Una cinquantina di militanti di Futuro Nazionale sono scesi in piazza con un flash mob davanti al Tribunale di Torino per protestare contro la scarcerazione dell’uomo bengalese accusato di aver violentato una ragazzina di appena 13 anni.
A rendere la vicenda ancora più grave, secondo quanto emerso, vi sarebbe stato un ulteriore abuso, avvenuto a meno di un’ora di distanza, ai danni di un’altra donna adulta, ripresa dalle telecamere di sorveglianza.
Sull’accaduto è intervenuto Enrico Forzese, vicario regionale e coordinatore provinciale di Torino di Futuro Nazionale: “Sbaglia chi parla solo di ‘chiudere il pedomarket’ e chi si lamenta di qualche regolamentino qua e là: il problema è generazionale ed è relativo ad alcune culture che non sono assimilabili e che non vogliono assimilarsi. Torino non sarà mai la Casablanca d’Italia. Per gli stupratori e i pedofili che vedono le nostre bambine come potenziali prede, l’unica soluzione è la remigrazione. Dove sono le femministe che gridavano sempre? Dov’è Non Una Di Meno quando la vittima è una bambina italiana?”
Sulla stessa linea anche On. Emanuele Pozzolo, coordinatore regionale di Futuro Nazionale, che ha ribadito la necessità di mettere al centro la sicurezza delle vittime e di affrontare con maggiore fermezza ogni forma di violenza: “Vogliamo che le nostre donne siano libere di uscire, di vivere la propria vita, di tornare a casa senza paura e senza dover temere di subire una violenza. Questa dovrebbe essere la normalità, non un privilegio. Quando una donna o una bambina diventa vittima di una violenza, lo Stato deve garantire risposte ferme e concrete. E per chi commette reati così gravi, soprattutto contro le donne e i minori, e per tutti coloro che rifiutano la nostra cultura, ribadiamo che la remigrazione deve essere l’unica risposta. La sicurezza dei nostri cittadini viene prima di qualsiasi alibi o giustificazione che i giudici possano voler improvvisare.”
cs Futuro Nazionale
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