ilTorinese

Palazzo in centro città venduto a 60 milioni di euro

Importante operazione immobiliare nel centro di Torino: Kryalos SGR ha venduto  per 60 milioni di euro il palazzo di via Gramsci 7, che aveva acquistato nel 2018 attraverso Perseus, Fondo di investimento Alternativo (FIA)

Nell’immobile ha attualmente sede anche la Bim (Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestione). L’acquirente – secondo quanto scrive l’ansa –  sarebbe Invesco limited, la società di gestione degli investimenti quotata alla borsa di New York. Si prevede la riconversione degli spazi ad uso uffici in residenziale e la riqualificazione degli appartamenti esistenti posizionandoli tra i più alti standard di mercato.

Ruffino e Napoli (Fi): “Il Piemonte riapra!”

Dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio mi aspetto il coraggio e la chiarezza mancati al presidente del Consiglio. Vietare il consumo di cibo take away o ritardare la riapertura di bar, parrucchieri, ristoranti, centri estetici significa amplificare i danni già terribili subiti dal tessuto economico e sociale della nostra Regione.

La prudenza invocata dal presidente Cirio è giusta, ma per praticarla è sufficiente attenersi ai consiglio del virologo Bassetti, primario del San Martino di Genova: indossare la mascherina e i guanti in ogni occasione pubblica, lavarsi spesso le mani, rispettare la distanza sociale e ogni locale pubblico deve attrezzarsi con il dispenser e sapone igienizzante. Poche e chiare regole alle quali i cittadini si sono abituati in questi due mesi. Bene farebbe il presidente Cirio ad ascoltare l’appello dei rappresentanti della piccola e media impresa, per capire il fiato grosso in cui si trovano molte aziende. Ritardare la riapertura, oltre ai problemi sanitari, significa piegare le ginocchia alla ripresa economica.

Osvaldo Napoli e Daniela Ruffino, parlamentari di Forza Italia

Voucher scuola, il bando è aperto

Apre oggi alle 12 e resterà aperto fino alle 23.59 del 10 giugno 2020 il bando per il nuovo voucher scuola, il ticket virtuale per gli acquisti legati al diritto allo studio, che si presenta quest’anno con alcune importanti novità. 

Il voucher può contare su una dotazione finanziaria di oltre 18 milioni di euro, grazie all’integrazione tra risorse regionali e contributo statale per i libri di testo. 

 

Come presentare domanda

Le famiglie degli studenti (o gli studenti stessi se maggiorenni, purché non abbiano compiuto 22 anni e non abbiano già un titolo di studio di scuola superiore), con indicatore Isee 2020 non superiore a 26 mila euro e iscritti nell’anno 2020-2021 alle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado, statale e paritarie, o ai corsi di formazione professionale in obbligo di istruzione possono quindi presentare un’unica domanda per  il voucher 2020-21, per le rette scolastiche di iscrizione e frequenza o, in alternativa, per  l’acquisto di libri di testo, materiale didattico, dotazioni tecnologiche funzionali all’istruzione, attività integrative previste dai piani dell’offerta formativa e trasporti, che comprende anche il contributo statale per i libri di testo.

Come di consueto, le domande possono essere presentate esclusivamente online, attraverso l’applicazione disponibile alla pagina www.sistemapiemonte.it/assegnidistudio, con le credenziali Spid (sistema per l’identità digitale della Pubblica Amministrazione) o, per chi le avesse ancora attive, con le credenziali di Sistema Piemonte usate per i precedenti bandi.

Attenzione: dopo l’accesso al sistema informatico per la presentazione della domanda con le apposite credenziali, è obbligatorio indicare:

a) una casella di posta elettronica valida per:

– ricevere informazioni in merito all’esito dell’istruttoria per l’assegnazione del voucher;

– ricevere il PIN da parte del gestore del servizio,

– recuperare il PIN tramite il sito https://beneficiari.edenred.it/web/ticketservice/recuperapin

Le informazioni di cui sopra saranno fornite esclusivamente alla casella di posta indicata nella domanda, non saranno quindi presi in considerazione indirizzi di posta elettronica differenti.

b) un numero di telefono cellulare valido.

 

Il valore del voucher 

L’importo si differenzia in base alle fasce di reddito e agli ordini di scuola. Si va da un minimo di 75 a un massimo di 500 euro per il voucher libri di testo, attività integrative, trasporti, materiale didattico e dotazioni tecnologiche e da un minimo di 950 euro a un massimo di 2150 euro, per il voucher iscrizione e frequenza. Restano le maggiorazioni per gli studenti con disabilità certificate (importi aumentati del 50 per cento) e con disturbi specifici di apprendimento o esigenze educative speciali (importi aumentati del 30 per cento) e ancora residenti nei comuni marginali del Piemonte (importi aumentati del 30 per cento). Per il “Voucher iscrizione e frequenza” è possibile dichiarare la volontà di utilizzare parte del contributo di iscrizione per l’acquisto dei libri di testo (importo di 150 euro per la scuola secondaria di primo grado e di 250 euro per la scuola secondaria di secondo grado) per le famiglie con un ISEE fino a euro 15.748,78.

 

Tempistiche

Scaduti i termini di presentazione delle domande (ore 23.59 del 10 giugno 2020), gli uffici dell’assessorato regionale all’Istruzione procederanno all’istruttoria e alla definizione della graduatoria, con l’obiettivo di rendere disponibile sulla tessera sanitaria l’importo del voucher a partire da fine luglio 2020. Fino al 30 giugno 2021, le famiglie beneficiarie potranno spendere la cifra presso la rete degli esercizi commerciali, i comuni, le istituzioni scolastiche, le agenzie formative convenzionate, le aziende di trasporto.

 

«Con l’erogazione dei voucher scolastici – spiega l’assessore regionale all’Istruzione, Elena Chiorino – vogliamo offrire un sostegno concreto alle famiglie con figli in età scolare. Un aiuto che quest’anno è ancora più significativo in quanto l’emergenza coronavirus e la conseguente necessità di adottare la didattica a distanza ha comportato numerosi disagi a chi non ha a disposizione la strumentazione tecnica per poter seguire adeguatamente i corsi». «Proprio per questo – prosegue Chiorino – con i voucher sarà possibile acquistare anche tablet e strumenti tecnologici per fare in modo che i ragazzi possano avere tutti gli strumenti necessari per gestire qualsiasi emergenza o necessità, oltre che per poter usufruire di tutti gli strumenti digitali utili anche per lo svolgimento della normale didattica. Per agevolare le famiglie abbiamo anche potenziato il nostro numero verde, che oggi può contare su personale qualificato e formato e in grado, nella stragrande maggioranza dei casi, di rispondere nel merito a tutti i dubbi di genitori e famiglie. «Il nostro obiettivo ultimo – conclude Chiorino – è sempre quello di garantire il diritto allo studio con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione, in modo che nessuno venga lasciato indietro o solo».

 

«Siamo lieti  – spiega la presidente del CSI, Letizia Maria Ferraris – della fruttuosa collaborazione tra le istituzioni regionali e il Consorzio, finalizzata ad applicare innovazione e tecnologia al servizio dei consorziati. Obiettivo del CSI è quello di realizzare, grazie alle sue piattaforme, strumenti informatici a favore degli utenti e, in questo caso, delle famiglie con figli in età scolare, in una realtà complessa, in cui si sono trovate con non poche difficoltà».

 

«Come per gli altri servizi di Sistema Piemonte, anche in questo caso il CSI ha avuto un ruolo importante nella realizzazione del sistema informatico che sta dietro al bando dei voucher scuola – spiega Pietro Pacini – Direttore Generale del CSI Piemonte – Ed è qualcosa che ci fa piacere, perché al di là dell’aspetto puramente tecnico e delle soluzioni che abbiamo utilizzato, averlo fatto ha significato affiancare i nostri enti nella realizzazione concreta di uno dei diritti più importanti di una società: quello allo studio».

 

Informazioni utili

Per informazioni e assistenza è attivo, da mercoledì 29 aprile, il Numero Verde gratuito 800-333-444 (dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18), oppure ci si può rivolgere agli Uffici relazioni con il pubblico o ancora può consultare il sito internet della Regione, alla pagina dedicata:

https://www.regione.piemonte.it/web/temi/istruzione-formazione-lavoro/istruzione/voucher-scuola/voucher-scuola-2020-2021

Bus, tram e metropolitana: si viaggerà in pochi e il 4 sarà “tagliato” a metà

Nella fase 2, (come e quando si saprà oggi dalla commissione a Palazzo Civico)  sui treni della metropolitana potranno viaggiare 50 o 60 persone per volta, su bus e tram al massimo  20 o 30 passeggeri in base alle dimensioni del veicolo. 

E’ quanto anticipa oggi la cronaca torinese del quotidiano Repubblica. Sui tram più lunghi potranno salire  40 persone. Probabilmente il 4, il tram più affollato, che attraversa la città da Falchera a Mirafiori, verrà  forse “tagliato” a metà per evitare scossoni all’interno e  assembramenti alle fermate. 

Gtt ha illustrato  ieri queste linee ai sindacati e oggi distribuirà le mascherine chirurgiche ai  dipendenti.  Non spetterà al conducente la responsabilità sui flussi dei passeggeri e  la porta anteriore dei mezzi continuerà a restare chiusa. Insomma dovremo fare affidamento sul senso di responsabilità di ciascuno. Davanti alle stazioni del metrò dipendenti dell’azienda contingenteranno gli accessi.

500 cellulari sospetti. Il negoziante: “Sono un regalo”

Telefoni di dubbia provenienza rinvenuti in un negozio torinese. Denunciato commerciante

È quello che ha scoperto la Guardia di Finanza di Torino in un esercizio commerciale nella zona nord della città.

La vicenda all’una circa della scorsa notte, quando un equipaggio del Gruppo Pronto Impiego Torino, impegnato nei consueti controlli del territorio, ha notato le insegne ancora accese di un negozio di telefonia e apparecchiature elettroniche nei pressi di Corso Palermo. All’interno oltre al titolare, alcuni clienti.

Una volta all’interno, i Finanzieri hanno notato numerosi apparecchi telefonici senza confezionamento custoditi alla rinfusa dietro al bancone. Alla richiesta della documentazione della merce, il titolare non è riuscito a fornire alcuna giustificazione plausibile circa il possesso.

Esteso il controllo a tutto il punto vendita, i militari hanno così scoperto che il commerciante custodiva oltre 500 telefoni cellulari, tutti di dubbia provenienza e privi di qualsivoglia documentazione nel retrobottega del negozio. Un considerevole quantitativo è stato anche rinvenuto occultato nella toilette.

Alla richiesta di ulteriori spiegazioni l’uomo, un quarantenne di origini egiziane, ha sostenuto che i telefoni “…sono frutto di un regalo…”.

Le indagini della Guardia di Finanza ora proseguono per appurare la provenienza dei cellulari e se siano provento di furto o attività illecite.

Gli oltre 500 apparecchi telefoni sono stati sequestrati.

Il titolare del negozio, che è stato denunciato alla Procura della Repubblica per ricettazione, è stato sanzionato per l’inottemperanza ai prevedimenti attualmente in vigore a contrasto del COVID 19; l’attività commerciale è stata sospesa.

fp

Bennet, carrello sospeso fino al 3 maggio

Terminerà il 3 maggio l’iniziativa Carrello Sospeso in molti ipermercati Bennet del Piemonte: Carmagnola, Caselle Torinese, Chivasso, Ciriè, Santa Vittoria d’Alba, Settimo Torinese, Torino – via G. Bruno, Vercelli.

Grazie alla collaborazione con Banco Alimentare, Bennet aderisce all’operazione di raccolta di generi alimentari di prima necessità per sostenere le fasce più sensibili della popolazione.

I clienti Bennet possono acquistare i prodotti e donarli depositandoli nell’apposito carrello posizionato all’ingresso del punto vendita. Il Banco Alimentare e molte altre Associazioni di volontariato saranno incaricati di effettuare il ritiro delle donazioni e a consegnarle alle famiglie bisognose sul territorio.

Pasta, tonno in scatola, olio, caffè, biscotti, passata, legumi, biscotti per bambini, omogeneizzati, zucchero, fette biscottate e latte e molto altro, sono i prodotti fondamentali per il Carrello Sospeso, utili a tutte quelle famiglie bisognose, aumentate nelle ultime settimane, che in questo periodo hanno maggiori necessità.
Bennet è al fianco della popolazione italiana in questo periodo di crisi e Carrello Sospeso conferma l’impegno costante della catena in questa direzione, tendendo una mano per un aiuto concreto.

Cerimonie religiose vietate. Ma nei momenti bui la fede è conforto e coesione

/

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni / La decisione del governo di continuare a vietare le cerimonie religiose cattoliche e, penso, tutte le cerimonie religiose in generale, ha sollevato la protesta della Conferenza episcopale italiana, sconfessata dallo stesso Papa  Francesco  che ha sostenuto che si deve obbedire alla restrizioni del governo per la pandemia

.
Si tratta di scelte che meritano una riflessione. La prima riguarda più in generale il modo in cui  oggi il fatto religioso è stato relegato ad elemento marginale, a cosa considerata a priori come opzionale, dimenticando  totalmente le ragioni dei credenti. La scelta del governo sancisce questa percezione del fatto religioso  in  cui la Chiesa è messa  sullo stesso piano di un museo o di un teatro. Le chiese nella storia dei popoli e dell’italiano in modo particolare, non sono solo dei locali magari artisticamente belli e storicamente importanti. Le chiese sono luoghi  di culto di cui la Messa e l’Eucarestia sono il momento più alto e come tali vanno considerati. Quando si vedono d’estate turisti che vogliono entrare a visitare una chiesa in abbigliamento non idoneo abbiamo un’idea di come non si abbia più rispetto del luogo religioso, visto esclusivamente come uno scrigno d’arte. E’  certo indispensabile usare la mascherina e i guanti e mantenere le distanze di sicurezza  anzi ,doveva essere fatto molto prima), ma privare i fedeli del conforto dei sacramenti viola lo stesso principio costituzionale della libertà di culto in modo ingiustificato.
.
Significa manifestare  un implicito e rozzo materialismo che nega ogni valore al sacro. Posso liberamente accedere in tabaccheria a rifornirsi di sigarette, ma non in chiesa,appare qualcosa che stride anche di fronte alla logica. E ciò vale per tutte le confessioni religiose, ovviamente. Il virus ha fatto venire a galla una concezione  della vita che si limita a vedere la salvezza della propria pelle come unico vero valore, magari consentendo, sul versante opposto, l’eutanasia  proprio perché la vita biologica resta l’unico metro di giudizio. Anche Machiavelli e persino Gramsci vedevano nella religione un elemento “aggregativo” per un popolo. Sarebbe importante riprendere alcune loro riflessioni in merito. In particolare nei momenti bui, ogni religione è stata motivo di conforto e di coesione sociale. E’ la storia a dimostrarlo in modo inconfutabile. Un amico sacerdote di Alassio già molti anni fa mi metteva in evidenza come la tenuta sociale dell’ Italia sia in larga misura  dovuta al mondo cattolico  e ai suoi valori che si oppongono al nichilismo cinico pervadente.
.
Mi sembra naturale che la CEI non potesse tacere ulteriormente, anche se il tono usato è apparso un po’ troppo forte e risentito. Va detto che una libera Chiesa in un libero Stato debba poter esercitare, pur con tutte le cautele necessarie, la sua attività pastorale. In questo caso va detto che sorge qualche dubbio sul fatto che viviamo in un libero Stato. I troppi e pasticciati decreti del presidente del Consiglio hanno leso principi costituzionali e hanno svuotato il ruolo del Parlamento.Illustri giuristi hanno lanciato l’allarme.  La smentita del documento della CEI da parte del Papa appare abbastanza singolare. Questo Papa, fin dall’inizio, ha dimostrato di non voler essere clericale e questo è un suo merito storico. Ha voluto vedere la religione come qualcosa di molto vicino ai problemi concreti dell’ uomo e anche in questa occasione ha voluto ribadirlo. Ma sorge legittimo il dubbio se anche il Papa non dia la dovuta rilevanza al fatto religioso. Appare un paradosso incredibile, ma qualche sospetto diventa legittimo. Certo la pandemia si sta rivelando un accadimento sconvolgente non solo per la morte e le sofferenze che semina, i drammi economici e sociali che provoca, ma anche i dubbi che determina.
.
Scrivere a quaglieni@gmail.com

Fase 2: il nuoto e il nuovo decreto

Domenica sera il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha anticipato i contenuti del nuovo decreto che regolamenterà la fase 2 dell’emergenza Covid-19, a partire dal 4 maggio

Per quanto riguarda l’attività sportiva agonistica (Art. 1, comma g), “le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti – riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali – sono consentite, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a porte chiuse, per gli atleti di discipline sportive individuali. A tali fini, sono emanate, previa validazione del comitato tecnico-scientifico istituito presso il Dipartimento della Protezione Civile, apposite Linee-Guida, a cura dell’Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, su proposta del CONI ovvero del CIP, sentita la Federazione Medico Sportiva Italiana, le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva”. Permangono la sospensione di eventi e competizioni (Art. 1, comma g), le attività di palestre, centri sportivi, piscine e centri natatori (Art. 1, comma u).

 

In serata ha parlato anche il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora. Ha assicurato un fondo di 100 milioni di euro presso l’Istituto del Credito Sportivo per finanziamenti ad associazioni e società sportive dilettantistiche. Ha annunciato che da oggi Sport e Salute emetterà i primi 27000 bonus per i collaboratori sportivi; ha inoltre assicurato che tutti coloro che hanno presentato la domanda riceveranno il bonus, che verrà riproposto anche nel nuovo decreto. Infine, ha detto che nei prossimi giorni, previo incontro odierno con i componenti del comitato tecnico-scientifico, saranno pubblicati i protocolli igienico-sanitari per riaprire in sicurezza le strutture.

 

Lo scorso 9 aprile abbiamo fatto il punto con Gianluca Albonico, Presidente del Comitato Regionale FIN Piemonte e Valle d’Aosta, a proposito del periodo di emergenza che impianti natatori, associazioni e società sportive dilettantistiche stanno vivendo. Proponiamo un aggiornamento della situazione, con una nuova intervista al Presidente Albonico.

 

«Permettere agli atleti agonisti di ricominciare la preparazione è un elemento positivo, ammesso che si trovino piscine disposte ad aprire solo per un numero esiguo di atleti. I gestori si troverebbero infatti a dover sostenere gli elevati costi di regime dell’impianto a fronte di entrate praticamente nulle – è la prima considerazione di Gianluca Albonico – il nuoto è uno sport individuale, ma per quanto riguarda la definizione di “atleti di interesse nazionale”, soltanto in Piemonte potrebbero rientrare centinaia di atleti tesserati FIN, con i possibili problemi di rispetto del distanziamento sociale che ne conseguono. Attendiamo quindi che escano le linee guida di riferimento».

 

Al momento non è quindi possibile prevedere una data di riapertura delle piscine?

«Purtroppo no. E questa incertezza rende la situazione ancor più complicata, dal punto di vista psicologico ma anche a livello strettamente tecnico. Per esempio, molti gestori si sono chiesti se fosse meglio svuotare le piscine o tenerle attive, seppur “al minimo”. È prevalsa quest’ultima opzione, nella speranza di poter riaprire nei mesi estivi, anche perché la bella stagione è un momento fondamentale di entrate da utilizzare a copertura dei costi invernali. Ma anche ammessa una riapertura in breve tempo, rimangono gli interrogativi sulle modalità: riduzione degli ingressi?, accesso limitato agli spogliatoi e alle zone comuni?, quali particolari normative igienico-sanitarie? Sicuramente l’apertura dovrà avvenire con protocolli di sicurezza idonei».

 

Proviamo a dare qualche risposta.

«In questo momento è lo sport di base a essere in pericolo. Come detto, permettere agli agonisti di ricominciare la preparazione è positivo, ma non risolve l’impossibilità economica, da parte dei gestori, di aprire le piscine e, soprattutto, tenerle aperte nel prossimo inverno. È uno scenario che ritengo sostenibile solo in pochissimi impianti sparsi nel nostro paese; in Piemonte probabilmente soltanto il Palazzo del Nuoto di Torino, anche grazie al coinvolgimento dell’Assessore allo Sport della Città di Torino Roberto Finardi, con cui il confronto è costante e costruttivo. Stesso discorso se, oltre agli agonisti, ci fosse possibilità di accesso agli impianti solo per un numero ridotto di utenti. Le piscine vivono proprio grazie all’elevato numero di persone che le frequentano; in caso contrario saltano i piani economici e ci si trova in grande difficoltà».

 

Soluzioni?

«È notizia di sabato 25 aprile la manovra di sostegno pianificata dalla Federnuoto, di 4 milioni di euro a sostegno delle attività delle associazioni e società sportive. È un provvedimento molto importante e comprende – tra le altre cose – l’azzeramento dei costi di affiliazione, di tesseramento degli atleti, delle licenze di scuola nuoto federali, dell’iscrizione ai campionati di pallanuoto a livello nazionale e regionale, la formazione di un fondo destinato alle iscrizioni alle gare di tutte le discipline FIN. Il nostro Presidente Paolo Barelli ha stimato che occorrono 200 milioni a fondo perduto per lo sport. A questi si deve aggiungere subito la possibilità di prolungare i contratti di gestione in essere, derogando il codice degli appalti e stabilendo un periodo massimo in base alla durata del mutuo che il gestore dovrà stipulare per ripianare le perdite. Io ipotizzo una durata di almeno sei anni, uguale a quella dei finanziamenti offerti dallo stato alle aziende in base al decreto liquidità. Inoltre bisogna intervenire subito su tutte le tasse comunali e regionali che possono essere ridotte o annullate, per un periodo stabilito di 2-3 anni; mi riferisco ad acqua, IMU, rifiuti e tutto ciò che può essere ridotto. Non escludo anche un ritocco alle tariffe e credo che oggi si debba ridurre o azzerare qualsiasi tipo di gratuità fornita dagli impianti».

 

In Piemonte ci sono già state azioni concrete?

«Come Comitato Regionale FIN abbiamo chiesto alla Regione Piemonte e ad ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani di poter istituire un tavolo di lavoro che ascolti le problematiche dei gestori. Al momento attendiamo e sollecitiamo una risposta da parte della Regione; il tempo stringe e il rischio – ripeto – è che le piscine non riaprano. Precedentemente avevamo organizzato una conferenza (online) con tutti i gestori affiliati FIN del nostro territorio e la decisione è stata quella di delegare il Comitato Regionale a portare avanti l’espressione comune. In ambito nazionale siamo ovviamente allineati alle proposte e all’operato della FIN centrale e del nostro Presidente Paolo Barelli. Nei prossimi giorni avremo un nuovo confronto con i gestori piemontesi; parteciperà anche un rappresentante del nord Italia dell’ICS – Istituto di Credito Sportivo e realizzeremo un documento da sottoporre all’attenzione delle autorità politiche».

 

Oggi qual è la situazione delle piscine piemontesi?

«Permanendo la chiusura di tutti gli impianti, nelle ultime settimane la situazione non è migliorata. Al contrario, i gestori hanno dovuto continuare a sostenere alcune spese di manutenzione e gestione, non indifferenti visto il livello tecnologico e il notevole consumo di energia degli impianti, anche in situazione di “fermo” di tutte le attività. Questa situazione sta portando all’azzeramento dello sport di base acquatico. Quasi tutte le società natatorie dipendono dalle gestioni dei propri impianti e pertanto stanno vivendo una profonda crisi economica. Coloro che non ricevono contributi, che hanno già piani economici tirati, magari con investimenti propri su impianti pubblici, non potranno farcela se non aiutati. Sono inoltre molto preoccupato per la sopravvivenza dei gruppi agonistici, quasi sempre sostenuti dagli investimenti delle società».

 

Chi metterà a punto le linee guida per la riapertura delle piscine?

«La Federazione Italiana Nuoto ha costituito già da tempo una commissione tecnico-scientifica, per redigere le linee guida da seguire per far ripartire l’attività in sicurezza e gestire la fruibilità degli impianti. Ne esistono anche altre istituite da associazioni di categoria e ditte di settore. Gli argomenti sono comuni: pulizia specifica, misurazione della temperatura, distanza di sicurezza, spazi vitali rideterminati, riduzione capienza impianti, areazione completamente dall’esterno ecc.».

 

Nelle ultime settimane quali strategie sono state proposte a sostegno di impianti, associazioni e società sportive?

«Detto del provvedimento comunicato il 25 aprile, la FIN e il Presidente Barelli hanno portato varie proposte all’attenzione del Governo. In una recente intervista Barelli ha spiegato che “serve una visione orientata sulla prevenzione, piuttosto che norme per limitare la frequenza dei luoghi” e questo va nella direzione delle problematiche citate prima, conseguenti a un’utenza limitata degli impianti. Come affermato più volte serve liquidità, perché le entrate si sono interrotte ma le spese, seppur ridotte, ci sono. È importante fornire risorse al credito sportivo e permettere ad associazioni e società sportive dilettantistiche di accedervi, con tempi di restituzione dei finanziamenti più lunghi di quelli stabiliti al momento. Bisogna rateizzare i canoni e prorogare il pagamento delle bollette. E poi servono risorse a fondo perduto. Per questo il Presidente Barelli, insieme al collega deputato Marco Marin, ha presentato un emendamento per l’istituzione di un fondo di 200 milioni per le associazioni sportive dilettantistiche. Senza le quali – è bene ricordarlo – lo sport in Italia praticamente non esiste».

 

«Come ripetuto da più parti – conclude Gianluca Albonico – in Italia lo sport si regge sulle associazioni e società sportive dilettantistiche. Queste permettono a milioni di cittadini di svolgere attività fisica, supportando di conseguenza il sistema sanitario a livello di prevenzione. Le ASD e SSD crescono bambini e ragazzi, integrando la funzione educativa di scuole e famiglie e favorendo l’inclusione sociale delle fasce deboli. In altre parole, offrono un ampio servizio alla comunità, prima ancora che formare i campioni che danno lustro al nostro paese vincendo medaglie internazionali. Nel caso particolare del panorama natatorio, le associazioni svolgono la propria attività a costi molto contenuti, per circa 5 milioni di utenti in tutta Italia. In questo momento devono fare i conti con impianti onerosi e una situazione sempre più insostenibile. Abbiamo stimato che un impianto normale con piscina invernale ed estiva possa avere un danno economico dai 150 ai 200.000 euro, che verranno a mancare nella stagione invernale. Abbiamo bisogno di aiuto e le strategie devono essere individuate  al più presto».

 

Di seguito i link alle ultime comunicazioni della FIN

(dal sito FIN, notizia 27 aprile) Dal 4 maggio allenamenti a porte chiuse per sport individuali.

(dal sito FIN, notizia 25 aprile) Barelli vara manovra da 4 mln per le società.

(dal sito FIN, notizia 24 aprile) Approvato l’ODG di Barelli. Voucher per eventi e attività.

(dal sito FIN, notizia 18 aprile) Barelli a Italpress: “Subito 200 milioni per salvare le società”.

(dal sito FIN, notizia 15 aprile) Barelli: Altre risorse a sport di base da legge su Olimpiadi e Atp finals.

 

Di seguito il punto sull’attività regionale FIN

Le manifestazioni regionali organizzate dal Comitato Regionale FIN Piemonte e Valle d’Aosta sono sospese da fine febbraio. La decisione di bloccare tutte le gare è giunta anche prima dei divieti ufficiali delle autorità pubbliche, una volta constatato che non sarebbe stato possibile garantire la sicurezza degli atleti e delle loro famiglie, dei tecnici e dei dirigenti. Alla luce della chiusura degli impianti e di comune accordo con le società del territorio di Piemonte e Valle d’Aosta, sono stati sospesi anche tutti gli allenamenti, eccezion fatta per gli atleti probabili olimpici che hanno proseguito la preparazione a Torino, in linea con un’ordinanza della Sindaca Chiara Appendino. Anche questi ultimi, con il rinvio dei Giochi di Tokyo e con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’1 aprile, hanno poi interrotto la preparazione. Con il DPCM del 10 aprile è stata protratta la sospensione delle sedute di allenamento all’interno di impianti sportivi di ogni tipo fino al 3 maggio. A livello regionale e nazionale la sospensione delle manifestazioni agonistiche proseguirà fino al 31 maggio, in attesa di ulteriori approfondimenti e prossime valutazioni da parte delle autorità circa le riaperture della fase 2.

Da lunedì 4 maggio consentite le cerimonie funebri, visite ai cimiteri da martedì

Con l’ampliarsi dell’emergenza epidemiologica da COVID -19 e la necessità di operare con misure di contenimento per evitare il diffondersi del contagio,  sono state sospese  le visite ai propri cari nei sei cimiteri della Città : nei due maggiori, Monumentale  e Parco; e in quelli minori Sassi, Cavoretto, Abbadia e Mirafiori.

Torino è stata una delle ultime città in Italia a chiudere alla visita i propri cimiteri, pur mantenendo al possibilità di partecipare – in forma ristretta – all’ultimo saluto.

Ora l’Amministrazione comunale intende procedere alla riapertura delle visite al pubblico nei cimiteri anche alla luce di quanto previsto dal nuovo DPCM del 26 aprile scorso.

Il Decreto consente, a partire dal prossimo 4 maggio, “le cerimonie funebri con l’esclusiva partecipazione dei congiunti e, comunque, fino a un massimo di quindici persone, con funzione da svolgersi preferibilmente all’aperto, indossando protezioni delle vie respiratorie e rispettando rigorosamente la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.”

Al fine di consentire lo svolgimento delle cerimonie funebri in sicurezza, l’assessore ai Servizi Cimiteriali Marco Giusta, ha chiesto ai vertici di AFC Torino S.p.a. e alla Società Socrem di valutare la possibilità di attrezzare, all’interno dei complessi cimiteriali, adeguati spazi volti ad ospitare cerimonie di commiato e momenti di raccoglimento, anche religiosi, per l’ultimo saluto ai defunti. Inoltre ha chiesto di incrementare il servizio di accoglienza, nel rispetto della normativa vigente, e di accompagnare i congiunti che, non avendo potuto assistere ai funerali, debbano essere messi a conoscenza dei luoghi di sepoltura dei cari defunti.

“Abbiamo subito colto questa opportunità prevista dal nuovo decreto. Con intelligenza possiamo combattere il virus e mantenere, laddove è possibile, le attività che si svolgevano prima dell’emergenza. Credo sia giusto consentire nuovamente la possibilità di celebrare i funerali, perchè è il momento in cui un dolore individuale si trasforma in dolore collettivo e può essere affrontato, e in cui si compie il ricordo della persona che ci ha lasciato. Lo stesso sentimento di conforto provano le persone che possono recarsi in visita alla tomba dei propri cari, depositare un fiore, dire una preghiera. Per questo ho dato disposizioni perché la riapertura dei cimiteri sia regolata e accompagnata, in modo da evitare assembramenti e di farci trovare pronti a ricevere le tante visite delle persone che in questo periodo hanno perso i lori cari. Inoltre ho chiesto ad AFC e Socrem, che ringrazio per la professionalità e l’impegno, di predisporre spazi adeguati per celebrare le esequie per chi ne avesse necessità, nei limiti del decreto, favorendo spazi all’aperto. Credo che dare la possibilità di un saluto dignitoso sia un gesto di civiltà” dichiara l’assessore Marco Giusta.

Dall’ufficio stampa di Palazzo Civico

L’arte, i bambini e il Coronavirus

LA VITA DELLE NUVOLE  In viaggio con la fantasia, grazie al potere dell’arte di Andrea e Ancilla Bianconi

“Anci – così chiamo mia figlia – dove andiamo oggi?”
Mi risponde … “voglio fare il giro del mondo”.
“Da dove partiamo” le chiedo.

“Da Vicenza – mi risponde – dallo scivolo del parco giochi e poi andiamo a trovare il sole con tutte le nuvole.
E poi andiamo a salutare tutti gli abitanti delle nuvole”.

Abbiamo lavorato tre giorni, disegnando, tagliando, costruendo nuvole e ho scoperto che una nuvola può essere un lago per un’oca ed anche per una pecora.
Continueremo questo viaggio alla scoperta di altri mondi per incontrare il sole.

  Andrea Bianconi

Andrea Bianconi con la fantasia viaggia insieme alla figlia, la piccola Ancilla, e insieme sorvolano il mondo sulle nuvole. In questi giorni di permanenza a casa, per rispettare le misure di contenimento del Coronavirus, la creatività dell’artista contagia la fantasia della figlia e, insieme, realizzano grandi opere d’arte ispirate dalla condizione attuale. Non ci si può muovere, bisogna stare a casa, ma la mente no, lei può viaggiare e con essa la creatività che oltrepassa ogni limite, ogni barriera, ogni confine. Non aerei, ma soffici nuvole, su cui viaggiare in un fantastico giro del mondo. È la forza dell’arte che vince anche in questi difficili giorni e che diventa fattore di contagiosa positività.

L’idea di Andrea Bianconi verrà rilanciata da Casa Testori, invitando anche altri artisti a lavorare con i loro figli per regalare a tutti la loro freschezza, e spontaneità.