ilTorinese

Bimba di 5 anni cade in un dirupo, è gravissima

Una bambina di 5 anni stava facendo una passeggiata con i genitori a Campello Monti in Valstrona, nel Verbano quando è precipitata in un dirupo. La piccola ha riportato ferite molto  gravi ed è stata trasportata in elicottero in codice rosso al Regina Margherita di Torino.

Fiocco rosa a Zoom, ecco la piccola alpaca

La famiglia di alpaca più famosa d’Italia, Alpaca e Merino, si è allargata.

Arrivati al Bioparco alle porte di Torino da un’altra struttura zoologica europea nel 2020, i due mammiferi (specie originaria del Sudamerica della famiglia dei camelidi), da subito sono diventati l’idolo dei bambini data la loro somiglianza con i protagonisti del gioco Animal Crossing di Nintendo – da cui hanno anche preso il nome, scelto a furor di popolo dai visitatori.

Alpaca, pochi giorni fa, dopo una gestazione di circa 11 mesi, ha dato alla luce un piccolo, una femmina!

Il piccolo, che alla nascita pesava circa 6kg, si è subito messo in piedi e in meno di 1 ora già cercava il latte della mamma.

Oggi, dopo nemmeno una settimana dalla nascita, già vive felice insieme alla sua famiglia nell’habitat a loro dedicato sulle rive del lago.

In natura, poiché sono animali estremamente docili, silenziosi e molto intelligenti, l’alpaca è addomesticato ed allevato soprattutto per utilizzarne la pregiata lana che produce in gran quantità.

Vengono tosati una volta all’anno, in primavera, e producono dai 2,5 ai 4kg di lana (a seconda se sono femmine o maschi).

La loro lana, che in natura può assumere 22 colorazioni differenti, è simile a quella della pecora ma più calda, meno ispida ed anallergica, è apprezzata per la brillantezza, la leggerezza e perché non infeltrisce.

Anche a ZOOM Torino gli alpaca vengono tosati ma lo styling è molto particolare poiché, non essendo la lana riutilizzata e non amando loro essere toccati su testa e zampe, in quelle zone viene lasciato loro il pelo.

 

Edicolanti: dopo la morte del figlio, addio anche al padre

E’ deceduto per  una leucemia, Gaetano Fallo, già maresciallo degli alpini e molto conosciuto come edicolante in corso Nizza  a Cuneo. Era ricoverato da alcuni giorni all’ospedale Santa Croce, aveva 79 anni.  Nel mese di giugno era morto il figlio Alberto, 49 anni, che aveva gestito l’edicola di famiglia in centro città negli ultimi anni.

NOTIZIE DAL PIEMONTE

Forte di Exilles, al via la rassegna estiva

Festa a Exilles per la riapertura della fortezza dopo due anni di chiusura per il Covid e per l’avvio della rassegna estiva di spettacoli, mostre e visite guidate fino a domenica 11 settembre.
Ad inaugurare la stagione, organizzata dall’Associazione Revejo, mercoledì 3 agosto alle 21.00, lo spettacolo di Marco Paolini. Il calendario di eventi prosegue il 6 agosto alle 21.00 con il cantante australiano Nick Cester, il 17 agosto con il giovane violinista Federico Mecozzi, il 20 agosto con Tangram Teatro e il 4 settembre, sempre alle 21.00, con la pianista Frida Bollani Magoni.
A livello museale, l’Associazione Amici del Forte di Exilles propone tre visite giornaliere, una al mattino e due al pomeriggio con prenotazioni al 327-6262304.
Sul loggiato è allestita la mostra relativa alla vita nel forte dalla fine dell’Ottocento al 1943 mentre nelle cannoniere si può vedere l’esposizione sulle memorie militari in Alta Valle di Susa. Nell’ala sud del cortile del Cavaliere si trova invece la rassegna sugli itinerari Quattro-Cinquecenteschi tra pinerolese, Valle di Susa e Briançonnaise.
Inoltre il forte ospita l’installazione “La via francigena tra passato, presente e futuro”.              f.r.

3 agosto 1996, la Nigeria conquista l’oro olimpico ad Atlanta

Accadde oggi

Esattamente 26 anni fa, il 3 agosto del 1996 la nazionale di calcio della Nigeria vinse le Olimpiadi di Atlanta, superando in finale la grande favorita Argentina. Fu la prima volta che una nazionale africana vinceva l’oro olimpico nel torneo di calcio. Già in semifinale la Nigeria aveva compiuto un’impresa incredibile battendo il Brasile di Ronaldo, Bebeto e Roberto Carlos grazie ad un’eccellente prestazione del bomber Nwankwo Kanu. Nella finale arbitrata dal nostro direttore di gara Pierluigi Collina la Nigeria si impose 3-2 dopo aver rimontato il doppio vantaggio argentino firmato Claudio Lopez ed Hernan Crespo. Di Babayaro, Amokachi e Amuneke le reti del trionfo nigeriano.

Enzo Grassano

Reddito di cittadinanza, truffa milionaria a Torino

Avevano creato un sistema per far percepire indebitamente il reddito di cittadinanza a cittadini stranieri che dicevano  di risiedere a Torino, ma che continuano a vivere all’estero. La  truffa è da oltre 1.400.000 euro ed è stata scoperta dalla guardia di finanza del capoluogo piemontese. Sono cinque le misure cautelari, una agli arresti domiciliari, a carico di un dipendente di un patronato, e quattro obblighi di firma nei confronti di cittadini romeni.

Le Fiamme gialle hanno individuato la dipendente di un Caf che avrebbe inoltrato le richieste al portale Inps, per consentire l’indebita erogazione del reddito. Nel fare domanda, secondo gli inquirenti, almeno 314 persone, prevalentemente cittadini romeni, avevano dichiarato falsamente di risiedere a Torino , per ottenere il reddito.

Sul trenino nelle miniere di Prali

Felpa, giacca a vento, caschetto, scarpe da ginnastica e via sul trenino alla scoperta della miniera di talco più grande d’Europa, quella di Prali, in Val Germanasca, vallata alpina a una settantina di chilometri da Torino.

Il talco, quel prezioso minerale che viene impiegato in vari settori, dal cosmetico al chimico, dall’alimentare al farmaceutico, abbondava in queste valli e in parte c’è ancora, e per evitare che la chiusura delle miniere ne cancellasse per sempre la memoria è stato realizzato un grande progetto museale. L’obiettivo è quello di valorizzare il lavoro in miniera e di accendere i riflettori sulla cultura e sulla storia di un’intera valle, dalla religione alla cultura valdese, dalla lingua occitana all’economia familiare. Tutto ciò è diventato realtà nell’Ecomuseo delle miniere e della Valle Germanasca. Per andare all’avventura sotto terra e per scoprire segreti e curiosità legati alla vita dei minatori e all’estrazione del talco più puro d’Europa bisogna andare a Prali ed esplorare due miniere, la miniera Gianna e la miniera Paola percorrendo, su un trenino e in parte a piedi, quasi due chilometri di gallerie e cunicoli, senza naturalmente correre alcun pericolo. Tutto è organizzato alla perfezione e la prenotazione è obbligatoria. Il trenino sferraglia nelle gallerie di Prali in assoluta sicurezza. È lo stesso trenino che un tempo portava il “Bianco delle Alpi”, una varietà di talco assai pregiata, e oggi trasporta i visitatori.
All’uscita delle gallerie, al termine del tour, è interessante dare un’occhiata al museo che mette in vetrina gli strumenti utilizzati dai minatori e descrive le condizioni di vita degli stessi lavoratori. Il lavoro minerario ha in passato trasformato radicalmente il modo di vivere degli abitanti e l’ambiente della Val Germanasca. Nelle gallerie venivano impiegati centinaia di minatori, oltre 350, e la miniera di Prali era la più grande d’Europa. Per oltre un secolo e mezzo la coltivazione del talco ha dato un lavoro ai valligiani, un’occupazione stabile e ben pagata, anche se dura e pericolosa, ma pur sempre una valida alternativa all’emigrazione in cerca di fortuna e lavoro. Molti minatori ci lasciavano le penne, non tanto per incidenti in galleria o vittime di esplosioni ma a causa della respirazione della polvere di talco che invadeva i polmoni. Ci si ammalava di silicosi polmonare e molti minatori morivano prima dei settanta anni. Le miniere di Prali sono chiuse dal 1995 ma il talco resiste in valle. Con poche decine di minatori al lavoro e con sistemi più moderni e più sicuri, la vicina miniera di Rodoretto continua a produrre talco pregiato, ogni anno almeno 30.000 tonnellate. La visita nelle gallerie di Prali dura quasi due ore. Le miniere sono visitabili da marzo a novembre, solo su prenotazione. Per informazioni contattare l’Ecomuseo Miniere di Prali, telefono 0121-806987 – info@ecomuseominiere.it. È aperto tutti i giorni tranne il martedì con orario 9,30 -12,30 / 13,30-17,00. E’ obbligatoria la mascherina FFP2. Il biglietto costa 16 euro, ridotto 13,50, scuole 11 euro, gratis 3-5 anni e Abbonamento Torino Musei.      Filippo Re

Abbi pazienza

IL PUNTASPILLI di Luca Martina 

Gli Stati Uniti sono forse già in recessione.  

La prassi vuole che ci vogliano due trimestri consecutivi negativi di crescita negativa del PIL e i dati sul secondo trimestre hanno confermato la decrescita registrata nel primo.

L’ufficialità tarderà ad arrivare in quanto dovrà essere deliberata da un gruppo di economisti nominati dal National Bureau of Economic Research  (un’organizzazione di ricerca privata americana senza scopo di lucro “impegnata a intraprendere e diffondere ricerche economiche imparziali tra i responsabili delle politiche pubbliche, i professionisti delle imprese e la comunità accademica”) chiamato  “Business Cycle Dating Committee”, “Comitato sulla datazione del ciclo economico”.

Suona un po’ strano che l’avvio di una recessione debba essere ratificato da un gruppo di saggi istituito all’uopo ma forse ci dice una volta di più quanto, in economia, questa parola sia esorcizzata e pronunciata il meno possibile, proprio come si fa, tra noi umani, con la morte.

Eppure le temutissime recessioni si ripetono, con una certa monotona regolarità, da molti secoli mentre, per fortuna, ben più rare e gravi sono le depressioni.

Nella Bibbia la Genesi racconta, forse per la prima volta nella storia, l’alternarsi di un ciclo economico positivo (sette anni di vacche grasse) e recessivo (i successivi sette anni di vacche magre).

Al faraone appaiono, in un sogno angoscioso, sette vacche grasse e di bello aspetto che vengono prima affiancate e poi divorate da altre sette vacche brutte e magre.

Il sovrano dell’Egitto chiede aiuto a Giuseppe, il penultimo dei dodici figli di Giacobbe, che, detenuto in prigione, aveva fama di interpretare i sogni dei carcerati.

Giuseppe, novello economista, raccomanda di conservare la produzione in eccesso per gli anni di carestia attraverso uno dei primi prelievi fiscali documentati dell’antichità (un quinto dei prodotti: il 20%): prevenire per curare e tenere sotto controllo la malattia e tornare, prima possibile, a correre come sono tornate a fare le borse ultimamente.

A prima vista sembra a dir poco curioso che, in concomitanza con la pubblicazione dei deludenti dati sul PIL statunitense, i mercati finanziari abbiano messo a segno, dopo sei mesi consecutivi di discesa, un importante (seppure parziale) recupero.

Sono pazzi questi mercati… O forse, semplicemente, l’eccessivo pessimismo di inizio luglio aveva posto le basi per un “rimbalzo”.

Ad aiutare è stata anche la dichiarazione del governatore della banca centrale statunitense che, dopo avere alzato ancora una volta i tassi ufficiali, la scorsa settimana ha lasciato aperto lo spiraglio ad una maggiore prudenza nel volere stroncare la pianta infestante dell’inflazione se l’economia dovesse peggiorare più velocemente del previsto.

Tanto è bastato per giustificare il ritorno di un moderato ottimismo.

Quanto avvenuto non è nient’altro che la riprova che gli eccessi, di pessimismo ma anche di ottimismo, sono spesso indicatori “contrarian” (meglio, cioè, fare il contrario che seguire supinamente le pulsioni della maggioranza).

Naturalmente nulla è più illusorio delle facili occasioni di guadagno e a conferma di ciò la capacità di previsione manifestata dall’andamento delle borse lascia spesso a desiderare: come ricordava il premio Nobel per l’economia Paul Samuelson “il mercato azionario ha previsto nove delle ultime cinque recessioni”…

L’economia sta rallentando e le aziende più solide hanno subito sinora solo un modesto peggioramento delle loro prospettive; per potere davvero voltare pagina servirà ancora un più deciso ridimensionamento delle stime sugli utili di quest’anno che tenga conto del rallentamento della domanda prodotto dall’aumento dei prezzi (e presto, forse, anche della disoccupazione).

Solo allora l’inflazione perderà il suo carburante più importante, una domanda troppo elevata a fronte di un’offerta limitata dai colli di bottiglia creatisi con la pandemia ed ora in via di esaurimento, e i banchieri centrali potranno così placare la loro ira nei confronti dell’inflazione.

Anche da noi in Europa, con una guerra alle porte e una crescita dei prezzi frutto più dell’aumento delle materie prime (peraltro in forte correzione già da fine maggio) che della forza dei consumi, sarà la recessione (temperata dagli investimenti programmati per il Next Generation EU) la migliore medicina per rallentare l’indice dei prezzi.

Il futuro continua ad essere promettente, le innovazioni che hanno da sempre guidato la creazione di maggiore benessere non sono certo in rallentamento, ma occorrerà mantenere i nervi saldi di fronte ad un probabile ritorno della volatilità (gli alti e, soprattutto, i bassi di mercato).

Un solo imperativo dovrà tenere a mente il risparmiatore avveduto per non incorrere in scelte autolesionistiche: Abbi pazienza ***.

*** Per chi ne fosse privo o non la conoscesse può cercarne la via sullo stradario di Pistoia.

Ferrovie, lavori sulla rete piemontese

RFI, INTERVENTI DI MANUTENZIONE E POTENZIAMENTO INFRASTRUTTURALE FRA ASTI E ACQUI TERME

  • circolazione ferroviaria interrotta venerdì 5 agosto
  • attivo servizio bus sostitutivi

 

Torino, 2 agosto 2022

Dal 5 al 7 agosto la linea ferroviaria Asti-Nizza-Acqui Terme sarà interessata da lavori di manutenzione e potenziamento infrastrutturale di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS).

Gli interventi consistono nel risanamento e rinnovo delle opere d’arte presenti sulla tratta fra Asti e Acqui Terme, dove, per consentire la piena operatività del cantiere, venerdì 5 agosto la linea ferroviaria verrà interrotta e i treni sostituiti con bus

I sistemi di vendita dell’impresa ferroviaria sono aggiornati con il nuovo programma di circolazione.

Coldiretti: sì al Distretto del cibo in Canavese ma senza consumo del suolo

Coldiretti Torino offre la propria collaborazione alla Città metropolitana di Torino per realizzare, anche in Canavese, il Distretto del cibo.

Ma chiede che lo stesso ente accantoni i progetti che prevedono nuovo consumo di suolo e che dimostri, nei fatti, una reale volontà di valorizzare l’agricoltura canavesana.

Nei giorni scorsi una delegazione di Coldiretti Torino con il presidente Bruno Mecca Cici e il direttore Andrea Repossini ha incontrato la consigliera metropolitana delegata allo sviluppo economico e al turismo Sonia Cambursano proprio per lanciare questo nuovo strumento di promozione dei valori agroalimentari del territorio.

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