ilTorinese

Meritocrazia Italia: “Crisi sanitaria serva da insegnamento”

In ritardo rispetto al piano di programmazione, lo scorso settembre si è tenuto il concorso per l’ingresso alle Scuole di specializzazione in medicina. Oggi, dopo mesi di rinvii, le graduatorie definitive non sono ancora state pubblicate e non sono ancora state definite le assegnazioni per poter prendere servizio entro la fine dell’anno.

La vicenda, non isolata, è al contempo sintomo e causa di aggravamento di una crisi del Sistema Sanitario Nazionale
italiano che ha origini lontane, consapevoli che le difficoltà organizzative del periodo emergenziale hanno solo svelato e
amplificato criticità già esistenti. Il S.S.N. nostrano, un tempo ai primi posti nella graduatoria internazionale stilata
dall’OMS, è stato infatti fiaccato da decenni di tagli, sottofinanziamenti, gravi carenze organizzative e mancata
valorizzazione del personale.

Mancano medici specialisti e i bandi delle aziende sanitarie vanno deserti; la classe medica, i dirigenti medici ed i medici
convenzionati (medici di famiglia, ex guardia medica, pediatri e specialisti ambulatoriali) occupano una fascia d’età
media troppo avanzata; il blocco del turn-over e un crescente numero di pensionamenti impongono ai sanitari che
restano in servizio turni massacranti e responsabilità sempre maggiori.

In tali condizioni, rendere un servizio di attenzione e qualità risulta difficilissimo. Il volume degli errori professionali sale,
i tempi di attesa si allungano e, parallelamente, crescono il disagio, di pazienti e personale sanitario, e i costi a carico di
una Sanità al collasso.

Nella consapevolezza che si tratti soltanto di uno dei tanti problemi del settore ai quali serve dar risposta, Meritocrazia
Italia da sempre si appella ad una politica di assunzioni che consenta di reintegrare il numero di medici necessari al
corretto funzionamento delle strutture e di dar risposta adeguata alla richiesta di cure, prevedendo, al contempo,
maggiori investimenti per la formazione dei giovani medici, anche in termini di borse di studio ed agevolazioni rese
disponibili.

Basti pensare come al concorso per l’accesso alle Scuole di specializzazione svoltosi a settembre 2020, le borse messe a
disposizione sono state 14.455, a fronte di 24.000 candidati, con la conseguenza che ben 10.000 medici non potranno
specializzarsi, almeno per quest’anno, così restano ‘camici grigi’, con limitata possibilità di inserimento ed utilizzo nel
SSN.

Meritocrazia Italia reputa, dunque, indispensabile che:
– i bandi per le borse di studio e i corsi di formazione in medicina generale vengano redatti con maggiore accortezza, al
fine di ridurre il più possibile i motivi di impugnazione innanzi ai Tribunali Amministrativi, stante l’altissimo numero di
ricorsi promossi per incertezze interpretative e ambiguità dei bandi, che comportano, a caduta, ulteriori rallentamenti
della macchina del reclutamento sanitario;

– la distribuzione delle borse di studio segua criteri più ragionevoli e meritorie, in relazione alle effettive esigenze e
richieste di settore, per evitare dispersione delle risorse;
– le graduatorie vengano redatte nel più breve tempo possibile, in modo da consentire ai candidati di operare
tempestivamente la scelta della specializzazione e della sede, in uno al necessario efficientamento e velocizzazione del
sistema di scorrimento delle graduatorie stesse;
– le risultanze provenienti delle diverse banche dati (Ministero della Salute, dell’Università, ENPAM, INPS, Regioni,
Assessorati alla Sanità, etc.) siano messe a sistema al fine di garantire una corretta programmazione sia del numero di
posti di ingresso alla facoltà di Medicina e Chirurgia che del numero e tipologia dei corsi post lauream.
La pandemia ci ha ricordato l’importanza di un Sistema sanitario nazionale robusto, adeguato e ben strutturato, in
grado di porsi quale imprescindibile baluardo della tutela della salute pubblica, bene primario del nostro ordinamento
costituzionale.

Ripartiamo allora dalle esigenze di base, favorendo, con le opportune scelte di settore, la necessaria formazione ed
accesso di quanti, nel camice bianco, vedono una speranza e non solo una missione lavorativa.
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Meritocrazia Italia
Il Presidente Walter Mauriello

Scoperto dormitorio per disperati nell’ex stazione Fossata

Controlli dei carabinieri nell’area dell’ex stazione Fossata, individuato stabile utilizzato come dormitorio per disperati, arrestati 2 pusher e denunciate 6 persone per invasione di edificio

Nel corso della notte, i carabinieri hanno svolto un servizio di controllo straordinario del territorio – con il supporto del nucleo cinofili – nell’area dell’ex stazione Fossata, a seguito di numerose segnalazioni dei residenti pervenute al Comando CC Torino Barriera Milano.
In particolare è stato controllato uno stabile in disuso in via Assarotti, talvolta utilizzato come occasionale dormitorio, ma nel tempo diventato luogo di ritrovo di tossici e spacciatori. Al termine di minuziosi appostamenti con militari in borghese ed in divisa, sono stati sorpresi in flagranza di reato ed arrestati 2 pusher, un gambiano e un senegalese di 23 e 40 anni, per detenzione ai fini di spaccio di 300 grami di eroina, suddivisi in 30 sacchetti da 10 grammi l’uno. Nel corso della successiva perquisizione sono stati sequestrati anche 2.000 euro in contanti, provento dell’attività illecita. Sono stati, inoltre, denunciati 3 italiani e 3 extracomunitari, tra cui due donne, per invasione di edificio, nonché segnalati alla Prefettura del capoluogo piemontese tre assuntori di sostanze stupefacenti che utilizzavano le stanze dello stabile per drogarsi.

Via Lattea, adesso servono certezze per la ripresa

“Con le regole previste dal recente DPCM è persin ovvio ricordare che gran parte del fatturato della economia trainante del nostro comprensorio, cioè il cosiddetto ‘sistema neve’, rischia di fermarsi al palo. Detto questo, però, occorre sin d’ora attrezzarsi per la ripresa prevista per il 7 gennaio per l’intero comprensorio della Via Lattea. Un obiettivo che deve accomunare tutti, pubblico e privato per far sì che la seconda da parte della stagione invernale consenta un discreto recupero per gli operatori locali.

Ora, per non fare di tutta l’erba un fascio, almeno alcune certezze dobbiamo averle nel rapporto con la società di gestione degli impianti della Via Lattea, cioè la Sestrieres SPA. Innanzitutto – tenendo conto delle nostre competenze istituzionali ed amministrative – andrà attivata  una  comune azione sul fronte delle strutture sanitarie e delle forze dell’ordine per la gestione concreta di eventuali infortuni, da un lato, e il rigoroso rispetto delle norme anti Covid dall’altro.

Per quanto riguarda il capitolo dell’apertura degli impianti, è persin scontato ricordare come l’emergenza sanitaria ha inciso, e purtroppo continuerà ad incidere, pesantemente sui bilanci concreti dei nostri enti sia sul fronte delle entrate sia, soprattutto, sul versante delle maggiori  spese per la continuità dei servizi. Pertanto, gli enti locali non dispongono delle risorse necessarie per colmare la potenziale riduzione degli incassi della società che gestisce gli impianti. Nello specifico, inoltre, sarebbe anche una scelta illegittima in relazione alle disposizioni in materia di aiuti di Stato alle imprese. Peraltro, considerando anche l’ampio equilibrio finanziario della  normale gestione del servizio pubblico di trasporto a fune,  riteniamo che   la Sestrieres Spa   possa e debba garantire un’ampia e diffusa ripartizione degli sciatori su tutto il territorio della Via Lattea.

Per quanto riguarda la pratica dello sci agonistico, fermo restando che già oggi gli Sci club della zona, in linea con quanto consentito, si stanno organizzando per effettuare trasferte fuori zona per  i loro atleti, riteniamo utile che già per il periodo natalizio un congruo numero di piste vengano predisposte in loco a beneficio di tutti gli atleti. È altresì ovvio che andrà organizzata una intelligente turnazione di sciatori agonistici al fine di non compromettere l’auspicata ripartenza   post natalizia”.

 Maurizio Beria, Presidente Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea

Giorgio Merlo, Assessore Comunicazione Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea

Il “Mulino Valsusa” compie un anno

E, per festeggiare l’anniversario, lancia il progetto “Gustinsieme”

Bruzolo (Torino) Riavvolgiamo di un anno e una manciata di giorni il nastro del tempo. Era il primo dicembre 2019, quando, sotto una pioggia battente, si tagliava il nastro nel vecchio mulino ottocentesco di Bruzolo, Bassa Valsusa, riportandolo ufficialmente a nuova vita con il nome di “Mulino Valsusa”. L’obiettivo era quello di rilanciare, sotto l’aspetto agricolo e ambientale, l’intera Valle, coinvolgendo i contadini nel tornare a coltivare zone abbandonate da anni, garantendo loro prezzi giusti nella vendita del grano e supportandoli economicamente nella spesa della semina come nella raccolta. L’etica, il suo imprescindibile diktat. Ciò che ne ha fatto “un progetto forte, sano e buono – afferma orgogliosamente Massimiliano Spigolon, ideatore e anima dell’iniziativa – in grado di superare anche un anno come quello che sta per concludersi stravolto dalla pandemia”. Parole confermate dalle cifre. Se alla partenza, infatti, gli agricoltori coinvolti erano 14, adesso, a distanza di un anno, sono saliti a 30. Più del doppio. Parallelamente si è passati da 12 ettari coltivati, molti con antiche varietà recuperate, a 35 ettari. Altro importante successo di un progetto “basato sulle buone pratiche agricole” riguarda poi il prodotto finale. Le farine valsusine prodotte dal Mulino e destinate alla Valle sono infatti finite in una ventina fra ristoranti, rifugi e agriturismi, oltre che in una ventina e più di negozi, da Sestriere a Pianezza.

E un accordo è stato firmato anche con la grande distribuzione. Risultati decisamente importanti, dunque, anche se frenati negli ultimi mesi a causa del lockdown imposto dall’emergenza sanitaria che ha portato a bloccare gli ordini da parte di molti ristoranti e negozi. Per questo, mentre continua ad essere sempre aperto lo spaccio interno al Mulino, nelle scorse settimane è stato lanciato il sito www.mulinovalsusa.it con un e-commerce: “ Ciò che ci ha stupito – prosegue Spigolon – è che sono arrivati addirittura ordini dalla Sardegna come dalla Francia e dall’Austria, dal Veneto e dal Lazio. Segno che il progetto è apprezzato”. La speranza è quindi che i panificatori e le pizzerie della Valle “si mettano in gioco maggiormente, anche se sappiamo bene che le nostre farine sono tecnicamente più difficili da lavorare proprio perché non usano miglioratori e stabilizzanti, ma altrettanto bene sappiamo che in Valle non mancano le capacità”. L’appello è lanciato. Insieme a nuove sfide. L’ultima è il progetto “Gustinsieme”. Dice ancora Spigolon: “Dopo aver lavorato per creare una filiera agricola e risvegliare un comparto della Valle, abbiamo valutato fosse giusto lavorare a una filiera di trasformazione”. In pratica, mettere insieme una squadra di artigiani d’eccellenza per la creazione di prodotti “cento per cento Valsusa”, creati con le farine del Mulino e realizzati da artigiani valsusini. Un’altra idea che non riguarda solamente gli interessi di un’unica realtà, ma cerca di supportare diversi attori del territorio, proprio in questo periodo dove la crisi si fa maggiormente sentire.

Le ricette? “Sono quelle della storia di questo territorio e sono custodite, a garanzia del progetto, al Mulino”. Per ora, “Gustinsieme” propone biscotti, paste di meliga, fette biscottate e il “Panettone Prosperoso”. Al momento, coinvolge il panificio di Matteo Marzo, che ha sedi a Susa e a Venaus, il “Biscottificio Rege” di Sant’Antonino di Susa e il “Laboratorio Amo” di Bussoleno. “Lanciamo una call: vorremmo coinvolgere – conclude Spigolon – più artigiani possibile. L’idea è di un’intera valle pronta a diventare un grande laboratorio artigiano”.
g. m.

Un Natale più solidale per chi soffre e ha bisogno, grazie alle iniziative dei giovani del Rotaract

Si è concretizzata con una maxi spesa a favore delle famiglie bisognose la raccolta fondi di 550 euro effettuata dai Rotaract Club Augusta Taurinorum, Chivasso, Dora Mole Antonelliana,  Torino Ovest, San Carlo, Sud Est e Sud Ovest e Valli di Lanzo.

Questa raccolta fondi ha fatto seguito la promozione di una web conference, a fine novembre, proprio sul tema delle tematiche sociali in epoca di Covid, nella nostra città.

Sabato 5 dicembre scorso – spiega il Presidente del Rotaract Club Augusta Taurinorum,  Pierfrancesco Bianca – abbiamo effettuato una maxi spesa e distrubuito i panieri contenenti alimenti di prima necessità a circa trenta famiglie. L’iniziativa si è svolta presso i Bagni pubblici di via Agliè, con la partecipazione di Erika Mattarella, responsabile dei Bagni Pubblici.

Il termine “paniere” rappresenta una modalità per conferire dignità al pacco alimentare, in modo tale da non donare soltanto l’essenziale, ma anche una serie di extra, in grado di donare un sorriso a chi abbia ricevuto il pacco. Si è trattato di panettoni, cioccolatini, prodotti per l’igiene, tra cui anche rasoi e assorbenti femminili, donati all’interno del paniere”.

La sera del 5 dicembre scorsoprosegue il Presidente Pierfrancesco Bianca  i componenti volontari del Rotaract sono stati impegnati anche nella distribuzione di bevande e tè caldi ai senzatetto che, a causa delle basse temperature registrate nelleultime settimane, si trovano a vivere in una condizione sempre più critica. Si è trattato di un piccolo gesto, capace, però, di rendere concreto il sostegno per le persone più in difficoltà, per consentire di vivere un Natale di maggior solidarietà.

Mara Martellotta 

Tav: pietre e bastoni contro le Forze dell’ordine, Fsp Polizia

“Torna la consueta violenza dei finti manifestanti”

 

“Puntuale e per niente inatteso l’ennesimo attacco alle forze di polizia in Val di Susa, dove l’avvio dei lavori di allargamento del cantiere della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione ha scatenato, in serata, la solita violenza di finti manifestanti contro i poliziotti impegnati solo a fare il proprio lavoro. Finti manifestanti perché nessuno che sostenga le proprie idee con bastoni in pugno e lancio di pietre contro la polizia potrà mai passare per paladino di alcun buon diritto. Manifestare è sacrosanto, avere le proprie idee dissenzienti anche, ma creare problemi di ordine e sicurezza e scagliarsi contro persone che svolgono il compito per cui vengono pagate, poco e male, non solo non è degno di alcuna comprensione o rispetto, ma è e rimane un comportamento criminale, da stigmatizzare e da punire con la massima severità”.

Così Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, dopo che questa sera un gruppo appartenente all’ala più oltranzista del movimento No Tav ha attaccato le forze dell’ordine a Venaus. Alla fine dell’assemblea che si è svolta al presidio, dove questa notte sono iniziati i lavori per ampliare la recinzione del cantiere della Torino-Lione a Chiomonte, un gruppo di incappucciati ha lanciato pietre e bastoni contro la polizia schierata.

“I lavori e la localizzazione di quest’opera – conclude Mazzetti – sono stati occasione e teatro di continui e gravissimi atti criminali contro gli operatori in divisa che spesso hanno messo a repentaglio l’incolumità dei cittadini, come è avvenuto questa estate quando l’autostrada fu disseminata di chiodi a più punte. Parlare di contestazioni e di manifestazioni di dissenso non è più consentito, molti di questi atti sono paraterroristici perché rischiano di coinvolgere persone inermi. Ma anche aggredire un poliziotto nell’esercizio delle sue funzioni è e resta un gesto criminale, ed è purtroppo il caso di ricordarlo perché per molti è considerato quasi normale”.

Gallo -Valle (Pd): “La Giunta ignora Consiglio e (la sua) maggioranza”

L’assestamento di bilancio licenziato oggi dall’aula è l’ennesima occasione persa di confrontarsi con il consiglio e di fare politica.

Del Consiglio non è stato accolto nessun emendamento, inclusi quelli sull’articolato e di carattere normativo, che, quindi, non incidevano sulle poste di bilancio. Ad esempio, quello proposto dal PD che avrebbe sbloccato una volta per tutte le assunzioni dei consorzi per la raccolta dei rifiuti, bloccate da anni. Costo zero per la Regione, ma totale indisponibilità a discuterne nel merito. Né è stato possibile confrontarsi con gli assessori che hanno disertato in massa le commissioni preposte, lasciando il solo Tronzano a ripetere i suoi “non so, non è la mia materia”. Non è di maggior consolazione che dai banchi della maggioranza non si sia alzata nessuna proposta emendativa, perché stroncata in partenza dall’indisponibilità all’accoglimento da parte della Giunta (che ha già proiettato questa indisponibilità sul bilancio di previsione).

È stata anche un’occasione persa di fare politica, perché sulle grandi cifre si registrano le minori entrate sulla tassazione, si prende atto dei trasferimenti statali e dei risparmi derivanti dal blocco nazionale sui mutui, e poco altro. Le poche risorse per affrontare l’emergenza alluvione sono ricavate andando a erodere cultura, diritto allo studio, montagna, sport, edilizia scolastica, cooperazione (e fin qui non ci sarebbe di che stupirsi), ma anche industria e mercato del lavoro.

Manca completamente uno sguardo coraggioso o quantomeno di programmazione sul 2021, su cui non ci sono novità, ma manca anche uno sguardo al presente, dove l’emergenza covid ci imporrebbe di mettere in campo nuovi strumenti di sostegno ai settori in crisi (ad esempio impiegando i 400.000 euro avanzati, su 3 mln, del bonus cultura), ci spingerebbe ad adottare strumenti straordinari di screening, ci ha chiarito che servono più specialisti (eppure si rifiuta di ampliare le borse di studio dedicate).

Nel silenzio assordante che c’è intorno ai temi del recovery fund e della programmazione del prossimo settennato, l’assestamento di bilancio non è che l’ennesimo silenzio di una Giunta senza idee.

Raffaele Gallo, Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale

Daniele Valle, Consigliere regionale Pd, relatore di minoranza

E’ morto Beppe Del Colle, una vita nella stampa cattolica

Lutto nel giornalismo piemontese per la morte di Beppe Del Colle, 89 anni, torinese, giornalista di primo piano per decenni nel dibattito politico, sociale ed ecclesiale italiano.

Era stato colpito da Covid.

Molte le testate che lo videro impegnato nella sua lunga carriera, particolarmente quelle del mondo cattolico: fu vicedirettore e notista politico di “Famiglia Cristiana”, collaboratore di “Avvenire”, direttore del settimanale “il nostro tempo”, edito dalla diocesi di Torino, oggi confluito nella nuova testata “La Voce e Il Tempo”.

I dati del bollettino Covid. In calo i ricoveri in ospedale

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 17.00

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 974 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19, pari all’6,8 % dei 14.418tamponi eseguiti.

Dei 974nuovi casi, gli asintomatici sono 421,pari al 43,2 %.

I casi sono così ripartiti: 354 screening, 412 contatti di caso, 208 con indagine in corso; per ambito: 243 RSA/Strutture Socio-Assistenziali, 35 scolastico, 696 popolazione generale.

Il totale dei casi positivi diventa quindi 181.531,così suddivisi su base provinciale: 15.920 Alessandria, 8.630 Asti, 6.267 Biella, 25.086 Cuneo, 14.084 Novara, 96.083 Torino, 6.852Vercelli, 6.048Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 977 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 1584 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 310(– 8rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 4.069 (-33rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 56.728.

I tamponi diagnostici finora processati sono 1.712.408(+14.418rispetto a ieri), di cui 836.730risultati negativi.

I DECESSI DIVENTANO 6897

Sono 84i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 11verificatisi oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è ora di 6897 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 1034 Alessandria, 411 Asti, 300 Biella, 752 Cuneo, 593 Novara, 3.195 Torino, 326 Vercelli, 219 Verbano-Cusio-Ossola, oltre 67a residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

113.527 PAZIENTI GUARITI

I pazienti guariti sono complessivamente 113.527 (+3266rispetto a ieri) così suddivisi su base provinciale: 8904Alessandria, 6109 Asti, 3568 Biella, 14.073 Cuneo, 8034 Novara, 63.695 Torino, 4339 Vercelli, 3669 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 560 extraregione e 576 in fase di definizione.

L’appello del Coordinamento interconfessionale del Piemonte alla politica

La Città ideale/ Il luogo dove tutti possano sentirsi a casa nel confronto di idee, fede, ruoli, genere, razza. Per un nuovo rinascimento che metta al centro la persona, nel nome del bene comune.

Per noi credenti la politica, le passioni e la fiducia nella vita sono gli ingredienti fondamentali con cui si concima il futuro, perchè oggi più che mai non è più il tempo delle teorie ma il il tempo dei testimoni. L’umanità è assediata da parole che ripetono all’infinito:
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paura, incertezza, precarietà. Parole diventate il nostro cibo quotidiano. Sta alla politica
farsi carico di recuperare il centro dell’attività pubblica, di prevedere il bene comune,
sapendo che c’è un intreccio profondo fra il bene comune e il bene di ciascuno:
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organizzare questo ritorno è fisiologico, costituisce il sale della democrazia ed è sano
quando un uomo pubblico lo riscopre compiendo il proprio dovere. Il pericolo, sempre in
agguato, è nell’abuso della politica e del potere di cui si è investiti, rifuggendo la tentazione
della normalità che diventa spettacolo, del carisma che diventa “influenza”, della
“narcisata” d’occasione che sposa l’immediatezza di internet e si fa linguaggio. Alla politica
chiediamo responsabilità e coerenza, ma anche capacità di leggere la realtà, fare proposte
sensate, creare relazioni, fare squadra.
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Nell’odierno processo culturale e politico nasce un problema per i credenti. Infatti, mentre
non possiamo abdicare all’attività politica, dobbiamo fare i conti con atteggiamenti culturali
ambigui e con posizioni ideologiche senza identità e valori. Dobbiamo insistere sulla
necessità di dare un’anima etica alla vita democratica con un rapporto forte fra coerenza e
rappresentanza politica, partendo dalla parole: il linguaggio è importante, non è un orpello
stilistico, è il marchio che certifica l’affidabilità di un progetto. Un linguaggio prigioniero
dell’estremismo e della provocazione dissennati è destinato a produrre danni gravi alla
comunità. Si deve ricominciare dal rispetto della persona, sempre e comunque, non nella
falsità dell’atteggiamento politicamente corretto, ma nella profonda convinzione dell’unicità
umana di ciascuno, condividendo tutto ciò che può essere condiviso con le persone di
buona volontà.
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La pandemia ci ha messo in particolare sotto gli occhi due grandi fatti, l’interdipendenza
umana e la morte. La morte, più ricattatrice dei capitali, delle nostre presunzioni, della
nostra onnipotenza, è tornata a circolare tra gli uomini in una forma crudele, involontaria e
innocente che ha paralizzato la prudenza, la misericordia, la carità, la consolazione..
Forse, per la prima volta nella storia umana recente il “valore” della vita è prepotentemente
tornato al centro dell’inconscio collettivo.
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Noi siamo con chiunque chieda una coraggiosa testimonianza pubblica, evitando la
tentazione di “fare la morale” alla politica. Come credenti – certi che dalla fede non si può
dedurre direttamente un modello di società, di governo o di partito – siamo chiamati a
partecipare alla elaborazione del progetto globale di società, e a mediare, in termini
antropologici i valori etici fondamentali in cui crediamo. Siamo chiamati ad un surplus di
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relazione, di rispetto, di narrazione, di umiltà nel lasciarsi raccontare dagli altri, di tensione
al riconoscimento del reciproco, per trovare quel “compromesso nobile” che è il
fondamento dell’azione sociale e politica in una società plurale come la nostra.
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In questa nostra proposta, da condividere con tutti coloro che vi si riconoscono, vogliamo
cercare insieme ad altri una risposta ai grandi problemi del nostro tempo. Sappiamo bene
quali sono le difficoltà che abbiamo di fronte ed è proprio per questo che tacere e non
agire sarebbe ancora più colpevole. Crediamo in una politica rispettosa e mansueta che si
faccia carico dei grandi smarrimenti del nostro tempo, stando accanto a tutti per non
perdere la speranza: comprendendo, tollerando, fidandosi, confidandosi, affidandosi. Se
non ora, nel pieno della peggiore crisi della Repubblica, quando mai si potrà costruire una
legittimazione reciproca tra le istituzioni, i partiti, tra tutti noi, per approdare ad una
democrazia matura, ad una politica al servizio dei cittadini e non delle fazioni?
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Giampiero Leo   portavoce del Coordinamento interconfessionale “Noi siamo con voi”
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I FIRMATARI
ACQUAVIVA ALBERTO Presidente Circolo culturale Europa Nazione Cristiana
ANNALORO LOREDANA Direttivo U.C.I.D.
ARNOLETTI GIANFRANCO Presidente C.I.F.A. Centro Italiano Femminile
BERARDINELLI DILETTA Associazione Papa Giovanni XXIII Piemonte
BERGIA IDRIS Coreis Comunità religiosa islamica italiana
BERTERO GIULIA Vice presidente A.I.E.F. Associazione infanzia e famiglia
BERZANO don LUIGI Sacerdote direttore osservatorio pluralismo religioso
BHANTE DHARMAPALA Monaco buddista pres. Ass. Interdependence
BIANCHETTI LUCIANA Presidente Centro italiano femminile To e area metropolitana
BOFFETTA MARIA Comitato contro atomica, guerre e terrorismi
BOUCHNAF WALID Segreteria Confederazione Islamica Italiana
CALANDRA ANTONINO Vice presidente Ass. Stampa subalpina
CANDELARI PAOLO Insegnante attivista non violento
CARAMICO ADELE Docente
CARMAGNOLA MAURO Associazione culturale Il Laboratorio
CARPINETTI ALBERTO Presidente UCID
CASTELLANI VALENTINO Già sindaco di Torino, docente universitario
CHIARLO IVAN Operatore culturale
CICOGNA GIUSPEPPE Relazioni pubbliche Chiesa di Scientology
CONTI SABRINA Giornalista
CONTRERAS DORYS Direttivo Associazione Venezuela in Piemonte
CORDA SARA Associazione culturale M.A.P.
COSCIA SERGIO Resp. Piemonte Federazione famiglie per la pace
COSTA ROSANNA Ex consigliera regionale impegnata nel volontariato cattolico
DA CAMPO fratel LINO
DI MAURO EDOARDO Direttore Accademia Albertina
DI PORTO ARIEL Rabbino capo comunità ebraica
FRONTANI ANTONELLA Giornalista – scrittrice
GAZZANO EMILIO Insegnante di religione
GERACI BRUNO Presidente Manifesto di Torino, docente universitario
GIROLA PAOLO Giornalista
GIROLA DONATELLA Giornalista
GONELLA ROSSANA Membro del Ser.mig. Fraterntià della speranza
GONTERO ROBERTO Presidente Forum associazioni familiari del Piemonte
GRIFFA SERGIO Coordinamento interconfessionale
GUNjAK ANJA Project manager U.E.
INTROVIGNE MASSIMO Presidente CESNUR
KAMAI IBRAHIM Presidente Centro Culturale Mecca
LEO GIAMPIERO Portavoce Coordinamento interconfessionale “Noi siamo con voi”
LESANI YOOSEF Presidente Iran libero e democratico
LO BUE CARMELO Direttivo Associazione Nuova Generazione
LUPO ALFONSO Già ispettore scolastico
NUZZO WALTER Membro Coordinamento interconfessionale e Comitato Interfedi
NZOLO FELIX Pastore Valdese
PALESTRO GIORGIO Presidente del centro cattolico di bioetica dell’Arcidiocesi
PARISI GIUSEPPE Consigliere F.I.D.A.E.
PAVESIO LUISA Già presidente Fidapa
REQUENA MARIA Presidente Associazione. Venezuela in Piemonte
RISATTI EZIO Salesiano  docente emerito
ROSBOCH MICHELE Docente universitario
RUBAT ORS MAURO Avvocato
SCIARAFFA RINO Chiesa Apostolica
SEGATTI don ERMIS Diocesi Torino
SEISHIN VIVIANI Rev. ELENA Coordinamento interconfessionale
SHUDDHANANDA SVAMINI GHIRI Unione induista italiana
STENTA PIETRO Docente
TAWFIK YOUNIS Presidente Centro Dar al Hikma, Membro Consiglio relazioni con Islam italiano c/o Ministero interni
TESTA GIACOMO Movimento Focolarini
VANNINI CHIARA Operatrice culturale
VASSALLO DOMENICO Vice presidente Anonima fumetti
VIARENGO LETIZIA Coordinamento interconfessionale
VICO LUIGI Consigliere Nazionale F.I.S.M.