ilTorinese

Riaperto il 16° piano con il reparto di degenza di Ortopedia e Traumatologia 1 del Cto

Dopo più di 5 anni dalla chiusura, riapre il 16° piano dell’ospedale Cto della Città della Salute e della Scienza di Torino con il reparto di degenza e i posti letto per l’ortopedia e la traumatologia e per accorciare le relative liste d’attesa. E’ stato inaugurato alla presenza della campionessa olimpica Federica Brignone, di Andrea Tronzano, Livio Tranchida, Alessandro Massé, Paola Cassoni, Lorenzo Angelone.

Il piano era stato chiuso definitivamente ad aprile 2021 a causa di una grave insufficienza degli impianti di climatizzazione esistenti.

Il costo dell’opera è stato di circa 805mila euro. A partire da luglio 2025 il reparto è stato interessato da un intervento di ristrutturazione degli impianti di climatizzazione e di ricambio dell’aria al fine di permetterne la riattivazione definitiva, finanziato con i fondi ex art. 71 Legge 448/1998 per un valore di circa 584mila euro.

E’ stato contestualmente effettuato, attraverso fondi aziendali (circa 221mila euro), un intervento di adeguamento alla normativa cogente sugli impianti di illuminazione, antincendio, gas medicali e relativa umanizzazione.

Il reparto, dotato di 21 posti letto (dieci stanze da due letti e una singola), è stato attivato a partire dalla giornata di ieri. Inizialmente verranno utilizzati 10 posti letto.

Sarà assegnato alla Ortopedia e Traumatologia 1 universitaria (diretta dal professor Alessandro Massé) ed accoglierà la patologia elettiva, in particolar modo protesica.

Il nuovo assetto strutturale ed organizzativo del reparto risponde pienamente ai più moderni criteri di sicurezza, funzionalità ed umanizzazione degli spazi di cura, oltre che garantire una maggiore ricettività verso la chirurgia di elezione, sempre in sofferenza per la crescente richiesta traumatologica.

“La riapertura del reparto di degenza di Ortopedia e traumatologia 1 al 16mo piano dell’ospedale Cto è un tassello importante per la struttura torinese che è un centro di riferimento per tutto il territorio – dichiarano il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e gli Assessori alla Sanità Federico Riboldi e al Bilancio Andrea Tronzano – Ringraziamo la Direzione generale e tutti coloro che hanno contribuito a questo importante risultato, a distanza di 5 anni dalla chiusura. È un segnale di inversione di tendenza rispetto al passato che ci stimola a proseguire nel lavoro di ammodernamento della Città della Salute e della Scienza in attesa della nuova sede. Negli ultimi anni abbiamo affrontato e stiamo affrontando sfide molto impegnative, portando avanti un percorso serio di rafforzamento della rete sanitaria attraverso interventi concreti e programmati. Le risorse pubbliche devono tradursi in opere utili, servizi migliori e maggiore capacità di risposta ai territori. Questa inaugurazione dimostra che quando istituzioni, direzioni sanitarie e personale lavorano insieme, i risultati arrivano. Un ringraziamento particolare va ai medici, agli infermieri, agli operatori sanitari e a tutto il personale del CTO. Dietro ogni reparto che apre o si rinnova ci sono professionalità, dedizione e spirito di servizio. È grazie al loro lavoro quotidiano se il nostro sistema sanitario continua ad essere un presidio fondamentale di coesione sociale e tutela della persona”.

“Riaprire il 16° piano dell’ospedale Cto dopo più di cinque anni dalla chiusura è una tappa significativa e fondamentale. Dal mio insediamento sono stati chiusi 43 cantieri e ne abbiamo aperti 36 negli ospedali di Città della Salute. Dopo la riapertura del blocco operatorio del quarto piano e del 16° piano, la nostra attenzione è rivolta al cantiere del Pronto soccorso del Cto, i cui lavori sono in fase di ultimazione. Colgo l’occasione per ricordare che a breve partirà il cantiere della Cardiochirurgia dell’ospedale Molinette con nuove sale operatorie e nuova terapia intensiva, atteso da oltre trent’anni. Poi entro l’autunno entrerà nel vivo il cantiere del Pronto soccorso delle Molinette con l’avvio della Fase 1” dichiara Livio Tranchida (Direttore generale CDSS).

La tragedia di Modena un fatto da non sottovalutare

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Ascoltando i tg e leggendo i giornali, oltre alle dichiarazioni di molti politici e intellettuali, la strage di Modena sembra avere mille cause. L’attentatore di seconda generazione è passato in secondo piano. E’ la vecchia, stantia vulgata volta  a socializzare i fatti che non sono in primis responsabilità personale degli individui, ma riflessi di una società inadeguata e incapace di prevenire le deviazioni. E’ roba vecchia quella del Naturalismo francese di Zola che non venne ripreso neppure dal Verismo verghiano. Siamo tutti immersi nella brodaglia della sociologia, siamo ancora fermi alla “sbornia sociologica“ denunciata da Francesco Compagna prima del ‘68 e che fu il preludio della contestazione. Attribuire ogni colpa alla società significa mitigare le responsabilità se non assolvere chi commette reati .  “Tout comprendre, tout  pardonner” di Tolstoj può portare ad aberranti conclusioni perdoniste. Gli unici veri responsabili di reati appaiono oggi  in Italia i mafiosi.  Anche per  i terroristi sì è trovata la strada della clemenza se non del perdono.
Il problema della integrazione che non può significare l’inclusione automatica e universale per tutti gli immigrati,  e’ problema reale che va affrontato con realismo e senza demagogia di nessun tipo. La tragedia di Modena non deve prestarsi a strumentalizzazioni politiche di nessun tipo, non deve avere come obiettivo ultimo una sentenza “esemplare. Deve però portare a galla il problema mai risolto dalla Legge Basaglia che si è limitata a chiudere i manicomi senza farsi carico dei malati di mente: non esiste una rete di assistenza e cura di questi malati in Italia.
Senza dare il via ad una caccia alle streghe la strage di Modena deve anche  far riflettere sulla integrazione degli immigrati di seconda generazione in generale non solo per le diverse maranze più o deviate, ma anche in senso più ampio. A volte la cittadinanza,  come è accaduto in Francia, non basta. Occorre ben altro ed a volte nulla è sufficiente per integrare chi identifica la legge religiosa con quella politica e non rinuncerà mai ai suoi usi e costumi,
anche se incompatibili o addirittura illegali rispetto all’Italia. Porsi certi problemi significa prevenire e combattere la mala pianta del razzismo e della xenofobia.  Il modo lungimirante di affrontare i problemi del terzo Mondo da parte di Marco Pannella e’ l’unico sulla lunga distanza che si rivela praticabile. Sembrava il più utopistico ed invece appare come il più praticabile.

Motociclista muore a Caselle nello scontro con un’auto

E’ ancora da accertare la dinamica dello scontro tra una moto e una vettura ieri a Caselle in strada Ciriè, nel quale un motociclista di 38 anni ha perso la vita. I soccorsi giunti sul posto non hanno potuto fare nulla per salvarlo.

La Polizia di Stato dona al centro antiviolenza i beni sequestrati

La Polizia di Stato, attraverso un’iniziativa del Commissariato di P.S. Mirafiori di Torino, ha richiesto all’Autorità Giudiziaria di destinare ai più bisognosi alcuni beni sequestrati durante le attività di controllo del territorio.
I beni in questione erano stati rinvenuti e sequestrati nel dicembre 2022, a seguito di un intervento di soccorso pubblico, in un appartamento della zona di Mirafiori all’interno del quale gli agenti del Commissariato avevano trovato, ancora imballati in due scatoloni, porcellane pregiate e spazzole elettriche professionali, di cui l’inquilino non aveva saputo giustificare la provenienza.
Nei giorni scorsi, il materiale sequestrato è stato consegnato all’Associazione Centro Antiviolenza E.M.M.A. ETS di Torino, attiva nel supporto alle donne in difficoltà vittime di violenza.
L’ente beneficiario utilizzerà questi articoli per sostenere le attività dei centri e offrire un segnale concreto di vicinanza alle donne accolte, trasformando beni sottratti al mercato illecito in una risorsa utile per la collettività.

Furgone esce dalla carreggiata, conducente in ospedale

Un furgone esce fuori dalla carreggiata e il conducente viene portato in ospedale. È accaduto nel tardo pomeriggio di ieri a San Carlo Canavese, in Strada San Giovanni. Sul posto è giunta la Croce Reale per il 118, che ha trasportato il conducente del mezzo pesante all’ospedale di Ciriè; fortunatamente è rimasto ferito in modo lieve. Sono intervenuti anche i carabinieri della compagnia di Venaria Reale e il distaccamento dei vigili del fuoco di San Maurizio Canavese, poiché poi il mezzo aveva sversato gasolio sull’asfalto.

VI.G

“Racconti di Cambiamenti”, proseguono gli incontri della “Fondazione Time2”

Nella “Giornata mondiale dell’accessibilità”,  sui temi più impattanti nella vita delle giovani generazioni

Giovedì 21 maggio, ore 18

“Accessibilità della politica giovanile”, con una riflessione condivisa “su cosa significhi oggi rendere la partecipazione politica realmente aperta ed inclusiva per tutte e tutti”. Sarà questo il fil rouge lungo il quale si muoverà la nuova puntata di “Racconti di cambiamenti”, la rassegna di “incontri partecipati” promossa dalla “Fondazione Time2” (ente filantropico nato nel 2019, per volontà di Antonella e Manuela Lavazza, dedicato all’inclusione e alla promozione di una cultura che riconosca il valore delle “diversità” e dell’“autodeterminazione”) e inserita (con il Patrocinio della “Città di Torino”, in collaborazione con i progetti del “Bando Cambiamenti” e l’ecosistema di “Hangar Piemonte”) all’interno del programma “Cambiamenti”, per “accompagnare progetti capaci di trasformare i contesti di vita, rendendoli più accessibili, inclusivi e partecipativi anche per le persone con disabilità”.

L’appuntamento è in programma giovedì 21 maggio (ore 18), negli spazi di “Open – Fondazione Time2”, in corso Stati Uniti 62/b, a Torino. Data scelta non a caso, ma volutamente coincidente con la “Giornata mondiale dell’accessibilità”, conosciuta a livello globale come “GAAD – Global Accessibility Awareness Day” e celebrata ogni anno il terzo giovedì del mese di maggio, con lo scopo primo di richiamare l’attenzione sull’importanza di costruire contesti, strumenti e spazi accessibili a tutti.

L’incontro parte da una serie fondamentale e ben mirata di domande: Quali barriere – culturali, linguistiche, fisiche o relazionali – limitano oggi la partecipazione alla vita pubblica? Come si costruiscono spazi in cui le giovani generazioni possano sentirsi ascoltate, coinvolte e rappresentate? E quali strumenti possono favorire una partecipazione più equa e consapevole? A partire da queste domande, l’incontro tende a proporre un confronto aperto sul rapporto tra “accessibilità”“cittadinanza attiva” e “partecipazione politica”.

“Il dialogo – sottolineano gli organizzatori – prenderà forma attraverso un cerchio di parola, una modalità partecipativa che favorisce lo scambio diretto tra ospiti e pubblico”.

Interverranno Road to 50%”, progetto rivolto a persone tra i 18 e i 30 anni nato per promuovere partecipazione attiva e consapevolezza civica tra le giovani generazioni; “Fridays For Future Torino”, il movimento di giovani attiviste e attivisti impegnato sui temi della giustizia climatica e della partecipazione politica; “Associazione Missione Autismo Asti”, che con il progetto “Dire, narrare, cambiare” ha lavorato per promuovere un cambiamento culturale e sociale nella rappresentazione della disabilità nel territorio astigiano e Repeto”, percorso dedicato alle “rappresentanze di classe” e “d’istituto” che mira a rafforzare la partecipazione politica delle persone giovani attraverso “strumenti di educazione civica e cittadinanza attiva”.

Ad accompagnare l’incontro sarà anche la “Libreria Binaria” (via Sestriere 34, Torino) che proporrà una selezione di letture legate al tema della serata.

L’appuntamento si concluderà con un momento di “decompressione creativa”, pensato “come uno spazio informale e condiviso in cui tradurre i contenuti emersi in un’esperienza partecipata”.

La partecipazione è gratuita con prenotazione sul sito di “Open – Fondazione Time2”: https://open.fondazionetime2.it

Tutti gli appuntamenti sono progettati con particolare attenzione all’accessibilità e prevedono “testi semplificati”“interprete LIS” e uno “spazio di decompressione” protetto da stimoli esterni e trascrizione automatica degli interventi.

Per info: “Open – Fondazione Time2”, corso Stati Uniti 62/b, Torino; tel. 011/786545 o www.fondazionetime2.it

g.m.

Nelle foto: immagini di repertorio

“Generiamo – La voce delle persone giovani”

Proseguono, con il noto psicopedagogista Stefano Rossi, al “Parco Commerciale Dora” di Torino, gli incontri dedicati al mondo giovanile e alle sue “fragilità”

Giovedì 21 maggio, ore 17,30

“Ogni figlio è un dis-astro: una stella in cerca della sua luce”: su questa davvero felice e suggestiva “visione” si basa il suo modello di educazione emotivo –esistenziale, il cosiddetto “Metodo Rossi della Didattica Cooperativa” sviluppato, in anni di attività, insieme ai genitori e agli stessi adolescenti ed oggi adottato in oltre 800 scuole italiane per sviluppare “cuori che sentono” e “cuori che pensano”. Ancora: L’educazione non consiste nel plasmare i figli come farebbe uno “scultore”, ma nel prendersene cura come farebbe un “floricoltore”, offrendo “fiducia e accettazione incondizionata”“L’educazione emotiva è l’arte di far fiorire il deserto”. Parole che potremmo sentire volteggiare nell’aria e innamorarcene alla follia (salvo poi riuscire a metterle in pratica) nell’incontro – fra i tanti – organizzato al “Parco Commerciale Dora” in via Livorno, angolo via Treviso, a Torino, giovedì prossimo 21 maggioalle ore 17,30.

“Generiamo – La Voce delle Persone Giovani” il titolo dell’evento (organizzato dall’Associazione “Artemixia APS ETS” in collaborazione con “Parco Dora”) e che vedrà la presenza e la conduzione di chi quegli enunciati, di cui sopra, potrà snocciolare “de visu” ai giovani e ai genitori attesi in gran numero.

Bergamasco, classe 1979, sarà infatti Stefano Rossiil dottor Rossi, tra i massimi esperti di “età adolescenziale” del nostro Paese, tra i più noti psicopedagogisti italiani, tanto da meritarsi la nomea de “lo psicopedagogista che sussurra al cuore”, ad intrattenere il pubblico in quella che vorrà essere una sorta di “lectio magistralis” (senza escludere tuttavia il dibattito con gli intervenuti) tesa a sondare il campo infinito ed impervio di un’età oggi più che mai e per vari fattori a rischio. Come, un giorno sì e l’altro pure, ben ci evidenziano le pagine di cronaca (a volte incredibili!) dei nostri media.

Dopo gli inizi  come “educatore di strada”, Stefano Rossi ha coordinato centri per “minori a rischio” e da oltre vent’anni si prende cura delle emozioni umane, portando le sue conferenze in teatri e piazze di tutto il Paese. L’incontro al “Parco Dora” sarà per lui anche l’occasione per presentare il suo ultimo libro, edito da “Up Feltrinelli”, “Se non credi in te chi lo farà? L’arte di sopravvivere all’adolescenza”, iniziativa inserita anche nel “Programma OFF” del “Salone Internazionale del Libro”, conclusosi a Torino nei giorni scorsi. Per “Feltrinelli Scuola”, Rossi è, tra l’altro, anche “curatore scientifico” delle sezioni “educazione emotiva”, oltre che prolifico autore. Con “Lezioni d’amore per un figlio” (Feltrinelli) ha vinto il prestigioso “Premio Zanibelli – La parola che cura” per la “sezione saggi” del 2024, premiato da una Giuria presieduta dall’On. Gianni Letta e, sempre nel 2024, è stato premiato con lo “Sprint Award” (promosso dall’“Unione Nazionale Consumatori”) per il suo lavoro di divulgazione, anche on-line al servizio delle persone. Sui “social” è infatti seguito da una “community” di 300mila genitori ed insegnanti che raggiunge su InstagramFacebook e Youtube. Collabora, inoltre, con il “Corriere della Sera”“Il Sole 24 Ore” e “Donna Moderna”.

Alla luce di tutto ciò non v’è dubbio che proprio la presenza di Stefano Rossi servirà a garantire una folta presenza di pubblico all’incontro programmato a “Parco Dora”. Incontro che vedrà anche la “restituzione pubblica” del percorso realizzato con le classi prime della scuola secondaria di I grado “Schweitzer (I.C. Duca d’Aosta)” e dell’“I.C. Pacinotti”, nell’ambito del progetto “Generiamo”. I ragazzi, ossia “le persone giovani”, presenteranno riflessioni e lavori sul contrasto agli “stereotipi”, alle “disuguaglianze” e alla “violenza di genere”, in dialogo proprio con Stefano Rossi e con Rosalba Castelli“artivista” viandante, presidente di “Artemixia” e promotrice del cammino di sensibilizzazione “Orme d’ombra”, passato per “Parco Dora” in occasione della “Festa delle Donne” lo scorso marzo.

L’evento è gratuito e avrà luogo all’interno della “Galleria Commerciale del Centro”, con la collaborazione attiva anche di “NovaCoop”.

Per ulteriori info, consultare il sito www.artemixia.it

g.m.

Nelle foto: Stefano Rossi; Locandina incontro

Toro campione. L’ultimo scudetto del sogno granata

“Toro, lassù qualcuno ti ama!

Gian Paolo Ormezzano

So che sei di fede granata, giovane collega, vi state giocando lo scudetto. Bevi, per le coronarie.”

Gianni Brera

Non potevamo perderlo questo scudetto. Era il sogno di una vita per tanta gente, per noi tutti.

Gigi Radice

 

Toro campione d’Italia! Sì, Toro che aveva appena vinto lo scudetto. Ventisette anni dopo Superga.

L’unico dopo quelle pazzesca tragedia. L’unico ancora oggi che abbiamo cambiato anche il secolo.

Beppe Conti

Bologna, 19 maggio 2026 – C’è un giorno che non è mai finito per i tifosi del Torino. È il 16 maggio 1976, quando una città intera esplode di gioia e il “Toro” torna campione d’Italia, ventisette anni dopo la tragedia di Superga. Un trionfo che non è solo sportivo, ma collettivo, emotivo, quasi identitario. Da quella domenica nasce Toro campione. L’ultimo scudetto del sogno granata, il nuovo libro di Beppe Conti pubblicato da Edizioni Minerva, in libreria dal 20 maggio, che riporta alla luce una delle pagine più intense e amate della storia del calcio italiano.

Il volume è un viaggio nella memoria, costruito con il passo del cronista che quegli anni li ha vissuti in prima persona. Conti, firma storica del giornalismo sportivo, ricostruisce stagione dopo stagione, partita dopo partita, l’impresa di una squadra che seppe imporsi in un calcio profondamente diverso da quello attuale: solo giocatori italiani, sedici squadre in campionato, due punti a vittoria e una rivalità accesissima con la Juventus.

Ma questo libro è molto più del racconto di uno scudetto. È la storia di una squadra e di un popolo, di una fede granata fatta di entusiasmo e sofferenza, di cadute e rinascite. Accanto alla gioia del titolo del ’76 scorrono le ombre della storia del Torino: lo scudetto revocato, quello “rubato”, la tragedia di Superga, la morte di Gigi Meroni, fino alle vicende più dolorose che hanno segnato il destino del club. Un intreccio di gloria e dolore che rende unica la parabola granata.

Protagonisti assoluti sono gli uomini di quella stagione irripetibile: l’allenatore Gigi Radice, i “gemelli del gol” Pulici e Graziani, il capitano Claudio Salail portiere Castellini e una squadra capace di trasformare ogni partita in un evento. Nelle pagine del libro rivivono le emozioni di uno stadio gremito, le radioline accese, i cori, le paure e la gioia finale, in un racconto che restituisce tutta la forza di un calcio che oggi sembra lontano, ma che continua a vivere nella memoria collettiva.

Con Toro campione. L’ultimo scudetto del sogno granata, Edizioni Minerva consegna ai lettori un’opera che è insieme documento storico e racconto appassionato, capace di parlare a chi c’era e a chi vuole capire cosa significhi davvero tifare. Perché il Toro, più che una squadra, è una storia che non smette mai di essere raccontata.

 

L’AUTORE

 

Beppe Conti è giornalista da una cinquantina d’anni avendo iniziato la professione nel 1973 alla “Gazzetta dello Sport”, corrispondente da Torino negli anni magici dello scudetto del Toro e dei fantastici duelli con la Juve. La passione per il ciclismo, praticato in gioventù, lo ha poi convinto a cambiar giornale e a vivere per “Tuttosport” le stagioni magiche legate a Moser e Saronni e alla loro storica rivalità. Ma anche le ultime sfide tra Gimondi e Merckx, sino a Pantani e ai giorni nostri. Nelle pause invernali ha seguito invece, sempre per il quotidiano sportivo torinese, le stagioni trionfali di Alberto Tomba, fra Olimpiadi, Mondiali e Coppa del Mondo di sci, dagli Stati Uniti al Canada al Giappone, al seguito del grande campione bolognese. Opinionista e collaboratore di Rai Sport a partire dal 2010, in precedenza aveva lavorato anche per Mediaset, Telecapodistria e Tv Svizzera Italiana. Numerosi i suoi libri, almeno una trentina, quasi tutti dedicati allo sport della bicicletta grazie ai quali ha vinto il premio Coni, il premio Vincenzo Torriani, il premio Bruno Raschi e tanti altri piacevoli riconoscimenti. Nel maggio 2025 come giornalista ha seguito il suo quarantasettesimo Giro d’Italia. Con Minerva ha già pubblicato Il giallo del Tour (vincitore del premio Coni 2025 sezione saggistica e del premio STI Invictus 2025), Ercole Baldini. Una leggenda italiana e Jacques Anquetil il Sultano.

Pompeo (PD): “Hanon Systems in Cina e perdite record: la Regione intervenga”

 “A rischio un presidio strategico dell’automotive piemontese”

19 maggio 2026 – “La situazione dello stabilimento Hanon Systems di Campiglione Fenile è gravissima e richiede un intervento immediato della Regione Piemonte. La delocalizzazione della Linea 5 in Cina, confermata dall’azienda, mette a rischio posti di lavoro, competenze strategiche e un presidio fondamentale della filiera automotive piemontese” dichiara la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo che ha presentato un’interrogazione in Consiglio regionale per fare chiarezza sul tema.

“Secondo quanto emerso negli ultimi giorni, i vertici di Hanon Systems hanno comunicato ai sindacati (FIM, FIOM, UILM) l’intenzione di trasferire in Cina la Linea di produzione 5 EFP, che oggi impiega una ventina di lavoratori, una decisione resa nota solo grazie alla vigilanza delle RSU, dopo settimane di scarsa trasparenza da parte dell’azienda. È inaccettabile che un’operazione di questa portata venga nascosta fino all’ultimo momento. I dati del bilancio consolidato parlano chiaro: le vendite sono aumentate, ma la redditività dello stabilimento italiano è crollata. Le perdite sono passate da 467 milioni di Won a oltre 29,5 miliardi di Won in un solo anno, mentre il patrimonio netto si è ridotto del 28%. Non è un problema di mercato, ma di scelte industriali che penalizzano il sito piemontese” precisa la Consigliera regionale Pd.

“La delocalizzazione della Linea 5 avrebbe effetti devastanti: indebolirebbe l’intera filiera automotive regionale, privandola di un fornitore locale di componentistica strategica per elettrico e ibrido, si sommerebbe alla chiusura del sito di Benevento, mettendo a rischio il know‑how nazionale, costringerebbe il Paese a ricorrere a importazioni extra‑UE, con aumento dei costi e perdita di competitività. La Regione, di fronte a una catastrofe annunciata come quella della Hanon System di Campiglione Fenile non può limitarsi al ruolo di spettatrice, monitorando semplicemente la situazione. Deve agire, sollecitando il Ministero delle Imprese e del Made in Italy a aprire un Tavolo di crisi nazionale che coinvolga anche il sito di Benevento, deve verificare, insieme al Governo, la sussistenza dei presupposti per l’esercizio del Golden Power, vista la natura strategica delle tecnologie EFP prodotte a Campiglione Fenile, deve  pretendere dal Gruppo un impegno a mantenere il presidio, subordinando futuri incentivi regionali al mantenimento dei livelli occupazionali e produttivi e, inoltre, deve chiarire se la Cabina di Regia sull’automotive abbia già definito un cronoprogramma per audire l’azienda e le parti sociali, al fine di impedire il trasferimento dei macchinari in Cina. Con il mio atto ispettivo chiedo risposte chiare e precise!” aggiunge la Consigliera Pompeo.

“Nel febbraio 2025 – conclude Laura Pompeo – il Consiglio regionale, in assemblea aperta, aveva ribadito l’impegno a fare dell’area torinese la “testa e le braccia” di Stellantis. Oggi questo impegno va onorato con azioni concrete. Non possiamo permettere che un altro pezzo della nostra industria venga smantellato nel silenzio generale. Campiglione Fenile non può diventare l’ennesima vittima della delocalizzazione selvaggia”.

Dalla terra alla tavola: quando la filiera diventa politica pubblica

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Parla Con Me®: online la nuova puntata 

Simona Riccio dialoga con Daniela Caracciolo e Angela Costa della Regione Piemonte sul valore del cibo, le politiche alimentari, le mense scolastiche, l’educazione e il contrasto allo spreco

È online la nuova puntata di Parla Con Me®, la trasmissione digitale ideata e condotta da Simona Riccio, Digital Strategist del settore agroalimentare, LinkedIn Top Voice Italy e Founder del progetto.

La puntata, dal titolo “Dalla terra alla tavola: quando la filiera diventa politica pubblica”, affronta un tema centrale per il presente e il futuro del sistema agroalimentare: il cibo non è soltanto ciò che arriva sulle nostre tavole, ma è anche educazione, territorio, mense scolastiche, sostenibilità, responsabilità collettiva e capacità delle istituzioni di costruire politiche pubbliche concrete.

Ospiti della puntata sono Daniela Caracciolo, Vice Direttore Direzione Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte, e Angela Costa, Funzionario Settore Politiche del cibo, valorizzazione e promozione del sistema agroalimentare della Regione Piemonte.

Il confronto mette al centro il ruolo delle politiche del cibo come strumento di connessione tra istituzioni, territori, scuole, famiglie, imprese e cittadini. Parlare di filiera oggi significa infatti andare oltre la sola dimensione produttiva o commerciale, per comprendere come il cibo possa diventare leva educativa, culturale, sociale e ambientale.

Durante la puntata si affrontano temi di grande attualità: il valore del cibo nelle mense scolastiche, la cultura alimentare come parte dell’educazione dei più giovani, il rapporto tra produzione agricola e consumo consapevole, la prevenzione dello spreco alimentare e l’importanza di restituire dignità e valore a ogni fase della filiera.

Il 2026 rappresenta inoltre un anno particolarmente significativo: ricorre infatti il decennale della Legge 166/2016, conosciuta come Legge Gadda, che ha segnato un passaggio importante nel contrasto allo spreco alimentare e nella promozione del recupero e della redistribuzione delle eccedenze.

In questo contesto, Parla Con Me® intende contribuire al dibattito pubblico dando spazio a esperienze, progetti e buone pratiche che dimostrano come il cibo possa essere raccontato non solo come prodotto, ma come bene comune.

«Con questa puntata abbiamo voluto allargare lo sguardo sulla filiera agroalimentare», spiega Simona Riccio. «Il cibo non riguarda soltanto chi produce o chi consuma, ma coinvolge scuole, famiglie, istituzioni, territori e comunità. Parlare di politiche del cibo significa parlare di futuro, di educazione, di spreco alimentare e di responsabilità collettiva».

La puntata è disponibile online sul canale YouTube di Parla Con Me®.

Guarda la puntata: https://lnkd.in/d7FUCyBG

 

Per seguire le puntate:
www.parlaconmeofficial.it

 

Per proporre ospiti, temi, attività o candidature:
redazione.pcm@gmail.com