Siamo solo all’inizio!
Il cantiere granata è aperto,come evidenziato dalla gara di ieri persa nettamente contro l’Eintracht di Francoforte,squadra campione di Europa League.
Il Toro di Juric ha mostrato trame interessanti di gioco ma la supremazia tedesca è parsa evidente soprattutto,quando nel secondo tempo sono subentrate le riserve: è proprio qui che le tenebre si sono impossessate della squadra granata!
Il Toro è incompleto,lo sanno bene il pres.Cairo ed il ds Vagnati e ne è ben cosciente soprattutto l’allenatore granata Juric che è già sul punto d’esplodere!Ma non accadrà e spiego subito il perché.L’attuale squadra con i soli volti nuovi del terzino Bayeye e del trequartista Radonjic,aggiunti ai riscatti di Berisha,Ricci e Pellegri, può solo ambire al 17esimo posto con 40 punti raggiunti alla penultima giornata di campionato.
Con la cessione di Bremer all’Inter e di qualche altro esubero arriveranno gli altri 8 giocatori chiesti da Juric in modo che il Toro potrà lottare per il settimo posto,valido per la qualificazione in Conference League e per andare avanti il più possibile in Coppa Italia.
Ecco i calciatori che dovrebbero arrivare per rendere competitiva la squadra granata:
Il portiere Dragowski
Il difensore centrale Kumbulla
I centrocampisti centrali Maggiore e Casadei
I trequartisti Praet,Laurentiè e Diurnicic
L’attaccante Dovbjk.
Enzo Grassano
La critica milanese, infatti, organizza nel medesimo periodo storico, una corrente artistica meglio nota come “Novecento”, e nel 1922 fondano il collettivo Mario Sironi, Achille Funi, Leonardo Dudreville, Anselmo Bucci, Emilio Malerba, Pietro Marussig e Ubaldo Oppi. Negli anni il gruppo si farà sempre più numeroso, e ospiterà al suo interno artisti tra loro molto differenti per stile, personalità e formazione, seppur tutti uniti dal comune desiderio di rappresentare lo spirito del secolo. Essi sostengono un ritorno all’ordine dopo le avanguardistiche sperimentazioni del primo Novecento (Futurismo e Cubismo); le tele novecentiste presentano chiari rimandi all’antichità classica, alla purezza delle forme e all’armonia generale che deve dominare la composizione. Lo stile “Novecento” è anche definito “Neoclassicismo semplificato”, espressione con cui si indica una tipologia architettonica apprezzata da molti regimi totalitari, un’architettura che riprende i modelli classici ma ne alleggerisce gli elementi e i dettagli, eliminando o semplificando la decorazione. In Italia il maggior esponente di tale tendenza è l’architetto Marcello Piacentini, che domina la scena del ventennio fascista con progetti razionalisti che conciliano i temi del Movimento Moderno con i propositi del regime. I progetti architettonici di Piacentini influiscono sull’urbanistica, come dimostrano la costruzione del campus universitario di Roma, nel quartiere Tiburtino e le demolizioni e ricostruzioni di centri storici di città come Brescia e Livorno.
Nel 1928 si reca a Parigi per studiare da vicino le opere degli impressionisti, ma non perde l’occasione di interessarsi a Pablo Picasso, Henri Matisse, Raoul Dufy, e Georges Braque.
Tra i rialzi delle materie energetiche dovute alla crisi internazionale che stiamo vivendo e l’inflazione ai massimi storici, che si tradurranno in bollette sempre più alte per gli italiani, diventa sempre più difficile riuscire a raffreddare la casa e l’ambiente di lavoro. Proprio nel momento in cui i cambiamenti climatici ci stanno facendo vivere quella che si prospetta l’estate più calda di sempre. L’uso dei climatizzatori, che sembrano l’unica soluzione alle ondate straordinarie di calore e ai mesi torridi che ci attendono, potrebbe far lievitare i costi delle utenze considerevolmente.