ilTorinese

L’isola del libro

Rubrica settimanale a cura di Laura Goria

Alexandra Lapierre “Belle Greene” – Edizioni e/o- euro 19,00
L’autrice è figlia del grande scrittore francese Dominique Lapierre –filantropo e autore di libri di enorme successo tra i quali “La città della gioia”- ed è una maestra nello scrivere biografie e romanzi su grandi personaggi della storia, spesso messi un po’ da parte. Tra le sue opere più riuscite “Fanny Stevenson” e “Artemisia”.
Ora ci regala quasi 500 pagine in cui ripercorre l’incredibile vita della famosa e chiacchierata bibliotecaria afroamericana del magnate J.P Morgan; l’anima, l’ideatrice e curatrice della favolosa Morgan Library di New York, autentico tempio di sapere, erudizione e bellezza.
La sua vita è stata davvero degna di un romanzo, unica e affascinante.
Nella New York di inizi Novecento si muove la 18enne Belle che costruisce il suo glorioso futuro nascondendo un segreto indicibile. La società all’epoca è profondamente razzista e alle persone di colore concede poco-nulla. Belle sembra bianca a tutti gli effetti, in realtà discende da ex schiavi e per la legge di allora è nera. In più il padre è un famoso attivista che si vede tradito da quella figlia che rinnega le sue origini.
Belle, con la complicità di madre (abbandonata dal marito) fratelli e sorelle, si inventa una discendenza diversa. Diventa l’affascinante Belle Greene discendente dall’aristocratica famiglia van Vliet da Costa Greene e inizia l’avventura della sua ascesa ai massimi livelli. Sempre sul filo del rasoio, con il timore di venire smascherata e colta a trasgredire le leggi razziali severissime: impongono la segregazione di chi possiede anche solo una stilla di sangue nero (e tali saranno fino al 1964 con la firma del Civil Rights Act).

Belle è intelligente, colta, gran lavoratrice ed ha una passione profonda per i libri, soprattutto quelli antichi, dei quali diventa esperta conoscitrice. Dopo uno stage alla biblioteca universitaria di Princeton finisce a lavorare per il potente banchiere J.P.Morgan, che all’acume per gli affari unisce una passione da bibliofilo.
Belle diventa il suo braccio destro, imbattibile nello scovare e assicurarsi il meglio del mercato antiquario.
Il loro legame sarà profondo, anche se con qualche asperità. Il banchiere fagocita la vita di Belle, non tollera divagazioni o altri legami che non siano con lui e la biblioteca. Lei gli è devota e fedele fino al sacrificio della sua vita privata. Tra i due correrà sempre e solo un casto affetto e grande stima reciproca.

In pochi anni, con abnegazione e tenacia Belle diventa icona dell’establishment newyorkese, si impone con la sua bravura e forza in una società radicalmente maschilista; diventa direttrice della prestigiosa Morgan Library e la donna più pagata degli Stati Uniti. Non era amata da tutti e le dicerie sulla presunta «puttana nera del banchiere John Pierpont Morgan» circolavano tra gli invidiosi.
Sul versante della vita affettiva avrà una relazione importante e fuori dagli schemi con Bernard Berenson, storico e mercante d’arte nella sua fantastica villa dei Tatti sulle colline di Fiesole. Tra i due (lui era sposato) nasce una passione non solo per i libri, una fitta corrispondenza e un legame tenuto nascosto a J.P. Morgan che l’avrebbe visto come alto tradimento.

La vita però sa essere beffarda e quando Belle era ormai convinta che il suo segreto fosse ben celato, ecco invece la tragedia: il suicidio dell’adorato nipote che aveva adottato e che finì per schiantare la sua coraggiosa giovane vita contro lo spettro dell’infamia.
Belle brucerà tutte le carte che racchiudevano la sua vita e che avrebbero potuto condurre i posteri alla scoperta del suo segreto. Imponente dunque la mole delle ricerche che Alexandra Lapierre ha svolto per raccontarci così a fondo la storia di Belle Greene.

 

Rachel Cohen “Bernard Berenson. Da Boston a Firenze” -Adelphi- euro 32,00
Rachel Cohen è docente alla University of Chicago e in queste pagine ha ricostruito la biografia del controverso storico dell’arte ed esperto di Rinascimento italiano, Bernard Berenson.
Un uomo tormentato e in crisi di identità per tutta la vita, preso dal tentativo di smarcarsi dalle sue origini e di essere annoverato tra i più prestigiosi e autorevoli intellettuali dell’epoca; cosa che però si scontra con il veniale mestiere di mercante d’arte.
Era figlio di un venditore ambulante di stoviglie emigrato con la famiglia dalla Lituania a Boston; fu un brillante studente di Harvard, nonostante il forte antisemitismo dell’epoca, imperante anche in ambito accademico.
Berenson è stato uno dei maggiori esperti d’arte, soprattutto, strenuo sostenitore del Rinascimento italiano che era ancora poco apprezzato. Abilissimo autenticatore di dipinti e autore di cataloghi tra i più importanti e consultati tutt’oggi dagli addetti ai lavori.
Si occupò anche di compravendita e dovette fare i conti con il passato familiare.

Rachel Cohen -tra romanzo e saggio- ricostruisce in modo approfondito, minuziosamente e con dovizia di particolari, la vita di quest’uomo, da Boston a Firenze.
La sua cultura, i viaggi, la vita quotidiana nella meravigliosa villa “I Tatti” sulle colline di Firenze che acquistò con la moglie, ristrutturò e rese grandiosa. I suoi rapporti con i principali collezionisti e intellettuali, il suo anticonformismo di studioso disposto ad amare più donne, instaurando una sorta di matrimonio aperto con la moglie Mary, che era a sua volta traditrice seriale.
Una biografia imprescindibile se si vuole capire più a fondo questo complesso intellettuale, senza tralasciare difetti, debolezze e limiti. Una piacevole immersione nel mondo di uno dei più importanti critici d’arte e abilissimo mercante affarista, con tutta la bellezza che lo circondava, opere magnifiche, rapporti con artisti e miliardari per i quali le opere d’arte erano importantissimi beni finanziari.
Non sempre il suo rapporto con il mercato dell’arte fu limpido, perché era sedotto dalla vita agiata e dalle bellissime donne con le quali divise parti della sua vita, tra incontri semiclandestini, ampiamente noti alla consorte.
Questo dandy di profonda cultura ebbe una tormentata relazione con Belle Greene, che però non rivide più dopo il 1936 a Salisburgo.
Assistette la moglie malata fino alla sua morte nel 1945 e poi trascorse l’ultima tranche della sua lunga esistenza con Nicky, più giovane di lui di 22 anni, che descrisse come compagna ideale perché «..lavora con me, pensa con me, sente come me…», ovvero l’alchimia che non gli era riuscita con la bibliotecaria di J.P.Morgan.
Berenson morì a 94 anni nel 1959 e lasciò la villa “I Tatti”, la biblioteca e le sue collezioni all’Università di Harvard dalla quale era partita la sua incredibile vita.

 

Elizabeth Jane Howard “La ragazza giusta” -Fazi Editore- euro 20,00

L’autrice della “Saga dei Cazalet” questa volta si concentra su una storia che è commedia intrisa di ironia sullo sfondo della Londra di fine anni 70.
Protagonista è l’impacciato e timido 31enne Gavin che di mestiere fa il parrucchiere in un salone il cui proprietario è assai stizzoso e poco amato. Gavin viene da una famiglia modesta, vive ancora con i genitori e ubbidisce a una madre maniaca di ordine e controllo la cui debolezza è una passione sconfinata per i reali e persone titolate in generale.
Gavin, più che assaporare la vita, si lascia vivere, assorbito dal tranquillo tran tran quotidiano al servizio di clienti di tutti i tipi, che tra una messa in piega e una tinta si raccontano, confidano, chiedono consigli e pettinature in grado di abbellire le loro figure e perché no, anche un po’ le loro esistenze.
Oltre al lavoro Gavin ha ben poco: minimi svaghi, piatte cene con i genitori, qualche disco, libri e il tempo trascorso con il suo migliore amico Harry che è omosessuale e con molta più verve di lui. Una vita senza scossoni alla quale manca soprattutto una ragazza giusta. Trovarla non è impresa facile per Gavin, ragazzo all’antica che sogna un amore per tutta la vita; ideale difficile da concretizzare in un’epoca in cui più che l’impegno a lungo termine in voga c’ è la recente libertà dei costumi sessuali.

Poi una svolta, quando Harry riesce a trascinarlo ad una festa in un ambiente assai diverso dal suo. E’ il suo ingresso in una casa aristocratica e nella mondanità. Ad affascinare Gavin in quel mondo per lui nuovo è la padrona di casa, Jane; donna raffinata, colta, affascinante, moglie innamorata di un uomo che la fa soffrire. Joan instaura subito un feeling con il giovane parrucchiere e lo costringe a fare un gioco intrigante in cui devono svelarsi e raccontarsi a suon di battute.

Sempre alla festa incontra anche la giovanissima Minerva, ragazza bizzarra, a tratti disperata, infelice e con una fantasia inarrestabile.
E’ lei che gli si accolla, praticamente lo insegue e lo supplica di ospitarla per la notte. E qui pagine particolarmente divertenti perché Gavin vive ancora con mamma e papà e quindi la cosa scatena timori e panico. Gustatevi la scena della colazione in cui la madre di Gavin va letteralmente in visibilio quando le viene presentata Lady Minerva Munday, rampolla di ricchissima famiglia che racconta di castelli e vita ai massimi livelli. La verità è che è poco amata dai genitori e alla spasmodica ricerca di affetto….

Due donne totalmente diverse che però finiscono per coinvolgere Gavin in sviluppi che non vi anticipo. E non ci saranno solo loro all’orizzonte del cambiamento, ma anche la giovane collega apprendista Jenny, ragazza madre di grande tempra, che poco a poco si rivelerà agli occhi di Gavin…
Quale sarà quella giusta?

Agnès Poirier “Rive Gauche. Arte, passione e rinascita a Parigi 1940-1959” -Einaudi- euro 21,00

Queste pagine sono un piacevole e dotto viaggio letterario nel cuore di un’epoca eccezionale, raccontato attraverso le vite di chi l’ha vissuta e resa indimenticabile. E’ il frutto di anni di ricerche della giornalista francese Agnès Poirier attraverso diari, cronache e scritti dei diretti interessati; non un romanzo -anche se come tale può essere letto- in realtà tutto è rigorosamente documentato ed avvenuto davvero.
Ricostruisce idee, correnti di pensiero, vite e amori di artisti e intellettuali che, nel dopoguerra, seduti in mitici caffè e bistrot, trasformarono Parigi nella capitale d’Europa.

La Rive Gauche Parigina con la Sorbona, Les Deux Magot e il Café de Flore dove bere, fumare, dialogare ed esprimere idee, l’hotel La Louisiane: tutti luoghi avvolti da un alone leggendario.
Qui tra gli anni Quaranta e Cinquanta hanno assistito all’orrore della guerra e dell’occupazione tedesca artisti e intellettuali che hanno creato, pensato, combattuto, vissuto e amato, partecipando alla rinascita di una città ferita.

A fare la parte dei leoni fin dal 1939 sono soprattutto Jean Paul Sartre e Simone De Beauvoir che in quegli anni si destreggiarono tra insegnamento, fascino esercitato sui loro studenti e relazioni aperte con vari amanti e pretendenti. Furono motore importante della febbrile rinascita della cultura parigina dopo la liberazione dall’occupazione nazista. Una nuova ventata di idee e un modo inedito di vivere i rapporti affettivi e sessuali.
Poi c’è la storia importante del direttore del Museo del Louvre, Jacques Jaujard, che con lungimiranza comprese l’imminente arrivo dei tedeschi e iniziò ad orchestrare l’esodo delle principali opere. Le farà nascondere in castelli e cantine sparsi in tutto il paese, lasciando ai tedeschi lo smacco di un museo quasi vuoto.

Questi solo alcuni spunti del libro che narra molto di più, grazie alla curiosità di Agnès Poirier che, con cura certosina, è andata alla ricerca di ciò che i protagonisti di quell’epoca fumavano, mangiavano, bevevano, come si vestivano e con che penne scrivevano. Una ricerca che li rende più vivi che mai e penetra nelle pieghe più nascoste delle loro esistenze.
Tra i tanti personaggi raccontati nel libro anche Juliette Greco e le famose libraie Sylvia Beach e Adrìenne Monnier della storica “Shakespeare and Company”, ritrovo di artisti europei di avanguardia ed espatriati americani negli anni Venti.

Corteo anarchico contro gli arresti di Barcellona

Sabato 27  un corteo è stato organizzato dal comitato 27F per manifestare contro l’arresto di quattro manifestanti anarchici avvenuto il 27 febbraio 2021 a Barcellona. Il corteo è partito da piazza Statuto, proprio davanti al consolato spagnolo. La polizia lo ha fatto deviare in corso Regina e Porta Palazzo, lontano dal centro città molto affollato. La manifestazione ha causato forti disagi alla mobilità.

(foto Michele Cetino)

Donna muore soffocata nella casa in fiamme

Nella notte le fiamme sono divampate dal camino di casa a Rivalta, bruciando tende e mobili. È morta soffocata la proprietaria di 97 anni. I soccorsi sono stati chiamati dal genero residente nello stesso edificio. Ma ormai l’anziana era deceduta per asfissia.  (Foto archivio)

Il bollettino Covid di domenica 27 febbraio

COVID PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16.30

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 960 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19, pari al 5,6% di 17.220 tamponi eseguiti, di cui 14.491 antigenici.

Il totale dei casi positivi diventa 980.602, così suddivisi su base provinciale: 80.880 Alessandria, 45.012 Asti, 38.054 Biella, 131.283 Cuneo, 74.309 Novara, 521.304 Torino, 34.826 Vercelli, 35.009 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 4.806 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 15.119 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 3(rispetto a ieri)

I ricoverati non in terapia intensiva sono 96(-7 rispetto a ieri)

Le persone in isolamento domiciliare sono 45.774

I tamponi diagnostici finora processati sono 15.608.40(+17.220rispetto a ieri).

I DECESSI DIVENTANO 13.026

Sono 3, nessuno di oggi, i decessi di persone con diagnosi di Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti).

Il totale diventa quindi 13.026 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 1.744 Alessandria, 780 Asti, 498 Biella, 1.592 Cuneo, 1.046 Novara, 6.209 Torino, 601 Vercelli, 422 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 134 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

920.802 GUARITI

I pazienti guariti diventano complessivamente 920.802 (+1.364 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 75.894 Alessandria, 42.729 Asti, 36.045 Biella, 124.573 Cuneo, 71.312 Novara, 492.481 Torino, 32.685 Vercelli, 32.920 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 3.653 extraregione e 8.510 in fase di definizione.

Brutto Toro! 27esima giornata di serie A. Torino-Cagliari 1-2

Belotti (T) Bellanova Deiola(C)

Ancora in gol Belotti ma granata sciuponi ed immaturi.

Proprio quando doveva fare il salto di qualità il Toro di Juric si è perso nelle ultime 5 partite facendo solo 2 punti frutto di 2 pareggi e 3 sconfitte di cui 2 in casa contro Venezia e Cagliari,non proprio avversari irresistibili ed in lotta per non retrocedere.Sarà ora di svegliarsi abbandonando ogni velleità europea ed agire per arrivare quanto prima alla fatidica quota salvezza matematica di 40 punti.Ne mancano 7 ed i granata sono all’undicesimo posto con 33 punti e la gara contro l’Atalanta da recuperare.

Enzo Grassano

Giornata delle Malattie Rare, un “compleanno” importante

Lunedì 28 febbraio 2022 alle ore 10.30
Auditorium Vivaldi – Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino

Il 28 febbraio 2022 il Rare Disease Day giungerà alla sua 15° edizione, un “compleanno” importante che arriva a pochi mesi dall’adozione di un nuovo strumento di promozione dell’equità: la Risoluzione ONU “Addressing the challenges of persons living with a rare disease and their families”, adottata lo scorso dicembre 2021 dalla Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Questa risoluzione è particolarmente importante per le persone con una malattia rara, perché intende affrontare le sfide delle persone che convivono con tali patologie, pazienti e familiari.
Come ogni anno, sono tanti gli appuntamenti e le iniziative che tingeranno il nostro Paese di rosa, verde e azzurro (i colori ufficiali del Rare Disease Day) con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sulle malattie rare.  Una giornata in cui bambini e genitori, caregiver e familiari possono finalmente vedersi più riconosciuti e forse anche più ascoltati.
La Biblioteca Nazionale Universitaria, sensibile alla tematica, organizza un incontro per presentare a Torino la Giornata e due realtà d’eccezione che operano nel settore: UNIAMO Federazione Italiana Malattie Rare e l’Istituto Chimico Farmaceutico Militare.
UNIAMO è l’ente di rappresentanza della comunità delle persone con malattia rara. Opera da oltre 20 anni per la tutela e la difesa dei diritti delle persone con malattia rara e delle loro famiglie, ha oltre 150 associazioni affiliate in continua crescita.
Lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, nato nel 1853 a Torino, che si può considerare come l’unica azienda farmaceutica dello Stato al fianco dei grandi eventi che hanno contraddistinto la storia italiana, dai due conflitti mondiali, dove ha assicurato la produzione di farmaci, presidi medico chirurgici, prodotti di medicatura ed alimentari, sia per le Forze Armate e collaborando con altre istituzioni producendo farmaci per l’Istituto Superiore di Sanità, per strutture ospedaliere pubbliche e cooperando con Università per attività di ricerca e formazione.
Oltre a rifornire le FF.AA. di medicinali e materiali sanitari, ormai continuativamente sta svolgendo un ruolo sociale e strategico di grande rilevanza per tutto il Paese nel rendere disponibili medicinali necessari, ma economicamente non vantaggiosi e quindi non reperibili sul libero mercato, destinati a pazienti affetti da malattie rare.

Interverranno:
Guglielmo Bartoletti – Direttore Biblitoeca Nazionale Unviersitaria di Torino
Gen. Franco Cravarezza – Presidente Associazione Amici della Biblioteca e del Consiglio Permanente delle Associazioni d’Arma di Torino
Rappresentante di UNIAMO
Direttore Istituto Chimico Farmaceutico Militare

Fin dal primo conflitto mondiale, lo Stabilimento Chimico Farmaceutico offre generi di conforto alle Forze Armate. La lunga tradizione iniziata con le Razioni K dell’Esercito Italiano, è stata poi ampliata all’uso commerciale dando origine a prodotti quali il Cioccolato Militare, i Boli al Mentolo e i famosi liquori artigianali. La tradizione della liquoreria risale al 1877 con la creazione dell’Enocordial e dell’Elisir di China. La lunga tradizione farmaceutica ha ispirato la sezione di cosmesi dando origine a una vasta gamma di prodotti di benessere come l’Acqua di Colonia, la Crema Dermofila e i prodotti per l’igiene personale. L’utilizzo di ingredienti e semilavorati locali di eccellenza rendono la produzione cosmetica di elevata manifattura rendendoli sinonimo di qualità.
Dalle ore 10 alle 16 sarà attivo presso la Biblioteca anche un punto vendita dei prodotti dell’Istituto Chimico Farmaceutico Militare i cui ricavati sono impiegati per la ricerca e produzione dei farmaci orfani a cura dello Stabilimento.

Ingresso libero. Richiesto green pass rafforzato e mascherina FFP2
Auditorium Vivaldi – Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino – Piazza Carlo Alberto, 3
eventi@abnut.it

Croce Bianca Orbassano associazione di qualità

Certificato Sistema Qualità Uni En Iso 9001:2015

 

La Pubblica Assistenza Anpas Croce Bianca di Orbassano anche quest’anno ha rinnovato il Certificato Sistema Qualità Uni En Iso 9001:2015 che definisce i requisiti di un sistema di gestione per la qualità per una organizzazione.

Lo scorso 15 gennaio la società Globe Srl di Torino ha svolto la verifica periodica e ha certificato l’efficienza e l’efficacia del modello organizzativo e gestionale della Croce Bianca Orbassano.

Il presidente della Croce Bianca Orbassano, Luigi Negroni: «Esprimiamo soddisfazione per il rinnovo del Certificato Sistema Qualità. Crediamo nell’importanza di dotarci di standard operativi innovativi volti al miglioramento continuo dei servizi offerti alla cittadinanza. La Croce Bianca di Orbassano ottiene infatti per la prima volta la certificazione già nel 2002. Trasparenza, efficacia ed efficienza contraddistinguono l’operato dei nostri volontari e dipendenti».

La Croce Bianca Orbassano può contare sull’impegno di 258 fra volontarie e volontari grazie ai quali annualmente svolge oltre11mila servizi. Si tratta di trasporti in emergenza-urgenza 118, servizi socio sanitari, assistenza a eventi e manifestazioni con una percorrenza di circa 265mila chilometri.

Anpas (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) Comitato Regionale Piemonte rappresenta oggi 82 associazioni di volontariato con 9 sezioni distaccate, 10mila volontari (di cui 3.829 donne), 5.904 soci, 492 dipendenti, di cui 62 amministrativi che, con 430 autoambulanze, 211 automezzi per il trasporto disabili, 237 automezzi per il trasporto persone e di protezione civile e 5 imbarcazioni, svolgono annualmente 520.967 servizi con una percorrenza complessiva di oltre 17 milioni di chilometri.

Rock Jazz e dintorni: Loredana Bertè e Pippo Pollina

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA 

Martedì. Al Jazz Club suona il pianista Massimo Danilo Ilardo. Al Folk Club è di scena Pippo Pollina con il Palermo Acoustic Quintet.

Mercoledì. All’Osteria Rabezzana suona il Trio de Janeiro con la cantante Sabrina Mogentale, Gilson Siveira e Fabrizio Forte. Al Jazz Club jam session con Big Harp e Vinny Petrone.

Giovedì. Al Cafè Neruda suona il quartetto del sassofonista Luca Biggio mentre al Dash si esibisce il quartetto di Fuat Sunay. Al Teatro Colosseo recital di Loredana Bertè. Al Jazz Club sono di scena i Dipinti di Blues.

Venerdì. Al Jazz Club suona il trio del pianista Emanuele Sartoris. All’Arteficio si esibiscono Dodo &Charlie. Al Teatro Colosseo arrivano i Tiromancino. Al Magazzino sul Po suona il quintetto del sassofonista Pietro Santangelo. Al Blah Blah si esibiscono gli Estetica Noir.

Sabato. Al Capolinea 8 è di scena il quartetto Black Inside. Al Teatro Colosseo suona Jimmy Sax con la Symphonic Dance Orchestra. Al Jazz Club si esibisce il quartetto di Gigi Venegoni e Roberta Bacciolo. Al Magazzino sul Po suonano i Baklava Klezmer Soul.

Domenica. Al Jazz Club è di scena il quartetto Tchelegooro.

Pier Luigi Fuggetta

Fondi in arrivo per eliminare le barriere architettoniche

Le risorse statali, ripartite dagli uffici di via Bertola e approvate dalla giunta regionale serviranno a finanziare circa 600 interventi in tutto il Piemonte. «Si tratta di un intervento importante che va a sostegno delle persone più fragili, che hanno bisogno di strutture adatte alle proprie esigenze».

 Più di 3 milioni di euro per l’abbattimento delle barriere architettoniche negli stabili privati:

la giunta regionale, su proposta dell’assessore regionale al Welfare, Chiara Caucino ha deciso di destinare 3.296.057,72 euro di risorse statali per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati. Tali fondi serviranno a soddisfare il fabbisogno relativo agli invalidi totali e parziali relativi alle richieste pervenute fino a marzo 2021, pari a 1.383.479,87 euro e 13.428,68 euro comunicati dai Comuni alla Regione successivamente ai tempi stabiliti relativi al fabbisogno dal 2018 al 2021, per un totale di 1.396.908,55 euro.

La somma restante, pari a euro 1.899.149,17 euro, varrà utilizzata per soddisfare il fabbisogno comunicato dai Comuni entro marzo 2022.  Confermati anche i criteri di riparto e la quota massima di contributo concedibile ai richiedenti, pari a euro 8.147,00: il che significa che con il totale delle risorse messe in campo sarà possibile finanziare circa 600 interventi in tutto il Piemonte. L’attuazione della delibera è stata quindi affidata al Settore Politiche di Welfare Abitativo della direzione regionale Sanità e Welfare.

I destinatari del contributo sono persone disabili con menomazioni o limitazioni funzionali di carattere motorio e i non vedenti che sostengono direttamente le spese per la rimozione degli ostacoli alla mobilità nella propria abitazione; condomìni ove risiedono disabili per le spese di adeguamento relative alle parti comuni e genitori o tutori che hanno a carico persone con disabilità permanente.

Il contributo è concesso per l’accessibilità all’immobile o alla singola unità immobiliare, per opere da realizzarsi su parti comuni di un edificio o immobili o porzioni degli stessi in esclusiva proprietà o in godimento al disabile. Il sussidio può essere erogato per una singola opera (ad esempio: rampa di scale; servoscala); un insieme di opere funzionalmente connesse dirette a rimuovere più barriere che generano ostacoli alla stessa funzione (ad esempio l’accesso all’immobile): in tal caso va presentata una sola domanda per l’insieme delle opere.

Qualora, al contrario, le barriere ostacolino funzioni diverse (ad esempio l’accesso all’immobile e la fruibilità e visitabilità degli spazi interni all’alloggio) possono essere presentate più domande che saranno valutate dal Comune tenuto conto del limite concedibile.

Ma come avviene l’iter procedurale per ottenere il contributo?

Le domande vanno presentate presso il Comune dove è ubicata l’abitazione del disabile. Solo per i residenti nella Città di Torino la domanda deve essere presentata all’ATC del Piemonte Centrale di Torino, in corso Dante. La domanda, in regola con le vigenti disposizioni in materia di imposta di bollo, può essere presentata in qualsiasi giorno dell’anno.

Il Comune raccoglie le domande presentate e ne verifica l’ammissibilità. Ordina le domande pervenute entro il 1° marzo di ciascun anno in apposito elenco, stabilisce il fabbisogno complessivo comunale derivante dalla somma dei contributi relativi alle domande ammissibili e lo approva con apposito provvedimento.

Il Comune trasmette alla Regione entro il 31 marzo di ciascun anno il fabbisogno complessivo, l’elenco delle domande ordinato per priorità e il provvedimento comunale. La Regione determina il fabbisogno complessivo regionale e lo comunica al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al fine del riparto delle risorse statali disponibili.

Ad avvenuto trasferimento alla Regione delle risorse statali o in presenza di risorse regionali, si provvede al riparto tra i Comuni dei fondi disponibili. I criteri di riparto sono definiti con apposito provvedimento della giunta regionale e comunicati ai vari Comuni.

A questo punto è il Comune, una volta ricevuta la comunicazione sul riparto, a concedere il contributo con apposito provvedimento scorrendo l’elenco ordinato per priorità. La concessione determina il diritto del richiedente ad ottenere il contributo Le domande non soddisfatte nell’anno per insufficienza di fondi restano valide per gli anni successivi.

«Nonostante i grandi passi avanti compiuti in questi anni – spiega l’assessore regionale al Welfare, Chiara Caucino – riguardo all’abbattimento delle barriere architettoniche tanto resta ancora da fare, in particolare per quanto riguarda gli edifici privati, che troppe volte si trasformano in vere e proprie “prigioni” per chi ha difficoltà di movimento e necessita di strutture adeguate. Posso garantire che il Piemonte, che come ho sostenuto sin dal primo giorno non lascia indietro nessuno, è al loro fianco e, come in questo caso, utilizzerà tutte le risorse a disposizione per rendere sempre più “facile” e dignitosa la vita alle persone più fragili».

Borseggio al mercato rionale Arrestate due donne

Martedì mattina, gli agenti del Commissariato di Rivoli intervengono presso il mercato rionale di piazza Cavallero per la segnalazione di un borseggio a danno di un anziano signore.

 

Sul posto, gli agenti apprendono che le autrici del furto si stanno allontanando in direzione di via XXV Aprile con al seguito un minore e un passeggino. Gli agenti intercettano le donne e le fermano.

Dopo aver ascoltato la richiedente, gli agenti apprendono che un anziano signore aveva iniziato ad urlare poiché gli era stato rubato il portafogli da parte di due donne che lo avevano avvicinato chiedendo denaro. Le presunte autrici del furto erano state attorniate da alcuni passanti e da alcuni commercianti. Nella circostanza, l’anziano tornava in possesso del maltolto e le donne, di 40 e 34 anni, si allontanavano fino all’arrivo della Polizia che le traeva in arresto per furto.