ilTorinese

A Iaretti la delega all’Identità piemontese

Dal Piemonte / VILLAMIROGLIO

Il sindaco  Paolo Monchietto ha firmato da alcuni giorni il decreto di nomina con il quale conferisce al capogruppo della lista ‘Progetto Villamiroglio MPP’ Massimo Iaretti a delega alla ‘Identità Piemontese’

 

Si tratta di una delega pressoché unica in tutta la regione subalpina, finalizzata a valorizzare i valori, la storia, la cultura la tradizione, la lingua delle genti del Piemonte.

E non è un caso che venga attribuita in un comune di piccolissime dimensioni, al centro di una zona rurale e collinare, proprio in uno di quei luoghi dove i caratteri della ‘piemontesità’ si sono meglio conservati, pur tra mille difficoltà ed il mutare della società. “Ringrazio innanzitutto il sindaco Monchietto per questa opportunità – dice Massimo Iaretti – adesso si tratterà di lavorare per realizzare iniziative, che saranno concretizzate nelle prossime settimane, di carattere culturale, di recupero della memoria, di salvaguardia della lingua, che vadano a mantenere quel carattere identitario che deve essere proprio di ogni comunità, locale e regionale, e che in Piemonte sta rischiando di andare perento più che in altre realtà. Tutto questo dovrà avvenire senza dimenticare che il Piemonte è una regione d’Italia e l’Italia appartiene all’Europa e che viviamo in una società che è diventata multietnica, multiculturale e multireligiosa, tutti elementi di confronto che sono sicuramente un’opportunità, a patto di non dimenticare chi siamo e da dove veniamo, anziché negarli come si è fatto troppo spesso in passato. L’auspicio è che altri comuni provvedano ad istituire l’assessorato o la delega all’Identità Piemontese”. Massimo Iaretti è anche consigliere delegato alla cultura e turismo dell’Unione dei comuni della Valcerrina e fondatore e presidente del Movimento Progetto Piemonte, ed è profondamente innamorato dell’intero Piemonte, dalle fonti del Toce a Ceva, da Moncenisio al confine tra Monferrato e Lomellina.

Konrad Mägi. La luce del Nord

In mostra a Torino, nelle Sale di Palazzo Chiablese, le irrequiete e luminose opere del “padre” della pittura estone moderna

Fino all’8 marzo 2020


Ad accogliere il visitatore all’ingresso della mostra, c’è un piccolo “Paesaggio” del suo Nord. Datato 1908 – 1910, è un olio su cartone dove i pochi colori utilizzati e le modeste dimensioni dell’opera (perfettamente in linea con le modestissime condizioni economiche del pittore) contrastano con i segni vigorosi di una qualità pittorica che appare subito in tutta la sua debordante straordinarietà. Nel quadretto, le forme del paesaggio si intuiscono appena, totalmente assenti i dettagli realistici, al loro posto vibra un dialogo intenso, di ossessivo e tormentato vigore materico, fra colori scavati alle radici e forme lasciate libere di vagare per i sentieri imprevedibili dell’anima. Nell’opera, appartenente agli esordi dell’artista, c’è già tutta la stupefacente forza espressiva presente nel complesso e breve percorso artistico – durato neanche vent’anni, dal 1906 al 1925 – di Konrad Mägi (1878 – 1925), considerato il capostipite della pittura estone moderna, vita irrequieta, anarchica e magicamente stravagante, spesso assimilato ad artisti come Van Gogh e Sisley, per l’uso singolarmente audace della materia pittorica e degli effetti luminosi, attenuato negli anni Venti dal gusto di geometrie formali di cézanniana memoria. A lui è dedicata la retrospettiva (fra le più grandi mai realizzate in Europa), ospitata nelle Sale Chiablese ai Musei Reali di Torino fino all’8 marzo del 2020, in prossimità dei cento anni trascorsi dalla visita dell’artista in Italia.

Curata dallo storico dell’arte Eero Epner in collaborazione con la direzione dei Musei Reali, la mostra (che, dopo Torino, sarà nell’autunno del 2021 al Museo EMMA di Espoo, in Finlandia) assembla una cinquantina di opere, provenienti dal Museo Nazionale d’Arte dell’Estonia e da quello di Tartu, oltre che da collezioni private e da quelle della Società degli studenti estoni. Oli, acquerelli e disegni, paesaggi e ritratti, sono opere che ben documentano l’inquieto e inquietante cammino esistenziale ed artistico di Mägi: dalla Scuola di Arti Industriali di San Pietroburgo, ai soggiorni in Finlandia (dove nel 1906 realizza i suoi primi dipinti) e a Parigi, fino al 1908 quando in Norvegia pone le basi per le prime esposizioni di Tartu e di Tallin, che gli daranno grande visibilità. Ma nel 1912, ritorna definitivamente in Estonia, che lascia solo nel 1921 per un viaggio in Italia dove realizza luminose piacevolissime vedute di Roma, di Capri e Venezia. Nel Bel Paese, l’artista pare ritemprare corpo e anima e perfino la sua pittura che nel paesaggio riscopre il valore della figura umana e dei più caratteristici e rasserenanti scorci urbani. Scriveva bene Epner, in occasione di una mostra dedicatagli due anni fa dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma: “ Mägi rimase fino alla fine della propria vita un uomo del Nord che avrebbe voluto vivere al Sud”.

Uomo e artista profondamente e inesorabilmente legato, scriveva lo stesso pittore, alla “natura aspra e malinconica del Nord” ai suoi “vividi lampi di luce”, a quei grandi cieli solcati e squassati da nuvole apocalittiche accese dai bagliori del tramonto, dai laghi, dalla natura selvaggia e dalle ripide scogliere a picco sul mare. Questi i temi che troviamo raccontati con accesa passione nella rassegna torinese, in un intreccio di correnti – fra Fauves e Nabis, Art Nouveau, Impressionismo ed Espressionismo – che sembrano averlo appena sfiorato, senza mai scalfirne la ferma volontà di parlare a sé e agli altri sempre ed assolutamente a modo suo. Totalmente suo. Con quella violenza di colori e di luci che frantuma la realtà per toccare le soglie dell’immaginifico e dell’onirico. Natura come atto di fede. Come spazio “metafisico e sacro”. Accanto, ai particolarissimi ritratti. Giovani donne soprattutto, come la “ragazza norvegese” dalla labirintica capigliatura e dallo sguardo ipnotico e assente. Occhi che non vedono. Figure indifferenti e lontane da chi le osserva. Molto simili ai ritratti, presenti in mostra, che dello stesso Mägi fanno, in tempi diversi, gli amici artisti Eduard Wiiralt (busto in bronzo del ’22) e Nikolai Triik (olio su tela realizzato nel 1908). Volti inabili al volo leggero dei pensieri. Inquieti pur nella compostezza dei gesti. Sempre tesi alla distruttiva ricerca dell’anima. Anche se “l’anima – annotava lo stesso pittore – è un raro giorno di festa che né la coscienza né la logica possono spiegare. E’ la lode e la rivolta dell’umanità”.

Gianni Milani

“Konrad Mägi. La luce del Nord”
Musei Reali – Sale Chiablese, piazzetta Reale 1, Torino; tel. 011/5362038 o www.museireali.beniculturali.it
Fino all’8 marzo 2020
Orari: dal mart. alla dom. 9/19, lun. 10/19

Nelle foto

– “Cavoli marini”, olio su tela, 1913-1914
– “Paesaggio con nuvola rossa”, olio su tela, 1913-1914
– “Andando da Viljandi a Tartu”, olio su tela, 1915-1916
– “Ritratto di ragazza norvegese”, olio  su tela, 1909
– Eduard Wiiralt: “Busto di Konrad Magi”, bronzo, 1922

 

 

Appendino apre alla sua ricandidatura a sindaca nel 2021

 La sindaca Chiara Appendino per la prima volta apre alla possibilità di una sua candidatura per un secondo mandato nel 2021, fino ad oggi sempre esclusa

 

“Se il 2019 è stato un anno di risultati importantissimi per Torino, – dice all’Ansa la prima cittadina – sarà il 2020 ad essere il vero e proprio anno del rilancio. Dopo tre anni di lavoro intenso, ora si vedono i frutti. Noi abbiamo sempre detto che Torino riparte e, sebbene  ci sia ancora tanto da fare, ora riparte davvero. Decideremo dopo l’estate, sarà allora il momento giusto per farlo. Ma il tema non è ciò che farò io, sono le radici che stiamo mettendo con alcuni progetti”, riferendosi ad Atp Finals, ambiente e bilancio comunale.

Capodanno con Le Musichall e Murialdo

Un’alternativa ai soliti cenoni e alle feste in piazza

LE MUSICHALL e TEATRO MURIALDO: CAPODANNO A TEATRO

Martedì 31 dicembre 2019, ore 19 “Ridi con me… A Le Musichall” di Antonello Costa | Le Musichall

Martedì 31 dicembre 2019, ore 22 “Ridi con me… A Le Musichall” di Antonello Costa e a seguire “Concerto di Natale” con I Vitelloni | Le Musichall

Martedì 31 dicembre 2019, ore 21 “Miseria e nobiltà” di Masaniello con Margherita Fumero| Teatro Murialdo

Le Musichall | Corso Palestro 14, Torino

Teatro Murialdo | Piazza Chiesa della Salute 17d, Torino

Un’alternativa ai soliti cenoni e alle feste in piazza? Le Musichall e il Teatro Murialdo propongono un’allegra serata seduti in poltrona a godersi un Capodanno ricco di storie, emozioni e divertimento con brindisi di mezzanotte in compagnia degli attori in scena.

 

Per la notte di San Silvestro in scena a Le Musichall ci sarà lo spettacolo “Ridi con me… Le Musichall” che vede come protagonista Antonello Costa, uno dei massimi esponenti del varietà italiano che da oltre trent’anni propone al pubblico divertenti personaggi come il manager Don Antonino, il Tony Manero pugliese Tony Fasano, il Balbuziente della canzone di Trilussa e molti altri, senza dimenticare l’immancabile omaggio al principe della risata Totò.

Dedicato all’ilarità e alla spensieratezza, “Ridi con me… A Le Musichall” è una seduta terapeutica di gruppo in cui la risata è lo strumento per dimenticare i problemi, lo stress e le nevrosi causati dai ritmi estenuanti della società moderna.  Insieme alla soubrette Annalisa Costa accompagnata da tre ballerine, Antonello Costa diventa il dottore della risata proponendo 13 numeri comici, un’escalation di sketch divertenti per sperimentare le reazioni del pubblico in un crescendo di risate e sorprese. Un varietà con i fiocchi che ricalca l’avanspettacolo italiano degli anni 40 in chiave modernissima… Numeri comici, macchiette, mimo, monologhi, canzoni ballate e cantate per uno spettacolo di varietà a 360 gradi che vedrà Antonello Costa coinvolgere gli spettatori in una vera e propria terapia della risata attraverso personaggi stravaganti e senza tempo.

Dopo lo spettacolo delle 21 e il brindisi di mezzanotte inizierà il “Concerto di Natale” de I Vitelloni, un viaggio nella storia della canzone italiana attraverso tutti gli stili che ne hanno caratterizzato l’evoluzione. Dallo swing del Quartetto Cetra fino al rock raffinato di Lucio Battisti, passando per il jazz da night club, il rock’n’roll, il beat e il sound caraibico. Grazie agli ironici e originali arrangiamenti de I Vitelloni, la musica di Fred Buscaglione, Caterina Valente, Adriano Celentano, Renato Carosone trova nuovo respiro in uno spettacolo coinvolgente, divertente e tutto da ballare.

 

BIGLIETTI CAPODANNO

31 dicembre 2019 ore 19: Unico Platea 45,00 € + 1,50 € prevendita e Unico Balconata 40,00 € + 1,50 € prevendita.

31 dicembre 2019 ore 22 (con BRINDISI e I VITELLONI IN CONCERTO): Unico Platea 55,00 € + 1,50 € prevendita e Unico Balconata 50,00 € + 1,50 € prevendita.

I biglietti possono essere acquistati sul sito www.lemusichall.com e presso la biglietteria del Teatro aperta dal martedì al sabato dalle ore 15 alle ore 19 e a partire da un’ora prima dell’inizio degli spettacoli.  Per informazioni al pubblico, chiamare il numero 011 19117172 (in orario di biglietteria) o scrivere a info@lemusichall.com

Il 31 dicembre sul palco del Teatro Murialdo arriva “Miseria e Nobiltà” di Masaniello insieme ad un’ospite speciale, la famosa attrice Margherita Fumero.

La commedia, ben nota anche per la riduzione cinematografica diretta nel 1954 da Mario Mattioli e magistralmente interpretata dal grande Totò, narra della povertà napoletana che s’ingegna per tirare a campare. Stremate dalla più nera indigenza, due famiglie convivono sotto lo stesso tetto e, su invito di un ricco rampollo della nobiltà partenopea, si prestano a inscenare un’improbabile finzione, interpretando i componenti della famiglia del giovane blasonato, nel comicissimo tentativo di convincere il padre di una bella ragazza (un ricco ed ingenuo ex cuoco) ad acconsentire alle nozze. Uno spettacolo pieno di verve e d’intrighi che evoca la tradizione dei canovacci della commedia dell’arte, con scambi di persone, travestimenti e l’arte di arrangiarsi tipica napoletana.

Dopo un piccolo brindisi per salutare in allegria l’anno nuovo, la compagnia Masaniello insieme a Margherita Fumero intratterranno gli spettatori con esilaranti sketch di cabaret.

BIGLIETTO CAPODANNO Intero 50,00 euro, Ridotto 30,00 euro (gruppi di almeno 30 persone) + 1,50 euro di prevendita.

I biglietti possono essere acquistati sul sito www.teatromurialdo.it e presso la biglietteria del Teatro Murialdo aperta il venerdì e il sabato dalle ore 17 alle ore 21 e a partire da un’ora prima dell’inizio degli spettacoli. Per informazioni al pubblico, chiamare il numero 011.2480648 (in orario di biglietteria) o scrivere a info@teatromurialdo.it

 

Slot machines irregolari: sanzionato un bar

In via Belfiore: 7300 euro di sanzioni

Gli agenti del Commissariato Barriera Nizza, nel corso di un controllo straordinario effettuato con il Reparto Prevenzione Crimine, hanno sanzionato per 7300 un bar di via Belfiore.

Nel corso dell’attività, infatti, i poliziotti hanno controllato l’esercizio trovando in una sale del locale due slot machine nonostante il bar fosse ubicato a meno di 500 metri da luoghi sensibili. I due apparecchi sono stati sequestrati e per il titolare è scattata la sanzione di 4000 euro. Altri 3300 euro di sanzioni sono stati per altre violazioni di tipo amministrativo.

Furto e inseguimento con tentativo di investire un agente

Il fatto accade la sera della vigilia di natale. Poco prima delle 23, gli agenti della Squadra Volante intervengono per la segnalazione di un furto in atto in via Fratelli Calandra.

Giunti sul posto, i poliziotti notano due persone darsi alla fuga in direzione di corso Vittorio Emanuele II. I due prima cercano prima di nascondersi tra le auto in sosta e poi cercano di fuggire, questa volta in direzione di via Mazzini. I fuggitivi, però, salgono a bordo di un’auto parcheggiata in via Fratelli Calandra e occupata posteriormente da altre due persone e accelerando si danno alla fuga. In questo frangente, un poliziotto che tenta di frapporsi all’auto per impedirne la fuga rischia di essere travolto dal veicolo in corsa, incurante della sua presenza nella carreggiata.  

Di qui ne nasce un lungo inseguimento che attraversa la città e nel corso del quale l’auto in fuga fa zig zag tra le auto e oltrepassa incroci con semaforo rosso. La folle corsatermina in corso Traiano, quando i quattro occupanti dell’auto abbandonano il veicolo e fuggono scavalcando un cancello di un condominio. Gli agenti, però, riescono a bloccare in via Monastir, nonostante la resistenza opposta, due delle quattro persone in fuga: il conducente dell’auto e il passeggero che viaggiava al suo fianco.

Alla luce dei fatti le persone fermate, entrambe ventisettenni, vengono arrestate per furto aggravato in abitazione e resistenza a pubblico ufficiale. Al conducente dell’auto, inoltre, oltre alle diverse sanzioni per la violazione del Codice della Strada, viene contestato il tentato omicidio per aver cercato di investire l’agente di polizia per darsi alla fuga.

Sequestrati oltre 100 mila euro su conti correnti di famiglia sinti

Dal Piemonte

Eseguita misura di prevenzione patrimoniale avanzata dalla Procura di Asti

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Asti hanno dato esecuzione alla misura di prevenzione patrimoniale del sequestro anticipato, emessa dal Tribunale di Torino – Sezione Misure di Prevenzione – su proposta del Sostituto Procuratore della Repubblica di Asti – Dr. Fiz – d’intesa con il Procuratore Dr. Perduca, nei confronti di un nucleo familiare appartenente alla comunità sinti.
Il provvedimento del Tribunale di Torino ha riguardato titoli e denaro contante, giacenti su conti correnti intestati ai proposti, del valore complessivo di € 110.000, sequestrati ad un nucleo familiare astigiano  a seguito dell’attività investigativa con cui nel 2005 i Carabinieri avevano raccolto elementi poi risultati determinati ai fini della condanna in primo grado per associazione a delinquere finalizzata ai furti in abitazione.
Gli approfonditi ed ininterrotti accertamenti hanno convinto i giudici ad adottare il provvedimento cautelativo, ritenendo ragionevole ipotizzare che il denaro, dal valore evidentemente sproporzionato al reddito lecito pressoché risibile dei proposti, fossero il frutto delle attività delittuose degli imputati.
Il Tribunale di Torino ha fissato a gennaio 2020 l’udienza di discussione prima di pronunciarsi sulla richiesta confisca dei beni.

Irruzioni nelle case di Testimoni da parte di agenti russi

Dal Mondo (Dal sito Jw.org)

Negli scorsi 18 mesi, in Russia, agenti della polizia locale e del Servizio Federale di Sicurezza (FSB) hanno fatto in totale 613 irruzioni nelle case di nostri fratelli e sorelle. Dal gennaio 2019 le autorità hanno fatto irruzione in 332 case superando così il dato del 2018, in cui i raid erano stati 281.

Negli ultimi mesi le azioni da parte delle autorità nei confronti dei nostri fratelli si sono intensificate. A giugno sono state fatte 71 irruzioni e a luglio 68, un aumento significativo in paragone alla media di 23,4 irruzioni al mese effettuate nel 2018.

Autorità russe mentre irrompono in una casa a Nižnij Novgorod

Generalmente durante i raid agenti delle forze di sicurezza a volto coperto e armati fino ai denti irrompono in una casa o in un appartamento. A volte, dopo essere entrati, gli agenti hanno puntato le armi in faccia ai Testimoni, tra cui bambini e persone anziane, come se fossero criminali incalliti e pericolosi. Non sorprende quindi che diversi esperti siano d’accordo con il dottor Derek Davis, ex direttore del J.M. Dawson Institute of Church-State Studies presso la Baylor University, che ha affermato: “L’aggressiva persecuzione da parte della Russia di un gruppo pacifico come i Testimoni di Geova è palesemente ‘estremista’”.

Purtroppo, oltre al numero di irruzioni, sono aumentati anche i procedimenti penali a carico dei nostri fratelli. Attualmente sono 244 i fratelli e le sorelle oggetto di accuse penali in Russia e in Crimea. Questo numero è più che raddoppiato dal dicembre 2018, quando i procedimenti penali a carico di Testimoni erano 110. Dei 244 fratelli e sorelle sotto processo, 39 sono detenuti, 27 si trovano agli arresti domiciliari e a più di 100 sono state imposte varie restrizioni.

Sebbene i nostri fratelli e le nostre sorelle continuino a essere presi di mira dalle autorità russe, non siamo “[scossi] da queste tribolazioni”. Al contrario, ci incoraggia sapere che i nostri fratelli stanno continuando a perseverare e a rimanere leali. Lodiamo e ringraziamo Geova che ha ascoltato le tante preghiere rivolte a loro favore e siamo certi che continuerà a farlo (1 Tessalonicesi 3:3, 7).

Trova borsa con denaro e gioielli e la consegna ai vigili

Dal Piemonte

 

Una bella storia di Natale. Ha trovato una borsa con gioielli e 2.300 euro in contanti e l’ha subito consegna ai vigili urbani

 

E’ accaduto a Domodossola (VCO) alla vigilia di Natale. La cittadina modello è una donna residente in città, che  ha visto una borsa abbandonata in una via del centro. Aprendola e trovando  il denaro e i preziosi per un valore di altri tremila euro, è andata al comando  della polizia municipale. I vigili hanno rintracciato la proprietaria, anche lei di Domodossola, e le hanno restituito borsa e prezioso contenuto.

Fontana dei mesi: Gennaio e Minimalismo

Nella scorsa edizione della Fontana dei Mesi al parco del Valentino abbiamo approfondito a proposito del carro di Fetonte, in questa edizione parliamo di Minimalismo e della statua di gennaio, tenetevi forte, iniziamo!

Donald Judd, Sol LeWitt, Robert Rauschenberg, Barnett Newman, Enrico Castellani, Piero Manzoni sono nomi che ci conducono direttamente nel Minimalismo (o Minimal Art), la corrente artistica sviluppatasi negli anni Settanta del Novecento che ha una peculiarità eccezionale, coinvolgere lo spazio espositivo nell’opera stessa. Detto questo l’arte Minimal dovrebbe essere comprensibile anche agli scettici- che sono liberissimi naturalmente di continuare nel loro scetticismo-, ma in generale chi non vede niente di artistico in questo genere, potrebbe ricredersi. La sensazione di vuoto a cui talvolta il Minimalismo può condurre, dovrebbe essere ora rovesciata o rovesciabile. Per esempio le tele bianche di Rauschenberg, sapendo che sono ascritte alla Minimal Art, così come l’abbiamo definita, ossia la risposta degli artisti al bisogno di far compenetrare lo spazio esterno all’opera con quello interno all’opera, ecco ora forse le tele del texano prendono senso anche per chi considera solo che non siano disegnate. Poi, certo, possono prendere un ulteriore senso, un senso personale, possono rispondere alla motivazione che uno preferisce, si prestano a interpretazioni pseudo-psicanalitiche, insomma sono arte al di là del nostro racconto storico-artistico che le inserisce in una corrente artistica piuttosto che in un’altra. La non univocità del messaggio d’altronde è il tratto fondamentale dell’opera d’arte, caratteristica che rispecchia l’idea che ogni persona sia portatrice di un’unicità che chiede di essere vissuta e che è già presente prima di essere vissuta di fronte alla produzione artistica.

Abbiamo preso Rauschenberg tra tutti i pochi citati, dunque vediamo che talvolta di lui si dice sia un artista appartenente all’Espressionismo astratto, oppure ancora che abbia gravitato per tutta la sua carriera intorno alla Pop-art senza aderirvi mai. A parte le classificazioni per così dire tassonomiche che si fanno degli artisti, cerchiamo di capire la distanza che separa la produzione artistica di uno, dalla effettiva prima descrizione di una corrente. Come buona regola in merito si può leggere il “manifesto programmatico” oppure considerare ciò che vi si avvicina maggiormente e poi fare un raffronto. Nel caso dell’arte minimalista non abbiamo una dichiarazione da parte degli artisti che dice cosa sia la Minimal Art, però abbiamo un filosofo, Richard Wollheim, che è riuscito a produrre una sintesi efficace sul clima artistico che esisteva in Nord America e che vedeva una tendenza alla riduzione della realtà attraverso la ricerca delle strutture elementari geometriche. Wollheim parla di riduzione minimale del contenuto artistico stesso, cosa che riesce a tangere oggetti del tutto anomini come ad esempio forme e immagini mentali basilari e perciò a condurli nell’arte stessa. Wollheim ha lasciato in sospeso, a mio parere, tutte le questioni di solito fondamentali che riguardano il senso allegorico e forse sta proprio in questa mancanza il motivo del così facile scarto di un’opera Minimalista tra cliche tipo “la solita robaccia che andava di moda nei Settanta”. Eppur tuttavia Wollheim ha, a mio avviso, dato una risposta anche a questo genere di domande, quelle che riguardano il senso dell’opera, senso che nella corrente in esame non è presente per quanto riguarda qualsiasi riferimento a quello che potremmo chiamare il nostro “incubatore culturale concettualmente evoluto”, motivo per cui per lo più lo spettatore è indifferente al Minimalismo. In genere un’opera d’arte smuove affetti, sentimenti, emozioni legate al nostro vissuto socio-culturale, trascina nell’agire comunicativo in cui siamo inseriti e ci rende partecipi, attivi, agenti, comunicatori, porta sull’orlo di voler dire qual sia il proprio pensiero su quel disegno, quella statua, quella composizione; porta alla comunicazione che inizia con, “A me ricorda…”, “Ho pensato che questa statua ha un significato particolare per me, perché…”, “Anche a me piace disegnare vasi di fiori, ma quelli di Matisse sono superlativi, ah che vero artista!”. Insomma nella maggior parte delle correnti artistiche c’è qualcosa che riusciamo facilmente a riconoscere e ad agganciare al nostro vissuto quotidiano, passato, presente, futuro; tutte riescono a parlare anche di noi e a darci speranza. L’arte può dirci con evidenza che qualcun altro ha già vissuto quel momento che a viva forza strappiamo dal corso degli eventi della nostra vita per associazione o che altrimenti non riusciamo ad inserire nel flusso dei ricordi perché sembra non avere lembi per essere tessuto.

Le tele bianche oppure i cubi palindromi che spesso vediamo nella Minimal Art, mostrano il vuoto e il pieno lasciando invariato il significato, evitano i riferimenti sociali, sono scevre di linguaggio, sono afone, aliene al sistema di riferimenti affettivi di cui facciamo parte. Tenerezza, simpatia, bestialità, crudeltà, passione, accidia, sono le stesse emozioni che riconosciamo nelle opere, le stesse che danno quel vago senso di sgomento di fronte ad una testa di Arcimboldo a meno di non essere, per dire, aborigeni australiani o chessò “abitanti delle Molucche”. Chiedono al limite di ripensare a ciò attraverso cui concettualizziamo la realtà, alle forme grazie a cui riusciamo a riconoscere la casa sotto al glicine e la grotta dietro alla cascata; pensiamo dunque al Minimalismo Americano e ricordiamoci che ogni giorno avanzando, appoggiamo ad un bastone, come la statua del mese di gennaio della fontana dei dodici mesi al parco Del Valentino a Torino. Proviamo perciò a ripensare ai sentimenti che -come abbiamo detto-, normalmente proviamo per esempio di fronte ad un’opera d’arte e tentiamo dunque di ricordare quanto lasciamo indietro, metaforicamente nell’anno passato, e cosa invece portiamo con noi, nel presente. Infine pensiamo al materiale di cui è fatto il nostro sostegno; nella statua di gennaio al parco Del Valentino, si tratta banalmente di marmo e si potrebbe dire sostanzialmente di legno; nella nostra vita banalmente si tratta dell’amore, dei consigli, della cultura che condividiamo, sostanzialmente di ciò che facciamo. Buon anno a tutti!

Elettra ellie Nicodemi