Riceviamo e pubblichiamo
Dal 1° luglio riprende la possibilità di eseguire gli sfratti per morosità, seppur limitatamente a quelli convalidati prima del marzo 2020 cioè antecedenti al periodo pandemico.
Sarà un minimo di sollievo per i proprietari, che in questi lunghi mesi hanno dovuto sopperire alle carenze e sostituirsi allo Stato.
Purtroppo, il blocco delle esecuzioni degli sfratti permane ancora fino al 31 dicembre per le morosità maturate successivamente al 28 febbraio 2020.
Molti proprietari di casa, pertanto, rimangono ancora in attesa, in quanto il Decreto Sostegni prevede che per i provvedimenti adottati tra il 28 febbraio e 30 settembre 2020, il blocco continuerà fino al 30 settembre 2021. Per quelli adottati dal 1° ottobre 2020 al 30 giugno 2021 il blocco permarrà fino al 31 dicembre 2021
“Ribadiamo – sostiene Pier Luigi Amerio, presidente Ape Confedilizia Torino – la nostra ferma contrarietà a qualsiasi forma di blocco, manifestando l’assoluta adesione alla decisione di molti magistrati di rinviare il problema della proroga degli sfratti per morosità alla Corte Costituzionale perché si pronunci sul rispetto della Carta Costituzionale, di tali provvedimenti.
Ape Confedilizia Torino per andare incontro, almeno parzialmente alle esigenze di quei proprietari, che devono subire la morosità incolpevole dai propri inquilini, ha siglato un protocollo d’intesa con il Comune di Torino, il Tribunale di Torino, l’Ordine degli avvocati e le associazioni sindacali di categoria.
Uno strumento messo in campo per poter dare una risposta rapida alle necessità dei proprietari di casa, unica categoria che non ha potuto beneficiare di alcun provvedimento a proprio favore che riconoscesse lo stato di difficoltà e di emergenza provocato dalla pandemia anche nei rapporti di locazione. Con tale strumento, i proprietari potranno ottenere un parziale ristoro alle difficoltà, che hanno incontrato dal marzo 2020 ad oggi.”
Per maggiori informazioni sulle possibilità di avvalersi di detto protocollo chiunque potrà fare riferimento dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 18 al seguente numero telefonico 346/0809096.

La percorrenza in autostrada tra Albenga e Finale Ligure ha richiesto ieri 30 giugno, nel tardo pomeriggio, due ore con una coda interminabile in molti tratti un galleria. Non è la prima volta perché ormai i tempi sono imprevedibili con ricadute di intasamenti anche sull’Aurelia. Una situazione da terzo mondo in via di sottosviluppo che colpisce residenti, operatori dei trasporti, turisti. La Società autostrade ha delle responsabilità gravi in presenza di tariffe molto alte. La situazione di ieri – 30 giugno – non avrebbe consentito il passaggio di un mezzo di soccorso o di un’autombulanza per Pietra ligure. Sindaci e presidenti della Regione e della Provincia debbono intervenire per porre un qualche rimedio ad una programmazione di lavori quanto meno intempestiva. Anche i rapporti con il Piemonte sono compromessi perché i lavori per la strada del San Bernardino ostacolano la viabilità. E quella sarebbe l’unica alternativa all’autostrada. In ogni caso due ore per pochi chilometri sono davvero troppe. Significa di fatto spezzare in due la Liguria e scollegarla dal Piemonte . La situazione è aggravata dal fatto che in altre parti dell’autostrada la si registrano altri intoppi. Pensare di affrontare luglio e agosto in queste condizioni risulta non accettabile.