Il concerto del 1° Maggio 2014 al Palaolimpico di Torino è la sola tappa tricolore. Il tour è partito il 25 aprile da Budapest e terminerà il 2 luglio alla 02 Arena di Londra. Lo swing della popostar ha fatto breccia nel cuore dei suoi concittadini britannici, che lo stanno premiando con vendite record
Affollamento di fans, telecamere e forze dell’ordine a presidiare l’AC Hotel del Lingotto (foto), dove soggiorna Robbie Williams in occasione del megaconcerto di questa sera a Torino.
‘Swing both ways live‘, il nuovo album della star musicale ha dominato la classifica ufficiale dei dischi più venduti nel Regno Unito. Lo showman, che compie 40 anni, arriva in Italia con il concerto del 1° Maggio 2014 al Palaolimpico, unica data tricolore. Il tour è iniziato il 25 aprile da Budapest e terminerà il 2 luglio alla 02 Arena di Londra.
Lo swing inconfondibile di Robbie ha trafitto il cuore dei suoi concittadini britannici, che lo stanno premiando con vendite che hanno già toccato quota 500mila copie. La popstar inglese con questo suo ultimo lavoro omaggia il genere swing, come aveva già fatto più di dieci anni fa con Swing When You’re Winning.
Il disco precedente era fatto di sole cover. Oggi, invece, il divo ha voluto inserire brani inediti composti con lo storico collaboratore Guy Chambers: canzoni pop dal sapore retrò amalgamate con le cover di classici presenti nell’album.
(Foto: il Torinese)

Il Toro affronta l’Udinese di Guidolin all’Olimpico nella speranza di continuare la sua cavalcata verso l’Europa League. Nel primo quarto d’ora la partita è molto bloccata e nessuna delle due squadre riesce a far prevalere il proprio gioco, ma al 15′,alla prima vera occasione della partita, El Kaddouri si porta in area, si accentra e fa partire un gran destro che trafigge il portiere friulano Scuffet; il Toro è in vantaggio.
Dopo alcuni mesi di sosta obbligata riapre il 2 maggio alle ore 10 il museo civico Pietro Micca e dell’Assedio di Torino del 1706. La struttura era stata chiusa al pubblico dal 13 novembre scorso per lavori di messa in sicurezza e di sistemazione delle perdite nelle gallerie.
La marcia dei partiti verso le elezioni regionali procede tappa dopo tappa. Superato anche l’ostacolo del deposito dei simboli e delle liste, che rappresenta un momento topico nei riti preelettorali. Ecco chi darà l’assalto al palazzo regionale di piazza Castello (nella foto).
Fedele alla linea bergoglian-francescana, e al clima di antipolitica imperante, l’arcivescovo di Torino, mons.Cesare Nosiglia, dà una bella strigliata ai politici in generale.
L’Associazione per il Tibet è stata costituita su iniziativa del Consiglio regionale del Piemonte. Ha l’obiettivo di diffondere la conoscenza della cultura e delle tradizioni tibetane e di sostenere il popolo di quella regione nelle sue richieste di riconoscimento dei diritti civili e politici. Per saperne di più, il Torinese ha intervistato il presidente Giampiero Leo (a sinistra, con Davide Gariglio e il Dalai lama, nella foto della Città di Torino – www.comune.torino.it), consigliere regionale del Piemonte (Ncd), già assessore regionale alla Cultura.
Prosegue la nostra inchiesta fotografica sui manifesti dei candidati alle prossime elezioni regionali. Per le vie di Torino questi giorni sono apparsi nuovi poster elettorali. Prendiamone in esame alcuni.
IL MESSAGGIO – “Lavoriamo per dare forma al futuro”. Il richiamo al lavoro non poteva mancare, per l’assessore regionale uscente che, in questi anni di Giunta Cota ha gestito le deleghe delicatissime in materia.







Oggi le cose sono cambiate ma, in un certo senso, la nostra è ancora La città delle fabbriche. Questo è il tema di un ciclo di incontri organizzati dall ‘Ismel (Istituto per la Memoria e la Cultura del Lavoro, dell’Impresa e dei Diritti Sociali) in collaborazione con la Città di Torino e le Biblioteche Civiche Torinesi.
sono una giovane donna di 30 anni che ha intrattenuto una relazione per quattro ( e lunghissimi ) anni, con uomo più grande di 17. Ci tengo a sottolineare l’età della persona poiché quanto sto per raccontarti , a mio parere almeno, dovrebbe riguardare unicamente l’età dell’infanzia di un uomo, cioè quando è la mamma a decidere ogni cosa riguardo al proprio figlio. L’uomo in questione, è un soggetto alquanto bizzarro, poiché si presenta alle sue “prede” come single di buona famiglia, verso la quale dimostra una devozione maniacale, con tanta voglia di costruire un rapporto tradizionale con una brava ragazza, dopo anni di scorribande e vita sregolata in giro per il mondo. I presupposti sembrano buoni, lui si mostra attento e garbato e i modi sono quelli da gentiluomo d’un temp. Perfetto, mi fido. Mi presenta dunque alla blasonata famiglia e tutto procede per il meglio poiché anche loro mostrano quella gentilezza e cortesia simile, forse troppo , alla sua, e la mamma, indiscussa regista del menage familiare, non perde occasione per sfoggiare in pompa magna tutto il suo savoir faire durante le ricorrenze, con telefonate di buon augurio, gesti esemplari, a volte persino esagerati, regali , manifestandomi sempre stima e accondiscendenza.
Nel frattempo, tra malumori e sopportazione , il mio fidanzato avanzava delle scialbe richieste di seria convivenza. Io desisto e dichiaro e pretendo che nel momento in cui avessi deciso di trasferirmi definitivamente nella sua dimora, la stessa sarebbe divenuta anche la mia e dunque avrei gradito che fosse rispettata la mia privacy e la mia stessa persona. Assolutamente no. Il mio punto di vista non poteva essere contemplato poiché dato che mammina aveva un carattere particolare, irascibile e volubile, non si poteva certo impedirle di soggiornare della nostra casa quando lei intendeva , cambiare mobili che lei personalmente aveva scelto o addirittura non assecondare ogni suo inclinazione nel designare il modus vivendi del figliuolo. Se questi erano i patti, niente da fare, ognuno per la sua strada. E così è stato. Dopo settimane di autoanalisi, autocritiche e un po’ di rimpianto, scopro che io ero solo l’ultima delle numerosissime “vittime” del mio ex e della sua adorata madre, e che io mi ero distinta nel gruppo di malcapitate solo per la durata del rapporto poiché la media era decisamente più breve.
Da una parte troviamo la tipica madre che prende possesso di ogni situazione della vita del figlio, ostacolandone la crescita e l’indipendenza, soprattutto in campo sentimentale, fungendo da filtro per qualunque decisione che riguarda il cambiamento di status del figlio, da single a fidanzato o sposato, con il terrore che una donna possa prendere decisioni riguardanti il futuro dell’ amato ragazzo sottraendole importanza e ricopra un ruolo , di tutto diritto, più autorevole del suo. Dall’altra parte ecco qui un prototipo di uomo che molto spesso trasuda sicurezza e intraprendenza, ma che poco dopo si rivela per quello che è realmente: un uomo debole , senza un vero carattere, poiché perennemente deviato dalla subordinazione alla madre, incapace di vivere un’esistenza all’insegna di sani principi, e provare la gioia di costruirsi un percorso appagante e che mette in relazione i molteplici contesti della vita in maniera armoniosa.
Gli imputati per il rogo della Thyssen, costato la vita a sette operai, nella notte fra il 5 e il 6 dicembre 2007, “non sono stati favoriti in alcun modo e non è stato accolto alcun motivo di ricorso dei loro difensori” .
