ilTorinese

Un webinar sulla filiera agroalimentare

LA FILIERA AGROALIMENTARE DALLA PARTE DEL CONSUMATORE

Nuove tecnologie per controlli qualità non distruttivi sui prodotti lattiero caseari

 

Come garantire al consumatore maggior sicurezza e qualità degli alimenti, anche nel settore lattiero caseario, senza sprecare quelle risorse che scarseggiano sempre di più? Come andare incontro alle sue esigenze di sapere non solo cosa sta mangiando, ma anche come è stato prodotto, da dove proviene e che impatto ha sull’ambiente e sulla sua salute?

 

In questo contesto disporre di nuovi approcci e tecnologie innovative per controlli di qualità non distruttivi aiuta le aziende a garantire la sicurezza alimentare del prodotto, una corretta shelf life (il periodo di tempo in cui un alimento può essere tenuto in determinate condizioni di conservazione e mantenere ottimali la sua qualità e la sua sicurezza) con un’attenzione al tema della sostenibilità e dell’ottimizzazione dei processi produttivi per la riduzione di scarti o rilavorazioni.

Questi argomenti avallati dall’analisi di studi scientifici e casi pratici saranno sviluppati da quattro esperti del settore durante il webinar dal titolo “Nuove tecnologie per controlli qualità non distruttivi sui prodotti lattiero caseari” in programma mercoledì 27 gennaio 2021 dalle 9:30 alle 11 organizzato dal progetto di ricerca INNOVAMILK (acronimo di “Innovations in Italian Dairy Industry for the enhancement of farm sustainability, milk technological traits and cheese quality”) e sostenuto e finanziato da Ager – Agroalimentare e ricerca, l’associazione di Fondazioni di origine bancaria che sostengono la ricerca scientifica di eccellenza a favore dell’agroalimentare italiano.

Modera Francesco Ferrero dell’Università degli Studi di Torino e i relatori sono:

  • Massimo Fedel – Istituto di Fotonica e Nanotecnologie Consiglio Nazionale delle Ricerche – Padova
  • Maurizio Norarfonso – Federalimentare
  • Fabio Licciardello  – Università di Modena e Reggio Emilia
  • Paolo Tondello  – Gas sensing applications FT System

Il webinar, gratuito, in calendario il 27 gennaio, rivolto in particolare agli operatori del settore e ai divulgatori dell’informazione è il quarto di un ciclo di sette appuntamenti a frequenza mensile di INNOVAMILK, il progetto triennale di ricerca nel comparto lattiero-caseario lanciato nel 2018 con l’obiettivo di rafforzare la competitività del settore attraverso lo sviluppo di nuove tecnologie e il miglioramento di quelle esistenti per migliorare la qualità dei mangimi, del latte e del formaggio, risolvendo le principali criticità nelle fasi di produzione e commercializzazione, in particolare la shelf-life dei formaggi. I partner del progetto impegnati sul campo sono: l’A.R.A.P. – Associazione Regionale Allevatori del Piemonte (ente capofila), l’Università di Padova, l’Università di Torino, l’Università di Parma, la Libera Università di Bolzano, il CNR IFN – Istituto di Fotonica e Nanotecnologie di Padova, l’Università di Sassari e l’A.R.A.V. – Associazione Regionale Allevatori Veneto.

L’evento si terrà su piattaforma GoToWebinar.

Per partecipare è necessario iscriversi compilando il modulo disponibile al link: https://attendee.gotowebinar.com/register/8115661763214186768

Al termine del webinar, a richiesta, verrà rilasciato l’attestato di partecipazione.

Per maggiori informazioni: Francesco Ferrero, email: francesco.ferrero@unito.it o https://www.progettoager.it.

Torino: individuato dalla Polizia “mago illusionista” della truffa

Aveva precedenti specifici

 

Con la scusa di cambiare delle banconote di piccolo taglio ha truffato il cassiere di un supermercato. Con un movimento da “mago illusionista” è riuscito sotto gli occhi del dipendente a sottrarre, durante il riconteggio del denaro, otto banconote da cinque euro, nonostante avesse già ricevuto in cambio quella da cento euro. Consegnando così al dipendente solo sessanta euro. Si è poi allontanato tranquillamente dal locale commerciale, e solo dopo, il cassiere si è accorto dell’ammanco. I fatti risalgono allo scorso mercoledì mattina.

Essendo riuscito con astuzia a raggirare il dipendente del market, il giorno dopo ha pensato di riprovarci, ripresentandosi nello stesso negozio, in via Principi d’Acaja, intorno all’ora di pranzo, con una mazzetta di denaro da cambiare. La cassiera presente, al corrente di ciò che era accaduto il giorno precedente, ha rifiutato il cambio cercando di intrattenere l’uomo. Il dipendente raggirato il giorno prima stava visionando le immagini della truffa proprio in quell’istante, così, riconosciuto l’uomo, che si presentava anche vestito allo stesso modo, ha raggiunto le casse, ha informato il malfattore di averlo scoperto e si è posizionato davanti l’uscita per impedire che potesse lasciare il locale in attesa della Polizia. Tra i due nasce una discussione ed il truffatore propone la riconsegna del maltolto del giorno precedente pur di lasciarlo andare, ma, al suo rifiuto spintona l’addetto e guadagna la fuga. Raggiunto all’esterno, nonostante abbia tentato di divincolarsi non lesinando calci e pugni nei confronti del dipendente, è stato fermato grazie all’intervento di alcuni passanti. Gli agenti della Squadra Volante lo hanno trovato in possesso di 1260 euro in banconote da 5 e 10 euro, con molta probabilità utilizzate per trarre in inganno diversi esercenti commerciali.

L’uomo, un 31enne rumeno, con diversi precedenti per truffa aggravata e ricettazione, ha ora a proprio carico due ulteriori denunce, una per la truffa consumata mercoledì e la seconda per quella tentata avantieri.

Alla Gipsoteca di Casale l’eredità artistica di Bistolfi

Leonardo Bistolfi: finalizzato l’accordo tra famiglia e Comune.  Il sindaco Federico Riboldi: «Grazie alla fiducia della famiglia, l’importante patrimonio artistico sarà a disposizione del grande pubblico» 

A 88 anni dalla morte, il percorso artistico del grande scultore Leonardo Bistolfi si riunisce e si ricompone nella sua città natale: Casale Monferrato. Dopo la scomparsa dell’ultimo erede, Andrea, nel giugno del 2019, la vedova Vanda Martelli Bistolfi aveva intrapreso un dialogo con il Comune per una nuova collocazione della collezione, individuata al Museo Civico, e in particolare alla Gipsoteca Bistolfi, che, con la firma dei giorni scorsi, diventa proprietario e custode dell’importante patrimonio artistico e documentale appartenuto al celebre scultore.

La firma ufficiale sull’atto di donazione è stata posta martedì 19 gennaio a Torino da parte del sindaco Federico Riboldi e della signora Vanda Martelli, sotto la supervisione del notaio Marina Aceto.

Al Comune di Casale Monferrato giungerà così il patrimonio artistico della famiglia Bistolfi, costituito da sculture, dipinti, disegni, opere grafiche, taccuini, materiali d’archivio e libri, tutti provenienti direttamente dallo studio dello scultore che morì nel 1933 e le cui spoglie sono tumulate nel famedio del cimitero monumentale della città.

Numerosi sono stati i contatti intercorsi nei mesi scorsi tra l’Amministrazione Comunale, il Museo e la signora Martelli al fine di giungere a questo importante obiettivo. Fondamentale è stata anche l’inventariazione analitica dei beni affidata a Sandra Berresford, professoressa, studiosa ed esperta del settore, nonché apprezzata e indiscussa conoscitrice del percorso artistico di Leonardo Bistolfi.

Quella di martedì è comunque solo la formalizzazione di un percorso che ha sempre legato la città di Casale Monferrato, in particolare il Museo, e la famiglia Bistolfi: risale infatti al 1984 la primissima mostra dedicata allo scultore, iniziativa che aveva dato l’avvio allo studio delle opere, alla pubblicazione di un catalogo e a una campagna di restauri. A seguire, nel 1995 la prima donazione di opere d’arte per volontà di Andrea, in occasione dell’apertura del Museo Civico, per poi consolidarsi nel 2001 con l’aggiunta di nuove opere destinate alla quinta sala della Gipsoteca.

I coniugi Bistolfi, inoltre, non mancavano di essere presenti a Casale Monferrato nelle varie occasioni ufficiali: inaugurazioni di mostre, convegni, presentazioni.

Le dichiarazioni

Il sindaco Federico Riboldi: «L’amministrazione è grata e riconoscente alla signora Bistolfi della fiducia riposta nei confronti della città di Casale Monferrato, e in particolare al Museo Civico, e per aver aperto le porte della sua abitazione che hanno conservato finora con tanta cura e devozione ogni minima testimonianza proveniente dallo studio dello scultore».

Il vicesindaco Emanuele Capra: «Riteniamo questa donazione, che implementa e completa la collezione del Museo, di enorme importanza per la nostra Amministrazione, che ha tra i suoi obbiettivi quello di dare a Bistolfi la giusta valorizzazione affinché diventi uno dei principali motivi di richiamo del turismo culturale».

L’Assessore alla Cultura, Gigliola Fracchia: «Con questa donazione la nostra Gipsoteca e la nostra città potranno diventare il polo per gli studi e gli approfondimenti sulla vita artistica di uno dei più importanti scultori simbolisti d’Italia, capace con le sue opere di abbellire e arricchire piazze, teatri, palazzi e cimiteri in tutto il Mondo».

La conservatrice del Museo Civico – Gipsoteca Leonardo Bistolfi, Alessandra Montanera: «È questa un’occasione straordinaria. I materiali che verranno conferiti al Museo di Casale Monferrato rappresentano un’eredità culturale unica, che permetterà di riunire in un solo luogo oggetti preziosi che consentiranno di approfondire il percorso artistico e umano di questo grande artista, concorrendo alla valorizzazione della sua figura. L’acquisizione, il trasferimento e le prime operazioni volte alla tutela e alla conservazione di questo prezioso giacimento culturale, saranno programmate per renderlo il prima possibile accessibile e fruibile a tutti».

La collezione

La collezione che giungerà a Casale Monferrato consiste in opere di diretta produzione di Leonardo Bistolfi: 20 terrecotte e terrecrude, 9 opere in metallo, 20 in plastilina, 170 sculture in gesso, una in marmo, una cinquantina di medaglie in gesso e una quarantina di monete in metallo, una vastissima collezione di disegni di vario formato racchiusi in album e cartelle, 50 dipinti di formato medio e piccolo, 35 taccuini, miscellanea e memorabilia, corrispondenza da e a Bistolfi e l’archivio famigliare. A questo notevole corpus di opere si aggiungono altri materiali di artisti a lui contemporanei: sculture, dipinti, opere grafiche, una vasta biblioteca e una raccolta di riviste d’epoca.

La Gipsoteca oggi

La Gipsoteca di Leonardo Bistolfi (Casale Monferrato, 1859 – La Loggia, Torino 1933), ospita, al pian terreno del Museo Civico, oltre centosettanta opere tra terrecotte, disegni, plastiline, bozzetti e modelli in gesso, alcuni marmi e bronzi provenienti dalla donazione del banchiere casalese Camillo Venesio del 1958 e integrati, in seguito, con donazioni e opere in deposito dalla famiglia Bistolfi.

Tali materiali permettono di comprendere le diverse fasi del procedimento artistico di Bistolfi, uno dei maggiori interpreti, a livello internazionale, del Simbolismo: dal bozzetto in terracotta in cui lo scultore fissava con immediatezza la prima intuizione, al successivo bozzetto in gesso, al modello definitivo che concretizzava l’idea finale e costituiva l’effettiva realizzazione dell’opera, prima della sua trasposizione in marmo e bronzo.

Le opere esposte documentano l’articolato percorso artistico di Bistolfi: dagli esordi che lo legano alle esperienze lombarde coeve della Scapigliatura – Gli amanti (1883) –  intervallate da piccoli gruppi di gusto verista – Il boaro (1885) – fino all’elaborazione di un linguaggio proprio, in cui figura e simbolo daranno vita a una personalissima poetica che troverà riscontro in numerose committenze private e pubbliche, molte di queste legate alla scultura funeraria e celebrativa.

Sarà La sfinge (1890) per il Monumento funerario Pansa di Cuneo a consacrarlo scultore simbolista, a cui seguiranno opere memorabili come Il dolore confortato dalle memorie (1898) o Il funerale di una vergine (1899) o ancora Resurrezione (1902) e La Croce (1899). Ma di Bistolfi sono altrettanto noti i  monumenti celebrativi, realizzati per Giovanni Segantini (1899), Giuseppe Zanardelli (1908), Cesare Lombroso (1921), Giosuè Carducci (1908-1928) e quelli per Giuseppe Garibaldi (1908 e 1928), a cui si aggiungono numerosi ritratti e targhe commemorative.

La Gipsoteca domani

La ricezione dei materiali a Casale Monferrato, che avverrà a lotti con ditte specializzate  nel settore del trasporto di opere d’arte e sotto la supervisione del personale museale,  prevede la collocazione iniziale in locali di deposito. Si verificherà lo stato conservativo e le modalità idonee per la corretta conservazione, oltre agli interventi di manutenzione, attraverso la collaborazione della competente Soprintendenza.

Si procederà quindi all’esecuzione di una campagna fotografica ad alta risoluzione e alla digitalizzazione dei materiali cartacei che verrà utilizzata non solo a uso interno del Museo, ma resa disponibile anche attraverso la consultazione online, con modalità di accesso controllate.

Il futuro della Gipsoteca, quindi, sarà quello non solo di sala espositiva, ma di luogo di riferimento per gli studi su Leonardo Bistolfi, a cui ci si potrà rivolgere per la consultazione degli archivi dello scultore. È inoltre in cantiere un progetto digitale di geolocalizzazione delle opere dell’artista collocate sul territorio italiano: tale operazione interessa musei, cimiteri, palazzi storici, enti pubblici e privati a cui il Museo ha chiesto la collaborazione al fine di creare una mappatura elettronica, che verrà resa disponibile sul sito web. Uno strumento turistico, ma anche di approfondimento, che permetterà di mettere in dialogo il monumento realizzato e il modello in gesso o il bozzetto preparatorio o il disegno conservato in Museo.

In attesa di dare attuazione ai progetti di effettiva valorizzazione della Gipsoteca, che oltre a prevedere un intervento di parziale ristrutturazione dei locali attuali non escludono la creazione di un vero e proprio museo dedicato, si stanno valutando le modalità per rendere immediatamente fruibili al pubblico le opere donate: si potranno predisporre esposizioni parziali o a rotazione, la creazione di eventi di valorizzazione, l’inserimento di alcune opere nel percorso espositivo della Gipsoteca o l’istituzione di un “deposito aperto”, oltre alla completa messa a disposizione della collezione ai visitatori tramite strumenti multimediali.

Leonardo Bistolfi

Leonardo Bistolfi nasce a Casale Monferrato il 15 marzo del 1859 da Giovanni, di professione intagliatore e scultore ligneo, e da Angela Amisano. Ottiene nel 1874 una borsa di studio dal Comune di Casale Monferrato per frequentare l’Accademia di Brera a Milano. Condivide con i compagni di studi Segantini, Previati, Sottocornola il clima scapigliato della città lombarda. Desiderando studiare con lo scultore Odoardo Tabacchi si trasferisce a Torino, e da subito partecipa alle annuali Esposizioni della Società Promotrice di Belle Arti presentando piccoli gruppi di ispirazione verista (Boaro, Piove, Terzetto).

La sua originale interpretazione della poetica del simbolismo (di cui Bistolfi è considerato il maggior scultore europeo) trova espressione nei grandi monumenti funerari. Sono dell’ultimo decennio degli anni Novanta La sfinge a Cuneo, La bellezza della morte a Borgo San Dalmazzo, Il dolore confortato dalle memorie a Torino e il grande monumento commemorativo per Giovanni Segantini, La bellezza liberata dalla materia, che verrà eretto a Saint-Moritz nel 1906.

In questo periodo entra a far parte di numerosi circoli culturali torinesi condividendo le idee socialiste di Giovanni Cena e l’approccio alla scienza positivista di Cesare Lombroso.

È promotore, e in seguito vicepresidente, dell’importantissima Esposizione d’Arte Decorativa Moderna tenutasi a Torino nel 1902, per la quale fornirà anche il disegno del manifesto.

Alla VI Esposizione Internazionale della Città di Venezia del 1905 gli viene dedicata una sala personale in cui espone oltre venti opere, tra cui il gesso del grandioso portale per la cappella Hierschel De Minerbi, Il funerale di una vergine. In quell’occasione ottiene la medaglia d’oro per la scultura. Giunge nel 1908 l’incarico, affidatogli “per chiara fama”, dal Comune di Bologna per commemorare, con un imponente gruppo marmoreo, il poeta Carducci.

L’opera terrà lo scultore impegnato per circa vent’anni. Segue il gruppo de Il sacrificio per il Monumento a Vittorio Emanuele II di Roma. Precedentemente Bistolfi era stato nominato nella commissione per il progetto del monumento ma si era subito dimesso per contrasti sull’impostazione complessiva dell’opera.

Sono degli anni Venti lo straordinario Monumento a Garibaldi a Savona, il Monumento ai Caduti di Casale Monferrato e quello per i Caduti di Torino. Di quest’ultima opera esegue i bozzetti e parte dei modelli ma il sopraggiungere della morte, nel settembre del 1933, gli impedirà di portarla a termine.

Contatti e riferimenti

Museo Civico e Gipsoteca Leonardo Bistolfi

Via Cavour, 5 – Casale Monferrato

www.comune.casale-monferrato.al.it/museo

www.comune.casale-monferrato.al.it/gipsoteca-bistolfi

museo@comune.casale-monferrato.al.it

 

 

“Led per Torino”, Mirafiori Nord brancola ancora… nel buio


In quattro anni e mezzo tante promesse e pochi risultati: alla “luce” della risposta possibilista ricevuta un anno fa alla mia precedente interpellanza sull’argomento, non avendo ancora visto risultati apprezzabili, torno lunedì a interrogare la Giunta. Il quartiere uscirà dal “cono d’ombra”?

Rispettare le promesse fatte in campagna elettorale è un dovere verso i propri elettori; garantire un’illuminazione adeguata è un dovere verso tutti i cittadini, nonché il modo migliore per garantire sicurezza. Lunedì discuterò in Consiglio Comunale una nuova interpellanza sul progetto “Led per Torino”. Dalle informazioni ricevute risulta che, a un anno dal mio precedente quesito sull’argomento (febbraio 2020), i residenti delle vie Pertinace, Don Grazioli, Dandolo e Fatebenefratelli non possano ancora usufruire delle nuove luci. Gli attuali impianti luce sono obsoleti da tutti i punti di vista (potenza, efficienza, efficacia, risparmio), con i disagi che si possono immaginare. Lo scorso febbraio avevo ricevuto dalla Giunta la garanzia che tale area di Mirafiori Nord sarebbe stata senz’altro “tenuta in debita considerazione nel piano degli interventi 2020”. Lunedì chiederò in Sala Rossa, con una nuova interpellanza, un aggiornamento circa lo stato dei lavori, nella speranza che, entro l’ormai prossima fine del mandato, i residenti possano uscire dal “cono d’ombra” e tornare a vedere qualche novità.

Silvio Magliano – Capogruppo Moderati, Consiglio Comunale Torino.

Parlamentari e consiglieri regionali denunciano la situazione al carcere di Torino

“Facciamo appello al Governo affinché siano garantite le ore di colloquio dei detenuti. Il diritto all’affettività non può essere negato”.

“Conosciamo purtroppo le condizioni difficili e le carenze strutturali del nostro sistema detentivo. Oggi il Covid rende la situazione dei carcerati ancora più penosa, perché i colloqui in presenza con i propri cari si sono trasformati in videochiamate. Eppure scopriamo che al Lorusso Cotugno di Torino le sei ore settimanali disposte per legge per ogni detenuto non sono garantite, ledendo duramente il loro diritto all’affettività” – è la denuncia proveniente da alcuni parlamentari, Nicola Fratoianni e Paola Nugnes (LEU), Doriana Sarli, Jessica Costanzo (M5S) e dai consiglieri regionali Marco Grimaldi (LUV) e Francesca Frediani (Movimento 4 Ottobre).

È cominciato per queste ragioni lo sciopero della fame di Dana Lauriola e altre due compagne, proprio mentre la Corte d’appello si è pronunciata sugli scontri del 2011 in Val di Susa tra le forze dell’ordine e il movimento No Tav, riducendo drasticamente le pene, ridimensionando in modo sostanziale la gravità del giudizio sulla manifestazione e concentrandosi invece sulle singole condotte degli imputati.

Pene dimezzate per gli imputati del processo d’appello bis, quindi, ma non per Dana, condannata invece per un atto dimostrativo avvenuto nel 2012: per lei, incensurata, resta in piedi una condanna a due anni da scontare in carcere, poiché le sono stati negati gli arresti domiciliari. Una pena reputata spropositata anche da Amnesty International.

“Dana Lauriola non dovrebbe essere lì, è assurda la pena che sta scontando. Chiediamo che almeno la voce delle detenute sia ascoltata e siano garantiti a chi è privato della libertà quei legami e quegli affetti senza i quali nessuno di noi può vivere” – proseguono parlamentari e consiglieri, e concludono: “La prossima settimana si apre l’anno giudiziario, ci appelliamo al Governo affinché risolva immediatamente questa situazione”.

AgriFlor gennaio: per un 2021 all’insegna dei colori

Domenica 24 gennaio, dalle 9 alle 18 in Piazza Vittorio Veneto a Torino, primo appuntamento dell’anno con il mercatino di Agriflor, organizzato in totale sicurezza e incentrato sui prodotti agricoli e sulle piante stagionali

Per un 2021 di speranza, Agriflor porta in piazza le sue eccellenze in una domenica all’insegna del colore, domenica 24 gennaio in Piazza Vittorio Veneto a Torino dalle 9 alle 18

Sarà, come già avvenuto negli ultimi mesi, un’edizione ridotta rispetto al consueto, dedicata principalmente agli agricoltori e alle loro eccellenze nel rispetto delle nuove norme che consentono l’organizzazione di mercati agricoli e alimentari.

Non mancheranno, tuttavia, alcune interessanti proposte di piante stagionali, grazie alla presenza di una selezione di vivaisti piemontesi: dai ciclamini alle piante da appartamento, dalle piante grasse ad un ricco assortimento di erbacee come le profumatissime Iberis violaciocca e le primule, dai colori più svariati e fantasiosi, grazie al vivaio Alessandro Consigliere proveniente dal Lago Maggiore. E ancora, piante da piccoli frutti, piante mellifere, corbezzoli e frutti della salute con Gregorio vivai.

Come sempre, sarà un’edizione organizzata in totale sicurezza, con il controllo delle temperature, ingressi scaglionati e contingentati e con la garanzia e il controllo del giusto distanziamento tra i banchi e tra le persone per evitare assembramenti anche minimi.

Agriflor, insomma, nel suo piccolo vuole continuare a regalare una tavolozza di colori e profumi a Torino, in attesa di poter tornare in grande stile come avvenuto.

Per chi volesse, quindi, domenica 27 dicembre c’è la possibilità di fare un giro tra i banchi, godersi uno spicchio di natura e acquistare i prodotti e le piante proposte dai contadini e dai vivaisti presenti al mercatino.

Per scoprire invece il sempre più ampio e rigoglioso mondo florovivaistico di FLOR, tutti potranno continuare a collegarsi su eflor (www.eflor.it) la prima piattaforma floreale italiana che mette in contatto tutti gli appassionati del verde, con gli esperti del settore e i florovivaisti.

Un luogo di incontro virtuale dove sarà possibile “visitare” i vivai, ammirare le foto delle piante, conoscere tutte le loro caratteristiche, scambiarsi opinioni “green”, chiedere suggerimenti e, naturalmente, acquistare fiori di ogni tipo ma anche oggettistica per il giardinaggio, libri, sementi e prodotti naturali, decorazioni per la casa e il giardino.

Punti ritiro acquisti online alle Poste

Poste Italiane e IP hanno siglato un accordo in esclusiva per 11 punti di ritiro in Piemonte dedicati agli acquisti on-line, alla spedizione di pacchi preaffrancati e di resi dai principali siti e-commerce che aderiscono alla Rete PuntoPoste.

Nasce così la rete di servizi integrati che concilia la sosta per il rifornimento con l’esigenza sempre più diffusa di ricevere e spedire pacchi riducendo tempo e spostamenti.

Il servizio è semplice e veloce. Per ricevere pacchi basterà indicare il distributore preferito, in alternativa al proprio domicilio, in fase di acquisto dei prodotti su uno dei siti e-commerce aderenti alla rete PuntoPoste. Il cliente potrà ritirare il suo pacco semplicemente presentando al gestore il codice ricevuto via SMS o via e-mail.

 

Nel caso di spedizione preaffrancata o prepagata il Cliente potrà utilizzare il PuntoPoste IP per la spedizione di pacchi precedentemente acquistati presso un Ufficio Postale.

In caso di reso di un acquisto online, invece, il cliente effettuerà la procedura di restituzione utilizzando il codice pacco di vettura messo a disposizione dal sito e-commerce. Il Cliente dovrà solo recarsi nel distributore IP PuntoPoste, il gestore prenderà in carico la spedizione e in automatico verrà inviato al Cliente un SMS o una e-mail con la ricevuta. Sarà infine Poste italiane a prelevare la spedizione presso il PuntoPoste e ad avviare il processo di recapito.

Oltre agli undici punti di ritiro già attivi in Piemonte (Vercelli – Sp 455 Pontestura, Samone – Ss 565, Susa – San Giuliano, Settimo Torinese – S.P. 3 Km. 3+900, Moncalieri – Reg. Sanda Vadò Via Moncalieri, Luserna San Giovanni – Via I° maggio, Gozzano – Via XXV Aprile 8, Gattico – S.S.142 Del Biellese, Torino – Orbassano, Alpignano – S.S. 24 Km. 14+215, Val Della Torre – Via Alpignano), l’accordo ha individuato altri 23 distributori abilitati, 13 in Lombardia, 6 in Emilia Romagna e 4 in Toscana.

A breve, inoltre, saranno abilitati altri 6 punti di ritiro, 2 in Piemonte (Orbassano in Via Alfieri 23 e Marano Ticino in Ss 32), 2 in Lombardia, 1 in Emilia Romagna e 1 in Toscana.

Con l’arrivo dei servizi di Poste, il Punto vendita IP diventa un hub multiservizi tecnologicamente avanzato, capace di rispondere alle esigenze dei consumatori, permettendo di risparmiare tempo e offrendo soluzioni economicamente vantaggiose.

I 40 nuovi Punto Poste si sommano agli oltre 160 Lockers InPost già presenti presso le stazioni di servizio a marchio IP disponibili per ritirare gli acquisti in autonomia, in modo semplice, sicuro, veloce e senza limiti di orario per i punti self-service

In Piemonte, inoltre, Poste Italiane può contare su 1385 Uffici Postali, 948 punti di consegna e ritiro, tra i quali 866 tabaccai, 1 negozio KiPoint, 31 tra punti Carrefour e Indabox e 39 Lockers automatici.

“Una cena fuori dal comune” per festeggiare i 14 anni di Eataly

Sabato 30 gennaio una box speciale con i piatti di 4 grandi chef, pronta per il ritiro a Eataly Lingotto

 

Il 27 gennaio 2007 apriva le porte a Torino, nel quartiere Lingotto, il primo Eataly: 11.000 metri quadri dedicati alle eccellenze enogastronomiche, con Mercato, Ristoranti e aree didattiche, secondo il motto “mangi meglio, vivi meglio”. Per questo gennaio è il mese dedicato al compleanno di Eataly, da sempre caratterizzato da offerte e tanti prodotti a 1€, eventi e cene per festeggiare insieme.

Anche in questo anno così particolare Eataly Lingotto vuole celebrare il suo 14esimo compleanno, naturalmente nel rispetto delle attuali restrizioni: per questo sabato 30 gennaio si terrà “una cena fuori dal comune”, una esclusiva box da asporto firmata da 4 grandi chef, pensata per una serata eccezionale. Un modo per festeggiare, seppur nell’impossibilità di andare al ristorante o di uscire dal proprio territorio comunale: Eataly ha così pensato di riunire in un unico menu dei piatti speciali, per condividere, anche se a distanza, il piacere della tavola e della convivialità anche in questo momento. Dall’antipasto al dolce, sarà possibile portarsi a casa una cena completa, direttamente dalle cucine di alcuni dei più importanti ristoranti d’Italia che in questi mesi hanno ripensato le loro attività, hanno mantenuto accesi i fornelli e creato formule diverse con il delivery.

Chef stellati, grandi osti e giovani promesse della cucina, ecco i protagonisti di “una cena fuori dal comune”, che sbarcano tutti per la prima volta a Torino!

Si inizia con Eugenio Boer, già 1 stella Michelin con Essenza, che con il suo ristorante [bu:r] a Milano sperimenta senza dimenticare la tradizione e che ha ideato il pacchetto da asporto “[bu:r] a casa”: a Torino porterà la sua personale versione dei mondeghili, le polpette tipiche milanesi, uno sfizioso antipasto.

Il primo piatto è invece a cura di Alberto Bettini, chef e patron della Trattoria Amerigo 1934, aperta dai nonni nel 1934 e stella Michelin dal 1998, nonché creatore de “La Dispensa di Amerigo”, nata oltre vent’anni fa con l’intento di riprendere su scala più ampia l’antica tradizione conserviera tipica delle famiglie contadine, mantenendone intatta la filosofia, il rispetto per la stagionalità e la cura per le materie prime locali. Esclusivamente sabato 30 porta a Torino i sapori emiliani con un grande classico delle preparazioni della Trattoria, le lasagne verdi al ragù tradizionale bolognese .

E poi ecco la guancia di vitello, vino rosso e mirtilli a firma di Matias Perdomo, lo chef uruguayano che ha conquistato Milano con la sua creatività nelle cucine di Contraste, guadagnando 1 stella Michelin e che adesso con la sua rosticceria moderna virtuale ROC continua a proporre i suoi piatti in una versione pop gourmet e con particolare attenzione alla sostenibilità.

Infine, si conclude in bellezza con la torta sabbiosa con zabaglione Lolli e marasche calde di Francesco Vincenzi, il giovane chef vincitore del premio S. Pellegrino “Vent’Anni” come migliore talento under 30 della gastronomia internazionale. Dal 2018 è a capo della cucina di Franceschetta58, la sorella minore dell’Osteria Francescana di Massimo Bottura, da qualche mese attivo con il delivery “Franceschetta58 at home”.

Per prenotare una o più box, al prezzo di € 48 l’una, basta consultare il sito di Eataly Lingotto: www.eataly.torino.it

Ogni due box ordinate, Eataly regala una bottiglia di vino.

È necessario ritirare personalmente la box presso Eataly Torino Lingotto, via Nizza 230.

  • Eugenio Boer ([bu:r], Milano) con Mondeghili
  • Alberto Bettini (Trattoria Da Amerigo 1934, Savigno, BO) con Lasagne verdi al ragù tradizionale bolognese
  • Matias Perdomo (ROC, Milano) con Guancia di vitello, vino rosso e mirtilli
  • Francesco Vincenzi (Franceschetta58, Modena) con Torta Sabbiosa, zabaglione Lolli e marasche calde

Covid, test salivari: dal Comitato Etico il via libera

Test salivari per la ricerca del Covid, via libera alla sperimentazione da parte del Comitato Etico Interaziendale. Una notizia appresa con soddisfazione dall’assessore regionale alla Ricerca applicata Covid, Matteo Marnati.

“Ringrazio il Comitato etico e il suo presidente, dottor Marcello Maddalena, per la grande disponibilità. – commenta Marnati – Finalmente ora potremo partire con la sperimentazione dei nostri test autoprodotti, interamente made in Piemonte, sviluppati dall’Università di Torino”.

Si tratta di test molto meno invasivi rispetto al tampone naso faringeo che potrebbero essere utilizzati in modo particolare per i bambini e per tutte quelle persone che potrebbero avere problemi nel sottoporsi al classico tampone. Il prelievo salivare, che viene eseguito con una pipetta, verrà fatto all’hotspot dell’Allianz Stadium.

“La sperimentazione – afferma la professoressa Fiorella Altruda, direttore del Centro di Biotecnologie Molecolari dell’Università di Torino – dovrebbe iniziare a breve in stretta connessione fra i laboratori del Centro e quelli di Arpa”. “E’ la chiusura di un percorso – aggiunge – interamente fatto in house dopo la messa a punto del test su richiesta della Regione. Potrebbe essere una svolta nel rendere più veloce il tracciamento, unendo alta sensibilità e minor invasività”.

“Questa iniziativa è una ulteriore conferma della relazione virtuosa tra l’Università, la Regione e territorio – aggiunge il Rettore dell’Università di Torino, Stefano Geuna – e del forte spirito di collaborazione dei ricercatori universitari che con le proprie competenze, laboratori e strumenti partecipano attivamente alla lotta contro il Covid-19”.

Il bollettino Covid di sabato 23 gennaio

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 17.30

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 931 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 114 dopo test antigenico), pari al 3,9% dei 23.769 tamponi eseguiti, di cui 15.116 antigenici. Degli 931 nuovi casi, gli asintomatici sono 364 (39,1%).

I casi sono così ripartiti: 198 screening, 452 contatti di caso, 281 con indagine in corso; per ambito: 49 RSA/Strutture Socio-Assistenziali, 71 scolastico, 811 popolazione generale.

Il totale dei casi positivi diventa quindi 221.086 così suddivisi su base provinciale: 19.784 Alessandria, 11.453 Asti, 7629 Biella, 30.637 Cuneo, 17.331 Novara, 115.154 Torino, 8.287 Vercelli, 7897 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.137 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 1.777 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 156 (+4 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 2.337(5 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 10.945.

I tamponi diagnostici finora processati sono 2.354.634 (+23.769 rispetto a ieri), di cui 998.516 risultati negativi.

I DECESSI DIVENTANO 8.574

Sono 26 i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui 1 verificatosi oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è ora di 8.574 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia:1.298 Alessandria, 560 Asti, 364 Biella, 981 Cuneo, 719 Novara, 3903 Torino, 395 Vercelli, 273 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 81 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.

199.074 PAZIENTI GUARITI

I pazienti guariti sono complessivamente 199.074 (+806 rispetto a ieri) così suddivisi su base provinciale: 17.374 Alessandria, 10.099 Asti, 6867 Biella, 27.820 Cuneo, 15.587 Novara, 104.225 Torino, 7.455 Vercelli, 6.996 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.031 extraregione e 1.620 in fase di definizione.