ilTorinese

Il primo scontro a fuoco

 

Il primo scontro a fuoco con i nazisti fu casuale e per poco non finì in tragedia. Carmelo e Dante, armati l’uno di un mitra e l’altro di un moschetto, avevano accompagnato Rina a far scorta di viveri in paese. Si erano fermati al riparo di un fienile, in Tranquilla, dove finivano le case di Oltrefiume.  Grazie alla generosità del panettiere Brusanelli e a quella di altri patrioti di Baveno che preferivano mantenere l’anonimato, non faticarono a riempire due zaini, una sporta di viveri e una brenta di latte appena munto dalle vacche del Guerreri.

Caricato in spalla il prezioso carico dovevano raggiungere l’alpe Scèrea, dove li attendevano i compagni della brigata. Per fare in fretta pensarono di passare dall’altra parte del Selvaspessa, raggiungere la zona della ciapìna, dietro al cimitero, e da lì prendere il sentiero che s’inerpicava sui fianchi della montagna. Tutto andò bene fino a quando, giunti al margine del bosco, udirono delle voci che parlavano in tedesco venire verso di loro. Era una pattuglia di due crucchi che, evidentemente, avevano il compito di sorvegliare l’area retrostante il camposanto. In un attimo i tre partigiani si nascosero nella boscaglia ma, nella concitazione, Carmelo perse il suo berretto. I due soldati tedeschi appena videro il copricapo al margine del sentiero si misero a urlare, puntando le loro armi verso il bosco. Iniziarono a sparare…una, due, tre scariche di mitra che, per fortuna, andarono a vuoto, limitandosi a scheggiare i tronchi. Fu in quel momento che Carmelo, più per paura che per coraggio, aprì a sua volta il fuoco contro i soldati. Gli tremavano talmente le mani che la scarica di piombo, per metà, finì in mezzo alle gambe di Dante mentre la seconda metà spaventò i militi della Wermacht che, in quanto a coraggio, non stavano certo meglio di lui visto che se la diedero a gambe levate. “Carmelo, brut demoni, ti sé diventà matt?”, gli gridò Dante, bianco come un cencio. Il povero ex-cameriere del Bellevue era ancor più bianco di lui e in piena crisi di nervi continuava a ripetere, balbettando “Madonnina mia, che spavento! M’è scappato il dito. Oh, che disastro!”. Tremava come una foglia, Carmelo. Rina, da donna pratica qual’era, lo calmò con uno schiaffo. Madonna, che sberla! Carmelo restò a bocca aperta, col fiato mozzo e la guancia rossa per lo sganassone. Ma, miracolo, smise di tremare. “Desolata, Carmelo. Ma non c’era altro modo per farti passare la strizza. E adesso, ragazzi, via di corsa. Ci tocca salire in fretta verso l’alpe se non vogliamo farci pizzicare dai tugnitt. Quei due mangiapatate se non hanno già dato l’allarme lo faranno tra poco e l’aria si farà pesante”. I due partigiani non se lo fecero ripetere e, sacchi in spalla, si affrettarono a seguire Rina che, con passo garibaldino e la brenta del latte, era già sparita tra le querce del bosco. Per quella volta potevano dirsi fortunati nel portare in baita il carico dei viveri e tutta intera la pelle. Quando arrivarono in Scèrea, con il fiato grosso, scoppiarono tutti e tre a ridere a crepapelle. Una risata nervosa che aiutò a scaricare i nervi. Rina e Dante avevano ripreso colore, dopo lo spavento. Il povero Carmelo, invece, era bianco come un cencio e s’accorse solo allora che l’emozione gli aveva giocato un altro brutto scherzo: se l’era, letteralmente, fatta nei pantaloni. Nessuno lo prese in giro perché la paura di perdere la vita era reale ed era di tutti. Un sentimento che non ammetteva nessuna retorica, accompagnando le azioni che ogni giorno sceglievano di compiere quei ragazzi e quelle ragazze che non intendevano più rinunciare a libertà e giustizia.

Marco Travaglini

Torna Bardonoir, diretta dal giornalista Giorgio Ballario

A Bardonecchia fa ritorno dal 21 al 23 agosto prossimi il Festival Bardonoir, giunto quest’anno alla sua quarta edizione  e diretto dal giornalista Giorgio Ballario, organizzato dall’amministrazione comunale nell’ambito del cartellone “Scena 1312” e realizzato con l’Associazione Estemporanea.
Al Palazzo delle Feste si potranno nuovamente incontrare ed ascoltare, nelle tre giornate della manifestazione, autori della narrativa gialla, noir e poliziesca italiana.

“Per un festival letterario – osserva il suo direttore Giorgio Ballario – compiere quattro anni non è così scontato. Vuol dire che l’evento si è radicato, ha superato i problemi organizzativi che, inevitabilmente, accompagnano una manifestazione nata da poco e soprattutto ha incontrato il favore del pubblico e della città ospitante. In questi quattro anni abbiamo invitato a Bardonecchia autrici e autori di primo livello, oltre a molti scrittori locali che ci aiutano a mantenere un forte vincolo con il territorio”.

Nelle tre edizioni passate Bardonoir ha ospitato nomi di primissimo piano del noir italiano come Marco Vichi, Fabiano Massimi, Alice Basso, Pasquale Ruju, Valerio Varesi, Rosa Teruzzi, Gabriele Genisi, François Morlupi, Orso Tosco, Giulio Leoni, oltre al canditato al Premio Strega Gian Marco Griffi e alla francese Michèle Pedinielli.

“Quest’anno – aggiunge Giorgio Ballario – schiereremo scrittori di valore quali Paolo Roversi, Franco Forte, Maria Masella, Barbara Frandino e molti altri”.
Sabato 22 agosto, alle ore 21, è in programma l’ormai tradizionale passeggiata notturna nelle strade del borgo vecchio, accompagnata dalle letture teatrali da brivido a cura dell’Accademia dei Folli.
L’appuntamento di apertura del festival sarà venerdì 21 agosto alle 18 con il via dato da Noir Tango, una inedita miscela letteraria e musicale con Gian Luca Campagna e Stefano Arato.
Sabato 22 agosto costituirà la giornata clou con quattro incontri, “Aperitivo in noir” con Beppe Minello e Marco Tarricone , “ Genova per noi(r)” con Maria Masella, Sabrina De Bastiani e Daniele Cambiaso; “C’era una volta Agatha” con Franco Forte  e “Caccia al mostro di Milano” con Paolo Roversi.
Seguirà alle 21 la passeggiata notturna nelle strade di borgo vecchio con le letture teatrali da brivido della compagnia Accademia dei Folli.
La manifestazione si concluderà domenica 23 agosto con la presentazione di due romanzi , “I romanzi a muso duro” di Scarlett Phoenix e Maurizio Blini e il libro “Nessuno è innocente” di Barbara Frandino.

Mara Martellotta

Furti al centro commerciale Lingotto: scattano due denunce

Avevano appena sottratto merce all’interno del centro commerciale Lingotto: due denunciati per furto aggravato in concorso; uno dei due era già sottoposto a un’ordinanza di custodia cautelare. È successo quando una pattuglia della Volante del Commissariato Barriera Nizza, impegnata in un servizio di controllo nelle adiacenze, ha sorpreso i due mentre cercavano di allontanarsi.

La denuncia, scattata a due cittadini italiani, è di furto aggravato in concorso. Dai controlli sui due è emerso che, durante la perquisizione personale, il 43enne aveva con sé generi alimentari sottratti all’interno del centro commerciale; nello zaino del 32enne sono stati trovati profumi di marca, utensili da cucina e altri prodotti rubati in più negozi. Le verifiche nei punti vendita e la visione dei filmati di videosorveglianza hanno consentito di ricostruire la dinamica dei fatti e di restituire la merce, per alcune centinaia di euro, ai legittimi proprietari.

Dai successivi accertamenti è emerso che sul 32enne pendeva un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dopo l’aggravamento dell’obbligo di presentazione cui era sottoposto; per questo motivo, oltre alla denuncia per furto aggravato in concorso, il trentaduenne è stato arrestato e trasferito alla casa circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino.

VI.G

Rubiana, conclusi i lavori sulla SP 197: strada aperta di notte

 
Non sarà più necessaria la chiusura notturna della Strada provinciale 197 del Colle del Lys a Rubiana, prevista da martedì 18 a giovedì 20 agosto, dalle 21 alle 6 del mattino successivo, nel tratto compreso tra il km 6+500 e il km 6+900.
La società Sielte, per conto di FiberCop, ha infatti concluso nella notte tra martedì 18 e mercoledì 19 agosto i lavori di riparazione del guasto al cavo telefonico; la strada resterà quindi regolarmente aperta nelle notti successive.
(foto di repertorio)

Santhià, incendio in una palazzina: evacuati anche alcuni bambini

È successo questa mattina a Santhià, dove un incendio è divampato al terzo piano di una palazzina in via Svizzera. Il fumo ha invaso parte dell’appartamento e i vigili del fuoco sono intervenuti con l’autoscala per evacuare le persone presenti, tra cui alcuni bambini.

Le squadre dei vigili del fuoco di Vercelli, Santhià e Livorno Ferraris hanno spento le fiamme e rimosso il materiale coinvolto nell’incendio. Dopo i controlli, anche altri residenti dello stabile sono stati fatti allontanare dai propri appartamenti. Presenti anche i carabinieri della stazione di Santhià, gli agenti della polizia locale e i sanitari della Croce Blu.

VI.G

La Città approva convenzione Museo Stadio Filadelfia

//

 

La Fondazione Filadelfia comunica che in data odierna il Comune di Torino ha approvato la convenzione per la realizzazione del Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata su via Giordano Bruno, nell’area dello Stadio Filadelfia Tutto ciò è stato possibile grazie al prezioso coordinamento del segretario della Fondazione, Roberto Bertasio, all’attività professionale dell’architetto Marco Bo e al supporto dell’assessore allo Sport del Comune di Torino, Domenico Carretta.

“La convenzione – dice il Presidente della Fondazione, Luca Asvisio – è il primo passo per poter arrivare alla realizzazione del Museo, che rappresenta una fondamentale testimonianza culturale e storica di un un club che è una delle pietre miliari dello sport italiano e cittadino. Per la realizzazione del Museo saranno ora necessari i contributi che ci auguriamo potranno giungere da Istituzioni locali e Fondazioni cittadine. Sarebbe un segno tangibile della consapevolezza dell’importanza di tale iniziativa”.

Per il prossimo autunno  sono in programma una serie di incontri per mettere a conoscenza della collettività il progetto e le necessità economico-finanziare conseguenti. “Ci auguriamo che questo primo passo possa portare al completamento della Cittadella granata”, conclude Asvisio.

Emozionante la S. Messa a Roma in ricordo di Alcide De Gasperi

SAN LORENZO FUORI LE MURA – Emozionante la S. Messa in ricordo di Alcide De Gasperi, lo statista che guidò la ricostruzione dell’Italia semidistrutta dalla Seconda Guerra Mondiale. Se Cavour fece l’Italia, De Gasperi la ricostruì dopo una guerra distruttrice. Un Paese che aveva dichiarato la guerra al mondo, l’aveva persa ed era povero.

Grazie alla grande qualità dei governi di De Gasperi, il Paese venne ricostruito e arrivò ad avere un periodo di boom economico studiato nelle università cinesi e giapponesi, ma non in quelle italiane. Utilizzò i fondi del Piano Marshall meglio di come sono stati usati i soldi del PNRR, fece la riforma agraria, il Piano Casa di Fanfani, diede il via alla costruzione delle autostrade. Con Adenauer e Schumann diede il via all’Europa.

Purtroppo, a scuola si studia troppo poco quel periodo fondamentale. A ciò si aggiunga una storiografia del dopoguerra egemonizzata dalla sinistra, che ha illustrato in modo molto riduttivo la grande qualità di quella classe politica e governativa. Non a caso, stamane il vescovo celebrante ha sottolineato il suo grande impegno pubblico, incitando gli italiani a un maggiore interesse alla cosa pubblica.

Nella foto sono con Beppe Sangiorgi, capo ufficio stampa di De Mita, l’ex sottosegretario Angelo Sanza, l’on. Nicodemo Oliverio, che collaborava con me, che ero l’assistente del sen. Gianni Fontana, cui mando un pensiero grande, segretario organizzativo nazionale della DC.

Ricordare chi ha dato tanto all’impegno per il Paese è un dovere, ma anche un grande piacere.

Mino Giachino
UDC Torino

Il mercato degli affitti a Torino continua a correre

Il mercato degli affitti a Torino continua a correre e nell’agosto 2026 raggiunge livelli record. La città, tradizionalmente considerata più accessibile rispetto ad altre grandi realtà italiane, registra oggi un canone medio di 12,9 euro al metro quadrato, contro gli 8,4 euro del 2021. In cinque anni l’aumento è quindi di circa il 54%, anche se le differenze tra i diversi quartieri rimangono considerevoli.

L’accelerazione si è fatta sentire soprattutto dal 2022. Tra i fattori che hanno sostenuto la domanda c’è il ritorno alla piena attività delle università, insieme alla presenza crescente di studenti fuori sede alla ricerca di camere e appartamenti nelle aree vicine agli atenei.

Nonostante i rincari, Torino rimane sensibilmente meno costosa di Milano, dove la media degli affitti raggiunge i 21,5 euro al metro quadrato. La distanza emerge anche nel mercato delle camere: una singola costa mediamente 479 euro al mese a Torino, contro i 704 euro del capoluogo lombardo. Il dato torinese colloca comunque la città al settimo posto in Italia per il costo delle stanze.

Nell’ultimo anno diverse rilevazioni indicano per il capoluogo piemontese un incremento dei canoni nell’ordine del 10%, all’interno di una tendenza al rialzo che interessa gran parte delle principali città italiane.

A Torino le quotazioni maggiori si incontrano nel Centro storico, dove si arriva mediamente a 16,6 euro al metro quadrato. Subito dietro si trova San Salvario, con 14,1 euro: nel 2021 la stessa zona non superava i 9 euro. Qui incidono soprattutto studenti e giovani lavoratori. Nell’area di via Principe Tommaso una camera singola può oscillare tra 500 e 600 euro mensili, mentre nelle vicinanze di Porta Nuova e corso Vittorio Emanuele II si possono raggiungere i 680 euro.

A rafforzare l’interesse per San Salvario potrebbe contribuire anche la trasformazione dell’area del Valentino, dove è prevista entro la fine dell’anno l’apertura della nuova Biblioteca Civica Centrale negli spazi di Torino Esposizioni.

Tra le zone più costose figura anche la Crocetta, con 13,6 euro al metro quadrato, mentre Vanchiglia e Regio Parco raggiungono quota 13 euro. La vicinanza a Palazzo Nuovo, al Campus Einaudi e al centro cittadino continua ad alimentare la richiesta di alloggi da parte degli universitari. In via Balbo, ad esempio, una singola può costare tra 400 e 500 euro, mentre per una doppia si arriva a 600-700 euro.

I rincari interessano anche la parte meridionale della città. Lingotto e Nizza Millefonti raggiungono i 10,6 euro al metro quadrato, in un’area diventata sempre più strategica grazie alla metropolitana fino a piazza Bengasi e alla presenza degli uffici del Grattacielo Piemonte. Mirafiori Nord e Santa Rita si attestano invece intorno ai 9,9 euro.

Una situazione differente emerge nella periferia settentrionale. Tra Aurora e Barriera di Milano le quotazioni risultano in diminuzione di oltre il 10% rispetto all’anno precedente, attestandosi intorno ai 10,6 euro al metro quadrato. Le soluzioni mediamente meno costose si trovano invece tra Borgo Vittoria e Madonna di Campagna, con circa 9,1 euro al metro quadrato.

La distanza tra gli estremi del mercato torinese è ormai significativa: tra i 16,6 euro del Centro e i 9,1 delle zone più economiche ci sono 7,5 euro al metro quadrato di differenza. Su un appartamento di 70 metri quadrati la forbice teorica supera quindi i 500 euro mensili, confermando una città nella quale la scelta del quartiere incide sempre di più sul costo dell’abitazione.

Cristina Taverniti