ilTorinese

“Turismo accessibile” nel Pinerolese

Per dire “no” a qualsiasi forma di “barriera”, la prossima primavera porta due nuovi itinerari turistici pensati ad hoc 

Pinerolo (Torino)

Turismo per tutti. Parola d’ordine: ovviare a tutte le “barriere”, architettoniche e sensoriali, ma soprattutto culturali, per permettere anche alle persone “con disabilità” di avvicinarsi alle bellezze e ai piaceri di una qualsiasi visita turistica condotta insieme a persone normodotate. Il principio è sicuramente lodevole. E su questo ha ragionato il “Consorzio Turistico Pinerolese e Valli”, progettando in tema di accoglienza turistica, a partire dalla prossima primavera,  due nuovissimi itinerari nel segno dell’“accessibilità” (l’accesso al turismo è, peraltro, un diritto sacrosanto sancito dalla “Convenzione delle Nazioni Unite”) per permettere a tutti di scoprire un territorio vasto e ancora poco conosciuto, come il Pinerolese. Uno è “Val Germanasca. La valle che unisce”, dedicato alla montagna e all’outdoor.

 

L’altro è l’itinerario “Nobili dimore” che va alla scoperta di luoghi della cultura, come il “Castello di Miradolo”, il “Museo della Cavalleria” di Pinerolo e “Casa Lajolo”, dimora storica settecentesca sita in Piossasco, il cui giardino – il tradizionale “prà giardin”articolato su tre gradoni collegati da gradini di pietra – diventerà banco per un’interessante esperienza sensoriale da dedicare a chi non potrà gustarlo ed osservarlo in altro modo. I due itinerari hanno la caratteristica di essere accessibili a tutti, comprese le persone con disabilità motoria, sensoriale o cognitiva.

“Turismo accessibile – sottolinea la presidente del ‘Consorzio Turistico Pinerolese e Valli’, Rossana Turina – non vuol dire solo strutture prive di barriere architettoniche ma anche un territorio culturalmente aperto che consideri prioritaria la fruibilità da parte di tutti delle proprie risorse come elemento cardine della qualità dell’offerta turistica”.


La proposta “Val Germanasca. La valle che unisce” prevede, in primis, una passeggiata in natura immersi in una stupenda cornice sovrastata da montagne e cime mozzafiato. A condurla sarà una guida escursionistica qualificata. E, a disposizione ci sarà, inoltre, una “jolette”, la speciale “carrozzina mono-ruota” che permette di trasportare in sicurezza persone impossibilitate a camminare lungo i sentieri. La guida presenterà il territorio costruendo una visita “su misura” per tutti i partecipanti e che sarà  anche l’occasione per conoscere un po’ della storia locale valdese e della vita dei valligiani di un tempo su queste montagne. Questa prima proposta porterà anche a conoscere i cosiddetti  “Tumpi”, le piscine naturali delle valli pinerolesi che si formano lungo il corso di un torrente, ideali per una “pausa ristoro” nelle giornate estive e dove i più coraggiosi potranno anche provare il brivido di un’immersione. Il pacchetto permette anche di soggiornare a Prali o a Massello in “strutture alberghiere” attrezzate, con colazione a base di prodotti del territorio e invitante cena tipica. Completa l’itinerario la visita nella “Caserma Principe Amedeo” (poi intitolata al generale Dardano Fenulli) al “Museo Storico dell’Arma di Cavalleria”, risalente al 1961 – ma la datazione dei reperti conservati inizia dal 1845 – e luogo iconico per Pinerolo, città che ha dato i natali a questo speciale corpo dell’esercito.

Il secondo progetto “Nobili giardini” prevede, invece, per prima cosa, un’“esperienza sensoriale” nel giardino di “Casa Lajolo”. L’obiettivo di questa prima tappa è scoprire e vivere un giardino storico settecentesco “con altri occhi” e risvegliare i cinque sensi tra suoni, piante e alberi secolari da scoprire in punta di dita, profumi e sapori del giardino e dell’orto. “Un momento – si sottolinea – per riappropriarsi del piacere di un’esplorazione ricca, lenta e paziente”. L’itinerario prosegue con la visita del “Castello di Miradolo” a San Secondo di Pinerolo, del suo parco storico (con oltre 70 specie botaniche e più 130 esemplari di camelie tra le varietà più antiche e rare d’Italia) e di Pinerolo, con la visita alle 33 sale del “Museo Storico dell’Arma di Cavalleria”, in grado di far rivivere gli ultimi tre secoli della storia d’Italia.

“L’idea – conclude Rossana Turina – è quella di declinare la ‘sostenibilità’ in tutte le sue forme, dunque con un occhio attento anche all’ambiente, alle tradizioni e al territorio”.

Info: www.turismopinerolese.it.

g.m.

Nelle foto:

–       Jolette sul sentiero di Massello

–       Particolare del “Museo Storico dell’Arma di Cavalleria” a Pinerolo

–       Nel settecentesco Giardino di Casa Lajolo a Piossasco

Paola Turci in “Mi amerò lo stesso”

Teatro Concordia, corso Puccini, Venaria Reale (TO)

Sabato 17 febbraio, ore 21

 

Il monologo della cantautrice che ripercorre le tappe cruciali della sua vita

 

 

Mi amerò lo stesso  è un monologo che a volte vorrebbe essere un dialogo. Paola Turci si racconta, ma certe volte non è più lei a parlare, ma qualche personaggio che ha incontrato nel corso della sua vita, a cui lei presta solo la voce, a volte mostra il punto di vista di sua mamma, personaggio che torna in ogni momento importante, a volte sono protagonisti di un solo momento.

Un monologo sincero e divertente in cui alla realtà si mischiano i sogni e nei sogni entra la vita. Il racconto della vita di una donna, in cui è facile identificarsi: i suoi desideri e le sue debolezze, i ricordi e le speranze per il futuro.

Il tutto legato da alcune canzoni che hanno fatto da colonna sonora ad ogni fase della sua esistenza. Paola Turci si mette a nudo e lo fa con un monologo che porta sul palco uno dei più grandi insegnamenti che la vita le ha regalato: qualunque cosa accada…mi amerò lo stesso.

 

Sold out per il ritorno della star mondiale del pianoforte Lang Lang all’Auditorium del Lingotto

È sold out all’Auditorium del Lingotto per il ritorno della star mondiale del pianoforte, Lang Lang, che suonerà venerdì 23 febbraio prossimo alle 20.30

Il suo recital pianistico avrà al centro la forma libera, con scelta di brani da Gabriel Fauré a Robert Schumann fino a Frydryk Chopin.

Per il New York Times si tratta “dell ‘artista della classica più in voga sul pianeta”, tanto da essersi esibito nelle più grandi sale da concerto del mondo, per i reali inglesi a Buckingham Palace e per papa Francesco in Vaticano.

Virtuoso celebre per la sua esuberanza pop, ha suonato alla cerimonia inaugurale di apertura delle Olimpiadi di Pechino e ai Grammy Awards con i Metallica.

A quindici anni dalla sua ultima esibizione a fianco di Daniel Harding e della Royal Concertgebouw Orchestra, il grande pianista fa ritorno all’Auditorium del Lingotto con un repertorio totalmente romantico, quale seconda tappa del tour che il 19 febbraio lo vedrà impegnato all’Accademia di Santa Cecilia a Roma.

Per il suo programma torinese Lang Lang intreccia la cantabilità suadente della Pavane in fa diesis minore op. 50 che più ha contribuito alla fortuna di Gabriel Fauré dalla sua creazione, avvenuta nel 1888 con l’aggiunta di un coro ai Concerts Lamoureux; le otto folgoranti fantasie di Kreisleriana op. 16 del 1838 di Robert Schumann e dedicate a Chopin; una scelta di brillanti Mazurche di Fryderyk Chopin, che si iscrivono nel comune repertorio della Salonmusik coltivato ininterrottamente dal compositore fin dai precoci esordi nei salotti dell’aristocrazia di Varsavia; la Polacca in fa diesis minore op. 44 del 1841, una pagina chopiniana dal tono eroico fortemente sperimentale a livello formale, che fu lo stesso autore a definire “una specie di Fantasia in forma di Polacca”. Detta anche Polonaise, la Polacca in fa diesis minore risulta un’opera sperimentale che nasce nel 1841, anno in cui Chopin andava ricercando per le sue composizioni nuove soluzioni formali che raggiungeranno la loro espressione più alta nella Fantasia in fa minore op.49. Pubblicata nel 1841 questa Polacca, anzi Fantasia in forma di polacca, sollevò gli entusiasmi di Huneker, Liszt e molti altri. Si tratta di una pagina arditamente concepita e realizzata. Il tema della Polacca sgorga da un gruppo di suoni inesistenti affermandosi con un tono drammatico, che rivela subito la personalità di Chopin.

 

Mara Martellotta

Tra Melville e il garage rock

CALEIDOSCOPIO ROCK USA ANNI 60

Chi non conosce “The Turtles”? Gruppo californiano famoso e di gran successo che legò le proprie fortune soprattutto al brano “Happy Together”, pezzo ben apprezzato anche a livello di pubblicità televisiva italiana. L’etichetta di Los Angeles legata a doppio filo con la band era ben nota per il logo caratterizzato da una balena bianca e non a caso recava nome “White Whale”. Ma, come ormai ben saprete, il sottoscritto non ama parlare di bands celebri o etichette di grande cabotaggio; e infatti prendo spunto dalla balena bianca di “White Whale” per procedere per somiglianza e passare direttamente ad un’etichetta di Chicago (molto meno nota e di medio-piccolo calibro).

Il logo era perlomeno curioso e recava un capodoglio quasi “sorridente” con coda davvero minuscola; il nome (manco a dirlo) era “Mobie”, ritagliato su suggestioni letterarie alla Herman Melville.

La veste grafica rimase sostanzialmente invariata negli anni (tra 1966 e 1968), a differenza di quella cromatica che passò dal logo color argento su fondo canna di fucile (anche alternato alla stessa cromia ma invertita), all’argento su fondo blu (in alcuni casi con tono argento scuro il logo era poco visibile per la natura dell’accostamento di colori, che a dirla tutta rendeva problematica anche la lettura del nome delle bands, dei titoli dei brani e degli autori…).

L’etichetta presentava caratteristiche musicali e stilistiche piuttosto omogenee ed uniformi (a differenza di altre in cui risultavano mescolati generi sovente parecchio differenziati tra loro), incentrata soprattutto su garage rock e rock psichedelico. In tutta sincerità il rischio di restare “di nicchia” e di venire oscurata da realtà musicali “cetacee” ben più note era alto, ma per fortuna il giusto lascito musicale per gli appassionati di garage rock l’ha spinta a comparire più e più volte in parecchie “compilations” [in primis “Ho-Dad Hootenanny! Beer-Blast ‘65!”; “Buzz Buzz Buzzzzzz. Vol. 2”; “Psychedelic Crown Jewels. Vol. 3”; “Brain Shadows. Vol. 2”; “Psychedelic States: Illinois in the 60s. Vol. 1”] grazie ad alcuni brani garage e psych garage prodotti anche da James Hallessey Manning Jr., che nell’elenco qui di seguito verranno puntualmente evidenziati:

–  Ron Jones and The “C” Notes  “Goodbye Linda / Why?”  (3419)  [1966];

–  Ronnie Jones  “Silly Little Fool / Little Jezebel”  (3421; MW831-832)  [1967];

–  CHY GUYS  “You’ll Never Believe Me / Say Mama”  (3423)  [1967];

–  THE COBBLESTONES  “It Happens Every Time / I’ll Hide My Head In The Sand”  (3424) [1967];

–  THE COBBLESTONES  “Flower People / Down With It”  (3425; MW941-42)  [1967];

–  THE IRON GATE  “Get Ready / You Must Believe Me”  (3429)  [1968];

–  THE RAVELLES  “Psychedelic Movement / She’s Forever On My Mind”  (3430)  [1968];

–  THE SHIRT TAIL RELATION  “The Reason Why / You Don’t Know Like I Know”  (3432) [1968];

–  THE SUMMIT  “How You Move My Soul / Oh What Can I Do”  (3433)  [1968];

–  Skip Wulf  “Soul Lovin’ Baby / Summer Love”  (3435)  [1968];

–  Deanna and The Here & Now Singers  “Isolation / Attic Of My Mind”  (3436)  [1968].

Gian Marchisio

Focus settimanale Covid Piemonte

SITUAZIONE EPIDEMIOLOGICA E VACCINALE 

In Piemonte l’occupazione dei posti letto ordinari si attesta all’1%, quella dei posti letto in terapia intensiva è allo 0.3%, mentre la positività dei tamponi è allo 0.9%.

Per la nona settimana consecutiva si registra un andamento decrescente rispetto al periodo precedente e la situazione rimane sotto controllo.

VACCINAZIONI

Dall’inizio della campagna vaccinale sono state somministrate in Piemonte 11.079.362 dosi, di cui 3.347.654 come seconde, 2.966.858 come terze, 837.901 come quarte, 268.409 come quinte, 50.098 come seste.

Tra giovedì 8 febbraio e giovedì 15 febbraiosono state vaccinate 498 persone: 4 hanno ricevuto la prima dose, 2 la seconda, 12 la terza, 69 la quarta, 292 la quinta, 119 la sesta.

FOCUS CONTAGI NELLE PROVINCE

In Piemonte nel periodo da giovedì 8 febbraio amercoledì 14 febbraio i casi medi giornalieri dei contagi sono stati 15.

Suddivisi per province: Alessandria 1, Asti 1, Biella 0, Cuneo 1, Novara 2, Vercelli 0, VCO 1, Torino città 3, Torino area metropolitana 5.

In totale, su base regionale, i casi degli ultimi 7 giorni sono stati 105 (36). Questa la suddivisione per province: Alessandria 7 (-4), Asti 5 (+2), Biella 3 (-2), Cuneo 9 (-8), Novara 14 (+4), Vercelli 1 ( la scorsa settimana zero casi), VCO 6 (-3), Torino città 22 (-15), Torino area metropolitana 32 (-11).

INCIDENZA DEL CONTAGIO NEGLI ADULTI

Nel periodo 8-14 febbraio l’incidenza regionale (ovvero l’incremento settimanale di nuovi casi di Covid per 100.000 abitanti) è stata 2.5 (-25.5%) rispetto a 3.3 del periodo precedente.

Nella fascia di età 19-24 anni l’incidenza è 0.4(-69.2%). Nella fascia 25-44 anni è 1.4 (-17.6). Tra i 45 ed i 59 anni si attesta a 2.1 (-16%). Nella fascia 60-69 anni è 3.7 (-19.6%). Tra i 70-79 anni è 3.2(-43.9%). Nella fascia over80 l’incidenza risulta 6.9(-35.5%).

INCIDENZA DEL CONTAGIO IN ETÀ SCOLASTICA

Nel periodo 8-14 febbraio, l’incidenza nella fascia 0-2 anni è 2.4 (+100%), nelle fasce 3-5anni e 6-10 anni è 1.1 (in entrambe le fasce, nessun caso la scorsa settimana), nella fascia11-13 anni non si sono registrati casi. Nella fascia tra i 14 ed i 18 anni l’incidenza è 1.6 (+60%).

Un po’ di sano egoismo

Chi di noi vorrebbe un amico (o amica) egoista? L’egoismo, solitamente, viene visto come un difetto non di poco conto, che porta le persone a concentrarsi esclusivamente su sé stesse escludendo gli altri (parenti, amici o colleghi non importa).

Evidente, quindi, come essere egoisti ci possa privare di una parte importante di affetti e di amicizie.

Ma quando è sbagliato non essere assolutamente egoisti, pensare sempre agli altri, ascoltare chiunque abbia un tiramento (parafrasando il grande Guccini)? Pensiamo ai vampiri energetici, che ci succhiano letteralmente l’energia assillandoci con i loro problemi, che in realtà non vogliono risolvere, e che hanno solo bisogno di scaricare le loro ansie, le loro paure o la loro solitudine.

Discorso analogo si può fare per i ladri di tempo, cioè quelle persone che decidono di disporre del nostro tempo come e quando sembra a loro, non curandosi delle nostre necessità, dei nostri bisogni e, soprattutto, senza pensare che non siamo gli interlocutori più titolati.

Come ho scritto nel libro Ventiquattro sfumature di vita, è stato dimostrato che il cervello subisce danni quando sia sottoposto a continue lamentele e che, al contrario, sia in grado di reingegnerizzarsi per riparare i danni subìti, per effetto di quella che viene chiamata neuroplasticità.

Danneggiare noi stessi per dare l’impressione ad altri di ascoltare i loro problemi e, forse, farcene carico non è certamente un comportamento positivo; danneggiamo i nostri neuroni, impediamo a noi stessi di costruire la nostra felicità e perdiamo tempo che potremmo utilizzare per cose molto più importanti.

Come dico spesso è solo questione di abitudine: quando impariamo a rifiutare richieste di soccorso che tali non sono, essendo solo coinvolgimenti in stati d’animo che non possiamo migliorare né curare, ci accorgeremo che non saremo né maleducati né menefreghisti ma eviteremo il coinvolgimento in problematiche che, non aiutando chi si rivolge a noi, mettono noi nella condizione di necessitare aiuto.

Non sto dicendo che se la vicina suona per chiedere aiuto, perché il papà ha avuto un infarto, non la si debba aiutare, anzi: salvare una vita è la cosa più nobile che si possa fare, e per la quale non dobbiamo aspettarci un ringraziamento. Anni fa ero a casa di amici, dopo cena: la vicina suonò alla porta chiedendo aiuto perché il padre aveva in atto un’ischemia cerebrale o qualcosa di analogo. La madre del mio amico andò ad aprire e rispose che non poteva fare nulla, di chiamare l’ambulanza. Ora io dico, se è venuta da te a suonare, forse ha bisogno di aiuto, che uno chiami l’ambulanza mentre lei sta vicino al padre per esempio. Indovinate chi andò dalla vicina? Bravi, non il figlio e neppure lei.

Nella cultura ebraica esiste un precetto che è il Tikkun Olam. Ogni persona, quando andrà via da questo mondo, dovrà lasciarlo un po’ migliore di come l’ha trovato. Questo avviene soprattutto non pensando soltanto a sé stessi ma anche ai bisogni altrui, di chi ci è vicino e di chi, anche a distanza, può avere bisogno di noi, con le modalità adatte.

Io sostengo che le energie di cui dispone ciascuno di noi siano limitate: qualcuno dispone di maggior energia, altri ne posseggono meno ma non possiamo acquistarla su internet o produrla appositamente. Va da sé che, se disperdiamo parte della nostra energia per soccorsi inutili, ne avremo meno per ciò che è realmente importante.

Inoltre, perché curiamo ogni minima affezione che ci occorra e quando possiamo non evitiamo chi realmente danneggia il nostro organismo e la nostra psiche?

Il buonismo che è innato in molti di noi, tipicamente italiano, ci fa sentire in colpa ogni qualvolta disattendiamo le attese di qualcuno, fosse anche un estraneo, perché pensiamo subito alle fiamme dell’inferno, al peccato commesso, quasi mai alla nostra salvezzaderivante proprio dal rifiuto.

Oltretutto, se quella persona periodicamente si rivolge a noi per un problema ogni volta diverso significa che il problema ce l’ha, ma non è quello che ci espone: a meno che sia nostro figlio non abbiamo alcuna colpa della sua incapacità di affrontare e, perché no, prevenire le disgrazie che gli capitano.

Ma, soprattutto, siamo sicuri che i problemi occorsi a quella persona siano della gravità dichiarata? Spesso palesare problemi è una richiesta di aiuto che l’individuo ci manda, non percependo neppure lui con chiarezza quale sia il vero problema, ma percependo che ha bisogno di “qualcuno”, un qualcuno più adatto, ai suoi occhi, degli altri. Perché non consigliargli uno psicoterapeuta che possa inquadrare la situazione ed agire di conseguenza? Perché intanto non suggerirgli una vista dal proprio medico di base per escludere reali patologie?

Sergio Motta

“2014 – 2024 Dieci anni di aggressione russa all’Ucraina”

Nella ricorrenza del secondo anno di guerra in Ucraina l’Associazione Culturale Ucraina Libera ha organizzato, in cooperazione con Fondazione di Studi Storici “Gaetano Salvemini” (Polo del ‘900) un evento (il cui titolo è “2014 – 2024   Dieci anni di aggressione russa all’Ucraina”) di carattere informativo-divulgativo sulle cause e le conseguenze del conflitto che vedrà la partecipazione di illustri storici (come da programma e da locandina allegati) oltre alla partecipazione dell’Assessora alla Cultura, D.ssa Rosanna Purchia, del Console Onorario d’Ucraina per il Piemonte, Dr. Dario Arrigotti, del Vicepresidente del Comitato Diritti Umani Regione Piemonte, Dr. Giampiero Leo e degli organizzatori dell’evento, Prof. Marco Brunazzi per la Fondazione Salvemini e Svitlana Bubenchykova, Presidente dell’Associazione Culturale Ucraina Libera, che rivolgeranno ai presenti un breve saluto.

L’evento, che ha ottenuto il patrocinio della Città di Torino, della Città Metropolitana e del Consolato Onorario d’Ucraina per il Piemonte, avrà luogo venerdì 23 febbraio 2024, dalle ore 17,30 alle 19,30, presso la prestigiosa sede del “Polo del 900” in Via del Carmine 13 a Torino.
l’Associazione Culturale Ucraina Libera

Odontotecnico come Professione sanitaria: avviato l’iter

Il Consiglio di Stato, con la decisione n. 932/2024 pubblicata il 31 gennaio, ha aperto la via al riconoscimento degli odontotecnici come professionisti del settore sanitario. Questa svolta arriva a seguito dell’appello presentato da Confartigianato Imprese Odontotecnici e Cna Sno, segnando un punto di svolta nel lungo percorso per il riconoscimento della professione sanitaria degli odontotecnici.

La decisione del Consiglio di Stato segue un periodo di incertezza causato dal parere non favorevole del Ministero della Salute, che aveva espresso riserve tecniche e giuridiche riguardanti l’istituzione del profilo professionale dell’odontotecnico all’interno delle professioni sanitarie. Tuttavia, il ricorso presentato ha messo in evidenza le carenze istruttorie e motivazionali della Direzione Ministeriale, conducendo infine all’accoglimento dell’appello.

Il Presidente Regionale di Confartigianato Odontotecnici, Angelo Giambrone, ha espresso grande soddisfazione per il risultato ottenuto, definendolo un “traguardo storico” per la categoria. “Questa vittoria non solo riconosce la professionalità e la competenza degli odontotecnici ma pone anche le basi per un veloce processo di attribuzione dello status di professione sanitaria”.

In aggiunta, il Presidente di Cna Sno Davide Beneventi ha dichiarato: “Questa sentenza rappresenta una vittoria significativa non solo per gli odontotecnici ma per l’intero settore sanitario. L’inclusione degli odontotecnici tra le professioni sanitarie riconosce il ruolo cruciale che questa figura professionale svolge nella cura e nel benessere dei pazienti. È il frutto di anni di impegno e dedizione e un passo avanti verso un sistema sanitario più inclusivo e rappresentativo delle sue diverse componenti. Continueremo a impegnarci affinché questo riconoscimento si traduca in miglioramenti concreti per la professione e per i servizi offerti ai cittadini.”

La sentenza del Consiglio di Stato rappresenta un importante passo avanti nella lotta per l’uguaglianza e il riconoscimento professionale nel settore sanitario, evidenziando l’importanza di una valutazione equa e basata su meriti effettivi delle diverse professioni che contribuiscono alla salute pubblica.

Confartigianato Imprese Odontotecnici e Cna Sno continueranno a lavorare a stretto contatto con le autorità competenti per assicurare che il processo di riconoscimento proceda senza ulteriori ostacoli, garantendo agli odontotecnici il posto che meritano all’interno del sistema sanitario.

Monitoraggio cinghiali, Cia: “Bene l’impiego dell’esercito”

«L’intervento dell’esercito per il monitoraggio con i droni delle carcasse dei cinghiali nelle province di Asti e Alessandria è un passo avanti che salutiamo con piacere, in quanto accoglie in parte le richieste della nostra Organizzazione. Vogliamo sperare sia solo l’inizio di un’azione ancora più incisiva, che veda le strumentazioni e le professionalità dell’Esercito impiegate anche nell’abbattimento dei cinghiali, come da tempo richiesto a gran voce dalla nostra Organizzazione».

Così il presidente regionale di Cia Agricoltori italiani del Piemonte, Gabriele Carenini, commentando il provvedimento annunciato nell’ultima riunione dell’Atc di Asti.

NOTIZIE DAL PIEMONTE

Presentati a Torino i XXXV Giochi Nazionali Invernali Special Olympics Italia

Lunedì 19 Febbraio, alle ore 10.00, un luogo di eccezionale bellezza ed interesse storico-culturale sarà la cornice ideale per presentare un evento sportivo d’eccezione. Infatti, nello Spazio Conferenze della Mole Antonelliana al Museo Nazionale del Cinema in Via Montebello, 20 alla presenza del Ministro per lo sport e i giovani  Andrea Abodi e delPresidente Nazionale Angelo Moratti, avrà luogo laConferenza stampa di presentazione dei  XXXV Giochi Nazionali Invernali Special Olympics Italia, in programma in Piemonte tra Sestriere, Pragelato, Entracque e Borgo San Dalmazzo dal 4 all’8 marzo 2024.

Mai come in occasione di questa XXXV edizioneGiochi Nazionali Invernali Special Olympics, sono attesissimi dagli Atleti e dalle famiglie dal momento che faranno da apripista ai prossimi Giochi Mondiali invernali organizzati per la prima volta in Italia dall’8 al 16 marzo 2025.

I protagonisti dei Giochi Nazionali saranno oltre 500 atleti con e senza disabilità intellettive che si cimenteranno nelle seguenti discipline: sci alpino, sci nordico, snowboard, corsa con le racchette da neve, floorball e danza sportiva. Provenienti da ogni parte d’Italia, saranno pronti a dare prova di capacità e talento nello sport e nell’offrire, attraverso di esso, punti di vista diversi da cui osservare le persone con disabilità, ora portatrici di autonomia ed inclusione. Un Test Event, quindi,  per i Giochi Mondiali che coinvolgerà anche alcune delegazioni straniere –  Austria, Germania, Lettonia ed Ungheria- nella disciplina del floorball, prevedendo una costante collaborazione con l’organizzazione internazionale di Special Olympics.

Sempre dal 4 all’8 Marzo 2024, in occasione dei Giochi, la località di Entracque (CN) ospiterà le competizioni di corsa con le racchette da neve mentre a  Borgo San Dalmazzoandrà in scena la danza sportiva.