo, grazie al quale il Presidio Molinette dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino è ora il primo ospedale pubblico del Piemonte a erogare il test HRD per le pazienti affette da carcinoma ovarico. La possibilità di eseguire il test direttamente nei nostri laboratori rappresenta un significativo avanzamento nella qualità del percorso diagnostico-assistenziale, poiché consente di ottimizzare l’intero processo e di favorire una più stretta integrazione tra le diverse professionalità coinvolte. La condivisione interdisciplinare dei risultati permetterà di formulare decisioni terapeutiche sempre più appropriate e personalizzate per ciascuna paziente. La strumentazione acquisita consente, inoltre, di ampliare l’offerta di analisi molecolari avanzate anche ad altre tipologie di tumori, oltre al carcinoma ovarico, contribuendo al miglioramento e all’efficientamento dei percorsi di diagnosi e cura di numerosi pazienti oncologici della Regione.

Massimo Segre, presidente della Fondazione Ricerca Molinette: “Da oggi le donne con tumore ovarico hanno la risposta molecolare dentro l’ospedale pubblico, senza più rivolgersi a laboratori esterni. La Fondazione Ricerca Molinette ha reso possibile questo passaggio, che è la nostra missione: portare la ricerca fino alla paziente. È la prova che la Rete, quando le fondazioni piemontesi lavorano insieme, produce risultati concreti per la salute pubblica. Questo importante risultato è stato raggiunto grazie alla competenza scientifica e alla passione per il proprio lavoro della prof.ssa Paola Cassoni, il cui impegno costante è stato determinante per portare a termine il progetto“.