ilTorinese

La metropolitana di Torino è Covid-free

La linea del metro’ di Torino è Covid Free.

Lo stabilisce l’esito dei controlli effettuati dai carabinieri del Nas e dai i tecnici dell’Arpa, l’Agenzia regionale per la Protezione Ambientale, che hanno riguardato  venti mezzi pubblici, presi a campione, tra bus, tram e metro, per verificare la corretta applicazione delle misure anti-covid.

Per quanto riguarda la metropolitana, i test sono stati svolti con strumenti innovativi che hanno consentito  il campionamento dell’aria,  delle maniglie e dei corrimano.

Le verifiche hanno dato risultato negativo.

Quando il Liberty va in vacanza: Villa Grock

Oltre Torino: storie miti e leggende del torinese dimenticato
È l’uomo a costruire il tempo e il tempo quando si specchia, si riflette nell’arte

L’espressione artistica si fa portavoce estetica del sentire e degli ideali dei differenti periodi storici, aiutandoci a comprendere le motivazioni, le cause e gli effetti di determinati accadimenti e, soprattutto, di specifiche reazioni o comportamenti. Già agli albori del tempo l’uomo si mise a creare dei graffiti nelle grotte non solo per indicare come si andava a caccia o si partecipava ad un rituale magico, ma perché sentì forte la necessità di esprimersi e di comunicare. Così in età moderna – se mi è consentito questo salto temporale – anche i grandi artisti rinascimentali si apprestarono a realizzare le loro indimenticabili opere, spinti da quella fiamma interiore che si eternò sulla tela o sul marmo. Non furono da meno gli autori delle Avanguardie del Novecento che, con i propri lavori “disperati”, diedero forma visibile al dissidio interiore che li animava nel periodo tanto travagliato del cosiddetto “Secolo Breve”. Negli anni che precedettero il primo conflitto mondiale nacque un movimento seducente ingenuo e ottimista, che sognava di “ricreare” la natura traendo da essa motivi di ispirazione per modellare il ferro e i metalli, nella piena convinzione di dar vita a fiori in vetro e lapislazzuli che non sarebbero mai appassiti: gli elementi decorativi, i “ghirigori” del Liberty, si diramarono in tutta Europa proprio come fa l’edera nei boschi. Le linee rotonde e i dettagli giocosi ed elaborati incarnarono quella leggerezza che caratterizzò i primissimi anni del Novecento, e ad oggi sono ancora visibili anche nella nostra Torino, a testimonianza di un’arte raffinatissima, che ha reso la città sabauda capitale del Liberty, e a prova che l’arte e gli ideali sopravvivono a qualsiasi avversità e al tempo impietoso.

Torino Liberty

Il Liberty: la linea che invase l’Europa
Torino, capitale italiana del Liberty
Il cuore del Liberty nel cuore di Torino: Casa Fenoglio
Liberty misterioso: Villa Scott
Inseguendo il Liberty: consigli “di viaggio” per torinesi amanti del Liberty e curiosi turisti
Inseguendo il Liberty: altri consigli per chi va a spasso per la città
Storia di un cocktail: il Vermouth, dal bicchiere alla pubblicità
La Venaria Reale ospita il Liberty: Mucha e Grasset
La linea che veglia su chi è stato: Il Liberty al Cimitero Monumentale
Quando il Liberty va in vacanza: Villa Grock

 

Articolo 10. Quando il Liberty va in vacanza: Villa Grock

In quest’ultimo incontro vi propongo una gita al mare – almeno col pensiero, dati i tempi difficili -sempre con l’intento di seguire la linea sinuosa del Liberty, che ci ha guidato in tutti gli articoli precedenti. Intendo un pomeriggio di svago, alla ricerca di arte e fascinosi misteri, presso uno dei luoghi magici e arcani che ogni tanto spuntano inaspettati tra le colline e le periferie ombrose. Andiamo al mare, dunque, (sempre rigorosamente col pensiero), a vedere Villa Grock, una delle numerose abitazioni avviluppate in arcani segreti celati da storie straordinarie. Era l’abitazione di un personaggio altrettanto stravagante e singolare, Charles Adrien Wettach, in arte Grock, considerato il più grande clown di tutti i tempi.
Si tratta di uno degli edifici più particolari che possiamo incontrare nella nostra splendida Riviera dei Fiori, tanto cara ai Torinesi come luogo preferito per le vacanze estive.
Simbolismi esoterici e richiami massoni arricchiscono i tratti architettonici e decorativi della costruzione, tutti strettamente connessi con la poliedrica personalità di Grock, il grande artista che questa villa ha voluto ideare quasi a propria immagine.

Costruita tra il 1924 e il 1930, la fastosa struttura si erge su di una collina fronte mare nella zona residenziale delle “Cascine”,  a Imperia-Oneglia, luogo scelto dallo stesso Charles che si innamorò del posto quando un tempo vi andò in villeggiatura con i suoceri e la moglie Ines, che era originaria di Garessio, un gradevole paesino nella Provincia di Cuneo.
Definita “Circo di pietra” per i numerosi dettagli architettonici che rimandano al mondo del circo, lampioni, colonne, decori, affreschi, la villa riflette uno stile che è un misto bizzarro di rococò, liberty, art-decò e di elementi orientali posti qua e là, come per sbaglio. E non mancano influenze di artisti contemporanei al grande clown, come Gaudì, Picasso, Dalì, tanto che potremmo individuarvi una sorta di “stile eclettico orientale”.


Grock ideò l’abitazione nei minimi dettagli, e riuscì a realizzare un edificio che lo rispecchiò completamente. Chi era dunque Grock ?Charles Adrien Wettach, l’eccentrico proprietario della villa,  nacque in Svizzera nel cantone di Berna, a Reconvilier, nel 1880, da Adolf, un umile orologiaio che lavorava anche nel circo: questi amava la musica e traeva divertimento dalle acrobazie che affrontava per passione. Charles, seguendo le orme del padre, all’età di 14 anni decise di unirsi ad una compagnia di circensi e si rivelò subito abile illusionista, funambolo e uomo-serpente, impersonando quelle strane figure mitologiche con fattezze di rettile umanoide. Imparò presto anche a suonare diversi strumenti, tra cui il pianoforte e il violino, che poi faranno da base a molti dei suoi spettacoli da clown. La sua magnifica destrezza in tutte le arti circensi fece notare al pubblico le peculiari qualità che egli possedeva: talento, capacità, bravura, propensione, prontezza, finché riuscì ad affermarsi in modo indubitabile come eminente artista. Egli però era sempre più “desideroso di perfezionare ciò che era già perfetto”, come leggiamo nella sua biografia, tanto che divenne massimamente esperto in ogni specialità del suo campo, dalla giocoleria al contorsionismo, dall’equilibrismo all’acrobazia.
A partire dai primi del Novecento, la sua fama si accrebbe, e Charles scelse di acquisire il nome d’arte di Clown Grock. Compì numerosi viaggi che lo fecero conoscere al mondo, fino alla sua consacrazione artistica nel 1919 quando, all’Olympia di Parigi, venne eletto dal pubblico incantato dalla sua maestria il “re dei clown”. Infine, nel 1953, decise di chiudere con il mondo del circo, dopo avere divertito anche il celeberrimo Charlie Chaplin durante uno spettacolo a Vevey in Svizzera. Nel 1954, Charles, che ha saputo far ridere sovrani e capi di stato nel secolo travagliato da due guerre mondiali, si ritirò nell’amata villa imperiese con la moglie Ines e la figliastra Bianca, e lì si spense nel 1959.

Poco sappiamo, però, del vero Grock dietro la maschera da clown. Secondo alcuni fu un massone iscritto alla Grande Loggia Svizzera Alpina, attratto dalla cultura esoterica e simbolica. Ricaviamo proprio dalla villa alcuni dati significativi: vi abbondano elementi che riportano alle caratteristiche passioni del proprietario, forme architettoniche e decorative che si richiamano al circo e alla giocoleria e si confondono con ghirigori e arabeschi strani e fantasiosi, curiosi e stravaganti. Una villa fatta su misura per Charles, un grande artista egocentrico che fu ben consapevole di essere il migliore tra i clown.In armonia con lo stile della villa, che dopo anni di abbandono, ora è di nuovo aperta al pubblico grazie ad un elegante restauro, è il prodigioso giardino. In posizione centrale si trova un laghetto dove Grock amava pescare e nuotare. All’interno del laghetto fa capolino un piccolo isolotto raggiungibile grazie a uno stretto ponte sorretto da un arco a sesto ribassato.
La vegetazione è costituita da palme e da cedri che contribuiscono al gioco trasportando i visitatori in un’atmosfera inaspettatamente esotica.

Arriviamo ora al mistero, la villa, che rispecchia il suo proprietario: come lui si presenta ambigua e ambivalente. Il soffitto del porticato, affrescato come una notte stellata, raffigura un tendone da circo o rappresenta simboli massonici ed esoterici? La chiave di lettura è duplice per tutta la villa: vi è l’involucro esterno giocoso e fiabesco, e vi è il nucleo interno, invisibile, nascosto e profondo in cui, attraverso i decori architettonici, ci si interroga sul significato spirituale, esoterico e filosofico dell’esistenza. Il mantra dell’abitazione è un altrettanto misterioso motto in latino “Per Aspera ad Astra” (“Attraverso le asperità alle stelle”) inciso a lato di una delle fontane. Non ci sono le soluzioni per risolvere l’enigma di villa Grock, ma ci sono molte altre domande e leggende che qui non ho esplicitato e che vi invito ad andare a ricercare. La linea sinuosa del Liberty ci ha portato un giorno al mare, ma i riccioli a spirale dei decori ora ci riportano indietro, nella nostra romantica e nebbiosa Torino, ricolma anch’essa, come la villa di cui abbiamo appena parlato, di fascino e leggende, di enigmi e arte che, come sempre, vanno di pari passo.

Alessia Cagnotto

Arrestata ventunenne per un furto con strappo ai danni di due ragazze

I poliziotti del Commissariato Centro la trovano ancora in possesso di parte della refurtiva

Lo scorso venerdì pomeriggio, gli agenti del Comm.to Centro sono intervenuti in via Montanaro dove due ragazze si trovavano in difficoltà, a causa di una giovane che aveva portato via loro una somma di denaro; l’autrice del fatto era momentaneamente trattenuta da alcuni cittadini accorsi a seguito della richiesta di aiuto delle vittime. Gli accertamenti svolti appuravano che la stessa, una ventunenne nata in Italia, di origini maghrebine, con precedenti di polizia specifici, avesse avvicinato due amiche, di 18 e 21 anni, che stavano parlando su di una panchina sita in piazza Montanaro in merito a un’attività lavorativa che avrebbero intrapreso da lì a poco, chiedendo loro di darle dei soldi. Una delle ragazze aveva con sé tre euro e vista l’ insistenza nella richiesta glieli dava subito, nella speranza di essere lasciata in pace. Ma a quel punto la ventunenne, delusa dall’esiguità della cifra ricevuta, si rivolgeva all’altra ragazza, chiedendole se lei non avesse delle banconote di carta. Al diniego della stessa, le afferrava la borsetta e, frugando all’interno, trovava alcune banconote per un valore complessivo di 20 €, che prendeva, buttando poi la borsetta per terra e scappando in direzione di un bar che si trova nei pressi del parco. La ragazza veniva intercettata da alcuni passanti che avevano assistito alla scena, ma dopo aver ceduto parte dei soldi a un cittadino straniero, verosimilmente un pusher con cui aveva un debito. Gli agenti del Comm.to Centro intervenuti riuscivano a recuperare e restituire alla vittima soltanto una banconota da 5 €. La giovane, che risulta tra l’altro sottoposta all’obbligo di presentazione alla P.G. a seguito di fatto del tutto analoghi avvenuti nel recente passato, mai però rispettato, è stata arrestata per furto con strappo.

Recovery, Sacco: “Chieri resta fuori?”

E’ stato pubblicato l’elenco di oltre 1200 progetti che comuni, province e Regione hanno presentato per il Piemonte per essere inseriti nel PNRR e, probabilmente, finanziati grazie al Recovery Fund.

Con nostra sorpresa, e rammarico, tra i diversi comuni del territorio manca proprio Chieri. Per la Città Metropolitana di Torino sono stati presentati 182 progetti, ci sono quelli di Poirino, Carignano (ha presentato, addirittura, 18 progetti), Carmagnola, e molti altri, ma la nostra città non è pervenuta. Il Sindaco Sicchiero ha, persino, assunto una tanto decantata “cacciatrice di bandi” (pagata dai soldi dei contribuenti chieresi) eppure nell’elenco non c’è neppure un progetto riferito a Chieri. Arriveranno, probabilmente, 27 miliardi (o almeno questa è la cifra necessaria a coprire tutte le richieste del Piemonte) e noi, come è già capitato in passato, ne saremo fuori. Mi chiedo come sia possibile farci sfuggire simili occasioni. La maggioranza continua a sperperare denaro pubblico dietro iniziative e contributi, mentre il declino della città è sempre più palpabile. Quando per la nostra zona, per il Piemonte e spero per l’Italia arriverà il momento di risollevarsi e di ripartire, Chieri come al solito sarà un passo indietro. Grazie Sindaco per un’altra occasione perduta.

Rachele Sacco – Consigliere comunale Progetto per Chieri – Salviamo l’Ospedale.

Tutto sul Superbonus 110%. Un ciclo di incontri online per rispondere alle domande

A cura dell’Associazione Proprietà Edilizia – Confedilizia Torino

Ape Confedilizia Torino organizza 8 incontri online per rispondere a tutte le domande sul Superbonus 110%.

L’Ecobonus 110% contenuto nel Decreto Rilancio prevede una detrazione del 110% sui lavori di ristrutturazione e riqualificazione energetica di case private e condomini. In alternativa alle detrazioni, il Superbonus permette di scegliere la cessione del credito o sconto in fattura.

Si tratta di una misura molto complessa, che necessita diversi approfondimenti per essere spiegata bene.

A partire dal 7 aprile 2021, ogni mercoledì dalle 14,30 alle 16 sulla piattaforma Zoom, i consulenti di Ape Confedilizia Torino spiegheranno, in modo pratico, come funziona l’Ecobonus 110% e quali sono le sue caratteristiche principali.

Le domande dovranno pervenire ai consulenti il venerdì antecedente il webinair alla mail apetorino2020@gmail.com.

I webinair sono gratuiti per gli associati Ape Confedilizia e con una quota di 10 euro per i non associati.

L’iscrizione è obbligatoria via mail apetorino2020@gmail.com.

Il link e le istruzioni per partecipare al webinair saranno trasmesse alla conferma delle iscrizioni.

Info: 011/5214218

Ufficio Comunicazione

Ape Confedilizia Torino

Tel. 377/3189023

Associazione Proprietà Edilizia – Confedilizia Torino

SUPERBONUS 110%

CICLO DI WEBINAIR PER RISPONDERE ALLE DOMANDE

CALENDARIO

Mercoledì 7 aprile ore 14,30-16

Aspetti fiscali e novità in merito a cura del Dott. Lorenzo Berta e del Dottor Marco Cazzara

Mercoledì 14 aprile ore 14,30-16

Contrattualistica, aspetti legali e condominio a cura degli Avvocati Saveria Del Vecchio, AnnaRosa Penna e Fabrizio Cardaci

Mercoledì 21 aprile ore 14,30-16

Rapporti con General Contractor/banche e loro Advisor a cura del Dottor Lorenzo Berta e dell’Ing. Lorenzo Balsamelli

Mercoledì 28 aprile ore 14,30-16

Aspetti energetici e temi di isolamento termico a cura dell’Ing. Lorenzo Balsamelli

Mercoledì 5 maggio ore 14,30-16

Sismabonus: quando si può applicare a cura dell’Ing. Andrea Baracco

Mercoledì 12 maggio ore 14,30-16

Gli aspetti urbanistici a cura dell’Arch. Marco Aimetti

Mercoledì 19 maggio ore 14,30-16

Rapporto tra i vari bonus sull’immobile a cura del Dott. Lorenzo Berta e dell’Ing. Lorenzo Balsamelli

Mercoledì 26 maggio ore 14,30-16

Le procedure e i percorsi: dalla fattibilità alla fine lavori a cura dell’Ing. Lorenzo Balsamelli

 

Avigliana: arrestato per spaccio

Oltre 250 grammi di droga sequestrata

A seguito di attività info-investigativa, mercoledì, gli agenti del Commissariato San Secondo hanno arrestato un trentaquattrenne italiano per detenzione di sostanza stupefacente.

Dopo la perquisizione sul luogo del lavoro, ove l’uomo si trovava, gli agenti hanno rinvenuto nell’auto del trentaquattrenne una ventina di grammi di hashish. È casa dell’uomo che gli agenti hanno operato il rinvenimento più consistente. In un mobile della mansarda, infatti, i poliziotti hanno rinvenuto 210 grammi di hashish e 25 di marijuana, oltre al necessario per il confezionamento delle dosi.  Gli agenti hanno anche recuperato conversazioni di messaggistica riconducibili all’attività di spaccio del trentacinquenne.

Forte vento e gelate notturne anche in pianura

Aria fredda dovuta anche a  una saccatura di origine polare ha fatto scendere le temperature da ieri su Torino e Piemonte.

Forti le raffiche di vento  a oltre 60 kmh orari nel Biellese, Vercellese, Novarese e Alessandrino. Al  Gran Paradiso la stazione Arpa ha registrato  151.2 km orari.

Temperature in picchiata in montagna: -15,4 al Passo del Moro (Macugnaga, VCO) -18 a Ceresole Reale (Torino), -14,8 a Formazza (VCO), -12,2 sul Monte Fraiteve, sopra Sestriere (Torino), -10,9 a Entracque (Cuneo), -26.9 sul Monte Rosa.

Ieri in  centro di Torino la minima  è stata di 6.7 gradi.

Previste gelate notturne anche in pianura.

L’allarme degli agricoltori: “Il lockdown mette in ginocchio agriturismo, enoturismo e fattorie didattiche”

Confagricoltura Piemonte: Dal primo lockdown a oggi l’agriturismo piemontese ha perso oltre 15 milioni di euro. Allarmante la situazione delle fattorie didattiche, che da un anno non vedono scolaresche. Le vendite in enoturismo perdono 600.000 euro per ogni mese di chiusura.

 

Un sondaggio condotto da Confagricoltura Piemonte sulle aziende agrituristiche associate – circa 300 imprese su un totale a livello regionale di 1.300 aziende – rileva che le perdite economiche che si aggirano intorno a una media del 65% per chi offre ristorazione; cresce al 70% per chi offre servizi di ospitalità e raggiunge addirittura il 95% per le strutture impegnate anche nell’organizzazione di eventi, cerimonie e attività legate alle fattorie didattiche.
“In Piemonte – ricorda il presidente regionale di Agriturist Confagricoltura Lorenzo Morandi – sono attive 1.316 aziende agrituristiche (5,6% della quota nazionale), delle quali 914 con alloggio. Le aziende con ristorazione sono 793 ( 60 % del totale); quelle che offrono un servizio di degustazione (tipo enoturismo, per esempio) sono 687 (52 % del totale)”.
Sono 1.013 (il 77% del totale) quelle che svolgono altre attività legate all’agriturismo: fattoria didattica, ippoturismo, attività ludiche – educative, agri-asilo.
“Durante i mesi estivi, dopo il primo lockdown – fa rilevare Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte – si era registrato qualche incoraggiante segnale di ripresa, soprattutto negli agriturismi che hanno ospitato molti turisti locali che hanno preferito soggiornare nelle vicinanze anziché recarsi nelle mete turistiche tradizionali fuori regione. Tuttavia, con la chiusura delle attività di ristorazione e pernottamento a seguito della seconda ondata di contagi del mese di ottobre e il successivo blocco totale della stagione sciistica, le perdite economiche rilevate dalle strutture ricettive sono state ingenti su tutto il territorio piemontese”.
La situazione è critica: la percentuale di agriturismi che sono prossimi a chiudere definitivamente la propria attività è del 20%, specie tra le aziende con bassa redditività. A trascinare in basso il bilancio degli agriturismi è stata anche la mancanza di eventi, grandi e piccoli, sul territorio locale, oltre all’annullamento di tutti quei festeggiamenti legati alle cerimonie; inoltre non è stato possibile organizzare alcuna attività di collaborazione con le scuole che prevedesse la presenza nelle aziende di ragazzi e scolaresche per portare avanti i progetti già avviati delle fattorie didattiche.
È andata un po’ meglio per chi fornisce solo servizi di ristorazione e vendita diretta dei propri prodotti, grazie alla possibilità di praticare l’asporto o la consegna a domicilio, anche se si tratta di casi isolati e di attività residuali che hanno consentito a malapena la sopravvivenza dell’azienda.
Confagricoltura Piemonte ritiene che sia fondamentale individuare una serie di interventi strutturali di lungo respiro che possano aiutare il settore agrituristico a ripartire, nella speranza che il Piemonte torni presto nella zona gialla del Paese: servono uno snellimento delle procedure per l’erogazione dei ristori, l’azzeramento dei contributi previdenziali, l’eliminazione delle tasse locali, della raccolta rifiuti e televisive.
Anche quest’anno il fine settimana di Pasqua che gli italiani dovranno trascorrere a casa sarà particolarmente pesante per i bilanci delle attività agrituristiche. Zero clienti a tavola e zero pernottamenti: la perdita di fatturato dell’agriturismo piemontese in questo secondo lockdown prolungato, che tra scarse apertura scarse e prolungate sospensioni dura da ottobre a oggi, secondo le stime di Confagricoltura, supera i 15 milioni di euro. “Allarmante la situazione delle 400 fattorie didattiche, che da oltre un anno non ricevono visite delle scolaresche: le aziende – spiega il direttore di Confagricoltura Piemonte Ercole Zuccaro – devono essere tenute in ordine e gli animali, prevalentemente da esposizione, devono continuare ad essere alimentati.
Complicata la situazione per quanto riguarda le aziende enoturistiche: venendo meno i visitatori in cantina si è registrato un cambio di destinazione dei mercati, con perdite importanti di fatturato: in Piemonte, in questo comparto, per ogni mese di chiusura Confagricoltura stima un mancato introito di oltre 600.000 euro.

 

 

Le borse di studio assegnate agli studenti-atleti del Poli

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Silvia Crosio e Giacomo Paolini si sono aggiudicati un premio del valore di 5000 euro per “particolari meriti sportivi ed accademici” grazie al programma Dual Career, inserito all’interno del più ampio percorso di valorizzazione delle potenzialità dello sport universitario che è PolitoSport

DUAL CAREER: ASSEGNATE LE PRIME DUE BORSE DI STUDIO AGLI STUDENTI-ATLETI DEL POLITECNICO DI TORINO

 

Canottaggio e scherma: sono le due discipline sportive in cui sono impegnati a livello agonistico i due studenti del Politecnico di Torino risultati vincitori delle prime due borse di studio previste dal programma “Dual Career”. Selezionati da una giuria apposita, ad aggiudicarsi il premio di 5000 euro per “particolari meriti sportivi ed accademici” sono Silvia Crosio, iscritta al Corso di Laurea in Ingegneria Meccanica, che sulla canoa ha conquistato diverse medaglie d’oro sia a livello europeo che mondiale, e Giacomo Paolini, pluricampione nazionale e internazionale nella scherma e studente di Ingegneria Gestionale.

Inserito nel più ampio percorso di valorizzazione dello sport universitario – che è PolitoSport – il programma “Dual Career” è stato lanciato dall’Ateneo nel 2018 ed è stato pensato per aiutare gli studenti-atleti a conciliare sport e studio, grazie ad agevolazioni e riconoscimento di crediti formativi. Programma che si è ampliato grazie all’istituzione delle prime due borse di studio, novità dell’ultimo anno, che potrebbero crescere di numero grazie a sponsorizzazioni da parte di aziende interessate.

Carriera accademica e carriera sportiva richiedono ai nostri studenti uno sforzo notevole: come riassume bene il nome del programma si tratta appunto di una doppia carriera – dichiara Marco BarlaReferente del Rettore per le attività sportive – a partire da questo anno, ad integrazione di quanto già fatto in precedenza, abbiamo deciso di attivare due borse di studio per riconoscere anche economicamente l’impegno e dare un aiuto utile a mantenere gli alti livelli sia sui libri che sul campo da gioco, senza dover per forza rinunciare ad uno dei due. Sono i primi due riconoscimenti di quella che, ci auguriamo, sarà una lunga serie”.

La villeggiante triste a Portofino, i vip e la gente normale

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni / La Pasqua e la Pasquetta di quest’anno sono state, almeno in termini psicologici, persino peggiori di quelle dello scorso anno. Oggi, dopo mesi di sacrifici, vediamo situazioni allarmanti, mentre il vaccino va a rilento.

I negozi e i bar sono  rimasti chiusi e  oggi non c’è spazio  per chi voglia vivere come se niente fosse. Siamo arrivati al momento più difficile.
L’aver concesso di andare all’estero con due tamponi e cinque giorni  di quarantena ( senza controlli  ) ha creato un fortissimo malumore nelle persone, a partire dagli operatori alberghieri e ai ristoratori italiani che stanno soffrendo le pene dell’inferno. Milioni di italiani sono rimasti a casa e i trasgressori sono stati un numero limitato. Ha creato un certo sconcerto apprendere da un’intervista a “Repubblica“ ,testata di famiglia, che la contessa Antonella  Camerana, imparentata con gli Agnelli e partecipe delle  loro fortune  finanziari, si sia sentita  “triste “ ( il titolo di “Repubblica“ diceva  “prigioniera“, parola poi smentita) nella sua casa, con vista sulla piazzetta, a Portofino che le è apparsa “un deserto dove non c’è nessuno”. La contessa era in fuga dalla tristezza di Milano dove abita  e dove presiede un ente benefico.  Forse si aspettava con una certa ingenuità una Portofino brulicante di gente allegra, con negozi, bar e ristoranti zeppi di clienti festanti. Un’isola di beatitudine nella tempesta del Covid. Sul web questa intervista ha scatenato l’inferno e la contessa è stata letteralmente aggredita e derisa. Il clima sociale che si respira diventa ogni giorno più difficile e l’intolleranza e l’invidia  si fanno sempre  più palpabili. La signora Camerana, villeggiante triste, è stata lapidata, in fondo, per aver fatto delle considerazioni banali che chiunque avrebbe potuto fare, andando in posti meno chic di Portofino. Sembra infatti che anche a Borghetto Santo Spirito l’atmosfera non fosse molto più allegra. Sarebbe invece  interessante sapere dov’erano  i tanti vip che avevano deciso di spassarsela all’estero ed  avere rassicurazioni certe (non alla Speranza,tanto per intenderci)  che le loro vacanze non siano causa di un’ulteriore diffusione del Covid e  motivo per ulteriori restrizioni per chi è rimasto a casa sua,  come  ha fatto, sia pure malvolentieri, la contessa Camerana.