ilTorinese

Siulp: “Disordini del 1° maggio, solito copione degli antagonisti”

 

ORDINE PUBBLICO, 1 MAGGIO, VIOLENZE CENTRI SOCIALI: REPETITA IUVANT.

Solito copione degli antagonisti, finanche stucchevole, se non fosse che nel campo rimangono i feriti delle forze dell’ordine. 8 colleghi del Reparto Mobile.

La smania di protagonismo, di visibilità, di una recita senza fine di professionisti del disordine a cui piace mettersi in mostra ogni 1 maggio e non solo, lascia feriti, rovina in parte la Festa dei lavoratori e crea tumulti di piazza.

La libertà di manifestare il proprio pensiero è sicuramente sinonimo di democrazia, ma diventa intollerabile quando si traduce in azioni violente, infischiandosene altamente di qualunque regola e rispetto verso il prossimo.

Il SIULP continuerà a denunciare la gravità di questa situazione per quanto l’impressione è che rimanga sempre una voce nel deserto.

Un plauso all’eccellente lavoro delle forze dell’ordine che non hanno affatto arretrato di fronte alle minacce degli antagonisti ma, al contrario, hanno concesso che entrassero nella piazza San Carlo solo in un secondo momento, quando la manifestazione si avviava alla conclusione.

Il Segretario Generale del Siulp di Torino Eugenio Bravo 

Napoli (Azione): “Ok ordine pubblico, ma si ascoltino i rider”

Dichiarazione dell’on. Osvaldo Napoli (Azione):

     Hanno sbagliato i rider a lanciare fumogeni alla manifestazione del Primo maggio a Torino, e bene hanno fatto le forze dell’ordine a impedirne l’ingresso nel corteo ufficiale. Però … e il però in questo caso è grande e imbarazzante per il sindacato. Il lavoro precario e sottopagato, lo sfruttamento di persone finite ben sotto la soglia dell’indigenza e costrette a lavorare senza la sicurezza minima per la propria incolumità fisica e neppure la certezza di essere pagati, rappresentano un buco nero nell’attività del sindacato. Penso alle migliaia di lavoratori, uomini e donne, giovani ma anche anziani, presi con contratti da 400 euro al mese nei call center e buttati sulla strada in qualsiasi momento e senza motivazioni. C’è una fetta della società italiana che vive nel sottosuolo della vita quotidiana, dimenticata dalla politica e dal sindacato. E costretta, per sopravvivere, a truffare lo Stato prendendo i soldi del reddito di cittadinanza ai quali aggiunge un lavoro in nero.

     Bene ha fatto il sindaco di Torino Stefano Lo Russo a sottolineare l’urgenza di ricollocare la questione sociale al centro dell’agenda politica. Il suo partito, il Pd, impegnato da anni sui diritti civili, ha lasciato la questione sociale, il tema dell’eguaglianza e della dignità del lavoro, nelle mani della destra, per inseguire il ddl Zan, la questione di genere e altre battaglie, sicuramente giuste, ma che non danno pranzo e cena a chi è senza lavoro. Fra il reddito di cittadinanza grillino e la “quota 102” tanto cara a Salvini, si è scelto di tutelare chi aveva già tutele o dare una finta sicurezza economica a chi è sull’orlo della disperazione. Di tutto ci si è occupati, tranne che di creare formazione e lavoro, lavoro e formazione. Per questo Azione continuerà a tenere paletti fermi contro ogni alleanza con i populismi di ogni schieramento. Libero Enrico Letta di lasciarsi trascinare nell’ irrilevanza da Giuseppe Conte.

Prc-Se: “E’ stata una giornata di lotta per la Pace e contro il governo del carovita”

Fausto Cristofari, segretario provinciale PRC-SE sul Primo Maggio a Torino:

“E’ stata una giornata di lotta per la Pace e contro il governo del carovita.”
Un grande spezzone pacifista ha caratterizzato la manifestazione di Torino, dove si è tornati a sfilare su via Po e via Roma dopo due anni di interruzione. Rifondazione Comunista era presente, con lo slogan: Giù le armi, Su salari e spesa sociale!
“Una grande mobilitazione – continua Cristofari – nonostante l’ennesima provocazione poliziesca che, senza motivo alcuno, ha voluto dividere violentemente il corteo. A questa provocazione Rifondazione Comunista ha risposto rivendicando l’unità del corteo del primo maggio contro la guerra e il governo che la sostiene, condannando l’intervento della polizia, con le parole del partigiano Gastone Cottino, concluse scandendo lo slogan: ora e sempre Resistenza!  Da questo primo maggio deve partire un grande movimento popolare contro la Guerra e per impedire che i costi di guerra e sanzioni vengano fatti pagare ai lavoratori e ai ceti popolari!”.

Scontro tra auto e camion, feriti tra le lamiere

Non sarebbero in gravi condizioni i due feriti trasportati in codice giallo al Pronto Soccorso di Asti gli automobilisti sono stati estratti dai Vigili del Fuoco da una vettura coinvolta in un incidente con un camion sulla rampa di accesso della tangenziale astigiana in corso Savona.

NOTIZIE DAL PIEMONTE

27 aprile 2022, una data storica

Finalmente!

E’ l’esclamazione gioiosa che molti hanno pronunciato alla notizia che la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la norma del codice civile che attribuisce ai neonati il cognome del padre. Una “conquista civile”, un “cambiamento epocale”, un “superamento del patriarcato opprimente da millenni” e via con toni trionfalistici degni di miglior causa.
I festeggiamenti continueranno finché il Parlamento metterà mano a questa decisione per cercare di sistemare in maniera logica il guazzabuglio che si preannuncia.
Quale? Leggetevi questa lettera dal futuro, scritta da un noto giornalista… Sono Gianluigi De Marchi Parodi Giacometti Wilson De Maestri Schiaffino Finzi Bonelli Smith Bottazzi, sono nato nel 2044 sono italiano con ascendenti inglesi e scozzesi; ho sposato Christine Vermeire Urbain Quargnon Delaloye Viteux Verwée van Duinbergen Gonzales Sanchez, belga con ascendenti spagnoli.
Siamo felicemente sposati da 54 anni ed abbiamo tre figli. Il primo si chiama Massimo De Marchi Parodi Giacometti Wilson De Maestri Schiaffino Finzi Bonelli Smith Bottazzi, perché abbiamo deciso, di comune accordo, di attribuirgli solo il mio cognome; la seconda si chiama Valeria Vermeire Urbain Quargnon Delaloye Viteux Verwée van Duinbergen Gonzales Sanchez, perché abbiamo deciso, di comune accordo, di attribuirle solo il nome di mia moglie; il terzo si chiama Marcell* (per rispettare la Costituzione abbiamo usato l’asterisco, perché non ha ancora deciso a che genere appartiene, per ora è “fluido”) De Marchi Parodi Giacometti Wilson De Maestri Schiaffino Finzi Bonelli Smith Bottazzi Vermeire Urbain Quargnon Delaloye Viteux Verwée van Duinbergen Gonzales Sanchez perché abbiamo deciso, di comune accordo, di attribuirgli i nostri due cognomi.
Siamo felici della nostra scelta di libertà, anche se abbiamo qualche problema con i loro documenti d’identità (grandi come il quadretto di Raffaello chiamato La Fornarina…) e se non sempre riusciamo a far capire agli amici che, pur avendo cognomi del tutto diversi, sono tre fratelli di sangue.
Siamo felici di poter rispettare la Costituzione abbattendo il vecchio sistema maschilista patriarcale; qualche preoccupazione l’abbiamo quando si sposeranno e dovranno attribuire ai loro figli una quarantina di cognomi per rispettare anche loro la Costituzione; ma sicuramente anche loro saranno felici e supereranno gli stupidi ostacoli burocratici legati a carte d’identità larghe come il quadro di Picasso chiamato Guernica…

Gianlugi De Marchi
demarketing2008@libero.it

LISA DALLA NOCE

LISA DALLA NOCE
L’ultima intervista

E’ l’ultima intervista rilasciata da Renzo Villa. Il fondatore di Antennatre è molto provato fisicamente dalla malattia, ma la prima impressione che trasmette nel vederlo è di assoluta serenità. Le definisce “i mie angeli senza ali”, le infermiere e le dottoresse dell’ospedale di Circolo di Varese, esempio – ci tiene a sottolinearlo – di buona sanità, che lo hanno accolto e curato con affetto. E osserva: “Una persona che entra in ospedale entra con il terrore. Mi sono sentito un bambino di tre anni finito in un bosco spaventoso. Ma la paura mi è passata quando una dottoressa mi ha preso per mano e mi ha convinto a restare in quella struttura”. Villa risponde alle domande, nel video che si trova ancora su Youtube, allora mancava circa un un mese alla sua scomparsa, rivoltegli da Lisa Dalla Noce. Figlia di Everardo, altro mito della televisione, giornalista, critico d’arte e dirigente sportivo italiano, specialista dei mercati finanziari, radiocronista istrionico di Tutto il calcio minuto per minuto, Lisa è volto televisivo, artista, scrittrice e giornalista. Ha lavorato in passato anche ad Antennatre, nella seconda stagione dell’emittente. I ricordi di quel periodo certo non mancano:”Quando andavo in giro per gli studi tutti mi raccontavano di Boldi, di Walter Chiari, di Enzo Tortora e di tutti i grandi che passarono dagli studi di via per Busto a Legnano. Tutto era nato lì, grazie a Villa. Io andavo nel suo ufficio, e mi trovavo di fronte un uomo che riempiva la stanza. Anche nel silenzio riusciva a trasmetterti sicurezza e serenità”. Lisa e Renzo, entrambi (anche) pittori: “Posso dire di essere nata in mezzo all’arte: mio padre sia per lavoro sia da grande appassionato se ne occupava fin da quando ero bambina. Mi tornano in mente le pareti del lunghissimo corridoio della nostra casa, che era pieno di quadri. Persino mia madre dipingeva e l’odore del colore ad olio era per me abituale e rassicurante”. Lisa Dalla Noce aggiunge: “Io dipingo e anche Villa dipingeva. Dipingeva la scala con gli omini che salivano, penso significasse andare oltre. E sui suoi quadri scriveva ‘Ti voglio bene’. Credo che fosse un sentimento vero, che provava per il suo pubblico, per la sua famiglia e per tutte le persone che lavoravano con lui”. “Quando andavo da lui a chiacchierare era come se fosse mio padre, con la sua autorevolezza. Uomini con le loro pecche, per carità. Ma oggi sarebbe ineguagliabile quella classe, l’aplomb, l’educazione. Villa fu il papà dei grandi talenti, fu il papà di chi era seduto sul divano e guardava la tv: lui diceva di avere fiuto nell’individuare talenti e ne andava fiero”.”E’ stato un onore conoscerlo ed entrare a casa sua per quell’ultima intervista – conclude Dalla Noce – , abbracciarlo, salutarlo. La moglie Wally mi preparò, disse che l’avrei trovato irriconoscibile, provato per i segni della malattia, e vederlo così fragile mi addolorò molto. Ma ti trasferiva sempre la sua carica umana, la sua grande energia vitale”.

Reale Mutua Basket Torino – Cento 74 – 76: si finisce… male

Il basket visto da vicino

Ultima partita del campionato regolare prima dei playoffs e ultima delusione per i tifosi di Torino.

È la peggior classificazione di sempre a fine campionato di A2 di una squadra di Torino (6° posto) e, sinceramente,  la squadra più debole tecnicamente e mal gestita di sempre in panchina, e i risultati non mentono.  In una partita persa contro una squadra modesta, ti accorgi che anche la tua non è questo fenomeno della natura, purtroppo. È vero, mancava Landi, ma talvolta Torino ha perso partite contro squadre che deficitavano di giocatori importanti, e quindi si poteva vincere, come al solito, ma la genialità non risiede in panca a Torino.

Premesso che nel finale Torino, sotto di due riesce a pareggiare a 8” dalla fine con un ottimo Davon Scott e nell’azione successiva, dopo il time out, un’azione offensiva di Cento si conclude positivamente con un rocambolesco canestro a 1”1 dalla fine, il tutto si decide dopo un time out di Torino e rimessa affidata ad Alibegovic (perché? Perché il miglior tiratore di Torino effettua la rimessa) che passa a Trey Davies che prova ma non trova il canestro.

Ma la partita, quando mancano pochi secondi alla fine, può essere decisa da episodi. La sconfitta ha, secondo me, radici più lontane. Torino è in vantaggio di 7 punti a inizio quarto quarto. Coach Casalone sostituisce i due migliori giocatori in assoluto della partita di Torino Davon Scott (29 alla fine per lui) e Trey Davies (16 per lui) per un incredibile duo Oboe – Pagani. La Reale Mutua stava andando bene, poteva staccarsi e, invece, nel giro di due minuti ci ritroviamo sotto di quattro!!! Ma è possibile? Quale genio della follia si impadronisce in questi anni di chi gestisce le squadre di Torino?

E poi, da lì in avanti, la storia è solo di buoni tiri, cattivi tiri, agonismo … con il finale già descritto.

Scott è ormai pronto al livello superiore,  che sia in Italia o all’estero, ed è molto migliorato durante l’anno e credo sia il miglior centro della serie A2.

Davies gioca come sempre con il freno a mano tirato dalla panchina. Viene subito redarguito quando tenta a fine terzo quarto un assist spettacolare per la schiacciata di Scott che non va a buon fine … .

Certo che lamentarsi della mancanza di pubblico, quando si gioca così male e con la volontà di solo gioco essenziale e in più perdi…

Per riempire il palasport non è sufficiente la notevole “promozione” di pubblico delle scuole e di sponsor: servono risultati e spettacolo, che al momento latitano… .

Con alcuni tifosi ricordavamo il palasport tutto gialloblù e i cori di tutto il palazzo pieno di “poro porompopò, poromporompompero…” che tutti i tifosi storici di Torino del basket ricordano, e la triste tenerezza della visione avuta oggi di un palazzetto sostenuto solo da un pugno di eroici tifosi “Rude…” fa veramente venire il cuore un pochino triste.

Il resto della squadra gioca a tratti.

Alibegovic gioca meno bene del solito. De Vico ha una fiammata di 8 punti consecutivi ma si perde sempre in “litigi” poco opportuni con gli avversari. Pagani inizia bene ma finisce male, con cinque falli e poca concretezza. Il duo fantasma Toscano e Oboe è veramente inquietante: sono entrambi pallide imitazioni di cartonati di giocatore di basket  il primo sbagliando tutto lo sbagliabile e il secondo camminando per il campo senza mai fare qualcosa di utile, purtroppo.

Ora ci sono i playoff. Con quali ambizioni? I tifosi, con un grande striscione chiedevano quale progetto,  se c’è,  si prevede per la squadra cittadina.

Le sensazioni, da tutto l’anno, non sono buone. Ora si giocherà con la terza classificata ossia Ravenna. Due fuori casa e poi una in casa e poi si vedrà per un turno al meglio delle 5 partite… .

Acquisti, scelte tecniche? Al momento tutto tace… dai frutti ti riconosceremo. Ora le parole sono finite, e visto che nel basket non esiste pareggio… o si vince o … .

Ai posteri l’ardua sofferenza di vedere i prossimi giorni.

Paolo Michieletto

Fsp Polizia: “Agenti feriti proprio nel giorno della festa dei lavoratori”

Torino e Trieste: “una cosa non più accettabile e sostenibile”

 

“Ancora agenti feriti sul lavoro, e proprio nel giorno della Festa dei lavoratori. E’ scandaloso, è inaccettabile, non è più sostenibile. I nostri colleghi erano a Torino, a Trieste e altrove quelli che più di chiunque altro rappresentavano il senso stesso di questa giornata: il sacrificio, il senso del dovere, il rispetto del diritto al lavoro, la garanzia della libertà di chi vuole manifestare. I soliti idioti violenti hanno invece calpestato qualsiasi cosa di buono potesse portare con sé la pacifica condivisione di idee e valori. Parlare di rispetto del lavoro mentre dieci uomini in divisa vengono feriti è davvero grottesco e ignobile. La nostra solidarietà ai colleghi che, come ogni giorno dell’anno, hanno tenuto fede a se stessi e ai propri compiti con professionalità, dimostrando che l’etica del lavoro può arrivare al punto di andare in strada a prendere botte, svolgendo il proprio compito anche se in questo strano paese non ci si può neppure difendere”.

Lo afferma Valter Mazzetti, Segretario Generale Fsp Polizia di Stato, dopo che a Torino si sono registrati 10 feriti fra i poliziotti per i disordini con l’area antagonista al corteo del 1° maggio, mentre scontri si sono registrati anche al corteo di Trieste.

1° Maggio : ma quando cresceranno?

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni

Il professor Gastone Cottino, 97 anni, si è distinto in una contestazione al l maggio ufficiale  a Torino, con parole roventi, come è suo solito.

Il prof. Pier Franco Quaglieni

L’arzillo vecchietto non si smentisce mai, anche se nella sua remota giovinezza – incredibile a dirsi –  fu liberale.  Lancia accuse alla polizia  che cerca di contenere l’ala violenta del corteo del I maggio, formata dai centri sociali e dai no Tav che cercano lo scontro violento e intendono contestare la manifestazione di piazza San Carlo, alla presenza del sindaco e dell’ arcivescovo, quest’ultima una presenza assai discutibile. A dare manforte a Cottino arriva il  contro- comizio improvvisato di Angelo d’Orsi , il sedicente gramsciano puro e duro che ebbe l’ardire di candidarsi come sindaco di Torino raccogliendo un consenso irrisorio. Volere la pace e’ cosa che dovrebbe accomunare tutti, invece di rendere divisivo il giorno della festa del lavoro. Credo che solo pochi pazzi siano guerrafondai in Italia. Ritengo che tutti, più o meno consapevolmente, abbiano capito il pericolo di un conflitto nucleare che la guerra in atto può determinare. Ma l’astio ideologico, l’estremismo, “malattia infantile” e … senile del comunismo, per dirla con Lenin, non cessa mai. La Polizia e’ sempre violenta e fascista e ricorre al manganello usato cent’anni fa dagli squadristi che oggi sono  invece costituiti dai violenti facinorosi che vorrebbero introdursi in una manifestazione pacifica per disturbarla se non impedirla. Il Covid implica serietà e responsabilità da parte di tutti, i venti di guerra richiedono atteggiamenti responsabili , ma certa sinistra non ha capito la lezione che viene dal 1922: i disordini violenti per fare la rivoluzione come in Russia fecero il gioco del fascismo e contribuirono a portarlo al potere. Quando cresceranno questi signori? Forse mai. Vogliono restare sempre giovani come i sessantottini e si ostinano a non apprendere la lezione della storia. Detto questo, va anche evidenziato come i sindacati confederali siano oggi formati più da pensionati che da gente che lavora  perché, al lA’delle veementi parole di Landini,  essi non difendono gli interessi dei non garantiti, dei precari, dei  disoccupati che finiscono di sentirsi degli emarginati da una politica che non affronta i problemi in una logica di sviluppo, ma al massimo attraverso un reddito di cittadinanza inteso come assistenzialismo. Sarebbe interessante sapere quanti detentori di questo reddito fossero in piazza e da che parte stessero.

Belotti fa 100! Empoli-Torino 1-3

35esima giornata serie A

Belotti 3 (2rig)
Zurkovsky (E)

È successo di tutto in Empoli-Torino.
I granata vincono meritatamente e salgono al decimo posto in classifica.
Tripletta di capitan Belotti entrato nel secondo tempo.Il capitano granata trasforma perfettamente e con freddezza 2 rigori,il terzo gol arriva con una perfetta conclusione al termine di una veloce azione granata tutta in contropiede.L’Empoli era passato in vantaggio su un errorraccio, l’ennesimo,del portiere granata Berisha che si è lasciato sorprendere da un tiro non irresistibile dell’empolese Zurkovsky.
La giornata di capitan Belotti è stata perfetta perché si porta a 100 gol in maglia granata per quanto riguarda solo i gol segnati nei campionati di serie A,secondo,nella classifica generale dei marcatori di tutta la leggendaria storia del Toro, solo all’immenso Paolo Pulici che è fermo al primo posto con 134 reti e chissà che mercoledì 4 maggio,nel giorno del ricordo del Grande Torino,Andrea Belotti mentre leggerà sulla lapide a Superga i nomi degl’invincibili angeli caduti il 4 maggio del 1949,non deciderà di rinnovare il contratto per altri 4 anni con il Toro per superare il mito Pulici e far tornare il Toro di nuovo grande!

Enzo Grassano