ilTorinese

Percorsi d’autore. Le canzoni di Luigi Antinucci e le pagine di musica dei grandi cantautori italiani

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Osteria Rabezzana, via San Francesco d’Assisi 23/c, Torino

Mercoledì 27 aprile, ore 21.30

 

 

 

“Percorsi d’autore” è l’evento dedicato alla canzone d’autore italiana interpretata dal conduttore radiofonico, ma anche chitarrista e cantautore, Luigi Antinucci, accompagnato da Massimo Camarca al basso, Gianluca Fuiano alla batteria e dalla voce di Raffaella Antinucci.

In scaletta brani tratti dagli album “Io… Robinson”, “Magica Torino” e “Piazza Solferino” e canzoni di Francesco De Gregori, Pino Daniele, Lucio Battisti, Luigi Tenco, Gian Maria Testa, Fabrizio De André, Paolo Conte. Le canzoni del suo repertorio percorrono strade di ricerca estetica e di musicalità anche nella parola; i suoi testi parlano di vita, amore, rapporti sociali, migrazione, del nostro indifferente quotidiano e della solitudine dell’uomo moderno.

 

Luigi Antinucci

 

Cantautore-chitarrista, Luigi Antinucci è autore e produttore di colonne sonore, spot e jingle, conduttore radiofonico, fondatore e vicepresidente dell’associazione culturale Magica Torino, direttore artistico di Radio Life Quality e Radio Reporter Torino e coordinatore artistico di Vitamine Musicali – Ospedale Sant’Anna. Completa la sua ricerca nella musica con sperimentazioni nell’arte figurativa.

Autodidatta, grande osservatore di musica internazionale, incide il suo primo album nel 1981 “Me ne lavo la mente”. Seguono esperienze di viaggi con varie jam session su navi che lo portano dalle isole del Mediterraneo al Brasile, influenzando la sua musica.

Nel 1990 vince un riconoscimento a Recanati Musicultura e viene inserito in varie raccolte di canzoni d’autore in Spagna, Germania e Stati Uniti. Con vari nomi d’arte produce anche alcuni dischi di musica strumentale, sperimentando percorsi che vanno dall’ambient alla new age. Nell’ambito della produzione sonora collabora con Rai, Fiat, Radio Montecarlo, Capital; come compositore vince una Palma d’oro a New York per il docufilm “Civiltà delle macchine”. Conosce anche la famiglia Tenco che, ascoltando alcune sue interpretazioni dal vivo, avalla il suo progetto discografico “Il mio viaggio con Tenco”. Ha diviso il palco con artisti del calibro di Giorgio Conte, Vittorio De Scalzi, Mauro Pagani, Francesco Baccini, Alberto Fortis.

 

Ora di inizio concerto: 21,30

Ingresso:

15 euro (con calice di vino e dolce) – 10 euro (prezzo riservato a chi cena)

Possibilità di cenare prima del concerto con il menù alla carta

Info e prenotazioni

Web: www.osteriarabezzana.it

Tel: 011.543070 – E-mail: info@osteriarabezzana.it

Il 25 aprile al monumento dedicato ai caduti polacchi

IL PARTITO RADICALE E L’ASSOCIAZIONE PANNELLA CELEBRANO IL 25 APRILE DAVANTI AL MONUMENTO DEI CADUTI POLACCHI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

Lunedì mattina, 25 aprile il Partito Radicale e l’Associazione Marco Pannella hanno tenuto una cerimonia davanti al monumento dei Caduti polacchi che sono caduti nella seconda guerra mondiale sul suolo italiano, situato in Piazza Polonia, area rotatoria antistante l’ospedale Regina Margherita. Slogan della manifestazione è stato ‘Grazie per averci liberato. Libertà per l’Ucraina ed il popolo russo’. Ci sono stati gli interventi di rappresentante del consolato polacco, di Mario Brunazzi, presidente dell’Istituto Salvemini, di Mario Barbaro della segreteria del Partito Radicale, di Sergio Rovasio, presidente dell’Associazione Marco Panella Torino, di Pier Franco Quaglieni direttore del Centro Pannunzio, mentre sono stati letti messaggi pervenuti dal consolato dell’Ucraina di Torino, Angelo Pezzana, fondatore del Fuori, Bruno Segre, partigiano e perseguitato dai nazi-fascisti e dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio.

Leone (Lega Salvini): “A Rivarolo richiedente asilo aggredisce titolare hotel”

“basta violenza tra case e scuole, intervenire subito”

Riceviamo e pubblichiamo

“Mentre la città di Rivarolo si tira a lucido per accogliere il Giro d’Italia, in mezzo alle abitazioni, a pochi passi dai plessi scolastici, in una struttura privata da mesi si consumano scene di ordinaria violenza.

L’ultima la scorsa notte in viale Losego 22, ciò che resta della accogliente struttura dell’Hotel Europa, un richiedente asilo già denunciato decine di volte ha scavalcato la recinzione e, dopo aver passato la notte clandestinamente nei locali che devono essere ristrutturarti per la gara ciclistica di fine maggio, ha malmenato i proprietari e un artigiano impegnato nei lavori. Non accetto che la situazione resti irrisolta e metta a repentaglio la sicurezza di tutti i rivarolesi”.

Con queste parole il responsabile del Dipartimento antimafia della Lega piemontese Claudio Leone ha raccolto la testimonianza della violenza perpetrata per l’ennesima volta ai danni dell’imprenditore rivarolese Mauro Mattioda, dei suoi familiari e dei collaboratori da parte di un richiedente asilo che sostiene da mesi che l’Hotel Europa sia casa sua.

“Un incubo che dura da troppo tempo – ha denunciato Mattioda -, sono ormai incalcolabili le denunce, le chiamate alle Forze dell’Ordine e al 118. Ho subito danni incalcolabili per gli atti vandalici alla struttura alberghiera ma tutti i giorni ormai mi confronto con violenze perpetrate ai danni del sottoscritto, dei miei familiari e dei miei collaboratori. I Carabinieri che intervengono puntualmente vengono insultati, presi a calci e subiscono sputi e vessazioni, la magistratura non dispone l’arresto e dopo ogni episodio il soggetto torna più violento di prima nella struttura”.

“Pretendo si metta la parola fine a questa situazione – conclude il rivarolese eletto nella Lega Salvini Piemonte – immediatamente, ho raccolto da Mattioda parole che non possono essere ignorate. Il soggetto solo ieri ha riferito di essere pieno di crack e di voler uccidere qualcuno prima che la testa gli scoppi!”.

“Voucher Scuola, oltre 500 famiglie rischiano di essere escluse”

Magliano: attacco alla libertà di educazione

A fronte di un numero di domande che, verosimilmente, aumenterà anche quest’anno in maniera significativa, data la perdurante situazione di crisi, la cifra messa quest’anno a disposizione dalla Giunta Cirio per gli Assegni di Iscrizione e Frequenza alle Scuole Paritarie, è scesa a 4,3 milioni rispetto ai 5,4 milioni dello scorso anno. Nel 2021-22 sono state finanziate 3.847 richieste. Con un Ordine del Giorno collegato al Bilancio chiediamo un ulteriore milione di euro per ciascuno dei prossimi tre anni per garantire una reale parità scolastica: Maggioranza e Giunta dimostrino di tenere a questo principio non solo a parole e smettano di penalizzare famiglie e studenti.

Oltre 500 studenti (e altrettante famiglie) fuori dal Voucher Scuola: un rischio concreto, che emerge dai numeri. Erano 5,4 i milioni di euro disponibili, lo scorso anno, per gli Assegni di Iscrizione e Frequenza alle Scuole Paritarie, cifra precipitata quest’anno a 4,3 milioni di euro a causa dei tagli di questa Giunta. A questa riduzione delle risorse superiore al 20% corrisponderà verosimilmente, data la perdurante crisi, un’ulteriore crescita delle domande rispetto alle 3.847 domande finanziate per il 2021-22.

Con un Ordine del Giorno collegato al Bilancio di Previsione chiediamo alla Giunta di ripristinare quantomeno la cifra dello scorso anno, prevedendo almeno 1 milione di euro in più per ciascun anno del triennio 2022-2024 per finanziare il Capitolo sugli “Assegni di Studio per Iscrizione e Frequenza”. Solo così potremo assicurare al maggior numero di famiglie la possibilità di beneficiare del voucher e garantire una vera libertà di educazione.

Alcune cifre: i 5,4 milioni di euro dello scorso corrispondono alla somma di 4.328.720 euro iniziali, dei 350mila euro chiesti e ottenuti dai Moderati, di 300mila euro di economie e di altre e diverse risorse. Quest’anno la cifra resta inchiodata sui 4.314.080 euro, con poche speranze, pare, di poter contare su economie di sorta. Riteniamo assurdo e inaccettabile che la Giunta Cirio tagli, in un contesto di crisi, questi fondi (che riguardano, lo ricordiamo, iscrizione e frequenza presso la Scuola Primaria, la Scuola Secondaria di Primo Grado e la Scuola Secondaria di Secondo Grado).

Il centrodestra in Regione, tra Maggioranza e Giunta, ha l’ennesima occasione di dimostrare di essere favore della libertà di educazione non solo a parole, ma nei fatti e nelle scelte politiche. Se l’occasione sarà persa, le famiglie e le Scuole Paritarie non potranno che prendere atto di un’impostazione ideologica, da parte di questa Giunta, che le penalizza esplicitamente.

Silvio Magliano – Presidente Gruppo Consiliare Moderati, Consiglio Regionale del Piemonte.

Apre a Torino l’antica Focacceria San Francesco

Venerdì 29 aprile prossimo aprirà a Torino un tempio della gastronomia siciliana, l’antica Focacceria San Francesco.

Si tratta della dodicesima apertura italiana del marchio, che ha scelto una sede storica e prestigiosa, aprendo in via Principe Amedeo 3, angolo piazza Carignano, in una delle piazze storiche e auliche più belle di Torino.

M. Mart.

Il vescovo in visita a Brozolo

Il 25 aprile 2022 è stata una giornata memorabile per Brozolo. La visita del Vescovo di Casale Mons. Gianni Sacchi con la celebrazione della Messa solenne presso la Parrocchia di San Giorgio è stata il fulcro della giornata; Mons. Sacchi ha poi scoperto, con il Sindaco Giovanni De Michelis, la targa attestante l’intitolazione della piazza della Chiesa a Padre Raffaele Giachino, Missionario di San Vincenzo nativo di Brozolo. A Padre Giachino è stata anche dedicata la mostra “Uno di noi”,  allestita a cura dell’Associazione Culturale La Boscaglia nella sua sede, presso i locali parrocchiali: la mostra  è stata  visitata e apprezzata da tutti coloro che avevano gremito la  Chiesa per l’occasione. Come da tradizione è stato anche benedetto e distribuito il “pane di San Giorgio”, evento che si ripete da centinaia di anni e che, ricordando  la sopravvivenza della popolazione dallo sterminio dovuto alla peste del ‘600, ripropone ogni anno il sentimento di unità e solidarietà della popolazione nei momenti del bisogno.

Ileana Macagno
Volontaria Biblioteca addetta alla Comunicazione

Torinese seminudo per strada si prende a colpi di martello

Ci sono volute due pattuglie di Carabinieri della Compagnia di Cossato per bloccare un individuo seminudo che girava per strada nel Biellese. Brandiva un martello con il quale si colpiva ripetutamente le gambe.L’uomo, torinese, era sanguinante ed in evidente stato di agitazione, continuava a martellarsi e a urlare frasi sconnesse. Ben quattro Carabinieri hanno dovuto ricorrere all’utilizzo dello spray al peperoncino per permettere al medico presente di somministrare un sedativo ed effettuare una prima medicazione. L’uomo è stato portato all’Ospedale di Ponderano. Si tratta di un cinquantenne recatisi nel Biellese per una trattativa immobiliare.

“Il fascismo degli antifascisti”

Radicali: Sede Torinese vandalizzata per ritorsione contro le bandiere portate in corteo.

“Non bastava essere stati accerchiati, spintonati, insultati per l’intera durata della manifestazione e aver dovuto discutere animatamente perché ci fosse consentito di prendere parte al corteo da chi non aveva il diritto di vietarcelo, adesso la nostra sede è anche stata vandalizzata da chi si definisce orgogliosamente antifascista, ma che, i metodi fascisti di ritorsione contro chi la pensa diversamente, non ha alcun problema a utilizzarli”. Lo dichiarano il Consigliere Comunale di +Europa e Radicali Italiani, Silvio Viale, insieme ai coordinatori dell’associazione Radicale Adelaide Aglietta, Andrea Turi, Daniele Degiorgis e Patrizia De Grazia.
“Ieri sera, al corteo del 25 Aprile, abbiamo marciato sventolando le bandiere Ucraine, dell’Unione Europea e della NATO. Nel cuore della nostra Europa, c’è una nuova resistenza, ci sono dei nuovi partigiani che una mattina di due mesi fa, si sono svegliati e hanno trovato l’invasor. Un invasore il cui obiettivo non è il Donbass, o l’Ucraina, ma l’Europa intera, il suo modello democratico, i suoi valori, le regole del suo stato di diritto. In altre parole: tutti noi. Chi in Ucraina combatte contro Putin, anche a costo della propria vita, per liberarsi e liberarci da quell’invasore, è a tutti gli effetti un partigiano. Sventolare la bandiera dell’Ucraina, insieme a quelle dell’Unione Europea e della NATO (due ombrelli che, anche nelle loro imperfezioni, ci rendono più forti di fronte a quell’invasore), significa difendere i valori dell’antifascismo nel presente del mondo in cui viviamo. Porre sullo stesso piano NATO e Putin è folle. Anche grazie all’Alleanza Atlantica è stato possibile un processo di democratizzazione, al riparo dalle mire imperialiste del dittatore russo. La guerra in Ucraina ha un nome e un cognome: Vladimir Putin. La NATO non ha svolto alcun ruolo, se non quello di provare in tutti i modi ad aiutare l’Ucraina a difendersi e a difenderci. Avevamo il diritto di partecipare con quelle bandiere era un corteo pubblico. Il pensiero unico, l’intimidazione, la censura, le ritorsioni, non sono strumenti democratici. Ricordano qualcos’altro. Qualcosa che un 25 Aprile fummo in grado di sconfiggere, ma che durante questo 25 Aprile è tornato a manifestarsi contro di noi in modo agghiacciante. L’antifascismo non è una bandiera, ma un metodo. Un metodo che ieri e questa notte è stato schiacciato dalla violenza degli antifascisti”.
Oggi, a Roma il convegno organizzato da Radicali Italiani, dal titolo “25 aprile anche per l’Ucraina”, visibile al link:
https://www.facebook.com/events/929650184370241

Qui invece, il link per firmare l’appello Putin all’Aja:
https://radicali.it/putin-allaja/

25 aprile, imbrattate le sedi del Pd e dei Radicali

Ieri bandiere della Nato e del Pd bruciate  al corteo del 25 Aprile, a Torino

Invece la scorsa notte una sede del Partito Democratico, in via Oropa, e quella dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta in via san Dalmazzo sono state imbrattate con scritte in vernice rossa ”servi della Nato e della guerra”.

Il commento di Silvio Viale, esponente dei Radicali Italiani e consigliere comunale di maggioranza nel gruppo Lista Civica per Torino: “I pacifisti nostalgici del Patto di Varsavia hanno le mani insanguinate del popolo ucraino: non perdono occasione per confermarlo. E piaccia o non piaccia i nuovi partigiani sono gli Ucraini e i nuovi nazi-fasci sono i Russi. E in Italia noi difendiamo i valori di libertà anche per loro, quelli che fossilizzati nella storia ci odiano da quarant’anni”.

 

La rinascita e la riscossa dell’Esercito Italiano in mostra al “Mastio della Cittadella” a Torino

“1943-1945. Dai Gruppi di Combattimento al nuovo Esercito Italiano”

Fino al 1° maggio

Mostra assolutamente doverosa, a cavallo di quel 25 aprileFesta Nazionale della Liberazione, che dopo circa ottant’anni, ancora non è riuscita (con l’indispensabile neutralità critica) a mettere in piena luce il ruolo determinante del “Regio Esercito” ai fini della Liberazione dell’Italia a fianco delle Armate anglo-americane. Organizzata dall’“ANARTI-Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia” in collaborazione con il “Museo Storico Nazionale d’Artiglieria”, la rassegna “1943-1945. Dai Gruppi di Combattimento al nuovo Esercito Italiano” vuole essere un racconto per immagini, testi, curiosità varie e reperti d’epoca di un importante capitolo della nostra Storia, dal 25 luglio 1943 al maggio 1945, per il quale ancora manca una valutazione storica corretta rispetto al generoso impegno delle nostre Forze Armate che, dopo l’Armistizio di Badoglio dell’8 settembre e per 19 lunghi mesi di guerra, diedero prova di grande coraggio e amor patrio “da protagonisti e non da gregari” combattendo a fianco degli Alleati contro i tedeschi fino alla Liberazione del Paese. Inaugurata il 22 aprile scorso (relatori gli storici Gianni Oliva e Pier Franco Quaglieni), la mostra è ospitata, fino alla prossima domenica 1° maggio, presso il “Mastio della Cittadella” di corso Galileo Ferraris ed è curata dal giornalista Pier Carlo Sommo. Dall’armistizio badogliano fino al contributo delle Forze Armate alle formazioni partigiane e a quello prestato dai soldati prigionieri negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, l’iter espositivo racconta di guerre, di sacrifici umani e atti eroici, spesso ancora oggi trascurati e molto poco conosciuti. Oltre ai significativi fatti – si è sottolineato – della difesa di Roma e di Cefalonia, ve ne furono molti altri, in Italia e all’estero, che sono stati dimenticati, come la cacciata dei tedeschi dalla Corsica rivendicata dai francesi, nonostante il loro ruolo marginale”“L’8 settembre 1943 fu una tragedia nazionale– hanno ribadito i relatori – ma anche, e principalmente, un punto di svolta in una situazione bellico – politica disastrosa che, per l’Italia, proseguendo invariata, avrebbe portato ad un disastro materiale e istituzionale totale come quello poi subito nel 1945 da Germania e Giappone”. E ancora: “Molto si è discusso sul trasferimento del Re e del governo a Brindisi. È doveroso dire che sul piano politico fu una scelta corretta, in quanto preservare l’operatività del governo legittimo era politicamente giusto, ma il tutto fu fatto in modo maldestro, senza coordinamento né nel lasciare Roma né nell’insediarsi a Brindisi. Il principe ereditario Umberto con coraggio personale e consapevolezza delle proprie responsabilità istituzionali richiese al padre di lasciarlo a Roma per organizzare la resistenza. Vanamente. Questo fatto lese la sua immagine poi spesso collegata a eventi negativi che fu costretto a subire, nonostante il suo coraggioso impegno con l’Esercito che risalì la penisola”. E le immagini raccolte al “Mastio” ben testimoniano lo sforzo incredibile dei soldati italiani nella Campagna d’Italia, a Montelungo, a Monte Marrone, a Filottrano o lungo la “Linea Gustav” (o Linea Invernale”), organizzati – proprio per  il loro coraggio – in sei “Gruppi di Combattimento” attrezzati con armi e divise inglesi e in otto “Divisioni Ausiliarie” e tre di “Sicurezza Interna”, che divennero – con ingenti tributi umani- essenziali quando sette Divisioni (tre statunitensi e quattro francesi) furono rimosse dalla penisola per partecipare, il 15 agosto del ’44, allo sbarco nella Francia meridionale. Di rilievo anche la partecipazione dei militari nelle missioni speciali nel Nord Italia. Circa 80mila militari operarono nelle unità partigiane. In totale furono oltre 500mila i militari di tutte le armi e gradi che parteciparono alla Lotta di Liberazione. “Al termine della guerra – ricorda Pier Carlo Sommo – quel rinnovato ‘Regio Esercito’ fu il nucleo fondante dell’ ‘Esercito Italiano’ che abbiamo oggi”“La Guerra di Liberazione fu un momento di aggregazione intorno al ricostituito Esercito e riflettere sul sacrificio dei soldati che combatterono per la libertà del Paese con risorse limitate ed un futuro di incognite ha da essere oggi di stimolo a operare con tenacia e al meglio per il bene del Paese”. Così insegna la Storia. La Buona Storia. Spesso inarrivabile alle ottuse orecchie del Potere. A ingresso libero, la mostra ospiterà sabato prossimo 30 aprile un dibattito finale tenuto dallo storico Aldo Alessandro Mola e dai generali Giorgio Blais e Antonio Zerrillo.

Gianni Milani

“1943-1945. Dai Gruppi di Combattimento al nuovo Esercito Italiano”

Mastio della Cittadella, corso Galileo Ferraris 0, Torino, tel. 011/8170560 o www.anartitorino.blogspot.com

Fino al 1° maggio

Orari: ingresso libero dalle 14 alle 19

Nelle foto:

–       Figuranti in divise storiche con Pier Carlo Sommo, curatore della mostra

–       Montelungo:artiglieri e trattori XI Reggimento

–       Presenzano: il Principe di Piemonte in visita alla 210^ divisione

–       Maggio 1944: Linea Gustav, i marinai del Battaglione Bafile