ilTorinese

Con un milione di euro in più 500 nuovi alberi a Torino

Il Comune ha stanziato un milione di euro per gli alberi della città grazie al piano straordinario di ripristino e risanamento per gli alberi dei viali e dei giardini cittadini.

Il provvedimento è stato approvato dalla Giunta comunale su proposta dell’assessore all’Ambiente Alberto Unia. Si potranno così mettere a dimora 500 nuovi alberi e consolidarne e contenerne 2 mila 600 già presenti. Nell’ultimo decennio molti alberi sono stati abbattuti per vari motivi e si è reso  necessario intensificare l’opera di cura e sostituzione. “E’ un investimento a favore della salute dell’ambiente urbano e quindi dei cittadini, un intervento  per contenere gli effetti del cambiamento climatico e favorire la cura della qualità dell’aria”, commenta Unia.

E a Orbassano arrivano 1000 nuove piante

Sarà presto realtà anche a Orbassano il progetto “Mosaico Verde”, un’iniziativa nata dalla collaborazione tra Città di Orbassano e AzzeroCO2, società costituita da Legambiente e Kyoto Club che offre la possibilità di contribuire attivamente alla riduzione della quota di emissioni in atmosfera attraverso progetti mirati a neutralizzarne il carico ambientale.
L’accordo di collaborazione siglato tra Città di Orbassano e AzzeroCO2 prevede, in primo luogo, l’individuazione di un’area idonea alla realizzazione dell’intervento, che verrà effettuato a cura della AzzeroCO2 stessa. La società garantirà inoltre la manutenzione del bosco per i primi due anni, a partire dal termine della piantumazione.

 

Torna di moda l’ambiente, ma fa i conti con il realismo politico

Oggi ritorna di moda parlare di ambiente.
Direi quasi ciclicamente, visto e considerato che da molti decenni l’emergenza climatica ed
ambientale è sotto gli occhi di tutti ed anche è dentro i nostri malmessi polmoni. Eppure ancora
adesso sembra sempre difficile trovare la quadra ed i comportamenti inquinanti continuano.
La questione riguarda la salute dei nostri figli e nostra. Nel libro Gomorra di Roberto Saviano si
racconta di una riunione di camorristi all’ inizio degli anni ’90. Volevano sotterrare rifiuti tossici
nelle campagne del Salento, e l’ acqua inquinata era bevuta da tutti. Il capo rispose deciso: berremo acqua
minerale. Come se il problema non li riguardasse. Nel 1978 ero tra i fondatori della Coop Agriforest, con due obbiettivi. Primo occupazione giovanile . Secondo, pulizia del sottobosco, capendo che due
terzi del territorio italiano è collinare e montano.
Non lo hanno capito i nostri governanti degli ultimi 50 anni. Costruendo ed intubando i corsi d’
d’acqua. I disastri sono sotto gli occhi di tutti. Quando cadono pezzi interi di ghiacciai solo gli
stupidi credono che il tutto non ci riguarda. Eppure la mamma degli studiosi è sempre incinta,
almeno in Italia. I territorio alessandrino martoriato dalle alluvioni periodiche ora ha il problema
dell’ Ilva di Novi Ligure.
Due ministri del lavoro pentastellati e l’ emendamento dell ex ministro del Mezzogiorno sempre
pentastellato hanno realizzato il disastro. E’ stata ritirata l’offerta per il subentro degli
stabilimenti di Taranto, Genova e Novi Ligure. Risultato pratico.
Continuano ad inquinare, si sono persi posti di lavoro e la bonifica delle aree è compresa. E
complimenti ai deputati e senatori del pd e della maggioranza di sinistra che hanno votato l’
emendamento. Ovviamente sono stati costretti da un realismo politico. Ed ora vedrete la marcia
indietro del governo. Ma oramai la frittata è fatta. Forse quando Salvini arriverà all’ 80 % nei
sondaggi il PD si accorgerà che sta facendo un mare di stupidaggini. E forse, manco allora se
ne accorgerà. Mesi fa mi sono beccato dello stupido da un cattedratico che ( filo Trump) sui dati quantitativi negativi sull’ inquinamento .
La tesi di fondo è: fenomeni che ci sono sempre stati. Sono processi ondivaghi che si
ripetono. Ovviamente e volutamente non considerano un fattore : l’ aumento esponenziale della
popolazione mondiale. Aumento che riguarda i paesi in via di sviluppo e  del
terzo mondo. Con i problemi annessi e connessi. Ci vorrebbe un governo mondiale che, per l
appunto non c’è e difficilmente ci sarà.
Realisticamente si possono parare dei colpi e cercare di contenere il fenomeno.
Ma ecco che arrivano i pentastellati di turno che, con altisonanti proclami ed enunciazioni di
vittorie mai esistite aggravano la nostra situazione. Dicono di essere gli unici ecologisti. Si
autodefiniscono gli unici e veri ecologisti. Praticamente con leggi disastrose. Con un sospetto.
Barbara Rizzi ha proposto questo dannato emendamento per vendicarsi di non essere stata
riconfermata. Esagero?
Forse, ma viceversa l’ alternativa al tutto è che non sanno quali saranno le reazioni ai loro atti. Ed
è ovviamente grave comunque. I sindacati urlano disperati per la perdita di posti di lavoro .
Urlano anche le popolazioni locali perché appunto, non partono i lavori di bonifica. E sia
( purtroppo ) ben chiaro non partiranno. Tra burocrazia e mancanza di soldi. Oramai in molti
( compreso il sottoscritto ) pensano che le cifre del Bilancio del nostro Stato sono cifre messe lì
un po’ a casaccio.
1978, 10 anni dopo, inizi anni ’90 ed oggi sono le date di una sconfitta l’annunciata.
Come quel bellissimo romanzo di Marquez, Cronaca di una Morte annunciata. Dove tutti
sapevano chi e come voleva ammazzare il rivale in amore. Tutti sapevano ma non sono
intervenuti per godersi lo spettacolo.
Il nostro pianeta sta morendo e noi assistiamo impotenti e desiderosi di vedere fino a che punto
arriva lo spettacolo. Catastrofista? Forse. E spero di essere smentito dai fatti. Io ci tengo alla
mia pelle e più della mia pelle a quella dei nostri figli. Felice, felicissimo di sbagliarmi su tutto.

Grimaldi, Accossato e Todros: “Mantenere l’alta complessità di Sant’Anna e Regina Margherita”

Parco della Salute: “un obiettivo a cui non si può rinunciare. Basta giocare sul futuro di donne e bambini!”

“Garantire l’autonomia e l’elevata qualità delle cure in campo materno-infantile: questo era l’obiettivo per assicurare una sempre maggiore qualità del servizio sanitario, tramite un aumento dei posti letto e una maggiore integrazione tra servizi ospedalieri e territoriali. Non si può rinunciare a questo traguardo. Quella a cui si è giunti mi sembra una soluzione di comodo che rischia di snaturare il progetto del Parco della Salute”.

Così il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi Marco Grimaldi, e le esponenti di Articolo Uno Silvana Accossato e Tullia Todros commentano le notizie trapelate e rivelano che il Regina Margherita e Sant’Anna non saranno trasferiti nel nuovo polo sanitario.

“Avevamo chiesto un’attenzione particolare nei confronti di alcuni percorsi di cura, ma a quanto pare non c’è stata” – proseguono. – “La realtà unica di ‘policlinico pediatrico’ del Regina Margherita, ma soprattutto la ginecologia e l’ostetricia del Sant’Anna devono stare all’interno del Parco della Salute, perché soltanto la presenza di reparti specialistici medici e chirurgici nella stessa struttura garantisce la sicurezza delle donne, che altrimenti potrebbero vedersi costrette a essere trasportate in ambulanza dal Sant’Anna (che accoglie la maggioranza delle partorienti) al Parco della salute. Il Sant’Anna non ha tutte le specialità che gli permettono di farsi carico da solo della salute delle donne. Stiamo dunque dicendo che le donne non hanno diritto di accesso al Parco della Salute? L’assenza di una cabina di regia e di uno sguardo complessivo sulle cure del paziente non può che portare disagi e sprechi di risorse. La Regione non se lo può permettere, ma soprattutto le persone assistite non se lo meritano. Inoltre questa decisione rischia di essere una vera pietra tombale di tutto il processo che rischia di dover ricominciare da capo. Basta indiscrezioni, dopo aver negato le comunicazioni in aula chiederemo con un Question time cosa la Giunta ha in mente”.

Le autonomie regionali. Convegno a Torino

Torino 8 Novembre 2019 ore 17,30
Hotel NH Torino Centro

Corso Vittorio Emanuele II, 104 – Torino

 

Convegno
LE AUTONOMIE REGIONALI

 

Introduzione
Stefano Rigon – Presidente di Magna Carta Nord Ovest

***

La riforma per le autonomie regionali: di cosa si tratta
Fondamento costituzionale; Le competenze assegnate alle Regioni
Le criticità del progetto – una secessione per ricchi?

Prof. Fabrizio Fracchia – Professore di diritto amministrativo all’Università Bocconi

***
Il processo intrapreso da Lombardia Veneto e Emilia Romagna
I vantaggi del progetto; Gli accordi preliminari; A che punto siamo?

Prof. Stefano Bruno Galli – Professore di storia delle dottrine e delle istituzioni politiche
all’Università di Milano, Assessore all’autonomia e alla cultura della Regione Lombardia

***
Tavola rotonda

.
Moderatore Bruno Babando – Giornalista
On.le Stefano Allasia – Presidente del Consiglio regionale del Piemonte
On.le Luca Carabetta – Vice Presidente Commissione attività produttive della Camera
On.le Sergio Chiamparino – Già Presidente della Regione Piemonte
On.le Claudia Porchietto – Componente della Commissione attività produttive della
Camera, Già Assessore al lavoro della Regione Piemonte

***
Conclusioni
On.le Dott. Alberto Cirio – Presidente della Regione Piemonte

Champions: Juventus agli ottavi di finale

La vittoria contro la Lokomotiv Mosca  per 2-1 nel recupero consegna alla Juventus il passaggio agli ottavi di finale di Champions League con due turni di anticipo. La squadra bianconera  arriva infatti a 9 punti rispetto ai 7 dell’Atletico Madrid, i 3 della Lokomotiv e gli zero punti del Bayer Leverkusen.

La Madonna di Colonna a Crea

Sabato 9 novembre alle ore 16 al Santuario di Crea, presso il Monastero di Maria di Magdala dove nel 2018 si sono stabilite le Suore Domenicane, Gianni Colonna torinese, allievo di Felice Casorati e vissuto molti anni in Monferrato, donerà uno splendido dipinto della Vergine, in aggiunta ad una precedente dolcissima Madonna con Bambino.


Colonna anche in questa occasione si conferma, nel panorama contemporaneo, come l’artista più fedele all’arte figurativa di cui si rende strenuo difensore, mai sedotto dalla dilagante nichilista dittatura della “accademia delle avanguardie” che ripete e banalizza le provocazioni delle avanguardie storiche.
Egli è uno dei pochissimi artisti attuali che trattano temi religiosi, pressoché abbandonati da quando l’arte si è trasformata da trascendente in immanente; il suo intento è non solo di raggiungere risultati estetici ma anche di recuperare il valore dell’unione del ”Bello e Buono” di antica memoria greca che si stanno sempre più affievolendo.
Si nota l’assoluta unicità del suo stile nel sovrapporre i propri dipinti a capolavori del passato attraverso costruzioni mentali che, pur preservando una sedimentata memoria iconografica e la potenzialità del suggerimento ispiratore, si trasformano in una moderna classicità e in un inno alla Bellezza.
Le amate risonanze delle Madonne di George De La Tour sono riprese nella Vergine di Colonna al lume di candela che indossa lo stesso abito rosso ma al posto del Bambino tiene tra le mani un foglio manoscritto che, in un sottile gioco di sostituzione e trasposizione, è lo stesso che sta leggendo il san Girolamo di un altro dipinto dell’artista caravaggesco.
Inoltre sullo sfondo, quadro nel quadro, appare un paesaggio collinare monferrino, tra il calar del sole e l’arrivo della notte, antinaturalistico, metafisico, atemporale, steso a pennellate levigate e setose.Anche in questo caso, come in ogni sua opera intitolata indistintamente “Giorno Notte” i contrari si avvicendano per poi re incontrarsi perennemente nei cicli e ricicli della vita.
Giuliana Romano Bussola

Regione Piemonte: bandiere abbrunate per la morte dei vigili del fuoco

Listato a lutto anche il sito, il Gonfalone sarà presente ai funerali

Sulle facciate del Palazzo della Giunta e del Consiglio regionale, in piazza Castello e in via Alfieri a Torino, le bandiere sventolano a mezz’asta.

La decisione è stata presa di comune accordo dai presidenti Alberto Cirio e Stefano Allasia in onore dei vigili del fuoco Matteo Gastaldo, Marco Triches e Antonino Candido, che hanno perso la vita ieri mentre cercavano di spegnere un incendio in una cascina di Quargnento (Alessandria).

Listato a lutto anche il sito della Regione, che sarà presente in forma ufficiale con il proprio gonfalone il giorno della celebrazione dei funerali delle vittime.

Quante stelle ai ristoranti piemontesi! Tutti i nomi della nuova Guida Michelin

Dal prossimo  7 novembre sarà nelle librerie la nuova Guida Michelin 2019, l’ edizione numero 65 della “Bibbia” per gli appassionati  della cucina stellata. In Italia 33 nuovi ristoranti stellati entrano nella prestigiosa scena culinaria della guida francese. Su 374 locali stellati è  prima la Lombardia, segue il Piemonte, con 4 novità su 46 ristoranti. E’ soprattutto Cuneo a brillare, con  18 ristoranti stellati tra i quali  il tre stelle Piazza Duomo ad Alba tra i famosi “11 che valgono il viaggio”. Arriva una prima stella al ristorante Condividere dello chef Federico Zanasi, alla Nuvola Lavazza.

Ecco i locali stellati 2019 in Piemonte

Ristoranti con tre stelle Michelin
Alba (CN) –  Piazza Duomo
Ristoranti con due stelle Michelin
Cervere (CN) – Antica Corona Reale
Guarene (CN) – La Madernassa
Orta San Giulio (NO) – Villa Crespi
Verbania / Fondotoce (VB) – Piccolo Lago
Ristoranti con una stella Michelin
Alessandria
Acqui Terme – I Caffi
Alessandria / Spinetta Marengo – La Fermata
Asti
Isola d’Asti –  Il Cascinale Nuovo
Penango / Cioccaro – Locanda del Sant’Uffizio- Enrico Bartolini
Tigliole –  Ca’ Vittoria
Biella
Pollone –  Il Patio
Cuneo
Alba – Larossa
Alba – Locanda del Pilone
Benevello – Damiano Nigro
Canale – All’Enoteca
Cherasco –  Da Francesco
Grinzane Cavour –  Marc Lanteri Al Castello
Piobesi d’Alba – 21.9
Priocca CN –  Il Centro
Santo Stefano Belbo –  Il Ristorante di Guido da Costigliole
Serralunga d’Alba –  La Rei
Serralunga d’Alba / Fontanafredda CN –  Guido
Treiso –  La Ciau del Tornavento
La Morra –  Massimo Camia
La Morra / Annunziata –  Osteria dell’Arborina
Monforte d’Alba –  Fre
Novara
Novara –  Tantris
Novara – Cannavacciuolo Cafè & Bistrot
Orta San Giulio – Locanda di Orta
Soriso – Al Sorriso
Torino
Caluso –  Gardenia
Pinerolo – Zappatori
Rivoli  – Combal.zero
San Maurizio Canavese – La Credenza
Torino – Cannavacciuolo Bistrot
Torino – Carignano
Torino – Casa Vicina-Eataly Lingotto
Torino – Condividere
Torino – Del Cambio
Torino – Magorabin
Torino – Spazio7
Torino – Vintage 1997
Venaria Reale – Dolce Stil Novo alla Reggia
Verbano-Cusio-Ossola
Domodossola –  Atelier
Verbania / Pallanza – Il Portale
Vercelli (VC) –  Cinzia da Christian e Manuel

Vigili del fuoco morti: tra le ipotesi anche dissidi tra proprietario e figlio

Gli inquirenti che indagano sull’esplosione nell’Alessandrino  in cui sono morti tre vigili del fuoco non escludono tra le ipotesi, secondo quanto appreso dall’agenzia ANSA, possibili dissidi tra il proprietario dell’edificio esploso e il figlio, oltre alla pista legata al risarcimento assicurativo. Al momento si tratta solo di ipotesi di lavoro e le indagini proseguono a 360 gradi.

Referendum, via libera anche dal Piemonte alla proposta  sulla legge elettorale 

“Questo è soltanto l’inizio di un percorso – spiega il capogruppo Lega Salvini a Palazzo Lascaris, Alberto Preioni – che dovrà portare a far esprimere i cittadini su una questione molto importante: il modo di eleggere i propri rappresentanti. Ed è un grande risultato: far decidere ai cittadini da chi vogliono essere governati. Un sistema più semplice, sul modello di quanto già avviene per i sindaci: chi ottiene anche solo un voto in più, sarà maggioranza. Sono soddisfatto di questa legge, darà stabilita e governabilità al paese. Restituiamo a 60 milioni di Italiani il diritto di scegliere una legge elettorale decisa, moderna ed efficiente”

“Oggi abbiamo presentato l’emendamento n. 56 che è integralmente sostitutivo del testo della proposta di deliberazione – dichiara Sara Zambaia. -L’esigenza di sostituzione derivava da due esigenze formali: la prima, di cogliere l’opportunità di uniformarci ulteriormente a livello tecnico alle istanze della Corte di Cassazione in merito al quesito referendario, e la seconda, quella di adottare il medesimo modello deliberativo delle altre regioni al fine di uscire con una deliberazione maggiormente concertata sia a livello tecnico che politico. A differenza di quanto pretestuosamente sostengono le minoranze, – così la consigliera Zambaia – la scelta di presentare un emendamento come questo non è assolutamente sintomatico di un testo precedentemente non corretto. Il testo della deliberazione è ed era corretto già ben prima della presentazione dell’emendamento, ma la volontà di perfezionarlo ulteriormente è un’opportunità aggiuntiva che abbiamo ritenuto di cogliere proprio al fine di uniformarci alle istanze della Corte”.