ilTorinese

Suicidio Burzi, il Pg: “Nessuna persecuzione giudiziaria”

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Non vi è stata persecuzione giudiziaria e nessuna disparità di trattamento a carico di Angelo Burzi

Così il Procuratore Generale di Torino Francesco Saluzzo scrive  in una nota in risposta alle prese di posizione di numerosi esponenti politici, a proposito dell’ex consigliere regionale del Piemonte che la notte di Natale si è ucciso con colpo di pistola alla tempia.

Burzi era tra gli imputati del caso Rimborsopoli e fu condannato  in appello. “L’azione di questi uffici – scrive Saluzzo – è rigorosamente ancorata ai principi e alle garanzie costituzionali, alla imparzialità e alla assoluta Indipendenza”.

(nella foto il Tribunale di Torino)

Valle – Rossi (PD): “Chiediamo ai medici di base uno sforzo maggiore”

“Mettiamoli nella condizione di vaccinare”

Il Piemonte è di nuovo in difficoltà. Certo per la recrudescenza della pandemia, ma anche per le soluzioni insufficienti messe in campo dalla Giunta in questi anni. Se nel corso della prima ondata alcune situazioni erano accettabili, ora non lo sono più e serve un cambio di passo radicale.

Sui tamponi molecolari restiamo le cenerentole d’Italia. Ieri, 26 dicembre, in una giornata con basse prestazioni in tutte le regioni, il Piemonte ha processato 6.192 tamponi molecolari, a fronte dei 21.471 della Lombardia, dei 12.268 del Veneto, 12.384 dell’Emilia Romagna, 13.224 del Lazio. Togliendo la Lombardia, in media sempre sopra i 50.000 tamponi al giorno, le altre regioni hanno una capacita tra i 25.000 ed i 30.000 giornalieri. Il Piemonte non va mai oltre i 13.000. Chissà quanti sarebbero i contagi in Piemonte se facessimo un numero di tamponi in linea con le altre regioni.

Il sistema di prenotazione dei vaccini sconta gli stessi problemi dell’inizio della campagna vaccinale. Mentre in diverse regioni tutti possono prenotare sulla piattaforma data e luogo, in Piemonte bisogna ancora aspettare l’sms con disomogeneità di servizio nelle diverse ASL.

A tutto questo va aggiunto il problema del ritardo nella somministrazione della terza dose, con migliaia di piemontesi che rischiano di rimanere privi di protezione adeguata o addirittura senza green pass a partire da febbraio. Qui, ai problemi organizzativi si sommano quelli relativi alla mancanza di personale. Gli operatori delle ASL non si sono fermati nemmeno il giorno di Natale. Tra poco saremo di nuovo costretti a bloccare le attività ordinarie. E’ evidente che serve più personale medico, infermieristico e amministrativo ed è palese che occorre nuovamente rilanciare l’attività di medici di base, pediatri di libera scelta e farmacisti nella campagna vaccinale. In quale percentuale attualmente stanno aderendo? Il dato non è (più) pubblico. L’ultimo accordo con i MMG è del 10 dicembre del 2021. Serve un’adesione massiccia da parte dei professionisti convenzionati e, nel frattempo, la Regione deve risolvere i problemi che hanno portato nei mesi scorsi molti medici a rinunciare.

Daniele Valle – Consigliere regionale Pd

Domenico Rossi – Vicepresidente Commissione Sanità

Brandisce coltello in piazza Vittorio, paura tra i passanti

I fatti accaduti in piazza Maria Teresa

 

Nella tarda serata di ieri gli agenti della Squadra Volanti e del Commissariato di P.S. Dora Vanchiglia hanno arrestato un cittadino marocchino di 25 anni.

L’uomo, dopo essersi introdotto nei locali di un ristorante di Piazza V.Veneto e aver sottratto un grosso coltello da cucina, è uscito in strada brandendo l’arma e minacciando i passanti. Immediata la chiamata al 112 NUE da parte del titolare del ristorante che, assieme ad altri dipendenti, ha seguito le mosse dello straniero, segnalandole agli operatori di polizia intervenuti.

Le volanti, dopo aver rintracciato il venticinquenne in piazza Maria Teresa, gli hanno intimato, tenendosi a distanza di sicurezza, di gettare il coltello ma lo straniero, in più di un’occasione, ha cercato di avventarsi sia sugli operatori che su terze persone presenti sul posto. Il nordafricano, che nel frattempo si era completamente denudato, mostrando evidenti segni di squilibrio mentale, nel tentativo di procurarsi una via di fuga, si è ulteriormente armato di un bastone metallico rinvenuto nei pressi di un cassonetto, utilizzandolo per farsi largo tra gli operatori. Non pago ha iniziato a scagliare delle pietre raccolte da terra due delle quali, impattando su alcuni veicoli parcheggiati, li hanno danneggiati. La furia del ragazzo non si ferma neppure davanti all’autovettura degli agenti che gli si parano davanti, che viene colpita ripetutamente in diversi punti della carrozzeria.

Accerchiato da più agenti di Polizia intervenuti di rinforzo il venticinquenne, con numerosi precedenti di Polizia, è stato finalmente neutralizzato dai poliziotti, che lo hanno sottratto alle ire di alcuni cittadini che volevano farsi giustizia da sé. L’uomo e stato arrestato per resistenza a P.U., danneggiamento aggravato, tentate lesioni aggravate, nonché denunciato per furto con destrezza e sanzionato per atti contrari alla pubblica decenza.

27 dicembre 1931: nasce John Charles Oggi avrebbe compiuto 90 anni

Accadde oggi

E’ doveroso ricordare un mito del calcio bianconero e mondiale.Nasce John Charles, 89 chili ottimamente distribuiti su 188 centimetri d’altezza.Un vero incubo per tutte le difese avversarie della Juve. È stato un prototipo antesignano del centravanti moderno:immarcabile nelle giornate di grazia(e succedeva spesso),fortissimo di testa,abilissimo nei contrasti,piedi buoni ed abile nel creare spazi per l’inserimento dei compagni.L’ex centravanti gallese arrivò alla Juventus dell’allora Umberto Agnelli, nel 1957 e fu subito scudetto.
Negli anni della sua permanenza in bianconero, tra il 1957 e il 1962, Charles segnò 105 gol in 178 presenze, conquistando tre scudetti e due Coppe Italia.
Si guadagnò il soprannome di ‘gigante buono’ per la straordinaria correttezza e generosità, ma anche per i suoi interventi per
riportare la calma in campo. Come quando, nel corso di un Juventus-Sampdoria, alzò letteralmente da terra Sivori, trascinandolo via, per evitargli ulteriori problemi con l’arbitro con cui era entrato in feroce contestazione.
Charles è morto nel 2004, ma è rimasto nel cuore dei tifosi bianconeri e di tutti quei tifosi amanti del calcio.

Enzo Grassano

Gruppo Marazzato in crescita a difesa dell’ambiente

Gruppo Marazzato L’impresa fondata nel 1952 da Lucillo Marazzato oggi conta 284 dipendenti, 8 sedi, mezzi di ultima generazione e un fatturato 2021 che si attesta a quota 57,5 milioni di euro.

Gruppo Marazzato cresce, e diventa grande impresa. L’azienda leader italiana nelle soluzioni per l’ambiente, inclusi servizi ecologici, bonifiche e gestione della filiera dei rifiuti industriali, nata come ditta individuale nel dopoguerra il 17 Maggio 1952 e via via evolutasi sino a diventare solida PMI, oggi conta più di 280 dipendenti, 8 sedi e un parco mezzi d’opera costantemente aggiornato.

È con queste solide premesse che l’azienda si appresta nel 2022 a tagliare l’ambito traguardo dei settant’anni. Negli ultimi cinque anni, la realtà fondata dall’indimenticato Lucillo Marazzato ha raggiunto obiettivi importanti, a cominciare dal fatturato, che dai 33 milioni del 2016 ha toccato quota 57,5 milioni di euro.

Un grande balzo in avanti trainato principalmente da due grandi direttrici: quella della divisione bonifiche, passata dai 3,5 milioni di euro del 2016 ai circa 20 del 2021, e quella della piattaforma polifunzionale di Azzurra Srl, società del Gruppo che gestisce l’impianto di stoccaggio e smaltimento solidi e liquidi.

La struttura di Villastellone, nel torinese, è passata infatti da un volume lordo di 6 milioni nel 2018 ai 9,5 milioni del 2019 per proseguire la propria ascesa anche nell’ultimo biennio, con la messa a regime del ‘Centro Ricerca e Sviluppo’ grazie anche ad azzeccate partnership con realtà di primo piano quali il Politecnico di Torino.

Molteplici i risultati conseguiti nel 2021 dall’impresa contraddistinta dal marchio con l’elefantino dal naso all’insù, a cominciare dal ‘Best Managed Companies’ assegnatole per la seconda volta dalla nota agenzia di rating internazionale ‘Deloitte’ tra le primarie e più solide realtà industriali italiane, e il ‘Premio Industria Felix’ che ne certifica ulteriormente l’efficienza nellagestione.

L’incremento del personale si è diviso equamente tra operativi e tecnici, al fine di aumentare le risorse umane atte a proseguire nella strada della crescita costante e sostenibile che contraddistingue il nostro asset e la modalità con cui siamo abituati a fare impresa. Guardiamo al nuovo anno e al 70° Anniversario ormai alle porte con gratitudine al passato per il percorso sin qui compiuto per aprirci in modo solido e fiducioso al nuovo mondo che avanza impegnandoci sempre più in formazione, cultura d’impresa, innovazione e divulgazione grazie ai benefici della tecnologia Blockchain applicata alla filiera del rifiuto”, chiosano i fratelli Alberto, Davide e Luca Marazzato, terza generazione di imprenditori alla guida dell’azienda di famiglia dopo il nonno Lucillo e il padre Carlo, oggi il più grande collezionista europeo di mezzi storici pesanti del Novecento con oltre 250 esemplari perfettamente restaurati.

“Occorre un nuovo presidio di forze dell’ordine in largo Giulio Cesare”

“Le telecamere servono dopo non evitano aggressioni”

Caro direttore, l’altra sera nuova aggressione col punteruolo di un tossico al Parroco della Madonna della Pace.  Questa volta è andata bene perché il Parroco era insieme a altri due religiosi. Ma se fosse stato da solo?

Aver tolto il presidio di sicurezza in largo Giulio Cesare è stato un errore. Le telecamere servono per le indagini successive ma non prevengono atti violenti e criminali.
OCCORRE RIMETTERE UN PRESIDIO IN LARGO GIULIO CESARE.

Nei giorni scorsi come Associazione SILAVORO abbiamo portato i generi alimentari raccolti al nostro NATALE SOLIDALE e il Parroco ci ha consigliato di andare prima delle ore di buio. Studi medici chiudono prima per lo stesso motivo.Ma è vita?

Occorre una grande svolta che dia un segnale che Torino vuole ritornare ad essere una Città più sicura e una Città che vuole ritornare a crescere per creare nuovi posti di lavoro.

Mino GIACHINO
SILAVORO SITAV

Operazione di sgombero della gru di via Genova

Ieri sono proseguite le operazioni di sgombero del tratto di via Genova coinvolto il 19 dicembre dal crollo di una gru che è costato la vita a tre operai.

Ad occuparsene i vigili del fuoco in accordo con la procura.

La rimozione riguarda la parte della gru edile e lo smontaggio dell’autogru.

La macchina vaccinale del Piemonte in azione anche durante le festività: oltre 16 mila dosi tra Natale e santo Stefano

16.315 VACCINI TRA IERI E L’ALTROIERI CONTRO IL COVID, TRA CUI 13.669 TERZE DOSI

Neanche a Natale e Santo Stefano la macchina vaccinale del Piemonte si è fermata: sono 16.315 le persone comunicate all’Unità di Crisi della Regione Piemonte che tra il 25 e il 26 hanno ricevuto il vaccino contro il Covid. A 1.235 è stata somministrata la prima dose, a 1.411 la seconda, a 13.669 la terza.

Dall’inizio della campagna si è proceduto all’inoculazione di 7.794.068 dosi, di cui 3.090.166 come seconde e 1.268.295 come terze, corrispondenti al 98% di 7.951.680 finora disponibili in Piemonte.

AGGIORNAMENTO DEL PIANO VACCINALE

Dopo la riunione convocata il 24 dicembre con i direttori generali, ieri nuova riunione in collegamento tra il presidente della Regione Alberto Cirio, l’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi e i commissari e tecnici dell’Unità di crisi per fare il punto sull’aggiornamento della campagna vaccinale alla luce delle nuove disposizioni normative e in vista della visita domani in Piemonte del generale Figliuolo.

Sono circa 375 mila gli appuntamenti per le terze dosi da riprogrammare da qui alla fine di gennaio, in linea con la nuova scadenza del green pass a 6 mesi decisa dal Governo a partire dal 1° febbraio. A questi si sommano le 700 mila convocazioni che erano già state programmate per la somministrazione della terza dose nell’arco delle prossime settimane e circa 200 mila appuntamenti per coloro che devono ricevere il richiamo della seconda dose, oltre alle nuove prime dosi. In totale, in base alle nuove disposizioni nazionali, saranno quindi oltre 1,3 milioni i vaccini da somministrare in Piemonte da qui alla fine di gennaio, grazie ad un immediato aggiornamento del piano organizzativo che prevederà una maggiore integrazione e potenziamento tra Asl, Aso e territorio, con il supporto dei medici di famiglia e delle farmacie. A questo si aggiungerà un ulteriore impulso alla vaccinazione dei bambini in collaborazione con i pediatri di libera scelta.

L’isola del libro

Rubrica settimanale a cura di Laura Goria

Brigitte Riebe “Giorni felici” -Fazi Editore- euro 18,50

E’ il secondo volume della trilogia al femminile “Le sorelle del Ku’damm” in cui la scrittrice tedesca narra la storia della famiglia Thalheim, proprietaria degli omonimi grandi magazzini.
E lo fa attraverso le sue componenti femminili, che saranno determinanti per la ripresa dopo la devastazione della Seconda Guerra Mondiale e i bombardamenti che hanno raso al suolo anche il lussuoso negozio di famiglia sul viale centrale di Berlino.
Nel primo capitolo “Una vita da ricostruire” avevamo letto di come le sorelle Thalheim avevano ricostruito dalle macerie il loro futuro. Più di tutte era stata trainante la maggiore Rike: pragmatica, lungimirante, organizzata e lavoratrice instancabile.

Ora siamo nella Berlino del 1952, il boom economico ha favorito anche la ripresa dei magazzini di famiglia e gli affari stanno andando a gonfie vele.
In questo capitolo della saga l’autrice si concentra su Silvie, altra sorella Thalheim; passionale, assetata di vita che intende godersi al massimo. E’ una delle voci radiofoniche più seguite e amate, è dinamica, emancipata, se ne infischia delle convenzioni sociali e il suo motto è “vivi la vita come una danza”.
Sfreccia per la città a bordo di una vespa e all’inizio del romanzo ha una storia tormentata con un giovane attore sfuggente, Wanja, dedito più alla sua carriera che alla fanciulla. Ma è la stabilità affettiva quella che lei va cercando….

Abiti e tessuti dei magazzini Thalheim sono di gran moda, molto ambiti dalle berlinesi e vanno a ruba. Però con il rientro dalla guerra dell’unico figlio maschio, Oskar (gemello di Silvie) le dinamiche di potere all’interno dell’azienda cambiano. Per il padre Friedrich, patron dell’impresa, spetta al rampollo la tolda del comando.
Così Rike – che tanto aveva fatto per risollevare l’attività- viene esautorata; mentre Oskar si rivela incline più ai bagordi che agli affari. Non ha esperienza, ferito nel corpo e nell’anima dall’esperienza della guerra, si piange addosso; viene facilmente raggirato da concorrenti, banche e affari fasulli. E finisce per combinare un enorme pasticcio che rischia di rovinare tutta la famiglia.
E’ allora che Silvie si lancia al salvataggio dei magazzini e dei beni dei Thalheim.
Magari non conosce a fondo le stoffe come sua sorella Rike, né ha il talento per i modelli della collaboratrice Miriam, e neppure disegna abilmente come la sorellastra Flori; ma ha una dote unica e strategica. Osserva, ascolta ed è avanti agli altri nell’individuare desideri e aspettative delle clienti. Riesce pure a risolvere il problema dei debiti e a frenare i ricatti di un odioso concorrente.
Poi c’è la sua vita affettiva, che sembra volgere al meglio quando alla Fiera del libro di Francoforte conosce l’editore Peter van Ackern, vedovo e padre della giovanissima Greta.
I due si innamorano e finalmente Silvie trova in Peter un compagno solido, affidabile, con cui progettare la vita insieme.
Ma la magia e la gioia del “Si nuziale” -pronunciato nella favolosa cornice di Anacapri- si offusca presto perché il destino ancora una volta si mette di traverso.
La figlia 16enne di Peter combatte contro una leucemia acuta, dapprima cure pesanti, poi il trapianto di midollo osseo,…..poi……

Il romanzo è ricco di colpi di scena, sviluppi imprevisti e imprevedibili, e scoprirete anche cosa accade ad altri membri della famiglia; da Rike che aspetta due gemelli alla sorellastra Flori che cerca a modo suo la felicità……

Ann Patchett “La casa olandese” -Ponte alle grazie- euro 18,00

E’ magnifico e potente l’ultimo romanzo –lodatissimo- della scrittrice americana che entra nella storia di una casa e della famiglia che vi abita, racconta gli alti e bassi del destino, soprattutto narra un legame tra fratelli indissolubile.
La casa è una sfarzosa dimora costruita dalla coppia di ricchi olandesi van Hoebeek in quella che nel 1922 era la campagna intorno a Philadelphia; un’opera d’arte finita male per le disgrazie che avevano colpito la famiglia (i loro ritratti sono ancora appesi sui muri di casa).
Nel 1946 viene acquistata da Cyril Conroy che ha creato dal nulla un impero immobiliare e pensando di coronare il sogno di una vita la compra per fare una sorpresa alla moglie.
Ed ecco l’inizio dello sgretolarsi degli equilibri familiari in un romanzo struggente e profondo. La casa da luogo che protegge diventa covo di serpi…dal quale però è difficile staccarsi perché ormai fa parte dei personaggi.

La moglie Elna, nata e cresciuta in povertà, dedita a continue opere di bene, non sopporta il lusso della nuova dimora che stride con le corde più profonde del suo animo. Così abbandona il marito e i due figli ancora piccoli Maeve e Danny (all’epoca ha solo 3 anni e nessun ricordo della madre) e vola in India dove può dedicarsi agli ultimi della terra.
Maeve è quella che soffrirà di più l’abbandono materno e si lega in modo assoluto al fratellino per il quale è madre, sorella, amica, compagna…

Poi irrompe la classica matrigna, che più carogna, odiosa e subdola non potrebbe essere. Si chiama Andrea, è una giovane vedova con due figlie …e quasi di soppiatto entra nella famiglia Conroy. Riesce a farsi sposare da Cyril e ad impossessarsi non solo di Casa Olanda che desidera quasi in modo ossessivo.

Le cose precipitano quando improvvisamente Cyril muore e Andrea gioca tutte le sue carte.
Di più non vi anticipo perché questo è un libro che va assaporato passo per passo, sorpresa per sorpresa, giravolte del destino e colpi di scena magistrali.
A raccontare la vicenda che ha cambiato la sua vita e consolidato ancor più il legame con la sorella, senza mai staccarsi completamente dal passato, è 50 anni dopo Danny. E scoprirete come due fratelli possano fare famiglia, ma anche come sia difficile staccarsi dai ricordi e dalle mura dell’infanzia, e quanto sia possibile perdonare chi ci ha fatto del male.

Miguel Bonnefoy “Eredità” – euro 16,00

Ha i toni affascinanti e coinvolgenti del realismo magico questo romanzo breve -ma intensissimo- di Miguel Bonnefoy. Il 35enne scrittore francese -di padre cileno e madre venezuelana, cresciuto cittadino del mondo tra Francia, Venezuela e Portogallo- in “Eredità” riannoda i fili della storia della sua famiglia tra Francia e Cile. E lo fa con delicatezza, sensibilità e bravura evocativa, tracciando anche pagine di Storia che hanno finito per incidere sui destini dei personaggi.

Due continenti, due guerre mondiali, 4 generazioni di uomini e donne incredibili, fino agli anni della dittatura di Pinochet. Una magia di racconto condensata in 178 indimenticabili pagine, intrise di destini, misteri, un fantasma che arriva dal passato, sciamani mapuche, passioni profonde, amori, lutti e ribellioni.

Tutto ha avuto inizio con il patriarca Lonsonier che nel 1873, quando i suoi vigneti vengono distrutti dalla filossera, decide di emigrare. Dalla Francia parte alla volta della California con in tasca l’unico ceppo di vite sopravvissuto, una manciata di franchi e il grande sogno di un futuro. Ma la rotta subisce un cambiamento per il tifo e Lonsonier viene sbarcato a Santiago del Cile.
E’ lì nella casa di calle Santo Domingo che creerà il suo nuovo mondo e che si snoderanno le vite di tre generazioni.
Il suo primogenito, Lazare, nel 1914 decide di andare a combattere in Europa durante la Prima Guerra Mondiale. Viene ferito gravemente e poi imbarcato su una nave diretta al porto di Valparaiso dove ad attenderlo sul molo c’è la madre Delphine. A 52 anni è una donna distrutta perché di 3 figli partiti per la guerra l’unico a tornare sarà Lazare.

Lazare ignora tutto delle donne, ma quando un’aquila blu delle Ande lo scambia per una preda e vola in picchiata su di lui, ecco che nella sua vita irrompe l’affascinante padrona del rapace. E’ Thérèse Lamarthe, esile e delicata, ha 18 anni, lentiggini, capelli rosso scuro, occhi neri, e la sua famiglia è francese. E’ uno dei personaggi forse più indimenticabili della storia. E’ un’addestratrice di rapaci ed ha un’intesa assolutamente unica con il mondo degli uccelli.
Lazare la sposa e le costruisce il sogno di una voliera alta 4 metri che diventerà il mondo magico di Thérèse, il fulcro e il nido protettivo della sua vita. In una settimana vi trasferisce quasi 50 uccelli di 25 specie diverse. Ed è lì circondata dai suoi pennuti che viene colta dalle doglie e partorisce la sua Margot, i cui occhi videro per prima cosa al mondo svolazzare uccelli coloratissimi.

Proprio il volo è ciò che determinerà la vita di Margot, attratta dagli aerei (cercherà anche di costruirsene uno insieme all’amico Ilario Danowsky)), diventerà una pilota della Raf durante la Seconda Guerra Mondiale e scamperà per un soffio alla morte. Concepirà un figlio “dal sangue mistico” che crescerà da sola, chiamandolo come l’amico che si è sacrificato per lei, Ilario, a cui aggiunge Da: e fin dalla sua nascita appare chiaro che non si inginocchierà davanti a nessuno. Sarà lui il rivoluzionario arrestato, detenuto e torturato a Villa Grimaldi, pozzo profondo della dittatura cilena.

 

Chistopher Bollen “Il gioco della distruzione” -Bollati Boringhieri- euro 20,00

E’ il terzo romanzo del 45enne Christopher Bollen, scrittore, editore e giornalista che non sbaglia un colpo e ancora una volta imbastisce una sorta di thriller letterario.
Ian Bledsoe e Charlie Konstantinou sono i giovani rampolli di due famiglie ricchissime e potenti, si conoscono fin da piccoli quando si dilettavano nel gioco della distruzione; ovvero una fantasia in cui inventavano situazioni limite e si sfidavano a chi riusciva a districarsi.

Il più bravo era Charlie, fascinosi tratti mediorientali, di famiglia greco-cipriota ricchissima, amante della bella vita e con uno stuolo di fanciulle disponibili. Ha incrementato la sua fortuna fondando una compagnia di noleggio di yatch sull’isola di Patmos in Grecia, e lì conduce una vita piacevole, leggera e divertente, mentre amministra abilmente il suo impero.
Ian, capelli pel di carota, si è sempre sentito un po’ inferiore rispetto all’amico, ma anche lui è nato nel lusso e negli agi. Solo che ora a 30 anni si ritrova in un mare di guai. Ha fatto di tutto per togliersi di dosso il cliché del rampollo milionario viziato e perdi giorno. Ha vestito i panni del nobile idealista e fatto fuoco e fiamme contro l’imprinting capitalista. Ha denunciato e contestato le disumane condizioni dei dipendenti della fabbrica di omogenizzati di famiglia, tanto da essere sospettato di fiancheggiamento di narcos e terroristi.
Risultato: è stato diseredato dalla famiglia, bandito dalla matrigna e grazie alla sua nomea nessuno gli offre più un lavoro.

E’ così che distrutto, senza un soldo e zero prospettive, Ian si rivolge al vecchio amico Charles che sembra aver gestito più saggiamente le sue risorse e il suo futuro. A Patmos vive alla grande, manda avanti la sua società, ed è circondato da una nutrita e fascinosa corte di donne, a partire dalla sua attuale fidanzata, l’ex attrice Sonny, per arrivare alla vecchia fiamma Louise che sembra indirizzare tra le braccia di Ian.
Charlie accoglie l’amico in disgrazia e lo aiuta dandogli un tetto sulla testa e un lavoro.

Poi Charlie scompare e l’isola – dove poco prima dell’arrivo di Ian qualcuno aveva fatto esplodere una bomba e ucciso 8 persone- non è il paradiso terrestre in cui condurre una vita agevole, o almeno rivela una seconda natura più insidiosa.
Patmos diventa teatro di un noir tra natura, amori, trafficanti internazionali, emigranti sui barconi, in un gioco mefistofelico e spietato, in cui la perdizione è più che mai vicina e ci si salva solo a spese del prossimo.