ilTorinese

Il Carnevale torinese: una tradizione colorata e ostinata

Viva i coriandoli di Carnevale, / bombe di carta che non fan male!/ Van per le strade in gaia compagnia /i guerrieri dell’allegria: /si sparano in faccia risate /scacciapensieri, /si fanno prigionieri /con le stelle filanti colorate. /Non servono infermieri / perché i feriti guariscono/ con una caramella. /Guida l’assalto, a passo di tarantella, /il generale in capo Pulcinella./ Cessata la battaglia, tutti a nanna. /Sul guanciale /spicca come una medaglia/ un coriandolo di Carnevale. (Gianni Rodari)

Sarebbe il tempo delle maschere, dei coriandoli per terra, degli scherzi e della baldoria dilagante. “Sarebbe”, perché è difficile entrare a pieno nello spirito festaiolo in questo preciso periodo storico: gli strascichi della pandemia ancora non si affievoliscono, la promessa del termine dello stato d’emergenza non ci risolleva il morale, soprattutto ora che televisioni e giornali ci parlano costantemente di una guerra troppo vera e troppo vicina.
L’altro giorno ero in centro e nonostante tutto, per fortuna, mi è capitato di vedere molti bambini travestiti, correvano sguaiatamente sotto i portici di via Po, infastidivano i passanti più lenti, mentre i genitori tentavano di riacchiapparli. Immagini bellissime, cari lettori, scene che mi hanno fatto sorridere e sperare davvero in qualcosa di migliore. Mi spiace per l’ovvietà melensa, eppure sono loro quelli su cui dobbiamo puntare, quelli così piccoli che ancora non dipendono dai cellulari e dai social, quelli che ancora guardano il mondo come fosse un’enorme giostra, fregandosene dei grandi benpensanti che gli dicono che un qualcosa non si fa perché sconveniente.
Mi ha stupito veder entrare quegli stessi bambini a curiosare nella piccola esposizione a cui anch’io ho partecipato: “Il carnevale degli artisti”, adibita presso il Chiostro della S.S. Annunziata in via Po 45, partecipano all’esposizione numerosi autori torinesi facenti parte di due storiche associazioni del territorio, i Vanchigliesi e il Circolo degli Artisti.
In questa particolare occasione sono esposti al pubblico diverse rielaborazioni personali del tema del Carnevale, maschere dietro cui si scorgono vivaci occhi azzurri, altre invece, segnate dall’inquietudine di orbite vuote, sculture, dipinti e fotografie che rendono tangibili i diversi approcci ad una delle feste più antiche di sempre.
Mi è piaciuto osservare i “piccirilli” sgranare gli occhi davanti a tutti quei colori, osservavano e giudicavano con fermezza le opere che più li colpivano, li ho ascoltati in sacrale silenzio mentre additavano la mia fotografia e concordavano nell’indicarla come “inquietante”.

È giusto, cari lettori, che a dispetto di tutto si continui a festeggiare. È giusto intestardirsi nell’organizzare piacevoli occasioni di festa e condividere il tempo, mantenendoci solidali in momenti così assurdi e difficili. La stessa Torino, la cui Mole ha preso in queste sere i colori della pace per manifestare contro lo scontro bellico russo-ucraino, offre varie attività da svolgere in compagnia in questo breve periodo carnevalesco. Sono diverse le mostre degne di nota, tra cui mi sento di raccomandare “The World of Banksy”, adibita a Porta Nuova, l’esposizione dedicata ai ritratti fatti a Frida Kahlo a Stupinigi, dove è ancora visionabile “ANIMALS”, la raccolta fotografica del celeberrimo Steve McCurry, e ancora vi consiglio “Vivian Maier-Inedita”, presso Palazzo Chiablese.
Non è un caso che mi soffermi sulle manifestazioni artistiche, poiché “la cultura condanna chi impedisce con la violenza il dialogo nel segno della pace” – affermazione tratta dal commento di solidarietà rispetto agli artisti russi che coraggiosamente non hanno voluto esporre alla Biennale di Venezia. –
Davanti a certe situazioni abbiamo tutti le mani legate, spesso le decisioni prese “dalle alte sfere” risultano a noi, popolino inerte, davvero intangibili. Vi è però qualcosa che possiamo fare, rimanere attenti e curiosi pensatori, accrescere il nostro bagaglio culturale, continuare a mantenere la mente attiva, affinché quel “logos”, che gli antichi tenevano in così alta considerazione, sempre ci guidi nella scelta tra il bene e l’orrore. Troviamo dunque la forza di sorridere e, perché no, di indossare al volo qualcuna di queste maschere di Carnevale.
La tradizione della festa è antica e ricolma di simbologie pagane legate al risveglio della natura.
Dal punto di vista etimologico, l’interpretazione più accreditata vuole che la parola derivi dal latino “carnem levare”, ossia “eliminare la carne”, termine connesso all’ingordigia del banchetto che si tiene l’ultimo giorno di festa, il così detto “Martedì grasso”, giusto prima del periodo della Quaresima, segnato dall’astinenza e dal digiuno.
Altre ipotesi pongono l’accento sulle attività di festa, per cui secondo alcuni l’origine del nome della festa deriverebbe da “ carnualia”, “giochi campagnoli” o dalla locuzione “carrus navalis”, cioé “nave su ruote”, espressione che indicava i primigeni carri carnevaleschi, tipici dei cortei pagani.

I primi usi del vocabolo risalgono al finire del XIII secolo e si trovano in alcuni testi del giullare Matazone da Caligano o in quelli del novelliere Giovanni Sercambi.
Ciò che colpisce è che tra le varie festività, il Carnevale è quella che ha meglio conservato i suoi antichi tratti precristiani, non solo, tale occasione è anche rimasta estranea al calendario scandito dalle feste religiose.
Il “clou” dei festeggiamenti si svolge proprio il “Martedì grasso”, giorno che precede il “Mercoledì delle ceneri”, indicato anche come “cinerum”. È il mercoledì che precede la prima domenica della Quaresima, considerata nelle Chiese cattoliche di rito romano e in molte Chiese protestanti, come periodo liturgico “forte”, a carattere battesimale e penitenziale in preparazione della Pasqua cristiana. L’elemento centrale della ricorrenza è la maschera, oggetto peculiare, dietro al quale si celano figure arcaiche, come “l’uomo selvatico” o l’ “orso”, animale simbolo della vita agreste e collegato ai ritmi naturali: esso va in letargo d’inverno, mentre l’attività dei campi è sospesa, e si risveglia in primavera, quando la natura rinasce e si possono consumare le scorte di cibo senza il timore che il freddo duri più del dovuto. L’antropologo Piercarlo Grimaldi si sofferma ad approfondire l’importanza della maschera-orso, sottolineando che “l’orso è una figura pagana, incorporata in molti carnevali tradizionali. Spesso appare come essere selvaggio che si finge aggressivo e viene poi domato, magari da una fanciulla, segno del suo passaggio dall’animalità all’umanità”.
Sono tuttavia innumerevoli le tipologie di maschere utilizzate a Carnevale, così come sono assai diversificati i personaggi a cui si fa riferimento per travestirsi e interpretare, almeno per un giorno, una parte diversa dall’essere se stessi. In tal senso, a Venezia soprattutto, in tempi ormai lontani, era solito che gli uomini si camuffassero da donne, tra i costumi più utilizzati vi era il tipo della Gnaga, la popolana beffarda a sua volta mascherata da gatta.

Si assiste in tale occasione all’inversione sociale dei ruoli, attraverso la realizzazione – seppur temporanea – di un “mondo alla rovescia”, in cui vi è l’abolizione dei rapporti gerarchici e delle autorità. È dunque “un rito legato alla rigenerazione della comunità”, citando sempre Grimaldi, è un’occasione che diventa riequilibrazione sociale e che si conclude con la speranza di purificarsi dai peccati passati, attraverso il rogo del fantoccio. Il pupazzo appositamente creato diveniva protagonista di un farsesco processo, ad esso erano imputati i mali e le colpe, i vizi pubblici e quelli privati, la sua condanna segnava il termine della festa, nonché l’inizio di una nuova fiducia verso un tempo migliore.
Le origini del Carnevale si possono ricercare nei Saturnalia, festa romana dedicata al dio Saturno, che si svolgeva tra il 17 e il 23 dicembre. Secondo quanto riportato dagli studiosi, si tratta di giorni vissuti all’insegna dell’allegria, dello stare insieme, del condividere lauti banchetti e nel farsi simpatici scherzi vicendevolmente. Durante i vari convivi è eletto il “Rex Saturnaliorum”, figura a cui tutt’oggi è associato il “re del carnevale”, ossia una burlesca autorità che è il protagonista assoluto della celebrazione. Anche il rovesciamento sociale è elemento importante dei Saturnalia, altra motivazione che lega il nostro Carnevale all’antica festività.
Nel mondo romano vi erano anche le celebrazioni in onore della dea Iside, durante le quali presenziavano cortei di uomini mascherati, come ben esplica Lucio Apuleio, il quale, nell’XI libro delle Metamorfosi, racconta di un tale, rinominato Mamurio Veturio, coperto di pelli di capra, portato in processione e continuamente preso a bacchettate.
Anche le feste dionisiache greche presentano caratteri comuni, come il temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali in favore dello scherzo, della dissolutezza e di un vero e proprio rovesciamento dell’ordine costituito.

A Babilonia, invece, durante le “antesterie”, si assisteva al passaggio di un carro che avrebbe dovuto restaurare il cosmo dopo il ritorno del caos primordiale. Le festività si svolgevano dopo l’equinozio di primavera, in tali giornate veniva attualizzato il mitico processo di formazione dell’Universo, descritto attraverso l’antico scontro tra Marduk, il dio salvatore, e il drago Tiamat. Secondo le fonti, la celebrazione prevedeva lo svolgimento di una processione in cui veniva rappresentata la morte e la resurrezione del Salvatore Marduk, allegoria delle forze del caos in antitesi con la creazione dell’Universo.
La festa del Carnevale si inquadra così all’interno di un ciclo dinamico che vede la libera circolazione degli spiriti tra cielo, terra e inferi. Quella che ci appare come una semplice mascherata ha in realtà una profonda dimensione metafisica che riguarda l’uomo e il suo destino. In primavera, in concomitanza con il risvegliarsi della natura che manifesta le sue prime energie, il Carnevale apre un passaggio per le anime, che dall’Aldilà possono riversarsi nel mondo dei vivi. Tali spiriti, affinché non diventino pericolosi, vanno onorati, attraverso il prestito di corpi provvisori: le maschere.
Tali oggetti assumono anche significato apotropaico, poiché chi le indossa assume le caratteristiche sovrannaturali dell’essere rappresentato.
L’usanza carnevalesca sopravvive al tempo, anche durante il Medioevo è un’abitudine popolare che pare non voler essere dimenticata; la Chiesa, non riuscendo ad estirpare un’usanza così radicata, cerca di porvi dei limiti, viene così istituita la Quaresima, che trasla avanti nell’anno il rito delle maschere. Il Carnevale diviene quel tempo circoscritto di abbuffate ed eccessi in netta contrapposizione con il tempo del digiuno e della penitenza. Agli ultimi giorni di festa, prima che la baldoria termini e che inizino i quaranta giorni di costrizione, si collega la Pasqua, altra festività “mobile”. Per quel che riguarda l’inizio della festa, dipende dalle tradizioni locali: il 26 dicembre (l’Epifania), il 17 gennaio (giorno di S. Antonio abate), il 2 febbraio (la Candelora).
Ogni località ha la propria tradizione da portare avanti, si pensi al celeberrimo Carnevale di Venezia, ai carri fiorati di Acireale o ancora alla “Battaglia delle arance” di Ivrea.
Torino è legata alle figure di Gianduja e Giacometta, maschere della tradizione piemontese originarie della Commedia dell’Arte. Il primo è un bonaccione borghese sabaudo, amante del buon cibo e del buon vino, la seconda è la sua fedele innamorata e compagna.
Fino a qualche tempo fa non era insolito incontrare la bonaria coppia in giro per il capoluogo, ma adesso sembra essere tutto più complicato, il ridere pare faticoso e dopo tutte le mascherine che ancora indossiamo, metterne una diversa quasi non appare divertente.
Eppure “the show must go on”, cari lettori, come cantava il mitico Freddie Mercury, non è tempo di arrendersi.

Alessia Cagnotto

La casa a Torino? Di proprietà anche per i giovani

 L’immobiliare si conferma un settore di investimento centrale per gli italiani. Anche a Torino.

 

E se da un lato la proprietà batte l’affitto 88% a 13% nel mindset generale, dall’altro per un abitante della città su quattro (25%) è importante che anche i giovani che lasciano l’abitazione di famiglia per rendersi autonomi provino a investire, fin da subito, nell’acquisto della casa, considerandolo il loro obiettivo prioritario.

 

Un dato – quello dell’Osservatorio Sara Assicurazioni – che sembra evidenziare, tra le altre cose, come la rinnovata centralità della casa, con la diffusa presenza dell’home working, si stia sempre più affermando anche nell’orizzonte delle nuove generazioni.

 

Numeri alla mano, il 55% dei torinesi – giovani e meno – sentirebbe più sua l’abitazione con l’acquisto, trattandosi anche di un investimento duraturo (45%). Questa potrebbe un giorno essere rivenduta (18%) e, sul lungo periodo, diventare magari un lascito per i figli (37%).

 

La minoranza di coloro che, invece, guarda all’affitto, dichiara di prediligere questa formula soprattutto perché implica un minor carico di responsabilità (57%), ad esempio in caso di guasti e spese per imprevisti. Insieme a questo, conta il fatto che non occorra un capitale iniziale elevato (43%).

 

La passione per il mattone resta alta nonostante qualche preoccupazione legata ai mutui (36%) e all’indebitamento sul lungo periodo e ai prezzi del mattone (30%).

 

Quindi, la casa non viene considerata solo come un acquisto, ma anche come un bene da curare e su cui investire ulteriormente: attraverso una manutenzione costante (70%), investimenti in sicurezza (14%) ma anche una polizza assicurativa (27%).

 

In questo caso, le due garanzie cui si pensa di più, nell’ottica di proteggere il proprio bene, sono le coperture per danni e incidenti domestici (63%) e quelle contro furto e rapina (54%). Considerati gli effetti di eventi naturali e cambiamenti climatici, c’è anche un 25% che dichiara che si sentirebbe più sicuro con delle tutele contro fenomeni come alluvioni e terremoti.

 

“Come evidenzia il nostro Osservatorio, la casa si conferma anche oggi un bene di primaria importanza, fonte di sicurezza e stabilità: un bene da tutelare e manutenere con attenzione – dichiara Marco Brachini, Direttore Marketing, Brand e Customer Relationship di Sara AssicurazioniPer rispondere a queste esigenze di protezione, noi di Sara Assicurazioni offriamo soluzioni mirate e all’avanguardia, che recentemente abbiamo integrato con una innovativa garanzia per tutelare da possibili controversie burocratiche chi decide di ristrutturare casa avvalendosi delle detrazioni fiscali previste dal Superbonus”.

 

Profughi ucraini in Piemonte, iniziative in corso

Il presidente della Regione Alberto Cirio: “Solidarietà con i fatti verso chi vive una guerra ingiustificata e ingiustificabile che scuote le coscienze di tutte le persone che credono nella libertà e nella democrazia”

Sono diverse le iniziative che la Regione Piemonte attuerà in tempi brevi per prestare soccorso ai profughi in arrivo dall’Ucraina.

Nel corso di una riunione operativa che il presidente della Regione Alberto Cirio ha voluto convocare questo pomeriggio con l’ambasciatore dell’Ucraina in Italia Yaroslav Melnyk, collegato in videoconferenza, e con il console onorario dell’Ucraina in Piemonte Dario Arrigotti, alla quale ha partecipato il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia, presenti anche i dirigenti dell’Assessorato alla Sanità, dell’Assessorato alle Politiche sociali e del Dirmei, si sono affrontati i seguenti temi:

– la Regione emanerà entro pochi giorni una manifestazione di interesse per la formazione di un elenco di persone e famiglie disposte a fornire ospitalità temporanea a chi ha abbandonato le zone di guerra;

– il Coordinamento ha raccolto la disponibilità della Fondazione Specchio dei Tempi a fare da punto di riferimento e collettore per le donazioni in denaro destinate a sostenere le famiglie ucraine in arrivo in Piemonte;

– verrà avviata una raccolta di farmaci curata da Dirmei, Assessorato alla Sanità e Federfarma attraverso Farmaonlus da inviare tramite i canali individuati dal Governo agli ospedali ucraini;

– sarà messo a disposizione del Dipartimento della Protezione civile l’ospedale da campo della Maxiemergenza 118, da posizionare ai confini dell’Ucraina per curare i feriti di guerra;

– sarà chiesta all’ospedale Regina Margherita di Torino la disponibilità ad ospitare i bambini ucraini malati di tumore che in questo periodo non possono ricevere le cure adeguate;

– verrà realizzato un apposito progetto per assistere i bambini ucraini vittime della guerra, coordinato dall’assessore Chiara Caucino che, in qualità di assessore con la delega ai bambini, ha dichiarato di voler coinvolgere anche “l’Agenzia regionale per le adozioni internazionali, al fine di lavorare in sinergia con essa”.

Un invito a sostenere le iniziative a favore dei profughi sarà anche contenuto in ordine del giorno che mercoledì verrà proposto all’approvazione del Consiglio regionale.

“Siamo convinti – ha sostenuto il presidente Cirio rivolgendosi all’ambasciatore Melnyk – che alla solidarietà espressa con le parole debba seguire quella che si manifesta con i fatti. Ed è quello che vuole fare il Piemonte di fronte ad una situazione che scuote le coscienze di tutte le persone che credono nella libertà e nella democrazia e che il Governo italiano ha definito ingiustificata e ingiustificabile”.
“Ringrazio il Piemonte che, prima tra tutte le Regioni italiane, ha lanciato azioni umanitarie per sostenere l’Ucraina – ha dichiarato l’ambasciatore Melnyk – e offriamo la massima disponibilità a sostenere ogni iniziativa che possa rafforzare i nostri rapporti”.

Il console Arrigotti ha annunciato che sono già 500 le famiglie che lo hanno contattato per ospitare profughi e si è detto “sicuro che sarà raggiunto il migliore risultato nei tempi più brevi”.

Ucraina, primi profughi in Piemonte

Nel comune di Borgosesia (Vercelli) sono giunti  questa mattina i primi profughi  dall’Ucraina. Ad accoglierli il sindaco Paolo Tiramani.  Si tratta di  due mamme con i loro bimbi di 11 e 15 anni, e un altro  ragazzino di 11 anni Le due donne si sono ricongiunte alla madre, che vive a Borgosesia con il marito.

Covid, il bollettino di lunedì 28 febbraio

COVID PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16.30

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 1.342 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19, pari al 5,1% di 26.402 tamponi eseguiti, di cui 23.475 antigenici.

Il totale dei casi positivi diventa 981.944, così suddivisi su base provinciale: 81.031 Alessandria, 45.071 Asti, 38.101 Biella, 131.387 Cuneo, 74.410 Novara, 522.017 Torino, 34.861 Vercelli, 35.104 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 4.811 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 15.151 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 40 (+2rispetto a ieri)

I ricoverati non in terapia intensiva sono 949(-13 rispetto a ieri)

Le persone in isolamento domiciliare sono 44.537

I tamponi diagnostici finora processati sono 15.634.809 (+26.402 rispetto a ieri).

I DECESSI DIVENTANO 13.030

Sono 4nessuno di oggi, i decessi di persone con diagnosi di Covid-19 comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti).

Il totale diventa quindi 13.030 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 1.744 Alessandria, 780 Asti, 498 Biella, 1.593 Cuneo, 1.046 Novara, 6.212 Torino, 601 Vercelli, 422 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 134 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

923.388 GUARITI

I pazienti guariti diventano complessivamente 923.388 (+2.586 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 76.142 Alessandria, 42.818 Asti, 36.176 Biella, 124.796 Cuneo, 71.454 Novara, 493.987 Torino, 32.782 Vercelli, 33.019 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 3.664 extraregione e 8.550 in fase di definizione.

I Pinguini Tattici Nucleari per la prima volta sul palco di Collisioni

Domenica 10 Luglio ad Alba.

FEAT. LA RAPPRESENTANTE DI LISTA

NELL’UNICA TAPPA PIEMONTESE DOPO IL SUCCESSO DI SANREMO

 Dopo il sold out in 20 minuti di Blanco, finalmente annunciati gli headliner della domenica di Collisioni: saranno i Pinguini Tattici Nucleari, reduci dal successo di Sanremo 2020 con Ringo Starr, e autori di pezzi diventati classici come Scrivile ScemoPastello Bianco e Ridere a salire per la prima volta sul palco di Collisioni.

DOVE ERAVAMO RIMASTI TOUR sintetizza tutta la voglia della band di andare avanti e ricominciare a vivere, lasciandosi alle spalle questi due anni di stop ai grandi eventi, una parentesi rubata da cancellare e dimenticare per ripartire -appunto- da dove si era rimasti. Se è vero che i PINGUINI TATTICI NUCLEARI non si sono mai fermati, con un’autentica collezione di Dischi d’Oro, di Platino, Doppio e Triplo Platino ad accompagnare il loro incredibile successo, è altrettanto vero che DOVE ERAVAMO RIMASTI TOUR è il modo più bello per tornare ai concerti all’aria aperta ed estendere l’abbraccio ai fan che non hanno mai smesso di sostenerli.

Ad aprire il concerto sul palco di Collisioni, avremo il piacere di ascoltare La Rappresentante di Listanell’unica tappa piemontese del suo MY MAMMA – CIAO CIAO EDITION dopo il successo a Sanremo con la canzone che già si annuncia un tormentone estivo. Un successo su tutti i livelli, con numeri in crescita sui social media, sin dall’inizio della settimana sanremese: i follower su Instagram sono più che raddoppiati, quelli su Tik Tok arrivati a 50mila, con più di 6 milioni di visualizzazioni, il brano è stato utilizzato in oltre 50mila video, rendendo “CIAO CIAO” il terzo brano sanremese più utilizzato sulla piattaforma.

Il festival è reso possibile dal sostegno di Comune di AlbaBanca D’AlbaRegione PiemonteEgeaConfederazione Italiana Agricoltori CuneoLatterie InalpiDistillerie Berta.

I biglietti per il concerto dei Pinguini Tattici Nucleari saranno disponibili in prevendita a partire dalle ore 14 di lunedì 28 Febbraio sui circuiti di Ticketone.itTicketmaster.it, e Ciaotickets.com

Ladruncolo 18enne spacca il naso a dipendente del supermercato

Un 18enne pregiudicato residente a Chieri è stato arrestato dai carabinieri

Nel pomeriggio di sabato un dipendente del supermercato Borello lo ha visto rubare bottiglie di  alcolici. Il giovane ha fratturato il naso all’addetto antitaccheggio  colpendolo con  un pugno al viso. I carabinieri sono riusciti a bloccarlo.

Legambiente: “Si abbassi di almeno un grado la temperatura negli stabili pubblici“

Guerra, caro energia, cambiamenti climatici.
Una triste convergenza per una razionalizzazione dei consumi


La proposta di Legambiente: “Si abbassi di almeno un grado la temperatura negli stabili pubblici di Regione Piemonte, delle Province piemontesi, della Città Metropolitana e del Comune di Torino. Si riduca l’illuminazione pubblica. Si abbassino i limiti di velocità. E anche i cittadini collaborino, impegnandosi in azioni efficaci di risparmio energetico”.

 

 

In questi giorni tragici segnati dal conflitto bellico in atto in Ucraina (in cui le grandi ricchezze di combustibili fossili del Paese giocano inevitabilmente un ruolo importante), dal caro energia che da qualche tempo affligge l’Europa ed in particolare il nostro Paese, da una crisi climatica ed ecologica che sta mostrando tutta la sua forza di impatto sulla nostra regione, che non vede pioggia da mesi, tutto porta a chiedere con forza una razionalizzazione dei consumi.

 

Che lo si voglia fare come forma di boicottaggio verso il gas russo, che lo si voglia fare per preservare le tasche proprie e della comunità, che lo si voglia fare per dire NO ad una guerra folle che sta portando l’Europa in un incubo da cui pensavamo di esserci liberati dopo le vicende legate all’ex-Jugoslavia.

 

Per questo Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta chiede alla Regione Piemonte, alle Province piemontesi, alla Città Metropolitana di Torino e a tutti i Comuni Piemontesi, a partire da quello di Torino, di mettere mano immediatamente a misure di contenimento dei consumi energetici degli edifici e dei servizi pubblici, abbassando di un grado la temperatura in tutti gli edifici pubblici (scuole comprese) e limitando l’illuminazione pubblica, di abbassare i limiti di velocità di 10 km/h sulle strade su cui hanno competenza e di implementare una campagna di comunicazione rivolta alla cittadinanza sulle modalità di contenimento dei propri consumi energetici.

 

Mentre il Governo ragiona di riaprire centrali a carbone, materiale di cui la Russia stessa è fra i primi 10 produttori al mondo, rischiando di cancellare il poco di buono fatto in questi anni e tornando ad emettere gas climalteranti in conflitto con gli obiettivi di decarbonizzazione mondiali, Legambiente sottolinea la necessità di emanciparsi dalle fonti energetiche fossili: “L’Italia ha l’obbligo e la possibilità di emanciparsi dalla dipendenza delle fonti fossili – dichiara Giorgio Prino, Presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – attraverso uno sfruttamento sistematico delle fonti rinnovabili, a partire dal fotovoltaico e dall’eolico. ‘Un pannello su ogni tetto’ dovrebbe essere un mantra per gli anni a venire. Ma non basta produrre energia da fonti rinnovabili: sono fondamentali la razionalizzazione dell’utilizzo della stessa e l’eliminazione degli sprechi, a partire dal settore pubblico. In tal senso non si capiscono le restrizioni su operazioni come quella relativa al superbonus edilizio, che potrebbe contribuire in maniera sensibile al raggiungimento dell’obiettivo. È giunto il momento di accelerare con decisione verso l’utilizzo delle fonti rinnovabili, qualunque sia la valenza che si voglia dare alla attività, è arrivato il momento di emanciparsi dalle fonti fossili. Carbone, Petrolio o gas che siano!”

Legambiente Piemonte

 

McDonald’s cerca 259 persone nella provincia di Torino

Un piano di crescita che prevede l’assunzione di 5.000 persone in tutta la Penisola: 259 le figure da inserire in organico nei suoi ristoranti di Torino (106),Alpignano (4), Avigliana (7), Beinasco (11), Carmagnola (11), Chieri (6), Chivasso (12), Collegno (4), Grugliasco (11), Leinì (11), Moncalieri (4), Nichelino (10), Pavone Canavese (6), Pinerolo (11), Rivoli (11), San Maurizio Canavese (12), Settimo Torinese (11) e Venaria (11).

Torino, 28 febbraio 2022 – McDonald’s cerca 259 nuovi candidati da inserire nei ristoranti della provincia di Torino, in particolare 106 in città, 4 ad Alpignano, 7 ad Avigliana, 11 a Beinasco, 11 a Carmagnola, 6 a Chieri, 12 a Chivasso, 4 a Collegno, 11 a Grugliasco, 11 a Leinì, 4 a Moncalieri, 10 a Nichelino, 6 a Pavone Canavese, 11 a Pinerolo, 11 a Rivoli, 12 a San Maurizio Canavese, 11 a Settimo Torinese e 11 a Venaria. Posizioni che rientrano nel piano di crescita nazionale, che prevede quest’anno l’assunzione di 5.000 nuove persone in tutta Italia.

Voglia di mettersi in gioco, capacità di lavorare in squadra e a contatto con i clienti, rappresentano alcune delle principali caratteristiche che l’azienda ricerca nelle persone che lavorano nei suoi ristoranti. McDonald’s offre un’opportunità di lavoro concreta, grazie a contratti stabili (che rappresentano il 92% del totale) e possibilità di crescita professionale rapida. Entrare in McDonald’s significa lavorare in un contesto dalla forte identità di gruppo, giovane, inclusivo e meritocratico, capace di garantire a tutti i dipendenti le medesime opportunità.

È possibile inviare la propria candidatura direttamente sul sito (McDonald’s.it), attraverso la compilazione di un questionario circa diverse tematiche, tra cui la disponibilità oraria e il tipo di mansioni a cui si è interessati e il caricamento del CV. I candidati ritenuti idonei verranno contattati da McDonald’s e invitati a un colloquio individuale, che sarà anche l’occasione per ottenere tutte le informazioni sull’azienda e sul lavoro in McDonald’s.

Per ulteriori informazioni sul lavoro in McDonald’s visitare la sezione “Entra nel Team”, per candidarsi visitare il sito a questo link.

Avis Madonna del Pilone: il presidente Testa presenta i risultati ottenuti

DAL PIEMONTE

17 nuovi donatori, +15% di donazioni, 192 sacche riempite tra sangue e plasma e l’apertura dei canali social Facebook e Instagram: questi alcuni dei goal messi a punto lo scorso anno

Mercoledì 23 febbraio si è riunita l’assemblea annuale della Sezione AVIS Madonna del Pilone e il Presidente Claudio Testa ha esposto i risultati ottenuti nel 2021 grazie all’impegno delle volontarie e dei volontari e dei tanti giovani che con entusiasmo si sono uniti all’associazione.

Il 2021 si è chiuso, infatti, con la crescita della Sezione: si sono associati 17 nuovi membri e le donazioni sono state numerose: 25 donazioni in più che rappresentano una crescita percentuale rispetto l’anno precedente del 15%. Numeri che hanno portato alla raccolta, tra sangue intero e plasma, di 192 sacche, nonostante la difficile situazione dettata dall’emergenza sanitaria che ha toccato anche il sistema donazioni.  Anche il 2022 sembra aprirsi nel segno dell’ottimismo, da inizio anno ad oggi, quindi in meno di due mesi, si sono aggiunti alla Sezione altri 4 nuovi donatori e altri 3 si aggiungeranno nella prossima donazione collettiva del 6 marzo.

 

Nel 2021 l’Avis Madonna del Pilone si è poi aperta al digitale: sono stati creati il sito www.avismdp.it, un indirizzo mail esclusivo info@avismdp.it  ed un indirizzo pec dedicato, strumenti ormai necessari per essere ancora più vicini alle persone e per rispondere più rapidamente a tutte le richieste che giungono. Un importante traguardo è stato poi raggiunto dall’associazione con l’apertura dei canali social Facebook e Instagram che rappresentano di fatto due nuovi strumenti per poter raggiungere ancora più velocemente i ragazzi che rappresentano il futuro dell’associazione, ma anche per diffondere la cultura della donazione del sangue.

 

Il 2021 ha visto l’insediamento del nuovo direttivo, formato da molti componenti già presenti nel consiglio precedente e di nuovi componenti giovani. Questo ha dato vita ad un consiglio perfettamente bilanciato tra esperienza ed entusiasmo – commenta Claudio Testa, Presidente l’Avis Madonna del Pilone –.  Sono convinto che anche una piccola realtà come la nostra può testimoniare “in grande” quanto sia importante e necessario il dono del sangue; con nuove idee utilizzando nuovi mezzi di comunicazione, possiamo sicuramente fare molto. Ringrazio, quindi, caldamente tutti i donatori e i volontari della Sezione che dedicano il loro tempo al servizio della comunità. Chiudo con una richiesta che rivolgo a Voi e anche a me stesso, proviamo nel 2022 a trovare un amico disposto a donare. Accompagniamolo a fare questo gesto meraviglioso, spieghiamogli che donare rende felici e che la felicità si moltiplica se condivisa”