ilTorinese

Alleanze e schermaglie, la politica allo sbando

Cucciola la Ministra Laura Castelli.  Ora pure condannata per diffamazione.  Che cattivi questi magistrati e soprattutto cattivo Piero Fassino  che si è sentito offeso dalle sue affermazioni. La più arrabbiata è Lidia Loredana Roscaneanu. Altra,  se non principale parte offesa.

Castelli se la cava,  per ora, con 10 mila euro tra costi processuali e parte civile da risarcire.  Noccioline per lei che da tre anni percepisce lauti stipendi. Di dimissioni non se ne parla nemmeno e di chiedere scusa manco a parlarne. Chi tiene botta ( sembrerebbe) è Conte che chiede ai Grillini di scegliere tra lui e Grillo.  Grillo,  che una volta tanto ha le idee chiare: cari cinque stelle,  io vi ho creato ed io vi distruggo.   

Delirante dice che Giggino è stato il miglior ministro degli Esteri. E i due con i cinesi sono nel marasma totale. Chi si aggiunge nel delirio è l’ inafferrabile Toninelli che sostiene che da quando la Raggi è Sindachessa Roma è più pulita ed ordinata. Follia allo stato puro. Sicuramente gli antropologi avranno da studiare sui pentastellati. Cucciolo anche il prof Ugo Mattei.  Tante parole rivoluzionarie e dopo un nulla di fatto. La sua lista non decolla e il ritiro è imminente. Pazienza,  ce ne faremo una ragione.  La notizia “piccante” è questa : Chiampa porta Lo Russo alla sezione di Rifondazione di Barriera di Milano.  Via Baltea. Addirittura 15 persone,  decisamente attempate, ma votano anche loro. E poi la destra incombe anche se, sembra,   che Fratelli d’ Italia non sfondi.  Del resto Torino è la città,  o perlomeno è stata la città più antifascista d’Italia.  Qualche ricordo, forse ‘c è ancora. Il capitano (Matteo Salvini) rilancia: sono un moderato,  altro che camicie verdi di bossiana memoria.  C’ è anche il bel gesto di Bartolomeo Giachino del ritiro dalla corsa a Sindaco nel nome di un centrodestra unito. Intanto,  nei sondaggi Damilano è primo con oltre il 44 %, con più voti personali che della coalizione. Matteo Renzi deve ancora scegliere e Calenda gliela vuol far pagare al Pd sia a Roma che a Torino.  Ma l’ altra notizia è che il Pd in città è il primo partito con oltre il 30 % . Però, niente male per la pattuglia di 1800 iscritti.  Sui pentastellati non pervenuta alcuna notizia su che cosa faranno.  Unica certezza l’odio puro per il Pd. Eppure nei sondaggi tra gli elettori dem,  il 75% vorrebbe un accordo con loro.  Direi quasi ovvio,  visto che si giocherà tutto al secondo turno , a Torino come in tutta Italia. Il centro destra è certo del risultato finale: cappotto al Pd e cinquestelle.  Possibile,  al limite del molto probabile. Ma non è tutto.  Le varie percentuali dei vari partiti faranno la differenza. Anche la singola tenuta dei vari leader nazionali.  Non è un segreto  che Meloni e Salvini si giocano chi fa il primo. E qui,  diciamocelo,  non bastano i numeri.  Ci possono essere fattori esterni , in tutti i sensi. Si pensi all’amore di Salvini per Putin e a quello della Meloni per l’Ungherese Orban. Dunque sbagliato dare tutto per scontato. Un po’ come in Francia,  dove la prevista vittoria della La Pen non è stata confermata dai fatti.  Si vedrà,  indubbiamente.  Chi tiene duro è Mario Draghi.  Ed ora facciamo i conti con un’ Italia interamente bianca, da quello che si vede due Italie.  Una ancora preoccupata ed una che si sente e si comporta da liberata.  Forse due facce della stessa medaglia ? Francamente non mi pare. La nostra solita divisione,  un po’ manichea tra due fazioni.  La solita divisione tra ” Guelfi e Ghibellini “. Tra chi va tutto bene e tra chi va tutto male. Ora, che le divisioni e dialettica sono il sale per la democrazia è indubbio. Come le elezioni amministrative.  Con il ballottaggio,  di fatto, si formano due schieramenti uguali e contrari.  Ma è il dopo che preoccupa. Torino ha bisogno di  ricomposizione ed unità della classe politica per rinascere.  Facile nel dirsi e molto difficile nel realizzarsi. In politica ci dovrebbero essere avversari , non nemici. Grillo e la Castelli hanno fomentato odio e disprezzo,  e ora ne pagano per primi le negative conseguenze. Piaccia o non piaccia di quel famoso 33 %  c’ è rimasto ben poco. Tutto sta nel capire che fine faranno gli ex votanti dei 5 stelle.  A Torino come in Italia. Insomma , magari mi sbaglio,  ma la partita ritorna ad essere tra centro destra e centro sinistra.  Come al solito,  non ci rimane che dire,  vedremo.

Patrizio Tosetto

i giardini della Venaria si animano con “Metamorfosi”

Da venerdì 2 luglio alla Reggia di Venaria prende avvio Metamorfosi, la rassegna di spettacoli serali che animerà per un mese i Giardini e gli spazi esterni della Venaria Reale con concerti, performance di danza ed esibizioni teatrali.

Il programma della prima settimana

Dal 2 al 8 luglio

 

Venerdì 2 luglio 

  • Soirée de la fin du siècle, concerto di musica classica – Cascina Medici del Vascello, ore 18.30
  • Sinfonia H2O, performance di danza, suono e parole – Giardino delle Rose, ore 19.15
  • Ovidio e altre storie. Il Castello di Narciso, Sonia Bergamasco ed Emanuele Arciuli, spettacolo teatrale – Resti del Tempio di Diana, ore 20.00


Sabato 3 luglio

  • Il Tango da Gardel a Piazzolla, concerto – Cascina Medici del Vascello, ore 18.30
  • Sinfonia H2O, performance di danza, suono e parole – Giardino delle Rose, ore 19.15
  • Ovidio e altre storie. Il Castello di Narciso, Sonia Bergamasco / Emanuele Arciuli, spettacolo teatrale – Resti del Tempio di Diana, ore 20.00


Martedì 6 luglio

  • Maxime Pascal con Filarmonica TRT, Il Sogno, concerto di musica sinfonica – Cortile delle Carrozze, ore 21.30


Giovedì 8 luglio 

  • Boys don’t cry, spettacolo di danza, compagnia Hervé Koubi e Fayçal Hamlat – Cortile delle Carrozze, ore 21.30

Foto Mario Alesina

“LiberAzioni – le arti dentro e fuori”

Al via, al “Cinema Massimo” di Torino, il Concorso Cinematografico Nazionale Giovedì 1 luglio

Il primo ciak è al “Cinema Massimo” Sala 2, giovedì 1 luglio, alle ore 21,15. Nella sala cinematografica di via Verdi 18 a Torino, si dà infatti ufficialmente il via alle iscrizioni per partecipare alla terza edizione del Concorso Cinematografico Nazionale “LiberAzioni – le arti dentro e fuori”, primo passo di avvicinamento al Festival “LiberAzioni” che si svolgerà in autunno, a cura dell’“Associazione Museo Nazionale del Cinema”, “Antigone Piemonte”, “Cooperativa Etabeta” e “Lacumbia Film”, con il sostegno di “Fondazione CRT” e “Nova Coop” e in collaborazione con l’Ufficio della “Garante dei diritti delle persone private della libertà personale” del Comune di Torino.

Il lancio del concorso è accompagnato dall’anteprima regionale del film “Cattività” di Bruno Oliviero (2020, 80’) che racconta l’esperienza unica del teatro in carcere per un gruppo di detenute della sezione femminile della casa circondariale di Vigevano, sottoposte a un regime di “alta sicurezza”: otto donne segnate da esperienze estremamente dure e faticose con le quali lavora da diversi anni, con grande rigore e umanità, il regista teatrale Mimmo Sorrentino che sarà in sala insieme ad Oliviero a presentare il film. A moderare l’incontro sarà Valentina Noya, progettista dell “Associazione Museo Nazionale del Cinema” e direttrice del festival “LiberAzioni”, che sottolinea: “Il progetto ‘LiberAzioni – festival delle arti dentro e fuori’ è nato con l’intento di sollecitare e promuovere la creatività attorno al tema del carcere e della pena e in particolare creare, attraverso laboratori a beneficio delle detenute e dei detenuti del carcere di Torino, eventi culturali, opportunità di incontro, conoscenza e scambio tra chi in carcere vive e il territorio che il carcere ospita. Il progetto si svolge a Torino, ma ha un respiro nazionale e si articola in due concorsi, di cinema e scrittura, quest’ultimo esclusivamente destinato a detenuti delle carceri d’Italia, che avranno la propria restituzione tra fine settembre e la prima metà di ottobre. A livello locale, nel quartiere ‘Le Vallette’ di Torino, abbiamo portato avanti i laboratori artistici esterni e interni al carcere ‘Lorusso e Cutugno’, fino al sopraggiungere della prima ondata pandemica: da allora non essendo stato più possibile avere accesso in carcere, abbiamo convertito le nostre forze in una campagna di raccolta fondi dal marzo del 2020 per aiutare i detenuti in uscita senza casa e senza un supporto relazionale o familiare.” “Il senso del film-documentario ‘Cattività’ – dichiara il regista Bruno Oliviero – si sviluppa seguendo, all’interno delle giornate di uscita che hanno vissuto le detenute grazie allo spettacolo sulla loro infanzia, i dettagli del modo in cui reagiscono di volta in volta a queste ‘giornate particolari’. I loro stupori per l’accoglienza che ricevono, i loro modi per difendersi dalle troppe emozioni, le loro durezze, il rapporto che cresce ad ogni uscita con le loro guardie, il loro essere quasi stordite dal rapporto che instaurano con il pubblico o con le persone che vogliono imparare da loro come fare teatro. La regia è il risultato della scelta di filmare nella loro interezza e lunghezza proprio quelle ‘giornate particolari’ non filmando solo lo spettacolo ma ciò che accade nelle pause, negli interstizi degli messe in scena e delle incombenze carcerarie. Momenti nei quali si registra, man mano che il film va avanti, qualcosa di sempre più doloroso mentre i loro occhi scoprono l’enormità della normalità del mondo fuori”.
Il bando di concorso rimarrà aperto fino al 31 agosto 2021.

Per maggiori informazioni:
liberazioni.torino@gmail.com – https://it-it.facebook.com/liberazionifestival/
https://www.instagram.com/liberazionifestival/

g. m.

Nelle foto
– Mimmo Sorrentino e le detenute del progetto teatrale
– “Cattività”: prove dello spettacolo teatrale

Altri 58 appartamenti a canone calmierato a Torino

Investimento di REAM SGR per oltre 7 milioni

Altri 58 appartamenti di Housing sociale, cioè che saranno affittati a canoni calmierati, sono stati acquisiti da REAM SGR S.p.A. per conto del  fondo Piemonte C.A.S.E, Costruzioni Abitabili Sociali Ecosostenibili, a Torino, tra le vie Desana e Rivarossa: un contratto di locazione per l’intero immobile è stato sottoscritto con la Cooperativa INCoop CASA.

E’ un importante investimento di oltre 7 milioni euro.

Ma la società di gestione del risparmio torinese ,specializzata nell’istituzione e gestione di Fondi di Investimento Alternativi Immobiliari ( l’unica SGR italiana nel cui azionariato sono presenti esclusivamente fondazioni di origine bancaria) , ha annunciato anche la sua sempre maggiore attenzione alle tematiche sociali e ambientali. IL direttore generale , Oronzo Perrini,  ha infatti sottolineato “ l’adesione con il Fondo Piemonte C.A.S.E. all’edizione 2021 del GRESB – The Global ESG Benchmark for Real Assets, organizzazione leader a livello internazionale che si occupa della valutazione della performance ambientale, sociale e governativa dei fondi immobiliari (ESG – Environmental, Social, Governance), è il primo passo compiuto per misurare e valorizzare la sostenibilità degli investimenti e comunicare l’impegno di REAM SGR in ambito ambientale, sociale e di governance.”, ha detto Perrini.

REAM SGR S.p.A. con questo investimento continua nella politica di  generare valore sociale e non solo economico, rivolgendosi in particolare al mondo del no-profit e investendo in progetti di affordable housing, cioè alloggi a prezzi accessibili, e in strutture socio-assistenziali, con la consapevolezza degli impatti che il settore immobiliare ha e può avere sull’ambiente e sulle comunità.

Notevole il portafoglio appartamenti del fondo Piemonte C.A.S.E. ,  720 appartamenti localizzati su tutto il territorio piemontese , e ne sono in corso di realizzazione ulteriori 180, per un totale di 900 appartamenti, per un investimento complessivo pari ad Euro 110 milioni.

 

Fondazione CRT: Selezionati i vincitori del bando “Not&Sipari”, che sostiene il settore e il lavoro di artisti e maestranze

 148 produzioni di musica, teatro e danza sono pronte a “tornare in scena” con i contributi, per complessivi 1,2 milioni di euro, assegnati da Fondazione CRT ai vincitori del bando Not&Sipari, dedicato alle rassegne culturali e agli spettacoli dal vivo.

A beneficiare delle risorse sono associazioni non profit, enti locali e istituti didattici di alta formazione, che promuovono sia grandi rassegne sia eventi di rilevanza locale in presenza e online, in considerazione dell’incertezza legata alla pandemia.

Le risorse della Fondazione CRT, che hanno contribuito negli anni ad arricchire capillarmente l’offerta culturale del territorio, diventano ancora più importanti in questa fase: sono un vero e proprio strumento di resilienza e un ‘collante’ per le comunità, ridando ossigeno ai centri di produzione culturale particolarmente colpiti dalla crisi”, afferma il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia.

Rimettere in moto la cultura e, in particolare, il segmento dello spettacolo dal vivo, significa far ripartire un settore economico con le sue maestranze e i suoi lavoratori, sostenendo e incoraggiando l’innovazione, l’interdisciplinarietà, l’introduzione di modelli di business sostenibili lungo tutta la filiera”, dichiara il Segretario Generale della Fondazione CRT Massimo Lapucci.

Not&Sipari ha sostenuto fino ad oggi oltre 3.800 iniziative, per un totale di oltre 41 milioni di euro.

Nel Torinese tra i vincitori figurano il Flowers Festival, il Festival Internazionale di Danza Contemporanea Interplay, il festival di circo contemporaneo e comicità Lunathica, il Moncalieri Jazz Festival, il Festival Teatro a pedali di Cumiana.Nel Cuneese si segnalano, in particolare, il Festival Collisioni, la rassegna Musica d’Estate a Fossano e l’Anima Festival; nell’Alessandrino la manifestazione “Orchestra in provincia…e non solo!” e il Festival Echos 2021; nell’Astigiano il progetto “Saltinpiazza” a Viarigi e PATRIC (Polo Astigiano per il Teatro di Ricerca e Innovazione Contemporaneo) che mette in rete le realtà teatrali attive nella ricerca di dinamiche innovative e di coinvolgimento di nuovi pubblici.Nel Biellese Note&Sipari porta in scena il 25esimo festival internazionale di arte e spettacolo di strada “Ratataplan” e “Dal vivo, di nuovo!”; nel Novarese alcuni contributi vanno per la Stagione Teatro Prosa “È ‘na Bellezza”, il Novara Jazz e il Teatro sull’acqua di Arona.Nel Verbano-Cusio-Ossola tra le kermesse sostenute da Fondazione CRT vi sono lo Stresa Festival e la nuova stagione di Tones on the Stones con l’allestimento della Cava Roncino, nuovo “set” della famosa rassegna; nel Vercellese il Festival Jazz:Re:Found, Valsesia Musica e Forever Young dell’Associazione La Musica Ragionata.

In Valle d’Aosta sono assegnatari di contributo, tra gli altri, il Festival Internazionale della Nuova Danza di Aosta e Quarantunesima Estate Musicale di Gressoney.

Furto sul bus, di notte. Arrestato il responsabile, denunciato un amico

Nella notte fra domenica  e lunedì scorso, un uomo che stava rincasando a bordo del bus linea 13, è stato accerchiato all’interno del pullman, che in quel momento transitava  più o meno all’altezza di via Po angolo Rossini, da un gruppo di giovani soggetti di origine marocchina che, approfittando  del sovraffollamento del fine settimana creatosi sul mezzo, lo avvicinavano rivolgendogli  parola in modo scherzoso.

Uno di essi, un giovane di 18 anni, gli toccava la gamba sinistra, proprio all’altezza della tasca ove l’uomo custodiva il telefono cellulare, mentre un altro ragazzo lo distraeva con una battuta; pochissimi istanti dopo, il gruppetto scendeva frettolosamente alla fermata di via Pietro Micca. L’uomo, in quel frangente, verificava se avesse il telefonino in tasca e si avvedeva di averne appena subito il  furto. Chiedeva pertanto all’autista di fermare il mezzo e, una volta in strada, segnalava l’accaduto ad una pattuglia del Comm.to Centro in transito. Le ricerche della Polizia davano immediatamente esito positivo: in via XX settembre venivano rintracciati quattro giovanissimi, tutti di nazionalità marocchina, fra i quali l’autore del fatto, che, poco prima di essere raggiunto, faceva scivolare per  terra il telefonino, immediatamente recuperato e restituito al legittimo proprietario. In sua compagnia, tra gli altri, anche un ventunenne, sempre di nazionalità  marocchina, che aveva con sé un manganello telescopico in acciaio della lunghezza complessiva di 54 cm. Questo ragazzo è stato denunciato a piede libero per porto di oggetti atti ad offendere.

Calciomercato al ribasso!

La pandemia ha segnato il calcio in maniera profonda.

Così il mercato non si muove.Forse un colpo all’improvviso di un qualsiasi calciatore può creare un effetto domino, ma si va verso un calciomercato al ribasso. C’è la speranza della ripresa, ma ci sono troppe varianti che non danno garanzie.

Da tutto questo blocco non sono esenti Juve e Toro.
In casa bianconera ruota tutto attorno a CR7… con la situazione di Cristiano Ronaldo e Paulo Dybala in bilico per diversi motivi, il club bianconero avrebbe già messo nel mirino 2 attaccanti per sostituirli al meglio. Sono Gabriel Jesus, centravanti classe 1997 della nazionale brasiliana e del Manchester City, e di Antoine Griezmann, attaccante classe 1991 del Barcellona e della nazionale francese.
In casa granata i tasselli fondamentali da consegnare a Juric il 6 luglio,giorno del raduno,sono i 2 trequartisti:perso Messias, che andrà alla Fiorentina,il candidato numero 1 è lo svincolato Ramirez,molto gradito al tecnico granata.Lijajic è l’altro profilo seguito che ha lasciato un ottimo ricordo anche nella tifoseria granata.Per altri volti nuovi,Berisha portiere dell’Albania, è già arrivato, bisognerà prima sfoltire l’enorme organico che ad oggi conta 39 giocatori:Juric ama lavorare al massimo con 23 giocatori.

Vincenzo Grassano

La crisi dei cinema torinesi: 48 ore per ritrovarci tutti in sala, guardando al futuro

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Solitamente è guerra, più o meno accanita, più o meno bonaria, ad accaparrarsi un titolo, a scommettere su una tenitura, a ospitare in casa propria questo o quell’attore che abbia voglia, e interesse, a salire a Torino.

L’altro giorno, nella lunga sala del Centrale, seduti alla rinfusa nelle rosse poltrone dove da troppo tempo si accomodano in pochi, succedeva una cosa più o meno strana, anzi strana davvero, un gruppo di esercenti cinematografici torinesi a ritrovarsi (sorrisi alla mano, dopo più o meno un mesetto di preparativi) a discutere di un problema che suona come la loro idea di sopravvivenza.

Idea generale in Italia – quella della sopravvivenza -, ma idea – quella della riunione – unica in Italia tanto che già in più parti del mondo dorato del cinema che più tanto dorato non è si parla di “caso Torino”. Approcci, telefonate, incontri, riunioni per trovare un punto d’equilibrio comune, un’area su cui confrontarsi una volta deposte le armi e riunirsi a coorte per tamponare le falle, anzi per tentare di dare una solenne spallata al nemico comune. Le piattaforme e i colossi della vecchia celluloide. Ma che è successo, insomma?

È successo che, liberatici un tantinello della pandemia, il 26 aprile scorso i cinema – non tutti, per carità – hanno riaperto i battenti ma le risse per entrare non si sono viste (benché il numero degli spettatori abbia superato la media precedente al covid: oggi ci aggiriamo amaramente attorno alla ventina di spettatori a spettacolo) e la riapertura non ha coinciso con una corroborante affluenza. È in bilico la cultura – sempre che in alto qualcuno abbia compreso che il cinema, un certo cinema, è cultura e come tale voglia trattarlo, è in bilico un’economia, i posti di lavoro che sempre qualcuno sbandiera a gran voce, la voglia di ritrovarsi al di là della schiavitù della poltrona di casa e delle piattaforme. Ecco il vero nemico. Che si è visto fin da subito, dal momento che alla riapertura si giocava con il riciclo delle stesse, proponendo in parte titoli che già s’erano visti sullo schermo di casa – per altri è mancato persino il coraggio di un riciclo, vedi il caso Verdone -, si combatteva contro il vizio di scaricare pellicole, certo alimentato dal lungo periodo di solitudini che abbiamo attraversato, dall’uso dei telefonini formato bonsai. Non siamo certo ad un punto di non ritorno,  ma qualcuno si chiedeva nella chiacchierata di un paio di giorni fa sino a quando sopravviverà la “comune” sala cinematografica, antica, confortevole, accogliente. Gaetano Renda del Centrale elencava tra l’altro, in un rincorrersi di toni ora battaglieri ora con una percepibile buona dose di disperazione, le ammodernature che negli anni sono state fatte ma che a poco sono servite.

Con lui, con la parola d’ordine “Riproviamoci!”, i responsabili dell’Ambrosio, del Massaua, del Massimo e del Romano (il Classico e il Greenwich si sono fatti vivi?). Il mesetto di preparativi ha partorito le “Notti bianche del Cinema”, appuntamento dal 2 al 4 luglio, ovvero 48 ore (ricordate? anche loro si sono dati dei tempi precisi, come Nick Nolte a riportare in cella Eddie Murphy) di film non-stop (o quasi), nell’intento di creare per un fine settimana – ma non è detto che l’iniziativa non sia ripetuta -, a mo’ di un ombrello riparatore, un ideale, auspicabile schermo che riconduca nelle sale lo spettatore svogliato o disattento. Interessati i papaveri cittadini? La politica, locale e no, difetta, è latente, non aiuta in maniera tangibile (come quella d’oltralpe, ad esempio, viene ripetuto più di una volta); se si pensa che il progetto “è realizzato in collaborazione con” l’Aiace di Torino, ANEC, Museo del Cinema, Film Commission e Glocal Film Festival, Seeyousound Internazional Music Film Festival e TOHorror Fantastic Film Fest e UECI-Piemonte rientrando nella grande iniziativa nazionale organizzata da “Alice nelle Città”, mi pare che la partecipazione e la sostenibilità non siano poi così profondi. Aggiunge Renda: “Ognuno di noi si paga i propri film, il costo della sala e dei dipendenti”. Chi fa per sé. Gli altri stanno più o meno a guardare. Ma anche all’interno di questi carbonari del nuovo millennio non mi sembra di poter cogliere un’anima strenuamente compatta pronta a svenarsi per raggiungere lo scopo. Se guardo al programma, la carretta la tirano Ambrosio, Massimo e Centrale, il Romano (lungi dallo scomodare i confratelli Eliseo e Nazionale) programma sabato 3 luglio alle ore 21 unicamente “Manuale di storie del cinema” di D’Antuono e Ugioli, 97’ di documentario in collaborazione con Piemonte Movie, mentre il Massaua, ancora sabato, con partenza alle 20,45 (“School of mafia”, presenza in sala del regista Alessandro Pondi, a seguire in anteprima nazionale “Penguin Bloom”, paralisi e resurrezione postdepressiva da parte di Naomi Watts, diretto da Glendyn Ivin, ingressi euro 8,00 ridotti Aiace euro 4,00) e scavalcando di parecchio la mezzanotte, ingressi euro 2,00, allinea un paio di titoli del vecchio buon Dario Argento alle origini, con le paure di sempre, e altri titoli già in programmazione nelle sue sale da un paio di settimane.

Un’occasione per rivedere all’Ambrosio “La notte” di Antonioni (1961) e “Le notti bianche” di Visconti (1957), “La notte dei morti viventi” di George Romero (1968) e un omaggio con tre titoli a Susanna Nichiarelli (fresca di tre David di Donatello per il non trascinante “Miss Marx”, uno dei quali per il miglior compositore a Gatto Ciliegia contro il Grande Freddo: il gruppo presenterà il film domenica 4 luglio alle 21,00). Il Centrale nella tre giorni passa da “Edoné – La sindrome di Eva” a “”Un colpo all’italiana” di Collinson, da “Torino violenta” di Carlo Ausino a “Quadrophenia” di Roddam, da “Frankenstein junior” capolavoro di Mel Brooks al “Processo ai Chicago 7” firmato da Aaron Sorkin. Mentre il Massimo si affida tra gli altri a “Disco Ruin – 40 anni di club culture italiana” di Lisa Bozi e Francesca Zerbetto, alla “Casa rosa” di Francesco Catarinolo e ad un omaggio al sottovalutato Lucio Fulci. “È necessario rivedere le nostre scelte, ci vogliono nuove regole” suona l’augurio o l’imperativo di Ambra Troiano dell’Ambrosio: ma se poi continua “abbiamo ricevuti aiuti da parte dello Stato e molte sale hanno potuto riaprire”, Renda ha qualche dubbio e tentenna la testa, in attesa del futuro. Intanto lui stesso tiene sbarrate le sale dei Fratelli Marx e dei Due Giardini, il Reposi ha le serrande giù come l’Ideal dove Luigi Boggio preferisce scommettere in positivo ricavando una settima sala.

 

Elio Rabbione

 

Tra i titoli proposti nella maratona di “48 ore”, nelle immagini, “La notte”, “Frankenstein junior” , “Miss Marx” e “La notte dei morti viventi”

Quanti eventi nel mese di luglio a Valenza!

DAL PIEMONTE / UN INIZIO DI LUGLIO RICCHISSIMO DI EVENTI PER TUTTI I GUSTI E PER TUTTE LE ETA’ 

Il primo fine settimana di luglio a Valenza ospita una nutrita serie di
appuntamenti, rivolti e tutti – piccoli e grandi – con la regia del Comune di
Valenza. Il tutto, naturalmente, si svolgerà nel rispetto delle norme a
contrasto del Covid-19.
Festival delle regioni e birre piemontesi
Da giovedì 1 a domenica 4 luglio la città ospiterà il ‘Festival delle regioni e
birre piemontesi’ che svolgerà in viale Oliva. E’ prevista la presenza di tanti
banchi delle diverse regioni italiane che consentiranno ai partecipanti di
gustare le specialità dei tipiche dei luoghi di tutta Italia, accompagnati da
tante birre di produzione locale.
Circus Camp
In piazza Gramsci, da venerdì 2 a domenica 4 luglio, dalle ore 18 alle
21.30, la Scuola di Circo e Teatro dimidimitri presenta il Circus Camp, con
tanti eventi di gioco ed animazione e laboratori di teatro per fare la felicità
dei piccoli e piccolissimi. L’evento è realizzato con il contributo di BPER
Banca e il patrocinio del Comune di Valenza
Rock’N Rolla
Il centro di Valenza, nella serata di sabato 3 luglio verrà animato da un
elettrizzante spettacolo di strada, sempre a cura della la Scuola di Circo e
Teatro dimidimitri, tra le ore 18 e le 21.30, ‘Roch’N Rolla’ con la
partecipazione di Alessio Ricci, direttamente da Italia’s Got Talent, ‘uno
spettacolo da guardare a testa in giù’ come promettono le locandine. Anche
questo evento è realizzato con il contributo di BPER Banca ed il patrocinio
del Comune di Valenza.
Notte Rosa
Sempre sabato 3 luglio arriva un altro appuntamento fortemente voluto per
consentire una boccata di ossigeno ad uno dei settori che maggiormente
hanno patito l’emergenza sanitaria, quello del commercio. Si tratta della
‘Notte Rosa’, occasione di shopping sotto le stelle, con negozi e bar aperti
sino alla mezzanotte, organizzata in concomitanza con l’inizio dei saldi
estivi. La ‘Notte Rosa’ è a cura di Comune di Valenza, associazione L’Oro
dal Po al Monferrato e Cna Turismo e Commercio. Nell’arco della serata,
inoltre, ci saranno sei punti musicali. I diritti Siae verranno pagati dal
Comune di Valenza.
Giostre in piazza Gramsci
Dal 1 luglio e per un intero mese, sino al 1 agosto, torneranno in piazza
Gramsci, per la felicità dei più piccoli, le giostre.
“Abbiamo una serie di eventi che vanno dall’enogastronomia, agli
spettacoli di strada, all’apertura straordinaria serale di esercizi e locali
pubblici, concentrati in questo inizio del mese di luglio, che vanno ad
aggiungersi al già ricco calendario di Valenza Estate 21. Come
Amministrazione riteniamo siano un momento fondamentale sia per dare
una boccata di ossigeno a settori come quelli dello spettacolo, della
ristorazione, del commercio, tanto duramente colpiti dalla emergenza
sanitaria, sia per riabituare la gente ad uscire, a trovarsi, a vivere, sia pure
non dimenticando mai che occorre sempre rispettare le misure previste per
il contenimento dell’emergenza stessa”.
Così dichiarano il Sindaco Maurizio Oddone e l’Assessore al Commercio e
Manifestazioni Alessia Zaio