Ieri, verso le 22, sulla strada provinciale 156 tra Savigliano e Costigliole Saluzzo, è morto un 52enne a bordo di moto Kawasaki Z800. Il motociclista è uscito di strada ed è finito in un canale. L’uomo è deceduto sul colpo.
Mafia, arrestato un ricercato
Personale della Polizia di Stato ha eseguito un ordine di carcerazione a carico di un quarantaseienne cittadino italiano.
Il provvedimento, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo – ufficio Esecuzioni Penali, è stato eseguito a Carignano dalla Squadra Mobile di Torino. L’uomo era stato condannato in via definitiva a 8 anni e 4 mesi per associazione a delinquere di stampo mafioso, per condotte commesse dal 2014 in poi, in relazione alla partecipazione associativa ai mandamenti di Belmonte Mezzagno e Misilmeri, come emerso nell’operazione “Cassandra” del maggio 2020 quando furono eseguite, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia, 6 custodie cautelari in carcere e due ai domiciliari. Complessivamente nell’operazione furono coinvolte 25 persone alcune delle quali già coinvolte nell’operazione “Cupola 2.0” del 2018.
Trasformare il Teatro Nuovo in un polo culturale strategico per lo spettacolo dal vivo, completandone il percorso di valorizzazione e rilanciandolo a livello nazionale e internazionale. È l’obiettivo della Città di Torino che, con delibera proposta dall’assessora alla Cultura Rosanna Purchia e dalla Vicesindaca con delega al Patrimonio Michela Favaro, ha approvato le linee guida per la pubblicazione di un bando pubblico finalizzato a individuare un partner con cui stipulare un Partenariato Speciale Pubblico-Privato (PSPP).
“Con il Partenariato Speciale Pubblico-Privato apriamo una nuova fase per il Teatro Nuovo – dichiarano la Vicesindaca Michela Favaro e l’assessora Rosanna Purchia –, che diventerà un centro strategico per le arti performative, la produzione culturale e l’innovazione. È un progetto che valorizza un luogo simbolico della nostra città, protagonista di un importante investimento pubblico, e lo restituisce alla città con una visione aperta, sostenibile e condivisa. Inserito in un sistema culturale integrato con la nuova Biblioteca civica e altri poli del sapere, il Teatro Nuovo contribuirà a fare di Torino una città della cultura viva, accessibile e proiettata verso un orizzonte internazionale”.
Il PSPP rappresenta una fattispecie giuridica aperta e flessibile, che consente di incorporare le buone pratiche maturate dall’esperienza, valorizzando al massimo la collaborazione pubblico-privato, in linea con il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, che consente agli enti territoriali di attivare forme speciali di partenariato con soggetti pubblici e privati per il recupero, il restauro, la gestione, l’apertura al pubblico e la valorizzazione dei beni culturali, riconoscendo l’importanza di integrare e coordinare le strategie di tutela e valorizzazione, rafforzando la collaborazione tra enti pubblici e tra questi e i soggetti privati. Un approccio innovativo, in linea con il principio costituzionale di sussidiarietà orizzontale, che si rivela fondamentale per l’efficace adempimento delle funzioni pubbliche legate alla valorizzazione del patrimonio.
Il Teatro sarà chiamato a fungere da vetrina per produzioni originali, anteprime nazionali e internazionali, progetti di ibridazione tra linguaggi artistici differenti e creazioni innovative, con particolare attenzione all’uso di tecnologie multimediali, interattività e nuovi linguaggi espressivi. Al tempo stesso, dovrà accogliere eventi speciali nel calendario dei grandi appuntamenti cittadini, qualificandosi come attore propositivo nell’ecosistema locale delle arti performative. La direzione e la gestione dovranno attivare sinergie con altri soggetti pubblici e privati sul territorio, articolando una programmazione che abbracci teatro musicale, teatro di prosa, musica, danza e forme ibride e sperimentali. La strategia culturale dovrà puntare a sostenere le nuove generazioni di artisti con programmi di residenza artistica, alta formazione professionale e occasioni di confronto con il pubblico, promuovendo audience engagement e coinvolgimento attivo. Inoltre, il progetto culturale ambisce a un posizionamento internazionale, costruendo reti e collaborazioni transnazionali, partecipando a circuiti europei e globali e ospitando artisti e produzioni di rilievo estero, innalzando così il profilo del Teatro come punto di riferimento culturale capace di generare attrattività oltre i confini locali e nazionali.
Ai fini della migliore selezione del partner privato, la proposta dovrà contenere contenuti minimi che permettano di valutare quale candidatura risponda meglio agli obiettivi di valorizzazione. La valutazione avverrà tramite una procedura comparativa e non competitiva, affidata a una Commissione multidisciplinare di esperti in ambito culturale, tecnico e patrimoniale. Al termine della valutazione, la Città avvierà una fase negoziale con il soggetto selezionato per definire la bozza di accordo di Partenariato Speciale Pubblico-Privato. L’accordo disciplinerà gli impegni delle parti, i criteri di gestione, i meccanismi di verifica e altri aspetti connessi.
Il bando sarà pubblicato nei prossimi giorni sul sito della Città di Torino nella sezione Appalti e bandi.
Il progetto “Torino, il suo parco e il suo fiume – memoria e futuro”
La Città di Torino ha ottenuto un finanziamento nell’ambito del Fondo Complementare al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (strumento previsto dal d.l. n. 59/2021), che finanzia progetti integrativi del PNRR per il periodo 2021–2026. Tali fondi, gestiti dal Ministero della Cultura, sono stati destinati alla realizzazione del progetto strategico “Torino, il suo parco e il suo fiume – memoria e futuro”, che si sviluppa all’interno dell’ecosistema urbano che coinvolge la nuova Biblioteca civica Centrale, gli spazi didattico-scientifici del Politecnico di Torino e il Borgo Medievale, promuovendo connessioni funzionali tra attività complementari. Il restauro in corso prevede la rifunzionalizzazione della sala teatrale e dei relativi spazi accessori, il miglioramento dell’efficienza energetica e l’adeguamento alla normativa antincendio, con collaudo previsto nel secondo semestre del 2026.
Nella cessione di IVECO alla indiana TATA una cosa che forse non è chiara a tutti che in IVECO ci sono i motori FPT prodotti sia a Torino che a Foggia ( ex Sofim ) .Gtt: il 30 luglio linee 8 – 18 deviate
Mercoledi’ 30 luglio 2025 dalle 7.00 alle 20.00 circa. Causa lavori stradali le linee vengono deviate su percorsi alternativi. Per conoscere la deviazione della tua linea consulta la sezione dedicata ” linee e orari ” – ” rete urbana e suburbana” del sito www.gtt.to.it
Oggi potrebbe essere il giorno ufficiale della vendita di Iveco. Il comparto militare dell’azienda sarà andrà a Leonardo e Rheinmetall. Invece il settore civile dei camion, autobus e motori sarà acquisito dall’ indiana Tata Motors. Oggi a Torino si riunisce il consiglio di amministrazione di IvecoGroup.
In una nota diffusa dall’azienda Iveco si legge che sono in corso trattative in stato avanzato per “potenziali operazioni riguardanti il settore della difesa, da un lato, e la restante società dall’altro”.
Il consiglio di amministrazione sta valutando attentamente tutti gli aspetti di queste potenziali operazioni”
“ Il consiglio – continua la nota – tiene nella dovuta considerazione gli interessi di Iveco Group e di tutti i suoi stakeholder, compresi azionisti, dipendenti e clienti, e terrà informato il mercato”.
È morto Raffaele Fiore l’assassino di Casalegno
IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

E’ morto il brigatista rosso non pentito Raffaele Fiore che partecipò al rapimento di Aldo Moro e all’uccisione dell’avvocato Fulvio Croce: nel 1977 sparo’ a bruciapelo, con l’intenzione di ucciderlo, a Carlo Casalegno di cui sono stato molto amico e che in più occasioni ho ricordato pubblicamente, anche nel luogo in corso Re Umberto dove venne colpito. Casalegno morì dopo essere stato ferito in modo vile e truculento e dopo una dozzina di giorni di terribile agonia. Nei confronti di Fiore che non usufruì dei favori riservati ai pentiti non ritengo di dover infierire: dopo la morte deve estinguersi ogni odio, anche se è impossibile, come dice il mio amico Massimo Coco (figlio del magistrato freddato a Genova dalle Br) perdonare.
Chi ha perdonato, in effetti, ha dimenticato, come i famigliari del commissario Luigi Calabresi.
Ma ha anche dimenticato, chi non aveva motivo di perdonare. Io ricordo, quando andai a commemorare Casalegno alla “Stampa” su designazione della vedova di Carlo, Dedi, che il direttore Giulio Anselmi parlo’ di Casalegno come di un “uomo di destra”, tema ripreso dal sindaco pro tempore Chiamparino. Era gente che non
si liberava dai pregiudizi neanche a vent’anni dalla morte di Carlo. Quando Fiore sparo’ in volto a Casalegno, parte della sinistra fu molto tiepida, se si esclude il sindaco comunista Novelli,per non parlare del Presidente socialista Viglione. Ci furono operai della Fiat che rilasciarono penose interviste in cui l’ideologia si fuse con il cinismo e la lotta di classe nei confronti del borghese Carlo Casalegno. Ancora più colpevoli furono i giornalisti che le cercarono, in primis Giorgio Bocca . Ma stando alla testimonianza del giornalista Vittorio Messori ci fu anche chi nella redazione di “Stampa sera” giunse a gioire (secondo un ‘altra testimonianza a brindare) perché era stato colpito un reazionario come Casalegno. Non essere estremisti per alcuni significava essere reazionari: una vulgata di fatto brigatista.
Tanti anni dopo “La stampa” cancello’ il premio Casalegno che conferiva da alcuni anni forse perché mancavano i giornalisti meritevoli, forse perché era imbarazzata a continuare a gloriarsi del suo nome seguendo una linea tanto distante dal suo antico vice direttore che Ronchey scelse come commentatore politico di primo piano.
Di fronte agli immemori io sento di dover scrivere che forse ho più rispetto per un assassino coerente con le sue idee deliranti che per tanti perdonisti che hanno annacquato il ricordo di cosa fu il terrorismo in Italia. Ovviamente il terrorismo rosso e anche nero perché, a pochi giorni dall’anniversario della strage di Bologna va ricordato anche quello nero, anche se le polemiche aspre – umanamente più che comprensibili – del presidente delle famiglie delle vittime di Bologna non sono accettabili perché strumentalizzano il passato in funzione del presente.
PS: Il risalto in prima pagina e lo spazio riservato da”La Stampa” alla morte di Fiore rispetto alle poche righe del “Corriere della sera” a pag. 19 deve far riflettere.
Un lettore ci scrive:
