I Carabinieri del Comando Provinciale hanno effettuato vari servizi di controllo del territorio per contrastare i reati predatori. L’attività ha permesso di arrestare 2 persone.
Furti e rapine durante la festa per gli Azzurri
A Torino, in via Sacchi angolo Corso Vittorio Emanule II, quartire San Salvario, alle 5 di ieri mattina, i carabinieri della Stazione Torino Po Vanchiglia hanno arrestato un marocchino di 21 anni per rapina e ricettazione.
Durante i festeggiamenti per la vittoria della Nazionale contro l’Inghilterra, un marocchino di 21 anni, domiciliato a Torino in Corso Giulio Cesare, indossava la maglia dell’Italia e ha fermato un 17enne con una scusa banale.
Fermato il giovane, il finto tifoso ha tentato di sferrargli un pugno per rubargli la bici, che era gia stata depredata della ruota anteriore, e rapinarlo, ma la reazione del ragazzo ha sorpreso il ladro che è scappato a piedi con la bici in spalla.
La vittima ha chiamato il 112 e l’immediato intervento della pattuglia di carabinieri ha permesso di rintracciare il fuggitivo a poca distanza dal luogo dell’aggressione. La perquisizione personale ha permesso di trovare nelle tasche del fermato un iPhone, una collana in oro, una tessera sanitaria, due orologi e una carta d’identità, risultati rubati poco prima, e alcune dosi di cocaina e hashish.
A Torino, in via Garibaldi, in Centro, poche ore dopo, i carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno sorpreso e fermato un uomo che stava tentando di forzare i lucchetti di alcune biciclette bloccate alla rastrelliera. L’uomo visibilmente agitato e alticcio è stato arrestato ed è in fase di identificazione.
“La mossa del cavallo” – anche titolo caro ai molti lettori di Andrea Camilleri – è la mostra che racchiude per l’intera estate (fino al 29 agosto, presso la Chiesa di Santa Croce, in piazza Conte Rosso ad Avigliana, orario d’apertura sabato e domenica dalle 16 alle 20) le opere – una sessantina – di ceramisti, scultori, pittori e artisti del vetro – trentasette in tutto – che hanno a tema il quadrupede già al centro, sin dall’Età della Pietra, delle tante decorazioni rinvenute sulle pareti delle caverne in Europa e non soltanto. Luigi Castagna e Giuliana Cusino, che l’hanno curata nel panorama della galleria “Arte per Voi”, sempre più interessata a riprendersi il tempo perduto a causa della pandemia, in un proliferare incessante di appuntamenti artistici, hanno dato incarico di illustrare il tema, piccolo se vogliamo, ristretto e contenuto, ma pronto a dilatarsi senza ostacoli, ai tanti artisti convocati secondo le tecniche, le preziosità, i materiali, gli influssi, gli umori, le occasioni. Al centro la scultura di Piero Della Betta, termine di riferimento di una ideale scacchiera.
scultoreo che ha attraversato i secoli. Termini della memoria, appropriati; ma la mostra non è soltanto classicismo, il continuare a percorrere strade più o meno antiche. Certo le opere di Alfredo Ciocca (“Chiare e fresche acque”, un olio datato 2016), di Elena Monaco (“Spezzare la frusta”, 2010, con la sempre riconosciuta perfezione del disegno dell’artista, radici nel cuneese e cresciuta con personali slanci alla scuola di invidiabili maestri, da Saroni a Calandri, da Menzio a Gatti), di Ines Daniela Bertolino (“Caval ‘d brôns”), di Sergio Unia (il gesto tragico della “Caduta”) virano verso i canoni classici, nobilitandoli; forse, nel lungo elenco dei partecipanti, sono questa volta lo humour sparso dagli artisti qua e là e il gioco delle sperimentazioni con nuovi materiali quasi a imporsi, guardando al cavallo con occhio moderno, bizzarro, disincantato, fatto di allegria contagiosa.
Gli esempi della ceramica raku allineano le opere di Nadia Brunori e di Giuliana Cusino (i recenti “Nato dal sangue di Medusa” e “Creatura di purezza, libertà e tenerezza”), Francesco Di Martino usa terracotte e smalti, Giancarlo Laurenti anche per questo sghembo quanto emozionante “Ronzino” continua ad affidarsi ai legni e alle resine, Guglielmo Marthyn rivisita spiritosamente l’inganno dei Greci a Troia o estrae da qualche fumetto il suo “Cavaliere bellicoso” (entrambi grès decorati con ossidi e smalti). Lo sberleffo maggiore, il messaggio contro ogni regola, la risata più sonora e allo stesso tempo amara appartengono a Massimo Voghera che si è ricordato di Enzo Jannacci e del suo “Ho visto un re”, costruito con argilla, ossidi, smalti e ottone ci riporta al successo (ricordate? “pianger fa male al re fa male al ricco e al cardinale diventan tristi se noi piangiam”) di una canzone e al graffio di un’epoca.
Il punto di vista / Le interviste di Maria La Barbera
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