ilTorinese

Racconti dipinti: Francesco Tabusso nelle collezioni private

La Ersel apre al pubblico la raccolta visitabile fino al 7 dicembre prossimo nel sua sede di piazza Solferino

 

La Ersel apre al pubblico una raccolta di dipinti di Francesco Tabusso appartenenti alle collezioni private, a cura di Marco Sobrero e dell’archivio Francesco Tabusso, con testo critico di Francesco Poli.

La mostra apre al pubblico dal 27 ottobre al 7 dicembre prossimo spesso la sede Ersel di piazza Solferino 11 a Torino.

Le opere esposte ripercorrono un arco temporale che inizia dagli anni Sessanta, che sono caratterizzati per Tabusso da una fortunata stagione espositiva, culminata con la partecipazione alla Biennale di Venezia del 1966, dove avrebbe presentato il grande polittico ‘L’atelier di via Salvecchio’, di cui qui sono stati esposti tre pezzi rintracciati con lavori di catalogazione.

L’opera si compone di dieci tele in sé autonome e venne concepita come un grande puzzle di circa 2 metri per sei per la parete della Biennale. Nel decennio successivo l’artista si accosta a temi maggiormente agiografici, stimolato dalla sua passione per le immagini di devozione popolare. Ricordiamo la grande tela della Tentazione di Sant’Antonio Abate, dipinta per la personale presso la galleria Bussola di Torino nel 1969 e mai più esposta al pubblico da allora. Si tratta di un’opera in cui si manifesta, anche con ironia, il mondo dell’artista, popolato di animali talvolta crudeli, paesaggi agresti, creature misteriose e maliziose e villaggi in festa.

In mostra non manca il richiamo al ‘racconto dipinto’ più intenso realizzato da Tabusso, vale a dire il ciclo pittorico dedicato a San Francesco per la chiesa di Gio’ Ponti a Milano. Qui la preghiera si fa pittura e, percorrendo la navata centrale verso la Pala d’altare monumentale, si scoprono gli otto trittici che celebrano gli episodi della vita del Santo ad Assisi.

Nei decenni successivi sulle tele si susseguono i temi più cari all’artista, le Nature morte, il mare del Nord Europa, i boschi della Val Susa, il cielo notturno nelle campagne, la raccolta del vischio, le tradizioni contadine e la sua appassionata conoscenza micologica e biologica.

“Di pittori figurativi – spiega il critico Francesco Poli – ce ne sono tanti, ma sono ben pochi quelli che , con un linguaggio di sensibilità immaginifica, sono stati capaci di creare l’illusione di un mondo a parte e, al tempo stesso, radicato nella memoria collettiva e sospeso in una dimensione di armonica empatia tra uomo e natura. Tra questi c’è Tabusso, che, impegnandosi a fondo, si è pure divertito a studiare, esplorare e inventare la sua personale narrazione della realtà.

“È divertente dipingere?(…) Suppongo che il pittore Tabusso si sia davvero divertito raffigurando forme e aspetti del dolce-odiato vero che ci sta attorno. Guardo con simpatia a lui e ai pochi che, dipingendo, ci fanno credere che la vita non sia un’avventura troppo odiosa e sostanzialmente inutile”. Questa considerazione fa parte di un breve testo che Eugenio Montale aveva dedicato a Francesco Tabusso nel 1968, in un periodo in cui le arti visive erano, secondo lui, troppo impegnate a trasmettere astrusi messaggi e facevano poco per ’aiutarci a vivere’. È bene riflettere sulle parole del poeta che invoca qui, con ironico pessimismo, per la pittura una funzione delicata, quella di contribuire, per quanto possibile, a farci dimenticare il fondamentale senso di vuoto dell’esistenza, ad aiutarci a sopportare il peso ottuso della realtà attraverso un’esperienza del vero poeticamente trasfigurato.

I personaggi, le cose, i paesaggi protagonisti dei suoi quadri sono immersi in uno spazio-tempo lontano dalle tensioni della società contemporanea e hanno preso forma e vita intenzionalmente al margine delle fluttuanti dinamiche delle tendenze artistiche di punta.

Proprio per questo l’originale qualità delle rappresentazioni dell’artista, sintetiche e attente anche ai minimi particolari, sono rimaste sempre attuali, mantenendo una grande freschezza espressiva, cariche di così profonde risonanze umanistiche.

A partire da una sapiente tecnica pittorica appresa dal suo maestro Felice Casorati, che lo influenza solo inizialmente, Tabusso ha elaborato uno stile personale di evidenza raffinata, in cui entrano in gioco illustrativi derivati dall’iconografia dell’arte popolare, ma soprattutto riferimenti culturali da grandi pittori, come Brueghel il Vecchio, Chagall, Certi, de la Tour.

In mostra compaiono anche campagne e montagne dell’amata Val di Susa, colte in diverse stagioni, tra cui quella invernale come nel dipinto “Paesaggio sopra Rubiana”, che emerge sotto un cielo plumbeo o “La piana di Savoulx” dove, in mezzo alla neve, compare una figura di una ragazza che porta un mazzo di vischio sulle spalle.

Il laboratorio del restauro è un dipinto di misteriosa delicatezza e intensità, dove cogliamo una giovane restauratrice che si volta sorpresa verso di noi, mentre sta pulendo con un panno un quadro che possiamo solo intravvedere nella stanza. Tra le composizioni più inquietanti di Tabusso ricordiamo la Macelleria, una modesta macelleria di paese, in cui il bue squartatore in primo piano, colto con grande tensione espressiva, rappresenta un omaggio a Rembrandt. Il volto della ragazza, che guarda dentro da una finestrina, crea un singolare e geniale contrasto.

L’opera di più imponenti dimensioni è quella intitolata Le tentazioni di Sant’Antonio del 1968, una composizione incentrata sul personaggio stralunato del Santo, inginocchiato nell’erba tra i funghi, che volta le spalle a un gruppo di giovani ninfe o odalische distinte che si intravedono sullo sfondo a sinistra.

Il dipinto mette in scena un paesaggio di vasto respiro brulicante di presenze vegetali, animali e umane. Accanto al santo vediamo un maiale, una vipera e un nido con le uova, sull’albero, un’upupa. In secondo piano un paesino variopinto con gli abitanti in festa e, in lontananza, dei contadini che lavorano i campi e altre case sulle pendici delle colline.

La mostra è visitabile dal 27 ottobre al 7 dicembre 2023 nello Spazio Ersel in piazza Solferino 11. Apertura straordinaria in occasione di Artissima sabato 4 novembre 2023

 

Mara Martellotta

I dehors della movida torinese potranno chiudere già alle 22

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Con le modifiche ai Regolamenti 388 e 329 approvate oggi dal Consiglio comunale la Città potrà anticipare gli orari di chiusura dei dehors sino alle ore 22 nelle zone caratterizzate da afflusso rilevante di persone anche in modo differenziato nella stessa area con l’obiettivo di riportare entro la soglia di tollerabilità le emissioni delle fonti rumorose; i titolari degli esercizi dovranno esporre all’ingresso l’indicazione della capienza massima consentita all’interno dei dehors o dei padiglioni.

“Grazie all’approvazione di queste due delibere – ha spiegato l’assessore al Commercio Paolo Chiavarino – si perfeziona il percorso avviato dalla Città lo scorso maggio nel dare attuazione al piano di governo della notte su cui da mesi lavorano assessorati e settori della città insieme ai comitati, alle associazioni di categoria e alle circoscrizioni. L’obiettivo è sempre lo stesso: limitare i disagi causati dalla vita notturna per individuare un equilibrio tra il diritto al riposo e le necessità di imprenditori e clienti che animano questo settore economico.” 

Per ridurre la rumorosità dei locali di San Salvario, Santa Giulia, Vanchiglia e tra piazza Vittorio e corso Regio Parco i nuovi esercizi che apriranno non potranno avere una superficie interna inferiore a 75 metri quadrati anziché gli attuali 50; la norma non sarà retroattiva e riguarda l’apertura di nuove attività o il trasferimento degli esercizi all’interno delle aree. I locali in queste zone avranno l’obbligo di avvalersi di personale di sala formato e identificabile con pettorine per un’azione di invito a correggere o rivedere determinati comportamenti e fornire informazioni e assistenza alla clientela secondo un protocollo operativo concordato tra la Città e le Associazioni di categoria da stipulare entro novanta giorni con l’obiettivo di salvaguardare gli obblighi di legge in materia di somministrazione di alcolici. 

Gli atti approvati dalla sala Rossa sono stati esaminati dalla Commissione Lavoro a settembre e ottobre in due specifiche sedute dedicate al tema.

Voxonus Festival, note nel cuore di Torino

CON “VIVALDI CHE PASSIONE!”, VENERDì 27 OTTOBRE CONCERTO E CONFERENZA DEDICATI AL PRETE ROSSO VENEZIANO

Conferenza ore 18.30 per gli studenti del Collegio Universitario Einaudi, concerto alle 20.30 nel Coro della chiesa di Santa Pelagia

TORINO. Venerdì 27 ottobre un nuovo doppio appuntamento con il Voxonus Festival nel cuore di Torino. Questa volta sarà lo splendido Coro della chiesa di Santa Pelagia, in via San Massimo, a ospitare il concerto Vivaldi che passione! eseguito da Voxonus Ensemble ed Ensemble Accademia del Ricercare (Manuel Staropoli, flauti e oboe e Arianna Zambon, oboe). La conferenza musicale dedicata agli studenti del Collegio Universitario Einaudi, partner della rassegna, si terrà alle 18 all’interno del Coro della chiesa stessa, mentre il concerto, aperto al pubblico, è previsto alle 20.30 nella medesima sede (prenotazione obbligatoria).

“È un vero onore far parte delle iniziative dell’Opera Munifica Istruzione – spiega il direttore artistico del festival e presidente dell’Orchestra Sinfonica di Savona Claudio Gilio – i cui obiettivi di valorizzazione del patrimonio artistico sposano perfettamente l’intento del Voxonus Festival di aprire i luoghi di cultura alla cittadinanza. In questo caso, grazie al prezioso impegno del Collegio Universitario Einaudi, il coinvolgimento tocca da vicino anche un pubblico giovanissimo. Come da tre anni a questa parte, portiamo avanti con entusiasmo e grande partecipazione un progetto didattico per rendere la musica accessibile e attuale: da giugno a dicembre, dal mare alle Alpi”.

I concerti del Voxonus Festival sono realizzati in collaborazione con Collegio Universitario Einaudi di Torino e grazie anche al sodalizio con la Fondazione Opera Munifica Istruzione; con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Piemonte e Fondazione CRT. Il festival vanta inoltre il sostegno di diversi sponsor privati.

IL PROGRAMMA. Quattro concerti per strumenti a fiato, che grazie alla loro storicità acquisiscono sonorità brillanti e coinvolgenti. Vivaldi fu uno dei primi autori a utilizzare largamente gli strumenti a fiato in funzione solistica, esaltando non solo i flauti dolce e traversiere e l’oboe – che potevano già contare su una vasta letteratura – ma anche strumenti più desueti come il fagotto, per il quale il compositore scrisse ben 37 concerti. Pubblicati nel 1728, i sei Concerti per flauto traversiere op. X comprendono tre lavori con titolo, che Vivaldi aveva già dato alle stampe in versioni con organici diversi. Grazie al realismo della loro scrittura, questi concerti sono diventati tra i brani meritatamente più noti di Vivaldi. che dimostrò tutto il suo talento nel tradurre in musica i fenomeni naturali.

IL VOXONUS ENSEMBLE. Formazione a organico variabile composta da musicisti specializzati nell’esecuzione con prassi filologicamente informata e con strumenti antichi. L’Ensemble è una realtà sinfonico-corale votata al repertorio barocco, capace di esprimerne lo spirito esecutivo dell’epoca. L’ampio repertorio comprende composizioni di Bach, Vivaldi, Haydn, Schubert, Mozart, Tartini e opere di artisti ‘minori’ e prime esecuzioni. Si presenta in varie formazioni fino alla compagine completa che vanta oltre venti musicisti. Secondo lo spirito del festival, l’Ensemble propone ‘musica pregiata’.

LA LOCATION. La chiesa di Santa Pelagia viene eretta tra gli anni 1769 e 1772 per volontà delle monache agostiniane e su disegno dell’architetto Filippo Nicolis Di Robilant. L’attività religiosa è però di breve durata: nel 1800 le autorità francesi sopprimono il monastero affittandone i locali alla Regia Opera della Mendicità Istruita (ora Opera Munifica Istruzione) come “scuola di carità’ per i poveri. Di grande valore artistico, nonché sede dei concerti in oggetto, è il Coro ligneo. Il doppio ordine di stalli in noce è sormontato da una balconata riccamente decorata ai cui due lati opposti si trovano da una parte un pregevole bassorilievo in papier marché raffigurante l’Annunciazione e dall’altra il grandioso dipinto di Vittorio Amedeo Rapous.

IL FESTIVAL. Voxonus Festival è la rassegna di musica barocca e classica dell’Orchestra Sinfonica di Savona. Un circuito di 60 concerti, 22 location e più di 30 interlocutori pubblici e privati che si svolge da giugno a dicembre. Il brand Voxonus nasce in Liguria nel 2011 all’interno del progetto sette-ottocentesco Academia di musici e cantori, ma di lì a poco si sviluppa anche in Piemonte con il format Dalle Alpi al Mare, diventando uno degli appuntamenti più attesi. Il brand si sviluppa in sinergia con i territori, dando vita a narrazioni storico-culturali che ne esaltano l’idea originale: riscoprire la classicità musicale per guardare al futuro.

INGRESSO GRATUITO con prenotazione obbligatoria al seguente link: https://www.operamunificaistruzione.it/evento/6006/voxonus-festival

Il calendario completo dei concerti del Voxonus Festival è consultabile sul sito www.orchestrasavona.it

Iannò: il mistero dei cestini dei rifiuti spariti a Vanchiglietta

 

“I cestini portarifiuti in via Pallanza, via Vezzolano e lungo Po Antonelli voilà sono nuovamente riapparsi. I residenti mi avevano segnalato che i cestini da palo erano stati asportati in quanto utilizzati in modo improprio. Nella risposta all’interpellanza l’Assessora ha evidenziato, che questo fenomeno è noto in molte zone ed è ad opera di ignoti e in quel caso vengono prontamente reintegrati. Il costo dei cestini da palo è di 80 euro a pezzo, mentre i cestini basculanti e anticorvo ammontano tra i 300/350 euro. Amiat invia circa 250 verbali all’anno per abbandono di rifiuti a terra. Il totale dei cestini presente in città è di 15811, il numero maggiore è rappresentato dai cestini da palo 5844, seguiti dagli anticorvo 2789, Alucasa (con base in cemento) 2475, Athena (base in cemento con posacenere) 2223, basculanti 1453 e anticorvo 1032”

Pino IANNO’ Torino Libero Pensiero

Nasce l’Associazione “New AbilitJ” Juventus Official Fan Club

E’ stata presentata la neonata Associazione “New AbilitJ” Juventus Official Fan Club (presieduta dal dottor Maurizio Beatrici – Direttore della Neuroriabilitazione della Città della Salute di Torino), alla presenza del Presidente della Juventus Football Club Gianluca Ferrero, del Presidente Alberto Cirio, dell’Assessore Maurizio Marrone e del Direttore generale Giovanni La Valle. Sono state presentate anche le iniziative correlate alla nascita di questo nuovo Fan Club. Sarà un programma innovativo di riabilitazione neuromotoria basato sulla multisensorialita, sostenuto dall’Assessorato alle Politiche sociali della Regione Piemonte e rivolto ai pazienti dell’Unità Spinale Unipolare della Città della Salute di Torino che si apprestano ad affrontare la loro nuova vita fuori dall’ospedale dopo importanti interventi chirurgici, a volte molto sofisticati e complicati, o dopo un lungo iter riabilitativo e mesi di rianimazione per grave cerebro – mielolesione.
Il programma prevede tutta una serie di sollecitazioni sensoriali, che sono ritenute fondamentali per l’inserimento nella società e che i malati riceveranno durante la degenza. Il graduale riavvicinamento a suoni, luci, colori, odori ed emozioni sensoriali che solo la vita extra ospedaliera puó dare è cio che si ritiene debbano rivivere.
Riconosciuta come Juventus Official Fan Club, l’Associazione avrà anche l’opportunità di coinvolgere all’Allianz Stadium i pazienti dell’Unità Spinale Unipolare – CTO, facendo vivere loro le emozioni, i suoni e le luci della squadra bianconera.
Saranno organizzate visite a Zoom, all’insegna di natura, animali e vegetazione. Zoom è il primo bioparco immersivo d’Italia: 160.000 mq per oltre 84 specie animali in 10 habitat che riproducono fedelmente luoghi naturali, grazie al suo presidente Andrea Ferrero.
E poi “L’Immaginazione guidata”: un corso che sarà tenuto in sede da Elio De Grandi, il famoso Mago Alexander, che ci porterà alla scoperta dell’inconscio nella nostra quotidianità.
Dunque mutuando una delle frasi più belle e significative dell’inno juventino: “Solo chi corre può, fare di te quello che sei” nasce lo spirito di newability che si prefigge di far correre, ognuno con le proprie nuove forze e abilità, al fine di accompagnarli “fino alla fine” a vivere una vita diversa da quella vissuta in precedenza, forse piu faticosa ma VIVA e ancora piena di emozioni!

La Corsa dei Santi presentata a Roma

Sarà presentata il 31 ottobre la Corsa dei Santi a Roma
Quest’anno è a sostegno dei ragazzi della Guinea Conakry

SMS solidale con Missioni Don Bosco per finanziare il progetto
di un polo sportivo nel plesso scolastico Don Bosco a Kankan

La 15ma edizione della Corsa dei Santi, evento podistico con partenza e arrivo in Piazza San Pietro in Vaticano mercoledì 1 novembre, è dedicata a un progetto di sviluppo sociale attraverso lo sport in Guinea Conakry, nella città di Kankan.

Lo propone Missioni Don Bosco, la onlus di Torino-Valdocco che sostiene i missionari salesiani nel mondo.

La conferenza stampa di presentazione si terrà

martedì 31 ottobre alle ore 11:00
alla Sala Benedetto XVI del Pontificio Collegio Teutonico Vaticano
(nei pressi dell’Aula Nervi).

con la partecipazione di don Daniel Antúnez, presidente di Missioni Don Bosco, e di Roberto De Benedittis, presidente di ACSI Italia Atletica, ente organizzatore della manifestazione sportiva.

All’evento del 1° novembre parteciperanno le campionesse Fiona May (testimonial di Missioni Don Bosco), Sara Simeoni e Danielle Madam.

Un’agorà di servizi per rafforzare le Università Europee

 

L’Unione Europea finanzia il primo progetto collaborativo tra due Alleanze

di Università Europee al fine di migliorare le collaborazioni fra atenei e istituti europei

 

Il progetto aUPaEU- A University Partnership for Acceleration of European Universities, beneficerà di un finanziamento di 3.4 milioni dalla Commissione Europea nel contesto del bando European Research Area. Il fine sarà lo sviluppo di servizi che facilitino ed accelerino le attività delle Alleanze Universitarie, consorzi, atenei e istituti europei. Muovendo dal concetto greco dell’agorà, il progetto realizzerà uno spazio condiviso nel quale tutti gli utenti coinvolti potranno offrire e avvalersi di questi servizi di accelerazione, condividendo le proprie conoscenze e competenze. Uno spazio che risulterà accessibile, variegato e inclusivo.

L’obiettivo principale di aUPaEU è in sostanza quello di convogliare in un’agorà di accelerazione metodologie, piani di sostenibilità, servizi di coaching e tecnologie digitali per fornire ad Alleanze Universitarie, consorzi, atenei e istituti europei strategie di R&I integrate, condivise e a lungo termine. Sei le aree principali del progetto: capacità; condivisione di infrastrutture e di risorse; attrattività dei percorsi di ricerca; collaborazione con l’ecosistema degli attori coinvolti nella R&I; open science; impatto sociale; parità di genere.

Per Jesús Alcober, Professore all’Universitat Politècnica de Catalunya e Coordinatore del progetto: “Gli sforzi collaborativi dei partner aUPaEU hanno l’obiettivo di costruire e impiegare modelli di servizi di accelerazione da condividere con istituzioni simili, in particolare quelle che si trovano in Paesi in crescita, favorendo l’applicazione dei risultati dei progetti UNITE.H2020 e EPICUR-Research e la loro esperienza collettiva all’interno di Alleanze Universitarie, consorzi, atenei e istituti europei”.

 

aUPaEU si basa sulla collaborazione di due Alleanze Europee che si trovano sotto la European Universities Initiative, ovvero Unite!  e EPiCUR. Cinque saranno le Università coinvolte, spaziando dall’Est all’Ovest dell’Europa: sul versante Unite!, Universitat Politècnica de Catalunya · BarcelonaTech, compresa IThinkUPCGrenoble INP – UGA Institut d’ingénierie et de management e Politecnico di Torino; per EPiCUR, Uniwersytet im. Adama Mickiewicza w Poznaniu e Karlsruher Institut für Technologie (KIT).

Tutti i risultati del progetto dipenderanno dagli sforzi collaborativi delle cinque importanti Università, che condividono una vasta esperienza in merito alle reti e Alleanze Europee: tale agorà sarà pertanto validata dagli utilizzatori e stakeholder delle due Alleanze, con l’intento di costituire un vero e proprio modello per altre organizzazioni.

“aUPaEU ci dimostra che le Alleanze Europee sono in grado di consolidare idee e collaborazioni tra le Università coinvolte, creando sinergie con ulteriori Alleanze. I servizi di accelerazione sviluppati dal progetto rafforzeranno le trasformazioni di R&I attualmente in corso nell’Alleanza Unite!, grazie alle attività pilota del suo progetto H2020”, dichiara Roberto Zanino, Key Liaison Officer per Unite! e coordinatore di UNITE.H2020 al Politecnico di Torino.

“Tutte le Università Europee lavorano a soluzioni innovative negli ambiti della ricerca, dell’insegnamento, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico. Grazie ad aUPaEU, i partner di queste due Alleanze hanno – per la prima volta in Europa – unito le proprie forze per fondere la loro conoscenza, la loro creatività e il loro potere” afferma Michael Zacherle del Karlsruhe Institute of Technology (KIT), che coordina il progetto EPICUR-Research SwafS e ha in ruolo di Liaison Officer per aUPaEU. EPICUR-Research si occupa di sviluppare un programma di ricerca condiviso affinché tutte le Università partner possano migliorare e rafforzare l’interazione tra scienza e società, con un focus sulle carriere dei giovani ricercatori.

Unite! ed EPiCUR

 

Unite! – University Network for Innovation, Technology and Engineering nasce dall’alleanza tra nove Università Europee, è strategica, agile e dinamica. Si basa sulla condivisione di valori, fiducia e della stessa visione. L’obiettivo di Unite! è essere un motore per la tecnologia e l’innovazione, un campus transeuropeo multilingue che vada a formare gli esperti della transizione digitale ed ecologica del futuro.

 

EPiCUR – the European University Alliance appartiene alla prima generazione di Alleanze Europee. Riunisce nove Università partner impegnate a creare un’Università Europea grazie all’impiego di un nuovo approccio che intensifichi la collaborazione tra atenei e istituti europei.

ZOOM Torino “Parco dell’anno”

Parco dell’anno” e “Miglior attrazione family“. Sono questi i due prestigiosi riconoscimenti che ZOOM Torino si è aggiudicato, venerdì 20 ottobre, nel corso della 22esima edizione dei Parksmania Awards, rassegna internazionale che ogni anno premia i migliori parchi divertimento italiani ed europei che si sono maggiormente distinti per specifiche iniziative nel settore amusement.

 

Un successo senza precedenti per il Bioparco alle porte di Cumiana che dopo aver ricevuto 4 nomination – tra cui ‘Miglior personale’ e ‘Miglior Show Outdoor’ per lo spettacolo Maasai – si aggiudica ben 2 premi, sbaragliando la concorrenza composta da oltre 50 tra parchi divertimento e zoologici.

Clima, Grimaldi (Verdi Sinistra): Ancora una volta la forza contro attivisti

Mentre sul clima non si dà alcuna risposta.  

“Attiviste e attivisti di Extinction Rebellion sgomberati dalle forze dell’ordine, trascinati giù per le scale e buttati uno sopra l’altro. Oltre 60 persone in stato di fermo, centinaia di agenti, pompieri. Tutto questo per un centinaio di persone travestite da Pinocchio, che  hanno bloccato l’ingresso del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in maniera come sempre non violenta. Il Governo Meloni è immobile di fronte agli effetti drammatici della crisi climatica e ancora affezionato a progetti insostenibili come il Ponte sullo Stretto di Messina, ma quando si tratta di muovere i manganelli gli torna subito l’energia” – lo dichiara il Vicecapogruppo di Alleanza Verdi Sinistra alla Camera, Marco Grimaldi.