COVID PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16.00
LA SITUAZIONE DEI CONTAGI
Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 137 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 8 dopo test antigenico), pari allo 0,9% di 15.959 tamponi eseguiti, di cui 9.730 antigenici. Dei 137 nuovi casi, gli asintomatici sono 51 (37,2%).
I casi sono così ripartiti: 14 screening, 93 contatti di caso, 30 con indagine in corso; per ambito: 2 RSA/Strutture Socio-Assistenziali, 15 scolastico, 120 popolazione generale.
Il totale dei casi positivi diventa quindi 365.899 così suddivisi su base provinciale: 29.485 Alessandria, 17.445 Asti, 11.502 Biella, 52.794 Cuneo, 28.170 Novara, 195.853 Torino, 13.689 Vercelli, 12.959 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.500 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 2.502 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.
I ricoverati in terapia intensiva sono 49 (-4 rispetto a ieri).
I ricoverati non in terapia intensiva sono 367(–19 rispetto a ieri).
Le persone in isolamento domiciliare sono 2.604
I tamponi diagnostici finora processati sono 5.107.227(+ 15.959 rispetto a ieri), di cui 1.679.764 risultati negativi.
I DECESSI RESTANO 11.666
L’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che oggi non si è verificato alcun decesso di paziente risultato positivo al test del Covid-19.
Il totale rimane quindi di 11.666 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 1.566 Alessandria, 713 Asti, 432 Biella, 1.447 Cuneo, 940 Novara, 5.575 Torino, 524 Vercelli, 373 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 96 residenti fuori regione, ma deceduti in Piemonte.
351.213 GUARITI
I pazienti guariti sono complessivamente 351.213 (+308rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 27.742 Alessandria, 16.637 Asti, 10.906 Biella, 50.909 Cuneo, 26.986 Novara, 188.685 Torino, 13.016 Vercelli, 12.501 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.427 extraregione e 2.404 in fase di definizione.
Non merita ripetere quanto ho sostenuto nei giorni scorsi su questo giornale sulla proposta incredibile di alcuni deputati della sinistra che vorrebbero rendere obbligatoria per legge “Bella ciao“ dopo – bontà loro – l’Inno di Mameli , come fece il fascismo nel 1925 con il canto di “Giovinezza “dopo la “Marcia Reale“. Ma non merita, a maggior ragione, controbattere a Camon che esordi’ significativamente con l’appoggio di Pasolini che al suo confronto appare un grande. Le offese che arreca all’Inno di Mameli, un inno che nacque nel fervore di un Risorgimento che Camon ignora, sono così insulse da non meritare replica. Merita una replica invece chi gli pubblica i suoi articoletti su quella che non è più “La Stampa“, ma la nuova versione dell’”Unita‘“. Dando spazio a quelle idee in verità leggermente senili, quei giornalisti cancellano totalmente la storia del giornale, dandolo in mano ai Camon e alla Murgia. “Bella Ciao“ inno nazionale italiano e’ un eresia priva di senso. Anche molti resistenti non si riconobbero in quella canzone che Giorgio Bocca scrive di non aver mai sentita cantare durante il suo partigianato. L’avere la faccia tosta di volerla sostituire all’Inno di Goffredo Mameli che morì in seguito alle ferite riportate nella difesa della Repubblica romana di Mazzini, rivela anche un’ignoranza storica grossolana che crea una cesura netta tra primo e secondo Risorgimento che molti resistenti hanno invece ritenuto affini . I catto – comunisti non riescono a capire il senso della storia italiana a cui sono stati estranei ed a cui continuano ad essere gramscianamente ostili. Senza accorgersene stanno lavorando alacremente al successo del centro – destra . Chi è a sinistra e ha mantenuto il buon senso deve invitare questi residuati bellici ad astenersi dallo scrivere queste amenità che offendono gli Italiani. Occorre metterli a tacere almeno per un po’ nell’interesse della sinistra .

