Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
Peter Cunningham “Il mare e il silenzio” -SEM- euro 17,00
Peter Cunningham (nato a Waterford nel 1947) è uno dei più importanti scrittori irlandesi contemporanei: al suo attivo ha 10 romanzi di successo e con “Il mare e il silenzio” si è aggiudicato nel 2013 il Prix de l’Europe.
E’ il racconto di una storia d’amore, ma anche il ritratto di un’eroina affascinante; parla di rinuncia, guerra e destino sullo sfondo dell’abbagliante verde di Irlanda, paese che lottò con ogni mezzo per ottenere l’indipendenza dalla Gran Bretagna.
Il mare e il silenzio sono il rifugio della protagonista Iz quando la vita tenta di stritolarla e lei trova pace affacciandosi sulla sommità del faro che appartiene alla famiglia del marito.
Nel prologo -che già intriga il lettore- c’è il lascito testamentario che l’anziana Iz Shaw ha fatto avere all’avvocato Dick Coad, conoscente di vecchia data che l’aveva incontrata anni addietro alla stazione di Monument ed era rimasto abbagliato dalla sua gioventù e bellezza.
Mrs Shaw ha disposto che le sue ceneri siano affidate al mare in un punto oltre il faro, e ha inviato a Dick due pacchi sigillati, da distruggere dopo averli letti.
Contengono la storia della sua lunga vita, a partire dai suoi fulgidi 23 anni, quando arrivò nella cittadina portuale di Monument, sulla costa sudorientale dell’Irlanda, e vide per la prima volta la casa in cui avrebbe vissuto con il marito Ronnie e il figlioletto Hector.
La sua non è stata una vita semplice, ma il carattere e una titanica forza interiore le hanno fatto scavalcare ostacoli immensi.
Nel suo passato di fanciulla c’è stato il fidanzamento con un uomo che non amava, ma che avrebbe salvato la famiglia dalla rovina. Poi la rottura e la fuga, dopo l’incontro con Frank, il grande amore della sua vita….finito in tragedia per colpa delle drammatiche vicende storiche che hanno avviluppato l’Irlanda nella sanguinosa guerra sulla strada per l’indipendenza.
Infine il matrimonio di ripiego con Ronnie, uomo debole e spaesato che la tradisce e non riesce a rimettere in carreggiata la sua vita.
In mezzo a tutto questo ci sono malattie, attentati, morti e personaggi bellissimi e struggenti le cui vite sono state deviate dalla Storia, quella con la S maiuscola.
Silvia Avallone “Un’amicizia” -Rizzoli- euro 19,00
E’ la storia di un’amicizia totalizzante e perduta -fatta di innumerevoli luci ed ombre- tra la timida, studiosa e di origini modeste Elisa e la bellissima reginetta della scuola Beatrice, destinata a diventare un mito attraverso il suo blog che ricorda tanto l’ascesa delle influencer griffate nostrane.
A narrare i momenti più belli, ma anche il dolore della rottura di questo legame è Elisa; donna di 34 anni votata alla cultura e all’insegnamento, con velleità letterarie da sempre, madre single di Valentino che ha cresciuto da sola tra mille sacrifici e rinunce.
E’ lei che riannoda i fili del suo rapporto quasi simbiotico, ma anche sbilanciato con l’amica del cuore incontrata a 16 anni.
Beatrice, bellissima, occhi verdi incredibili e charme costruito a puntino è ammirata da tutti; ma l’altro lato della medaglia la vede intrappolata in un destino costruito per lei dall’ambiziosa madre Ginevra, ex reginetta di bellezza poi impantanasi in un matrimonio di facciata più che di felicità.
E se la famiglia di Elisa è sfasciata da una separazione, poi un ritorno di fiamma e infine la rottura definitiva, quella di Bea che sembra perfetta, in realtà è pura finzione e apparenza. E le madri saranno qui diversamente importanti…
Due ragazze diametralmente opposte, con vite totalmente diverse, eppure hanno fatto un significativo tratto di strada insieme, entrambe in lotta con se stesse per trovare la loro identità ed uscire dagli stereotipi.
Il racconto degli alti e bassi di questa amicizia è anche lo spunto per una riflessione sul rapporto tra immagine e reale. Sulla crescita esponenziale della fama di cristallo che corre sui social e sull’affanno quotidiano nel postare una vita brillante, fatta di viaggi, abiti, borse, gioielli griffati, frequentazioni e sfondi che fanno sognare le teenager in cerca di modelli a cui conformarsi, nell’illusione di una vita perfetta e patinata.
Herman Bang “La casa bianca” -Iperborea- euro 13,00
Herman Joachin Bang è stato uno scrittore danese, (1857-1912), esponente di spicco del movimento naturalista e anti-romantico che negli ultimi 30 anni dell’800 portò alla ribalta i letterati scandinavi.
Bang, raffinato, omosessuale, dandy eccentrico, suscitò un certo scandalo per i suoi romanzi e lo stile di vita.
“La casa bianca” e “La casa Grigia”, sono due memoriali in cui l’autore ritrae sotto forma di romanzo la propria infanzia e giovinezza; lo fa attraverso l’uso di un narratore esterno, ma è più che evidente il suo coinvolgimento emotivo che attinge da tratti fortemente autobiografici.
La casa bianca in cui è cresciuto è la residenza di campagna dei Hvide (casato in decadenza) sull’isola di Als, in cui visse la famiglia del pastore Fritz Hvide.
Una magione elegante, arredata con mobili importanti, che accoglie la famiglia impegnata in una sorta di aristocratico ozio, e permeata di un alone elegiaco, tra il malinconico e il senso di un tempo d’oro ormai perduto.
Herman ricostruisce piccoli-grandi episodi della sua infanzia; balza agli occhi soprattutto il ricordo della madre, Thora Blach, perfettamente incarnata nel personaggio di Stella.
E’ la moglie del pastore, madre di 6 figli, donna sensibile e di salute cagionevole, che ama la musica e la poesia; piena di dolcezza e grazia, sa dispensare amore e indulgenza non solo nei confronti dei figli, ma anche della servitù. Ama giocare, scherzare, cantare e travestirsi in una girandola di buonumore, immancabilmente frenato però dal rigido e rigoroso marito. Ad appannare la sua dirompente euforia c’è la sua “gioia dagli occhi tristi”.
Questo libro, annoverato tra i capolavori della letteratura danese, è una sorta di primo capitolo di una stessa saga in cui lo scrittore racconta dapprima l’infanzia nella casa natale e prosegue con gli anni successivi nella casa dei nonni paterni ad Amaliegade, ovvero…
“La casa grigia” -Iperborea- euro 14,00
Fu pubblicato da Bang tre anni dopo il precedente ed è il seguito naturale delle sue memorie, concentrate questa volta sugli anni formativi, precedenti agli esordi letterari.
Alter ego dell’autore è il protagonista William, giovane che vive con la famiglia nella capitale, nel palazzo in Amaliegade 7, di proprietà del nonno paterno, il vecchio patriarca Ole Hvide, ex medico di corte e figura severa.
In tutto il romanzo si respira una pesante aria di declino, anche se si cerca di mascherarlo con mezze verità e piccoli stratagemmi.
La casa grigia si trova vicino al palazzo reale di Copenaghen ed è una specie di grigio mausoleo del mondo nobile-borghese destinato al tramonto nel volgere del XIX secolo.
Centrale nella narrazione qui è l’anziano Ole, che lotta contro l’amarezza del tempo e della gloria perduti, abbandonato dai pazienti, fatica con la vista sempre più debole per scrivere poesie che nessuno pubblicherà. Gli stessi suoi parenti sembrano averlo lasciato indietro, tanto da non dirgli nemmeno che l’amata nipotina Emmely sta per essere portata via dalla malattia.
Una fase discendente avvolta in ampi saloni blasè in cui si consumano tristezze e spese che stanno sgretolando il patrimonio familiare, in linea con la decadenza dei tempi.
“Sei nato tardi” dice con disincanto il nonno Ole al giovane nipote William… e in quelle parole c’è il senso più profondo del crepuscolo di un’epoca.
Brani che attraversano i 160 anni della storia d’Italia. E’ un programma musicale di amplissimo respiro e di intelligente selezione quello messo in piedi a Chieri, per commemorare le vittime chieresi della terribile pandemia. Una profonda pagina di storia raccontata e messa in musica da quattro artisti del “Coro del Teatro Regio di Torino”: Cristiana Cordero (soprano), Daniela Valdenassi (mezzosoprano), Giancarlo Fabbri (tenore) e Davide Motta Fré (basso). Ad accompagnare al pianoforte questo poker d’eccezione sarà il Maestro Paolo Grosa. L’appuntamento significativamente titolato “Per continuare a sperare”, é promosso dal Comune di Chieri ( in collaborazione con il “Circolo Cameristico Piemontese” , con la “Fondazione Chierese per il Tessile” e il patrocinio della “Città Metropolitana di Torino”) in occasione della “Giornata in Memoria delle Vittime del Covid19” e avrà luogo giovedì 18 marzo prossimo, alle ore 18, in “streaming” (gratuito) sul sito istituzionale (www.comune.chieri.to.it) e sui profili Facebook istituzionali @comunechieri e @ChieriOn. I brani musicali prescelti compiranno un lungo itinerario nel tempo che va dal Risorgimento alle guerre mondiali, dalla dittatura fascista alla Resistenza, per arrivare ai motivi legati al pacifismo, al ’68 e agli anni di piombo, fino alla caduta del Muro, al “Blowing in the wind” di Dylan e a quella canzone simbolo di un’epoca che fu “Imagine” di Lennon, per concludersi con “La guerra di Piero” di De André e con il “Generale” di De Gregori. E, ovviamente, non potrà mancare il “Canto degli Italiani”, l’Inno di Mameli, per unire simbolicamente il 160° anniversario dell’Unità d’Italia con l’Italia di oggi, “ferita ma desta”. Commenta l’Assessore chierese alla Cultura, Antonella Giordano: “Quando si decise di istituire una Giornata dedicata alle vittime della pandemia, nessuno avrebbe pensato che a distanza di un anno ci saremmo ritrovati in piena emergenza sanitaria. Oggi stiamo vivendo ancora giorni drammatici per la nostra comunità, giorni in cui si continuano a contare decessi e ricoveri, mentre il prezzo economico e sociale delle chiusure si fa sempre più insostenibile. Vogliamo, anzi, dobbiamo, continuare a sperare. Per questo abbiamo voluto organizzare questo concerto, registrato alla Porta del Tessile grazie alla disponibilità della ‘Fondazione chierese per il Tessile’, e poi proposto in streaming il 18 marzo, per rendere omaggio alle vittime chieresi e per lanciare a tutti noi un messaggio di speranza. Dobbiamo resistere, dobbiamo continuare ad essere una comunità unita e solidale”. E sempre giovedì 18 marzo, in mattinata, alle 11, il sindaco Alessandro Sicchiero, la Presidente del Consiglio comunale Giulia Anfossi ed i Capigruppo del Consiglio comunale di Chieri presenzieranno, nel giardino del Municipio, alla cerimonia di messa in dimora di una pianta di rose (varietà Rouge et Noire) e di apposizione di una targa in ricordo delle vittime del Covid19 (“Il rispetto della memoria, il dovere del nostro impegno”). “Questa rosa – spiegano il Sindaco Sicchiero e la Presidente Anfossi – vuole essere un atto simbolico, per ricordare le tante vittime di questa pandemia e per dare speranza ai cittadini chieresi, che attendono il fiorire di una nuova normalità”. Per l’occasione, il 17 ed il 18 marzo il campanile di San Giorgio sarà illuminato di verde, bianco e rosso.
