Finisce 2-2 la partita della Juventus al Bentegodi nell’anticipo della 25/a giornata di serie A contro il Verona. Non è un bel periodo per la Juve: i bianconeri nelle ultime quattro partite hanno racimolato solo due punti e si piazzano a -9 (-12 virtuale) rispetto alla capolista, l’Inter. E oggi anche il secondo posto è a rischio a favore del Milan.
Droga, due arresti in Barriera di Milano
Il personale del Commissariato di P.S. Barriera Milano ha arrestato, in due contesti differenti, 2 persone gravemente indiziate di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio; uno anche per resistenza e lesioni a Pubblico Ufficiale e danneggiamento aggravato.
Il primo evento accade in mattinata in Corso Giulio Cesare, quando gli agenti notano un cittadino senegalese di 58 anni entrare nei giardini “Madre Teresa di Calcutta” uscendo su Corso Vercelli, per poi tornare indietro apparentemente senza motivo. Fermatosi poi all’interno di un esercizio commerciale, gli agenti decidono di sottoporlo a controllo, chiedendo all’uomo un documento d’identità. Lo stesso, sin da subito, si mostra nervoso e riluttante al controllo di polizia e colpisce entrambi i poliziotti nel tentativo di darsi alla fuga. Nonostante la violenta resistenza opposta dall’uomo, che causerà 20 giorni di prognosi a un agente e 14 all’altro, gli operatori lo fermano e mettono in sicurezza. L’uomo viene trovato in possesso di 22 dosi di eroina e cocaina, nonché della somma di denaro di 110 euro in contanti, verosimilmente frutto di illecita attività di spaccio. Il cinquantottenne, inoltre, nelle fasi della traduzione negli uffici di Polizia, danneggia la portiera posteriore destra della volante con numerosi calci.
Anche nel secondo caso è stato rintracciato dai poliziotti della squadra giudiziaria del commissariato un cittadino senegalese, quarantaseienne, che deteneva in casa crack e cocaina, un bilancino di precisione, materiale vario utile al confezionamento di sostanze stupefacenti, nonché la somma di denaro di 200 euro. L’uomo è stato tratto in arresto per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e tradotto in carcere.
Per la regia di Kriszta Székely,dal 22 al 25 febbraio 2024
Andrà in scena al teatro Carignano, il 22 febbraio prossimo in prima nazionale, alle 19:30, l’Otello di William Shakespeare, per la drammaturgia di Ármin Szabó – Székely, diretto dalla regista ungherese Kriszta Székely, artista associata al Teatro Stabile di Torino che, nella passata stagione, ha firmato la regia del Riccardo III con l’interpretazione di Paolo Pierobon. Lo spettacolo, prodotto dal Katona József Színház e dal Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, resterà in scena per la stagione in abbonamento dello Stabile fino al 25 febbraio 2024. Lo spettacolo è in lingua ungherese con soprattitoli in italiano. Nella regia di Kriszta Székely la chiave del dramma di Shakespeare e Iago, che odia, mente, non è chi dice di essere e, con le sue bugie, distrugge tutto. Proprio come Riccardo III è determinato a essere un cattivo e subordina tutte le sue azioni a questo scopo. Non vacilla, va avanti, non si tira indietro di fronte a nulla, e diventa un uomo di spettacolo e un illusionista. È ferito, il suo capo non lo ha nominato Colonello ed è rimasto Capitano. Questa frustrazione è l’odio cieco guidano tutto. Otello incarna l’outsider sempre presente che, per qualche meschino motivo, viene stigmatizzato, condannato e emarginato: non può inserirsi nella società ed è il bersaglio perfetto per una comunità che, attraverso lui, sfoga la frustrazione, la rabbia e l’impotenza represse. Alla fine diventa ciò che gli altri vogliono che sia: si libera dell’uniforme militare e scatena l’aggressione che uccide Desdemona.
“Non sono quel che sono” dice Iago, un Capitano che vuole diventare Colonnello, geloso di tutti, mente a tutti. È consapevole della manipolabilità delle persone e del fatto che la realtà non è inequivocabile. Tutto dipende da come viene presentato. Sente le crepe tra amanti, amici e alleati, e con le sue bugie contribuisce a rendere queste crepe degli abissi. Spacca in due il mondo e fonda le sue azioni sull’incertezza, sulla paura e sui pregiudizi, divide e impera. Otello crede alla sincerità di Iago perché il suo sottoposto è bravissimo a recitare la parte dell’uomo onesto. Nel mondo ingenuo del moro, Desdemona è additata come adultera, perché l’apparenza è contro di lei. La bugia rende più grande la parte peggiore delle cose, fa cadere tutto a pezzi in un batter d’occhio.
La regia di Székely non si limita a trattare il tema degli estranei, ma esamina il cancro del nostro presente, la volontà egoistica distruttiva di potere, il meccanismo socialmente dominante delle fake news, e tratta sentimenti molto umani come la frustrazione, causata dall’abbandono e dalla gelosia, che è una delle forze motrici dietro le azioni di quasi tutti i personaggi. L’aspetto inquietante è il metodo, il fatto che niente e nessuno abbia importanza, che il fine debba essere raggiunto senza tener conto del costo richiesto. Oggi vediamo molti casi, figure e metodi di questo tipo intorno a noi. Forse è per questo che lo spettacolo tocca rapidamente lo spettatore, poiché egli vede ciò che vive ogni giorno. Si tratta di un effetto alimentato da uno stile di messa in scena fresco, dinamico e contemporaneo.
Teatro Carignano, piazza Carignano 6, Torino
Dal 22 al 25 febbraio 2024
Orari: giovedì e sabato ore 19:30/venerdì ore 20:45/domenica ore 16:00
Biglietti: intero € 37 – ridotto € 34
Mara Martellotta
Sei workshop, sei “sfide” per progettare il futuro: “IAAD. Un linguaggio senza confini”
Dal 19 al 24 febbraio
“Gli ‘IAAD. Design Workshop’ sono riflessioni che si trasformano in progetti. Idee che diventano soluzioni”.
Con questa suggestiva presentazione si apre la XIV edizione degli “IAAD. Design Workshop” progettata da “IAAD.Torino”, in collaborazione con “Itinerari Paralleli”, “impresa sociale che accompagna nell’ideazione, progettazione e realizzazione di contenuti culturali e azioni di innovazione sociale, aggregando competenze complementari con una forte visione etica in comune”.
Titolo “Design. A dialogue without boundaries”, la nuova edizione si aprirà lunedì 19 febbraio alle 11,30, presso l’Impresa Sociale – Teatro “Q77” (corso Brescia 77, Torino) e vedrà il contributo di “World Design Organization” (“WDO” di Montreal – Canada)) con gli interventi di Thomas Garvey, WDO President, Lilian González, Industrial Designer e Board advisor WDO e del designer Matteo Ragni.
Da lunedì 19 a sabato 24 febbraio, 150 studenti “IAAD.” e delegazioni provenienti da college europei “AD Education” e dai partner italiani “Accademia Italiana” (Firenze e Roma), “Scuola Holden” (Torino), “SAE Institute” (Milano), si confronteranno per immaginare “nuove opportunità e soluzioni” per risolvere le attuali “divisioni fisiche, culturali, tecnologiche, sociali”.

Ogni team sarà composto da un “project leader” (un professionista vicino alla tematica affrontata dal workshop), uno o più assistenti e studenti dei diversi dipartimenti “IAAD.” e delle delegazioni ospiti. Caratteristica del team di lavoro è la “trasversalità di competenze rappresentate”, per promuovere il confronto con background culturali, sociologici e accademici diversi sul tema del confine “Design. A dialogue without boundaries”.
Ospiti della conferenza inaugurale: Lilián González (designer industriale, coordinatrice accademica all’“Università Anahuac” del Messico, nonché membro del comitato editoriale della rivista “Worldesign” di “Domus” e consigliere del “Don Norman Design Award”) insieme al milanese Matteo Ragni , che dal 1994 progetta e si occupa di design negli ambiti più diversi dell’industria e dell’artigianato, con un interesse che si focalizza sempre di più sulla progettazione volta ad unire “funzione” e “innovazione tipologica”. Ragni é stato, inoltre, uno dei più giovani vincitori del “Compasso d’Oro” a 29 anni, nel 2001, con la posata usa e getta “Moscardino”, disegnata insieme a Giulio Iacchetti. Nel 2014 ha ricevuto il secondo “Compasso d’Oro”, sempre con Giulio Iacchetti, per il design di una serie di tombini per “Montini Spa”, azienda specializzata in chiusini e griglie stradali, con sede a Roncadelle (Brescia). Lavori, che di volta in volta “sottolineano un approccio eclettico e discreto, sempre alla ricerca dell’ironia e del gesto progettuale riflessivo e pulito”.
Alla guida dei sei workshop: “MinD Mad in Design”, l’associazione che dal 2014 opera in risposta a situazioni di disagio ed emarginazione nell’ambito della fragilità mentale; Elia Pellegrino, musicista, ha suonato nel “Pugile” (band torinese) per diversi anni e portato avanti il progetto solista “AKE”; Jacopo Gottlieb , esperto nella creazione di esperienze di “realtà virtuale” nel campo della divulgazione scientifica; Dario Olivero, designer multidisciplinare appassionato di “car design”, vincitore del “Red Dot Design Award”; Alessandro Argenio, direttore nel Master in “Transportation Design” all’“Umeå Institute of Design” (Svezia); Alberto Piazzalunga, “designer multidisciplinare” che lavora su progetti di impatto sociale; Enrico Tarò , designer, operatore culturale e ricercatore indipendente interessato in particolare “allo sviluppo di nuove forme di collettività e di partecipazione attraverso linguaggi artistici e culturali”.
Per info: www.iaad.it
g.m.
“CHIEDE AIUTO ALLA BOCCONI. MA DAVVERO CI SERVONO GLI ESPERTI LOMBARDI PER ELABORARE SOLUZIONI?”
«La mobilità passiva verso la Lombardia non riguarda solo più i malati ma anche gli esperti. Cirio e Icardi dopo averci illustrato a più riprese i risultati “straordinari” sul fronte abbattimento delle liste di attesa a fine legislatura si affidano all’università Bocconi per analizzare i dati e prospettare soluzioni. Evidentemente i risultati ottenuti in questi 5 anni non erano poi così “straordinari”. Ma soprattutto: perché la Bocconi? La nostra Università e il nostro Politecnico non sono forse in grado? Il principio sovranista per il quale prima vengono le eccellenze del territorio, vale solo per formaggi, insaccati e prodotti agricoli? Non credo che serva farci spiegare dagli esperti lombardi che esiste un problema di mancata condivisione delle agende o che bisogna rafforzare il Sovracup o migliorare l’appropriatezza prescrittiva. Lo diciamo da tempo e lo sanno molto bene tutti gli operatori del servizio sanitario regionale. Peraltro, immaginiamo che durante gli anni del commissariamento, quando gli esperti Agenas stazionavano nei locali dell’assessorato alla sanità, qualche analisti sul tema l’abbiano fatta. Viene da pensare che ricorrere alla Bocconi per trovare soluzioni riorganizzative sia un ulteriore modo per evitare da fare le uniche cose che davvero sono necessarie per ridurre i tempi di attesa: assumere più personale, potenziare la medicina territoriale, investire davvero nell’edilizia sanitaria e non annunciando progetti che stanno solo sulla carta (quella dell’Inail?)».
Daniele Valle
Vicepresidente del Consiglio Regionale
Progetto Leini Cardioprotetta
Stanziati dalla Regione 105 milioni di euro a favore di 805 Comuni piemontesi per progetti di sviluppo e coesione. Una delibera approvata dalla Giunta finanzia la valorizzazione di 24 Aree omogenee tramite il Fondo di sviluppo e coesione 2021-2027, nell’ambito dell’accordo per la crescita territoriale firmato nello scorso dicembre dal presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, e dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.
«Mettiamo in campo 105 milioni di euro per consentire a oltre 800 amministrazioni comunali di realizzare una serie di interventi strategici attesi da tempo. In questo modo diamo risposte concrete ed efficaci alle richieste dei cittadini su bisogni crescenti di sanità, mobilità, istruzione, ambiente e competitività – puntualizza il presidente Cirio – Fin dal primo giorno di mandato abbiamo concentrato la nostra programmazione sulle necessità di ogni singola amministrazione locale, con 65 milioni già distribuiti a più di 150 Comuni delle aree interne e 130 milioni assegnati a oltre 200 Comuni con il programma regionale Fesr. E adesso aggiungiamo questa nuova misura che produrrà sviluppo diffuso e partecipato in 24 aree omogenee del Piemonte».
«Grazie a queste risorse – aggiunge il presidente – tutte le province piemontesi avranno ricadute positive in termini di sostegno alle grandi sfide per quanto riguarda lo sviluppo sostenibile, l’innovazione e il welfare. Il Fondo sviluppo e coesione, se da un lato rappresenta una significativa fonte di finanziamento, dall’altro è un’opportunità concreta di lavorare in sinergia come aggregazioni territoriali a beneficio dello sviluppo locale di aree vaste del nostro Piemonte».
La distribuzione delle risorse
Le risorse saranno distribuite tra 805 comuni, suddivisi in 24 aree omogenee. Questo lo schema di ripartizione dei fondi, tenendo conto che alcune Aree contengono anche Comuni di altre province.
* a 146 Comuni della provincia di Alessandria 28 milioni
– 44 dell’Area Monferrato casalese e Terre di Po, finanziata complessivamente con 7,4 milioni
– 41 dell’Area Alto Monferrato, finanziata complessivamente con 5,6 milioni
– 30 dell’Area Bacino del Tanaro, finanziata complessivamente con 4,7 milioni
– 28 dell’Area Appennino alessandrino, finanziata complessivamente con 3,1 milioni
– 3 dell’Area Borghi delle Vie d’Acqua, finanziata complessivamente con 7 milioni
* a 104 Comuni della provincia di Asti 21 milioni
– 51 dell’Area Monferrato Heritage Unesco, finanziata complessivamente con 4,3 milioni
– 33 dell’Area Terre di Langa e Monferrato, finanziata complessivamente con 5 milioni
– 16 dell’Area Bacino del Tanaro, finanziata complessivamente con 4,7 milioni
– 4 dell’Area Monferrato casalese e Terre di Po, finanziata complessivamente con 7,4 milioni
* a 63 Comuni della provincia di Biella oltre 8 milioni
– 47 dell’Area Biellese, finanziata complessivamente con 5,7 milioni
– 16 dell’Area Baraggia, finanziata complessivamente con 2,6 milioni
* a 176 Comuni della provincia di Cuneo 26 milioni
– 37 dell’Area Terra di Langa, finanziata complessivamente con 2,6 milioni
– 29 dell’Area Monregalese, finanziata complessivamente con 4,1 milioni
– 25 dell’Area Alta Valle Tanaro e Cebano, finanziata complessivamente con 2,2 milioni
– 23 dell’Area Terre del Monviso, finanziata complessivamente con 2,8 milioni
– 20 dell’Area Pianura cuneese, finanziata complessivamente con 3,5 milioni
– 17 dell’Area Valle Stura, finanziata complessivamente con 2,7 milioni
– 15 dell’Area Roero, finanziata complessivamente con 2,6 milioni
– 10 dell’Area Terre di Langa e Monferrato, finanziata complessivamente con 5 milioni
* a 51 Comuni della provincia di Novara 11 milioni
– 41 dell’Area Novarese, finanziata complessivamente con 4,7 milioni
– 10 dell’Area Laghi, finanziata complessivamente con 5,9 milioni
* a 160 Comuni della provincia di Torino 35 milioni
– 72 dell’Area Canavese, finanziata complessivamente con 8,6 milioni
– 27 dell’Area Orco e Soana, finanziata complessivamente con 3,9 milioni
– 19 dell’Area Pianura torinese, finanziata complessivamente con 3,8 milioni
– 19 dell’Area Val di Susa, finanziata complessivamente con 2,7 milioni
– 15 dell’Area Valli Chisone e Germanasca, finanziata complessivamente con 1,9 milioni
– 6 dell’Area Monferrato casalese e Terre di Po, finanziata complessivamente con 7,4 milioni
– 2 dell’Area Borghi delle Vie d’Acqua, finanziata complessivamente con 7 milioni
* 52 Comuni della provincia del Verbano Cusio Ossola 9 milioni
– 36 dell’Area Laghi, finanziata complessivamente con 5,9 milioni
– 16 dell’Area Ossola, finanziata complessivamente con 2,6 milioni
* a 53 Comuni della provincia di Vercelli 10 milioni
– 49 dell’Area Borghi delle Vie d’Acqua, finanziata complessivamente con 7 milioni
– 4 dell’Area Baraggia, finanziata complessivamente con 2,6 milioni
I prossimi passi
Ogni Comune potrà richiedere il contributo entro il 31 maggio, candidando tramite l’Area omogenea di appartenenza un massimo di tre proposte: una del valore fino a 100 mila euro, una seconda fino a 250 mila euro e una terza fino a 500 mila euro, con l’importo minimo mai inferiore a 50 mila euro. Il finanziamento della Regione potrà coprire al massimo il 90 per cento del totale di ciascun progetto.
Gli interventi potranno riguardare gli ambiti di digitalizzazione, competitività delle imprese, energia, ambiente e risorse naturali, cultura, trasporti e mobilità, riqualificazione urbana, welfare e salute, istruzione e formazione e capacità amministrativa.
Sulla base delle richieste presentate, la Regione definirà un piano di sviluppo per ciascuna area omogenea e assegnerà i finanziamenti ai progetti ritenuti più strategici, nel limite della dotazione finanziaria attribuita a ciascuna aggregazione territoriale.
Dei 105 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione, 100 saranno ripartiti tra i progetti dei singoli Comuni, mentre i restanti 5 milioni verranno distribuiti come premialità a favore delle proposte sovracomunali. Queste risorse potranno comunque essere ulteriormente integrate dalla Regione.
Nelle prossime settimane, il presidente Cirio e gli assessori regionali inizieranno un tour per incontrare i sindaci delle 24 aree omogenee e per illustrare loro il funzionamento della misura e le tempistiche e modalità di presentazione dei progetti.
Immobiliare, mercato in fermento
Nell’ultima edizione dell’Indagine sul Mercato Immobiliare, compravendite trainate dall’andamento delle locazioni e dalla fiducia sui mutui
Gli italiani riprendono a pianificare l’acquisto della casa. Il numero delle persone interessate a comprare un’abitazione nel giro di un anno cresce del 13,8%, spinte sia dall’andamento del mercato delle locazioni, che dal minor costo del tasso di interesse sui mutui. È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento dell’Indagine sul Mercato Immobiliare Residenziale effettuato dall’Ufficio Fimaa-Confcommercio.
Una serie di fattori, ripresi anche dall’Istat nel report di gennaio sulla Fiducia di Consumatori e Imprese, confermano, in particolare, che la diminuzione dei tassi di interesse sui mutui restituiscano linfa alla fiducia dei consumatori.
Per quanto riguarda le vendite, gli associati Fimaa ribadiscono che il mercato nel corso del 2023 ha attraversato una fase di transizione, ma il sentiment sull’ultimo quadrimestre mette in luce un miglioramento. I dati forniti dall’Agenzia delle Entrate infatti evidenziano che nei primi nove mesi dell’anno le vendite sono calate dell’11,8% ma, stando alle rilevazioni degli associati Fimaa, il divario nell’arco dell’intero anno si ridurrà al 10,6%.
I prezzi della abitazioni in generale registrano un aumento dell’1,8%, grazie soprattutto alla spinta delle abitazioni nuove (che a ottobre 2023, secondo l’Istat, hanno registrato un +8%). “Questo dato – commenta Santino Taverna, Presidente Fimaa Italia – dimostra che chi cerca casa presta sempre più attenzione a unità immobiliari efficientate energeticamente per un risparmio sui costi di gestione. L’elaborazione dall’Ufficio Fimaa-Confcommercio su dati Istat dimostra che dal 2010 le abitazioni nuove hanno accresciuto il loro valore del 22,6% al lordo dell’inflazione. Nonostante il forte aumento della domanda, tuttavia, risulta dimezzata la percentuale delle case nuove vendute rispetto al totale, per una carenza di offerta (17,7% nel 2023 contro il 34,8% del 2010)”.
Tra i fattori che trainano il mercato ci sono i canoni di locazione alti e la forte richiesta di abitazioni in locazione che spingono molti piccoli e medi investitori a puntare sull’acquisto di abitazioni da mettere a reddito (58,4%). I grandi investitori cercano invece immobili da mettere a reddito nelle prime location urbane o turistiche (6%). Il 22,9% degli associati Fimaa ritiene determinante l’alto tasso di inflazione, mentre il 6% degli intervistati ritiene che un eventuale calo dei tassi bancari determinerà un aumento di transazioni.
A frenare gli scambi, invece, ci sono gli alti costi di ristrutturazione (44,7%), il timore per la congiuntura economica, i tassi dei mutui e l’occupazione (36,1%). Il 17,6% degli agenti associati a Fimaa ritiene che il mercato sia penalizzato dal quadro normativo e fiscale, come la classificazione energetica e la tassazione sulle plus-valenze per gli immobili che hanno usufruito del Superbonus al 110%.
Per quanto riguarda le attese sulla prima parte del 2024, circa la metà degli agenti Fimaa (il 45,2%) ritiene che il numero di transazioni calerà. La percentuale comunque si riduce in maniera sensibile rispetto alla rilevazione precedente (era al 61,5%), mentre crescono sia le aspettative di stabilità (38,7%) e sia quelle di un aumento (16%). La maggior parte degli associati (65,1%) ritiene inoltre che i prezzi non subiranno particolari variazioni. Il 19,5% prevede un calo, il 15,3% un aumento. Inoltre, circa la metà degli agenti Fimaa (il 45,1%) ritiene che la domanda di abitazioni si manterrà stabile, il 27% confida in un miglioramento. Pressoché identica, tuttavia, la percentuale di chi si attende un peggioramento. Per quanto concerne l’offerta di immobili, invece, la maggioranza assoluta degli agenti (57,7%) ritiene che il livello rimarrà stabile, il resto si divide equamente tra quanti confidano in un aumento e quanti temono una diminuzione.
Il mercato delle locazioni invece registra un aumento dei canoni del 5%, con i contratti transitori che beneficiano dell’aumento maggiore (6,7%), mentre quelli concordati crescono del 2,4%. Il canone medio, secondo le elaborazioni dell’ufficio studi FIMAA Italia su dati dell’Agenzia delle Entrate, è di 532 Euro mensili. I proprietari degli immobili preferiscono i contratti di lunga durata (49%) o convenzionati (27,4%), le percentuali si riducono notevolmente per chi opta per un contratto transitorio (19,1%), o per le locazioni agli studenti (4,4%).
“Gli agenti Fimaa, inoltre – commenta Andrea Oliva, Coordinatore Uffici Studi Fimaa – ritengono che per i mesi a venire il mercato delle locazioni sarà caratterizzato da un forte mismatch. Praticamente due associati su tre (per l’esattezza il 62,4%) ritengono che la domanda di immobili in affitto crescerà nei mesi a venire, probabilmente a causa della difficoltà di accedere a un mutuo e agli alti tassi d’interesse. Il 34,2% ritiene invece che la domanda si manterrà stabile. Il 3,3% ipotizza un calo. Sul lato dell’offerta di immobili, quasi la metà degli associati (43,9%) teme che la disponibilità si ridurrà ulteriormente. Il 48,8% ritiene che si manterrà stabile, appena il 7,3% parla di un aumento. Per quanto riguarda i canoni, infine, il 58% ritiene che ci saranno ulteriori aumenti, il 37,1% che rimarranno stabili, meno del 4,9% ipotizza un rilassamento” conclude Andrea Oliva.
Inviata una comunicazione urgente a Rfi e Trenitalia per installare a Volpiano un monitor con gli orari dei treni e aprire la sala d’attesa
Il Comune di Volpiano chiede «con urgenza degli interventi ed un monitoraggio per i disservizi della linea ferroviaria SFM1 Rivarolo – Chieri». È questo il contenuto di una comunicazione inviata il 12 febbraio a RFI (Rete ferroviaria italiana) e Trenitalia, e per conoscenza agli enti interessati, facendo seguito all’incontro del 5 febbraio negli uffici della Regione Piemonte, sottolineando che «nel periodo intercorso tra il tavolo di confronto e la data odierna le corse cancellate, i disservizi, i ritardi risultano in aumento. Ben consapevoli della necessità di effettuare lavori di ammodernamento della linea e consci del fatto che ciò porterà i benefici ricercati (come, ad esempio, aumento della velocità dei mezzi) a lavori conclusi, ad oggi la situazione è divenuta insostenibile per le centinaia di utenti che quotidianamente utilizzano il servizio SFM1 per gli spostamenti casa-lavoro piuttosto che casa-scuola». Pertanto, nella comunicazione si richiede «l’installazione di un monitor con gli orari dei treni, in arrivo e partenza, presso la stazione di Volpiano che possa comunicare puntualmente le eventuali problematiche e segnalare il minutaggio del ritardo della corsa, e l’apertura della sala d’attesa presso la stazione di Volpiano».
Commenta il sindaco di Volpiano Giovanni Panichelli: «I continui disagi cui sono sottoposti pendolari, studenti e rispettive famiglie sono diventati insostenibili. È fondamentale che Rfi e Trenitalia producano il massimo sforzo per risolvere le problematiche che interessano la linea SFM1. Fondamentale il lavoro svolto da Marco Sciretti, assessore ai Trasporti del Comune di Volpiano, e da Maria Grazia Bigliotto, capogruppo della lista Centro Destra per Bigliotto, che ringrazio, nell’attivare immediatamente un tavolo di confronto con la Regione alla presenza del Comitato Pendolari. A tale scopo ringrazio personalmente per la disponibilità la Regione Piemonte nella persona dell’assessore Marco Gabusi e il consigliere regionale Mauro Fava, vicepresidente della Commissione regionale Trasporti. Nel richiedere alcune migliorie, quali l’installazione di un monitor informativo sugli orari dei treni e l’apertura della sala d’attesa, occorre procedere celermente verso l’eliminazione dei problemi che ostacolano il regolare funzionamento della linea. A tale scopo è già programmato in questa settimana un incontro con Rfi».
Il giornalismo militante
LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

Il giornalismo militante è sempre esistito. O meglio, il giornalismo politico militante è sempre
esistito nel nostro paese. Anche perchè, tema molto antico ma sempre attuale, non esiste un
giornalismo asettico e senza opinioni. Ma, al di là di questa considerazione sufficientemente
scontata, quando il giornalismo – soprattutto quello televisivo – assume i tratti strutturali e
consolidati della militanza politica si sconfina inesorabilmente nel settarismo e nella faziosità che
non giovano neanche alla qualità e alla autorevolezza del giornalismo stesso. Come ovvio, non si
sfiora neanche il tema della imparzialità e della oggettività della notizia perchè, nel caso specifico,
il “pregiudizio” precede e annulla qualsiasi altra riflessione. Se nella carta stampata, di norma e
salvo rarissime eccezioni, si risponde unicamente agli interessi e ai voleri dell’editore, cioè del
“padrone” della testata, è nell’attuale giornalismo televisivo che questa faziosità settaria emerge in
modo persin troppo sfacciato. Un esempio tra i molti? Semplicemente basta sfogliare la
margherita. Vuoi ascoltare l’attacco frontale quotidiano e senza scrupoli al centro destra e
soprattutto alla premier Meloni? È sufficiente sintonizzarsi sulla trasmissione della Gruber e il
piatto è servito. Ti vuoi divertire con gli approfondimenti a senso unico indirizzati contro tutto ciò
che non profuma di sinistra o di populismo grillino? Ti ascolti i programmi di Floris e di Formigli. E
gli esempi potrebbero proseguire sulle reti Mediaset dove alcune trasmissioni sono persin
imbarazzanti perchè semplici bollettini di propaganda.
Dopodichè esiste un giornalismo di qualità e realmente imparziale, almeno nella conduzione dei
programmi di approfondimento e di dibattito. Un esempio fra tutti? La rubrica quotidiana di
Bianca Berlinguer e lo stesso suo programma di approfondimento serale come, per fare un altro
esempio, l’appuntamento quotidiano di Andrea Pancani o la stessa Tagadà condotta da Tiziana
Panella. Appunto, non centra l’emittente televisiva ma la modalità concreta che caratterizza la
conduzione e la guida della singola trasmissione di approfondimento politico e giornalistico.
Perchè, e lo ripeto, quando sai con largo anticipo che guardando quella trasmissione assisti ad un
attacco frontale ad una parte politica e ad una difesa sperticata della controparte, si creano anche
le condizioni per un pubblico di tifosi o da curva sud. Certo, la fidelizzazione di un pezzo di
opinione pubblica è un aspetto da non trascurare affatto ai fini della tenuta dello share da un lato
e, di conseguenza, degli incassi pubblicitari dall’altro di quella singola trasmissione. Ma il tutto,
purtroppo, avviene anche a detrimento della qualità dell’informazione. Perchè, e molto
semplicemente, si sostituisce l’appartenenza politica netta e definita a qualsiasi altra
considerazione e valutazione.
Ecco perchè, e nel pieno rispetto del giornalismo militante e politicamente schierato e netto come
ad esempio Report o altre trasmissioni, un sano e trasparente giornalismo di inchiesta e un buon
giornalismo di informazione, continuano ad essere fari decisivi che contribuiscono ad illuminare
ciò che capita nel paese e nel mondo e, dall’altro, a ridare qualità e credibilità alla stessa
democrazia italiana.