Le ultime vicende legate all’Imbarco Perosino, il locale pubblico al parco del Valentino, sono state oggetto di una comunicazione in Aula chiesta dal capogruppo dei Moderati, Silvio Magliano
L’assessore all’Urbanistica, Antonino Iaria, ha riepilogato lo stato dell’arte: “La causa tra la Città e i gestori del locale è giunta in Cassazione, ma la sentenza in corte d’Appello è esecutiva e, come noto, ha dato ragione alla Città per la proprietà dell’immobile tanto che l’ufficiale giudiziario potrà intimare il rilascio del bene.
“Venerdì scorso ho incontrato i concessionari del locale: si aprono prospettive di nuove progettualità del locale, ma preliminare a ogni ipotesi futura è la conclusione della vertenza, con il riconoscimento del bene come proprietà comunale; il pagamento concordato dei debiti pregressi; il diritto di prelazione sui locali a favore del Comune, come per tutti i locali in concessione al parco del Valentino.”
Il dibattito in sala Rossa
Silvio Magliano (Moderati): Nel complimentarmi per l’azione fattiva della politica, mi chiedo cosa si farà da qui fino al bando di assegnazione del locale. Il primo obiettivo di oggi è scongiurare il rischio di degrado; sarà bene lasciare al loro posto gli attuali gestori per la tutela di un locale di lunga tradizione, senza procedere con lo sfratto. Presenterò un’interpellanza per monitorare l’iter sull’assegnazione del locale.
Maria Grazia Grippo (PD): Condivido soltanto in parte la soddisfazione del capogruppo Magliano; l’azione ipotizzata dalla Giunta crea un effetto spezzatino riguardo il complesso dei locali al parco del Valentino. La politica sia sempre presente, senza guardare soltanto all’oggi e al domani.
Chiara Foglietta (PD): Bene l’interlocuzione, seppur tardiva, con i gestori. Ora la Città istituisca il prima possibile il Comitato di gestione del parco. Vigileremo sulla situazione.
Deborah Montalbano (DemA): Sono contenta per l’apertura nei confronti dei gestori del Perosino, che rappresenta una parte della storia di Torino. Monitoreremo l’iter della concertazione, che ci aspettiamo si concluda quanto prima. Servirà poi ampliare la discussione all’intero parco del Valentino.
Francesco Tresso (Lista Civica per Torino): Mi sembra si stia perseguendo la strada giusta. Occorre valorizzare l’esistente e i rapporti che la città ha con chi da anni opera lungo il fiume. Ascoltiamo le realtà esistenti, che hanno fatto la storia della città, nell’elaborare il piano di gestione.
L’assessore Iaria ha concluso il dibattito con una replica: “A differenza di altri locali al Valentino, al Perosino non ci sono abusi edilizi. Individueremo modalità con i gestori, ma non fare un provvedimento ‘ad personam’; si tratta di verificare una nuova progettualità innovativa, per un uso del locale che non sia soltanto stagionale.
“Il comitato di gestione non è mai stato attivato, ma lo faremo perché operazione utile alla progettualità complessiva sul parco e al coinvolgimento della Soprintendenza e degli altri soggetti.”
Dall’ufficio stampa di Palazzo Civico
(Foto M. Bursuc)
di Pier Franco Quaglieni
E poi otto punti di distacco tra Bonaccini e, scusate ma non mi ricordo come si chiama la candidata leghista, dato che Salvini le ha rubato la scena, sono un enormità. 48 ore prima del voto tutto era in ballo. Poi l’ aumento dei votanti ha fatto il resto e, ammettiamolo le Sardine hanno tenuto botta. Altro dato: la Lega non è il primo partito. Lividi i leghisti. In Calabria scontata la vittoria del centrodestra e quelli di forza Italia sottolineano che senza i loro candidati non si vince. In altre parole, Salvini “un uomo solo al comando” non va da nessuna parte. Come dargli torto. E anche qui i pentastellati passano da 17 parlamentari al 7 % con la sorpresa del PD al primo posto.
Mai darsi dei limiti in politica. Le sue ambizioni cozzano col suo estremismo. Magari anche lei si converte al centro. È il suo momento perché i leghisti locali si stanno azzuffano tra loro. E’ il suo momento perché sta gestendo bene la vicenda di Roberto Rosso ancora in carcere. Perché la proposta della candidatura del centrodestra destra a Torino è sua. Forse sono troppo razionale, almeno in questo caso. Di una cosa però sono convinto: l’estremismo non paga. Sia di destra che di sinistra. Sull’ estremismo di sinistra lo abbiamo già stigmatizzato nella sua totale inconsistenza. Su quello di Salvini: bene, puoi arrivare ad un 30% ma, come dimostra l’ Emilia, dopo non sai cosa fartene e perdi.