Abusi sessuali su una ragazza, in manette 25enne
La Polizia ha arrestato un uomo di nazionalità somala di 25 anni per violenza sessuale avvenuta a Biella il 12 luglio ai danni di una ragazza ventenne.
Il giudice per le indagini preliminari ha emesso il provvedimento di carcerazione sulla base della richiesta avanzata dal procuratore della Repubblica che ha coordinato l’attività di indagine svolta dalla Squadra mobile.
“Il Proclama di Moncalieri”
format: docufiction
durata: 30′ ca
conduttore: Bruno Gambarotta
regia e sceneggiatura: Lorenzo Gambarotta
Laura Pompeo, Assessore alla Cultura del Comune di Moncalieri, nell’intento di valorizzare il Castello, ha voluto e promosso, tramite la locale Pro Loco, un progetto che andasse oltre alla semplice e benemerita visita guidata, per raccontare la storia di alcuni dei personaggi che hanno abitato il Castello.
Vittorio Emanuele II (interpretato da Mario Bois) fece del Castello la sua dimora prediletta fin dalla sua infanzia e da qui emanò il Proclama di Moncalieri primo e drammatico atto di un regno che approderà all’Unità d’Italia.
La docufiction racconta la complessa e affascinante storia pre risorgimentale che, a partire dalla parabola di Carlo Alberto (interpretato da Paolo Tibaldi), attraverso i moti rivoluzionari, l’esilio a Firenze, gli intrighi di palazzo, arriva all’atto finale: la consegna, in seguito alla sconfitta di Novara, della corona al figlio Vittorio Emanuele.
In questi giorni sono in corso le riprese relative al periodo di formazione di Vittorio Emanuele e del fratello Ferdinando al Castello di Moncalieri.
I due giovani Principi (Tommaso Martino e Federico Robaldo) rispettivamente dai 10 e 12 anni fino ai 19, per volere del Re Carlo Felice furono sottoposti a un’educazione ferrea, affidata ad uno stuolo di precettori interpretati da Carlo Panero (Cesare Saluzzo), Paolo Corvo (André Charvaz) Giorgio Armando (padre Isnardi), Walter Lunetti (Ettore de Sonnaz) e governanti (Mascia Penna, Chiara Cuniato, Marta Chioatero).
Oltre a Carlo Alberto e ai suoi figli Vittorio Emanuele e Ferdinando, la docufiction farà rivivere molti altri affascinanti personaggi. Maria Adelaide, Maria Teresa, il Cancelliere Metternich, il Feldmaresciallo Radetzky, il Conte della Rocca, sono solo alcune delle figure che danno vita alle vicende che portarono all’emanazione del “Proclama di Moncalieri”.
La realizzazione della docufiction è resa possibile anche dalla virtuosa collaborazione di alcune associazioni di rievocazione (Gli Amici del Parco della Battaglia, La Bela Rosina et Soa Gent, etc) e del Museo Risorgimentale di Novara diretto dallo storico Paolo Cirri, che hanno permesso le riprese della battaglia di Novara.
Il progetto è finanziato dal Comune di Moncalieri e dalla Presidenza della Fondazione della Cassa di Risparmio di Torino (Giovanni Quaglia)
Aggiungerei anche che siamo molto orgogliosi di questo lavoro di Bruno e Lorenzo Gambarotta: si colloca lungo la linea della valorizzazione della storia e dell’identità del nostro territorio, nostra priorità.
“Le vicende del Proclama di Moncalieri meritavano senz’altro un approfondimento in forma di docufiction, per raggiungere un pubblico vasto e rendere giustizia alle scelte nel complesso lungimiranti prese da re Vittorio Emanuele II in un momento delicatissimo – sintetizza soddisfatta l’assessore alla Cultura Laura Pompeo – Il tutto sviluppato e girato, in una marcata condivisione di intenti con Fondazione Crt che ha concesso un finanziamento corposo, nei luoghi originali in cui si dipanarono le vicende. Vicende che portarono il re a firmare proprio qui, nel Castello di Moncalieri, il Proclama il 20 novembre 1849. Si tratta di una pagina di storia cui si guarda ancora oggi come un punto di svolta. Disponendo lo scioglimento della Camera dei Deputati e la convocazione di nuove elezioni, Vittorio Emanuele II aprì la strada alla successiva ratifica del trattato di pace con l’Austria e favorì l’imporsi di uno Stato nuovo, con un gruppo dirigente capace e una politica liberale solida. Va rilevato l’intento di Vittorio Emanuele di salvare un ancora fragile sistema costituzionale. La stagione che ne seguì portò in un decennio il re e il gruppo dirigente del piccolo Regno di Sardegna alla ribalta della storia nazionale, con l’unificazione dell’Italia nel 1861. Siamo molto orgogliosi di questo lavoro di Bruno e Lorenzo Gambarotta: si colloca lungo la linea della valorizzazione della storia e dell’identità del nostro territorio, nostra priorità”.
Le origini piemontesi di Fernandel
Fernandel, il grande attore, cantante e regista francese che interpretò Don Camillo nei film tratti dalle opere di Giovannino Guareschi, nacque a Marsiglia l’8 maggio del 1903 da genitori piemontesi, originari di Perosa Argentina in Val Chisone.
Joseph Countandin e Désirée Bédouin, padre e madre di Fernand Joseph Désiré Contandin erano emigrati oltralpe in cerca di fortuna. Il suo cognome esatto era Coutandin, di origine occitana e abbastanza diffuso in quelle zone come in tutte le valli addossate alle Alpi italo-francesi. All’anagrafe però venne trascritto in modo errato, diventando Countandin. Come ricordava Aldo Molino su “Piemonte Parchi” nel marzo del 2014, in un articolo intitolato sul tema “risalendo da Pinerolo la valle percorsa dal torrente Chisone, oltrepassata Perosa poco oltre la rupe sulla quale svettano le poche rovine di un cupo maniero (il Bec Dauphin che sino al 1713 segnava in confine tra Savoia e Francia), un cartello stradale invita ad una digressione sulla sinistra informandoci che proprio da questi luoghi era originario il celebre attore francese Fernadel“. Per molto tempo, a ricordare le radici perosine del grande attore c’era solo un cartello stradale piuttosto originale: “Borgata Countandin – Maison des Parents de Fernandel”.Recentemente all’illustre valligiano sono state dedicate alcune iniziative (“Un certain sourire”, con due mostre – una dedicata al cinema e l’altra alla musica – dove sono raccolti documenti sulla vita artistica e personale di Fernandel) e sui resti della casa della famiglia Countandin,nell’omonima borgata di Perosa, è stata posta una targa commemorativa. Fernand Joseph Désiré Countandin salì per la prima volta sul palcoscenico a cinque anni, accanto al padre, un impiegato con la passione per il varietà che si esibiva nei teatri di rivista della Provenza.

Imparò così l’arte della vaudeville ma da giovane fece anche altri lavori per poter vivere. Fernandel agli inizi della carriera calcò le scene come cantante e caratterista nei caffé-concerto marsigliesi e nizzardi. Nell’aprile del 1925 si sposò e si narra che in quel giorno nacque anche il suo nome d’arte, quando la suocera esclamò, presentando il marito della figlia: “Voilà le Fernand d’Elle!”. Il debutto cinematografico risale al 1931 ma la vera svolta avvenne vent’anni dopo, nel 1951 , grazie alla serie di film incentrati sulla figura di Don Camillo, l’irascibile e sanguigno sacerdote della bassa parmense costantemente in lotta con il sindaco comunista Giuseppe Bottazzi (Peppone), interpretato da Gino Cervi. Fernandel si spense a sessantotto anni a Parigi, il 26 febbraio 1971. E’ sepolto nel piccolo cimitero Passy, nel XVI arrondissement, al margine ovest della capitale francese, sulla rive droite della Senna.
Marco Travaglini
La Divisione Amministrativa e Sociale della Polizia di Stato è impegnata sul territorio in una mirata e costante attività di vigilanza sul controllo delle armi e del relativo munizionamento, nonché sui materiali esplosivi detenuti da privati cittadini in forza di rilascio di titoli di polizia che li abilitano al porto d’armi per difesa personale od uso sportivo, nonché alla detenzione di armi presso il domicilio, anche per farne collezione.
Nell’ambito di servizi di prevenzione e di verifica dei titoli in fase di rinnovo, si è reso opportuno procedere di iniziativa ad un accurato controllo nei confronti del titolare di una licenza di collezione di armi, un cittadino italiano di 61 anni residente nel pinerolese, incensurato, al fine di accertare la corretta osservanza delle prescrizioni imposte con la legislazione di pubblica sicurezza. In particolare, l’attività di controllo si è concentrata sulla corrispondenza del numero di armi, munizioni e polvere da sparo denunciate, con quanto effettivamente custodito presso il domicilio, comprese le misure di sicurezza adottate per la protezione delle armi stesse.
Nel corso delle verifiche sono emerse irregolarità circa la custodia delle armi, nonchè circa il quantitativo di polvere da sparo detenuta per la ricarica delle cartucce, insolitamente custodita in una cantina. Da qui è scaturito un controllo più accurato da parte degli agenti della Divisione, che, l’11 luglio scorso, hanno ravvisato gli estremi per eseguire una perquisizione che li ha portati, all’interno della medesima, al ritrovamento di una pistola mitragliatrice da guerra risalente alla seconda guerra mondiale, perfettamente efficiente e dotata di due caricatori e varie munizioni da guerra, una ventina di cariche supplementari per bombe da mortaio, una bomba a mano simulacro che, pur apparendo inerte agli agenti, ha richiesto l’intervento degli specialisti artificieri della Polizia di Stato per una più accurata ispezione del materiale. Oltre a quanto ritrovato, gli agenti hanno rinvenuto alcune armi di tipo comune e parti di esse, polvere da sparo in barattoli lasciati aperti, circa 12 kg anziché i 5 consentiti, nonché un consistente numero di cartucce, circa tredicimila, il tutto non denunciato all’Autorità secondo le prescrizioni del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, che impongono, per motivi di sicurezza, dei limiti massimi da tenersi all’interno di un abitazione ovvero in depositi espressamente autorizzati.
A conclusione delle operazioni, gli agenti, considerato il tipo di armamento da guerra non detenibile dal collezionista con alcuna licenza, procedevano all’arresto in flagranza del reato previsto dall’art. 2 della Legge 895/1967 ed al conseguente sequestro delle armi rinvenute all’interno dell’abitazione. Lo stesso è stato inoltre denunciato per la violazione dell’art. 697 del Codice Penale per avere omesso di denunciare le armi comuni all’Autorità.
L’Autorità Giudiziaria ha disposto per il collezionista gli arresti presso il suo domicilio in virtù dell’assenza di precedenti, ed in attesa dell’udienza di convalida celebrata giovedì 14 luglio u.s. innanzi al G.I.P.
In esito all’udienza di convalida il Giudice ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari.
Il procedimento penale si trova tutt’ora nella fase delle indagini preliminari, pertanto la responsabilità penale deve essere ancora accertata.
Il pubblico interesse alla diffusione della notizia si ravvisa nel fatto che nell’ordinamento italiano vige il generale divieto di detenere o portare armi se non in forza di un titolo di legittimazione e nella particolare attenzione che coloro che sono titolati alla detenzione devono osservare nella custodia delle armi, fermo restando il diritto del cittadino a conoscere l’operato della pubblica amministrazione attraverso una costante vigilanza sul controllo delle armi affidata all’Autorità di pubblica sicurezza.
Al Convegno di Confservizi Piemonte e Valle d’Aosta lanciato un patto di collaborazione tra Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. L’assessore Marnati: “Fondamentale stringere alleanze e fare gioco di squadra per rispondere a problematiche importanti”
Un patto tra Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria per lavorare in sinergia su alcuni temi fondamentali, pilastri della transizione ecologica, come rifiuti, fonti di energia rinnovabile, siccità e idrogeno. Quattro componenti fondamentali non solo per affrontare le criticità del presente ma anche, e soprattutto, quelle del futuro.
È quanto è stato lanciato nel corso dei lavori del convegno “Servizi pubblici locali e politiche interregionali di sviluppo” organizzato da Confservizi Piemonte e Valle d’Aosta, sulla base della constatazione che le tre Regioni hanno la necessità di creare un ecosistema tale per cui il nord ovest possa diventare un territorio autonomo e virtuoso sia sotto il profilo dell’economia circolare sia sotto quello della promozione delle fonti di energia rinnovabile. E che dunque lavorino in collaborazione per mettere a frutto accordi e strategie comuni.
Il patto di collaborazione si tradurrà in un protocollo che sarà sottoscritto, oltre che dalle tre Regioni, anche da importanti centri di ricerca.
«In un momento storico particolare, contraddistinto da confusione e litigiosità – commenta l’assessore all’Ambiente di Regione Piemonte, Matteo Marnati – credo sia fondamentale stringere alleanze per rispondere a problematiche importanti con un gioco di squadra».
«Le sfide che viviamo e che dovremo vincere nei prossimi anni – ha sottolineato Erik Lavévaz, presidente della Regione Valle d’Aosta – richiedono sforzi comuni e sinergie più ampie. Le 3 Regioni devono saper lavorare insieme, e meglio, anche in questi settori così importanti per il nostro futuro prossimo».
«Questo accordo – spiega l’assessore all’Ambiente della Regione Liguria Giacomo Giampedrone –amplia e rafforza la già ampia collaborazione tra le regioni del Nord ovest: temi di straordinaria importanza come cambiamento climatico, sostenibilità ambientale e della transizione ecologica richiedono strategie comuni di ampio respiro, come pure il tema della gestione dei rifiuti, su cui stiamo lavorando per dare risposte in tempi rapidi ai territori».
Ultima notturna di luglio sulla pista di Vinovo
L’ultima notturna di luglio sulla pista di Vinovo, sabato 23 luglio, mette insieme più passioni e più emozioni musicale. In programma infatti, accanto alle otto corse di trotto in programma, due eventi imperdibili. Il primo, organizzato dalla Special Cars in collaborazione con West Custom, Mustang Register Of Italy e Octanes Garage, porterà nel parterre tante iconiche macchine americane. Cancelli dell’ippodromo aperti già dalle 17, con ingresso gratuito. E per una serata americana non poteva mancare lo Street Food, oltre all’Hippo-Pizzeria sulla terrazza panoramica affacciata sulla pista.
Ma ci sarà l’appuntamento conclusivo con le note dal vivo per il programma di HippoJazz, organizzato da Dimensione Jazz sul palco dell’ippodromo: ‘American ’50, con una scaletta che contiene brani leggendari come “Angel Eyes”, “All of me”, “Moonglow”, “The man I love”, “Cheek to Cheek, “Georgia on my mind”. La vocalist Elena Bassotto sarà accompagnata da Roberto Boschi alla chitarra, Antonio Raiola al contrabbasso, Nando Massimello al sax tenore e Alberto Rubbo alla batteria.
In pista, poi, lo spettacolo sarà offerto dai trottatori già con la prima corsa riservata ai puledri di 2 anni. Come Etsic’Etaitvrai, allieva di Philippe Allaire e sorella di Callmethebreeze. Proprio per questo sarà affidata alle mani di Andrea Guzzinati. La corsa più ricca sarà invece il premio Special Cars Event, con cavalli su tre nastri e distanza lunga, dai 2.620 ai 2.660 metri. Favorito Zef che scatta dal palo con Pietro Gubellini e controfavorito Showmar, allievo di Guzzinati ma ci sono altri soggetti da curare, come Agrado e Alchimia Di Casei. Come per le cars, anche le corse avranno ingresso gratuito, con il via fissato alle 19. Poi il trotto non andrà ancora un ferie: prossimo appuntamento mercoledì 3 agosto.
Domani domenica 24 luglio ore 18 a Ivrea nella chiesa di San Gaudenzio presentazione dei “Doveri dell’uomo” di Mazzini per Ivrea capitale italiana del libro da parte dello storico Pier Franco Quaglieni insieme all’editore Ennio Pedrini.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà a Torino questa mattina in occasione del giuramento degli allievi carabinieri in piazza Castello. La cerimonia si svolge in concomitanza con il 200esimo anniversario della scuola allievi, la più grande d’Italia, della caserma Cernaia. I Carabinieri Reali vennero fondato proprio a Torino nel 1814.
Lite tra marito e moglie: lui le spara al torace
Ennesima lite tra due coniugi a Salerano Canavese. Lui, pensionato di 68 anni, le ha sparato ferendola al torace. La donna è ricoverata in ospedale ma non è in pericolo di vita. Pare che i dissapori tra marito e moglie durassero da lungo tempo. L’uomo è stato arrestato dai carabinieri.