ilTorinese

Allarme fuga di gas: ma stavano solo cucinando il tartufo

In un edificio nel centro storico di Torino, tra piazza Arbarello e via Barbaroux è scattato poco fa un allarme per una sospetta fuga di gas.

Un forte e inconfondibile odore ha suggerito ai condomini di aprire tutte le finestre e scendere in cortile. Si temeva che i lavori in corso nella zona potessero avere causato il problema. È stata quindi allertata l’assistenza tecnica. Ma, una volta giunti i tecnici di Italgas si è scoperto che si trattava, fortunatamente, di un falso allarme: un condomino stava cucinando un piatto a base di tartufo. Dal profumo molto pungente, evidentemente, tanto da far pensare ad una fuga di gas.

Nico Morelli American Trio in tour

DAL 5 AL 10 MAGGIO, IL PIANISTA PUGLIESE IN TOUR IN ITALIA CON IL SUO NUOVO TRIO AMERICANO

Dalla Francia all’Italia, il musicista parigino d’adozione sarà impegnato con il suo nuovo trio statunitense in sei date comprendenti Puglia e Piemonte

Già partito lo scorso sabato 30 aprile dalla Francia, il tour del Nico Morelli American Trio vedrà protagonista questa formazione da giovedì 5 maggio a martedì 10 maggio in sei date italiane: 5 maggio al PerBacco Jazz Club (Taranto), 6 in Piazza dei Mestieri (Torino), 7 all’Auditorium “Mons. Di Donna”(Andria), l’8 e il 9 due workshop al Jazz Club Torino e il 10 al Biella Jazz Club (Biella), tournée che poi proseguirà e si concluderà domenica 15 maggio in Francia. Accompagnato da due star del jazz internazionale come Hilliard Greene al contrabbasso (già al fianco di giganti della scena jazzistica mondiale del calibro di Cecil Taylor, Kenny Barron, Uri Caine, Jason Moran, Greg Osby, Don Pullen, Bobby Watson) e Karl Jannuska alla batteria (esibitosi insieme a svariate icone sacre del panorama jazzistico internazionale come Lee Konitz, Kenny Wheeler, Dave Liebman, Randy Brecker, Mark Turner, Sheila Jordan, Kurt Rosenwinkel, Brad Mehldau), il Nico Morelli American Trio presenterà un repertorio incardinato su una succulenta commistione fra le sonorità del jazz contemporaneo e quelle del folk mediterraneo di cui il pianista pugliese è rappresentante diretto, specificamente brani (ri)letti e riarrangiati da Morelli appartenenti alla tradizione popolare della Puglia.Inoltre, vi sarà spazio anche per alcune composizioni originali figlie della piroclastica creatività di Nico Morelli. Dunque, soprattutto per gli appassionati pugliesi e piemontesi della musica di qualità, sei appuntamenti imperdibili che rappresentano un momento di cultura da vivere intensamente.

Biografia

Pianista dal tocco percussivo, dal calore interpretativo mediterraneo, abile nel destreggiarsi con il fraseggio inside-outside di chiara derivazione postboppistica, nonché compositore sensibile e raffinato arrangiatore, Nico Morelli, tarantino ma francese d’adozione e d’azione, è uno fra i più talentuosi e interessanti pianisti jazz italiani della sua generazione. Nell’arco della sua carriera stringe prestigiose collaborazioni insieme a uno stuolo di jazzisti blasonati a livello mondiale, fra i quali: Marc Johnson, Greg Hutchinson, Jeff Ballard, Emmanuel Bex,Mike Ladd, Michelle Hendricks, Aldo Romano, Furio Di Castri, Paolo Fresu, Enrico Rava, Roberto Gatto, Flavio Boltro, Gegè Telesforo, Darryl Hall, Arthur Henn, Steve Lacy, Glenn Ferris, Bruno Tommaso, Bob Mover, Andrè Ceccarelli, Giovanni Tommaso, Marco Tamburini, Paul Jeffrey, Paolino Dalla Porta, Stefano Di Battista, Michel Benita, solo per nominarne alcuni. Le sue doti artistiche sono riconosciute in tutto il mondo, in nazioni come Francia, Belgio, Messico, Marocco, Capo Verde. In ambito discografico, da leader e sideman, è presente in oltre trenta album. Molti anche i premi ottenuti durante il suo percorso, per esempio l’ingresso fra I Migliori Talenti(1998) per la storica rivista Musica Jazz, il “Primo Premio” al concorso internazionale “Viva il Jazz” (Milano, 1999), “Premio di Composizione” al concorso internazionale “La Defense” (Parigi, 2000), premio al concorso internazionale “Jazz à Vanves” (Parigi, 2001, premio “Martial Solal”). Poi, nel 2003, il suo disco intitolato “Nico Morelli” (Cristal Records) ottiene il record di vendite, nel 2013 – invece – la nomination come “Album dell’Anno” per B2Bill (con Emmanuel Bex e Mike Ladd) da parte della prestigiosa rivista francese Jazz Magazine.

Facebook: https://www.facebook.com/nicomorellijazzpianist

Instagram: https://www.instagram.com/nico_morelli_/

Official Site: https://www.nicomorelli.com/

Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Nico_Morelli

Al Museo del Risorgimento  l’anteprima del docufilm dedicato a Costantino Nigra

 

Trae spunto da “La rassegna di Novara”

Martedì 3 maggio, alle ore 17, si terrà al Museo Nazionale del Risorgimento, in piazza Carlo Alberto 8, l’anteprima del docufilm “La vittoriosa sconfitta” del regista Michele Burgay, prodotto dalla Fondazione Vittorio Bersezio.
L’introduzione è affidata allo storico Gianni Oliva, la voce narrante è del doppiatore Mario Brusa e protagonista del film sarà l’attore Enzo Brasolin. Oltre ai protagonisti del film interverranno Mario Napoli, presidente della Fondazione Bersezio, e Mauro Caliendo, presidente del Museo Nazionale del Risorgimento.
Il filmato è incentrato sulla figura di Costantino Nigra, personalità di spicco del Risorgimento italiano, e prende spunto da “La rassegna di Novara”, un carme da lui scritto in endecasillabi, all’indomani dell’Unità d’Italia.
“Ho sempre provato una forte simpatia per il re Carlo Alberto, il re dello Statuto e delle Libertà, e una affascinata ammirazione per il diplomatico e politico Costantino Nigra, che fu anche linguista, poeta e studioso dei canti popolari del Piemonte – commenta il Presidente della Fondazione Bersezio, l’avvocato Mario Napoli. Il lavoro di Mario Burgay costituisce la sintesi di due figure determinanti nel secolo di Vittorio Bersezio e la triste vicenda della battaglia di Novara, quale emerge nei commoventi versi del poeta, in cui riceve un doveroso riconoscimento di quel che rappresentò per il Risorgimento e la nascita dell’Italia unita”.
Nigra immagina che il re Carlo Alberto si alzi dalla sua tomba di Superga e vada nella piana di Novara, passando in rassegna i soldati caduti nella battaglia del 23 marzo 1849. Si trattò della prima battaglia combattuta con il Tricolore, imposto dal Re a tutti i reggimenti dell’esercito sardo piemontese.
Il canto riscosse notevole successo sia in Italia sia all’estero, riproposto in antologie e sussidiari, capace di trasmettere la capacità del poeta di consacrare una nuova Italia, ritrovando un orgoglio e una dignità che erano stati smarriti in secoli di dominazioni straniere.
“Sono molto contento – spiega il Presidente del Museo Nazionale del Risorgimento Mauro Caliendo – di ospitare questa interessante rassegna dedicata a Costantino Nigra. Il museo è, infatti, partner della Fondazione Bersezio nella realizzazione di questo docufilm, capace di confermare la nostra volontà di raccontare tutti i personaggi, anche meno noti rispetto ai padri della patria, che hanno contribuito alla realizzazione dell’Italia attraverso le loro gesta. Si tratta di figure fondamentali dalla vita straordinaria, di cui è fondamentale mantenere viva la memoria”.
Questo docufilm rappresenta il primo episodio di un progetto artistico di più ampio respiro, che vuole narrare un’epoca in cui alcuni torinesi, santi o dannati, contribuirono comunque all’unificazione del regno d’Italia.
Seguirà un prossimo ciclo di proiezioni.

Mara Martellotta

Ingresso gratuito nella Sala Cinema, sino a esaurimento dei 65 posti disponibili.

Prenotazione obbligatoria allo 0115611726 oppure redazione@zipnews.it

Emilio R. Papa storico e giurista

Di Pier Franco Quaglieni

E’ stato uno dei miei più grandi amici, io lo consideravo un amico-maestro, anche se lui non fece mai pesare in alcun modo il fatto di essere stato mio professore che mi volle successivamente suo assistente all’Università di Torino.

Proprio in maggio era fissata al Centro Pannunzio una festa per i suoi novant’anni con Gianni Oliva,Gian Piero Leo, Marco Rizzo e chi scrive. Purtroppo un incidente e una successiva operazione lo hanno condotto alla morte nel giro di poco tempo. Ancora durante la sua degenza ospedaliera eravamo soliti sentirci. Era lo storico del manifesto degli intellettuali fascisti di Gentile e di quello degli intellettuali antifascisti scritto da Benedetto Croce nel 1925.Successivamente si occupò delle società operaie create da Mazzini e contese da Bakunin e poi dai socialisti, l’anticipazione delle attuali coop. Aveva scritto di Carlo Rosselli,di Giuseppe Bottai,di Federalismo. Molto diffusa e tradotta in più lingue la sua “Storia della Svizzera”. Con Emilio ho percorso tutta la mia vita di studioso dalla giovinezza alla maturità. Un confronto con lui era sempre importante ed in tante occasioni ho chiesto il suo consiglio. Ha partecipato a decine di incontri al Centro “Pannunzio” da quando presiedette un convegno su Luigi Einaudi a quando introdusse Giovanni Spadolini che era venuto a parlare di Luigi Salvatorelli. La sua opera merita di essere ripresa ed approfondita. Si era dedicato anche molto attivamente al giornalismo:collaborammo insieme alla “Gazzetta del Popolo” e  ad alcune riviste. Fu firma prestigiosa degli Annali del Centro Pannunzio e di Pannunzio Magazine on line. Era stato Consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti e fu presidente della Commissione giuridico -disciplinare dell’Ordine Nazionale.Poi si distaccò da quella esperienza non senza amarezza ed un certo disgusto che in questa occasione non è il caso di ricordare. Fu anche Difensore civico presso il Comune di Torino, lui docente e insieme grande avvocato. Cercò di espletare con serietà e impegno questo incarico che forse non a caso dopo il suo mandato venne abolito. Di quell’esperienza civica non parlava volentieri, ma si coglieva la sua delusione. Nativo di Imola ,era diventato un grande torinese che ha contribuito a scrivere la cultura di questa città che amava profondamente. Mi mancheranno le sue telefonate e le sue mail,ma Emilio resterà sempre nel mio cuore come Maestro ed amico, avrebbe detto Bobbio che fu amico di entrambi.
I funerali si terranno al Tempio della cremazione in corso Novara, mercoledì 4 maggio alle ore 14,55

Scontri in piazza al primo maggio per far dimenticare i morti sul lavoro ed i diritti sociali

L’OPINIONE di Augusto Grandi

 

Come da copione il corteo del primo maggio a Torino è stato caratterizzato dai soliti scontri tra autonomi e polizia. Eppure quest’anno la festa dei lavoratori aveva molti motivi per essere celebrata con balli e canti, proprio a Torino. Perché il Piemonte, nella classifica dei morti sui luoghi di lavoro stilata da Carlo Soricelli e dal suo Osservatorio, ha conquistato la seconda posizione in Italia, subito alle spalle della Lombardia. Ma considerando che il Piemonte ha meno della metà degli abitanti, i 22 morti subalpini rappresentano un primato. Perché nella vicina Lombardia le vittime sono 28…

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https://electomagazine.it/scontri-in-piazza-al-primo-maggio-per-far-dimenticare-i-morti-sul-lavoro-ed-i-diritti-sociali/

Il weekend dell’AtlEtico Taurinense

Non è riuscita la rincorsa salvezza per la senior dell’AtlEtico Taurinense. I sogni si sono infranti nell’ultima gara della stagione contro la Polisportiva Pasta che ha vinto per 9 a 3 condannando i torelli alla C2.

Una stagione sfortunata in diversi frangenti in cui i torelli hanno sempre dato il massimo. Ora sarà Serie C2, ma l’AtlEtico scalda già i motori pronti per ripartire al meglio.

Il Presidente Lapaglia analizza così la stagione: “Purtroppo c’è stata questa retrocessione e ci dispiace davvero molto. Penso che abbiamo pagato un po’ di inesperienza e una serie di fattori ci hanno portati qui. Ripartiamo a testa assolutamente alta in Serie C2 e con ancora più grinta lavorando sempre di più sui giovani”.

LA U21:

Domenica in paradiso per i ragazzi della U21 dell’AtlEtico Taurinense. I ragazzi guidati da coach Fabio Viri hanno vinto la finale contro l’Elledì Fossano con il punteggio di 4 a 1.

Una partita sempre in controllo da parte dei torelli che hanno legittimato la loro stagione vincente coronando il loro obiettivo. Per l’AtlEtico sono andati a segno Pallavidino, Specolizzi, Guaglione e Barcelos.

La soddisfazione del Presidente Roberto Lapaglia: “Punteremo tanto su questi ragazzi. Loro sono il futuro della società e oggi hanno dimostrato tutto il loro valore. A fine maggio giocheremo la fase nazionale e non vediamo l’ora”.

L’aiuto di Cristina Sartorio alla Mensa dei Poveri

Il gesto solidale del noto medico chirurgo estetico piemontese all’opera fondata da Don Adriano Gennari

“La ‘Mensa dei Poveri’ di Torino è una splendida testimonianza di amore e carità. Aiutarla mi ha riempito il cuore. Felice di aver potuto contribuire anch’io a onorare la memoria di San Giuseppe Benedetto Cottolengo, cui essa è dedicata”.
Sono parole di Cristina Sartorio, stimato medico chirurgo estetico torinese con studio anche a Santa Margherita Ligure, che ha scelto di devolvere all’opera fondata nel 2008 in via Belfiore 12 dal sacerdote cottolenghino Don Adriano Gennari i proventi delle vendite cartacee e on line del suo bestseller ‘La Bellezza dell’Imperfezione’, scritto per ‘HCA Edizioni’ con la collaborazione del giornalista radiotelevisivo e saggista cattolico Maurizio Scandurra.
“Ringrazio di cuore la dottoressa Cristina Sartorio per essersi presa amorevolmente cura anche dei nostri indigenti con un atto di toccante generosità. Certamente il Signore la colmerà delle Sue grazie e benedizioni”, dichiara il religioso.
“Da inizio pandemia a oggi i pasti caldi distribuiti sono aumentati, toccando quota 300 al giorno. In crescita soprattutto del 30% rispetto al 2020 anche il numero di italiani di ogni età che hanno perso il lavoro, con famiglie e figli a carico cui ogni sabato mattina doniamo anche pacchi di viveri primari. Confidiamo come sempre fiduciosi nell’aiuto della Divina Provvidenza”, chiosa Don Adriano Gennari, anche animatore e guida del ‘Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione Onlus’.

2 maggio 2016 Leicester campione d’Inghilterra!

Accadde oggi

Nella nostra rubrica di ricordi calciofili fa piacere ricordare,oggi 2 maggio, un’impresa storica accaduta nel campionato di calcio serie A inglese:
esattamente 6 anni fa,il 2 maggio del 2016,il Leicester allenato dal nostro Claudio Ranieri diventa campione d’Inghilterra! Quell’anno il mondo intero assistette ad un’impresa incredibile: la matricola inglese vinse uno scudetto pazzesco.Infatti la stagione precedente il Leicester aveva conquistato una sofferta salvezza, dopo essere tornati in Premier League.Fu un percorso impressionante quello della squadra di Ranieri: 81 punti e solo 3 partite perse. Protagonisti assoluti di quella indimenticabile vittoria scudettata furono:Mister Ranieri che creò un gruppo eccezionale anche fuori dal campo, Kanté (che passò al Chelsea),  Mahrez (acquistato dal Manchester City) e Jamie Vardy, autore di 24 reti,super bomber mai dimenticato.L’mpresa della squadra inglese venne paragonata,con grande ragione,al Cagliari campione d’Italia nel 1970 ed al Verona scudettato nel 1985.

Enzo Grassano

Scontro in corso Galileo Ferraris: scooter a terra

Poco fa in corso Galileo Ferraris angolo corso Stati Uniti a Torino in uno scontro con un’auto è finito a Terra uno scooter. Sul posto i soccorsi del 118 e la polizia municipale per dirigere il traffico e per accertamenti.  Sembra non ci siano feriti gravi.

(foto Cv-il Torinese)

L’isola del libro

Rubrica settimanale a cura di Laura Goria

Annie Ernaux “Guarda le luci, amore mio” -L’Orma- euro 13,00
Solo lei poteva trasformare un’esperienza banale e quasi quotidiana – fare la spesa al supermercato- in opera letteraria, scoprendo mille significati reconditi e altrettante sfaccettature che appartengono alla vita di ognuno di noi, sui quali però non ci soffermiamo più di tanto.
La scrittrice francese che ha messo per iscritto ogni anfratto della sua vita e delle sue esperienze (compreso l’aborto all’epoca in cui era illegale) per un anno ha annotato in un diario le sue spedizioni all’ipermercato Auchan di Cergy, vicino a Parigi. E le corsie tra gli scaffali sono diventate terreno fertile che rivela la realtà sociale, con i suoi riti, le aspettative, le ansie e i costi.
Lei ha osservato tutto e tutto trasformato in pagine e pagine che ci inducono persino a interrogarci sullo spirito con cui noi stessi varchiamo le entrate dei centri commerciali.
Così scopriamo che dietro l’usuale atto di fare la spesa si nascondono molteplici stati d’animo: l’attesa in coda ai banchi o alle casse, piccole attenzioni e gentilezze che i commessi riservano ai clienti, la voglia di passare inosservati oppure di fare conversazione con gli altri, i consigli in merito ai prodotti da scegliere o scartare. E ancora, l’aria allegra delle feste, e una volta passato il Natale, i cestoni pieni di balocchi scontati del 50%, che però pochi pensano di acquistare in anticipo su futuri compleanni o ricorrenze. Semplicemente le Barbie e gli altri giocattoli perdono il loro valore festivo, perché, secondo la Ernaux, «E’ la grande distribuzione che detta legge sulle nostre voglie».

L’attrattiva degli sconti, la compulsione all’acquisto, il meccanismo di fidelizzazione del cliente tramite le carte personali che garantiscono l’accesso privilegiato alle promozioni.
Divertenti poi le pagine dedicate alle difficoltà delle casse automatiche per chi ha acquistato pochi articoli: «Di fatto un sistema che mette continuamente alla prova, terroristico..» con quella voce sintetica che, tra l’autoritario e lo spazientito, ripete le azioni da compiere; decisamene più facile per i giovani che per gli anziani meno tecnologici.
E ancora, pagine dedicate ai tipi di acquirenti scaglionati nei vari reparti e piani, in diverse fasce orarie; quasi uno studio sociologico che svela come persone e popolazioni non si incontreranno mai.
Tutto raccontato dalla prospettiva dell’infanzia da cui era partita la Ernaux, da una semplice, piccola drogheria…niente a che vedere con gli odierni supermercati.

 

Cara Wall “Amatissimi” -Fazi Editore- euro 18,50
E’ il primo romanzo di questa scrittrice americana -laureata in Storia a Stanford, Master in Scrittura creativa all’Iowa Writers’ Workshop- che, dopo aver pubblicato svariati racconti, ora imbastisce una riflessione su fede e ragione, matrimonio e figli, e su come vaghiamo alla costante ricerca di un senso da dare alla nostra vita.

La storia -divisa in tre parti, dal 1953 al 1970- racconta le vicende di due coppie, sullo sfondo dei mutamenti sociali che investono la società e la Chiesa. La struttura narrativa è circolare, inizia e finisce con la morte di Charles, ma intraprende un volo all’indietro di circa 20 anni.
Protagonisti sono i pastori Charles Barret e James McNally, chiamati dalla Terza Chiesa Presbiteriana di New York, tra 12° Strada e Fifth Avenue, con il compito di riconquistare le anime dei fedeli. Siamo nei rivoluzionari anni Sessanta e gli abitanti del quartiere hanno perso fiducia nella Chiesa. E’ allora che Charles e James si conoscono: due pastori per una chiesa che dovranno trovare il modo bilanciarsi.

Sono profondamente diversi per background ed hanno modi differenti anche di intendere il loro compito e di affrontare le contraddizioni della fede nel mondo moderno. James vuole predicare la giustizia sociale e ritiene che la parrocchia sia troppo ricca; Charles crede che anche i benestanti abbiano bisogno di aiuto spirituale.

Charles discende da due antiche famiglie bostoniane, e avrebbe la strada già spianata ad Harvard; invece sceglie di seguire la sua vocazione.
A sua volta James, il più giovane di 6 fratelli, vive a Chicago in una famiglia cattolica non praticante e la vita domestica è funestata dal padre alcolista. E’ grazie all’aiuto di uno zio ricco che può intraprendere gli studi universitari.

I loro destini si intrecciano a quelli delle future mogli, anche loro diverse quanto a carattere e formazione.
Lily, amata con tenacia da Charles, è rimasta orfana a 15 anni: intellettuale atea fatica a conformarsi alla vita dedita alla chiesa e trova oasi di pace soprattutto quando riesce ad isolarsi dal mondo.
Invece Nan è figlia di un pastore del Mississippi, addestrata fin da piccola alla pazienza e alla generosità, condivide la scelta di James ed è la moglie ideale per un pastore.
Poi c’è lo scorrere delle vite delle due coppie, alle prese con incomprensioni e difficoltà. James e Nan lottano contro l’infertilità; mentre Charles e Lily sono alle prese con due gemelli dei quali uno gravemente autistico. E Charles, che stenta ad accettare la condizione del figlio Will, non trova conforto neanche nella fede.

 

Enrica Tesio “Tutta la stanchezza del mondo” -Bompiani- euro 17,00
Si sorride spesso, ma si medita pure, su questo libro della blogger, scrittrice e copywriter torinese che aveva conquistato il successo con “La verità, vi spiego, sull’amore”; diventato anche un esilarante film nel 2017, interpretato da Ambra Angiolini, Carolina Crescentini e Massimo Poggio.
Il piglio di “Tutta la stanchezza del mondo” è lo stesso: una verve irresistibile che, a tratti, sembra anche un saggio perché, sul racconto esilarante di sprazzi di fatiche e impegni, si innestano parecchi spunti per meditare sulla frenesia della vita odierna.
Il libro è fortemente autobiografico e narra il quotidiano di Enrica Tesio che ora è alle prese con una famiglia lievitata di numero. I figli da due sono passati a tre, c’è un nuovo amore, e ne conseguono altre fatiche, responsabilità, ansie e salti mortali.
Nel libro di esordio l’avevamo scoperta mamma single di due cuccioli, con la ferita ancora aperta della separazione, ma che sapeva ridere delle difficoltà della sua vita e inneggiava alla speranza. Bene, ora le cose si sono evolute e le fatiche che elenca sono 12 come quelle di Ercole. Entriamo nella vita di questa donna che a 42 anni ha messo al mondo la terza figlia, e si destreggia come può in una famiglia allargata perché con il nuovo compagno ha conquistato anche i suoi due figli più grandi.
Un nucleo di personalità diverse -da quelle ancora in erba a quelle maggiormente strutturate- ed ecco servito sul piatto d’argento un bel lavoro di smistamento di esigenze, sensibilità, urgenze e altri mille infiniti capitoli di convivenza che può sembrare strampalata, eppure funziona benissimo.
Dietro a tutto questo gran da fare ovviamente c’è lei, la donna multitasking che veleggia nei marosi del quotidiano armandosi di dosi massicce di ironia con la quale tutto sembra bellissimo, vitale, irrinunciabile. E godiamoci i tanti aneddoti e siparietti della sua divertente fatica di vivere, che la Tesio racconta con il suo piglio inconfondibile.

Patricia Cornwell “Autopsia” -Mondadori- euro 22,50
Qui la Cornwell riporta in prima linea la sua creatura di maggior successo, l’anatomopatologa forense Kay Scarpetta, e sceglie anche la narrazione in prima persona, raccontando dalla prospettiva della famosa protagonista
Kay torna in Virginia dove era iniziata la sua carriera, ora è capo medico legale e si trova per le mani un caso di quelli da perderci la testa.
Lungo la ferrovia è stato rinvenuto il cadavere di una donna mutilata in modo orribile, e tutto fa pensare all’opera di un serial killer. Mentre indaga sul delitto e lotta perché non venga archiviato, eccola all’azione anche su un altro fronte.

In quanto membro della Doomsday Commission (specializzata in casi sensibili per la sicurezza nazionale) viene convocata alla Casa Bianca per occuparsi della catastrofe in un laboratorio spaziale segreto lanciato in orbita. A bordo c’erano due scienziati ed esperti astronauti, un americano e una russa che si sono avventurati in una passeggiata spaziale. Da allora se ne sono perse le tracce; mentre il terzo membro dell’equipaggio si è salvato, ma in un modo poco limpido.
Kay dalla Situation Room assiste alle operazioni di soccorso e guida il gruppo di salvataggio in una sorta di autopsia virtuale.

Meglio non raccontare di più, per non togliervi il gusto dei continui colpi di scena che la Cornwell mette a segno in queste pagine.
E ancora una volta, la regina di best seller internazionali, si dimostra abilissima nel trascinare i lettori in una vicenda che mescola le vicende personali di Kay, del marito psicologo forense Benton Wesley, e del collaboratore Marino alle complesse indagini del thriller.
I due uomini aiuteranno Kay Scarpetta nella doppia indagine e nei collegamenti tra i due casi, ma le complicazioni saranno sempre in agguato.