SITUAZIONE EPIDEMIOLOGICA E VACCINALE
In Piemonte l’occupazione dei posti letto ordinari si attesta al 9.7%, quella dei posti letto in terapia intensiva è stabile al 3.0%, mentre la positività dei tamponi è al 18.7%.
Questa settimana si registra un andamento sostanzialmente in linea rispetto al periodo precedente: la situazione rimane sotto controllo.
VACCINAZIONI
Dall’inizio della campagna vaccinale sono state somministrate in Piemonte 10.947.499 dosi, di cui 3.347.092 come seconde, 2.965.881 come terze, 824.526 come quarte, 202.402 come quinte, 20.167 come seste.
Tra giovedì 16 novembre e giovedì 23 novembre sono state vaccinate 16.018 persone: 88 hanno ricevuto la prima dose, 8 la seconda, 140 la terza, 1.784 la quarta, 9.437 la quinta, 4.556 la sesta.
FOCUS CONTAGI NELLE PROVINCE
In Piemonte nel periodo da giovedì 16 novembre a mercoledì 22 novembre i casi medi giornalieri dei contagi sono stati 655.
Suddivisi per province: Alessandria 72, Asti 32, Biella 28, Cuneo 67, Novara 45, Vercelli 23, VCO 24, Torino città 147, Torino area metropolitana 197.
In totale, su base regionale, i casi degli ultimi 7 giorni sono stati 4.582 (+371). Questa la suddivisione per province: Alessandria 503 (+51), Asti 224 (+39), Biella 197 (-9), Cuneo 472 (+19), Novara 317 (+102), Vercelli 164 (-5), VCO 167 (+8), Torino città 1.029 (+120), Torino area metropolitana 1.382 (+34).
INCIDENZA DEL CONTAGIO NEGLI ADULTI
Nel periodo 16-22 novembre l’incidenza regionale (ovvero l’incremento settimanale di nuovi casi di Covid per 100.000 abitanti) è stata 107.8 (+8.8%) rispetto ai 99.0 del periodo precedente.
Nella fascia di età 19-24 anni l’incidenza è 39.9 (+20.2%). Nella fascia 25-44 anni è 75.8 (+15.2%). Tra i 45 ed i 59 anni si attesta a 109.7 (+17.1%). Nella fascia 60-69 anni è 136.9 (+8.8%). Tra i 70-79 anni è 187.2 (+7.0%). Nella fascia over80 l’incidenza risulta 235.9 (-6.9%).
INCIDENZA DEL CONTAGIO IN ETÀ SCOLASTICA
Nel periodo 16-22 novembre, l’incidenza nella fascia 0-2 anni è 64.3 (+71.0%), nella fascia 3-5 anni 8.6 (+167%), nella fascia 6-10 anni 8.5 (+66.5%), nella fascia 11-13 anni 12.1 (+101.27%), mentre nella fascia tra i 14 ed i 18 anni è 18.1 (+12.4%).


In catalogo troviamo, fra le altre, una mirabile citazione dalla “poetessa dei Navigli”, Alda Merini. Citazione dedicata alla Mamma celeste: “Quando il cielo baciò la terra nacque Maria che vuol dire la semplice, la buona, la colma di Grazia. Maria è il respiro dell’anima, è l’ultimo soffio dell’uomo”. Parole semplici, che arrivano per strade a noi sconosciute a toccarti il cuore e che ben si prestano a “raccontare” la suggestiva mostra “Votivo” (o “statue devozionali”) dedicata, fino al 3 dicembre prossimo, dalla “Fondazione Giorgio Amendola” di via Tollegno alle dodici “Madonne” realizzate nell’arco di un anno dalla torinese (allieva di Italo Cremona) pittrice-scultrice-ceramista, Vera Quaranta. Estrose nella geniale minuzia dei particolari. Leggere, filiformi ma fiere e potenti nell’esibizione esteriore della “voce” e dei corpi, affidati nella loro matericità alla “consacrazione del fuoco”, cui si deve quel “bianco prevalente” e perfetto che va “oltre le naturali cromie”. Dodici in tutto. Come i mesi “o meglio – suggerisce Pino Mantovani, curatore della rassegna – come le lunazioni”. Sono ceramiche che per la dovizia degli “accessori”, ognuno con una propria identità e funzione, sono state ispirate all’artista torinese dall’interesse in lei suscitato da una bella e ricca monografia sulle antiche “Madonne lucane” pubblicata dalla stessa “Fondazione” di via Tollegno nel novembre del 2006. Terre di grande devozione religiosa, legate in particolare al culto delle Vergine Maria, i piccoli borghi lucani sono ancora oggi – con la presenza di innumerevoli Santuari “mariani”, di tradizioni di profonda fede legata ai pellegrinaggi, così come alle tante processioni che vedono portare in trono la Madre del Cristo Risorto – testimonianze concrete di una religiosità popolare che si perde nella notte dei tempi. E che mai ha dimenticato Prospero Cerabona, presidente della “Fondazione” (che è anche “Associazione lucana in Piemonte”), mentre mi racconta delle “ceramiche” esposte, con l’affettuosa sensibilità di un uomo che ha galoppato lungo gli anni senza mai perdere la passione e l’amore per la sua potentina Sant’Arcangelo, nelle valli dell’Agri. Ecco: le “Madonne” di Vera Quaranta di lì traggono
ispirazione. Tema centrale, ricorda in catalogo Pino Mantovani, “la donna, verticale e potente come una colonna, unitaria e plasticamente caratterizzata in ogni sua parte, che si completa con una testa di classica bellezza, ‘mobile’ nel senso di autonoma dal resto del corpo … monumentale pur nelle ridotte dimensioni, piena di grazia severa, espressa, oltre che nel portamento, nel dialogo con il figlio portato sul ventre, al fianco, perfino in spalla, come naturale proliferazione dal tronco di una gemma, di un ramo, di una foglia, di un fiore, di un frutto”. Maternità nell’assoluta pienezza del termine. Che non esclude la pochezza dell’umano, pur nella marcata attrazione (elementi distintivi) di certi simboli ornamentali, tanto cari all’artista. Sue le parole: “Mi ha sempre affascinato l’uso criptico dei simboli nella civiltà arcaica”. Da osservare, allora, con attenta curiosità: la “Madonna con Bambino n. 8”, con l’inserimento fotografico di un particolare della “Natività” del Ghirlandaio e applicazioni di incisioni del marito pittore Giuseppe Grosso. Non meno interessante, per restare in tema, la “Madonna delle Grazie” liberamente ispirata alla “Madonna” lignea del “Convento di San Francesco d’Assisi” di Pietrapertosa in Basilicata , arricchita con bigiotteria di stampo Liberty, accanto alla “Madonna con Bambino” con decorazioni in oro
zecchino, il cui richiamo va alla “Madonna” del “Chiostro del Monastero” di Poblet in Catalunya. E ancora: orecchini di antica fattura e forma, parti meccaniche di un vecchio orologio e ali fatte d’argento. Ricerca, creatività, bizzarrie gustose e inaspettate, ma ben ferme sul corpo di una matrice artistica di profonda e attrattiva solidità.