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Bambini a bordo: anche in Italia i seggiolini antiabbandono

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.

Arriva l’ok dal Consiglio di Stato per l’applicazione del decreto che definisce quali devono essere le caratteristiche tecniche e i requisiti che devono avere i seggiolini antiabbandono. Il dramma dei bimbi lasciati in auto purtroppo continua a essere di stringente attualità, con conseguenze gravissime.

Via libera, dunque, anche se con alcune osservazioni inevitabili sul provvedimento. In effetti viene riconosciuta la correttezza di quanto è stato fatto dal Governo su questa tematica così importante e delicata, visto che lo stesso ha provveduto prontamente ad applicare la disciplina europea in materia.

Il Consiglio di Stato ha reputato, però, densa di lacune la nuova regolamentazione, specialmente in tema di impatto economico che la disciplina avrà sui consumatori e sugli operatori economici. Altro aspetto fondamentale è che siano rese coerenti le disposizioni relative alle differenti tipologie di seggiolini antiabbandono.

Secondo quanto è stato dichiarato dal Consiglio di Stato, che ha comunque dato l’ok, occorre intervenire sull’apparente incongruenza per cui l’art. 172 del Codice della Strada impone di assicurare i bimbi in auto con i seggiolini fino a 1.5 m di statura: si pensa quindi a bambini fino a 10 anni di età e anche oltre, “il comma bis della legge sui seggiolini antiabbandono approvata invece prevede l’obbligo solo per bambini sotto i 4 anni di età”.

Regione, Rosso: “Musulmani non discriminati, ma rispettino Costituzione”

“I musulmani che hanno la cittadinanza nel nostro Paese sono cittadini italiani a tutti gli effetti e non devono subire forme di discriminazione e di razzismo, ma loro devono imparare la lingua e soprattutto rispettare la nostra Costituzione, nei suoi principi fondamentali”: lo ha dichiarato questo pomeriggio l’assessore ai Diritti, Roberto Rosso, che ha incontrato presso la sede regionale di via Viotti i rappresentanti delle due associazioni arabo-egiziane El Nilo e Centro Mecca. Motivo della riunione la volontà di organizzare a Torino un grande evento interreligioso sulla fratellanza umana, in cui discutere e approfondire il documento firmato da Papa Francesco e dal Gran Imam di Al-Azhar, Ahmad Al Tayyeb, che si dovrebbe tenere a dicembre. Gli esponenti delle due associazioni hanno anche fatto presente a Rosso la necessità di un aiuto della Regione per l’organizzazione di corsi di italiano e corsi per le famiglie, in modo che queste possano apprendere i fondamenti della cultura occidentale nel rapporto con moglie e figli. Tutti temi su cui Rosso intende lavorare nei prossimi mesi, “perché vogliamo una società di persone, che, ciascuna con la propria religione, si riconoscano in valori di convivenza comuni”.

Scuola di magia per Halloween a MondoJuve

I prossimi appuntamenti dello Shopping Village: dal magico appuntamento di Halloween per grandi e piccini alle attività solidali contro il cancro

In occasione della festa di HalloweenMondojuve – lo Shopping Village situato tra i Comuni di Vinovo e Nichelino – presenta la più grande animazione itinerante per adulti e bambini dedicata al maghetto inglese più famoso al mondo. I visitatori avranno la possibilità di vivere gratuitamente un’esperienza unica: incontrare i professori di magia, partecipare alle loro lezioni e sentirsi protagonisti di un mondo fantastico e pieno di stregonerie. Il 31 ottobre dalle 15:00 alle 19:00 e l’1, 2 e 3 novembre dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00 la Sala dello Smistamento, l’Aula di Pozioni, i negozi di Diagon Alley, il Binario 9 e ¾, la Prigione di Azkaban e la Gringott’s Bank diventano realtà. Ti aspettano lezioni di magia interattive, bacchette magiche, mandragole, folletti… per un Halloween stregato da perderci la zucca!

Inoltre, il 26 e 27 ottobre Mondojuve si fa promotore di “Life is pink”, la campagna di sensibilizzazione promossa dalla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro a favore della lotta contro i tumori femminili. I visitatori dello Shopping Village potranno partecipare alla raccolta fondi ricevendo, a fronte di una donazione allo stand della Fondazione, le magliette ufficiali dell’iniziativa, il cui ricavato sarà interamente impiegato per finanziare una campagna di screening gratuiti all’Istituto di Candiolo per prevenire e combattere il tumore alla mammella.

Ma le attività non finiscono qui! Con un gesto semplice come una firma o un messaggio, i visitatori potranno ulteriormente sostenere la Ricerca: all’interno della Galleria, infatti, sarà esposto il PINK WALL, un tabellone dove tutti potranno scrivere un pensiero o solamente il proprio nome, e per ogni messaggio raccolto, Mondojuve Shopping Village devolverà 1 € alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro a favore della lotta contro i tumori femminili.

Infine, continuano a Mondojuve gli appuntamenti con lo sport per tutta la famiglia:

  • venerdì 25 ottobre torna l’appuntamento imperdibile con Midnight Meeting, il raduno di oltre 1500 auto sportive organizzato da Hardcore Drivers nel parcheggio antistante lo Shopping Village;

  • ogni giovedì dalle ore 19 alle 20:30 chi desidera muovere i primi passi nel mondo della corsa e del running, può partecipare agli allenamenti organizzati da Running Charlotte e Sportland;

  • ogni mercoledì dalla 12:30 alle 15 Sportland organizza uscite in MTB muscolare o e-Bike (eventualmente noleggiabile presso Sportland) per qualsiasi livello di esperienza, accompagnati da una guida di mountain bike certificata di ADR Action Sport.

La 36a edizione del Premio Cesare Pavese

Il Premio Cesare Pavese è giunto alla 36a edizione e un sentito ringraziamento va al suo ideatore Luigi Gatti, recentemente scomparso.

Scomparso Gatti con la sua Assocazione Casa natale di Cesare Pavese, ora il Premio è gestito dalla Fondazione Cesare Pavese

Nelle Langhe, se volessimo usare paragoni ciclistici è come per la sfida fra Gino Bartali e Fausto Coppi:, una continua rincorsa.

Dopo la maratona Fenogliana ora c’è il Premio dedicato a Pavese e francamente è difficile dire quale dei due scrittori rappresenti più l’anima delle Langhe e chi sia il più caro ai langaroli.

Probabilmente entrambi.

Torniamo al Premio Pavese giunto alla 36a edizione. che si terrà a Santo Stefano Belbo sabato 26 ottobre e la domenica 27.

Il Premio prevede Sabato 26 ottobre 2019, alla Fondazione Cesare Pavese alle ore 16.00 la presentazione del libro “Cesare Pavese. La storia di un Premio”, seguito dall’ incontro Letteratura e scienza: la nuova frontiera delle due culture” e lla sera alle 21.30 il concerto del Quintetto dell’opera di Milano.

La domenica 27 ottobre 2019, presso la Fondazione Cesare Pavese alle Ore 10, incontro con il pubblico e cerimonia di premiazione dei vincitori

La traduttrice Susanna Basso, il linguista Giuseppe Patota e l’editrice Elisabetta Sgarbi sono i vincitori del Premio Cesare Pavese 2019, nato trentasei anni fa a Santo Stefano Belbo.

Organizzato a partire da quest’anno dalla Fondazione Cesare Pavese, il riconoscimento si rinnova nella giuria, nelle sezioni in cui è suddiviso e negli appuntamenti proposti, per meglio rendere omaggio alla complessa figura di Pavese, che non fu solo scrittore, ma anche poeta, traduttore, direttore editoriale e ideatore di una storica collana di saggi.

«Il Premio Cesare Pavese è un premio globale – spiega Gian Arturo Ferrari, che insieme a Claudio Marazzini, Giulia Boringhieri, Alberto Sinigaglia e Pierluigi Vaccaneo fa parte della giuria rinnovata – perché comprende tutte le “arti del libro”, fatta eccezione per quelle materiali, arti che hanno avuto in Cesare Pavese un rappresentante di statura altissima e soprattutto capace di praticarle e fonderle tutte insieme».

Le nuove sezioni del Premio sono dedicate all’Editoria e alla Traduzione, che vanno ad arricchire quelle dedicate alla Saggistica e alla Narrativa (in questa fase di transizione il premio per la Narrativa sarà assegnato dall’edizione 2020).

I tre vincitori incontreranno il pubblico e riceveranno il Premio Cesare Pavese domenica 27 ottobre 2019 alle ore 10 a Santo Stefano Belbo nell’auditorium della Fondazione Cesare Pavese, che ha sede nella Chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo (Piazza Confraternita 1), sconsacrata negli anni ’20 del ‘900, in cui fu battezzato Cesare Pavese.

Modera la premiazione la giornalista Chiara Buratti.

 

Tommaso Lo Russo

Info al pubblico:

0141.840894 – www.fondazionecesarepavese.itinfo@fondazionecesarepavese.it

 

Sciopero generale, ma metro e bus dovrebbero funzionare

Lo sciopero generale di 24 ore per venerdì 25 ottobre è stato  indetto dai sindacati  Cub, Sgb, Si-Cobas, Usi-Cit e Slai Cobas, obbiettivo  l’aumento dei salari, la riduzione dei carichi di lavoro e la cancellazione di Jobs Act e della legge Fornero. In città però i trasporti pubblici dovrebbero essere attivi per quanto riguarda metropolitana, autobus e tram eccetto  per le gestite dal vettore Ca.Nova: 20 – 39 – 21 – 80 – 81 – 82 – 83 – 35n – 1n – 40 – 41 – 43 – 45 – 45b – 47 – 48 – 53 – 54 – 70 – 73 – 78 – 79b – OB1 – linee 1,2,3 – Autolinee 335, 354, 435, 442, 432, 545, 73, 103, 103 Extra, 128, 201, 96 Extra, 224, 121, 92, – Scuolabus Moncalieri e Nichelino – Servizio Me-Bus dell’area Sud Ovest.

Il tempo migliora, chiusa la sala della protezione civile

Maltempo in Piemonte: aggiornamento alle ore 13.00 del 25 ottobre

Le condizioni meteorologiche in Piemonte sono in netto miglioramento ed è atteso un fine settimana di tempo soleggiato e temperature miti.

I livelli dei corsi d’acqua sono tutti in calo; il Po decresce e la situazione si normalizza.

Solo il Lago Maggiore è stazionario ma si stima in lenta e graduale discesa nei prossimi giorni.

E’caduta la prima neve sulle Alpi occidentali con punte di 40 cm localmente sulle Alpi Graie.

Nell’Alessandrino sono ancora operatvi sul territorio oltre 200 volontari per le operazioni di ripristino e assistenza alle 130 persone evacuate.

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GIOVEDì 24 OTTOBRE

Gli accessi ai Murazzi del Po di Torino sono stati  chiusi in serata a causa dell’innalzamento del fiume. La polizia municipale ha transennato tutte le scalinate sul fiume. Il marciapiede dei Murazzi è stato invaso dall’acqua, ed è stata chiusa anche la discesa verso il  parco del Valentino, dietro il Borgo Medievale.

 

(Foto grande: il Torinese. Foto piccola: Maria Siragusa)

Detenuto evade approfittando del permesso di lavoro esterno al carcere

Un detenuto 26enne di origine maghrebina incarcerato alle Vallette per lesioni aggravate è evaso approfittando del lavoro esterno previsto dall’ordinamento penitenziario. Era in carcere  con fine pena a dicembre 2021. Dopo essersi recato a prestare servizio in Amiat nell’ambito del progetto “Mi riscatto per Torino”, non è più tornato in cella. La notizia è stata data dall’Osapp – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria.

Una via intitolata a Carlo Abarth, principe dell’auto

Il nome di Carlo Abarth da oggi è entrato nella toponomastica torinese. Il tratto di strada di via Anselmetti, tra via Plava e corso Orbassano, questa mattina è infatti stato intitolato al fondatore della Abarth e C.

Di origine austriaca, nel 1945 si trasferisce a Merano e diventa cittadini italiano. Accanto all’attività delle corse e alla produzione di auto da competizione, negli anni ’50 e ’60 dà vita alla produzione di kit (tra questi le marmitte) per elaborazione per vetture di serie che ne aumentano potenza, velocità e accelerazione, nello stabilimento torinese di via Trecate.

La sua figura è stata ricordata dal presidente del Consiglio Comunale, Francesco Sicari“Oggi è un giorno importantequarant’anni fa ci lasciava un grande imprenditore che, davanti ad un destino poco benevolo nei suoi confronti (subì due gravi incidenti) si è reinventato come innovatore ed imprenditore. Il nome Abarth è entrato nelle case di milioni di persone in tutto il mondo. In una società come la nostra che vede l’automobile come uno dei veicoli maggiormente utilizzato per il trasporto privato, il marchio Abarth rappresenta qualcosa di più, un vero e proprio carattere distintivo. Non sta a me fare ipotesi su quello che sarà il futuro della mobilità ma sta a me unire il nome di Carlo Abarth con Torino, una città che dall’industria automobilistica ha per decenni ottenuto molto, con l’auspicio che possa ottenere ancora in futuro, magari sotto il segno dello Scorpione.

Nel suo saluto, la presidente della Circoscrizione 2, Luisa Bernardini, ha espresso soddisfazione per l’intitolazione a Carlo Abarth in un territorio in cui è ancora presente una realtà produttiva legata all’automobile ma che, con TNE, può ottenere nuova vitalità, grazie alla riconversione di un’area dismessa in area industriale.

“Questo è il modo migliore per chiudere i festeggiamenti per il 70° anniversario della nostra marca, ha affermato Luca Napolitano, responsabile brand Fiat e Abarth. “Da quando un giovane appassionato di corse e motori fondò la marca Abarth sono stati costruiti 70 anni di storia e di grandi successi, 10 record mondiali, 133 record internazionali, oltre 10 mila vittorie sui tracciati e sulle piste di tutto il mondo. Per noi questa giornata rappresenta uno spunto per guardare al futuro di questa marca con passione ed energia rinnovata”.

Roberto Giolito responsabile dipartimento Heritage di FCA ha sottolineato come “non sia casuale la scelta del sedime e dimostra come i valori e gli ideali del grande automobilistico torinese continuano ad animare l’attività della nostra azienda. Ne è prova l’Heritage hub, a poca distanza da via Abarth, che custodisce oltre trecento esemplari di vetture ideate e progettate a Torino”.

Prima dello scoprimento della targa, a cui hanno preso parte con le autorità e le personalità presenti anche la signora Anneliese Abarth, moglie dell’imprenditore, il saluto dell’assessore con delega alla Toponomastica Sergio Rolando che ha sottolineato come il nome Abarth “faccia brillare gli occhi a tutti gli automobilisti appassionati di sportività”.

Ragazzo simula rapimento per estorcere 32mila euro alla mamma

Un ventitreenne del torinese ha simulato il proprio rapimento per estorcere alla madre la somma di  32 mila euro. Ma i carabinieri hanno risolto il caso dopo la denuncia della donna, di Castellamonte.  Il ragazzo è stato denunciato con un presunto complice, di 33 anni di Gioiosa Jonica (Reggio Calabria). La donna aveva raccontato ai militari  di avere ricevuto due telefonate, una del figlio e l’altra del presunto  sequestratore, con forte accento calabrese. Sul cellulare, le erano comparsi dei messaggi con fotografie che mostravano il giovane legato e imbavagliato. Le indagini sono state condotte dai carabinieri del nucleo operativo di Ivrea, della compagnia di Gioiosa Jonica e del Ros. Il giovane è stato trovato (sano e salvo, ovviamente) nella località calabrese sotto casa dell’amico mentre  stava passeggiando con il cane.

 

Al Mauriziano la deprescrizione per i pazienti “fragili”

L’armonizzazione delle terapie farmacologiche  per promuovere l’efficacia e la sostenibilità dei trattamenti farmacologici

 

E’ partita all’ospedale Mauriziano di Torino una sperimentazione sulla deprescrizione ed armonizzazione delle terapie farmacologiche, su iniziativa del Direttore generale dottor Maurizio Dall’Acqua, sui pazienti cosiddetti “fragili”, in ambito nefrologico, onco-ematologico ed internistico. Questi pazienti corrono il rischio della multiprescrizione, giacché molti di loro, su consiglio di specialisti medici differenti, fanno uso di più farmaci che spesso e volentieri hanno effetti sovrapponibili o incompatibili e di conseguenza sono di troppo. In un contesto multidisciplinare medico-farmacista infermiere ed utilizzando un apposito software informatico dedicato, che consente di valutare tutte le interazioni tra farmaci in terapie che contengono fino a 15 principi attivi differenti, l’ospedale Mauriziano ottimizza le cure dei pazienti, togliendo i farmaci in più, non indispensabili e/o inappropriati, per migliorare la loro qualità della vita e promuovere l’appropriatezza terapeutica intesa come efficacia, sicurezza e sostenibilità dei trattamenti farmacologici.

Il progressivo e costante processo di invecchiamento della popolazione, al quale si assiste ormai da qualche decennio, sta modificando sostanzialmente il contesto socio-demografico dei Paesi ad economia avanzata. L’Italia, in particolare, risulta tra i Paesi con il più alto tasso di invecchiamento (espresso come percentuale di over-65 sul totale della popolazione), collocandosi al terzo posto dopo Germania e Giappone

Le proiezioni a medio termine non sono rassicuranti: nel 2045-50 in Italia si assisterà ad un vero e proprio “picco di invecchiamento” con una quota di over-65 pari al 35% .

Parallelamente si assiste ad una sostanziale transizione epidemiologica della patologia emergente, con una netta preponderanza di malattie cronico-degenerative legate all’età (25.000 nel 2028), sempre più spesso coesistenti   nello stesso individuo.

La multi-cronicità si accompagna al fenomeno della “polypharmacy”, definita come “somministrazione contemporanea di più di 5 farmaci” (4) ed ormai riconosciuta ed accettata come “un male necessario”: nella popolazione over-65 anni, la media dei farmaci assunti è pari a 6,7 sostanze per individuo, arrivando a 7,7 nei pazienti over-85 (2). L’assunzione di un elevato numero di farmaci (pill-burden), spesso con schemi terapeutici complessi e di lunga durata, compromette l’aderenza (compliance) del paziente alle terapie, con ripercussioni significative sulla qualità di vita, sull’efficacia delle terapie e sullo spreco di risorse economiche.

L’impatto sulla spesa sostenuta dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN) di un quadro demografico come quello descritto e prospettato dai più recenti rapporti internazionali spinge ad interrogarsi se un approccio dedicato al trattamento del “paziente anziano”, oltre che a migliorare la sua qualità di vita, possa essere espressione e garanzia di maggiore sostenibilità a breve, medio e lungo termine.

E’ possibile modificare gli approcci, spostando il baricentro dell’assistenza “in acuto” verso quella “in cronico” e potenziare azioni che garantiscano la “continuità ospedale-territorio”, volte a supportare il paziente affetto da una o più patologie croniche?

Per quanto riguarda le terapie farmacologiche, la risposta è affermativa. La Raccomandazione n. 17 del Ministero della Salute (6) prevede da tempo un’attenta revisione dei   tradizionali paradigmi terapeutici: il management del paziente polipatologico e/o politerapico dovrebbe prevedere l’introduzione del rischio di reazioni avverse ai farmaci (ADRs) come elemento integrante dell’approccio farmacologico, ed un monitoraggio attento e puntuale della risposta alle terapie impostate, nell’ottica di una rivalutazione periodica dei trattamenti in corso e della semplificazione terapeutica.

Attraverso attività sistematiche e codificate di Ricognizione e Riconciliazione Terapeutica (RRT), è possibile agire su quelle discrepanze non intenzionali (interazioni farmacologiche, confondimenti, sovrapposizioni, ecc…), che possono causare danni al paziente (prolungamento della degenza, ADRs, ricoveri ripetuti, ecc…), scarsa compliance agli schemi terapeutici, ed effettuare un’armonizzazione delle terapie farmacologiche prescritte nei momenti di transizione di cura.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) considera la RRT una delle migliori strategie per garantire la qualità delle cure e la sicurezza per il paziente e raccomanda interventi per la prevenzione degli errori in terapia, spesso insiti nei regimi politerapici. Il Documento di Intesa Stato-Regioni del 2012 la inserisce tra i criteri ed i requisiti di accreditamento per le Strutture Sanitarie, che a tal fine devono dimostrare di aver definito e implementato nella pratica clinica procedure operative che individuino i tempi ed i modi per espletare i contenuti della Raccomandazione n.17, nonché gli attori coinvolti.

L’ospedale Mauriziano di Torino, impegnato a proporre nuovi modelli di gestione integrata dei percorsi di cura, ha avviato tre progetti (in ambito nefrologico, onco-ematologico ed internistico), che si propongono di affrontare il tema dell’armonizzazione delle terapie farmacologiche nei momenti di transizione di cura. La scelta dei contesti è avvenuta in accordo a quanto suggerito dalla stessa Raccomandazione Ministeriale n. 17, che individua nei pazienti cronici (con particolare riferimento a quelli in terapia con anticoagulanti, antidiabetici ed immunosoppressori) ed in quelli oncologici, quelle caratteristiche di particolare fragilità per le quali la RRT (Ricognizione e Riconciliazione Terapeutica) è, a tutti gli effetti, un’attività eticamente necessaria.

Il progetto del Mauriziano è coordinato dalla dottoressa Annalisa Gasco (Direttore Farmacia ospedaliera), dal dottor Claudio Norbiato (Direttore Dipartimento di Medicina), dal dottor Corrado Vitale (Direttore Nefrologia) e dal professor Massimo Di Maio (Direttore Oncologia universitaria).

Gli aspetti innovativi di questa sperimentazione, che fa propri i contenuti della Raccomandazione n. 17, sono sia l’approccio multidisciplinare clinico – farmacista – infermiere, che si configura anche come un momento di crescita professionale per ciascuna figura coinvolta, sia il supporto di strumenti di Information and Communication Technologies (ICT), che consentono di effettuare la RRT contestualmente alla visita.

L’armonizzazione di terapie prescritte da specialisti diversi ad un unico paziente e/o di schemi   terapeutici complessi è una carta vincente per migliorare l’aderenza, evitare gli sprechi e, in sintesi, promuovere l’appropriatezza terapeutica intesa come efficacia, sicurezza e sostenibilità dei trattamenti farmacologici.

L’esperienza maturata ha altresì confermato che un’attività di RRT efficace e la conseguente armonizzazione delle terapie farmacologiche si realizzano solo attraverso la stretta collaborazione tra i professionisti che operano in ospedale e sul territorio. Per questo motivo i suddetti progetti aziendali evolveranno verso la definizione di modelli che prevedano il coinvolgimento attivo del Medico di Medicina Generale, figura strategica ai fini della trasmissione e dello scambio puntuale dei dati per la completa presa in carico del paziente in ogni ambito di cura.