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La Guardia di Finanza arresta latitante in Calabria

Arrestato dalla Guardia di Finanza di Torino latitante di origine calabrese, con interessi economici e imprenditoriali stabilmente radicati in provincia di Torino. È gravemente indiziato di concorso in associazione per delinquere di stampo mafioso e di reati di natura economica e tributaria.

Torino: la Guardia di Finanza, con il coordinamento della locale Procura della Repubblica, ha portato a termine una complessa attività di indagine che ha consentito di eseguire una misura cautelare in carcere nei confronti di un latitante di origine calabrese, con interessi economici e imprenditoriali stabilmente radicati in provincia di Torino.

L’arresto è avvenuto all’interno di un garage di un casolare nelle campagne di Caulonia (RC) dove, all’esito di complesse investigazioni, è stato rintracciato nel cuore della notte.

L’attività è stata eseguita dai finanzieri torinesi unitamente ai colleghi del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Reggio Calabria, con il supporto del Gruppo di Locri e della Sezione Aerea di Lamezia Terme.

Il soggetto, sulla base del quadro accusatorio delineatosi nel corso delle investigazioni, allo stato in fase di indagini preliminari e fatta salva la presunzione di innocenza fino a compiuto accertamento delle responsabilità, è gravemente indiziato di concorso in associazione per delinquere di stampo mafioso e di reati di natura economica e tributaria.

Il soggetto risultava irreperibile dal dicembre 2021, allorquando il Nucleo di polizia economico-finanziaria Torino, nel corso dell’operazione “Cavallo di Troia”, aveva dato esecuzione a misure cautelari personali e reali emesse dal G.I.P. di Torino nei confronti di 8 soggetti indagati, a vario titolo, per reati fiscali, fallimentari – aggravati dall’agevolazione mafiosa – e concorso nell’associazione mafiosa denominata “ndrangheta”, con contestuali provvedimenti di sequestro per 2,5 milioni di euro.

In particolare, secondo il quadro accusatorio e fatte salve le successive valutazioni di merito, nel corso di tale attività d’indagine sarebbero state individuate 3 società operanti nel settore edilizio, ritenute essere poste al servizio di esponenti della ‘ndrina Bonavota, radicata nel territorio di Carmagnola (TO) e collegata all’omonima cosca calabrese.

Gli indagati – tra cui il latitante arrestato – risulterebbero aver gestito le suddette imprese, anche tramite l’utilizzo di prestanome, forti dell’appoggio fornito loro dalla cosca in grado di garantire importanti commesse per la realizzazione di opere nonché la “protezione” in caso di difficoltà. Gli stessi, abbattendo fittiziamente i debiti tributari e previdenziali, avrebbero attuato, altresì, una sorta di doping fiscale, risultando così avvantaggiati rispetto alla concorrenza delle aziende operanti nei medesimi settori.

L’operazione delle Fiamme Gialle avrebbe consentito, inoltre, di delineare un modus operandi connotato da continuative e sistematiche condotte caratterizzate dal depauperamento dei patrimoni aziendali, lasciando da un lato le imprese in una situazione di completa spoliazione delle risorse, anche destinate al pagamento di stipendi e contributi dei dipendenti e, dall’altro, destinando parte dei profitti dei reati perpetrati alla criminalità organizzata.

Ivrea: come diventare imprenditori

Diventare imprenditori, a qualsiasi età e vincere la sfida del lavoro, puntando sulla formazione e utilizzando al meglio i fondi europei. Di questo e di altro si parlerà martedì 29 marzo, al Polo Universitario Officina H (Aula 3), durante l’evento organizzato da Ente Nazionale per il Microcredito (ENM) e ANPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro) per fare il punto sulla situazione occupazionale in Italia e presentare i risultati del progetto formativo e di avvio all’impresa Yes I Start Up (YISU) – attuato dall’ Ente Nazionale per il Microcredito (ENM), in accordo con ANPAL. 

Si tratta di un evento unico nel suo genere che intende rinnovare la grande tradizione imprenditoriale risalente ad Adriano Olivetti nell’inventiva e la dinamicità delle startup italiane. Sono il motore della rinascita economica del Paese, alimentato anche da una sorta di “New Deal” delle piccole imprese creato dal sistema Yes I Start Up (YISU) e SELFIEmployment. Dove il settore pubblico italiano spinge la nascita di piccole aziende, combattendo la disoccupazione e aumentando il grado di innovazione sociale. Tanto che YISU è stata individuata dal Comitato di sorveglianza PON IOG come buona pratica ed è stata inserita dall’OCSE come case study all’interno delle buone pratiche europee.

Un sistema progettuale vincente, come raccontano i dati, che fino ai primi mesi dell’anno scorso era rivolto solo ai Neet (giovani, entro i 29 anni, Not in Education, Employment or Training) e grazie agli ottimi risultati dal 2021 è stato esteso anche a donne inattive e disoccupati di lunga durata (anche over 50), con riscontri davvero notevoli.

All’evento – patrocinato da Città di Ivrea, Fondazione Adriano Olivetti, Associazione Archivio Storico Olivetti, Unesco, Confindustria Canavese, Confartigianato Torino Città Metropolitana, Camera di Commercio di Torino, Confesercenti Torino e Provincia,  Ascom Confcommercio e Federterziario Piemonte – prenderanno parte il Vescovo di Ivrea, Monsignor Edoardo Aldo Cerrato, il sindaco della città Stefano Sertoli, il presidente dell’Ente Nazionale del Microcredito, Mario Baccini, il deputato membro della Commissione Politiche UE della Camera, Alessandro Giglio Vigna, l’assessore all’Innovazione della Regione Piemonte, Matteo Marnati, l’assessore alle Politiche giovanili del Comune di Ivrea, Giorgia Povolo, la presidente della Fondazione Adriano Olivetti Cinthia Bianconi e il presidente dell’Associazione Archivio Storico Olivetti Gaetano Di Tondo. L’evento sarà moderato dal vicedirettore de La Stampa Marco Zatterin.

Si alterneranno durante la giornata le testimonianze di ANPAL, Invitalia, Ente Nazionale per il Microcredito, Camera di Commercio Torinoe Agenzia Sviluppo del Canavese, mentre il tavolo tecnico del pomeriggio sarà animato da importanti voci del panorama socio-economico nazionale, tra cui il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, il presidente dell’Osservatorio Risorse pubbliche della Corte dei Conti, Gabriele Fava, l’esperto economico del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Pietro Galeone e Cynthia Lavison dell’OCSE, Francesco Verbaro presidente di Formatemp, il coordinatore intervento dell’Ente Nazionale del Microcredito, Nicola Patrizi e il responsabile delle Reti e Attività territoriali ENM Giancarlo Proietto. Inoltre parteciperanno Pietro Orazio Ferlito (ANPAL), Daniela Patuzzi (Invitalia), Cristina Ghiringhello (CIAC), Luisa Marchelli (Agenzia Sviluppo Canavese).

La giornata si concluderà con un tour del Visitor  Centre Unesco, all’interno dei siti Olivetti. 

In allegato, la locandina dell’evento e su richiesta specifica i dati e gli approfondimenti che raccontano il successo dei progetti YISU e SELFIEmployment.

Per partecipare all’incontro, gratuito, che durerà dalle 9.30 alle 17.00, occorre registrarsi al seguente link:

https://www.eventbrite.it/e/biglietti-diventare-imprenditori-come-vincere-la-sfida-301326434477

Un omaggio al legame tra Carmelo Bene e Torino

 

Nella  mostra Bene, bis. 85 anni dalla nascita, 20 dalla scomparsa

Torino rende omaggio a Carmelo Bene nel ventennale della scomparsa con diversi appuntamenti tra cui la mostra “Bene, bis. 85 anni dalla nascita, 20 dalla scomparsa” a cura di Mario Serenellini al centro PHOS in Via Giambattista Vico 1 a Torino.L’esposizione si concentra sulle stagioni teatrali di fuoco degli anni 1966-1968 con una selezione di scatti d’autore (Gianfranco Mantegna, “Stephan”, Riccardo Orsini, Claudio Abate) scelte dal curatore ed esposte per la prima volta nel 2017 al MAV di Ercolano e al Festival Magma di Acireale/Milo.

L’artista dalla personalità straripante con il vizio della provocazione e una instancabile volontà di sperimentare l’arte come attore, regista, drammaturgo, scrittore e poeta, trovò un terreno fertile nella Torino degli anni Sessanta, percorsa da unfervido spirito avanguardistico. A vivacizzare la scena culturale torinese indipendente tra la metà degli anni Sessanta e Ottanta spiccava Edoardo Fadini, fondatore del Cabaret Voltaire, con unasensibilità artistica vicina a quella di Carmelo Bene, con il quale portò avanti un sodalizio artistico trentennale.

Il “sommo Bene” nel 1966, il 17-18 maggio, porta per la prima volta a Torino il suo Pinocchio e, sostenuto dall’Unione culturale Franco Antonicelli, animata da Edoardo Fadini, e con la mediazione del futuro sindaco Diego Novelli, lo spettacolo viene ospitato al Teatro Alfieri, e il 18 pomeriggio Bene lo presenta incontrando il pubblico nella sede storica di Palazzo Carignano dell’Uc. L’anno successivo, nel giugno 1967, il “Primo Convegno Nazionale per un Nuovo Teatro” di Ivrea promosso da Fadini e dall’Uc accoglie interventi e spettacoli di Eugenio Barba e dell’Odin Teatret, di Leo De Berardinis e Perla Peragallo, di Carlo Quartucci e Carmelo Bene, le cui contestazioni segnano fortemente lo svolgersi degli incontri. Nel 1968, l’8-9 e 11 marzo, l’Unione culturale e il Piper Pluri Club (che lo ospita) organizzano lo spettacoloconcerto di Carmelo Bene e Vittorio Gelmetti dal titolo Majakovskij. L’8 dicembre 1968, all’Unione culturale, va in scena Don Chisciotte di Carmelo Bene (con Bene, Mancinelli, De Berardinis e Peragallo), replicato dal 9 al Teatro Gobetti grazie alla co-organizzazione dello spettacolo tra Uc e Teatro Stabile. Il 14 gennaio 1969, Torino ospita quella che viene presentata come la prima nazionale di Nostra signora dei Turchi al Cinema Gioiello. Anche in questo caso si organizza a Palazzo Carignano un incontro pomeridiano di presentazione del film con Bene. Nei decenni successivi, Bene tornerà poi in città nell’ambito del progetto Toreat, realizzato sempre dall’inesauribile Fadini con il suo Cabaret Voltaire, l’Uc e le Università di Torino e Cagliari e verrà ricordato nell’anno della sua scomparsa dal convegno Le arti del Novecento e Carmelo Bene (GAM, ottobre 2002) organizzato da Fadini e i cui atti sono stati recentemente stampati da Kurumuny editore con il titolo Il sommo Bene.

La mostra, realizzata in collaborazione tra Le Plateau de la Méduse di Parigi, MAV (Museo Archeologico Virtuale) di Ercolano, Unione culturale Franco Antonicelli, Teatro Stabile di Torino e PHOS – Centro per la Fotografia e le Arti Visive, è stata inaugurata il 21 marzo alla presenza del curatore Mario Serenellini. È aperta da lunedì a venerdì, dalle 15.30 alle 19.30 o su appuntamento fino all’8 aprile.

Mario Serenellini, giornalista, critico (“France Culture/Radio France”, “la Repubblica”, “Alias–il manifesto”, “la Gazzetta del Popolo”), cura rassegne e mostre internazionali con la sua associazione Le Plateau de la Méduse. Già direttore artistico di Cinéma italien Nouvel Air all’Espace Pierre Cardin, Capolavori d’un giorno all’Institut Culturel Italien, AniMav a Ercolano e Napoli, Sottosopra18 a Torino, guida a Parigi con Ysé Brisson il FDFC-Festival Droits des Femmes & Cinéma. Traduttore (da Proust, Lewis Carroll, Tim Burton, Hitchcock), autore di pièces e video, ha pubblicato tra l’altro Max Ernst dada e surrealista, Le figure incrociate, L’AnNez Pinocchio/Il NasoMese, François Truffaut: il ragazzo salvato.

PHOS è un centro culturale polifunzionale in cui confluiscono molteplici attività incentrate sullo studio, la promozione e la produzione della fotografia e delle arti visive. Fondato nel 2011 da un collettivo di artisti, fotografi e professionisti legati al mondo della fotografia Fine Art, ha come finalità quella di costituire un punto d’incontro per chiunque si interessi al mondo dell’immagine. Il Centro offre supporto alla realizzazione e valorizzazione di progetti fotografici, iniziative editoriali (tirature in edizione limitata e libri d’artista) e mostre, con particolare attenzione al lavoro di giovani autori. Propone inoltre percorsi di riflessione e mostre di grandi maestri della fotografia come Michael Ackerman, Lisette Model, Jacob Aue Sobol, Luigi Ghirri, Mario Cresci e Mario Giacomelli. Il Centro opera poi per l’istituzione di concorsi, l’organizzazione di residenze per artisti provenienti dall’Italia e dall’estero e per l’attivazione di collaborazioni e scambi con istituzioni analoghe.

GIULIANA PRESTIPINO

Contatti: tel. 011 7604867; web: www.phosfotografia.com; email: phos@phosfotografia.it

L’isola del libro

Rubrica settimanale a cura di Laura Goria

 

Michel Houellebecq “Annientare” -La nave di Teseo- euro 23,00

Il famoso scrittore francese ha condensato più tematiche in oltre 700 pagine: malattia, politica, rapporti familiari, l’amore che sembra essere l’unica ancora di salvezza, attentati e stragi, il travaglio interiore di un uomo di fronte agli sbarramenti della vita.
Tantissima carne al fuoco, con pagine a tratti più lente e ingarbugliate, ma altre di una potenza narrativa eccezionale. Di fatto non c’è un preciso baricentro, piuttosto un corollario di uomini, donne e svariate situazioni.
L’incipit è comunque fulminante, con la divulgazione di video agghiaccianti che gettano nel panico il mondo della politica francese. La storia poi si avvolge però intorno ad un personaggio che risulta centrale.
E’ Paul Raison, uomo di mezza età, consigliere di Bruno Juge che è il ministro dell’Economia, delle Finanze e del Bilancio, possibile candidato alle future elezioni presidenziali.
Il clima generale è in stato di allerta per i messaggi criptati che anticipano spaventosi atti terroristici.
Il più straziante è il siluramento di una barca piena della disperazione dei migranti. Gli attentatori filmano e mettono in rete scene di panico, orrore e morte; quella di 500 persone, tra uomini, donne e bambini che annegano di fronte agli occhi del mondo.
Houellebecq per l’occasione mette a fuoco anche le reazioni della politica, e sembra riflettere sui grandi temi dei nostri tempi.

Ma è soprattutto su Paul Raison che si concentra maggiormente, raccontandoci molto di lui e della sua famiglia. Il matrimonio con Prudence sembra quello di due separati in casa…anche se poi le cose cambieranno decisamente.
A sconvolgere la vita di Paul dapprima è l’ictus che riduce suo padre in coma e poi allo stato di larva; anziano non autosufficiente da gestire, tra ospedale, Rsa e continua assistenza infermieristica. A prendere in mano la situazione saranno soprattutto la figlia Cecile e la compagna del malato (della quale conosceremo la famiglia e il legame con Paul).
Mentre sullo sfondo rimane il loro fratello minore Aurelien, particolarmente fragile e problematico, sposato con una donna insopportabile che lo umilia continuamente. E anche qui ci saranno sviluppi….

Ma la tragedia più grande che investe Paul è la diagnosi infausta di un tumore gravissimo. Sono le pagine più emozionanti del romanzo. Scopriremo come l’uomo affronterà la situazione, le scelte per quanto riguarda la possibile devastante prospettiva chirurgica e le cure altamente debilitanti. Come si prepara Paul? Chi gli starà più accanto? Come andrà a finire?……

 

Jokha Alharthi “Corpi celesti” -Bompiani- euro 18,00

Decisamente interessante questa scrittrice che ha raggiunto una serie di primati: è la prima autrice dell’Oman ad aver ottenuto successo oltre confine e diventata un caso letterario, la prima di lingua araba ad aver vinto l’International Booker Prize nel 2019 proprio con “Corpi celesti”.

Jokha Alharthi, nata nel 1978, vanta un curriculum di tutto rispetto. Ha studiato nel suo paese e poi a Edimburgo dove ha conseguito un dottorato di ricerca in letteratura araba. E’ autrice di saggi, libri per ragazzi, di questo romanzo e di altri due ancora inediti in Occidente. Oggi è tornata nel suo paese dove insegna alla Sultan Qaboos University, vicina alla capitale Mascate. Ma è nella scrittura che c’è la sua anima più profonda.
“Corpi celesti” l’ha scritto mentre ad Edimburgo viveva in una manciata di metri quadrati insieme al marito e al figlio di 8 mesi. Chapeau, perché nel frattempo studiava anche come una forsennata per il dottorato.

Il romanzo narra le vite, le scelte, le aspirazioni e le frustrazioni di tre sorelle che abitano in un villaggio rurale dell’Oman. Di fatto le pagine raccontano quel paese fortemente patriarcale, basato su rigide gerarchie e maschilista, nel quale la schiavitù fu legale fino al 1970.
Nel decennio tra 1970/1980 si svolgono i fatti narrati che testimoniano anche una serie di cambiamenti nel paese.

Le protagoniste sono Mayya, tutta presa a sognare un uomo che studia a Londra; ma accetta di sposare il pretendente al quale il padre l’ha promessa. E’ Abdallah, figlio di un ex mercante di schiavi, ragazzo in vista che l’amerà con tutto il cuore, e soffrirà per la distanza emotiva di lei che il suo cuore se lo tiene ben stretto. La loro figlia femmina -che Mayya ha chiamato London (suscitando sdegno e scalpore per un nome che non tiene conto della tradizione) diventerà medico e donna autonoma che sa cosa vuole.

Poi c’è Asma’, romantica sognatrice che ama leggere e accetta di buon grado il matrimonio con un artista assorbito solo dai suoi dipinti; non lo ama ma si adegua.

L’unica a impuntarsi è Khawla, la più bella delle sorelle, che rifiuta qualsiasi pretendente. Per lei esiste solo l’amore per Nasir, emigrato in Canada.
Lui laggiù convive con una fidanzata; dopo 5 anni torna per l’eredità che la madre gli ha lasciato, ma solo a patto che sposi Khawla. Ecco in che termini nasce quel matrimonio; poi riparte subito e torna dalla ragazza canadese, alla quale si dimentica di dire che nel frattempo si è sposato.
E Khawla lo aspetterà per 10 anni; lui tornerà ogni due, per vedere il figlio nato mentre era via, e per rimettere incinta la moglie. E il finale è tutto da scoprire.

 

Sandra Petrignani “Leggere gli uomini” -Laterza- euro 18,00
Questo libro apre le pagine della grande letteratura e suggerisce spunti di pensiero e analisi su scrittori uomini, leggendo i quali si sono formate le donne.
La forma è quella del memoir -intelligente, acuto, introspettivo e colto- in cui la giornalista e scrittrice Sandra Petrignani adotta una prospettiva inedita e parecchio interessante.
Per secoli sono stati gli uomini gli unici ad avere avuto il privilegio di una stanza “tutta per sé”; quello studio privato e tranquillo in cui poterono scrivere in santa pace capolavori assoluti. Le donne dunque lessero solo opere maschili e su quelle si sono formate. La Petrignani compie un volo a 360 gradi e riannoda suggestioni, brani e significati dei libri che l’hanno accompagnata nella sua formazione.
Dalla sua approfondita analisi emergono tantissimi dati. Tanto per cominciare: gli scrittori, pur parlando spesso di donne, le hanno evocate, inventate, descritte, sguinzagliate nelle loro pagine, ma senza conoscerle davvero, poichè raramente era possibile leggere libri scritti dal gentil sesso. Risultato romanzi bellissimi ma magari incompleti.
Petrignani ha riletto i libri che hanno segnato la sua vita ed ha rilevato aspetti che magari non aveva notato alla prima lettura. Ha sottolineato i vari caratteri maschili, le loro ossessioni e manie, il loro sguardo sul mondo femminile.
Una curiosità: nella letteratura maschile ricorre il gioco degli scacchi (assente invece da quella femminile), e la Petrignani lo interpreta sul piano simbolico. Lo scacco al re, ovvero la tendenza degli uomini a sostituire il padre.
Altra costante è l’ossessione del doppio, l’ansia della scissione in due personalità diverse.
Questa è l’occasione per una carrellata attraverso gli autori più amati dall’autrice: uno stuolo di nomi tutelari della letteratura mondiale, oltre 330 romanzi che ha letto e sui quali ha meditato.
Impossibile citarli tutti, però è consigliato riscoprirli attraverso questo libro che è un affascinante omaggio alla letteratura.

Camilla Lackberg – Henrik Fexeus “Il codice dell’illusionista” -Marsilio- euro 22,00

Questa volta la regina del “crime svedese” si lancia in una nuova impresa, che si preannuncia avvincente ed è l’assaggio di una nuova serie. Mette in campo un personaggio del tutto nuovo. E’ Vincent, di professione mentalista, al quale si rivolge Mina, poliziotta di un’unità specializzata in crimini violenti di Stoccolma.
Le prime pagine afferrano immediatamente il lettore con un omicidio raccontato nei minimi particolari e agghiacciante.

Una giovane donna viene trovata morta in una “sword box”, quelle usate per i numeri di magia in cui l’illusionista finge di trafiggerla ripetutamente. Solo che questa volta dentro c’è una vittima letteralmente squarciata da ripetuti colpi di spada.
La polizia non sa da dove iniziare. Mina contatta il famoso mentalista Vincent e gli propone un incarico di consulenza. Lui oltreché psicologo è un profondo conoscitore del mondo dell’illusionismo: è capace di leggere e decodificare il linguaggio del corpo, di entrare nella mente altrui studiando sguardi e toni di voce.

Due personaggi che la Lackberg ci racconta mettendo a nudo le loro personalità, rendendo il loro spessore umano, il loro vissuto e i loro punti nevralgici.
Mina Dabiri soffre di un disturbo ossessivo compulsivo per cui vive nel terrore dello sporco e dei germi; al punto che indossa i guanti anche per prendere i vasetti di yogurt dal frigo.
Vincent Walter ha una vita decisamente ingarbugliata: sposato due volte con due sorelle che, ovviamente, si odiano.
I figli della prima moglie non riconoscono l’autorità della zia-matrigna e gli equilibri saltano spesso. Vincent ha seri problemi di comunicazione con la seconda consorte; donna razionale e dalla mente matematica, gelosissima del marito, sospettosa all’eccesso e totalmente priva di sense of humor.

I due lavorano con il gruppo investigativo che annovera altri soggetti interessanti.
La capa Julia, alla ricerca della maternità; l’anziano detective Chester apparentemente disilluso, che scopriamo invece empatico; il giovane Peter neo padre stravolto da notti insonni.
Ecco il team che insegue un killer seriale, un mago che si diletta ad ammazzare le donne e che va fermato. Aspettatevi colpi di scena a raffica e un epilogo soprendente.

 

 Anpas al Trentennale del Sistema di Emergenza 118

Anpas, Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze presente il 26 marzo in piazza Galimberti a Cuneo per il Trentennale del Sistema di Emergenza 118. Un evento che ha coinvolto gli operatori del 118, Anpas, Croce Rossa, Misericordie, oltre alle Forze dell’Ordine, ai Vigili del Fuoco e tutti coloro che si interfacciano con il Sistema di Emergenza Territoriale 118 della provincia di Cuneo.

In piazza le associazioni di volontariato Anpas del cuneese Asava, (Associazione Servizio Autisti Volontari Ambulanza) di Grinzane Cavour, Avac (Associazione Volontari Ambulanza Cortemilia), Avav (Associazione Volontari Ambulanza Vallebelbo), e Var (Volontari Ambulanza Roero) di Canale, la Croce Verde di Saluzzo, di Bagnolo Piemonte, Gruppo Volontari del Soccorso di Clavesana, Volontari del Soccorso Dogliani, la Croce Bianca di Fossano, di Ceva, di Garessio, di Ormea, i Volontari Valli Monregalesi.

Pubbliche Assistenze presenti anche domenica 27 marzo, per l’intera giornata ad Alba, in piazza Urbano Prunotto per presentare al pubblico la loro capacità di intervento simulando scenari di emergenza e per spiegare il funzionamento del Sistema 118.

Dopo l’evento di apertura per i 30 anni del 118 domenica 20 marzo a Roma, con la Benedizione del Santo Padre in piazza S. Pietro, la giornata del 26 marzo a Cuneo si è posta l’obiettivo di coinvolgere soprattutto i cittadini, per incontrarli al di fuori dell’emergenza e sensibilizzarli con iniziative tematiche.

Luciano Dematteis, consigliere Anpas Piemonte: «Il Trentennale del 118 che si è svolto a Cuneo è stato per certi aspetti anche un momento nostalgico, nel senso che si sono ripercorsi i 30 anni di vita del Sistema 118. Sistema che in Piemonte è nato nel 1992 con la partenza della Centrale Operativa di Grugliasco, nel Torinese, gestita da Anpas, Croce Rossa e Soccorso Alpino che costituirono il Consorzio Piemonte Emergenza. In questa manifestazione tutti indistintamente hanno ricordato l’attività importante del volontariato. È stato un momento di riconoscimento del lavoro fatto dalle associazioni dell’Anpas, della Croce Rossa, della Misericordia e di tutti gli altri enti presenti. Una presa d’atto del ruolo determinante del volontariato piemontese».

Il direttore della Struttura complessa Emergenza Territoriale 118 provincia di Cuneo, Luigi Silimbri: «Una giornata di festa per i 30 anni del 118, un bel momento in cui gli operatori dell’emergenza sanitaria, delle Forze dell’Ordine, del Soccorso Alpino e tutte le associazioni volontariato si sono unite alla popolazione per la celebrazione. La provincia di Cuneo è rappresentata molto dalle associazioni locali della Croce Rossa, ma sicuramente ha un ruolo importantissimo l’Anpas, abbiamo tante associazioni Anpas specialmente nel cebano, nel monregalese, nel saluzzese. La collaborazione con Anpas è sempre stata importante per poter realizzare tutta l’attività ordinaria e come in questo caso anche un momento di incontro straordinario per noi e per la popolazione».

Luigi Genesio Icardi, assessore alla Sanità Regione Piemonte: «Il Sistema 118 ha dimostrato una capacità di ottimizzare le risorse e di dare risposte eccellenti ai bisogni di salute dei cittadini, di chi ha avuto necessità di interventi in urgenza. Inoltre ha manifestato anche una capacità di rinnovamento nel tempo. Faccio gli auguri per questo Trentennale che non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza su cui riflettere per dare ulteriori strumenti e ancora migliorare un servizio che già è un orgoglio per la sanità piemontese».

Anpas (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) Comitato Regionale Piemonte rappresenta oggi 82 associazioni di volontariato con 9 sezioni distaccate, 10mila volontari (di cui 3.829 donne), 5.904 soci, 492 dipendenti, di cui 62 amministrativi che, con 430 autoambulanze, 211 automezzi per il trasporto disabili, 237 automezzi per il trasporto persone e di protezione civile e 5 imbarcazioni, svolgono annualmente 520.967 servizi con una percorrenza complessiva di oltre 17 milioni di chilometri.

Prc e il problema di personale della sanità regionale

DEAMBROGIO segretario regionale PRC-SE Piemonte e VdA: IL PROBLEMA DELLA MANCANZA DI PERSONALE NELLA SANITÀ PIEMONTESE NON SI RISOLVE SENZA RISORSE E SENZA PROGRAMMAZIONE

Negli scorsi giorni le associazioni sindacali hanno manifestato per attirare l’attenzione pubblica sul problema della mancanza di personale all’interno del sistema salute del Piemonte. In merito a tale vicenda Alberto Deambrogio, segretario regionale Rifondazione Comunista, ha dichiarato: «L’azione sindacale è stata quanto mai opportuna a fronte di una vera emergenza: sono migliaia le posizioni da stabilizzare o da ricoprire nei prossimi anni. Io temo, però, che da Cirio e Icardi non arriveranno risposte all’altezza. Se è vero che il Piemonte potrà usare i circa 30 milioni di quota parte di un fondo governativo recentemente messo a disposizione, appare immediata l’inadeguatezza della cifra. Bisogna tornare a dire con forza che il tetto di spesa per il personale è fermo da 20 anni e va sbloccato per poter arruolare nuovo personale».

«Cirio si prepara a traccheggiare – continua Deambrogio – con la scusa dello slittamento a fine maggio del bilancio di previsione, cercherà di nascondere o minimizzare pure il deficit sanitario prendendo tempo. D’altro canto la strategia tesa a rimandare è tipica del governo regionale. Del nuovo Piano Socio Sanitario si sono perse le tracce proprio nel momento in cui la programmazione potrebbe dare una mano anche nel settore del personale così carente. Si tratterebbe di intervenire nel merito indirizzando lo sviluppo delle risorse umane, definendo una ripartizione dei compiti in base alle figure professionali (i cosiddetti skill mix)».

«Occorre utilizzare al meglio le professioni non mediche – continua ancora Deambrogio – per riservare a medici e infermieri solo l’assistenza diretta delle persone. C’è un bisogno estremo di un governo che sia in grado di darsi obiettivi anche a medio termine, per evitare che anche nuovi arruolamenti di personale non vadano a buon fine. Penso, per fare un esempio, alla figura dell’infermiere di comunità: in quale organizzazione del lavoro lo si vuole inserire? Quale idea di Casa di Comunità si sta realizzando? Quali contratti si stanno mandando avanti con i medici per portarli verso la medicina di gruppo? Noi chiediamo a Cirio e Icardi non solo mantenimento e incremento della spesa per arruolare nuovo personale, ma anche pratiche organizzative per farlo lavorare meglio».

«In ogni caso – conclude Deambrogio – voglio sottolineare una connessione che deve diventare sempre più chiara a tutti: se si spende di più per il bilancio militare, difficilmente potranno arrivare nuove risorse per il personale sanitario, anche in Piemonte. Questo ahinoi, non è uno slogan pacifista, è la realtà che sempre di più si tocca con mano».

 

Senza dimora, non senza storia: esperienze di vita attraverso l’arte

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Prossimo incontro il 30 marzo

E’ partito  il 23 febbraio alle 18:30 dalla “Fabbrica delle e” in corso Trapani 91/b a Torino e on line il
ciclo di incontri “Senza dimora, non senza storia” organizzato dall’Associazione Avvocato di Strada
Odv con il contributo della Fondazione Giuseppe e Pericle Lavazza ONLUS.

Gli appuntamenti, si inseriscono tra gli eventi “Extra” del Homeless More Rights, il Festival dei
diritti delle persone senza dimora a cui nell’ottobre 2021 a Bologna hanno partecipato oltre 800
persone, 25 relatori e 6 moderatori e che vedrà la sua seconda edizione a ottobre 2022
(https://homelessmorerights.it/).

Quattro gli incontri torinesi che avranno come filo condutture le vite e le storie delle persone
senza dimora e come queste vengono raccontate attraverso diverse forme di arte e
comunicazione: fotografia, arti grafiche, letteratura, cinema e giornalismo.

L’obiettivo è quello di sensibilizzare la società, le istituzioni e la politica sull’accesso ai diritti per le
persone che vivono in povertà e in condizioni di fragilità, questa volta mettendo in luce come il
fatto di vivere in un contesto di disagio, non significhi non avere dignità, una storia da raccontare,
qualcosa a cui si tiene.

Relatori, personalità che nel panorama della cultura nazionale e torinese si sono contraddistinte
nelle diverse forme comunicative e che si sono trovate ad affrontare temi importanti come quello
legato alla vita delle persone senza dimora.

Date, tema e relatori degli incontri:
Incontro 1 | 23 febbraio h. 18:30
“La dignità dentro l’immagine – La vita senza dimora attraverso fotografia e arti grafiche”
con Raffaele Palma e Paolo Siccardi
Incontro 2 | 30 marzo h 18:30
“Tra le righe – Come la letteratura può indagare l’animo di chi ha perso tutto”.
con Antonella Frontani e Enrico Pandiani
Incontro 3| 27 aprile h 18:30
“Dritto al cuore. Il cinema come strumento di sensibilizzazione sociale”.
con Davide Ferrario e Stefano Rogliatti
Incontro 4 | 25 maggio h 18:30 – 19:30
“Il racconto delle difficoltà. Informare senza cadere nella strumentalizzazione”
con Marco Castelnuovo e Matteo Spicuglia

Profughi, Pd: minori, no a replica degli orfanotrofi

CANALIS E CAMARDA 

Caucino garantisca sul lungo periodo accoglienze a misura di bambino.

Nell’apprendere della volontà dell’Assessore regionale Caucino di allestire una mega struttura residenziale per minori a Cascina Torta in Strada del Drosso, tra Torino e Beinasco, ci preme sottolineare che la normativa regionale, statale ed europea non consente accoglienze di 120-150 minori nella stessa struttura. Si tratterebbe di un ritorno agli orfanotrofi, che in Europa abbiamo per fortuna consegnato alla storia.
Dimensioni così grandi non sono adatte ad un’accoglienza per minori.

Si può comprendere che per motivi logistici, legati alla scarsa presenza di operatori di lingua ucraina, sia necessario accogliere temporaneamente gruppi di alcune decine di minori senza dividerli, ma è urgente garantire la programmazione di un’accoglienza in strutture più adeguate e a misura di bambino, di massimo 12 minori, che siano premessa di un rientro in patria.

I paesi dell’est Europa avevano una triste tradizione di istituzionalizzazione dei minori, che non deve essere in nessun modo replicata in Italia e in Piemonte, dove invece prevale la tradizione dell’accoglienza in piccoli numeri in famiglie affidatarie.
L’enorme struttura di Cascina Torta può essere solo una prima accoglienza temporanea. Su questo auspichiamo dall’Assessore pronte rassicurazioni.

Monica CANALIS – vice segretaria Pd Piemonte e consigliera regionale
Vincenzo CAMARDA – presidente Commissione sanità e servizi sociali Comune di Torino e vice presidente Anci Piemonte

L’amministratore delegato di Stellantis Carlos Tavares incontra Lo Russo e Cirio

I delegati di Fim Fiom Uilm di Mirafiori hanno inviato  una lettera aperta all’amministratore delegato di Stellantis Carlos Tavares e al presidente, John Elkann, che lunedì incontreranno a Torino il presidente della Regione Piemonte Albero Cirio e il sindaco Stefano Lo Russo. La lettera verrà  distribuita ai lavoratori e alle lavoratrici a cambio turno, alla porta 2 di Mirafiori.

“Siamo fortemente preoccupati sul nostro futuro, sulle sorti di questo importante settore e per l’economia del nostro territorio che è trainata da quella dell’auto.Queste preoccupazioni ci spingono a pensare che Mirafiori debba essere rilanciata con forza. Siamo consapevoli che i fasti del passato non torneremo più – si legge nel testo – ma siamo altrettanto consapevoli che servano ben altri volumi produttivi rispetto a quelli che abbiamo fatto negli ultimi anni per garantire la piena occupazione degli attuali addetti e per il rilancio dello stabilimento. C’è bisogno di incrementare i modelli di auto che produciamo per aumentare in modo significativo i volumi e dare così una missione a tutti i settori di Mirafiori compresi i 7 mila impiegati, ingegneri e tecnici che al suo interno lavorano. A Torino sono più di 120 anni che produciamo auto: siamo bravi, abbiamo esperienza e competenza e siamo una delle poche città al mondo in cui sono presenti capacità e conoscenze trasversali per progettare e fabbricare auto di eccellenza di qualsiasi tipo di gamma”.

Paperino e Topolino a scuola di fumetto a Moncenisio

Moncenisio: una scuola di scrittura, un corso di sceneggiatura per il fumetto con Roberto Gagnor

MONCENISIO – Paperino e Topolino vivranno un’avventura al Moncensio? Il Comune di Moncenisio è un paese diverso da tutti gli altri. Un paese a cavallo tra due paesi, due mondi, due civiltà. Un paese in cui, come il vento che ben conosciamo, le idee possono correre, volare via, rigenerarsi, nel silenzio e nella grandiosità della natura. Un posto dove puoi pensare. Dove cominciare o ricominciare. Un posto, insomma, dove creare. “Per me è sempre stato così – spiega lo sceneggiatore Roberto Ganor – I miei trisnonni vivevano qui. I miei nonni e i miei genitori hanno ristrutturato la loro casa, dove ho passato le estati più belle della mia vita, da bambino. Giorni passati a fare esattamente quello che faccio oggi: inventare e leggere storie, a fumetti e non. Le mie prime storie Disney sono nate a Moncenisio“. Ecco l’idea di questo corso. L’idea è di portare questo modello a Moncenisio, per un corso di sceneggiatura per il fumetto. Spiega ancora Gagnor. “Moncenisio può diventare d’estate, tra le altre cose, anche un centro di creatività. Piccolo ma comodo, estremo ma stimolante, connesso col mondo ma lontano dalle distrazioni. Dove il passato è vivo e vitale, un presente dinamico e coraggioso, ma soprattutto un futuro. E allora, se vogliamo ripartire davvero, se vogliamo raccontare qualcosa di nuovo, se vogliamo ricominciare, Moncensio è il posto giusto per l’avventura che ci aspetta“. Dice il sindaco Mauro Carena. “La possibilità che Gagnor, regista e sceneggiatore di fumetti possa offrire la sua esperienza e professionalità qui al Moncenisio è davvero stimolante. Un corso nel quale il docente proponga l‘idea di portare a Moncenisio un corso di sceneggiatura ci vede assolutamente partecipi”.