Durante l’attività di controllo del territorio, due agenti del commissariato Centro sono intervenuti, nella notte tra mercoledì e giovedì, nei pressi di un’attività in Barbaroux dove hanno sorpreso e arrestato, per tentato furto aggravato, un uomo colto durante un tentativo di effrazione.
L’uomo, un cittadino marocchino di 57 anni, già noto alle forze dell’ordine e sottoposto all’obbligo di firma alla PG, era infatti intento a sollevare la saracinesca del locale mediante l’utilizzo di un martinetto e aveva nella sua disponibilità una serie di strumenti di effrazione. Sono stati gli agenti ad avvisare il proprietario del locale che, non avendo ricevuto l’allert dell’antifurto, non era a conoscenza di quanto stesse accadendo.
A seguito della convalida dell’arresto il Tribunale ordinario di Torino disponeva la custodia cautelare in carcere.
La grandezza di un solo oceano basterebbe per descrivere l’immensità della gioia di vivere di una ragazza speciale, o del dolore di una madre nel vederla andar via per sempre. Ma se gli oceani sono mille, la gioia di prima e il dolore del dopo non sono quantificabili. Sono infiniti. Nel racconto conosciamo una ragazza che, poco più che ventenne, potrebbe essere stata la compagna di banco dei nostri figli, la nostra nipotina, la ragazzina felice che abita nel nostro quartiere. Nostra figlia. La narrazione che usa Michela Barbangelo è molto scorrevole, e nel racconto degli episodi della sua vita, con l’uso diretto della prima persona, scorrono gli anni e le pagine più significative, senza presagire alcun epilogo: esperienze, viaggi, studi, emozioni, rabbia e amore, amici e parenti. Sogni e illusioni. Gioie. E dolore. E Claudia c’è. In ogni pagina, in ogni rigo, nella disperata lotta per non abbandonare la vita. Claudia c’è sempre, ancora oggi.
Sono Michela Barbangelo, nata il 25/08/1962 e vissuta ad Andria (BT) fino al 1994, anno in cui mi sono sposata e trasferita a Trani, dove attualmente risiedo; lavoro a Bisceglie nella Struttura Ospedaliera 