“Dopo il pronunciamento del Tribunale di Milano, ora anche la Corte Costituzionale ha dato ragione a chi, come noi, riteneva gravemente discriminatori i provvedimenti con cui la Giunta ha di fatto reso l’edilizia pubblica inaccessibile agli stranieri” – dichiara il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi, Marco Grimaldi, commentando la nota con cui il Difensore Civico della Regione ha recentemente suggerito al Consiglio regionale di emendare la Legge regionale in materia di edilizia sociale e all’Assessora agli Affari sociali di rivedere il testo della Circolare del 14 novembre 2019, in base alle motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale n. 44 del 2020.
La sentenza della Corte fa riferimento a una legge della Regione Lombardia (8 luglio 2016 numero 16: requisiti per l’accesso ai servizi abitativi pubblici), in base alla quale l’accesso è consentito a chi è residente “per almeno cinque anni nel periodo immediatamente precedente la data di presentazione della domanda”. Questa formulazione, dichiarata illegittima dal Giudice delle Leggi perché in contrasto con il principio di uguaglianza sostanziale sancito dalla Costituzione, è presente – rileva il Difensore Civico – “in termini quasi integralmente sovrapponibili, anche nel nuovo testo dell’articolo 3 comma 1, lettera c), della Legge sull’edilizia sociale in Piemonte”.
Non solo: il 14 novembre scorso, l’Assessora Caucino ha inviato una nota ai Sindaci dei Comuni piemontesi, ai Presidenti delle ATC del Piemonte, ai Presidenti delle Commissioni Assegnazione Alloggi presso le ATC del Piemonte e al Presidente del Consorzio Intercomunale Torinese, puntualizzando che “in sede di presentazione della domanda finalizzata all’accesso all’edilizia sociale, i cittadini di Stati non appartenenti all’Unione Europea devono produrre apposita certificazione o attestazione di non possesso di immobili di proprietà nel Paese d’origine, rilasciata dalla competente autorità dello Stato di nazionalità”.
“La sostanza” – spiega Grimaldi – “è che ai cittadini extra comunitari con permesso di soggiorno regolare, in astratto ammessi ai servizi abitativi pubblici, viene in concreto negato quel diritto se nel loro Paese di origine manca un sistema di registrazione degli immobili paragonabile al nostro”.
“Negli scorsi mesi” – prosegue Grimaldi – “la Regione Piemonte, per voce dell’Assessora Caucino, ha bloccato tutte le pratiche di accesso alle graduatorie per le case popolari e di assegnazione degli appartamenti ai cittadini nati all’estero, sulla base di questo cavillo gravemente discriminatorio. Più volte l’Assessora si è schernita, di fronte alle nostre critiche, dicendo di essere stata addirittura ‘buona’ per non avere chiesto agli stranieri i documenti di tutti i Paesi del mondo, non solo quelli relativi al Paese d’origine. Bene, si è riso e si è scherzato, ma ora ci aspettiamo che la Giunta tenga conto del parare del Difensore Civico e della Corte Costituzionale, e pensi alle responsabilità – anche in sede giudiziaria – cui la Regione andrà certamente incontro, nel caso in cui non cambi idea e la smetta con i provvedimenti discriminatori”.
Fossati è morto di Coronavirus il 23 marzo dopo pochi giorni di ricovero all’ospedale “Fatebenefratelli”, forse non curato con l’attenzione che la gravità della sua malattia meritava, da quanto si può desumere da un articolo sul “Corriere della Sera “ di cui fu collaboratore e che neppure nella Cronaca di Milano non diede notizia della sua morte che passò quindi quasi inosservata. Anche sua moglie venne ricoverata e ne è uscita guarita. Il suo tragico destino è sottolineato dalla pagina a lui dedicata sabato 23 maggio dal “Corriere” in cui si annuncia che la famiglia non venne avvisata della morte di Fossati e che è stato sepolto d’iniziativa del Comune in un campo in cui vengono inumati gli indigenti che non hanno parenti. Il titolo del “Corriere” è eloquente: “Gianni la vittima dimenticata, sepolto tra chi non ha nessuno.La famiglia: noi mai avvertiti.” Sottolineo come quel Gianni confidenziale nel titolo sia oltre modo fuori posto e denoti come il titolista non si sia informato chi fosse Fossati. Il fratello viene a conoscenza della morte solo tredici giorni dopo la sepoltura. Un’offesa pesante che la città di Milano ha inferto ad un suo illustre cittadino. Giustamente Roberto Pirino delegato dell’Accademia della cucina italiana del Ponente Ligure che mi fece conoscere Fossati con il quale nacque un’amicizia sincera mi ha scritto: “Ancora non conosciamo bene quante storie di sofferenza e dolore sono state causate da questa tragedia del Coronavirus” Fossati avrebbe dovuto presentare a Milano proprio in marzo il mio libro su Mario Soldati che poi rinviammo a giugno. Ora non sarà più possibile rivederlo ed avevamo combinato anche una cena al “Don Lisander”, un locale di Milano in via Manzoni molto amato da ambedue. La mia amica Elisabetta Cocito che ha collaborato strettamente con Fossati come segretario del Centro Studi Marenghi dell’Accademia e come direttore del Centro Studi Piemonte dell’Accademia, ha scritto di lui definendolo un “uomo elegante, riservato e colto” che aveva tra le sue grandi passioni anche quella che Veronelli chiamava la cultura del cibo e Mario Soldati la civiltà di un popolo. E’ stato anche un grande amico del Centro “Pannunzio”. Il Sindaco di Milano Sala che si è rivelato spesso inadeguato al ruolo che ricopre durante i mesi più terribili della pandemia e soprattutto nella sua fase iniziale, dovrebbe esprimere le scuse della Città, sia pure tardive, per l’intollerabile trattamento riservato a Fossati che non può avere né scusanti né attenuanti. E’ una caduta di stile che Milano non può permettersi e che costituisce una cesura con la sua storia più recente e che fa pensare all’oltraggio della salma di Giuseppe Parini sepolto in una fossa comune, come denuncio’ con indignazione il Foscolo nei “Sepolcri”’ Al minimo va conferito alla memoria di Fossati “l’Ambrogino d’oro” 2020 che sicuramente avrebbe meritato in vita.
Ma diciamocela tutta: non è questa la vera notizia. La vera notizia sono le commissioni istituite dal Rettore Saracco. Commissioni atte a redigere delle proposte rivolte alla Città di Torino. Tradotto, il Prof. Guido Saracco si mette in proprio. Detto in altri termini, se partiti di centrosinistra ci state, bene, viceversa vado avanti da solo. Indubbiamente una accelerata. C’è qualcuno dietro a questa (quasi) ufficiale candidatura? Ovviamente non è dato a sapere, ciò che è sicuramente certo è il disastro Torino. Prima, nel settore auto era la prima.
Il Chiampa Nazionale. Deputato della Repubblica e proponente della rotazione auto con Fiat che vendette molte vetture. Conosciuto e stimato soprattutto per essere stato Sindaco di Torino che ha gestito le Olimpiadi 2006 fortemente volute dall’ Avvocato per antonomasia Gianni Agnelli Presidente Fiat. Governatore del Piemonte sconfitto al secondo giro dal centrodestra. Chiampa che ha sempre avuto un buon rapporto con Enzo Ghigo, tra i più bravi governatori del Piemonte. Un’amicizia oltre la politica che ha portato Ghigo a far votare Sergio Chiamparino al ballottaggio contro Roberto Rosso. Ci ha visto lungo Ghigo, prima responsabile di Publitalia e grande capo di Forza Italia. Chi lo conosce bene sostiene che si informa bene prima di parlare e di decidere politicamente.Infatti, insieme al Chiampa fu tra i promotori di Tne. Tocco’ poi a Mercedes Bresso cercare di gestire il tutto mettendo il Prof Mario Calderini a capo di FinPiemonte. Milanesissimo ed allora docente del Politecnico di Torino.
credibili sul piano internazionale la vedo dura, la vedo durissima. Come tutte le grandi crisi mondiali, anche la crisi determinata dal coronavirus, lo può essere. Fino a tre mesi fa c’erano idee “latenti” ma non c’erano soldi. Ora, forse, ci sono e spenderli un attimo sarà. Possibilmente spenderli bene per il rilancio della nostra città. Direi per la rinascita della nostra città. Come il mito dell’ Araba Fenice che dalle sue ceneri è risorta. Abbiamo poche carte da giocare e le dobbiamo giocare fino in fondo. Dopo la ” follia” pentastellata non possiamo più permetterci questi fatali errori. Chiara Appendino non è responsabile di questo disastro. Semplicemente inefficace perché indeguata ai compiti che si era assegnata. Ci vuole un Sindaco che attragga investimenti stranieri. Che capisca e conosca la materia. Tocca ai due schieramenti tradizionali essere all’altezza del compito. Magari ci scappa anche la possibilità di potercela fare.


