ilTorinese

Il Corecom risolve 10 mila contenziosi sulle bollette: restituiti 3 milioni

Sono oltre 10.000 i contenziosi tra cittadini e operatori telefonici gestiti dal Corecom nel 2019, per un totale di circa 3 milioni di euro restituiti ai cittadini tra conciliazioni (primo grado) e definizioni (secondo grado)

Il biennio 2018/2019 è stato contrassegnato da un forte incremento dei contenziosi (oltre il 20% annuo).  Nel solo 2019 le domande sono state 9.948 (istanze di conciliazione e istanze di definizione), a cui vanno sommate le 79 pratiche presentate dagli operatori.

“Sono numeri importanti che confermano il Corecom Piemonte come eccellenza nazionale”, spiega il presidente del Comitato Alessandro De Cillis, recentemente nominato coordinatore nazionale dei presidenti Corecom. “È una crescita che si concentra nei territori – continua – già in atto dalla fine del 2017 e che il lancio di Conciliaweb, la piattaforma digitale nazionale, ha senz’altro aiutato. Torino continua a essere la realtà territoriale maggiormente presente, ma abbiamo notato un’ottima penetrazione del servizio nelle province di Vercelli e di Alessandria. Novara ha triplicato gli utenti. Abbiamo dimezzato i tempi medi di attesa e, in pochi giorni, anche con l’intervento del conciliatore, è possibile arrivare alla soluzione. L’eccellente risultato è frutto della capacità della struttura di esprimere performance positive, che si sono potute concretizzare grazie alla sinergia con Agcom e con la conferenza delle assemblee legislative”.

Numeri sottolneati anche da Antonio Martusciello, commissario Agcom: “Oggi celebriamo un risultato importante, dobbiamo complimentarci con il presidente e i commissari Gianluca Nargiso e Vittorio Del Monte che, insieme alla struttura, hanno fatto un lavoro importantissimo. Il ruolo dei Corecom sarà ancora più fondamentale in futuro, potranno assolvere a molte questioni che riguardano la vita dei cittadini”.

L’87% delle domande in fase di conciliazione si è concluso con un accordo. Il numero complessivo di procedimenti chiusi è 10.076. Il 60% dei contenziosi è stato trattato in udienza di conciliazione (il gestore e l’utente con l’intervento diretto del conciliatore in collegamento via webcam), il 35% in conciliazione semplificata (lo scambio asincrono di proposte scritte tra le parti e l’intervento del Corecom); il restante 5% è rappresentato dalle domande di definizione (c.d. secondo grado), ossia dalle controversie oggetto di istanza che non sono state risolte in sede di conciliazione. Nell’ottica della dematerializzazione, tutta la documentazione è disponibile on line ed è stato eliminato l’utilizzo della carta. Gli utenti possono accedere al servizio tramite la piattaforma ConciliaWeb, unico canale per presentare le istanze e gestire le controversie. Inoltre, per l’invio dei documenti, per accettare o rifiutare le proposte del gestore o partecipare alla videoudienza oggi è sufficiente uno smartphone.

La procedura d’urgenza

Contestualmente alla presentazione dell’istanza o durante il contenzioso è possibile, nel caso di sospensione della linea telefonica, richiederne la riattivazione immediata. Il Corecom, se ci sono i presupposti, ordina la riattivazione del servizio sino alla conclusione del procedimento conciliativo.Nel 2019 sono pervenute 931 domande. Salvi i casi residuali di rinuncia, di inammissibilità o di rigetto, nel 60% dei casi la riattivazione è avvenuta spontaneamente in un periodo inferiore ai 10 giorni; mentre nel restante 40% è stato emesso il provvedimento temporaneo di riattivazione del servizio.

CORECOM E CYBERBULLISMO

Saranno 48 le scuole piemontesi coinvolte nella prima ricerca sul campo, che punta a studiare in modo approfondito il fenomeno delle molestie tra minori attraverso la rete. Si tratta di una ricerca pilota, voluta dal Corecom Piemonte e coordinata dall’Università, che rientra tra le iniziative al via grazie all’approvazione del protocollo d’intesa promosso dal Corecom, e sottoscritto da Giunta regionale, Università degli Studi di Torino e del Piemonte Orientale, Tribunale dei Minorenni, Garante regionale per l’infanzia e Ufficio scolastico regionale.“Come Corecom ci siamo sempre occupati della tutela dei minori in rapporto ai media tradizionali”, sottolinea De Cillis. “Le problematiche che emergono dai nuovi media hanno richiesto un passo in più, come ci è richiesto dalla legge regionale. Per questo motivo, come coordinatori dell’osservatorio, abbiamo voluto sottoscrivere un’intesa con alcune delle più importanti istituzioni piemontesi con l’obiettivo di portare avanti un lavoro corale che affronti il fenomeno da tutti i punti di vista”. In questa prima fase di sperimentazione verranno raccolti i dati con metodologia scientifica, mettendo al centro i ragazzi e il loro punto di vista.Il protocollo impegna i soggetti a mettere in rete tutte le loro competenze per organizzare iniziative pubbliche, attività di monitoraggio, attività di approfondimento e ricerca.

Juve under 23 in finale di Coppa Italia

La  Juventus  U23 allenata da Fabio Pecchia che milita nel campionato di Serie C e disputa  la Coppa Italia di categoria ha vinto ieri allo stadio  Moccagatta di Alessandria la semifinale di ritorno

E’ stato ribaltato il risultato dell’andata (0-2) giocata contro il Feralpi Salò, con la vittoria per 4-0 dopo i supplementari.

Nei tempi regolamentari la  Juve giovanile aveva segnato grazie a  Marchi e Zanimacchia, e nei supplementari nuovamente Zanimacchia su rigore e Rafia hanno servito il poker agli avversari. In finale  i bianconeri under 23 affronteranno la vincente dell’altra semifinale fra Catania e Ternana.

Grimaldi, Luv: “Basta revisionismo, più risorse per libri di storia”

Giorno del Ricordo: “la Regione distribuirà nelle scuole un fumetto di estrema destra con palesi errori storici”

La Regione Piemonte ha annunciato, attraverso l’Assessora alla Scuola, Elena Chiorino, la prossima distribuzione gratuita del fumetto Foiba rossa. Norma Cossetto, storia di un’italiana. “Questo testo – annuncia Grimaldi capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Regione – ha due ordini di problemi uno di tipo formale e uno di aderenza storica dei fatti raccontati”.

Dal punto di vista formale infatti, il fumetto è pubblicato da Ferrogallico, una casa editrice di fumetti vicinissima all’estrema destra, nel cui consiglio d’amministrazione siedono, tra gli altri, il cantautore fascista Federico Goglio, nome d’arte Skoll, e i dirigenti di Forza Nuova Alfredo Durantini (segretario provinciale a Milano) e Marco Carucci (responsabile della comunicazione, che in passato ha annunciato un rogo di libri «inneggianti all’omosessualità»). Ferrogallico è anche unita da un «accordo di collaborazione» a un’altra casa editrice, Altaforte, che è espressione di Casapound (ricordiamo la nota vicenda del Salone del libro) e in particolare del suo esponente Francesco Polacchi, titolare anche del marchio d’abbigliamento Pivert. In ultimo, gli autori di Foiba rossa sono Beniamino Delvecchio (disegni) ed Emanuele Merlino (soggetto e sceneggiatura): quest’ultimo è figlio di Mario Merlino, nome notissimo del neofascismo italiano.

La matrice neofascista degli autori e degli editori si rovescia naturalmente sul testo che verrà distribuito agli alunni piemontesi, ed è la scarsissima aderenza storica delle avventure narrate nel fumetto a preoccupare maggiormente Grimaldi: “nel fumetto si fa percepire erroneamente un passato mitico puramente italico dell’Istria, con la presenza slava, pur millenaria, completamente rimossa, oppure la riproduzione di una falsa ordinanza di pulizia etnica anti-italiana nel Trentino e sull’Adriatico orientale che sarebbe stata firmata dall’imperatore austriaco Francesco Giuseppe in persona e a un falso ordine di Tito che avrebbe ordinato sic et simpliciter di cacciare gli italiani dall’Istria (p. 13 e p. 48, entrambi completamente smentiti dai fatti)”.

“In questo contesto – attacca Grimaldi – è totalmente priva di senso la riproduzione della entusiastica e spontanea aderenza all’Italia degli istriani, che in molti casi fu invece un’italianizzazione forzata e una snazionalizzazione violenta, così come appaiono assolutamente fuori luogo i lunghi momenti in cui il buon patriarca italico esibisce la camicia nera in scene di altruismo e magnanimità e tutti i saluti fra i popolani assomigliano decisamente a saluti romani”.

“È un refrain che torna ciclicamente e da cui non riusciamo a uscire – commenta Marco Grimaldi –. È successo anche ieri, quando all’interno della richiesta delle dimissioni del Presidente di Atc Nord, dopo le ignobili dichiarazioni in cui rivendica il suo essere fascista, grazie al Consigliere Marrone (tra gli entusiasti di questa iniziativa regionale) siamo tornati a parlare di foibe, e della lotta di liberazione come guerra civile in cui si usano i crimini come strumenti retorici volti a riequilibrare le responsabilità che la Storia ha già assegnato chiaramente”.

“Se vi è stata una frammentaria conoscenza della nostra Storia – prosegue Grimaldi – i progetti atti a far luce sul contesto istriano sono meritori, ma solo se chiariscono anche le circostanze della pulizia etnica avvenuta in quei luoghi, le atrocità commesse dagli eserciti italiani e tedeschi durante la guerra o l’italianizzazione forzata a cui fu sottoposta l’Istria. Continuare a parlare di guerra civile, raccontare storie parziali e inesatte non è invece la strada corretta”.

“La Regione Piemonte non ha i fondi per distribuire copie della Costituzione italiana, per supportare le istituzioni che si occupano di memoria e resistenza anche piemontese – conclude Grimaldi –, ma li trova per distribuire a pioggia un prodotto qualitativamente pessimo e parziale, legato a triplo nodo al neofascismo italiano. Se alla Giunta Cirio sta a cuore lo studio della storia nelle scuole piemontesi – conclude Grimaldi – chiederemo già martedì in aula di riservare risorse per dare gratuitamente i libri di testo di questa materia a tutte le alunne e gli alunni di ogni scuola di ordine e grado”.

Fondazione Ricerca Cancro, con Intesa Sanpaolo è più facile donare

Da oggi sostenere la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro e l’Istituto di Candiolo è più facile tramite le casse automatiche Intesa Sanpaolo per chiunque possegga un bancomat, indipendentemente dalla banca di appartenenza

E’ questo il frutto di un accordo che Fondazione e Intesa Sanpaolo hanno raggiunto nell’ambito di una consolidata collaborazione.

 

I quasi 12 milioni di clienti del maggior gruppo bancario italiano e i clienti di tutte le altre banche hanno a disposizione le 7.700 casse veloci automatiche in tutte le regioni per aiutare in modo semplice, comodo e veloce quanti ogni giorno lavorano a Candiolo sui fronti più avanzati della ricerca contro il cancro. Le donazioni attraverso le casse automatiche Intesa Sanpaolo serviranno alla Fondazione per finanziare un importante piano di ampliamento dell’Istituto di Candiolo previsto per i prossimi anni, e per arricchire di dotazioni tecnologiche sempre più sofisticate l’Istituto dando così sempre maggiori speranze di guarigione ai pazienti. Un semplice gesto che può fare molto, basta scegliere nella pagina principale delle casse automatiche la voce “DONAZIONI”, successivamente “FONDAZIONE PIEMONTESE RICERCA CANCRO” e digitare l’importo desiderato. Conclusa l’operazione, verrà inoltre rilasciata una apposita ricevuta utile ai fini della detrazione fiscale.

Questo accordo fa parte di una collaborazione più ampia tra Fondazione e Intesa Sanpaolo, che prevede una serie di attività di raccolta fondi, di comunicazione e di sensibilizzazione sul tema del cancro. Tra queste la messa a disposizione di “For Funding”, la piattaforma online di raccolta fondi che la Banca dedica agli enti non profit per raccontare, promuovere e finanziare progetti di solidarietà sociale, e il supporto di Intesa Sanpaolo Casa nella vendita degli immobili lasciati in eredità alla Fondazione. Intesa Sanpaolo partecipa inoltre attivamente alle diverse iniziative di raccolta fondi della Fondazione sul territorio piemontese.

“La Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, grazie a Intesa Sanpaolo, inaugura un canale nuovo, pratico e sicuro che permette ai nostri sostenitori di contribuire allo sviluppo dell’Istituto di Candiolo”, dichiara Gianmarco Sala, Direttore della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro ONLUS.

A San Valentino ama il tuo cuore!

Una iniziativa promossa da ANMCO – Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri e dalla Fondazione “Per il Tuo Cuore” onlus.

 

A SAN VALENTINO AMA IL TUO CUORE: CARDIOLOGIE APERTE E PUNTO SCREENING DAVANTI AL COMUNE DI TORINO

L’11a edizione della Campagna di Prevenzione Nazionale presenta “Cardiologie Aperte: per il Tuo cuore”, iniziativa promossa da ANMCO – Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri e dalla Fondazione “Per il Tuo Cuore” onlus. La campagna è connotata dalle Porte Aperte dei reparti di Cardiologia dei principali ospedali torinesi, a partire dall’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino (in cui si terranno altre due giornate dedicate all’evento “Fai battere il tuo cuore”), per estendersi all’ospedale Mauriziano ed all’ASL Città di Torino (ospedali Maria Vittoria, Martini e San Giovanni Bosco).

Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morbosità e mortalità in Italia, con 240.000 morti ogni anno (circa il 40 % di tutte le morti in Italia), e colpiscono il 51% degli uomini ed il 39% delle donne, nella fascia di età tra 35 e 75 anni.

Questi dati sono sovrapponibili anche alla realtà piemontese. In Piemonte, ogni anno, muoiono infatti circa 2.800 uomini e 2.400 donne per cardiopatia ischemica, con un tasso grezzo, rispettivamente, di 135 e 108 x 100.000 residenti, livelli lievemente inferiori a quelli medi italiani.

Nel complesso, l’immagine del Piemonte fornita dai principali sistemi informativi è quella di una regione a medio rischio di cardiopatia ischemica. Questa situazione favorevole potrebbe essere in parte spiegata stili di vita più sani rispetto al resto d’Italia: la prevalenza di obesità e sovrappeso è infatti inferiore alla media italiana, così come l’abitudine al fumo di sigaretta; anche le abitudini alimentari sembrano essere più corrette: per esempio, la percentuale di soggetti che consuma verdura almeno 1 volta al giorno è superiore al resto dell’Italia.

Gli ospedali hanno congiuntamente deciso di allargare l’iniziativa “Cardiologie aperte 2020” anche presso una sede esterna, per raggiungere il maggior numero di cittadini ed instillare ad ampio raggio la consapevolezza dell’importanza della prevenzione, che passa ovviamente dai corretti stili di vita ma anche da periodici controlli.

In collaborazione col Comune di Torino e con il patrocinio della Regione Piemonte, piazza Palazzo di Città a Torino (davanti al Municipio) è stata eletta sede di

A San Valentino AMA il TUO cuore”

11a edizione della Campagna di Prevenzione Nazionale

Cardiologie Aperte: per il Tuo cuore

dove per la giornata del 14 febbraio, dalle ore 11 alle ore 17, sono invitati i cittadini che, con il monitoraggio dei Direttori delle Cardiologie aderenti all’evento, e l’impegno del personale sanitario (cardiologi strutturati, specializzandi ed infermieri) saranno sottoposti ad ECG, misurazioni pressorie, lezioni pratiche sulla prevenzione cardiovascolare. Nei padiglioni verrà anche distribuito il materiale informativo della Fondazione “Per il Tuo Cuore”.

Inoltre si potrà partecipare a dimostrazioni della gestione delle emergenza cardiologiche e prove pratiche di Fit Walking (la peculiare camminata veloce che, secondo i più recenti studi scientifici, rappresenta l’attività fisica di maggior impatto benefico per il sistema cardiocircolatorio).

Un ringraziamento particolare va alla Protezione Civile, la cui fattiva collaborazione permetterà l’allestimento dei padiglioni adibiti all’attività diagnostica e divulgativa.

Infine, nell’ambito dell’iniziativa, ricordiamo che la Cardiologia universitaria dell’ospedale Molinette (diretta dal professor Gaetano Maria De Ferrari), nelle giornate di martedì 11 febbraio e giovedì 13 febbraio, presso l’ambulatorio sottopiano,  apre le porte ai cittadini ed ospiterà l’evento Fai battere il tuo cuore, due giornate per la diagnosi e la cura delle malattie cardiovascolari.

Programma:

16:00-19:00 Valutazioni Cardiologiche con ECG (ingresso libero – max 40 visite);
16:30-19:00 Un Giorno in Cardiologia (ingresso su prenotazione: max 20 persone):

– Come fare diagnosi: ecocardiogramma, test ergometrico, monitoraggio holter;

– Come e dove curare: farmaci, angioplastica, PaceMaker e valvole, visita della Sala di Emodinamica e dellaTerapia Intensiva;

– Gestione emergenze cardiologiche domestiche.

Per prenotare Un Giorno in Cardiologia (obbligatoria prenotazione), scrivere mail a cardiomolinette@gmail.com specificando giorno preferito.

Nasce a Torino “Bolaffi per gli Immobili”

Innovativa realtà imprenditoriale per la vendita all’asta di immobili. La prima asta è in programma il 22 aprile prossimo

 

Per la prima volta in Italia, il 22 aprile prossimo, si terrà a Torino una vendita all’asta “positiva” di immobili. La nuova modalità di compravendita immobiliare è stata introdotta da Bolaffi per gli Immobili, nata dalla partnership tra Bolaffi, dal 1890 punto di riferimento per il collezionismo, che ne detiene il 55%, e il partner tecnico Investitalia, società di intermediazione immobiliare con oltre trent’anni di esperienza.

 

“In una recente vendita in Inghilterra – spiega Giovanni Judica Cordiglia, Ad di Investitalia e di Bolaffi per gli Immobili – sono stati battuti all’asta ben 236 lotti. Riteniamo che il modello di asta immobiliare pubblica non giudiziaria, risultato vincente anche negli Stati Uniti, possa movimentare in modo decisamente positivo il mercato immobiliare, partendo dal Torinese e dal Nordovest per estendersi a città cruciali, quali Milano, Roma e Venezia”.

“Siamo nel vivo della selezione degli immobili per la prima asta – prosegue Judica Cordiglia -. Cerchiamo sia proprietà esclusive (abbiamo ricevuto proposte di vendita di castelli e relais in Piemonte, appartamenti di lusso e ville), sia unità immobiliari che spicchino per originalità, qualità estetiche e potenzialità di investimento, ma anche terreni, negozi, fabbricati, seconde case al mare o in montagna. L’opportunità unica di vendere e acquistare col meccanismo dell’asta pubblica, ben diversa dall’asta giudiziaria, è una modalità innovativa nel settore immobiliare, ma che si iscrive pienamente nella centenaria tradizione di Bolaffi. Offrire la possibilità di far concorrere contemporaneamente più potenziali acquirenti all’acquisto dello stesso immobile fa sì che venga aggiudicato al miglior offerente in modo semplice, sicuro e trasparente, con la garanzia per venditore e compratore di aver concluso l’affare al giusto valore di mercato”.

 

“L’obiettivo che si pone “Bolaffi per gli Immobili” – conclude Judica Cordiglia  – è quello di permettere di vendere e comprare alle condizioni migliori, scegliendo tra asta pubblica e trattativa privata: quest’ultima è un canale di vendita privilegiato riservato ad una rete di potenziali clienti preselezionati, di cui tracciamo un profilo in base alle diverse esigenze immobiliari. Offriamo anche un prezioso servizio di consulenza, che include la valutazione, la gestione patrimoniale, il progetto di reddito, l’analisi di fattibilità e lo scouting”.

 

Dal canto suo Bolaffi, che da 130 anni si occupa di collezionismo, prendendosi cura del patrimonio dei suoi clienti con attenzione e sapienza, mette ora al servizio del mondo immobiliare i propri standard qualitativi, offrendo il plus dell’innovativo canale della vendita all’asta. “Rare opere d’arte ed immobili di pregio – spiega Filippo Bolaffi, Ad del Gruppo Bolaffi e di Bolaffi per gli Immobili – sono più affini di quanto si possa pensare; per questo motivo contiamo di trasferire nel settore immobiliare i segreti ed il savoir-faire con cui trattiamo, da oltre cento anni, pezzi da collezione da centinaia di migliaia di euro, lotti unici ed oggetti che fanno parte integrante della storia di molte famiglie. Partiamo dal Nordovest ma il nostro obiettivo è diventare punto di riferimento in tutta Italia”.

Mara Martellotta

Emanuele Farina Sansone

Ruba un’auto e tenta di travolgere il proprietario

Arrestato dalla Polizia di Stato dopo aver danneggiato altre autovetture

Sabato notte, un cittadino marocchino di 33 anni si è avveduto di un’autovettura parcheggiata e con le chiavi nel quadro, in via Genova: vi è salito a bordo ed ha quasi travolto il proprietario che si trovava a pochi metri, per poi allontanarsi sgommando.

Una volante della Polizia di Stato in transito ha assistito in diretta all’episodio e pertanto si è messa all’inseguimento del ladro, che intanto si dirigeva verso via Finalmarina, e successivamente, nel tentare un repentino cambio di direzione di marcia, perdeva il controllo del mezzo andando a collidere con alcune auto parcheggiate su via Ventimiglia. Nonostante il forte urto, il ladro è sceso dall’auto con grande agilità ed ha continuato appiedato la sua fuga, fino a quando i poliziotti non lo hanno raggiunto, fermandolo definitivamente. L’uomo, sprovvisto di documenti, irregolare sul territorio nazionale, è privo di patente di guida poiché mai conseguita. Inoltre, mostrandosi visibilmente sotto l’effetto di sostanze alcoliche, è stato sottoposto all’alcol test, che ha avuto esito positivo. Per lui è dunque scattata la denuncia per guida in stato di ebbrezza oltre all’arresto per furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale.

Dalla Regione all’Università 45 milioni, 5 a Ricerca e Innovazione

In sesta Commissione, a Palazzo Lascaris, la Giunta regionale ha illustrato la destinazione delle risorse del bilancio

Sono oltre 45 milioni di euro le risorse a disposizione dell’assessorato regionale all’Università per il 2020, mentre per la Ricerca e Innovazione ammontano a cinque. Lo ha confermato la Regione nel corso dei lavori della commissione illustrando il documento di economia e finanza regionale 2020-22 e rispondendo alle successive richieste dei commissari.

Per quanto riguarda il triennio, le politiche programmatiche regionali riguardano rispettivamente la missione di bilancio “Statistica e Sistemi informativi” e  “Sviluppo economico e competitività”.

Per la prima missione l’assessorato ha a disposizione 127 milioni, che sono destinati a progetti interregionali in materia di e-government e società dell’informazione, alla gestione del sistema informativo regionale, alle spese per servizi di rete, per l’acquisto e l’installazione di attrezzature e infrastrutture, ai servizi di accesso wi-fi gratuiti e aperti. In totale, con tutti gli  assessorati competenti, la missione avrà 187 milioni.

Sempre nel triennio, per la seconda missione 7 milioni andranno a favore di misure volte all’incremento delle collaborazioni tra imprese grandi, medie e piccole per lo sviluppo di attività di ricerca e innovazione, per azioni volte al trasferimento tra imprese e organismi di ricerca, per la promozione di prodotti e processi derivanti da industrializzazione di attività di ricerca e innovazione. Ma sviluppo economico e competitività, suddivisi tra i vari assessori, nel complesso beneficeranno di 57 milioni.

Rivarolo-Chieri: “Continuano disagi e disservizi”

Il  consigliere regionale Alberto Avetta (Pd)   ha presentato un’Interpellanza sulle problematiche relative alla linea SFM1 Pont-Rivarolo-Chieri

 “COSA PENSA DI FARE LA REGIONE? A QUANDO IL PASSAGGIO A TRENITALIA?”

“Sulla linea Canavesana i disagi non solo continuano ma addirittura aumentano, come dimostrano i fatti degli ultimi giorni, Quando si farà certezza sui tempi del passaggio di gestione da GTT a Trenitalia? In che modo la Regione pensa di affrontare questa difficile fase transitoria con l’obiettivo primario di limitare i disagi per l’utenza? Quando verranno auditi in Commissione i vertici di Trenitalia e dell’Agenzia Mobilità piemontese?”: è quanto chiede il consigliere regionale Alberto AVETTA (Pd), che  ha presentato un’Interpellanza sulle problematiche relative alla linea SFM1 Pont-Rivarolo-Chieri.

“L’11 febbraio verso le 7, a causa di un guasto che ha interessato i passaggi a livello di Feletto, è stata sospesa la circolazione sulla linea. Il blocco ha generato significativi disagi ai pendolari, perché molti treni hanno accumulato ritardi per oltre 60 minuti. Sempre l’11 febbraio, nel pomeriggio un altro treno, quello delle 16.39, si è dovuto fermare prima di San Benigno Canavese, perché un passaggio a livello era rimasto aperto. Il 12 febbraio la corsa delle 7.49 da Rivarolo è partita solo alle 8.19 per attendere l’arrivo, da Torino, di un convoglio funzionante. Episodi che si ripetono con una sconcertante frequenza, mettendo anche a repentaglio la sicurezza dei viaggiatori. E nonostante le ampie rassicurazioni ricevute nei mesi scorsi dagli utenti, il costo dell’abbonamento è passato da 87 a 89,50 euro. Il 9 dicembre avevo chiesto alla Commissione Trasporti del Consiglio regionale di audire quanto prima i vertici Trenitalia e dell’Agenzia della mobilità, ma nulla è successo. E’ possibile che a fronte di questi ripetuti episodi e delle proteste da parte dei pendolari, in Commissione nessuno si sia accorto di nulla? Cercare di capire cosa sta succedendo e attivarsi per trovare soluzioni? Insomma, sulla linea Canavesana nulla è certo, né se i treni arrivano, né se saranno puntuali, né quando subentrerà Trenitalia: l’unica cosa ad essere certa sono i ritardi, i disservizi e l’aumento dei costi”.

Sindacati in piazza per la “48 ore contro la crisi”

A Torino  dal 2008 ad oggi si sono persi  ben 9.000 posti di lavoro nel settore auto

Ne sono “spariti” 46.000 in Piemonte, da  107.000 del 2007 a 61.167 nel 2018. In calo la  produzione,  scesa dalle 218.000 unità del 2006 alle attuali  21.000.

I sindacati  Fim, Fiom e Uilm lanciano l’allarme e promuovono   una ’48 ore contro la crisi’, in corso attualmente in piazza Castello.Il Piemonte è oltretutto la regione più cassaintegrata d’Italia: 32 milioni sono le  ore autorizzate, il 14% in più rispetto al 2018, con 16.000 lavoratori coinvolti ogni mese. Le organizzazioni sindacali propongono di prorogare gli  ammortizzatori sociali, lo sviluppo della filiera dell’ automotive, nuove produzioni complementari come le batterie e le paline di ricarica, l’insediamento di nuove realtà produttive.