La ripartenza di Torino passa anche dall’enogastronomia. Giovedì 8 ottobre, in Piazza Cattaneo, apre Motor Village Bistrot, l’area del Mirafiori Motor Village dedicata alla ristorazione.
Nello storico quartiere Mirafiori, il flagship store di FCA ha sempre rappresentato un punto d’ incontro e di riferimento per Torino ed ora torna a riappropriarsi della sua anima di centro polifunzionale, aperto alla città.
Mentre si pensa a come ripartire in sicurezza anche con gli eventi – il 29 novembre il Mirafiori Motor Village ospiterà TEDxTorino Salon – la notizia dell’apertura del bistrot è un ulteriore segnale positivo della voglia di futuro del quartiere e della città.
Il nuovo partner scelto da FCA per il rilancio del bistrot è Gerla 1927, storico brand torinese che porterà in piazza Cattaneo competenza, esperienza e qualità. Ad accompagnare la nascita del nuovo bistrot sarà Stefano Chiodi Latini, neo acquisto dello storico brand; lo store manager sarà invece Federico Todisco, un veterano del gruppo.
Dalla colazione alla cena, Motor Village Bistrot parlerà un linguaggio gastronomico semplice ma di qualità. Caffetteria, pasticceria, ristorazione e pizzeria saranno i cardini attorno ai quali si costruirà un’offerta capace di trasformarsi lungo tutto l’arco della giornata, dedicata proprio a tutti.
Fiore all’occhiello del nuovo Motor Village Bistrot sarà la pasticceria, curata dalla pastry chef Evi Polliotto; accanto alla torta Monviso, già vincitrice del Cake Start su Sky edizione 2018, anche le altre specialità di Gerla, la Bauhaus, la Sacher Façon, la Dibona, l’Extra fondente e la Nuova Gerla Rocher.
Grande attenzione verrà data anche alle farine, tutte Made in Italy; ad esempio, la pizza sarà preparata con grano italiano macinato a pietra, con una lievitazione fino a 72 ore.
Dalle ore 17 l’aperitivo sarà curato dal bartender Cosmo Violi, pioniere nei pre mix di frutta fresca, the e spezie orientali.
Tutto lo staff sarà dedicato ad offrire agli ospiti la migliore accoglienza e professionalità. Oltre 20 persone formeranno la squadra del nuovo Bistrot, tutte formate nella Gerla 1927 Academy.
Il Mirafiori Motor Village torna così ad offrire un servizio molto richiesto dai suoi clienti e visitatori, in una location accogliente e accessibile 7 giorni su 7 dalle 7.30 alle 22.30.
Sabato 10 ottobre, alle 15, la sala multiuso di Carvegno, frazione del comune svizzero di Cevio nel Canton Ticino (distretto di Vallemaggia) ospiterà la cerimonia di premiazione dell’undicesima edizione del “Premio letterario internazionale Andrea Testore – Plinio Martini – Salviamo la Montagna”. Durante l’evento, promosso dalla Fondazione Valle Bavona (Svizzera) e dal Comune di Toceno (Italia), verranno assegnati i premi delle quattro sezioni (narrativa, poesia, giornalismo,emigrazione) riservate a opere in lingua italiana. Il concorso letterario è focalizzato sulla difesa e valorizzazione del territorio di montagna, sulle sue genti e le sue tradizioni. Favorisce le riflessioni, lo scambio di storie e vissuti, il confronto transgenerazionale e il consolidamento di rapporti e amicizie oltre i confini nazionali.
Il concorso letterario è stato realizzato con il contributo di Fondazione Valle Bavona, Comuni di Cevio e Lavizzara, OTLM Regione Vallemaggia, Comune di Toceno, Museo regionale dell’emigrazione vigezzina nel mondo, il patrocinio della Regione Piemonte, del Consiglio regionale del Piemonte, Provincia del VCO, Unione Montana dei Comuni della Valle Vigezzo, Parco Nazionale Val Grande.Tutti i testi premiati potranno essere consultati sul sito della Fondazione Valle Bavona (
incrollabile tenacia e grande dignità. Diplomatosi alla Magistrale di Locarno, allievo di Piero Bianconi, Plinio Martini insegnò tutta la vita nelle scuole elementari e medie della sua Vallemaggia, difendendone con un’intensa attività di scrittore e giornalista il patrimonio storico e culturale. Scrisse una dozzina di volumi di narrativa, poesia e saggistica.
In mostra “opere degli argentieri piemontesi” da inizio Settecento a fine Ottocento. Dal 2 luglio al 15 novembre
famiglie di argentieri sabaudi – e il “Calice” di Giovanni Battista Boucheron, realizzato nel 1789 in memoria di Carlo Emanuele III, accanto ad alcuni “argenti ebraici” come un bel piatto per la cena durante le celebrazioni della Pasqua ebraica (Seder) e un calice per la benedizione sul vino recitata nel giorno del riposo (Kiddush). Di Giovanni Battista Boucheron (Torino, 1742 – 1815) la rassegna presenta anche grandiosi “disegni preparatori” alle opere in argento insieme a raffinati “Ritratti” degli argentieri della sua famiglia, autentica culla di generazioni di importanti maestri orfèvres. Vera chicca della mostra, la “Mazza cerimoniale” della Città di Torino, restaurata ed esposta al pubblico per la prima volta. Realizzata in argento sbalzato e cesellato, fra il 1814 ed il 1824, la Mazza veniva portata a mano dall’usciere comunale nelle occasioni ufficiali e riprende i tre progetti della prima Mazza civica eseguita da Francesco Ladatte nel 1769, con tanto di testa taurina e corona, sostituita nel 1849 da quella “turrita”, opera dell’argentiere di corte Carlo Balbino. A proseguire l’iter espositivo, sono le “armi” d’epoca con preziose decorazioni in argento, una serie di “monete” che ripercorrono la storia del Ducato di Savoia e una scelta accurata di disegni di Lorenzo Lavy (Torino, 1720 – 1789), fra i più apprezzati incisori di monete e medaglie della settecentesca Zecca torinese. In chiusura, alcune tavole dell’“Encyclopedie”, una selezione di “bastoni da passeggio” con il pomo d’argento (autentica sciccheria per gli elegantoni del tempo) e un curioso nucleo di “dorini” della seconda metà dell’Ottocento, ornamenti da acconciatura e spilloni in argento lavorato a filigrana, che madame e madamin piemontesi amavano vezzosamente appuntarsi fra trecce e capelli ai dì di festa.
“Argenti preziosi”
– Giovanni Damodé: “Paiola”, 1740-1750 ca.
E’ bastata una forte pioggia battente per un giorno e mezzo e gli equilibri sono saltati nel Cuneese a Limone Piemonte e lungo il corso del Tanaro a Garessio, con danni superiori all’alluvione del 1994. Un vero e proprio disastro che segna in modo evidente il cambiamento del clima e delle stagioni, ma che indica anche in modo inequivocabile errori e inerzie Imperdonabili. Sono crollate villette costruite ai bordi di torrenti che mai si sarebbero dovute costruire in quei terreni. Ogni volta è sempre lo stesso ritornello: si interverrà in futuro sul piano delle prevenzione. Ricordo le sterili litanie di Chiamparino. Va riconosciuto che la Protezione civile piemontese che non aveva brillato nel periodo piu’ drammatico della pandemia, si e’ mossa subito e bene. E va detto che il Presidente Cirio in questa occasione sta dando il meglio di se’ con un impegno personale impensabile nei suoi predecessori.