CESANA TORINESE – Un fine settimana all’insegna della tradizione alpina quello in programma sabato 22 e domenica 23 agosto a Cesana Torinese, con la Festa degli Alpini che avrà il suo momento centrale alla Cappella degli Alpini in località Massarello.
La manifestazione prenderà il via sabato 22 agosto alle ore 15.30 con la sfilata lungo le vie di Cesana Torinese. Al termine, in piazza Vittorio Amedeo, è previsto il concerto della Fanfara ANA Valsusa, che accompagnerà l’apertura ufficiale del fine settimana alpino.
La giornata di domenica 23 agosto sarà dedicata soprattutto al ricordo e alla celebrazione. Alle 9.45 è fissato il ritrovo delle autorità e dei Gruppi ANA in piazza Vittorio Amedeo, dove si procederà alla deposizione della corona di alloro. Seguiranno la visita al Cimitero militare e al monumento ai Caduti Artiglieri dello Chaberton.
La sfilata proseguirà quindi verso la Cappella Madonna delle Nevi, in località Massarello, accompagnata dalla Fanfara ANA Valsusa. Alle 11 sono previsti i saluti delle autorità, mentre alle 11.15 sarà celebrata la Santa Messa, officiata da don Andrea Gallizio. Al termine della celebrazione sarà distribuito il tradizionale pane benedetto.
La festa proseguirà alle 12.30 con il pranzo alpino nella pineta, con un ricco menù, per lasciare poi spazio nel pomeriggio alla musica, ai canti e ai balli, in un clima di amicizia e convivialità.
“La Festa degli Alpini rappresenta ogni anno un appuntamento particolarmente significativo per la nostra comunità – sottolinea il sindaco di Cesana Torinese Daniele Mazzoleni – perché unisce il piacere dello stare insieme al dovere di ricordare chi ci ha preceduto e quanti hanno sacrificato la propria vita per il nostro Paese. La cerimonia alla Cappella di Massarello, così come la visita al cimitero militare e al monumento dedicato agli artiglieri dello Chaberton, ci permettono di mantenere viva la memoria e di trasmetterla alle nuove generazioni. Allo stesso tempo, la festa è un momento di incontro, di amicizia e di condivisione, valori che appartengono profondamente alla storia degli Alpini e alla nostra comunità. Ringrazio gli organizzatori, i Gruppi ANA, la Fanfara ANA Valsusa e tutti coloro che contribuiscono alla riuscita di questa importante manifestazione”.

“Carmelo, brut demoni, ti sé diventà matt?”, gli gridò Dante, bianco come un cencio. Il povero ex-cameriere del Bellevue era ancor più bianco di lui e in piena crisi di nervi continuava a ripetere, balbettando “Madonnina mia, che spavento! M’è scappato il dito. Oh, che disastro!”. Tremava come una foglia, Carmelo. Rina, da donna pratica qual’era, lo calmò con uno schiaffo. Madonna, che sberla! Carmelo restò a bocca aperta, col fiato mozzo e la guancia rossa per lo sganassone. Ma, miracolo, smise di tremare. “Desolata, Carmelo. Ma non c’era altro modo per farti passare la strizza. E adesso, ragazzi, via di corsa. Ci tocca salire in fretta verso l’alpe se non vogliamo farci pizzicare dai tugnitt. Quei due mangiapatate se non hanno già dato l’allarme lo faranno tra poco e l’aria si farà pesante”. I due partigiani non se lo fecero ripetere e, sacchi in spalla, si affrettarono a seguire Rina che, con passo garibaldino e la brenta del latte, era già sparita tra le querce del bosco. Per quella volta potevano dirsi fortunati nel portare in baita il carico dei viveri e tutta intera la pelle. Quando arrivarono in Scèrea, con il fiato grosso, scoppiarono tutti e tre a ridere a crepapelle. Una risata nervosa che aiutò a scaricare i nervi. Rina e Dante avevano ripreso colore, dopo lo spavento. Il povero Carmelo, invece, era bianco come un cencio e s’accorse solo allora che l’emozione gli aveva giocato un altro brutto scherzo: se l’era, letteralmente, fatta nei pantaloni. Nessuno lo prese in giro perché la paura di perdere la vita era reale ed era di tutti. Un sentimento che non ammetteva nessuna retorica, accompagnando le azioni che ogni giorno sceglievano di compiere quei ragazzi e quelle ragazze che non intendevano più rinunciare a libertà e giustizia.