ilTorinese

Domenico Ravetti (Pd): “Facciamo chiarezza sulle Province”

 “Ho condiviso con il collega Riva Vercellotti la predisposizione di un atto di indirizzo che invita il Governo e il Parlamento a proseguire, senza indugi, nel percorso di revisione della legge che disciplina l’ordinamento delle province e delle città metropolitane, sia riguardo alle funzioni fondamentali, sia rispetto al tema della governance.

Inoltre, chiediamo al Presidente della Giunta regionale di definire, per ciascuna delle funzioni conferite alle Province e alla Città Metropolitana, i livelli essenziali di prestazione e il conseguente fabbisogno e di aprire un confronto con le stesse per rivedere la legge regionale che riordina le funzioni amministrative oggi conferite per valutarne l’ampliamento” dichiara il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Domenico Ravetti.

“Ritengo, infatti, che occorra fare chiarezza – prosegue Ravetti– e archiviare il dibattito, ormai superato, sulla soppressione delle Province, concentrandoci sui servizi che devono essere garantiti ai cittadini e sulla necessità di assicurare agli Enti Locali la possibilità di svolgere a pieno le funzioni loro assegnate. Il Tavolo delle Province d’Italia ha indicato questioni chiare, chiedendo funzioni di area vasta ben definite, elezione diretta degli organi politici, un’organizzazione dell’ente e del personale tali da permettere il pieno funzionamento della macchina amministrativa, un’autonomia finanziaria che assicuri le risorse necessarie a coprire le spese per le funzioni fondamentali.

I Sindaci italiani, su iniziativa dell’Unione delle Province, hanno sottoscritto un ordine del giorno per avviare una revisione della riforma delle Province e, in pochi mesi, questo atto è stato sottoscritto da 4.313 comuni su 5.585 delle 76 province delle regioni a statuto ordinario e in Piemonte ha aderito l’80% dei Comuni”.

“Le Province – conclude il Presidente Ravetti – sono riconosciute dal Consiglio regionale quali istituzioni costitutive della Repubblica e, alla luce degli esiti non confermativi del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, devono essere superate le leggi attuative della legge Delrio e si deve prevedere, in tempi rapidi, una revisione organica della legge che le disciplina”.

Il monopattino non parte: ubriaco lo scaglia contro le auto

Era ubriaco, e ha cercato di rientrare  a casa con un monopattino, ma senza riuscire ad attivarlo

Dopo una decina di minuti, l’ha scaraventato contro le auto in sosta, in via Saluzzo, a Torino.

 

L’uomo, è un albanese di 28 anni, ed è stato arrestato dai carabinieri per danneggiamento aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. Per  sfuggire alle manette, infatti, si è scagliato contro i militari. I carabinieri sono stati contattati da alcuni passanti che hanno assistito alla scena.

L’uomo è stato sottoposto ad alcune analisi all’ospedale Maria Vittoria: è risultato positivo alle anfetamine, benzodiazepine e con un tasso alcolico pari a 2,44 grammi litro.

Sugli schermi “Hammamet” di Gianni Amelio

PIANETA CINEMA a cura di Elio Rabbione

La superba immedesimazione di Favino nella debolezza di una storia

C’è un’unica, immutabile scena all’inizio e al termine dell’arco narrativo di Hammamet di Gianni Amelio, l’immagine di ribellione di un ragazzino che con un colpo di fionda sfonda un vetro di un istituto scolastico. Tra i due punti, la decadenza politica e soprattutto fisica di Bettino Craxi, gli ultimi sei mesi di un’esistenza controversa, la narrazione di una fuga e di un esilio (qualcuno, anche pubblicamente, ha osato usare il termine latitanza, con grande orrore della figlia Stefania, “latitanza un corno!” – nel film, Anita, forse un omaggio dell’autore all’amore per l’Eroe dei due Mondi), la sua volontà a far fronte ad una situazione che continua ad accusarlo – anche l’arrivo di un gruppo di rabbiosi turisti sulla spiaggia di Tunisi lo spinge a difendersi dall’accusa di aver sottratto all’Italia un cospicuo tesoro e a ricordare quelle monetine buttategli addosso davanti all’ingresso del Raphaël -, le giornate trascorse a formulare pensieri e a scrivere, a ricevere politici o l’amante che vuole rivivere intatte le emozioni di un tempo, come il dover fare i conti giorno dopo giorno con il diabete che lo ferisce (e certo le strutture ospedaliere del paese che lo ospita non sono le più adatte ad una cura e forse ad una guarigione, si potrebbe salire su un aereo per Milano ma c’è il rifiuto netto perché già s’immagina ad attenderlo i tribunali dello Stato), gli scatti d’ira verso la figlia che lo consiglia e tenta in tutti i modi di difenderlo dalla malattia, la sua arroganza e i suoi segni d’affetto (Amelio s’è immaginato un vecchio Lear alle prese con la saggia affettuosità di Cordelia) e di rincrescimento, il rapporto opaco con un figlio mai considerato all’altezza o con una moglie che trascorre il suo tempo davanti al televisore che trasmette vecchi film americani, il suo immancabile e lento soccombere.

Fatti, riletture, momenti che non generano certo troppe emozioni, che a molti (il pubblico di giovani) non potranno dire nulla mentre a quanti li hanno vissuti cercheranno di rinfrescare una memoria affievolita e il resoconto di un becero voltafaccia, di rimettere in piedi un uomo che per un decennio è stato il padrone indiscusso dell’Italia, l’esempio incrollabile di egocentrismo, il burattinaio di nani e ballerine come di quella politica passata poi, nel bene e nel male chi può ancora dirlo?, sotto le forche di Mani Pulite. Tutto questo tuttavia Hammamet lo ricostruisce in un eccesso di debolezza, attraverso un accumularsi di quotidiani episodi senza una vera robustezza – che non ci aspetteremmo dal forte autore di Così ridevano e Le chiavi di casa – ed un accattivante fascino, inserendo Amelio e il suo cosceneneggiatore Alberto Taraglio la figura del giovane Fausto, il figlio di un compagno di partito già pronto in uno degli osannanti congressi a base di sventolii di garofani a scoperchiare tutto quanto vi sia di falso e malato (finirà suicida), un giovane che armato di una piccola telecamera inquadra Craxi e ne cattura i pensieri e le confessioni e le recriminazioni, se ne fa memoria e portavoce. Quel rimpicciolire lo schermo in un nuovo formato è l’espediente di Amelio per staccare quelle parole dal contesto, per prendere le distanze dai fatti, per sottolineare ancora una volta “non ho mai votato socialista e non sono mai stato craxiano”: sarà, ma, con quel suo non esprimere giudizi definitivi, dal suo disegno il personaggio ne esce quasi in termini affettuosi e di comprensione, non s’è certo fatto ricorso ad un bisturi che abbia la rabbiosa consapevolezza di andare fino in fondo, geometricamente, a scoprire il marcio (e a non offendere il salvabile), non s’è certo compiuto un’azione mirabile come quella di Sorrentino, addentratosi nell’arcipelago Andreotti.

Hammamet soffre di personalissima debolezza, di un ritratto schizzato male e non chiarisce né la memoria né le idee a nessuno. Quella schermatura di anonimato – nessuno ha nome, eccetto la figlia, ma s’è detto storpiato – denuncia la mancanza di una storica robustezza che avrebbe senz’altro accresciuto il documento e la sua chiarezza: si fanno addirittura dei passi indietro nel finale, tra sogni di bassa lega, con l’incontro del protagonista a piedi scalzi sui tetti del duomo di Milano con la figura paterna (l’ultima prova di quel grande attore di cinema e di teatro – le sue interpretazioni allo Stabile di Genova! – che è stato Omero Antonutti) o con i due guitti, lui esile marionetta scomposta. Se ancora ce ne fosse bisogno, ti accorgi quanto il film si regga – “sia” – sulla impareggiabile e imperdibile interpretazione di Pierfrancesco Favino (quanti premi gli andranno a fine stagione?), che non soltanto con l’aiuto del trucco prostetico di Andrea Leanza si è appropriato appieno dei tratti visivi di Bettino Craxi: ma lascia sbalorditi quanto l’attore abbia lavorato in piena autonomia ed in grande saggezza sulla voce, sulle pause, sulle intonazioni, sul testone sghembo, su certe posizioni del corpo, delle mani che le immagini, ancora in occasione dei vent’anni dalla morte del politico in questi giorni sugli schermi televisivi, ci ridanno. Una immedesimazione superbia e singolare, che ha il potere di “guastare”, di allontanare, di far passare in secondo piano l’intera struttura drammaturgica del film.

Malattie rare, convegno nazionale al Lingotto

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che esistano dalle 6000 alle 8000 differenti malattie rare e che circa il 10% della popolazione mondiale ne sia affetto. Per malattia rara si intende una patologia che colpisce meno di 5 persone su 10.000 nella Comunità Europea

Dal 22 al 25 gennaio si terrà, al centro congressi del Lingotto di Torino, il convegno Malattie Rare e Patologia Immune organizzato dal CMID, Centro di ricerche di immunopatologia e documentazione su malattie rare, e dalla Struttura complessa universitaria di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale Giovanni Bosco (Asl Città di Torino), entrambe dirette dal professor Dario Roccatello.

L’assessore alla Sanità della Regione Piemonte e coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, Luigi Icardi, interverrà per un saluto istituzionale giovedì 23 gennaio alle ore 9:30.

Il Piemonte è da sempre all’avanguardia a livello nazionale sul fronte delle malattie rare, con l’allargamento delle esenzioni fin dal 2005 e la presenza in molte reti europee di riferimento.E’ motivo di orgoglio e di soddisfazione ospitare nella nostra regione un congresso che vede la partecipazione di molti relatori qualificati” – sottolinea Icardi.

Giunto alla 23ma edizione, il convegno si occupa delle malattie autoimmuni, reumatologiche, nefrologiche e rare, un gruppo eterogeneo di patologie spesso croniche che colpiscono anche soggetti molto giovani devastandone la qualità di vita. Rappresenta ormai un appuntamento costante per gli specialisti di malattie nefrologiche, reumatologiche, immunologiche e per la Rete delle Malattie Rare del Piemonte e della Valle D’Aosta che coinvolge tutte le aziende sanitarie delle due regioni e si fa carico di quasi 40.000 pazienti.

La qualità della Rete è sostenuta dalla partecipazione di tre Aziende Sanitarie (Città della Salute e della Scienza di TorinoSan Luigi Gonzaga di Orbassano e ASL Città di Torino, hub Ospedale Giovanni Bosco) a sei Reti Europee di Riferimento per le malattie rare e complesse create nel 2017 allo scopo di garantire la creazione di Registri Europei di patologia e sviluppare linee guida condivise fra gli specialisti di diverse nazioni.

Il convegno si aprirà proprio con una sessione dedicata all’evoluzione ed ai futuri sviluppi di queste Reti europee di riferimento. La sostenibilità e gli effetti collaterali delle nuove terapie personalizzate delle malattie rare, autoimmuni, e dei tumori saranno oggetto di numerose sessioni del Convegno. Oltre allo sviluppo di terapie innovative, la cura delle malattie rare, immunoreumatologiche e nefrologiche richiede l’attività di una rete coordinata di specialisti e di operatori sanitari.

La Regione Piemonte è sempre stata molto attiva in quest’ambito: diverse sessioni del convegno si occuperanno dell’importanza della comunicazione fra l’equipe curante e i pazienti affetti da malattia renale cronica, delle raccomandazioni regionali per le amiloidosi sistemiche, del ruolo del Forum delle associazioni di pazienti, e di un nuovo percorso che è stato sviluppato per permettere la transizione dei pazienti affetti da malattia rara dall’età pediatrica a quella adulta.

Saranno discusse anche le novità diagnostiche e terapeutiche nelle artriti infiammatorie, nelle vasculiti, nel LES (Lupus eritematoso sistemico), nella sindrome da anticorpi antifosfolipidi, nelle sindromi auto infiammatorie, nelle malattie lisosomiali, nelle dermatiti bullose autoimmuni, nell’emofilia, nell’insufficienza renale cronica, e nel linfedema cronico.

In questi ambiti il 23° Convegno su Malattie Rare e Patologia Immune, che si sviluppa in quattro giornate, e coinvolge 120 relatori tra cui ricercatori delle maggiori istituzioni scientifiche europee e americane, fornirà agli operatori sanitari (medici, farmacisti, biologi, infermieri e fisioterapisti) un aggiornamento sulle problematiche diagnostiche, le novità terapeutiche e le soluzioni di sostenibilità.

Prima volta al mondo: sperimentate staminali del fegato in neonati

Piccoli affetti da gravissime malattie genetiche neonatali

Per la prima volta al mondo sperimentate con successo cellule staminali epatiche in neonati affetti da gravissime malattie metaboliche ereditarie, presso la Città della Salute di Torino.

Lo studio é stato appena pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Stem Cell Reviews and Reports. Un nuovo approccio terapeutico mediante l’utilizzo di cellule staminali epatiche è stato sperimentato con successo in tre neonati affetti da patologie genetiche che determinano coma neonatale e necessitano di trapianto di fegato nei primi mesi di vita. La nuova strategia ha consentito di iniettare cellule staminali epatiche sane direttamente nel fegato dei piccoli pazienti poco dopo la nascita con lo scopo di correggere il difetto ereditario. Questa procedura innovativa ha permesso di ritardare il trapianto d’organo di almeno un anno in tutti i pazienti trattati, ponendo le basi scientifiche per la possibile correzione definitiva di diverse malattie genetico-metaboliche con procedura mini-invasiva.

Lo studio é frutto della proficua collaborazione tra alcuni Centri di eccellenza dell’ospedale Regina Margherita e dell’ospedale Molinette afferenti alla Città della Salute di Torino, il Centro Interdipartimentale di Ricerca per le Biotecnologie Molecolari dell’Università di Torino (MBC) e l’azienda biomedicale Unicyte AG. La sperimentazione clinica é stata condotta al Regina Margherita dal dottor Marco Spada (Direttore della Pediatria e del Centro Regionale per la cura delle malattie metaboliche del Regina Margherita), coadiuvato dal dottor Francesco Porta. Il professor Renato Romagnoli (Direttore del Centro Trapianti di Fegato delle Molinette) ed il dottor Dorico Righi (Direttore della Radiologia dell’ospedale Molinette) hanno avuto ruolo clinico primario in qualità di co-sperimentatori in questo studio pionieristico. Essenziali per questo successo scientifico-terapeutico anche l’apporto del Laboratorio del Centro Trapianti di Cellule staminali e Terapia Cellulare del Regina Margherita (diretto dalla professoressa Franca Fagioli) e del Centro di Coordinamento Trapianti (diretto dal professor Antonio Amoroso). La nuova terapia sperimentale é stata possibile grazie alle ricerche sulle cellule staminali epatiche condotte dal gruppo del professor Giovanni Camussi del Dipartimento di Scienze Mediche dell’Università di Torino con il Centro di Biotecnologie Molecolari dell’Università di Torino (professor Lorenzo Silengo e professoressa Fiorella Altruda). Il processo scientifico tutto torinese che, partendo dalla ricerca di base, ha consentito lo sviluppo e l’applicazione clinica sui piccoli pazienti di una nuova strategia terapeutica per gravi malattie genetiche del bambino pone la Città della Salute di Torino e l’Università di Torino tra le eccellenze mondiali in campo medico.

Contrabbando di alimenti e alcolici: maxi sequestro

Guardia di Finanza di Torino e Polizia Municipale si sono presentati lo scorso fine settimana in Via Traves nel quartiere Le Vallette dove già dalle prime ore del mattino erano stati installati banchi, bilance e prodotti di vario tipo per essere venduti a cittadini dei Paesi dell’Est Europa

Generi alimentari di ogni tipo: dai prodotti ittici, ai cibi pre-confezionati, carne, insaccati, latticini, scatolame, frutta ma anche sigarette di contrabbando, abilmente occultate dentro i furgoni, nonché alcolici distillati clandestinamente.

E’ questo il quadro apparso ai Baschi Verdi del Gruppo Pronto Impiego Torino ed agli Agenti del V Comando Borgo Vittoria/Madonna di Campagna/Lucento/Vallette della Polizia Municipale della 5° Circoscrizione, al mercato abusivo della zona “Continassa”, che si caratterizzava per la presenza di numerosi banchi con la merce esposta in bella vista pronta per essere venduta abusivamente, sotto dei gazebo con tanto di insegna, corredati da espositori e bilance, il tutto, tra l’altro, senza alcuna considerazione della normativa fiscale: nessuna ricevuta fiscale o scontrino, nessuna iscrizione alla Camera di Commercio, tutto abusivo.

Oltre 3 le tonnellate di materiale sequestrato per il quale sono già state avviate le operazioni di distruzione e oltre 11.000 euro il denaro sequestrato in quanto provento illecito delle vendite effettuate nelle prime ore del mattino.

Alle operazioni hanno partecipato anche le Unità cinofile della Guardia di Finanza.

Comminate sanzioni per commercio abusivo e violazione del codice della strada, sino a 100.000 euro; i due autisti dei bus provenienti da Chişinău, in Moldavia, sono stati sanzionati per oltre 4.000 euro per varie violazioni del codice della strada. I mezzi utilizzati, infatti, erano sprovvisti delle dotazioni di sicurezza a bordo, dei documenti di trasporto e non sottoposti a revisione.

6 cittadini moldavi sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Torino per reati di contrabbando di sigarette e di alimenti, nonché commercio di prodotti derivati da processi di distillazione clandestini.

La ‘Giornata della Lingua e della Letteratura Piemontese’

E’ di recentissima istituzione, con provvedimento del Consiglio dei Ministri del 17 gennaio 2020, il cosiddetto ‘Dantedì’ ovvero la Giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri

Si tratta di un provvedimento importante, a livello nazionale ed internazionale, per il ruolo che il poeta fiorentino occupa nell’empireo della storia della letteratura non solo italiana, ma anche mondiale, con tutte le sue opere a partire dalla Divina Commedia.

Sull’onda di tale iniziativa, assolutamente meritoria e di elevatissimo spessore culturale, si possono fare, però, anche alcune considerazioni – e trarre conseguenti conclusioni –a livello regionale.

Perché se è giusto non dimenticare che stiamo andando verso una società sempre più globalizzata, dove gli interscambi culturali e linguistici sono una ricchezza, non va dimenticato il valore delle proprie radici e della propria identità.

Il Piemonte è una terra ricca di storia e di cultura, che ha trasmesso nel corso dei secoli un’eredità storica, artistica e linguistica che, oggi, rischia di andare perduta qualora non vengano intraprese azioni, anche simboliche, di salvaguardia.

Ecco perché si ritiene che si possa celebrare ogni anno, nello spirito degli ideali dello Statuto della Regione Piemonte, una ‘Giornata della Lingua e della Letteratura Piemontese’ analogamente a quanto sta avvenendo a livello nazionale con la ricorrenza dantesca

A questo proposito si può avanzare anche una data precisa: la redazione della prima ‘Gramatica Piemontese’ avvenuta nel 1783 ad opera del medico Antonio Pipino da Cuneo (cui fece seguito il primo vocabolario). E come giorno della ricorrenza si potrebbe fissare – ma questa è soltanto una proposta indicativa – il 24 aprile, data indicata dallo stesso Pipino nella sottoscrizione della prefazione dell’opera, o il 26 agosto, giorno in cui Re Vittorio Amedeo III di Savoia gli concesse il Privilegio di apportare alla prima edizione della sua opera alcune modifiche ed aggiornamenti. L’istituzione di tale Giornata avrebbe un forte valore nel recupero e nella salvaguardia della lingua e delle letteratura di una regione che ha contribuito alla creazione dell’Italia odierna e che già allora era uno Stato europeo.

Poiché ‘tempus regit actum’ a breve verrà inviata una richiesta formale alla Regione Piemonte in questo senso e si avvierà una campagna di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini e delle istituzioni del Piemonte.

 

Massimo Iaretti

Consigliere delegato

all’Identità Piemontese

Comune di Villamiroglio

 

 

 

(Foto:  Monferrato Paesaggi)

I mondi senza età di Dodi Battaglia

Torna nei teatri “PERLE – Mondi senza età”, la tournée che nell’edizione 2018-2019 ha registrato grande affluenza di pubblico e numerosi sold-out, toccando importanti città come Torino, Roma, Milano, Verona

Nato da un’idea del chitarrista, cantante e compositore Dodi Battaglia, “PERLE – Mondi senza età” propone live una serie di brani appartenenti al repertorio più ricercato ed intenso dei Pooh, caratterizzato da liriche intimiste cui l’ambientazione del teatro sa essere il giusto scenario e contribuisce a creare con il pubblico un coinvolgimento particolarmente intenso.

La scaletta del concerto, aggiornata e rivista rispetto alla passata edizione per offrire al pubblico la riscoperta di brani troppo a lungo esclusi dalle performance live, accompagna lo spettatore in una ideale esplorazione dell’emozione toccando temi come l’amore, la società, il rapporto tra uomo e donna, il viaggio inteso come scoperta del mondo e del proprio io, tratteggiando i molteplici aspetti dell’animo e della storia umana.

Alcuni dei nuovi titoli: “Per una donna”, “Danza a distanza”, “La città degli altri”, “Lei e lei”, “Comuni desideri”, “Dialoghi”. Senza dimenticare “Un’anima”, il brano firmato con Giorgio Faletti e nato da un provino embrionale inciso dal compianto attore e scrittore: calandosi nelle atmosfere e nelle intense immagini evocate da Giorgio, Dodi ha seguito l’onda emotiva che ne è scaturita ed ha portato a compimento la canzone, nel rispetto di quanto Faletti voleva comunicare e mettendo in gioco a sua volta la propria ispirazione.

Alle intense atmosfere evocate brano dopo brano, si accompagna l’interpretazione di Dodi Battaglia che, impegnato in un vero e proprio dialogo con la propria chitarra, sottolinea le strofe e connota le melodie con i virtuosismi che da anni accendono l’entusiasmo del suo pubblico.

Ad accompagnare Dodi sul palco una band affiatata e rodata negli anni dai numerosi eventi live: Rocco Camerlengo alle tastiere, Beppe Genise al basso, Marco Marchionni alle chitarre, Carlo Porfilio alla batteria, Costanzo Del Pinto e Raffaele Ciavarella i vocalist.

Fermato il pirata della strada che ha investito e ucciso un pedone a Stupinigi

Trovata l’auto danneggiata e sporca di sangue sul cofano

 

 Nella notte si è conclusa la caccia all’autoredell’investimento mortale avvenuto la notte del 19 gennaio scorso a Nichelino, nel torinese, lungo la SP 143 che collega Orbassano a Stupinigi, dove i Carabinieri erano intervenuti rinvenendo cadavere sul ciglio della strada un albanese che oggi avrebbe compiuto 36 anni.

L’esecuzione di accurati rilievi sul posto e l’acquisizione dei filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti in tutte le possibili vie di fuga percorribili dall’automobilista responsabile dell’omicidio, hanno consentito ai militari dell’Arma di stringere il cerchio su una golf di colore bianco che, dopo l’urto, aveva lasciato in terra lo stemma di marca staccatosi dall’avantreno. Piccoli dettagli che però hanno fatto scattare presso le carrozzerie del circondario metropolitano ininterrotte e mirate ispezioni da parte di tutti i reparti del Comando Provinciale di Torino. E il controllo di una pattuglia di Carabinieri della Compagnia di Rivoli in un’autofficina di Giaveno ha consentito di trovare la Golfgravemente danneggiata e con tracce ematiche ancora visivamente riscontrabili sul cofano, portata lì nella mattinata del 20 gennaio direttamente dal proprietario che, nella circostanza, aveva riferito all’ignaro carrozziere di aver investito accidentalmente un capriolo. Rintracciato e condotto in caserma l’uomo, un operaio 34enne di Giaveno, messo alle strette ha confessato, raccontando agli investigatori dell’Arma che nel percorrere quell’arteria, probabilmente a causa della nebbia, aveva accidentalmente investito il pedone e accortosi di quanto accaduto, si sarebbe prima fermato a circa 300 metri più avanti senza prestare o richiedere soccorso, per poi ripartire subito dopo in preda al panico e tornare successivamente in prossimità del luogodell’incidente, notando una persona esanime riversa sullacarreggiata.

Sottoposto a fermo di indiziato di delitto e tradotto presso il carcere di Torino, dovrà ora rispondere di omicidio stradale ed omissione di soccorso. L’autovettura è stata invece sequestrata per ulteriori ed approfonditi rilievi tecnici.

“ASL di via Cavezzale completamente accessibile entro maggio”

Riceviamo e pubblichiamo

“Il montascale attualmente attivo sarà adeguato per pesi anche superiori a 150 chili: questo consentirà la fruizione dei locali anche alle persone che si spostano con carrozzine elettriche. La struttura sarà presto dotata di rampa e di ascensore. Vittoria della buona politica”

Grazie all’interesse combinato del sottoscritto e di di Pino La Mendola (Consigliere dei Moderati in Circoscrizione 7, Presidente Aurora/Valdocco/Rossini), per l’Asl di via Cavezzale 6 a Torino si profila un prossimo futuro di accessibilità finalmente completa. Lo garantisce lo stesso Assessore Icardi, stimolato a Palazzo Lascaris da un mio question time: l’esponente della Giunta Cirio definisce “paradossale” che vi siano Asl non completamente accessibili. Il montascale è infatti attualmente utilizzabile solo per pesi non superiori ai 150 chilogrammi, fatto che esclude la fruizione dei locali a tutti quei cittadini che si spostano con carrozzine elettrificate. I locali, situati in una zona strategica, servono un’ampia porzione di territorio a Torino nord.
All’azienda è stato richiesto di adeguare al più presto l’elevatore per garantire la funzionalità anche con le carrozzine più pesanti. Il progetto a più lungo termine è dotare la struttura di un ascensore e di una rampa. Entro metà febbraio – garantisce ancora l’Assessore – le opere saranno cantierate ed entro maggio l’Asl sarà accessibile al cento percento.
La nostra Regione è sempre stata all’avanguardia dal punto di vista dell’accessibilità. Tale ufficio di protesica era precedentemente situato presso gli uffici facilmente accessibili a tutti di Via Montanaro 60. Il trasferimento di sede non ha giovato alle persone con disabilità che si spostano con carrozzine pesanti.
Oggi registriamo in ogni caso una bella vittoria della buona politica.
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Silvio Magliano – Presidente Gruppo Consiliare Moderati, Consiglio Regionale del Piemonte.