ilTorinese

Lo stalker condominiale dovrà stare lontano per due anni dalla città

Era da dieci anni che minacciava e insultava un’anziana, i figli e il nipote della donna

Ma non disdegnava di molestare in vario modo,  anche con soprusi e aggressioni, altri abitanti di un condominio di Ivrea.

La  questura di Torino e il tribunale di sorveglianza  hanno comminato una pena drastica allo stalker 45enne con precedenti di polizia:  la sorveglianza speciale per l’accusa di stalking condominiale. Dovrà stare lontano da Ivrea per due anni. È uno dei primi casi in Italia, per quanto riguarda il provvedimento restrittivo adottato.

Se lo Stato non crede nell’impresa neanche lo Stellone ci salverà

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni / Anche dopo l’ultimo decreto del Governo di mercoledì sera,  che avrebbe dovuto rilanciare l’economia italiana salvando le imprese, non si può non essere pessimisti. Gli aiuti sono indirizzati in modo assistenziale a sostenere i dipendenti, ma non a dare forza alla imprese che dovrebbero garantire l’occupazione. E il burocratismo continua ad essere una zavorra che blocca o ritarda tutto in un momento in cui chi intraprende, rischiando Del suo,  dovrebbe essere liberato dai lacci e lacciuoli che lo bloccano.

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In realtà lunedì si dovrebbe riaprire, ma le norme per la riapertura  sono costrittive e caotiche  e parziali allo stesso tempo. La dialettica Stato/Regioni che non riesce a trovare una sintesi costruttiva in nome dell’interesse nazionale, aggrava ulteriormente la confusione.
Con gli spazi imposti ai ristoratori e ai negozianti diventa non economico riaprire, malgrado il danno degli oltre due mesi di chiusura  forzata e la voglia di riprendere. E questo dato oggettivo metterà sulla strada i dipendenti. Qualunque governo si troverebbe in difficoltà perché i problemi sono reali  e gravissimi  e nessuno ha la bacchetta magica. Non sarebbe meglio se Salvini  fosse al governo, questo appare chiaro, ma il livello infimo dell’attuale classe di governo non trova riscontri in altre realtà europee. La forma mentis dei nostri governanti finisce di aggravare i problemi perché c’è una sorta di rigetto e di diffidenza nei confronti dello spirito di impresa. Gli stessi aiuti dall’ Europa non sono allo stato dei veri aiuti, se consideriamo che Grecia, Spagna e  Portogallo hanno già rifiutato il Mes. C’è un mare di parole e di polemiche inutili come quella sulla liberazione dietro riscatto della nuova eroina di turno ricevuta in pompa magna  dal presidente del Consiglio in persona. Un mare di chiacchiere che distoglie dai veri problemi. Siamo consapevoli che la pandemia non è sconfitta e stanno emergendo, sia pure lentamente, i ritardi e  le  gravi colpe  di chi  era e continua ad essere preposto ad affrontare l’emergenza, a partire dalle mascherine anche oggi  introvabili e, fino a poco tempo fa, considerate inutili  dalle autorità. Ma così come si presenta la situazione oggi  rispetto al lunedì della riapertura, non possiamo non vedere il pressappochismo da un lato e le imposizioni impossibili e insostenibili per imprese già logorate dalla chiusura forzata. Da lunedì avremo più difficoltà e più problemi e l’economia rischierà’  davvero il tracollo. Ci sono settori come quelli della ristorazione e del turismo che non reggeranno.  Il bonus per le vacanze appare ridicolo e inutile  e il bonus per bici e monopattini una misura che fa sorridere. Non parliamo del mondo della cultura destinato ad una chiusura a tempo indeterminato. Oggi occorre lanciare un estremo grido d’allarme per salvare l’ Italia e gli Italiani da un disastro che non ha riscontri con il passato, checché ne dica nelle sue lezioni magistrali dalla Mole Antonelliana  lo storico ufficiale Alessandro  Barbero. Le lacrime della  Ministra dell’Agricoltura anticipano soltanto quelle di milioni di italiani sul lastrico. Mi auguro per il bene d’ Italia di sbagliare, ma temo che questa volta non basterà  a salvarci neppure   il famoso Stellone che infatti oggi nessuno invoca più  perché appartenente ad un’altra Italia che da gran tempo  non c’è più: era  l’Italia che i nostri nonni e i nostri padri nelle fasi gloriose e nelle grandi sciagure  nazionali hanno servito in pace e in guerra.
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Legambiente: “Riparti Piemonte, così non va!”

“Le necessarie misure urgenti per contrastare la crisi economica legata alla pandemia non possono limitarsi ad una grossolana deregulation con effetti irrilevanti in termini di tempo e resa economica ma gravi e devastanti rispetto alla tutela del territorio”

 

E’ in questi giorni in discussione il DDL 95 “Riparti Piemonte”, per il quale è stata approvata la dichiarazione di urgenza ed il conseguente dimezzamento dei tempi massimi per l’approvazione in prima Commissione.

“Faremo le nostre considerazioni nei tempi e nei modi previsti dalla normativa, ma vogliamo affermare con forza che così non va bene – dichiara Giorgio Prino, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – riconosciamo la necessità di assumere misure urgenti per affrontare la grave crisi economica conseguente alla pandemia, ma riteniamo gravissimo che si punti per l’ennesima volta sull’immobiliarismo, sul “lasciar fare il mattone”,  cercando di allentare e ridurre il sistema dei controlli delle trasformazioni edilizie ed urbanistiche. Non è accettabile, inoltre, che nell’impianto della legge siano state infilate a forza modifiche a norme non collegate al problema che si vuole affrontare. Basta pensare agli articoli 51 e 52 che spazzano via definitivamente 2 Commissioni regionali (la Commissione tecnica urbanistica e la Commissione detta 91bis per i beni culturali)”.

Sono molti i punti che non convincono nell’attuale testo: dall’allentamento delle tutele nei centri storici all’ulteriore facilitazione delle varianti urbanistiche per le cave; dalla rimozione del vincolo di continuità ai centri abitati per le aree oggetto di variante, alla riduzione dei controlli e della trasparenza e condivisione delle trasformazioni urbanistiche; dall’ampliamento delle semplificazioni in contrasto con prescrizioni procedurali di legge alla riduzione e/o eliminazione degli oneri di urbanizzazione pagati ai Comuni, con un non meglio precisato rimborso da parte della Regione, scaricando quindi sulla Comunità oneri in precedenza a carico dell’imprenditore.

“Non siamo per nulla soddisfatti da un provvedimento legislativo contenente molte disposizioni che sono totalmente estranee alle problematiche dell’emergenza sanitaria e che, a prescindere dall’approssimazione tecnica, andrebbero proposte e discusse con provvedimenti pertinenti e organici. Da ogni angolo del pianeta stiamo assistendo a tentativi di smantellamento delle leggi ambientali nel nome della ripresa economica post-pandemia – continua Giorgio Prino – ad un tentativo di deregulation generalizzata che porterà ad un futuro peggiore in termini economici, sociali, ambientali e sanitari. Siamo certi che questo provvedimento non persegua questi obiettivi, ma se il Piemonte intende realmente “porsi all’avanguardia… facendo scuola in tutta Italia” sarebbe opportuno rivederlo per cancellare anche il semplice dubbio”.

Giorgia Meloni, doppio sex symbol

Successo confermato dai sondaggi elettorali che, pur offuscati dalla preponderanza di notizie sulla pandemia, confermano che il suo movimento veleggia stabilmente intorno al 14% dei consensi, mentre la sua leader è tra le più ammirate e seguite nel panorama politico italiano…

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Giorgia Meloni, doppio sex simbol

Da lunedì in Piemonte in circolazione 457 treni nei giorni feriali

Prosegue l’implementazione progressiva del servizio ferroviario in Piemonte. Dopo il primo aumento di servizio dello scorso 4 maggio, da lunedì 18 maggio nei giorni feriali circoleranno 457 treni, con un aumento di 52 treni al giorno.

«Attuiamo il cronoprogramma stabilito – sottolinea l’Assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi – e, senza aspettare le indicazioni del Governo, continueremo a potenziare progressivamente il servizio. Fin dall’inizio dell’epidemia abbiamo lavorato di concerto con i gestori dei servizi ferroviari per poter assicurare un servizio coerente con l’aumentare del flusso di passeggeri, passando da una fase iniziale di 245 treni al giorno (28% rispetto alla normale offerta di 859 treni), ad una seconda di 405 (47%), per giungere ai 457 (54%) di questa nuova implementazione. In corrispondenza con la riapertura delle attività stiamo gradualmente reinserendo gli orari dei treni, tenendo conto delle necessità di ogni territorio e dell’analisi delle richieste che ci stanno arrivando. Continueremo ad aumentare il servizio, puntando a ripristinare il 100% dei treni quando apriranno le scuole e ci sarà una richiesta decisamente superiore a quella attuale».

I nuovi orari, in vigore a partire da lunedì 18, sono disponibili sui siti Trenitalia e GTT, gestori dei servizi ferroviari regionali.

Nel dettaglio, per i treni Regionali Veloci (RV) vengono reintrodotti i due Asti-Milano diretti (3983 in partenza da Asti alle 6.45 e 3971 in partenza da Milano alle 18.30), mentre sulla linea Torino-Alessandria-Genova i treni 2502 (in arrivo a Torino alle 8.30) e 2529 (in partenza da Torino alle 19.30) saranno prolungati nella tratta Alessandria-Novi Ligure. Ad entrambi i treni sarà assegnata una fermata straordinaria a Frugarolo Bosco Marengo. Sulla linea Torino-Cuneo saranno aggiunti il treno 10211 (Torino 15.25 – Cuneo 13.36) e il treno 10218 (Cuneo 17.24 – Torino 18.35). Sulla linea Torino-Savona sarà attivato al mattino un bus sostitutivo nella tratta Ceva-Mondovì-Fossano in modo da permettere la coincidenza con il treno RV 10206 da Cuneo in arrivo a Torino alle 8.35

Per quanto riguarda le linee Regionali (R) viene ripristinato il servizio ferroviario Arona-Novara con 12 treni al giorno e Asti-Acqui con 14 treni al giorno. Sono inoltre riattivati ulteriori treni sulle linee Ivrea-Chivasso-Novara (tra cui il treno 20006 in partenza da Ivrea alle 7.48), Alessandria-Asti e Novara-Alessandria. Sulla tratta Fossano-Cuneo-Limone riprende a circolare il treno 22965 (Fossano 7.25 – Limone 8.30).

Anche il Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM) viene potenziato: sulla linea sfm1 Chieri-Torino-Rivarolo (GTT) sono riattivati i treni del mattino 4154/5 (Rivarolo 6.46 – Chieri 8.11) e 4104/5 (Chieri 7.50 – Rivarolo 9.15). Sulla linea sfm3 Torino-Susa/Bardonecchia circoleranno 6 treni in più tra Torino e Bardonecchia e 3 tra Torino e Susa. Riprende anche il treno 4328 Bussoleno (7.08) – Torino (8.01). Sulla linea sfm4 Torino-Alba è riattivata la coppia di treni serali 4478 (da Torino Stura alle 18.27) e 4487 (da Alba alle 20.07). Infine, sulla linea sfm7 Torino-Fossano riprende a circolare il treno 4734 in partenza da Fossano alle 17.01.

Di fronte alla pandemia. Cinque classici raccontano il Grande Contagio

Un mini-saggio sull’attuale pandemia attraverso la rilettura comparata di cinque classici senza tempo

Il testo è inedito e scritto in coppia da Laura Pariani e Nicola Fantini (due fra i nostri più interessanti scrittori) per la Fondazione Bottari Lattes di Monforte d’Alba.

“Di fronte alla pandemia. Cinque classici raccontano il Grande Contagio” vuole essere, nell’intento dei due, una sorta di mini-saggio, scaricabile gratuitamente sul sito www.fondazionebottarilattes.it , teso a riflettere e a far riflettere sull’epidemia Covid-19 attraverso le parole di cinque scrittori classici e contemporanei: Albert Camus, Daniel Defoe, Alessandro Manzoni, José Saramago e Connie Willis. Scrittori che già, nel tempo, si sono confrontati in pagine di assoluto rilievo letterario con il tema dell’epidemia in diversi momenti della storia dell’umanità. Ed é proprio attraverso un’acuta rilettura di quelle pagine, che la Pariani e Fantini hanno prodotto un testo di intrigante lettura scritto non solo per il grande pubblico, ma anche per fornire agli studenti delle scuole superiori, in particolare a chi si appresta a sostenere l’esame di Maturità, uno strumento al supporto della didattica. I due scrittori si sono soffermati in particolare  sulle reazioni all’epidemia da parte del pubblico e del privato, sulle incredibili somiglianze con il momento di emergenza che tutto il mondo sta oggi vivendo, come l’isolamento, le situazioni di militarizzazione e chiusura forzata avvenute in alcuni Paesi, senza tralasciare la narrazione della solidarietà e dell’empatia, del senso del pudore e della necessità di non lasciare l’appestato abbandonato al suo destino. La loro attenzione si è concentrata su cinque libri senza tempo, ritenuti significativi per la loro sorprendente attualità e capacità di analisi: “La peste” (1947) di Albert Camus, “Diario dell’anno della peste” (1722) di Daniel Defoe, “Storia della colonna infame” (1840) di Alessandro Manzoni, “Cecità” (1995) di José Saramago e “L’anno del contagio” (1992) dell’americana scrittrice di fantascienza Connie Willis. “Cronache storiche, romanzi e film –spiegano Pariani e Fantini – ci hanno raccontato in vario modo le pestilenze che si sono succedute nel corso dei secoli: Atene silenziosa e disertata perfino dagli uccelli; gli appestati di Costantinopoli trascinati con gli uncini; le maschere a imbuto dei medici durante la peste nera; il grido ‘Portate fuori i vostri morti!’ echeggiante nelle notti di Londra; gli accoppiamenti dei vivi impazziti nei cimiteri milanesi; gli ergastolani di Marsiglia intenti a scavare fosse comuni; il folle banchetto dei contagiati nella piazza della città invasa dai ratti al seguito di Nosferatu. Nonostante questo, la pandemia da Covid19 ci ha colti impreparati, come se le pestilenze passate fossero una fantasia nebbiosa. I libri di cui proponiamo qui la lettura raccontano che i “flagelli” non sono mai commisurati all’uomo: li si vede arrivare, ma si continua a dire che sono impossibili, li si nega; e, anche quando ci sono addosso, li si continua a pensare come un brutto sogno che passerà”.

Info: 0173.789282 – eventi@fondazionebottarilattes.it
WEB fondazionebottarilattes.it | FB Fondazione Bottari Lattes | TW @BottariLattes | YT FondazioneBottariLattes

g. m.

Nella foto: Laura Pariani e Nicola Fantini

Una marea di domande di rimborso degli abbonamenti Gtt

Sarebbero già quasi diecimila le richieste degli abbonati a Gtt che vogliono vedersi rimborsare gli abbonamenti per i mezzi pubblici.

Il lockdown, il lavoro agile e il timore dei contagi hanno letteralmente decimato le presenze di utenti su bus, tram e metropolitana.

Molti passeggeri si sono così rivolti alle associazioni consumatori per ottenere il risarcimento del periodo in cui non hanno utilizzato il trasporto pubblico. O, perlomeno, il prolungamento del titolo di viaggio annuale pari allo stesso periodo di non utilizzo. Da quanto trapela dalla sede del Gruppo torinese trasporti non sarebbe ancora stata trovata una soluzione, ma non vi sarebbe contrarietà in questo senso.

Ravetti – Gallo (PD): “Bonus Piemonte: Una soluzione temporanea”

“Solo per alcuni, ma troppi esclusi e troppe differenze”

 

“Il Bonus Piemonte della Giunta Cirio è un provvedimento che contiene troppe criticità e che più che includere esclude! Troppe sono le attività produttive fuori da questo perimetro per le quali, fin da subito, abbiamo chiesto di trovare le risorse, e continuiamo a chiederlo!” affermano il Presidente e il Vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Ravetti e Raffaele Gallo.

“Rileviamo, inoltre – affermano gli esponenti dem – che per le categorie incluse sono previsti bonus differenziati, mentre con i nostri emendamenti abbiamo chiesto che il bonus fosse uguale per tutti i soggetti beneficiari, senza differenze! Questo è il primo intervento per economia e sanità della giunta Cirio ed è arrivato con ritardo e con tante, troppe storture! Anche lo stanziamento e la proposta di incentivo economico per gli operatori sanitari è copiato dalla proposta di legge del Pd!”

“La debolezza del “Bonus Piemonte” – concludono Ravetti Gallo – è dimostrata anche dalla reazione di protesta dei commercianti che lamentano la fragilità dell’azione del Governo regionale: riaprire, infatti, non significa ripartire. La Giunta Cirio è in ritardo di almeno due mesi nel fornire risposte che non sono certo quelle contenute nel “Riparti Piemonte””.

L’amore è cantare insieme

Sul tema dell’amore, come su quello della morte, combatto da sempre, non so se per ragioni di storia personale o semplicemente perché è per tutti così.

Che cos’è l’amor, chiedilo al vento” direbbe Capossela, mentre Vecchioni mi spiegherebbe “Forse non lo sai ma pure questo è amore”. Sono loro quelli che risuonano maggiormente dentro di me…

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L’amore è cantare insieme

 

Le Forze Armate durante l’emergenza coronavirus

La pandemia Covid-19, dichiarata tale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, è una emergenza di sanità pubblica conrilevanza su scala mondiale che ha stravolto prepotentemente le nostre esistenze

Il virus che ha mutato le nostre vite costringendoci a rivedere ogni aspetto della nostra quotidianità e della nostra vita sociale e relazionale ha coinvolto in maniera determinante le nostre Forze Armate che hanno messo in campo le migliori espressioni di capacità logistiche e operative anche attraverso il supporto alla Protezione Civile nell’attuazione di diverse misure a contrasto dell’epidemia; queste azioni  hanno riempito ancora di più di senso il loro ruolo a sostegno della società e della comunità.

Dall’inizio dell’emergenza Covid-19 la Difesa è costantemente impegnata con molte energie e mezzi praticando sinergiesignificative con altri enti pubblici per fornire risposte concrete a questa inaspettata e potente epidemia.

Gli uomini e le donne dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica e dell’Arma dei Carabinieri, mai come prima vicini alle necessità primarie della popolazione,  contribuiscono incisivamente, attraverso un grande impegno pratico e logistico,alla accoglienza e al monitoraggio dei malati in isolamento con l’impiego di medici e infermieri militari presenti   nelle strutture dislocate in tutto il territorio nazionale, tra cui il Policlinico Militare del Celio che fa da Hub Covid- Hospital con 150 posti di cui 50 per la terapia intensiva; con il supporto alle Prefetture con oltre 7000 militari coinvolti nell’Operazione Strade Sicure, con i nuclei preposti alla bonifica e alla sanificazione delle strutture, con continui trasporti aerei di pazienti in biocontentimento e conla distribuzione di materiale ed attrezzature sanitarie.

Il Comando Operativo di vertice Interforze (COI) ha implementato una sala operativa H24/7 dedicata all’emergenza che gestisce e condivide le informazioni con gli altri Dicasteri impegnati a fronteggiare le necessità di questa straordinaria urgenza sanitaria.

Professionalità, spirito di sacrificio e impegno dunquecaratterizzano le donne e gli uomini impegnati nelle Forze armateche in ogni circostanza continuano ad essere uno strumento fondamentale per il “Sistema Paese” e un sostegno importante ai cittadini.

Maria La Barbera