ilTorinese

Le “Notti del mistero” di Demarchi

Il tema del notturno costituisce il fil rouge della nuova personale dell’artista torinese, che si inaugura giovedì 5 dicembre prossimo

“Notti del mistero”. Questo il titolo della nuova personale dell’artista torinese Roberto Demarchi, in programma giovedì 5 dicembre prossimo dalle 18.30, ospitata nei suoi spazi espositivi in corso Rosselli 11, a Torino. Sono otto i nuovi dipinti ed altrettante le opere di piccole dimensioni realizzate a partire dal 1999, tutte espressioni variegate del modo di penetrare nel mistero della fede e dell’esistenza attraverso il fil rouge che lega l’esposizione, il tema del notturno. La notte, il tempo in cui sparisce la luce, può trasformarsi da tempo dell’occultamento a tempo dello svelamento. Una luce diversa da quella fisica consente, infatti,  di penetrare verità che la luce razionale del giorno impedisce di comprendere.

Il tema della notte ha, da sempre, affascinato gli artisti di tutti i tempi, da Piero della Francesca a Paolo Uccello, da Sebastiano del Piombo al Caravaggio, cui Roberto Demarchi ha recentemente dedicato un libro relativo ad uno studio su di un particolare dei dipinto della “Vocazione di San Matteo” contenuto a Roma, nella chiesa di San Luigi dei Francesi, nella cappella Contarelli.

 

Mara Martellotta

Ordigno bellico: Torino Airport rimane aperto. Limitazioni al traffico aereo

Torino Airport precisa che nella giornata di domenica 1° dicembre 2019 lo scalo rimane aperto. La chiusura dello spazio aereo dalle ore 09:30 fino alle ore 16:30, dovuta alle operazioni di disinnesco dell’ordigno bellico rinvenuto in Via Nizza a Torino, non implica l’interruzione dei servizi aeroportuali.

Si ribadisce che le limitazioni riguardano la sospensione delle operazioni strumentali di atterraggio degli aeromobili presso l’Aeroporto di Torino e, pertanto, potranno verificarsi ritardi o cancellazioni dei voli in arrivo e in partenza nella fascia oraria indicata.

La scelta operativa di cancellare o riprogrammare i voli nella suddetta fascia oraria resta in capo alle singole compagnie aeree, che a loro volta daranno comunicazione ai passeggeri interessati in merito allo stato dei voli.

Per informazioni dettagliate sui propri voli, i passeggeri possono quindi rivolgersi alla compagnia aerea o agenzia di viaggio, oppure contattare il servizio Informazioni Voli di Torino Airport al numero 011 5676361-2.

Da Argentina e Spagna due titoli interessanti, tra minimalismo e crudeltà

Tra gli ultimi appuntamenti del concorso TFF

 

Si fa in fretta a dire minimalista, oggi, sullo schermo. Ma è necessario saperlo usare senza cadere nelle ampie giravolte del nulla. Certi giovani registi, saggiati durante il 37° TFF, credono che riempirne i loro titoli sia fotografare la vita in ogni suo attimo, fare zeppe le giornate delle cose che ci accompagnano dall’alzarci dal letto al riaddormentarci, costruire con verità immediata le azioni più o meno importanti, le speranze, le infelicità.

Ci vuole sempre un bilancino a portata di mano e dei piccoli pesi che aiutino a non superare quei limiti che in un attimo invadono i terreni della noia, delle falsità, dell’esercizio privato e stupido. Tutto accade veloce, bisogna fare attenzione: la maturità, per un giovane regista, e la garanzia ad essere in grado di lasciarsi alle spalle le opere prime e seconde, dipende anche da questo. Prendete i primi dieci minuti o pochissimo più di Fin de siglo dell’argentino Lucio Castro, girato a Barcellona. Ocho, poeta venuto da New York, si sveglia, apre il frigo per una birra, si lava, dà un’occhiata ad un sito d’incontri, si masturba, scende in strada, entra in un negozio ad acquistare un po’ di frutta, si mescola alla gente, fa un salto in spiaggia per una nuotata, adocchia chi gli sta intorno, rientra, s’affaccia al balcone. Poi la storia, a due, con l’ingresso in scena di Javi inizia: ma hai tempo per comprendere quanto quella solitudine, quel “vivere dentro” e quel “guardare fuori” siano reali e pronti a scivolare all’interno dei rapporti dei due ragazzi. Che si amano furiosamente, che si raccontano, davanti al panorama della città catalana, tra una bottiglia di vino ed un pezzo di formaggio, che riscoprono di essersi già incontrati vent’anni prima, Javi allora compagno di un’amica di Ocho. Si raccontano che le loro vite hanno preso strade diverse, che la voglia di paternità dell’uno ha occupato le giornate dell’altro, immaginano convivenze; la storia si suddivide in spazi temporali, in epoche che si fondono l’una dentro l’altra, accuratamente costruite, vivacizzate, precise, i due attori sullo schermo (Juan Barberini e Ramon Pujol) le riempiono con il loro chiacchierare, con la passione e con l’abbandono, ogni cosa soppesata da Castro con piena maturità.

Forte, brutale, rivoltante a tratti, ma uno dei titoli più “affascinanti” del festival, El hoyo di Galder Gaztelu-Urrutia (Spagna) divide e conquista, certo non lascia indifferenti, ha una forza al suo interno di messaggi e di crudeltà come se ne vedono poche volte. Forse rallenta e s’affatica nella parte finale, ma non rinuncia mai a stuzzicare, a smuovere, a spingere idee nello spettatore. Che cosa è “la fossa”? In un luogo irreale, senza tempo, una prigione verticale, oltre trecento piani si verrà a scoprire, in uno di questi un mattino un uomo, Goreng, si ritrova, con una copia del Don Chisciotte di Cervantes ed un vecchio vicino di letto. Differenti piani, due prigionieri ognuno, regole ferree cui nessuno può trasgredire, un scendere una volta al giorno per una piattaforma che porta il cibo, abbondante e pronto a sparire, più si è sopra e più ci si abbuffa, mentre più si scende più restano le briciole, quanto gli altri più fortunati hanno già rovistato, masticato, abbandonato. Il comando è sopravvivere, ogni mese i detenuti vengono spostati di piano, inconsapevoli di dove si verranno a trovare, più in alto, più in basso. Nessuno vuole accettare quelle leggi, men che meno Goreng, pronto a lottare affinché ognuno, nei vari piani, possa avere una eguale e giusta dose di cibo. È il gioco della follia quello che nasce, dell’incontrollato, grottescamente, il gioco della violenza, ma anche il gioco dell’aiuto e della solidarietà, in primo piano la necessità del cibo e la riluttanza a cedere, in questo “calapranzi” che mette a fuoco l’umanità. Brutale ma solido, il titolo non dovrebbe sfuggire alle scelte della giuria della Comencini.

Si può al contrario passare sotto silenzio Pink wall diretto da Tom Cullen (il maggiordomo aggiustatutto di Downton Abbey, chi l’avrebbe mai pensato!), sei anni nella vita di Jenna e Leon, sei momenti della loro relazione raccontati in maniera non cronologica, gli amori, le feste con gli amici, il loro incontro, il variopinto sesso senza freni, le cene, i locali alla moda, i primi dissapori, le gite in montagna. Sono attimi nella vita di una coppia, frammenti buttati su un tavolo con la volontà di lasciarli lì sparpagliati, nessun ordine: e allora il disordine, fatto del vuoto delle chiacchiere che il titolo argentino era bravo ad evitare, dando un segno e uno spessore, l’ossatura di una intera vicenda, qui in un alternarsi di dolori vissuti e gioie autentiche, lo ammettiamo, che tuttavia non approdano a nulla.

 

Elio Rabbione

 

Nelle immagini, scene tratte da “Fin de siglo”, “El hoyo” e “Pink wall”

Sversamento idrocarburi Eni, riunione a Volpiano degli enti interessati

Il sindaco De Zuanne: “Necessario coordinare le azioni da intraprendere”

Si è tenuta ieri pomeriggio, giovedì 28 novembre, la conferenza di servizi convocata del Comune di Volpiano con gli enti interessati per definire la procedura da seguire in seguito allo sversamento di idrocarburi dal deposito Eni durante l’evento alluvionale del 23 e 24 novembre. Erano presenti la Prefettura di Torino, i Comuni di Brandizzo, Settimo Torinese e Volpiano, e gli uffici competenti di Città Metropolitana di Torino, Arpa e Asl To4. La riunione si è conclusa con la decisione di approfondire la situazione dei terreni e delle falde acquifere, sia per avere dati esatti sulle conseguenze di quanto accaduto e sia per evitare allarmi ingiustificati.

Commenta il sindaco di Volpiano Emanuele De Zuanne: «A fronte dell’evento che si è verificato nel deposito Eni, peraltro durante l’allerta meteo, ho ritenuto opportuno invitare tutti gli enti coinvolti per coordinare le azioni da intraprendere». A titolo precauzionale, il sindaco De Zuanne ha firmato, nella giornata di lunedì 25 novembre, un’ordinanza che prevede il divieto di captazione delle acque provenienti dai canali posti a est del deposito Eni e fino al torrente Bendola per irrigazione e abbeveraggio bestiame, e di consumo dei prodotti agricoli provenienti da terreni collocati nella medesima area; l’ordinanza rimane in vigore fino a specifico provvedimento di revoca. L’acquedotto SMAT non è interessato dall’evento riguardante lo stabilimento Eni e dunque l’acqua potabile può essere utilizzata senza problemi.

Rapinatori aizzano cane contro guardia giurata

L’uomo è stato azzannato. Tre arresti della Polizia di Stato
Ieri notte, attorno alle 2, un cittadino italiano di 31 anni è entrato all’interno del Carrefour di
via Madama Cristina ed ha perpetrato un furto. Vistosi scoperto dalla guardia giurata, l’ha
spintonata energicamente per potersi guadagnare la fuga, tentando di colpirla sia a mani nude
che utilizzando un coccio di bottiglia. Nel contempo, il giovane è stato raggiunto da due amici,
una ventunenne svizzera ed un trentaduenne della Repubblica Dominicana, che avevano al
seguito 2 cani; vistolo in difficoltà, i due hanno aizzato i cani contro la guardia giurata e
contro un cliente dell’esercizio che si era avvicinato a prestare soccorso al vigilante. Il cliente,
in particolare, è stato morso alla gamba da uno dei cani. I tre, poi, per scappare, hanno
infranto il vetro della porta finestra del supermercato e sono fuggiti in via Madama Cristina, t
ma ben presto sono stati individuati e tratti in arresto da personale della Squadra Volanti. La
persona ferita ha riportato lesioni giudicate guaribili in 10 giorni. L’autore materiale della
rapina è un cittadino italiano con numerosissimi precedenti specifici ed è stato arrestato per
rapina impropria.
La donna (che è la sua fidanzata) e l’amico accorsi in suo aiuto sono stati arrestati
per favoreggiamento in concorso.

Sullo schermo del TFF la convincente opera prima di Ginevra Elkann

Gli occhi dei bambini su una famiglia divisa e lontana

Gli occhi e le parole, l’impertinenza e le piccole sofferenze, le solitudini e le attese di una bambina di otto anni, Alma, e dei suoi due fratelli di poco più grandi, una famiglia divisa e lontana, due genitori che ancora si dilaniano, la madre in attesa di un figlio dal nuovo compagno, il padre sceneggiatore, impegnato a riscrivere un film tra rabbie e giornate di lavoro e assenze. In Magari, suo primo film in veste di regista, in qualche modo debitrice ad un certo cinema di De Sica o di Comencini, Ginevra Elkann – con l’apporto nella sceneggiatura di Chiara Barzini – racconta di una famiglia e con ogni probabilità non ha timore di catturare sensazioni e immagini all’interno di versante autobiografico che lo spettatore (il film è stato presentato al TFF nella sezione “Festa mobile”, uscita sugli schermi il prossimo marzo) si diverte a scoprire per quanto può; rivelando qualità non solo di acuta narratrice delle piccole cose di ogni giorno, ma anche addentrandosi con grande padronanza e con sommessa delicatezza nei comportamenti dei tre ragazzini dentro quella vacanza sulle spiagge di Sabaudia che a fine anno, equipaggiamento pronto per le nevi di Courmayeur, la madre ha dirottato all’improvviso. La ricerca di amicizie nuove, le partite di pallone in riva al mare, gli allontanamenti alla ricerca di nuovi spazi, incontaminati, gli intrecci con la nuova amica di papà (Alba Rohrwacher e Riccardo Scamarcio, presenze non invadenti, al servizio dei veri protagonisti), cercati o definiti a fatica, gli incidenti improvvisi che provano a riunire, ogni attimo è utile a crescere, a diventare più maturi, nel sogno leggero e continuo della famiglia riunita. Ancora una volta “i bambini ci guardano”, scrutano, giudicano, fuggono ma allo stesso tempo sono vittime dei disegni degli adulti. La giovanissima Oro De Commarque è un bell’esempio di verità cinematografica, come il Jean di Ettore Giustiniani e il Sebastiano di Milo Roussel, non si recita, si vive. Un promettente esordio per tutti.

Lo stesso certamente non si può dire per Riccardo Spinotti – figlio di Dante, grande direttore della fotografia, candidato due volte all’Oscar, diviso tra Italia e States, collaborazioni con Cavani e Olmi e Cristina Comencini, Michael Mann e Garry Marshall e Michael Apted, Tornatore e Benigni – e sua moglie Valentina De Amicis, che debuttano con Now is everything, coproduzione italo-americana, composto (meglio, scomposto) con gli apporti amichevoli di Anthony Hopkins e Ray Nicholson (un altro figlio di), presentato in concorso a questo 37° TFF che non si può certo dire che abbia saputo mettere in bella fila il meglio delle opere prime e seconde. Il film di Spinotti è tra quelli che più s’aggirano in quota debolezza e superficialità, aggiungendo una buona dose di vuote aspirazioni, di inconcludente scrittura (vogliamo chiamare così quanto scorre sullo schermo?). La ricerca di una ex che un bel giorno scompare lasciando soltanto un biglietto, “non cercarmi più”: nel filo vuoto e illogico di queste immagini (a riempire tempi e spazi scomodiamo pure il lungo corridoio di un albergo e una ragazzina che lo percorre di corse, manco fossimo in Shining, come qualcuno ha prima scomodato il nome di Malick), scene capovolte e ossessivamente ripetute, fiori che si dilatano nei colori, giochi in piscina, dialoghi fatti di nulla, misteri abbozzati di cui non si cerca chiarezza, pretese sperimentazioni che restano giochi personalissimi degli autori (autori?), tutto quanto scorre via inutilmente e nel buio della sala di tanto in tanto scorgi ombre che riguadagnano una boccata d’aria al di là dell’ingresso.

Tacendo del protagonista che ha l’espressività delle ostriche che occupano Ohong Village diretto dal giovane Lungyin Lim (concorso, produzione Taiwan/Repubblica Ceca), anch’esse in uno stato di salute non eccellente. Sheng è stato a cercare un nuovo futuro a Taipei e quando ritorna al suo villaggio sfodera davanti a parenti e amici un successo che non c’è stato, inventa appartamenti e auto e un continuo divertimento. Nulla di nulla. L’unico a comprendere è il padre. Nascono contrasti, si aggiunge una crisi che colpisce la già barcollante economia, gli allevamenti nelle acque del mare vanno male e i compratori si rivolgono altrove: qualcuno ha intenzione di partire, come il giovane amico di Sheng, dai capelli rossi e libero da ogni legame, inutile stare ad ascoltare come fanno i vecchi del villaggio il responso degli dei. La realtà è vera, concreta, amara, porta la morte del padre, sarà necessario tentare qualche altra soluzione. Forse il successo dell’amico sono altre chiacchiere, intanto si accenna alla religiosità dell’Oriente, al lavoro che non esiste, ad destino che si impone al di là di ogni ricerca e di ogni migliore intenzione, alle false aspettative che accompagnano la vita di un ragazzo. Lim, che pure ha tra le mani argomenti non da poco, accenna, tratteggia per scene brevissime, evita di addentrarsi a scavare nella psicologia e nelle azioni del suo protagonista. Lo pone davanti alle luci della grande città e lo lascia lì, immobile.

Pollice verso anche per l’unico film tedesco in concorso, Prélude di Sabrina Sarabi. Il mondo della musica, quella di Bach e Beethoven, come il mondo della passione e dei sogni caparbiamente coltivati, il mondo dello studio e della costanza, degli insegnati intransigenti, degli applausi e delle sconfitte. David ha tutto questo in sé, il bene e il male, ha la dedizione ma pure l’amore per Marie che pare frenarlo, la disordinata amicizia – e la rivalità – di Walter che lo distoglie nei divertimenti: la borsa di studio per la frequenza della prestigiosa Juilliard School dovrà attendere. Poi tutto precipita nella scrittura di Sarabi, inspiegato e assurdo, l’instabilità del racconto, il ritorno a casa, i colloqui con la madre, la decisione di farla finita. La regista accumula tante ragioni ma gira a vuoto tra le “ragioni” del protagonista, non è capace di mettere a fuoco gli altri due ragazzi intesi come impedimenti, non ne spiega i reali rapporti, tutto appare a tratti incoerente, pasticciato, tirato via senza la volontà (e il piacere, per lo spettatore) di dare una spiegazione plausibile.

Elio Rabbione

Nelle immagini, nell’ordine: due momenti di “Magari” di Ginevra Elkann, scene da “Now is Everything”, “Ohong Village” e “Prélude”

Firmacopie con Altan al bookshop del Museo del Cinema

In occasione del Torino Film Festival
 
ALTAN sarà al bookshop del Museo Nazionale del Cinema, al pianoterra della Mole Antonelliana, Via Montebello 20, Sabato 30 novembre dalle 16 alle 18 per un firma copie del libro ALTAN Autobiografia non autorizzata edito da SKIRA a cura di Roberto Moisio.

Cirio e Leo in Sinagoga

Nei giorni scorsi il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, si è recato in visita alla Sinagoga di Torino

Era accompagnato da Giampiero Leo, presidente del Coordinamento interconfessionale del Piemonte e già assessore regionale alla Cultura. “Ringrazio il presidente della Comunità Ebraica Dario Disegni e il rabbino capo Ariel Di Porto per la calorosa accoglienza, – ha dichiarato il governatore piemontese – che è stata per me nuova occasione di conoscenza e riflessione su una delle comunità più antiche e importanti della nostra Regione”.

Aerospace & Defense Meetings, numeri da record

UN SUCCESSO L’EDIZIONE 2019 DEDICATA ALL’AEROSPAZIO

 Un bilancio più che positivo quello della 7a edizione degli Aerospace & Defense Meetings, la business convention internazionale per l’industria aerospaziale e della difesa, tenutasi all’Oval Lingotto di Torino il 26 e 27 novembre, che si è confermata un appuntamento irrinunciabile per i player mondiali del settore: un incremento del 60% di buyer iscritti rispetto alla scorsa edizione del 2017 e più di 900 partecipanti, tra acquirenti e fornitori, 35 Paesi coinvolti110 aziende presenti, tra grandi gruppi multinazionali, PMI, start up e centri di ricerca, e più di 7.500 incontri B2B preorganizzati. Qualificata numericamente e qualitativamente la presenza del sistema aerospaziale piemontese con 89 imprese rappresentate, in particolare PMI, oltre a 4 tra Università e altre Istituzioni formative e 2 incubatori.

Un successo da attribuire a tutta la filiera organizzativa dell’evento: dalla Regione Piemonte, che in qualità di host sponsor inserisce l’iniziativa tra le attività a sostegno dell’internazionalizzazione del settore come il Progetto Integrato di Filiera e le azioni di attrazione di investimenti gestiti da Ceipiemonte, la Camera di commercio di Torino, host sponsor dell’evento insieme alla Regione, ITA – Italian Trade Agency, partner storico degli ADM che per questa edizione ha accompagnato a Torino una delegazione particolarmente nutrita sia di buyer che di investitori, ABE BCI,  ideatore e organizzatore degli ADM , oltre ai partner come il DAP – Distretto Aerospaziale Piemonte e AIAD,  nonché quelli industriali  Leonardo, Thales Alenia Space, Avio Aero, Collins Aerospace e Altec.

Il nostro obiettivo, come Regione Piemonte, è chiaro e semplice: fare in modo che le eccellenze internazionali che si occupano di aerospaziale e difesa trovino nel nostro territorio un habitat in cui inserirsi facilmente per poter dialogare con aziende locali che rappresentano l’eccellenza italiana di questo settore. Eventi come questo vanno proprio in tale direzione e sono una ricchezza per il Piemonte. Le imprese piemontesi che partecipano a meeting come gli ADM devono sapere che la Regione sarà sempre al loro fianco per conquistare nuovi mercati e per far conoscere le sue eccellenze in tutto il mondo”.

Fabrizio Ricca, Assessore all’Internazionalizzazione della Regione Piemonte

La formula di Aerospace & Defense Meetings si è confermata anche nel 2019 un grande successo, con numeri in crescita sia in termini di partecipanti sia in termini di presenza di buyer internazionali. Ora speriamo che dagli oltre 7.500 incontri svolti in questi due giorni all’Oval nascano ordinativi, commesse e possibilità di sviluppo per i grandi gruppi così come per le nostre pmi e startup. Nel frattempo ci diamo appuntamento ad aprile con VTM Vehicle and Transportation Innovation Meetings, dove, sulla base della stessa formula business to business, sarà protagonista l’auto e la mobilità del futuro”.

Guido Bolatto, Segretario Generale della Camera di commercio di Torino

“Nuove sfide, opportunità, tecnologie e frontiere inimmaginabili saranno raggiunte nei prossimi anni dalla comunità aerospaziale. Paradigmi futuristici, tecnologie abilitanti, digitalizzazione, nuovi materiali, IOT sono solo alcune delle rivoluzioni che stanno sconvolgendo positivamente gli ecosistemi dell’aeronautica, della difesa e dello spazio. Dalla sua prima edizione nel 2008, Aerospace & Defense Meetings Torino è stato il precursore di questo scenario in rapida evoluzione facilitando il dialogo, il trasferimento di tecnologie e innovazione e il business tra player e fornitori internazionali, diventando un evento appuntamento consolidato per il mondo dell’aerospazio in cui le PMI piemontesi, forti del proprio know-how e delle altissime risorse umane a disposizione, giocano un ruolo di primo piano. Con questa edizione il Piemonte si è confermato quindi come hub di riferimento per la comunità aerospaziale internazionale insieme al polo di Tolosa”.       

Pierpaolo Antonioli, Presidente Ceipiemonte

Le innovazioni tecnologiche delle aziende partner dell’evento

Tante le novità messe in mostra negli stand dai player del settore, in particolare quelli piemontesi, che riconoscono in questo evento un appuntamento tra i più importanti e strategici anche per il “lancio” di nuove tecnologie.

Leonardo ha esposto un modello in scala 1.10 dell’European Male: programma europeo congiunto lanciato in collaborazione con Airbus D&S e Dassault Aviation per lo sviluppo della futura generazione dei velivoli senza pilota, il primo sistema aereo a pilotaggio remoto progettato per il volo in spazi aerei non segregati. Grazie alla configurazione del velivolo, la scelta di un sistema propulsivo bimotore bi-turboelica fornisce l’energia di bordo per il sistema di missione, oltre a offrire la necessaria ridondanza per limitare le restrizioni in caso di operazioni in Europa su aree densamente popolate e spazi aerei non regolamentati. Nello stand Leonardo anche la tecnologia ATOS, Airborne Tactical Observation and Surveillance System, un avanzato sistema per missioni aeree che integra e gestisce vari sensori e sub-sistemi per permettere ad aerei, elicotteri e velivoli senza pilota di svolgere operazioni di intelligence, sorveglianza, ricerca e soccorso. Con applicazioni sui versanti della sicurezza nazionale, ordine pubblico, militare e SAR (Search and Rescue).

La business convention è stata anche l’occasione per Leonardo e Politecnico di Torino per presentare ufficialmente il progetto Torino Città dell’Aerospazioche vede la collaborazione dell’Università degli Studi di Torino e il sostegno di Regione Piemonte nonché supporto istituzionale della Città  di Torino. La nuova realtà nascerà entro tre anni nelle aree industriali dismesse tra corso Marche e corso Francia, con l’obiettivo di trasformare il territorio in un punto di riferimento nazionale e internazionale nella ricerca e nello sviluppo tecnologico su specifiche tematiche distintive.

Di forte impatto lo stand di Thales Alenia Space che ha realizzato oltre il 50% del volume pressurizzato della Stazione Spaziale Internazionale, certamente il più grande progetto di infrastruttura orbitante nella storia dell’uomo, contribuendo ai moduli di trasporto MPLM (Multi-Purpose Logistic Module), il laboratorio europeo Columbus di cui è si è potuto avere una riproduzione fedele ed immersiva grazie alle tecniche di realtà virtuale portate sullo stand, i moduli logistici automatici ATV (Automated Transfer Vehicle), i NODI 2 e 3, lo speciale osservatorio CUPOLA, famosa per essere la finestra su Spazio e Terra preferita dagli astronauti e moduli cargo pressurizzati (PCM) di rifornimento Cygnus. Thales Alenia Space è anche prime contractor per i dimostratori di rientro IXV e il successore Space Rider per conto dell’ESA. Partecipa, inoltre, alla realizzazione del modulo di servizio della capsula spaziale della NASA Orion, il nuovo veicolo per l’esplorazione dello spazio con equipaggio umano. Infine, Thales Alenia Space è contraente principale della Missione Euclid, super telescopio che punta ad esplorare l’energia oscura e penetrare i misteri della materia oscura, analizzando come l’Universo si sia evoluto negli ultimi 10miliardi di anni per comprendere la sua espansione e il perché stia accelerando.

Grande protagonista agli Aerospace & Defense Meetings 2019 l’additive manufacturing (Stampa 3D), la nuova frontiera della produzione industriale di cui Avio Aero è pioniere in Europa. Questa tecnologia presenta diversi vantaggi rispetto alla tecnologia di produzione tradizionale: i costi di produzione dipendono dalla quantità di polveri utilizzate e dal tempo macchina (quindi non dalla complessità dell’oggetto disegnato), diminuiscono drasticamente la quantità di scarti (quindi lo spreco) e soprattutto permette l’utilizzo di leghe metalliche non esistenti prima d’ora, come il TiAl – la lega di titanio-alluminio – più resistente di quelle utilizzate in passato ma allo stesso tempo più leggera. Lo stabilimento Avio Aero di Cameri (NO) è tra i più importanti al mondo interamente dedicati alla produzione additiva. Insieme al Politecnico di Torino, inoltre, Avio Aero ha inaugurato il Turin Additive LAB (TAL), un nuovo laboratorio congiunto, sito nella Cittadella della Ricerca e nato per collaborare su tematiche di ricerca di produzione additiva, strategiche per il settore aeronautico.

Allo stand di Collins Aerospace Actuation Italy, Società del gruppo United Technologies Corp., leader in soluzioni tecnologicamente avanzate per l’industria aerospaziale e per la difesa globale, i prodotti di attuazione ad alta tecnologia per controlli di volo primari e secondari, valvole per motori ad alta temperatura e sistemi di condizionamento dell’aria. I prodotti specifici sono progettati per l’ala rotante e l’ala fissa per applicazioni sia militari che commerciali.

E ancora ALTEC, Aerospace Logistics Technology Engineering Company,  azienda pubblico-privata partecipata di Thales Alenia Space Italia e dell’Agenzia Spaziale Italiana, con sede a Torino e proprio personale distaccato alla NASA e all’ESA, con il A4T4WATCH, segmento informatico avanzato del sistema Skymetry, presentato e commercializzato dalla PMI Digisky (che ne ha direttamente realizzato il segmento aereo). Skymetry offre al mercato un sistema integrato a basso costo, ma con prestazioni elevate, per il monitoraggio aereo del territorio, con molteplici applicazioni; al suo interno, A4T4WATCH consente prima la completa pianificazione del volo aereo, compresa la calibrazione dei sensori, poi la messa a disposizione strutturata dei dati ottenuti (e dei relativi metadati), il tutto completamente in cloud. Inoltre ALTEC sta consolidando con Thales Alenia Space e Nanoracks una rete di competenze e facilities che costituiscano una porta d’ingresso facilitata per il volo spaziale di esperimenti tecnologici e scientifici, nel quadro della New Space Economy. Per questo, sta affinando una catena completa di offerte cost-effective di supporto ingegneristico (es. realizzativo, logistico, di integrazione e test), calibrate perché se ne possano valere sperimentatori di differenti livelli di esperienza spaziale.

Anche l’Agenzia Spaziale italiana (ASI) è stata protagonista dell’evento con un stand tra i più visitati nella cornice dell’ex struttura olimpica. Proprio ASI ha calcolato che ogni euro investito nelle attività spaziali ne produce 11 di ritorno economico sul territorio, vanno considerati, infatti,  anche altri ambiti che beneficiano delle tecnologie ideate e sviluppate da aziende aerospaziali, come quelli automotive, farmaceutici, tessili e design.

Le innovazioni tecnologiche delle altre aziende in mostra

Gli Aerospace & Defense Meetings sono stati soprattutto una vetrina per molte PMI, che operano anche in settori non solo o non prevalentemente connessi all’aerospazio, come ad esempio i settori automotive, meccatronica, tessile, agroalimentare e design. Accanto alla zona dedicata a soluzioni e tecnologie trasversali del tessuto produttivo regionale (cross technologies), hanno trovato spazio i progetti del Politecnico di Torino, dell’Università degli Studi di Torino, dell’Università del Piemonte Orientale, degli Incubatori e delle start-up che testimoniano la sinergia tra il mondo accademico, imprenditoriale e le istituzioni e la vivacità del territorio in termini di nuove idee e soluzioni all’avanguardia pronte per essere sviluppate e implementate nel settore aerospaziale.

Da Dafne, un pannello solare “pieghevole” (grazie alla collaborazione tra Sabelt e la start up Co-Re) che può dunque espandersi e retrarsi  a seconda delle necessità senza occupare spazio, ai piccoli Cubesat, satelliti “nani” che possono fornire lo stesso servizio dei fratelli maggiori ma occupando molto meno spazio, alla penna “spaziale” di Pininfarina, in grado di scrivere in assenza di gravità (dunque nella stazione orbitante), fino al cioccolato di Gobino, racchiuso in confezioni ad hoc per essere portato in missione dagli astronauti nel pieno rispetto delle regole impartite da Esa. E ancora la tecnologia di Argotec che con i suoi piccoli satelliti difenderà la Terra da eventuali rischi di asteroidi; il materiale studiato da Sabelt in grado di esaurire più facilmente il fuoco in caso di incendio, nello spazio come sulla Terra; sistemi antighiaccio realizzati in additive manufacturing, tecnologia in cui il Piemonte è leader nel mondo, e sistemi di visione per aiutare i piloti degli elicotteri e degli aerei impegnati in operazioni anti incendio. Fino al progetto Stratofly, di cui il Politecnico è uno dei referenti: un innovativo trasporto aereo umano, una via di mezzo tra l’aereo e l’astronave, per decongestionare i cieli e ridurre a mezz’ora il viaggio tra Roma e Tokyo, per esempio. Icarus invece è il team del Politecnico che insieme a Photonext ha studiato una nuova tecnologia per controllare in tempo reale lo stato di salute di componenti d’aereo tramite la fibra ottica, applicazione che può essere utilizzata anche per costruzioni di grandi dimensioni, come i ponti, al fine di monitorare terreni a rischio frane. E ancora Tessitura Ballesio, impresa tessile che ha inserito sensori nei tessuti: niente più cablaggi, dunque, ma tecnologie molto più leggere e modellabili che dallo spazio possono trovare applicazioni in moltissimi altri ambiti, come quello medico, grazie a piccoli oggetti in grado di misurare determinati parametri per pazienti ospedalizzati dando un rapporto continuo sul loro stato di salute anche da remoto. Ci sono addirittura i fili “a memoria di forma” in grado di modellarsi in base a piccoli impulsi e in grado di muovere o spostare oggetti anche molto pesanti. Ancora un’ultima curiosità esposta: la chitarra elettrica in fibra di carbonio, proposta da Erre Ti, che ha trasportato dal mondo automotive competenze e soluzioni per uno strumento completamente ingegnerizzato.

Dopo gli Aerospace & Defense Meetings 2019, Torino si prepara all’analogo evento dedicato al mondo della mobilità del futuro. Si tratta del Vehicle & Transportation Technology Innovation Meetings (VTM), 1-2 aprile 2020, anch’esso sostenuto da Regione Piemonte e Camera di commercio di Torino: un programma completo di incontri B2B per promuovere a livello globale il settore automotive ed esplorare le sfide, le opportunità e i trend che le nuove tecnologie nel campo dei veicoli e dei trasporti possono riservare per il futuro della mobilità.

Team Idrogeno, Piemonte alla guida

PER MIGLIORARE LA QUALITA’ DELL’ARIA. MARNATI: «PIEMONTE CREDIBILE IN EUROPA»

Tredici regioni europee hanno scelto il Piemonte per guidare il team europeo che studia l’idrogeno come combustibile a impatto zero nel campo del trasporto su treno. Alcune regioni di Francia, Scozia, Norvegia e Spagna hanno deciso di affidare alla Regione Piemonte il ruolo di «capofila» della piattaforma tematica europea che studia i campi di applicazione di questo nuovo combustibile per il treno. La notizia è stata comunicata questa mattina in Giunta dall’Assessore all’Ambiente e Innovazione, Matteo Marnati: «Un grande riconoscimento a coronamento di un lavoro iniziato tre mesi fa. Il Piemonte si è dimostrato autorevole e credibile per la rete di rapporti che ha saputo creare con Bruxelles. Poche Regioni hanno il nostro know-how su questo fronte, tant’è vero che siamo il primo produttore europeo di motori a idrogeno che vengono prodotti dalla Alstom di Savigliano e che sono venduti alla Germania dove soltanto da pochi mesi circolano i primi treni per il trasporto commerciale, e ultimamente anche per le persone».

La Regione Piemonte è dunque «working group coordinator» delle cosiddette «Valli dell’idrogeno» per il trasporto su treno. Il team di ricercatori dell’Universita degli studi di Torino, del Politecnico e del Polo d’innovazione Clever, ha l’obiettivo – fissato dall’Ue – di sfruttare l’idrogeno non solo come carburante per la mobilità, ma di creare una vera e propria economia «neutrale» dal punto di vista climatico, entro il 2050.

A pesare sulla scelta delle regioni è stato fondamentale il parere della Regione Auvergne-Rhône-Alpes con la quale sarà sviluppato il progetto sul versante italo-francese. Il presidente Laurent Wauquiez in visita a Torino lo scorso 24 settembre, si era infatti detto favorevole al gemellaggio col Piemonte per studiare i campi di applicazione di questo carburante verde. In quella circostanza era stato siglato anche un patto fra le due Regioni per ridurre il riscaldamento globale sulle Alpi puntando a progetti di mobilità ed energia pulita.

Tra gli scienziati che fanno parte del gruppo di lavoro piemontese c’è il chimico Marcello Baricco, professore ordinario dell’Università di Torino che fa parte della commissione europea «Joint Undertaking Initiative Fuel Cells Hydrogen». Nella squadra piemontese anche Massimo Santarelli, professore di ingegneria energetica del Politecnico di Torino.

Oltre alla regione Rhône Alpes Region (Fr) e alla Regione Emilia Romagna (It) hanno espresso parere favorevole a favore del Piemonte la Grand Est Region (Fr), Aragon Region (Sp), Normandie Region (Fr), Bourgogne Franche-Comté Region (Fr), Occitanie Region (Fr), Ciudad Real (Sp), Région Nouvelle-Aquitaine (Fr), Région Bretagne (Fr), Vestland County Council (Norvegia), Scotland Europa (Scozia), Région Centre Val de Loire (Fr).