Buonissima, cibo, arte e altre bellezze
A Torino fino a domenica 30 ottobre la seconda edizione
IL PREMIO BOB NOTO 2022
Alla cerimonia di apertura alla Nuvola Lavazza consegnato il “Premio Bob Noto”
premio all’irriverenza a Massimiliano e Raffaele Alajmo.
In occasione della cerimonia di apertura ufficiale di Buonissima 2022 alla Centrale Lavazza il Premio Bob Noto è stato consegnato dalle mani del vincitore della prima edizione Andoni Luis Aduriz “all’irriverenza” dei fratelli Massimiliano e Raffaele Alajmo, forti delle loro 5 stelle Michelin in 3 ristoranti.
Uno dei grandi motivi di orgoglio di Buonissima è aver fatto da innesco ed essere oggi la cornice del Premio Bob Noto, che è stato per tutti gli appassionati del gusto – cuochi, giornalisti, critici, gourmet – fonte di enorme ispirazione: “se non ci fosse stato lui, non saremmo quello che siamo, e con ogni probabilità Buonissima non sarebbe mai nata. È tutt’ora una continua fonte d’ispirazione“, dicono i direttori Matteo Baronetto, Stefano Cavallito e Luca Iaccarino.
Pur essendo stato varato l’anno scorso, il premio ha subito conquistato una grande autorevolezza, perché è un riconoscimento che – attraverso il confronto tra i giurati – cerca con onestà di individuare un cuoco al mondo che incarni una peculiarità di Bob, che gli piaceva o che gli sarebbe piaciuto. “L’assegnazione del premio all'”irriverenza” ad Andoni Luis Aduriz, nel 2021, si dimostra ogni giorno più giusta (e la cena unica e audace che ha cucinato a Del Cambio durante Buonissima 2022 ne è stata l’ennesima dimostrazione), siamo certi che quello 2022 attribuito a Massimiliano e Raffaele Alajmo per l'”ironia” accompagnerà i grandi ristoratori veneti sulla strada della creatività e della leggerezza.”
“Fare cose serissime senza prendersi troppo sul serio. L’ironia dei fratelli Alajomo è come discordanza ed è questa incongruità che è spesso connessione con il vero. L’ironia come critica, prima di tutto di sè stessi, e per la leggerezza di un gioco nel gioco che vuole sottolineare un approccio alla tavola sempre sorridente.
L’ironia di questi due fratelli, applicata al lavoro ma che è anche stile di vita, è ciò che si manifesta nei piatti e nel modo di servirli, nelle atmosfere e nello stile del servizio, nell’identità e nel racconto. E c’è anche una bellissima forma di ricordo dell’infanzia negli Alajmo, nel loro continuo dissimulare, perché è proprio in quella fase della vita che l’ironia sa sottolineare la verità. Ma lo fa sempre mantenendo viva la capacità di ridiscutere tutto, e ce n’è bisogno, in un mondo gastronomico che, ahinoi, lo fa invece sempre di meno.”
Alla cerimonia sono intervenuti, oltre alla Direzione Artistica e organizzativa di Buonissima, il sindaco della Città di Torino Stefano Lo Russo, l’Assessore Regionale all’agricoltura e al cibo Marco Protopapa.
Insieme a loro il Vicepresidente Gruppo Lavazza Giuseppe Lavazza che ha dichiarato: “Una proposta gastronomica innovativa e di alta qualità può aiutare a valorizzare un territorio come quello di Torino, trasformandolo in una meta turistica del gusto e dei sapori da scoprire. Per fare ciò, occorre restituire alla città degli ambienti accoglienti e belli, capaci di valorizzare un’offerta di eccellenze culinarie e di passione, diventando simboli incontestati e ammirati in tutto il mondo. Buonissima è un grande evento che tiene uniti i migliori chef nazionali e internazionali con l’obiettivo proprio di definire Torino come capitale del gusto e che vuole ricordare un amico unico, ironico e con una gran voglia di vivere in modo leggero, Bob Noto”
Buonissima prosegue fino a domenica con appuntamenti “top e pop” in tutta la città e non solo.
Ma sarà sempre e solo lotta antifascista?
Dunque, abbiamo il Governo.
Sì, un governo di centro destra – o destra centro che sia – perchè gli elettori hanno voluto e votato per la coalizione di centro destra. Abbiamo un Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha rivoluzionato il tradizionale clichè dei Premier italiani e non solo perchè è la prima donna nella storia repubblicana che sale a Palazzo Chigi con le sue forze e con la sua spiccata personalità ma anche per l’impronta che ha immediatamente dato alla sua strategia politica e di governo. Del resto, dopo le prime mosse ha già confermato di essere un leader politico – cosa che, del resto, sapevamo da tempo – e, forse, anche una autorevole donna di governo. Concretezza, buon senso, forte radicamento territoriale, intelligenza politica e approccio popolare sono e restano i suoi tratti distintivi che la rendono profondamente diversa dal cosiddetto “politicamente corretto” e avulsa da quei meccanismi che sono riconducibili ai burocrati della politica e ai protagonisti dell’establishment.
Ma, al di là di questo fatto estetico, ma al contempo anche politico, c’è un elemento che adesso merita di essere approfondito e che prima o poi va sciolto. Mi riferisco, nello specifico, al comportamento concreto che la sinistra italiana, nelle sue multiformi espressioni, terrà nei prossimi mesi. Non prendo in considerazione la posizione del polo populista e demagogico dei 5 stelle perchè non avendo una cultura politica di riferimento può cambiare radicalmente opinione a giorni alterni. Come è puntualmente avvenuto in questi anni. Ma, per essere ancora più preciso, penso al comportamento concreto della sinistra politica, culturale, sindacale, accademica, salottiera, alto borghese, televisiva ed editoriale che ruota storicamente attorno al Partito democratico. Un’area culturale, politica, intellettuale e sociale che, puntualmente, dopo il responso delle urne del 25 settembre ha subito gridato “all’onda nera” in arrivo che può sconvolgere definitivamente l’equilibrio democratico, liberale e costituzionale del nostro assetto pubblico ed istituzionale e via discorrendo. Elementi confermati dallo stesso segretario del Pd nel suo intervento alla Camera. Tutti conosciamo, ormai a memoria, la denuncia che la sinistra ha sferrato dopo il voto contro i vincitori. Dall’allarme democratico alla compressione dei diritti, dalla riduzione delle libertà al conflitto sociale, dal rischio fascismo alla deriva illiberale, dalla concentrazione del potere all’attenuazione degli stessi principi democratici. Una galleria di accuse e di luoghi comuni che però, se il martellamento diventa continuo, costante ed insistente rischia di produrre danni non solo al Governo ma, quel che più conta, agli interessi dell’intero paese. Soprattutto in una fase storica difficile, complessa e particolarmente turbolenta per le stesse fondamenta democratiche del nostro paese.
Ecco, questo è il nodo politico per eccellenza nell’attuale stagione pubblica. Ovvero, per dirla in parole più semplici, la sinistra italiana, seppur nelle sue multiformi espressioni, condurrà la sua azione politica nei prossimi mesi all’insegna di una violenta delegittimazione morale prima e di una criminalizzazione politica poi della coalizione di centro di destra come ha già iniziato a fare in queste settimane o si concentrerà maggiormente sui contenuti veri e reali dell’azione di governo? Perchè se il buongiorno si vede dal mattino, come si suol dire, cosa significa se non questo il biglietto inaugurale trasmesso al nuovo governo dal segretario del Pd, lo sconfitto Enrico Letta, all’insegna “dell’opposizione, opposizione, opposizione”? E il conseguente, e scontato, bombardamento mediatico di queste settimane non è altro che la conferma di questa prassi. Che, del resto, è collaudatissima perchè già condotta per decenni contro la Democrazia Cristiana e molti dei suoi esponenti di primo piano, contro Berlusconi prima e Salvini poi e, paradossalmente, persino contro Renzi durante la stagione del referendum costituzionale. E non poteva che accadere così, e a maggior ragione, contro la coalizione di centro destra guidata dal principale leader dei Fratelli d’Italia. Ma il nodo, come dicevo poc’anzi, va comunque sia sciolto.
Ovvero, la sinistra italiana pensa di affrontare questa stagione politica segnata da una drammatica, epocale ed inedita “questione sociale” alimentando il rischio del possibile ritorno della “postura fascista” e con un governo che pratica una deriva illiberale e con la quasi certezza di una potenziale cancellazione dei diritti civili e sociali? Perchè se questa sarà la cifra distintiva dell’azione politica della sinistra italiana, dovremmo prendere amaramente atto che per questo campo politico la democrazia dell’alternanza è solo una invenzione propagandistica e il rispetto dell’avversario e dello stesso voto popolare una semplice evocazione astratta e del tutto irrituale.
Insomma, proprio con un governo politico di centro destra noi abbiamo la possibilità di sperimentare se in Italia, d’ora in poi, prevarrà una vera e credibile democrazia dell’alternanza o
se, al contrario, siamo di fronte all’ennesima conferma che il nostro paese può essere governato solo e soltanto da chi pratica il “politicamente corretto” e che si riconosce nell’establishment storico del “sistema” Italia. Ci vorrà poco tempo per capirlo.
Giorgio Merlo
Grazie alla tecnica dello snowfarming, Riale, a 1.800 metri, in alta Val Formazza, è pronta ad accogliere il mondo agonistico e amatoriale dello sci di fondo: a dispetto dell’estate torrida e nonostante il persistere di temperature ancora alte rispetto alla stagione dal venerdì 28 ottobre, 8.000 metri cubi di neve stoccati in aprile saranno stesi su almeno 2,5 km di pista. Nello stesso fine settimana riaprono la Locanda Walser Schtuba con le creazioni dello Chef Matteo Sormani e l’albergo AaltsDORF di Gianluca Barp, con il proprio ristorante e il negozio di prodotti tipici Sapori Walser. In arrivo anche l’area wellness all’aperto.
La neve latita, complici temperature al di sopra della media stagionale, eppure Riale, nell’Alta Val Formazza (VB), culla dello sci di fondo, venerdì 28 ottobre è tra le prime località in Europa ad aprire circa 2,5 km del suo celebre anello di pista, complessivamente lungo oltre 12 km. Già un centinaio gli atleti attesi per la prima giornata. Sabato e domenica la pista sarà a disposizione anche degli appassionati. In un momento in cui la coppa del Mondo di sci alpino fa i conti con il contesto climatico e annulla le prime gare in programma, Riale riesce in questa impresa grazie all’impegno di Gianluca Barp, imprenditore turistico di Riale, che 4 anni fa ha iniziato a sperimentare lo snowfarminig, arrivando a stoccare, lo scorso aprile, 8.000 metri cubi di neve. Un quantitativo che, nonostante l’estate torrida, è riuscito preservare in misura sufficiente a garantire l’apertura della pista.
In Italia, Gianluca Barp è il primo imprenditore a livello privato ad aver testato e portato a regime la tecnica dello snowfarming con l’utilizzo di teli geotermici. Come funziona? «È un procedimento relativamente semplice, che però richiede un lungo lavoro e un’attenta progettazione – spiega Barp –. In aprile si produce un grande accumulo di neve artificiale. L’ammasso viene quindi protetto termicamente con teli geotermici realizzati con fibre di alluminio, intervallati da strati isolanti di ovatta. I teli vengono legati uno all’altro con un sistema di velcri e cuciture a filo. A impedire ai raggi UVA penetrare contribuisce anche la loro azione riflettente».
La neve artificiale, che per sua natura ha una composizione favorevole allo stoccaggio, viene così conservata per anticipare l’inizio della stagione successiva in un circuito virtuoso al 100% green: essendo neve “sparata” non serve il gatto delle nevi per accumularla e quindi non c’è utilizzo di gasolio, «ma soprattutto – precisa Barp – qui possiamo utilizzare l’energia idroelettrica per portare l’acqua in pressione. Quindi l’operazione che costituisce il maggior costo in termini di energia può contare su una fonte rinnovabile e pulita».
A Riale lunedì 24 ottobre è inizia la posa della neve messa da parte e per venerdì atleti e professionisti dello sci di fondo potranno cominciare gli allenamenti a 1.800 m di altezza, sulla pista nel cuore della Val Formazza, che da sabato sarà anche a disposizione degli appassionati di questa disciplina. I comitati regionali di Piemonte, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, oltre a quelli provinciali di Milano, Varese e Ossola, soddisfatti dell’esperienza dello scorso anno, hanno già confermato il loro ritorno. Grazie al grande lavoro degli ultimi anni, infatti, Riale sta diventando sempre più un punto di riferimento per la disciplina a livello nazionale e internazionale.
Dal 28 ottobre, aprono anche la Locanda Walser Schtuba con le creazioni dello Chef Matteo Sormani basate su prodotti del territorio e realizzate grazie alla collaborazione con una rete di produttori locali, e l’albergo AaltsDORF di Gianluca Barp, con il proprio ristorante specializzato in cucina tradizionale di montagna e il negozio di prodotti tipici Sapori Walser, cui quest’anno si aggiunge un nuovo servizio pensato per gli sportivi e i turisti: un’area wellness outdoor.
A pochi passi dalla Cascata del Toce, una delle più spettacolari delle Alpi e tra le più alte d’Europa, Riale si conferma così gioiello piemontese non solo per la sua scenografica conformazione, ma anche per la capacità di utilizzare in modo intelligente e sostenibile una delle sue risorse più preziose, la neve e di arricchire la propria offerta turistica di proposte culinarie e legate al benessere.
Una targa per Vasile Alecsandri

Premi Internazionali Res Publica 2022
A Mondovì la consegna del riconoscimento. Sotto i riflettori giornalisti, sportivi e dirigenti della Finanza Etica e dell’assistenza ai rifugiati
Sabato 29 ottobre, ore 15
Mondovì (Cuneo)

La versione attualizzata dell’“Allegoria del Buono e del Cattivo Governo”, ciclo di affreschi di Ambrogio Lorenzetti (Scuola senese del Trecento) custodito nel Palazzo Pubblico di Siena, fa da immagine – guida all’evento. Mentre sarà una scultura bronzea di leggera informale geometria, appositamente realizzata dal grande Riccardo Cordero, artista di fama internazionale, origini albesi (allievo all’“Accademia Albertina” di Torino di Sandro Cherchi e Franco Garelli, e lui stesso docente di “Scultura” all’“Accademia” subalpina fino al 2000) ad essere consegnata ai vincitori dei “Premi Internazionali Res Pubblica 2022”, attribuiti a singoli e ad Associazioni che “si prodigano a favore del Bene Comune e del Senso Civico”.

La cerimonia di Premiazione si terrà il prossimo sabato 29 ottobre, dalle ore 15, presso la “Sala Ghislieri” (ex Oratorio di Santa Croce) di Mondovì Piazza. Quattro le sezioni scelte dalla “Giuria Internazionale” per il 2022: “Giornalismo investigativo”,“Assistenza ai rifugiati”, “Finanza etica” e“Sport come salute”. Il premio della prima sezione è stato assegnato al “Consorzio Internazionale dei Giornalisti Investigativi (CIGI)”, con sede a Washington DC: ritirerà il Premio il direttore Gerard Ryle. Per la seconda sezione il riconoscimento è andato alla “Caritas polacca” di Varsavia, rappresentata a Mondovì dal direttore, padre Marcin Iżycki. Il terzo premio riconosciuto al “Fondo Etica SGR” di Milano, verrà ritirato dal direttore generale Luca Mattiazzi. Duplice riconoscimento per il comparto “Sport come salute”: un premio è stato assegnato alla “Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali (Fispes)”, e un altroalle campionesse paralimpiche Martina Caironi, Monica Contrafatto e Ambra Sabatini. Per la “Fispes” ritirerà la scultura di Cordero il presidente Sandrino Porru.
È possibile assistere alla cerimonia liberamente di persona, oppure tramite web collegandosi al sito www.premiorespubblica.it
La cerimonia di consegna del “Premio” – presentata da Diego Fabbri e Giorgia Vicari– sarà introdotta da Aldo Mola, storico e saggista, a colloquio con l’artista Riccardo Cordero, autore della scultura – Premio, sul tema “L’arte come ispirazione al senso civico”. Alcuni video illustreranno poi l’attività portata avanti da ognuno dei premiati. Altro momento chiave dell’evento sarà il concerto tenuto dalla giovane arpista Maria José Borello.

“Ambrogio Lorenzetti, nell’affresco del 1338 che abbiamo attualizzato nell’identità del ‘Premio’ – sottolinea Antonio Maria Costa, fra gli ideatori del Concorso – mostra i benefici della buona gestione della ‘res pubblica’ e il vantaggio di proteggere il bene comune, una preoccupazione particolare oggi, a seguito soprattutto della pandemia. La storia insegna che tanto maggiore è l’impegno comune, tanto meglio la società si confronta con le dislocazioni che accompagnano drammi sociali. Per questo dobbiamo reagire. Insieme”.
Per ulteriori info: www.premiorespublica.it
g.m.
Nelle foto:
– Immagine-guida “Premio Res Publica”
– Scultura – Premio di Riccardo Cordero
– Marcin Izycki, direttore “Caritas Polonia” e Gerard Ryle, direttore “CIGI”
– Luca Mattiazzi, direttore generale “Etica SGR”, Sandrino Porru, presidente “Fispes” e le campionesse paralimpiche Martina Caironi, Monica Contrafatto ed Ambra Sabatini
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“Neroblaum fustaneorum. Teleri di memoria”, un progetto collettivo site specific di Sara Conforti
Fino al 5 novembre
Chieri (Torino)
Un lavoro site specific che incrocia, nella volontà dell’artista, passato e presente, nelle sue varie manipolazioni tecniche e nelle sue più significative pagine di rigorosa memoria. Un lavoro dedicato al tessuto “Denim” o “Jeans”, che inevitabilmente omaggia il “Fustagno”loro prezioso antesignano chierese, le cui varianti “nero – blu” tinte con “gualdo buono” (Isathius Tinctoria), arrivato a Chieri – sede nel 1482 dell’“Università del Fustagno” – con i Càtari, sono descritte in latino medievale negli “Statuti dell’Arte del Fustagno”. Di qui il titolo in latino della rassegna firmata dalla torinese Sara Conforti (“Premio alla Carriera Lorenzo il Magnifico” per l’impegno profuso a favore del “femminile fragile”), ospitata, fino al prossimo 5 novembre, al “Museo del Tessile” di Chieri (Sala della “Porta del Tessile”, in via Santa Chiara 10/A). Il percorso espositivo prende il via con l’installazione di sette “Teleri” posti sulla facciata esterna della “Porta del Tessile”, sui quali, con inserti in tessuto “Denim” campeggiano anagrammi ricamati: “frammenti autobiografici che partono da alcune parole chiave estrapolate da uno scritto dell’artista dedicato alla memoria di un proprio paio di blue jeans d’affezione”.
Le grandi superfici cucite sono state create nell’ambito di una serie di workshop in collaborazione con le partecipanti al progetto “Lalàgeatelier – Dispositivi Vestimentari”nella sua nuova sede nel quartiere “Le Vallette” di Torino in collaborazione con le residenti del quartiere, le utenti della “Comunità Fragole Celesti” e “Cooperativa progetto tenda Onlus”. Arte e sociale. “Un lavoro corale dove la ricerca fra ‘abito’ e ‘habitus’ confluisce nell’atto performativo”. E proprio in linea con questi principi, Sara Conforti ha fondato a Torino, nel 2016, “hòferlab”, associazione culturale volta a sensibilizzare sui temi della giustizia sociale ed ecologica, dei diritti umani e del lavoro nelle filiere del tessile globale. Memoria e intreccio, rapporti e tessiture sono chiave di volta anche dell’esposizione interna, dove troviamo la grande installazione interattiva, “Centosettantaperottanta – What comes first?”, uno spazio di esplorazione dedicato all’universo femminile, un archivio di “reminescenze vestiamentarie” condivise, attraverso la redazione dei “taccuini esperienziali”, un’opera collettiva che ha dato vita al “taccuino d’artista” donato alla “Collezione di Moleskine Foundation” di Milano ed esposto a febbraio al “Palais de Tokyo” a Parigi e a maggio al “One World Observatory” presso il “One World Trade Center” a New York. Il “taccuino d’artista” è eccezionalmente esposto al “Museo del Tessile di Chieri, per la prima volta in Italia, grazie al prestito dalla “Collezione di Moleskine Foundation”. L’opera invita il visitatore a fruire di una curiosa “formula partecipata” che rimanda ai “Libri della Fortuna”, in gran voga nel Rinascimento. Il pubblico, rivolgendo a sé stesso la domanda “What comes first?” potrà interagire con le opere delle partecipanti ai workshop, estraendo un numero da un insieme di piccoli sassi cifrati che a sua volta coincide con quello di un taccuino e di uno dei ricami rilegati nel libro, a loro volta numerati e messi a disposizione del pubblico. Attraverso la loro lettura il pubblico potrà entrare in contatto empatico con la storia e le memorie scritte dall’anonima compilatrice dell’opera, casualmente chiamata a dare risposta alla domanda iniziale. A completare, infine, la mostra una serie di fotografie e speciali opere tessili in “cotone BCI – Better Cotton Initiative” (il più grande programma di sostenibilità del cotone al mondo) e “Denim”realizzate grazie alla collaborazione con “Thecolorsoup” e “Berto Industria Tessile”.

“Con questo evento – commenta Melanie Zefferino, presidente della ‘Fondazione Chierese per il Tessile e per il Museo del Tessile’ – Chieri accoglie nel suo Museo una figura di primissimo piano sulla scena artistica internazionale, capace di coniugare creatività e rigore in un fare multanime che lega a doppio filo arte e attivismo per immaginare, intrecciare o annodare trame di ricordi, di emozioni, di vita. Sara Conforti restituisce così valenza esistenziale all’universo del tessile, suggerendo nuove ‘sezioni di ordito’ per un domani ancora da ritessere”.
Gianni Milani
“Neroblaum fustaneorum. Teleri di memoria”
“Museo del Tessile”, via Santa Chiara 10/A, Chieri (Torino); tel. 329/4780542 o www.fmtessilchieri.org
Fino al 5 novembre
Orari:mart. 9,30/12,30 e sab. 14/18.
Nelle foto:
– Sara Conforti: dalla serie”Centosettantaperottanta – What comes first?”, Ph. Carlo Toso
A 100 anni dall’inaugurazione della prima arteria italiana
- Convegno all’Unione Industriali Torino su storia, presente e futuro dei trasporti italiani
- Presentato il progetto di un laboratorio permanente sulle infrastrutture stradali e non solo, il primo think tank sui temi della logistica e dei trasporti da Piemonte, Liguria, Veneto fino all’Europa
- Paolo Manzone, autore del libro che dà il titolo al convegno aprirà il suo “cantiere” anche a studenti superiori e dell’università insieme al prof. Franco Gaboardi (Unito): “Vogliamo portare l’occupazione dei neolaureati da 67 a 80%” attraverso progetti di formazione ‘sul campo’ e contatto diretto con imprese e lavoro”
Torino, 27 ottobre 2022 – Comprendere la macchina burocratica che gestisce la rete autostradale italiana e migliorarla anche in chiave europea è l’ambizioso obiettivo degli organizzatori del convegno dal titolo “Fenomeno autostrade: tra vincoli e svincoli” svoltosi oggi, giovedì 27 ottobre alle ore 17,30 nella Sala Piemonte all’Unione Industriali Torino, in via Fanti 17 in collaborazione con Autostrada dei Fiori. Tra gli scopi principali c’è la volontà di aumentare l’occupazione dei neolaureati e le opportunità di crescita professionale degli studenti anche attraverso un laboratorio permanente che sappia far dialogare imprese e giovani alla ricerca di lavoro: il primo think tank sui temi della logistica e dei trasporti.
L’anno che sancisce il rapporto tra Stato e infrastrutture stradali come lo intendiamo oggi è il 1921. La prima autostrada italiana è stata inaugurata nel 1924: era la Milano-Laghi, l’attuale A8 e in quegli anni veniva chiusa al traffico la notte, in quanto non c’erano le esigenze di traffico attuali. Altre importanti strade di collegamento rapido sorsero nel decennio successivo lungo il triangolo economico del nord: dalla Torino-Milano (1932) alla Genova-Serravalle (1935).
“Fino al 1975, l’Italia era tra i primi 4 paesi europei per sviluppo della rete autostradale, un prestigio che si è andato a perdere nel corso del tempo – dichiara Paolo Manzone, autore del libro ‘Fenomenologia delle autostrade italiane: vincoli e svincoli’, presentato oggi nella sua nuova edizione, da cui è nata l’idea dell’incontro e del laboratorio permanente –. Conoscere la storia e il presente per migliorare il futuro, tenendo conto delle esigenze, sempre nuove, nel mondo dei trasporti è il punto di partenza della nostra ricerca e aprire questo ‘cantiere’ agli studenti e alle imprese coinvolte è il contributo che vogliamo fornire insieme al mio staff”.
Nell’incontro all’Unione Industriali si è analizzato lo stato di salute delle infrastrutture stradali, in particolare nel Nord-Ovest, tentando di tracciare gli scenari futuri delle arterie autostradali anche alla luce delle necessità, sempre maggiori, legate alla logistica portuale – Genova, Savona e Trieste -, e ai rapporti economici tra il Piemonte e la Liguria. Un convegno, un libro e ora anche per coinvolgere istituzioni, addetti ai lavori insieme a scuole e università come dimostrato dalla presenza di una settantina di studenti del corso di Laurea in Economia e Statistica per le organizzazioni (Unito) tra il pubblico presente oggi all’Unione Industriali.
“L’incontro di oggi è un primo passo verso il progetto di collaborazione tra imprese, scuola e università per sensibilizzare e informare, studenti e imprenditori, sui temi collegati alle nostre autostrade – spiegano gli organizzatori Paolo Manzone e il professor Franco Gaboardi, docente di Diritto ed Economia e Contabilità Pubblica presso il Dipartimento di Economia e Statistica Cognetti de Martiis e il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Torino – intendiamo ampliare l’attuale piano di ricerca con un nuovo progetto che si occuperà dell’intero sistema viario che collega i porti del mar Ligure al resto d’Europa, creando un’unica grande rete di scambi e collaborazioni tra gli utenti dei percorsi di terra e di mare: un sistema di cooperazione che si baserà principalmente sull’informazione e l’interrelazione, un vero e proprio think tank su logistica e trasporti”.
“Tra gli obiettivi principali – conclude Gaboardi – c’è il desiderio di contribuire ad aumentare le opportunità di lavoro e formazione di studenti e neolaureati, portando l’occupazione media dal circa il 67 all’80% dei giovani, proprio come nel caso di quelli presenti qui oggi, primi beneficiari del progetto”.
Un cittadino italiano è stato arrestato per lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale e detenzione di arma clandestina dalla Polizia Ferroviaria nella stazione di Pinerolo.
Gli agenti del Settore Operativo del Compartimento Polfer Piemonte e Valle d’Aosta, durante i controlli predisposti nell’ambito dell’intensificazione di vigilanza all’interno della stazione ferroviaria, hanno notato un uomo che, alla loro vista, ha cambiato improvvisamente direzione. Insospettiti, i poliziotti lo hanno inseguito e, una volta raggiunto, gli hanno intimato di fermarsi.
Il giovane ha reagito voltandosi di scatto ed estraendo da sotto la giacca un coltello di grosse dimensioni con il quale ha tentato di colpire all’addome uno degli operanti. Disarmato, l’uomo è stato prontamente bloccato dai poliziotti che si sono procurati diverse ferite da taglio alle mani. Oltre al coltello, l’uomo era in possesso di diversi petardi ed accendini.
A casa del 43enne sono stati successivamente rinvenuti numerosi artifizi esplodenti artigianali, due pistole “scacciacani” modificate con relativi caricatori, due fucili lanciatori artigianali, una lancia artigianale, tre timer, diverse scatole di munizioni a salve, un fucile mitragliatore da softair.
L’uomo, già pregiudicato per reati contro il patrimonio e per reati inerenti agli stupefacenti, è stato tradotto presso la locale Casa Circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente.