ilTorinese

 Urbanistica, Grimaldi (LUV): se le fondamenta e i materiali sono sbagliati, crolla tutto

“Della semplificazione urbanistica di Marin è rimasto solo qualche calcinaccio, il Governo non si è limitato a impugnare la norma che abbiamo tanto contestato, l’ha letteralmente demolita: i rilievi riguardano ben 19 articoli – 3, 5, 7, 8, 10, 11, 13, 14, 16, 18, 19, 20, 21, 34, 36, 40, 41, 47 e 48 – che, secondo il Governo, intervenendo indiscriminatamente sulla disciplina urbanistica ed edilizia regionale vigente determinano la violazione di norme statali nonché degli articoli 117, 9 e 32 della Costituzione, che riconoscono quali valori imprescindibili della Repubblica, rispettivamente, la tutela dell’ambiente e del paesaggio e quella della salute, e infine del principio di ragionevolezza di cui agli articoli 3 e 97 della Costituzione. La sciagurata Lega, capitanata dal corsaro Marin, con il silenzio assenso di ‘Tele Cirio’ ci ha inchiodati tredici mesi in commissione e tre mesi in aula per produrre una (fuori)legge che ci è sempre apparsa una totale deregulation, in contrasto con ogni tipo di logica che non fosse quella del ‘fai cosa vuoi e dove vuoi'” – cosi Marco Grimaldi, Capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Regione.

“Marin e i suoi compari volevano ricostruire edifici non più esistenti o rendere abitabili vani la cui altezza minima li avrebbe resi del tutto insalubri, un’idea di urbanistica superata già nel 1942 o anche prima. I regolamenti edilizi comunali avevano in molti casi già introdotto un obbligo generalizzato di licenza edilizia persino prima della legge n. 1150 del 1942, ma forse Marin non lo sapeva. La deroga sistematica e generalizzata agli strumenti urbanistici, si legge nelle motivazioni dell’impugnativa, comporta la violazione dei principi concernenti la generale necessità di pianificazione del territorio e il rispetto degli standard urbanistici, ma non solo: la scelta della Regione di assumere iniziative unilaterali e reiterate, al di fuori del percorso di collaborazione già proficuamente concluso con lo Stato mediante l’approvazione del Piano paesaggistico del 2017, si pone in contrasto anche con il principio di leale collaborazione che impone alle parti che sottoscrivono un accordo ufficiale in una sede istituzionale di tener fede a un impegno assunto. Queste parole sono una vergogna per la nostra Regione: come nell’edilizia, se le fondamenta sono mal costruite, le misure sbagliate e i materiali scadenti, crolla tutto” – conclude Grimaldi.

 

Il Gruppo Iren cresce nella produzione energetica green

Con Iren Green Generation – società dedicata allo sviluppo degli asset rinnovabili – e vengono acquisiti ulteriori due progetti ready to build per una capacità complessiva di 30MW

 Iren S.p.A. ha sottoscritto gli accordi vincolanti per l’acquisizione – attraverso la società interamente controllata Iren Green Generation – di autorizzazioni e dei diritti sui terreni per lo sviluppo di due impianti fotovoltaici di potenza complessiva pari a 29,9 MWp siti nel sud Italia per una produzione di circa 50 GWh all’anno.

La costituzione di Iren Green Generation, la nuova area di business del Gruppo dedicata allo sviluppo degli asset rinnovabili, conferma la direzione intrapresa dal Piano Industriale Iren@2030 con l’obiettivo di raggiungere una nuova capacità rinnovabile installata di 2,2 GW in arco piano.

Il prezzo di acquisizione delle autorizzazioni è pari a complessivi 6,1 milioni di euro e gli impianti, una volta in esercizio, genereranno un EBITDA complessivo medio atteso di circa 2,2 milioni di euro all’anno.

Aumentare la produzione di energia rinnovabile grazie all’installazione di nuovi impianti è un obiettivo strategico per Iren – afferma Luca Dal Fabbro Presidente di Iren –ed assume un valore rilevante anche per l’intero Paese, nell’ottica di riduzione della dipendenza da fonti fossili sempre più costose e scarse e come azione concreta per ridurre le emissioni inquinanti”.

La recente acquisizione – commenta Gianni Vittorio Armani, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Iren – è un ulteriore passo avanti nel rafforzare il posizionamento del Gruppo nel settore strategico delle rinnovabili e che ci rende sempre più confidenti di accelerare il raggiungimento dei target previsti nel Piano industriale”.

Merlo: Questione sociale, Conte il nuovo Donat-Cattin? Non scherziamo

“Nell’epoca del trasformismo e del ‘nulla della politica’, per dirla con una felice battuta del passato di Mino Martinazzoli, possiamo anche assistere al fatto che il capo dei 5 stelle, Giuseppe Conte, aspira a diventare l’alfiere e il protagonista della nuova ed ennesima ‘questione sociale’ che attraversa il nostro paese. Ovvero, il principale interprete politico delle difficoltà innescate da una profonda ed ennesima crisi sociale. Una sorta, per farla breve, di un nuovo Carlo Donat- Cattin della politica italiana, lo storico leader politico della ‘sinistra sociale’ della DC.
Ora, che in un’epoca ancora dominata, purtroppo, dal trasformismo politico tutto sia possibile è fuori discussione. Ma il tutto deve avere un limite. E cioè, anche il più disinvolto trasformismo non può oltrepassare certi limiti. E la questione sociale, purtroppo di nuovo centrale nelle dinamiche concrete della nostra società, non può non essere affrontata anche e soprattutto da chi continua a restare fedele nella politica italiana alla tradizione cattolico sociale e cattolico popolare. Il trasformismo politico non può essere una ricetta credibile per tutte le stagioni. Lo è quando la politica va in crisi e scompare. Ma tramonta quando la politica stessa, e di conseguenza i partiti con le relative culture politiche, ritornano centrali e protagonisti.
Ecco perchè la sinistra sociale di ispirazione cristiana di Carlo Donat-Cattin e di tanti altri leader e statisti del passato non può essere paragonata o confusa con il trasformismo contemporaneo”.
Giorgio Merlo, Presidente Nazionale ‘Noi Di Centro-Mastella’. 30 7 2022

Ecco come avere gratis uno stendardo di Eurovision

A tre mesi da Eurovision Song Contest 2022 – ‘The Sound of Beauty’, la Città di Torino, visti l’entusiasmo e l’energia dimostrati dal pubblico durante il festival musicale più popolare al mondo e per condividere il ricordo del grande successo internazionale della manifestazione che ha dato al capoluogo Piemontese una grande visibilità, ha deciso (ai sensi della Delibera 2022/474) di regalare alla cittadinanza 450 stendardi che hanno caratterizzato il look della città con cui è stata promossa la competizione canora.

Per presentare e comunicare al meglio la kermesse l’Amministrazione comunale, durante l’evento, ha vestito con i colori del festival musicale più popolare al mondo piazze, strade, viali, palazzi e parchi torinesi.

Ottenere il proprio ‘ricordo’ di Eurovision Song Contest 2022 è facile, basterà compilare il modulo online su www.comune.torino.it/stendardieurovision.

Il link sarà attivo dalle ore 12.00 di lunedì 1 agosto 2022.

Gli stendardi verranno attribuiti – al massimo uno per persona – in base all’ordine cronologico d’arrivo delle domande, fino a esaurimento. A richiesta effettuata sarà inviata una mail di avvenuta registrazione e successivamente, al termine della procedura di assegnazione, una di convocazione per il ritiro dell’omaggio.

 

Tav: Fregolent (Iv), azione violenta di teppisti di professione

“Ancora una volta i cantieri della Tav e le forze dell’ordine vengono messi in pericolo da azioni violente e terroristiche. Agli agenti va la mia piena solidarietà” : è quanto dichiara Silvia Fregolent, capogruppo Iv in Commissione Ambiente di Montecitorio.

“La Val di Susa non ha niente a che fare con questi teppisti di professione che vogliono solo destabilizzare il territorio ed impedire che venga realizzata un opera ambientalmente compatibile e strumento di sviluppo per le comunità locali e per l’intero paese”: conclude.

Motociclista muore per una caduta sulla pista da cross

Per una caduta sulla pista di motocross di Biella è morto nonostante i soccorsi un uomo di 58 anni. Il motociclista era Luca Salvigni, di Vigliano Biellese. L’incidente non ha coinvolto altre moto. La dinamica dell’incidente è al vaglio dei carabinieri.

Amichevole Nizza-Torino 1-0

Stengs(N)al 78′

Tabellino

NIZZA (4-3-3): Bulka; Lotomba, Todibo, Dante, Bard; Claude-Maurice, Rosario, Thuram; Brahimi, Delort, Gouiri. A disposizione: Boulhendi, Daniliuc, Mendy, Nahounou, Belahyane, Schneiderlin, Traore, Ilie, Stengs. Allenatore: Favre.

TORINO (3-4-2-1): Milinkovic Savic; Izzo, Zima, Rodriguez; Singo, Lukic, Ricci, Aina; Seck, Linetty; Sanabria. A disposizione: Berisha, Gemello, Bayeye, N’Guessan, Djidji, Akhalaia, Ruszel, Radonjic, Wade, Zaza, Segre, Horvath, Edera, Adopo, Verdi. Allenatore: Juric

Si chiude il ritiro del Toro con una sconfitta di misura contro il Nizza per 1-0.Buona prova dei granata che dominano per larghi tratti di gara ma vengono puniti da un’ingenuità difensiva.Il bilancio delle 5 gare,di questo precampionato,è comunque positivo:3 vittorie e 2 sconfitte con 7 gol fatti e 4 subiti.
Ora 2 giorni di riposo per la rosa granata di Juric e poi il ritorno a Torino al Filadelfia per l’inizio della stagione ufficiale che prenderà il via sabato 6 agosto con i 32esimi di finale della Coppa Italia,in casa all’Olimpico Grande Torino,contro la vincente di Palermo -Reggiana e successivamente sabato 13 agosto nella prima giornata di campionato,fuori casa,contro il neopromosso Monza di Berlusconi
La squadra brianzola è al suo esordio assoluto in serie A.Preoccupano i troppi infortuni:oggi sono usciti anzitempo,nella prima mezz’ora di gioco Izzo per il solito dolore al ginocchio e Zima per un infortunio alla spalla.Altri indisponili sono Dijdij, Buongiorno,Vojvoda e Pellegri.Probabilmente tutti recuperabili.Intanto il mercato porterà,a breve,4 nuovi calciatori richiesti da Juric.

Enzo Grassano

Alta tensione per l’alta velocità: 12 poliziotti feriti dal lancio di pietre e bombe carta

In concomitanza con il Festival Alta Felicità, organizzato in Val Susa dai No Tav, un migliaio di manifestanti sono giunti a San Didero dal campeggio di Venaus con vari mezzi e hanno da subito cominciato ad assaltare il cantiere sia al varco posto sul lato della statale sia nella zona est, a ridosso dell’autostrada con un fitto lancio di petardi, artifizi pirotecnici e sassi in direzione delle Forze di Polizia a protezione del sito.

Un gruppo di alcune decine si è posizionato oltre l’autostrada sul lato opposto del cantiere effettuando lanci di oggetti contundenti che hanno coinvolto la circolazione autostradale costringendo alla chiusura temporanea della stessa all’altezza di Avigliana e l’intervento dei contingenti della Forza Pubblica per respingerli ed allontanarli. La polizia si sta opponendo con utilizzo di idrante e un considerevole numero di lacrimogeni.
Al momento si contano dodici operatori di Polizia feriti dal lancio di oggetti contundenti e bombe carta ad opera di soggetti con i volti travisati da cappucci e maschere antigas. Il lato autostradale del cantiere è stato liberato, mentre continua l’azione sul lato della statale, dove sono presenti un migliaio di manifestanti, alcuni dei quali continuano il tentativo di sfondamento della recinzione e dei cancelli del cantiere anche con l’utilizzo di un ariete artigianale in cemento. La polizia continua  a contrastare l’azione con l’utilizzo di idranti e lacrimogeni

Ad Aurora il Far west è sotto casa

Alcuni lettori ci hanno inviato video girati all’altezza di Ponte Carpanini sul lungo Dora.

Si possono chiaramente vedere spacciatori al lavoro in pieno giorno. In alcune scene, dei ragazzi parlano animatamente brandendo bottiglie di vetro, spaccandole e agitandole davanti all’interlocutore. La scena sembrerebbe quella di qualcuno che difende il proprio territorio.

In un quartiere, quello di Aurora, dove la giunta sta avviando molti progetti di riqualificazione, il tema caldo resta la sicurezza. All’incontro con le maestranze, tenutosi un mese fa al Fortino, gli abitanti e coloro che lavorano in Aurora hanno chiesto a gran voce cosa si intende fare per garantire loro di passeggiare o anche solo transitare in tranquillità.

Il 27 giugno, il Consiglio Comunale ha approvato un bellissimo progetto di affido culturale. In pratica sarà possibile accompagnare i bambini delle famiglie più fragili ad eventi culturali per “contrastare non solo la povertà economica” dice il comunicato sul sito del comune, ma anche “quella educativa e la solitudine”. Non sarebbe il caso di garantire ai bambini di scendere nel parchetto sotto casa senza essere esposti a scene come quelle dei video che i nostri lettori ci mandano?

Loredana Barozzino

“La politica smetta di ignorare i giovani, il clima è una emergenza reale”

Si chiude oggi a Torino il 2° meeting europeo organizzato dal movimento interazionale Fridays For Future. Cinque giorni di dibattiti, workshop, conferenze, attraverso cui i giovani attivisti si sono confrontati su rivendicazioni ed azioni alla ricerca di nuove idee per combattere la crisi climatica.


«Un’occasione più unica che rara per una generazione spesso accusata di vivere con distacco la società – spiega Mario Calì, Presidente Nazionale del P.S.D.I. – colpevolizzata per un presunto disimpegno politico che, numeri alla mano, evidenzia semplicemente una narrazione colma di inesattezze ed infondati luoghi comuni. La rotta per l’eco-socialismo democratico passa da loro».
Dal 25 al 29 luglio oltre 500 attivisti provenienti da 55 paesi hanno infatti sfidato l’afa per ritrovarsi negli spazi del Climate Social Camp, un campeggio presso il Parco della Colletta, per affrontare temi come la giustizia climatica, le pratiche di decolonizzazione, la cooperazione internazionale e l’autodeterminazione dei popoli, stringendo legami internazionali volti ad elaborare nuove strategie di mobilitazione e creare tra gli adulti maggiore consapevolezza sull’urgenza di affrontare il problema del riscaldamento globale.
In tutto questo fermento, dopo l’attenzione mediatica mondiale focalizzata su Greta Thunberg e le folle oceaniche di attivisti climatici possibili nel periodo antecedente la pandemia, la politica risulta essere la grande assente.
Persino il “Green New Deal” sbandierato a fini propagandistici dalla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, è scomparso dai radar. Nelle agende dei “grandi” il tema ambientale e la transizione ecologica hanno rapidamente lasciato il passo all’emergenza pandemica ed alla dipendenza energetica dalla Federazione Russa.
Inoltre, tradendo le aspettative delle nuove e delle future generazioni, all’interno della tassonomia verde dell’Unione Europea hanno trovato spazio gas fossile e nucleare da fissione, adesso riconosciuti come fonti di energia sostenibile “importanti per la transizione energetica”.
«Si tratta di un chiaro invito per il resto del mondo a ridurre le proprie ambizioni climatiche – conclude Mario Calì – che consegna agli investitori un segnale disastroso circa l’affidabilità dell’Unione Europea nel settore energetico e non solo. L’Europa potrebbe raggiungere la neutralità climatica entro il 2035 puntando a quadruplicare le rinnovabili ed ammodernando l’infrastruttura elettrica indispensabile per il salto tecnologico offerto dalla produzione energetica diffusa. Ai leader ricordiamo che le “photo opportunity” delle Conferenze per il Clima devono essere accompagnate da politiche coerenti e coraggiose. Ascoltiamo i giovani».