ilTorinese

Le lezioni online della scuola Holden, a disposizione di tutti

Fare scuola, in rete  Tutto lo staff della Scuola Holden, in questi giorni, lavora da casa: anche se i cancelli della Caserma Cavalli resteranno chiusi fino a nuovo ordine, non si smette di essere attivi e di proporre iniziative utili per tutti coloro che sono alle prese con la didattica a distanza

Per dare una mano agli insegnanti e condividere strumenti e metodi didattici, la Holden ha trasformato alcuni dei format ideati in questi anni per le scuole – dalle elementari alle superiori – in video lezioni accessibili a tutti, visibili sul sito della Scuola e saranno sottoposte al vaglio del Miur per essere inserite tra le risorse online per la didattica a distanza.

Fronte del Borgo, l’area della Holden che si occupa di insegnare a bambini e ragazzi ad amare e coltivare le loro storie, si è trasferita momentaneamente online, inventandosi nuovi modi di giocare, studiare e lasciar libera di correre la fantasia.

Domitilla Pirro e Francesco Gallo propongono Al timone di una storia, una serie di video lezioni pensate per i bambini delle scuole elementari, per imparare le regole base della narrazione e capire come funzionano le storie. Quali sono le procedure da seguire perché i nostri racconti stiano a galla? Come si crea un personaggio che abbia il fascino di un capitano? E come si pilotano gli eventi in modo da non far naufragare tutto dopo le prime parole? Queste e molte altre domande troveranno risposta grazie ai suggerimenti di Domitilla e Francesco. Chi vorrà, seguendo i consigli dati a lezione, potrà anche partecipare al progetto Global Writing Lockdown promosso da Ordskælv, il centro danese delle International 826-Inspired Organizations, di cui Fronte del Borgo fa parte. Le storie spedite dai partecipanti di tutto il mondo saranno alla fine pubblicate in un ebook.

Santi, pirati e altre moderne antiche genti è la video lezione per le classi delle scuole medie di Valentina Manganaro che intreccia storia, arte e narrativa. Specialista di storia dell’arte, Valentina guiderà i ragazzi in un viaggio alla scoperta delle vicende più strane e incredibili accadute a personaggi noti (e meno noti), raccontandole attraverso quadri, affreschi e dipinti, ovvero quello che un tempo erano le serie TV e i fumetti medievali.

Storie in cambusa è invece il format per bambini e ragazzi a partire dai 7 anni proposto da Michele Cappetta, bibliotecario della Holden, che leggerà in otto puntate Inkiostrik, il mostro dell’inchiostro di Ursel Scheffler. Alla fine di ogni video, Michele assegnerà un piccolo esercizio di scrittura e i testi migliori verranno pubblicati sulla pagina Medium di Fronte del Borgo. Le storie diventeranno così un’ancora di salvezza per non annoiarsi e saranno anche lo sprone a tuffarsi a bomba in qualche bel libro dimenticato sullo scaffale da troppo tempo.

Dal 20 aprile comincia anche Giovani Penne Redazione, il laboratorio online per ragazzi dai 12 ai 18 anni che hanno già frequentato l’anno scorso il primo anno di scrittura e i cui racconti sono stati pubblicati dalla Holden nell’antologia Giovani Penne. In queste cinque lezioni via Hangout impareranno a raccontare il loro mondo e pubblicheranno i loro testi su Medium.

E per gli adulti? Per insegnanti e genitori, è previsto un ciclo di video lezioni gratuite dal nome SOS Scuola, una via di mezzo tra una cassetta di pronto soccorso e un laboratorio pratico a cura di Domitilla Pirro e Francesco Gallo, in cui vengono dati letture, esercizi, spunti e suggestioni per gestire al meglio la didattica a distanza con bambini e ragazzi, esplorando al contempo modelli narrativi, generi letterari e concetti chiave della narrazione.

Oltre a queste video lezioni, si sono trasferite online anche le attività del Doposcuola con i bambini di Borgo Dora: un’attività che veniva svolta quotidianamente a Fronte del Borgo per i bambini delle elementari, e che ora si è spostata sulla rete. Gli iscritti ricevono ogni settimana, nella chat creata con le mamme del quartiere, alcuni esercizi da fare a casa e poi correggere insieme. L’idea è di riuscire al più presto a trasformare il Doposcuola in una classe virtuale e in uno sportello d’aiuto per le molte scuole che ne stanno facendo richiesta, nell’attesa di mollare gli ormeggi del Galeone di Fronte del Borgo e tornare finalmente a solcare dal vivo le onde della narrazione.

Per gli studenti delle scuole superiori, invece, continuano gli incontri del progetto Holden Classics: l’obiettivo è riuscire ad addomesticare alcuni mostri sacri della letteratura con l’aiuto di scrittori e insegnanti della Holden. Ognuno di loro sceglie un grande classico che ama e racconta agli studenti tutto quel che sa di quel libro, cosa ha trovato di magico e potente in quelle pagine e perché valga la pena leggerlo. Se tutto va bene, alla fine della lezione l’incantesimo avrà funzionato: quante volte qualcuno ci ha parlato di qualcosa che amava con così tanto trasporto da farci innamorare a nostra volta? Queste video lezioni si possono vedere anche sul sito del Salone del Libro, grazie alla collaborazione con il festival: tra gli altri, troverete Raffaele Riba che racconta Il giorno della civetta di Sciascia, Emiliano Poddi Il sistema periodico di Primo Levi, Eleonora Sottili Frankenstein, Federica Manzon con Il barone rampante di Calvino, Alessio Romano Una questione privata di Fenoglio, Alessandro Mari Le confessioni di un italiano di Ippolito Nievo e l’Orlando furioso, Annalisa Ambrosio La Repubblica di Platone, Martino Gozzi Il giovane Holden, Michela Monferrini L’isola di Arturo, Paolo Di Paolo Il fu Mattia Pascal, mentre Domitilla Pirro e Francesco Gallo faranno una lezione dal titolo Cento di questi Gianni per festeggiare il centenario della nascita di Rodari, uno dei più geniali autori dei nostri tempi.

Tutte le video lezioni di Fronte del Borgo saranno caricate sulla pagina Dall’oblò del Galeone del sito Holden, mentre i video di Holden Classics si trovano sulla pagina https://scuolaholden.it/classics.

In arrivo i fondi per fare ripartire lo sport

“Per il 2020 la Giunta regionale approverà un piano di interventi straordinari a sostegno dello sport piemontese, per fare fronte alle grandi criticità dovute all’emergenza sanitaria in corso, che ha costretto il mondo sportivo alla chiusura di impianti e attività”: lo ha detto l’assessore allo Sport Fabrizio Ricca nella seduta di sesta commissione, presieduta da Paolo Bongioanni, nella quale è stato dato parere favorevole a maggioranza al programma triennale messo a punto dall’assessorato.

“Le misure straordinarie per 5 milioni di euro andranno a sostegno delle diverse tipologie di destinatari che operano nello sport – ha detto Ricca – con particolare attenzione alle piccole realtà e all’attività giovanile, per scongiurare la chiusura definitiva per mancanza di liquidità. 4 milioni di euro verranno destinati subito a copertura delle spese correnti di funzionamento e di gestione ordinaria degli impianti e delle attività per i mesi di inattività, mentre 1 milione è previsto per i bandi tradizionali, che moduleremo ad emergenza finita anche con il supporto di Coni, Cip e federazioni”.

Il piano triennale si sviluppa su quattro assi d’intervento: impiantistica e promozione sportiva, sport tradizionali, tutela e promozione delle attività delle società storiche del Piemonte, sport invernali olimpici e paralimpici.

Al dibattito sono intervenuti i consiglieri Sarah Disabato (M5s), Daniele Valle Diego Sarno (Pd), Carlo Riva Vercellotti (FI). Il presidente Bongioanni ha sottolineato la necessità di convocare le associazioni sportive e il Coni per la messa punto di un protocollo condiviso in vista della riapertura in sicurezza delle società.

Voucher scuola, sarà anticipata la finestra per fare domanda. Misure straordinarie per i servizi educativi 0-6 anni.

In commissione è stata anche sentita l’assessore all’Istruzione Elena Chiorino, che ha illustrato la proposta di delibera sulle modalità di gestione e i termini di presentazione delle domande per l’assegnazione dei voucher per il diritto allo studio 2020-2021 e ha informato i commissari sull’avanzamento della misura straordinaria per il  sostegno ai servizi educativi 0-6 anni sempre legata all’emergenza Covid 19.

Sui voucher scuola l’impianto della delibera è rimasto invariato rispetto alla scorsa annualità, con una dotazione di oltre 17,8 milioni di euro così ripartiti: 6,7 milioni per il voucher libri di testo, offerta formativa e trasporti, 4,4 milioni per il voucher iscrizione e frequenza, 6,6 milioni trasferiti dal Miur per il contributo statale libri di testo.

L’assessore si è confrontata con la commissione sulla necessità di dilatare il più possibile le tempistiche di apertura della finestra per la richiesta del voucher da parte delle famiglie: in accordo con i commissari si è convenuto di anticipare l’apertura in tempi rapidi e fino al 10 giugno, con possibilità di proroga, per evitare code agli sportelli per chi non potesse inoltrare la richiesta per via telematica.

Sono intervenuti i consiglieri ValleSilvio Magliano (Moderati), Marco Grimaldi (Luv), Frediani.

L’assessore ha infine fatto il punto sulla misura straordinaria messa in campo a sostegno dei servizi educativi 0-2 anni e delle scuole dell’infanzia paritarie e private per la fascia 3-6 anni, che a seguito della sospensione per l’emergenza sanitaria gravano soprattutto sulle tariffe delle famiglie.

“La piattaforma per la rilevazione dei servizi a pagamento nei vari Comuni piemontesi è stata chiusa il 15 aprile – ha detto l’assessore -. Sono circa 500 i Comuni che hanno dichiarato la presenza di tali servizi sul loro territorio e nella prossima settimana il Csi elaborerà i dati per avere il numero esatto dei bambini che ne fruiscono. A quel punto provvederemo a ripartire sui Comuni le risorse da destinare alle famiglie o ai servizi per il periodo di sospensione o il mancato introito delle rette: 15 milioni complessivi, di cui 10 destinati ai servizi educativi 0-2 anni e 5 milioni per scuole dell’infanzia”.

Dalla Regione arrivano i fondi per sostenere autonomi e piccole e medie imprese

La misura supporta l’accesso al credito delle MPMI, comprese le imprese di autoimpiego degli artigiani e dei commercianti senza dipendenti e dei lavoratori autonomi, consentendo di far fronte agli oneri che i soggetti beneficiari sostengono per ottenere finanziamenti a fronte di esigenze di liquidità connesse all’attività di impresa e di lavoro autonomo. 

 

Dalla Regione arrivano contributi a fondo perduto finalizzati a sostenere le Micro Piccole e Medie Imprese ed i lavoratori autonomi piemontesi nell’attivazione di operazioni finanziarie connesse ad esigenze di liquidità. Obiettivo: favorire e sostenere l’accesso al credito delle MPMI e dei lavoratori autonomi piemontesi, mediante la concessione di contributi a fondo perduto che consentano ai soggetti beneficiari dei finanziamenti finalizzati ad esigenze di liquidità di far fronte agli oneri connessi al credito e, in via generale, di sostenere l’attivazione di tali operazioni da parte delle banche e degli intermediari abilitati alla concessione del credito. Le strutture regionali incaricate dell’attuazione sono la Direzione Competitività del sistema regionale e la Direzione Istruzione, Formazione e Lavoro, mentre il soggetto gestore sarà Finpiemonte. 

 

La dotazione iniziale della misura, approvata oggi dalla Giunta Regionale ammonta a a € 7.319.150,00, di cui € 3.000.000, derivanti dal Fondo per la nascita e lo sviluppo di iniziative di lavoro autonomo e di creazione d’impresa, destinati ai lavoratori autonomi.

La misura supporta l’accesso al credito delle MPMI e dei lavoratori autonomi, consentendo di far fronte agli oneri che i soggetti beneficiari sostengono per ottenere finanziamenti (concessi a far  data dal 17 marzo 2020 e fino al 31 dicembre 2020) a fronte di esigenze di liquidità connesse all’attività di impresa e di lavoro autonomo.

 

I beneficiari sono: le MPMI aventi sede legale o almeno una sede operativa in Piemonte e appartenenti a tutti i settori ammissibili ai sensi del Regolamento Ue e i lavoratori autonomi con sede operativa fissa in Piemonte, operanti nei settori ammissibili previsti dal predetto Regolamento.

Sono ammessi alle agevolazioni i soggetti che dimostrano un calo del fatturato,nel bimestre marzo/aprile 2020, pari o superiore al 30% rispetto allo stesso bimestre del 2019.

Si intendono comunque ammissibili tutte le attività avviate a partire dal 1 gennaio 2019.

Non possono beneficiare delle agevolazioni di cui alla presente misura i soggetti che abbiano ottenuto contributi in conto interessi e/o contributi a fondo perduto nell’ambito di altre misure regionali a valere sui medesimi finanziamenti oggetto della presente agevolazione.

 

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto entro i seguenti massimali:

 

– euro 2.500 di contributo massimo erogabile per singola impresa o lavoratore autonomo, per i finanziamenti di importo inferiore a 50.000 euro;

– euro 5.000 di contributo massimo erogabile per singola impresa o lavoratore autonomo, per i finanziamenti di importo compreso 50.000 e 100.000 euro;

– euro 7.500 di contributo massimo erogabile per singola impresa (esclusi quindi i lavoratori autonomi), per i finanziamenti di importo superiore a 100.000 euro.

 

L’agevolazione è concessa ai sensi del Regolamento (UE) n. 1407/2013 – De minimis o ai sensi del Quadro Temporaneo di cui alla Comunicazione della Commissione Europea del 19 marzo 2020.

 

«La Regione, con questa misura – spiega l’assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino -. si dimostra vicino ai lavoratori autonomi, la categoria che, più di ogni altra, è stata bistrattata dai recenti provvedimenti del Governo che ha concesso loro soltanto un’ “una tantum” di 600 euro, meno di quanto viene percepito con il reddito di cittadinanza. E’ ora di finirla di considerare gli autonomi come lavoratori di serie B. Noi non lo abbiamo mai fatto e riteniamo che questo possa rappresentare un passo importante per dare una mano concreta a centinaia di professionisti e lavoratori che oggi non sono nelle condizioni di lavorare e che fanno davvero fatica non solo ad arrivare alla fine di questo mese, ma anche a pensare a una ripresa dell’attività, visti i gravi ammanchi subiti a causa dell’emergenza che stiamo vivendo»·

 

«Dobbiamo cominciare a dare risposte concrete alle esigenze di chi quotidianamente si mette in gioco attraverso il proprio lavoro – conferma l’assessore regionale alle attività produttive Andrea Tronzano – Il Piemonte ha al suo interno i giusti anticorpi per risollevarsi, ma lo saprà fare se tutti insieme agiremo da squadra coesa con un obiettivo ben definito. Sostenere anche le micro imprese compreso l’autoimpiego di artigiani e i commercianti senza dipendenti è una scelta importante perché testimonia l’attenzione di un Amministrazione per tutti i comparti del sistema produttivo. Questo aiuto serve proprio per dare un sostegno per l’ottenimento di finanziamenti bancari per coloro che cercano di guardare oltre l’orizzonte di questa crisi. L’obiettivo è di tornare a essere un sistema produttivo forte, ma per farlo dobbiamo coinvolgere tutti: professionisti, autonomi, commercianti, artigiani e  piccole e medie imprese».

 

«Si tratta di una misura importante – conclude l’assessore regionale al Commercio, Vittoria Poggio – che va a sostenere anche le centinaia di commercianti che stanno stringendo i denti e che non hanno, in molti casi, la certezza di avere la forza, quando verranno allentate le misure di contenimento e di distanziamento sociale, di rialzare le serrande. Il commercio rappresenta e ha sempre rappresentato una vera e propria spina dorsale dell’economia piemontese e italiana ed è giusto che la Regione sia al fianco degli imprenditori con provvedimenti concreti come questo, soprattutto nel momento della più grande difficoltà».

Commercialisti: tutte le novità sulle norme covid

Il documento,  completo online sul sito della Fondazione (www.fondazionenazionale

commercialisti.it), analizza tutte le principali disposizioni

CONSIGLIO E FONDAZIONE NAZIONALE DEI COMMERCIALISTI: “ LE NOVITÀ DEI DECRETI SULL’EMERGENZA DA COVID-19 (D.L. “CURA ITALIA” N. 18/2020 E D.L. “LIQUIDITÀ” N. 23/2020)”

 

Una analisi completa delle principali disposizioni. Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato il documento “ Le novità dei decreti sull’emergenza da COVID-19 (D.L. “Cura Italia” n. 18/2020 e D.L. “Liquidità” n. 23/2020)”.  Lo studio,  dopo una introduzione, approfondisce in vari capitoli, le misure adottate: da quelle inerenti la sospensione dei versamenti e degli adempimenti tributari e previdenziali al  sostegno della liquidità delle famiglie e delle imprese passando al sostegno del lavoro. Spazio poi al tema della  liquidità attraverso il sistema bancario e ulteriori agevolazioni, misure in materia di giustizia, approvazione dei bilanci di società e enti . Concludono il documento una ricognizione  delle misure urgenti per garantire la continuità delle imprese colpite dall’emergenza covid-19, le disposizioni in materia di esercizio di poteri speciali nei settori di rilevanza strategica, ed infine il potenziamento del servizio sanitario nazionale.

Il documento completo è online sul sito: (www.fondazionenazionalecommercialisti.it)

Coronavirus, Grimaldi (LUV): “RSA, non c’è un piano per metterle in sicurezza”

“Con questi numeri e questa strage senza fine serve una task force dedicata, servono tamponi a tappeto per il settore socio-sanitario e per tutti i sintomatici: senza tutto questo non potremo ripartire”

“Le Rsa sono strutture accreditate dal Servizio sanitario regionale, la cui titolarità è in capo all’Assessorato alla sanità. Ciò vuol dire che l’Asl non può delegare l’organizzazione e la gestione del servizio ai privati a cui lo affida e che parliamo a tutti gli effetti di luoghi di cura. Cosa voglio dire? Che la Dgr 14-1150 del 20 marzo 2020, in cui si parla chiaramente di trasferimento in Rsa di pazienti dimessi dagli ospedali (l’Assessora Caucino dice che non è di sua competenza, ma ne era a conoscenza? Non ha risposto), va ritirata e bisogna invece cercarle strutture dedicate fuori dalle Rsa; e che vanno fatti i tamponi a tutto il personale delle Rsa, anche per assicurare gli organici e non lasciare i pazienti all’abbandono”.

“La Giunta deve rispondere a domande precise: quanti dei 2874 morti nelle Rsa avevano fatto il tampone? Quante Rsa sono state sanificate? Che ne è del ‘piano hotel’ per collocare i dimessi dagli ospedali e le persone risultate positive nelle Rsa? È previsto l’obbligo del tampone per entrate in Rsa o nelle strutture riabilitative?” – così è intervenuto il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi, nel corso della Commissione Sanità odierna.

“I morti nelle Rsa sono oltre 400 in più (dai 2467 morti nei primi 3 mesi del 2019 ai 2874 nei primi tre mesi del 2020) e nel conteggio manca il mese di aprile: il 20 percento di morti in più nelle RSA non è un numero statisticamente non rilevante, come mi è stato detto oggi in commissione. È il segno di una gestione sbagliata dell’emergenza in quelle strutture. Lo dimostra l’incidenza altissima del numero di contagiati nelle RSA rispetto al totale dei malati di Covid-19 in Piemonte”.

“Ma il problema è ben più ampio” – prosegue Grimaldi – “perché oltre alle Rsa il settore socio-assistenziale include le Comunità, i Gruppi appartamento, i Centri Diurni: anche qui si parla di ospiti con patologie e, con loro, operatori socio-sanitari, educatori e altre figure professionali, per non citare tutti coloro che lavorano a domicilio. Asl e cooperative si rimpallano la responsabilità di fornire loro DPI, così questi lavoratori si ammalano e non riescono nemmeno a ottenere un tampone se i casi con cui sono stati a contatto sono solo sospetti e non accertati. Eppure è difficile che siano accertati se i tamponi non si fanno! O sbaglio? Per esempio, è stato mai fatto uno screening nelle comunità psichiatriche? Qual è lo stato dei dormitori pubblici piemontesi?”

“Da tutto ciò emerge un grave problema ben più generale” – conclude Grimaldi: – “gli ostacoli incredibili cui si va incontro per ottenere un tampone, anche quando si è sintomatici, e l’assenza totale di gestione dei pazienti a domicilio. Troppe persone testimoniano di sapere e di avere segnalato da settimane di presentare i classici sintomi del virus, ma essersi sentite dire che non rientrano nelle procedure per un tampone, restando sole a casa, malate, senza terapia, monitoraggio e diagnosi, magari in spazi non adeguati e spesso col problema di non poter ottenere dai medici di base sufficienti giorni di mutua (se vi hanno accesso). Come possiamo pensare di riaprire tutto e allo stesso tempo continuare a negare il test a queste persone, mettendone in pericolo molte altre? Dunque la Giunta risponda anche a questo: si sta svolgendo un’indagine sulle persone che si stanno ammalando, dal momento che il lockdown dura da oltre 2 settimane?”

Reclutati oltre 2000 medici e infermieri. Pronta l’area Ogr. Ma ancora 78 morti

Continua il reclutamento di nuovo personale sanitario da parte delle Aziende sanitarie del Piemonte, per fronteggiare al meglio l’emergenza “coronavirus covid-19.  Ad oggi sono complessivamente 2.015 le risorse umane aggiuntive reclutate, con diverse forme contrattuali: 355 medici, 888 infermieri e 772 altre professionalità, comprendenti personale medico laureato, biologi, farmacisti, operatori socio-sanitari, tecnici di laboratorio e fisioterapisti.

«Grazie alla disponibilità e alla generosità dei tanti operatori che si sono messi a disposizione – dichiara l’assessore alla Sanità, Luigi  Genesio Icardi  – siamo riusciti a mettere il nostro sistema sanitario in grado di fare fronte all’emergenza, potenziando sia gli ospedali sia il sistema del territorio, senza contare l’avviamento di nuove strutture dedicate appositamente ai pazienti Covid, come il nosocomio di Verduno e l’area sanitaria temporanea all’interno delle Ogr di Torino, operativa da domenica prossima».

Intanto nelle prossime ore si concluderanno i lavori di allestimento della nuova area sanitaria all’interno delle OGR di Torino, le Officine grandi riparazioni. La struttura sarà dedicata, in particolare, a posti di terapia subintensiva e degenza per i pazienti affetti da Covid-19, per un totale di 92 posti letto.

Il bollettino della Regione Piemonte delle ore 19 di venerdì 17 aprile

2.136 PAZIENTI GUARITI E 1.594 IN VIA DI GUARIGIONE

Oggi pomeriggio l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che il numero complessivo di pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, è di 2.136 (276 in più di ieri): 161 (+22) in provincia di Alessandria, 84 (+4) in provincia di Asti, 89 (+1) in provincia di Biella, 228 (+49) in provincia di Cuneo, 159 (+19) in provincia di Novara, 1.152 (+149) in provincia di Torino, 119 (+19) in provincia di Vercelli, 116 (+10) nel Verbano-Cusio-Ossola, 28 (+3)  provenienti da altre regioni.

Altri 1.594 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

I DECESSI SALGONO COMPLESSIVAMENTE A 2.224

Sono 78 i decessi di persone positive al test del “Coronavirus Covid-19” comunicati nel pomeriggio dall’Unità di Crisi, di cui 19 al momento registrati nella giornata di oggi. Occorre ricordare che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente dall’Unità di crisi può comprendere anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi covid.

Il totale complessivo è ora di 2.224 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi su base provinciale: 438 ad Alessandria, 110 ad Asti, 141 a Biella, 158 a Cuneo, 211 a Novara, 918 a Torino, 131 a Vercelli, 93 nel Verbano-Cusio-Ossola, 24 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Sono 19.954 (+693 complessivi rispetto a ieri, di cui il 64 per cento riscontrati nelle case di riposo, come da grafico allegato) le persone finora risultate positive al “Covid-19” in Piemonte: 2.718 in provincia di Alessandria, 964 in provincia di Asti, 728 in provincia di Biella, 1.921 in provincia di Cuneo, 1.890  in provincia di Novara, 9.543 in provincia di Torino, 947 in provincia di Vercelli, 918 nel Verbano-Cusio-Ossola, 213 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 112 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 328  (-17 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 3.266

Le persone in isolamento domiciliare sono 10.406

I tamponi diagnostici finora eseguiti sono 89.136 di cui 45.812 risultati negativi.

I carabinieri del Nas indagano sulle mail sparite

La vicenda delle email dei medici di base cancellate dai server del sistema sanitario piemontese, contenenti le segnalazioni dei medici su possibili pazienti positivi al covid, entra nel filone torinese delle indagini sul Coronavirus

I carabinieri dei Nas svolgeranno accertamenti che  entreranno a far parte del fascicolo aperto qualche settimana fa  per fare luce sulla carenza di mascherine e dispositivi di protezione per il personale medico-sanitario e infermieristico. Il procedimento sarebbe al momento senza indagati e ipotesi di reato.

Luis Sepùlveda, Renzo Sicco e il ricordo di Pablo Neruda

“Garofani rossi per Pablo – Il funerale di Neruda”, è un testo teatrale scritto da Renzo Sicco, regista e direttore artistico di “Assemblea Teatro”,  e da Luis Sepúlveda, edito da “Claudiana” nella collana Calamite. Il testo della pièce teatrale,arricchito da testimonianze e riflessioni, venne proposto nel quarantesimo anniversario dalla morte di Neruda.

Un lavoro importante che ripercorre la tensione dei giorni immediatamente successivi al golpe dell’11 settembre 1973 attraverso il dolore e la malattia, le parole e il senso di vuoto provocato dalla morte del premio Nobel, autore di opere indimenticabili come “Canto generale” e “Confesso che ho vissuto”.

Il testo teatrale e il libro su Neruda, una delle più importanti figure della letteratura latino-americana nel ‘900, é anche la storia del forte legame tra Neruda e il suo popolo che pochi giorni dopo il golpe militare si raccolse in folla in occasione del suo funerale e, nonostante coprifuoco,violenza e terrore, trasformò quell’atto d’amore e stima per il cantore della cultura latinoamericana nell’unica manifestazione di massa di quei giorni contro il regime golpista di Pinochet. Scrisse un tempo Neruda che “la poesia è sempre un atto di pace. Il poeta nasce dalla pace come il pane nasce dalla farina. Gli incendiari, i guerrieri, i lupi, cercano il poeta per bruciarlo, per ucciderlo, per sbranarlo”. Dodici giorni dopo il rovesciamento del legittimo governo di Salvador Allende e la repressione dei militari fascisti, quei lupi trovarono anche lui. Il 23 settembre del 1973 Pablo Neruda morì a sessantanove anni in una clinica di Santiago. L’omaggio al grande poeta, a doppia firma Sepùlveda-Sicco, diventò un testo teatrale nel 2008 e si trasformò in libro cinque anni dopo. Ma l’amicizia tra il regista teatrale torinese e lo scrittore cileno era già ben salda dopo esser nata, come confesso Renzo Sicco in una intervista, da una zuppa di pesce cucinata in una bettola di Puerto Nadales. La “prima” del tour di rappresentazioni in Cile di “Garofani rossi per Pablo” ( lo spettacolo andò in scena anche in Italia,Spagna, Messico e Guatemala)  si tenne al Museo di Villa Grimaldi, tra i più famigerati centri di detenzione e di tortura utilizzati dalla DINA, la polizia segreta cilena sotto la dittatura di Augusto Pinochet. Assemblea Teatro lo rappresentò anche a Isla Negra, il buen retiro sulla costa di El Quisco ad una quarantina di chilometri a sud di Valparaiso dove Pablo visse i sui ultimi giorni. Dopo aver visto lo spettacolo l’autista di Neruda, Manuel Araya raccontò a Renzo Sicco i suoi sospetti sul possibile omicidio del poeta. Dalle sue parole nacque l’inchiesta che portò a esumarne la salma e a stabilire,alcuni anni fa, che il poeta cileno non morì di cancro, come recita il certificato di morte. Gli esperti identificarono “una tossina nelle ossa che potrebbe aver causato la morte” di Neruda. Un particolare importante che confermò le ombre  sulle responsabilità della polizia segreta del regime di cui l’intellettuale era un fermo oppositore. Assemblea Teatro e Sepùlveda collaborarono molto anche nella rappresentazione scenica de “Le rose di Atacama” e di altri lavori, in un rapporto che dal teatro civile diventò amicizia fraterna, rinsaldando quel legame tra lo scrittore cileno e Torino che più volte Luis Sepùlveda volle rimarcare.

Marco Travaglini

Ravetti (PD): “Cirio non diventi il grande assente”

“Vedo il Presidente Cirio in difficoltà quando rivolge lo sguardo al passato. In realtà, lo vedo in difficoltà sempre, anche quando deve trovare soluzioni per il presente o quando deve decidere che cosa fare per il futuro” dichiara il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Domenico Ravetti.

“Nei suoi comunicati stampa e nei suoi interventi – prosegue Ravetti – Cirio sostiene che governa il Piemonte da sette mesi e che, quando è scoppiata l’epidemia, la medicina territoriale mancava. Insiste sul tema, affermando che non ha potuto costruire e nemmeno distruggere questa rete nei sette mesi di governo del centrodestra.

Questo è vero: in sette mesi non è stato possibile costruire, né tanto meno distruggere. Però in quattro anni sì. Forse Cirio dimentica di essere stato uno degli Assessori regionali del Piemonte dal 2010 al 2014 in quella infelice Legislatura”.

“Le debolezze della sanità territoriale che oggi Cirio ha trovato – spiega il Presidente Ravetti – dipendono, in larga misura, da quello che lui non ha fatto quando avrebbe potuto. E, in quella legislatura, avrebbe potuto fare molto per far uscire dalla fossa del piano di rientro la sanità piemontese, fatto che è invece avvenuto nel 2016 quando lui era in Europa a dedicarsi ad altro”.

“Quando supereremo l’emergenza e potremo dedicare del tempo alle analisi sul passato io credo si debba avere l’intelligenza di avviare un’indagine conoscitiva sugli ultimi dieci anni di gestione della sanità in Piemonte. I risultati di quella indagine saranno per il PD un punto di forza e costituiranno per tutti una buona traccia per evitar errori nella programmazione della sanità del futuro. Basta polemiche! Non ne possiamo più! Come non ne possono più i cittadini piemontesi. Ora le persone hanno bisogno di soluzioni che continuano a essere deboli e in ritardo sia sul piano sanitario, sia su quello dell’organizzazione della ripartenza economica. Su questi aspetti richiamo, ancora una volta, concretamente, il Presidente al confronto nelle sedi opportune che non sono le conferenze stampa, ma le Commissioni e i Consigli regionali” conclude Domenico Ravetti

La proposta dal Piemonte: “Medaglia d’oro a chi lavora in prima linea”

Conferire la Medaglia d’oro al valor civile ai sanitari, farmacisti e ai volontari italiani, che stanno combattendo in prima linea l’emergenza Covid-19. Questa la richiesta che arriva dal Piemonte, formulata in una lettera scritta e inviata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dal presidente del Consiglio regionale subalpino Stefano Allasia.

La lettera, le cui finalità sono state condivise con la Conferenza dei capigruppo, è stata inviata al Quirinale, con la richiesta di onorificenza “all’ordine dei medici, degli infermieri, dei farmacisti, alle associazioni di volontariato e degli operatori sanitari d’Italia tutta che, ogni giorno, si impegnano con abnegazione e professionalità a combattere l’emergenza epidemiologica e curare i malati di Covid-19”, come si legge nel testo.

Stefano Allasia (nella foto piccola) ricorda che tutto il mondo sanitario italiano si prodiga “per assistere e aiutare quanti soffrono lontani dai loro cari, mettendo così la loro vita a rischi per salvare altre vite. La loro non è una solo una professione, ma in questa situazione drammatica diventa una vera e propria missione”, un concetto espresso anche da Papa Francesco.

La lotta al contagio è stata certo condotta grazie alle strutture sul territorio e alle scelte strategiche che sono state adottate,  e come il Presidente Mattarella stesso ha dichiarato nei giorni scorsi, “le strutture da sole non basterebbero senza l’umanità e la responsabilità di chi vi opera: per questo il ringraziamento di oggi deve tradursi in un sostegno lungimirante e duraturo da parte delle nostre comunità”.