ilTorinese

Negozi di vicinato, comunità e innovazione: nasce il modello Upskill Piemonte

Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, Upskill 4.0, UniCredit e ASCOM collaborano per riportare al centro i negozi di vicinato, rafforzandone il ruolo come luoghi di comunità e come leve per lo sviluppo urbano. All’evento “Torino, città di prossimità” sono state presentate nuove strategie per contrastare la desertificazione commerciale e rilanciare le attività di quartiere, con Upskill Piemonte come esempio concreto di innovazione applicata al commercio tradizionale. I dati mostrano una relazione diretta tra presenza di esercizi commerciali e qualità urbana: dove i negozi scompaiono diminuisce anche il valore immobiliare, e il 74% degli italiani percepisce questa perdita come un peggioramento della qualità della vita.

Torino, 26 novembre 2025 – Rendere i negozi luoghi di relazione, cultura e esperienza, integrare strumenti digitali mantenendo le identità storiche, favorire eventi, collaborazioni e scambi tra imprese, coinvolgere i giovani per portare competenze e visione nel commercio locale: queste sono alcune delle proposte emerse durante l’incontro, realizzato con la partecipazione di Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, Upskill 4.0, UniCredit e ASCOM Confcommercio Torino e provincia. Presenti, tra gli altri, Maria Luisa Coppa, Paola Casagrande, Cristina Di Bari, Marco Borgione, Stefano Micelli e Stefano Daelli.

Secondo elaborazioni Confcommercio, tra il 2012 e il 2024 in Italia hanno chiuso 118.000 negozi al dettaglio, oltre un quinto del totale. A Torino la densità commerciale è passata da 12 esercizi ogni mille abitanti nel 2012 a 9,5 nel 2024, e senza interventi ad hoc potrebbe scendere a 7,6 nel 2035, con una perdita potenziale del 23% delle attività esistenti. La desertificazione commerciale incide anche sul mercato immobiliare: in quartieri privi di negozi il valore delle abitazioni cala del 16%, con un differenziale che può arrivare fino al 39% rispetto alle aree ricche di attività. L’impatto non è solo economico: il 57% della popolazione considera i negozi un presidio di sicurezza territoriale e il 64% li identifica come luoghi di socialità e sostegno comunitario.

In questo quadro si inserisce Upskill Piemonte, promosso da Fondazione Sviluppo e Crescita CRT con Upskill 4.0, UniCredit e Ascom Torino, un modello che riunisce imprese, studenti, banche, esperti e istituzioni per accompagnare le attività locali nei processi di innovazione. Cristina Di Bari sottolinea: «La passione è il motore dell’imprenditorialità, e il commercio è una forza trainante non solo per l’economia, ma anche per la coesione sociale… Perché dove si è accolti, nasce anche la voglia di tornare e di acquistare». Grazie al design thinking e al coinvolgimento di 60 studenti ITS Academy, sei imprese del Distretto Urbano del Commercio hanno sviluppato prototipi e strategie per rafforzare competitività, attrattività e presenza nel quartiere.

Maria Luisa Coppa commenta: «Questa iniziativa dimostra come sia possibile attivare soluzioni concrete e immediate per rilanciare il commercio di prossimità… La vera sfida ora è portare questo modello oltre Torino». Marco Borgione aggiunge: «Come UniCredit crediamo profondamente nello sviluppo del territorio legato al commercio di prossimità, e riteniamo che la leva più efficace siano i giovani… Questo dialogo intergenerazionale è, per noi, una prospettiva strategica su cui continuiamo a investire».

Sei imprese hanno trasformato esigenze reali in prototipi pronti per essere applicati: Latteria Bera sviluppa un e-commerce narrativo dedicato alla filiera casearia piemontese; Confetteria Stratta avvia un percorso di internazionalizzazione; Libreria Luxemburg lavora a una piattaforma digitale con meccanismi di reward per acquisti e attività culturali; Profumeria Cavour 11 DK punta su esperienze olfattive integrate con digitale e realtà aumentata; Gioielleria Palmerio sviluppa eventi e percorsi di co-design per ampliare i target; Trifule & Bulè realizza iniziative immersive per raccontare la filiera del tartufo e promuovere turismo gastronomico. I prototipi sono ora avviati verso la loro implementazione con il supporto della Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, Ascom e degli studenti ITS.

La Sicilia a Torino: colori e sapori firmati Zabbara

Informazione promozionale

In Piazza Edmondo De Amicis, a Torino,  esiste un luogo che profuma di autenticità e calore: Zabbara – Eccellenze Siciliane.

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Questa coloratissima bottega è un vero scrigno di emozioni, ideale per chi desidera scoprire qualcosa di unico, originale e ricco di significato. Qui in negozio, si raccontano storie di sapori, profumi e artigianato della Sicilia più autentica.
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La Sicilia è qui
Un assortimento raffinato di vini autoctoni, dolci tradizionali, specialità salate e ceramiche artigianali: un pezzo di Sicilia, che profuma di tradizione, bellezza e identità. Tra le proposte:
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  • Buccellato, ricco di frutta secca, miele e spezie
  • Paste di mandorla in versioni pregiate (pura, con carruba o pistacchio)
  • Fruttini di marzapane e frutta martorana, piccoli capolavori plasmati a mano, perfetti anche come centrotavola o segnaposto
Per chi ama la croccantezza, non mancano giuggiulena (croccante al sesamo), croccante di mandorla, varianti con noci, miele e uva passa. A completare il tutto, le creme spalmabili artigianali (pistacchio, carruba, mandorla) e la celebre cioccolata di Modica, simbolo del territorio.
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Vini, ceramiche e artigianato
Il viaggio sensoriale continua con la selezione di vini autoctoni siciliani: bianchi, rossi e passiti, scelti personalmente da Angela — titolare di Zabbara — tra piccoli produttori locali.
Accanto alle eccellenze enogastronomiche, le  ceramiche artigianali dipinte a mano, un mondo gustoso, ma anche decorativo, elegante e prezioso.
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La conoscenza profonda di un territorio raccontata attraverso i suoi sapori
Angela, torinese d’adozione e siciliana per origine e cuore, ha fondato Zabbara nel 2010. In questi anni ha percorso la Sicilia in lungo e in largo, incontrando produttori, agricoltori e artigiani. Da questi incontri sono nati rapporti di fiducia e una selezione accurata di prodotti che raccontano non solo il gusto, ma anche la storia, l’identità e l’anima dell’isola.
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Degustare la Sicilia: un’esperienza da vivere
Un tratto distintivo di Zabbara è la possibilità, per chi fa parte del “mondo ZABBARA” — le zabbarine e gli zabbarini — di partecipare agli appuntamenti in negozio con degustazioni guidate. In questo periodo natalizio, protagonisti sono quasi tutti i dolci delle feste:
  • paste di mandorla, buccellati e croccanti
  • creme e conserve di pistacchio, carruba e mandorla
  • cioccolata di Modica
  • mini degustazioni di vini e passiti
Le degustazioni non sono semplici assaggi: sono veri racconti di tradizioni, dove Angela narra la storia dei prodotti, la provenienza degli ingredienti e le varianti regionali, rendendo ogni incontro un viaggio emozionante nella cultura siciliana.
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Per un’esperienza di gusto, bellezza e storia
Zabbara non è solo un negozio, ma un luogo dove si incontra la Sicilia più autentica. Qui ogni prodotto parla di radici, passione, artigianato e identità.
Per riscoprire la Sicilia anche da Torino — Zabbara è la meta ideale.
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Zabbara – Eccellenze Siciliane
 Piazza Edmondo De Amicis 78/D – Torino 
 Dal martedì al sabato, 9:30-12:30 | 15:30-19:30
(A dicembre aperto tutti i giorni) 
tel 339 8589291

Susa si mobilita per contestare il libro di Culicchia

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

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La presentazione a Susa del libro sul giovane missino Ramelli massacrato di botte che gli hanno procurato la morte, ha suscitato polemiche aspre e presidi antifascisti che hanno portato la polizia a presidiare, a sua volta, la biblioteca di Susa. Forse è stato un misto di antifascismo e di No Tav a creare la miscela della intolleranza. Culicchia non è certo un autore con simpatie fasciste; ha scritto anche  l’esaltazione del cugino brigatista rosso  Walter Alasia pluriomicida. Adesso racconta la storia Ramelli vittima della furia degli anni di piombo e dell’odio politico, quando si riteneva che uccidere un fascista non fosse reato. Non so se Culicchia abbia saputo storicizzare quell’evento drammatico, ma non credo che il suo libro sia meramente apologetico. La mobilitazione a Susa appare del tutto immotivata. Forse Culicchia non doveva farsi presentare dall’assessore della destra radicale Marrone, ma scegliere uno storico o almeno un giornalista con cui interloquire.  Che la presentazione si sia svolta perché la polizia lo ha consentito, è un fatto che induce alla tristezza perché il clima politico  sta precipitando nell’estremismo illiberale che non ammette il pluralismo delle idee. In realtà la mancanza di pluralismo, specie su fatti legati al passato, fa pensare al fascismo, non all’antifascismo. La figura di Ramelli va rispettata da tutti perché è stato vittima della violenza. Chi la pensa in modo diverso, recupera visioni politiche nefaste che speravamo fossero solo il ricordo di un passato da guerra civile che faticosamente venne superato.

“Raccontare e raccontarsi”, quattro artisti selezionati dalla galleria Malinpensa by La Telaccia

Informazione promozionale

“Raccontare e raccontarsi” è il titolo della mostra allestita dal 25 novembre al 6 dicembre prossimo presso la galleria Malinpensa by La Telaccia, e che vede protagonisti quattro artisti: Cesare Iezzi, Graziano Rey, Gianalberto Righetti e Fulvia Steardo Fermi.

“Quattro artisti in mostra: – dichiara la curatrice e art director Monia Malinpensa – la fotografia di Gianalberto Righetti accarezza alberi che parlano piano.

La pittura di Fulvia Steardo Fermi vibra di foglie oro, una musica di colori che respira.

La scultura di Cesare Iezzi nasce dal gesso e dal legno, illumina il gesto con una luce leggera.

La tecnica pittorica di Graziano Rey è un passo nella stessa danza, armonica e silenziosa. Si tratta di una mostra dove le cromie si intrecciano come radici in ascolto. Ogni mano interpreta il mondo con grazia diversa. Le opere vivono in simbiosi, in un unico respiro che diventa arte”.

Nelle sculture di Cesare Iezzi, i volti umani emergono sospesi in un tempo dilatato, portatori di un senso universale e di una risonanza emotiva profonda. Ogni forma è ricca di valore culturale. La pittura di Graziano Rey può essere tradotta in musica e viceversa, e la danza dei colori penetra nell’animo dello spettatore, e lo porta a vivere sensazioni ed emozioni uniche, conquistandolo. Gianalberto Righetti ha quale protagonista assoluto delle sue opere l’albero. Sorprende per la capacità di coniugare l’armonia formale e la forza comunicativa in un linguaggio molto personale. Fulvia Steardo Fermi esprime un’arte che si nutre di sentimento e di una intensità emotiva rara: il tratto materico, strumento distintivo dell’artista, diventa veicolo di un’espressione potente.

Galleria d’arte Malinpensa by La Telaccia – corso Inghilterra 51, Torino

Ingresso libero

Orari:10.30-12.30 / 16-19 / chiuso lunedì e festivi

Telefono: 011 5628220 – malinpensagalleriadarte@gmail.com

Mara Martellotta

 

E’ in arrivo a Ivrea “La grande invasione”

Appuntamento nel capoluogo canavesano per presentare la XIV edizione del “Festival della lettura”. Ospite lo scrittore Domenico Starnone

Venerdì 28 novembre, ore 18,30

Ivrea (Torino)

“… Piace agli eporediesi e vari viaggiatori
a semplici curiosi e veri intenditori,
pure a chi per dispetto alla sua signora
si evira impunemente a due passi dalla Dora.
Fra riva destra e riva sinistra non fa distinzione:
si tiene a
 Ivrea, è La grande invasione

Così simpaticamente, e con non poca goliardia, definiscono “in versi” la loro creatura, nata nel 2013, ad Ivrea, Marco Cassini e Gianmario Pilo. Il primo operante a Torino in “ADD editore” e a Milano per “Accento edizioni” e per la rivista multimediale “Lucy”; il secondo, fondatore delle case editrici “minimum fax” e “SUR”, nonché direttore didattico della “Scuola del libro” di Roma. Sono loro i geniali inventori de “La grande invasione”, l’eporediese “Festival della lettura” che si appresta ad inaugurare, dal 30 maggio al 2 giugno del prossimo anno, la sua XIV edizione, insieme alla più piccina “La piccola invasione” dedicata ai lettori più giovani e curata da Marianna Doria, studentessa di “Magistrale in Editoria” a “La Sapienza” di Roma, e Ludovica Giovine, studentessa di “Filologia letteratura e storia dell’antichità” a Torino.

I tempi non sono stretti, ma già venerdì 28 novembre prossimo, ad Ivrea si terrà un doppio appuntamento preparatorio all’arrivo dell’atteso Festival che “piace agli eporediesi e a vari viaggiatori” per citare ancora un versetto della succitata ironica presentazione a firma (almeno, penso) della coppia Cassini – Pilo.

Il ritrovo è alle 18,30, presso l’“Auditorium Mozart” (corso Massimo d’Azeglio, 69) e prevede, fra l’altro, un incontro con lo scrittore – anche per cinema e teatro – napoletano Domenico Starnone, “Premio Strega 2001” con il romanzo “Via Gemito”, che presenterà il suo ultimo libro “Destinazione errata” (Einaudi), attraverso cui l’autore aggiunge un nuovo tassello alla sua esplorazione della fragilità della coppia, luogo di delizie e di sofferenze, una “sintesi dei disastri di cui è capace il genere umano”.

Incontro “di qualità”, programmato non a caso per segnalare le alte aspettative del Festival e per svelarne alcuni passi importanti. Primo fra tutti il ritorno delle “Lezioni” della “Grande invasione”, guidate da professionisti esperti in diverse discipline, dalla Musica alla Storia, dalla Poesia alla Politica. Ognuno accompagnerà il pubblico in un ideale viaggio in tre tempi, ma ciascuna delle lezioni può essere ascoltata anche singolarmente.

Accanto al ritorno di ospiti eccellenti già presenti in passato, sono numerose le “new entry”: le firme musicali Maurizio Blatto e Giulia Cavaliere, i giornalisti e scrittori Stefano Liberti e Matteo Miavaldi, l’economista Alessandro Giraudo, il duo eporediese Claudio Bovo e Norberto Patrignani e il trio di scrittrici Viola ArdoneChiara Tagliaferri e Chiara Valerio.

L’impostazione delle lezioni di quest’anno, divise per “pacchetti tematici”, è frutto di un dialogo con il pubblico dell’“Invasione”: il programma è costruito in modo che lezioni di discipline simili non si sovrappongano, e che possano quindi essere seguite tutte, nell’arco della giornata, per un totale di 18 cicli e 54 lezioni tenute da 22 ospiti.

I biglietti verranno messi in vendita a partire da venerdì 28 novembre e si potranno acquistare presso la “Galleria del Libro” (via Palestro, 70; tel. 0125/641212 o ivrea@ubiklibri.it ) e online sulla piattaforma “Eventbrite”.

Ogni lezione ha il costo di 7 euro, ma sono previste diverse formule di abbonamento.

La copertina del “libretto” che contiene il programma delle “lezioni” è a cura dell’illustratore toscano Francesco Chiacchio, che sarà protagonista di una delle mostre programmate nell’ambio del “Festival”, in collaborazione con “Caracol Art Gallery”.

Per ulteriori info e aggiornamenti del programmawww.lagrandeinvasione.it

Gianni Milani

Nelle foto: Franco Chiacchio Cover programma lezioni “Grande invasione” (Ph. Ghirigori Agency); Domenico Starnone; Cover “Destinazione errata” di Starnone

Case in montagna: la neve è arrivata, e il mercato corre veloce

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ABITARE CON STILE

Rubrica settimanale a cura di Magda Jasmine Pettinà 
Uno spazio dedicato al mondo della casa in tutte le sue forme: dal mercato immobiliare al design d’interni, dall’arte di valorizzare gli spazi alle nuove tendenze dell’abitare contemporaneo. Consigli pratici, spunti estetici e riflessioni su come rendere ogni casa un luogo che rispecchi chi siamo — con uno sguardo che unisce competenza, bellezza e sensibilità.

C’è chi aspetta il Natale per le luci, chi per il pandoro… e poi ci siamo noi, torinesi, che aspettiamo di vedere la prima neve sulle montagne come un segnale inequivocabile: è tempo di settimana bianca, fughe al caldo dei rifugi e – per molti – anche di dare finalmente un’occhiata al mercato delle seconde case in montagna.

E mai come quest’anno la montagna si conferma una certezza. Non solo per sciare, ma come investimento stabile, rifugio di benessere e – perché no – occasione di reddito grazie agli affitti brevi.

Ho analizzato per voi l’andamento dei prezzi dal 2019 al 2025 nelle località sciistiche più richieste d’Italia, tracciando un quadro chiaro: le case in montagna valgono sempre di più. E tra le grandi protagoniste troviamo proprio Valle d’Aosta e Piemonte, mete storiche per chi vive a Torino e desidera un buen retiro a breve distanza.

Courmayeur e Cervinia: l’élite valdostana vola sempre più in alto

Sul podio nazionale, subito dopo Cortina, troviamo Courmayeur, che si conferma regina incontrastata del lusso valdostano. Qui la richiesta media supera gli 8.000 €/mq, con un aumento del 24% rispetto al 2019.

Un mercato vivace, alimentato da un mix irresistibile: compravendite solide, turisti internazionali e un’offerta di seconde case limitata e di qualità.

Ma la vera sorpresa arriva da Valtournenche – Cervinia, dove la crescita è stata quasi “a doppia cifra larga”: da 2.937 €/mq a 6.740 €/mq in cinque anni.

Qui pesa moltissimo l’appeal del comprensorio del Cervino, che unisce sci ad alta quota, stagione lunga e investimenti infrastrutturali che stanno rivalutando tutto il territorio.

Il Piemonte tiene il passo: Sestriere e le località amate dai torinesi

Dal lato piemontese, la risposta è altrettanto forte.

Sestriere – icona assoluta per sciatori e investitori – supera oggi i 3.650 €/mq, segnando un +21%.

Un risultato trainato dalla posizione strategica, dal comprensorio della Via Lattea e dalla forte richiesta di seconde case da parte di torinesi e lombardi.

In crescita anche le altre località dell’arco alpino piemontese, soprattutto quelle con buona ricettività e stagioni lunghe, che negli ultimi anni hanno beneficiato sia dello smart working sia del turismo outdoor quattro stagioni.

Morgex e le altre chicche valdostane

La Valle d’Aosta, si sa, offre più di una perla.

Morgex, porta d’accesso a Courmayeur e ricercatissima per il mercato delle baite ristrutturate e dei piccoli appartamenti in centro, i valori hanno superato i 3.395 €/mq, crescendo del 19% dal 2019.

Un dato che conferma un trend preciso: le micro-località servite bene, con buon rapporto qualità/prezzo, stanno attirando una nuova generazione di acquirenti – giovani famiglie, professionisti “ibridi” tra città e smart working, investitori che puntano agli affitti brevi invernali ed estivi.

Perché la montagna cresce così tanto?

Le ragioni sono chiare:

  • Ricerca di qualità della vita: più natura, sport, aria pulita e spazi intimi.

  • Investimento sicuro: le località sciistiche non subiscono grandi oscillazioni.

  • Affitti brevi redditizi: prezzi settimanali altissimi nelle festività.

  • Domanda internazionale in aumento: soprattutto nelle mete top come Courmayeur.

  • Offerta limitata: poco nuovo costruito, molto ristrutturato di pregio.

La montagna non è più solo una fuga invernale, ma una scelta di lifestyle.

Il fascino eterno della casa in quota

Con l’inverno alle porte, Torino guarda – come sempre – alle sue montagne.

Oggi però lo fa con una consapevolezza nuova: acquistare una casa in montagna non è solo un vezzo, ma un investimento di valore, capace di unire piacere, redditività e patrimonio immobiliare.

Che sia Courmayeur per chi cerca il topSestriere per gli sportivi, o le piccole località della Val d’Aosta per chi desidera un rifugio intimo… il trend è chiaro: la montagna continua a salire. E non parliamo solo di altitudine.

“Scappiamo e scorriamo quando ci innamoriamo”

Music Tales, la rubrica musicale 

“Tutto quello che mi fai sentire e tutto quello che dici
Solo, non posso averne abbastanza
Solo, non posso averne abbastanza
Scappiamo e scorriamo quando ci innamoriamo
e solo, non posso far finta di averne abbastanza”
Quando si pensa agli anni ’80, si immaginano giacche dalle spalline improbabili, capelli voluminosi e sintetizzatori che fanno da colonna sonora a un decennio colorato ed euforico. Tra questi suoni iconici, “Just Can’t Get Enough” dei Depeche Mode rimane uno dei pezzi più riconoscibili e contagiosi dell’epoca. Una canzone che, nonostante il suo titolo, riesce davvero a lasciarti con la sensazione di volerne ancora.
Pubblicata nel 1981, la canzone fa parte del primo periodo dei Depeche Mode, quando la band era guidata creativamente da Vince Clarke. Prima dei loro futuri oscuri e sofisticati esperimenti elettronici, il gruppo mostrava un lato più luminoso, quasi ingenuo, ispirato dalla nascente scena synth-pop britannica.
“Just Can’t Get Enough” incarna perfettamente questa fase: è fresca, semplice, immediata, e porta con sé quella gioiosa ingenuità che i fan ricordano con affetto.
La forza del brano è la sua melodia irresistibile. Il riff sintetizzato, oggi facilmente riconoscibile, rappresenta uno dei primi esempi di come l’elettronica potesse essere non solo sperimentale, ma anche pop e radiofonica.
Ascoltare la canzone significa farsi trascinare in una spirale di entusiasmo: è quasi impossibile restare fermi o non canticchiare almeno metà del ritornello.
Il videoclip, girato in un’epoca in cui MTV era appena nata, mostra un gruppo giovanissimo, lontanissimo dalla futura immagine dark e minimalista. Le luci colorate, gli abiti semplici e l’atmosfera spensierata restituiscono la sensazione di una band che stava ancora scoprendo se stessa, ignara del fatto che sarebbe diventata una delle icone mondiali della musica elettronica.
Quello che rende “Just Can’t Get Enough” così speciale è la sua leggerezza senza tempo. È una canzone che non pretende di essere profonda, ma che funziona perfettamente come fotografia sonora di un momento storico: l’inizio degli anni ’80, quando il futuro sembrava luminoso e pieno di sintetizzatori.
Ancora oggi è un brano che spunta in film, serie e feste a tema, e che continua a far sorridere generazioni diverse.
Allora se volete sentire dell’ottimo new wave con musicisti e voci straordinarie, non potete mancare venerdì 28 novembre al Jazz Club di Piazza Valdo Fusi A Torino… Non ve ne pentirete, sarà un viaggio in un’epoca mai dimenticata.
“Oggi basterebbe la metà dell’entusiasmo che avevamo noi, vecchi yuppies degli anni ’80, per tirare un po’ su questa Italia.”
Jerry Calà
CHIARA DE CARLO
scrivete a musictales@libero.it se volete segnalare eventi o notizie musicali!
Ecco a voi gli eventi da non perdere

Concerto di solidarietà per il Progetto AAA, Anziani Attivi Autonomi

Lunedì 1 dicembre ore 21 Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino

Carols natalizie e fantasia sinfonica su melodie di Ennio Morricone 

Direttore Mario R.Cappellin

Un grande evento musicale e benefico illuminerà il Natale torinese, grazie ai club promotori del Distretto Lions International 108Ia1Torino SabaudaTorino Cittadella DucaleTorino La Mole e Torino Principe Eugenio, in collaborazione con la Clinica Dentale Cappellin

L’Ensemble Vocale Arcadia, Coro Femminile, e l’Orchestra da Camera del Pinerolese Armonie d’Acaja, sotto la direzione del Maestro Mario R. Cappellin vi attendono per condurvi in un gioioso viaggio musicale tra carols natalizie e melodie di Ennio Morricone, rivisitate in una suggestiva fantasia sinfonica, capace di emozionare un pubblico di tutte le età. Questo concerto è un invito augurale a partecipare, ascoltare, donare e condividere, perché la musica può unire le persone e trasformarsi in aiuto reale.

Il ricavato della serata, che ha ricevuto il Patrocinio del Comune di Torino, sarà infatti interamente devoluto al“Progetto AAA” Anziani Attivi Autonomi, biennale, avviato e sostenuto dai club Torino Sabauda, Torino Cittadella Ducale, Torino La Mole, Torino Principe Eugenio, in linea con il Tema di Studio nazionale Lions, “Longevità: un ruolo nuovo nella società di domani”.

Gli obiettivi sono la promozione di un invecchiamento sano e attivo e il contrasto dell’isolamento sociale e delle malattie neurodegenerative. Il Centro Diurno Aggregativo AIEF, inaugurato il 3 giugno 2025 in Via Farinelli 36/9 a Mirafiori Sud Torino, con il Centro Sociale offrono agli anziani del quartiere diverse attività, iniziative, informazioni e momenti di socialità e formazione, con la collaborazione attiva di soci e socie Lions. Questo sarà un modello da proporre in altre aree in cui esistono bisogni analoghi ed è importante la collaborazione e il sostegno di molte persone.

Offerta minima biglietti: Galleria 15 euro e Platea 25 euro

Per informazioni e prenotazioni scrivere all’email concerti@cappellin.foundation o chiamare il numero 011.18558. 

Ufficio Stampa Duepunti

Corso Federico Sclopis 6, Torino

+39 011 19706371 | +39 335 6505656

carbone@duepunti-srl.it,

www.duepuntisas.it

Novara: l’ex piscina del Pala Dal Lago spazio per lo sport inclusivo

Un nuovo spazio per lo sport inclusivo e multidisciplinare prenderà vita a Novara, dove un edificio abbandonato – l’ex piscina del Palazzetto dello Sport “Stefano Dal Lago” – verrà riqualificato e rifunzionalizzato grazie a un’importante iniziativa sostenuta dalle società di Esseco Group, realtà industriale italiana con oltre cento anni di storia, presente a San Martino di Trecate dal 1969.

Il progetto, approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale di Novara nella seduta dello scorso 3 ottobre, ha raggiunto un nuovo traguardo con la firma della convenzione ventennale con la Polisportiva San Giacomo. Si tratta di una risposta concreta ad un bisogno più volte espresso dalla società da anni protagonista dello sport d’inclusione sul territorio: avere spazi adeguati per permettere a giovani e adulti con disabilità di praticare attività sportiva in un ambiente sicuro, accessibile e dignitoso.

Accogliendo tale esigenza, grazie al sostegno delle istituzioni locali e dell’amministrazione comunale, Esseco Group ha scelto di non costruire ex novo, ma di restituire valore a un edificio pubblico esistente e in disuso, evitando nuovo consumo di suolo e offrendo una seconda vita sostenibile a una struttura di grande valore simbolico. Il risultato sarà una palestra accessibile, energeticamente efficiente e aperta alla città, capace di ospitare attività sportive, scolastiche, associative e iniziative inclusive.

Le società del Gruppo con sede sul territorio, Esseco Srl – attiva nel settore della chimica inorganica – ed Enartis, leader mondiale nella produzione di soluzioni per l’enologia, contribuiranno alla realizzazione dell’opera con un impegno economico di oltre 2 milioni di eurosu un investimento complessivo pari a 4,4 milioni che beneficerà del contributo pubblico del Comune di Novara (1,95 milioni).

“La decisione di sostenere questo progetto nasce da una precisa volontà degli azionisti di Esseco Group, spinti dal desiderio di rispondere a un’esigenza concreta del territorio con un gesto di valore e visione – dichiara Francesco Nulli, Amministratore Delegato di Esseco Group –. Il nostro Gruppo, direttamente e attraverso le sue società industriali e commerciali, da anni è al fianco dello sport, in particolare dello sport d’inclusione, con discrezione e continuità. Anche in questa occasione, come sempre, lasciamo che a parlare siano i valori, i risultati e, soprattutto, la forza dell’inclusione”.

La nuova palestra rappresenta l’ulteriore tassello di un impegno di lungo corso del Gruppo Esseco nei confronti della dimensione sociale dell’ESG. Un’attenzione che parte dal benessere dei propri collaboratori – ai quali è stato confermato l’aumento del 5% dello stipendio su quanto già previsto dal contratto collettivo nazionale – e si estende alle comunità dei territori in cui il Gruppo operaattraverso investimenti concreti e costanti. Ne sono esempio il nuovo stadio comunale in fase di ultimazione a Saline di Volterra, in Toscana, e i numerosi progetti sociali promossi a livello locale, come nell’Ossola. Un impegno che non viene meno nemmeno di fronte alla crisi che sta attraversando l’intero comparto chimico europeo e sta mettendo a dura prova la solidità e la resilienza delle imprese del settore.

“Crediamo in una responsabilità d’impresa che si esercita con i fatti. Questo progetto è prima di tutto un gesto di restituzione verso una comunità dove operiamo da più di cinquant’anni – conclude Nulli – Lo sport inclusivo è uno degli strumenti più potenti per costruire coesione, rispetto e opportunità. E che gli azionisti del Gruppo vogliono continuare ad alimentarlo con azioni concrete”.

Un sentito ringraziamento viene infine rivolto alle Istituzioni locali, all’Amministrazione comunale di Novara e alla Polisportiva San Giacomo per il lodevole operato nel sociale che porta avanti quotidianamente da anni, con passione e dedizione. Esseco è fiera di sostenerla e continuerà ad affiancarla con convinzione in questa importante progettualità.

cs

“Sulle ali del falco” celebra Fabrizio Catalano 

L’Associazione “Cercando Fabrizio e…” torna a riunire la comunità di familiari, amici, sostenitori e cittadini che da anni seguono la storia di Fabrizio, in un appuntamento ricco di significati affettivi e culturali: “Sulle ali del falco”, in programma sabato 29 novembre 2025 alle ore 16.30 alla Lavanderia a Vapore di Collegno.

L’incontro intreccia musica, danza, letture e memoria, dando forma a un evento  che nasce da un percorso lungo vent’anni e costruito grazie alle migliaia di persone che, con le loro parole, hanno voluto accompagnare la storia di Fabrizio. Una storia che continua a interrogare e unire: Fabrizio scompare nel luglio del 2005 ad Assisi, dove stava seguendo un corso di musicoterapia, senza lasciare tracce. Da allora nessun elemento certo è mai emerso sulle sue sorti, ma la sua vicenda ha generato una comunità solidale che negli anni ha trasformato l’attesa in azione, la mancanza in racconto, l’incertezza in un impegno che non si è mai fermato. Ogni iniziativa dell’associazione nasce da quel vuoto improvviso, e dai tanti gesti di chi, nel tempo, ha scelto di non far mancare una parola, una storia, un pensiero.

“Sono stati vent’anni lunghi, duri, a volte incalcolabili – ha dichiarato Caterina Migliazza, Presidente dell’Associazione –  Ma la speranza non mi ha mai abbandonata: si assottiglia, si affatica, ma resta. Resta perché a sostenerla ci siete voi, la comunità che non smette di camminarci accanto. Ogni sguardo, ogni racconto, ogni persona che sceglie di esserci tiene acceso un piccolo lume. Mi auguro una partecipazione grande, sentita, perché questo evento non è solo una premiazione: è un abbraccio collettivo a Fabrizio, che proprio il 30 novembre compie 40 anni. È un modo per dirgli che nessuno lo ha dimenticato. Come ripete sempre la mia nipotina Ludovica, bisogna cercare sempre’. Ed è vero: cercare è il contrario di arrendersi. Io non voglio rassegnarmi. Cercare Fabrizio significa continuare ad amarlo ed aspettarlo”.

Un pomeriggio, pensato interamente in sua memoria, intreccia letture, testimonianze e momenti artistici accompagnati dalle note della chitarra di Marco Lattanzio e da alcune pillole dello spettacolo  AMEN e così sia – Storia di un’attesa senza resa proposta da Lab22 sotto la regia di Serena Ferrari, che andrà in scena il 28 e il 29 novembre alle ore 21.00. Il cuore dell’incontro sarà la premiazione della decima edizione del concorso letterario “Caro Fabrizio, ti racconto…” , nato proprio per non lasciare scivolare via il ricordo di Fabrizio e per trasformare l’attesa in un gesto collettivo di vicinanza.  Ogni racconto arrivato in questi anni, quasi 3 mila in totale, è diventato un modo per tenere vivo il suo nome, restituendo alla famiglia e alla comunità una presenza che continua nel tempo. Anche quest’anno il concorso ha coinvolto partecipanti di ogni età: saranno premiati numerosi bambini di tante scuole collegnesi (Scuola primaria Calvino, Boselli, Don Milani e Don Sapino) giovani dal nord al sud (Liceo Campanella di Lamezia Terme,  Curie di Pinerolo, Valsalice di Torino. IC. di Gaeta ecc.)  segno di quanto la storia di Fabrizio parli ai più giovani e li incoraggi a riflettere sul valore dell’ascolto, della memoria e della cura reciproca. La partecipazione del vincitore della categoria senior, che arriverà appositamente da Bari, e di altri ospiti proveniente da Milazzo, Roma, Cuneo, conferma la dimensione nazionale che questo progetto ha assunto, capace di mettere in movimento persone, energie e affetto da tutta Italia.

Mara Martellotta