Il prossimo appuntamento al Sant’Anna

Nella piazza, di impianto medievale, di Castelnuovo Scrivia si trova il Palazzo pretorio, già sede comunale, eretto nel XIV secolo sul luogo di una fortificazione del VI secolo e restaurato nel 1935
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Non capita spesso che due atleti si presentino fianco a fianco al termine di 100 km di corsa. E’ quanto avvenuto alla settima edizione dell’Ultra Trail Castelli bruciati, la gara di Gabiano (AL) che ha raccolto grandi numeri alla partenza delle sue varie distanze. Sul percorso principale, di 100 km per un dislivello di 3.750 metri, si sono Fabio Devalle (Running Saronno) e Luca Zucchi (Luciani Sport Team) non se la sono sentita di chiudere la prova dandosi battaglia per la vittoria e hanno voluto chiudere insieme nell’identico tempo di 10h41’01”. La classifica dice che a vincere è stato Devalle, ma mai come questa volta è un onore condiviso.
Terza posizione per il campione uscente, Alessio Cesaroni (Asd San Severino Marche) a 1’13” davanti ad Andrea Montanaro (Sport Project Vco) a 1h49’37” e al vincitore 2024 Luca Guerini (Bione Trailers Team) a 1h56’13”.
Settima posizione assoluta per la prima donna, Alice Ciapponi (Pol.Moving) in 13h28’49” davanti a Silvia Colombo (100% Anima Trail) a 15’50” e a Elisa Bordin a 3h27’30”. Nella staffetta per 4 componenti prima posizione per il team Bruciati&Bruciate con Linda Fabris, Gloria Ghilardi, Luca Rossini e Massimo Scuccato in 12h02’19”.
Nella 50 km per 2.000 metri di dislivello primo Sergio Pedretti (Atl.Marathon Almenno S.Salvatore) che in 4h30’11” ha prevalso per 4’23” su Cristian Carelli (Bergamo Stars) e per 14’18” sull’ungherese Marius Balint). A Laura Manzetto (Run Fast) la gara femminile in 5’32’14” con 5’04” su Marta Poretti (Runners Valbossa-Alzate) e 19’21” su Isabella Vidili (Asd Baudenasca).
La 25 km per 850 metri ha premiato Daniele Mainardi (Pol.China Pino Maffeo) in 2h01’06”, alle sue spalle Andrea Albertosi (Atl.Novese) a 4’22” e Luca Domeneghetti (Inrun) a 14’33”. Prima posizione fra le donne per Elena Cavalleri in 2h38’19” seguita da Monica Moia (Asd Bognasco) a 2’56” e da Alice Ferro (CB Sport Pod.Caramagna) a 10’29”.
Dalla società organizzatrice Asd “Quei Bruciati dei Castelli Bruciati” un grazie a tutti coloro che hanno sostenuto la corsa, a cominciare dal Comune di Gabiano per proseguire con l’ANSMI di Verrua Savoia, AIB di Coniolo, Circolo “Gli Amici di Montaldo”, La Combriccola degli Amici di Cantavenna, il Rustico di Solonghello, La Tabarina, Monferrato Tourist, Pro Loco di Gabiano, Circolo ANCOL Pontestura, Ristorante Commercio Gabiano, Gli Amis en Festa di Villamiroglio. Ora la mente è già proiettata alla prossima edizione nel 2027.
Nel corso della seduta finale ospitata a Palazzo Lascaris, le classi partecipanti hanno preso parte a una vera e propria simulazione dei lavori dell’Aula consiliare, confrontandosi con le procedure e le dinamiche della vita istituzionale. Un’esperienza immersiva che ha permesso ai ragazzi di sperimentare in prima persona il funzionamento dell’assemblea legislativa, assumendo il ruolo di consiglieri e mettendosi alla prova nel dibattito pubblico.
La seduta ha visto i saluti iniziali del presidente del Consiglio regionale, Davide Nicco, ed è stata presieduta dal vicepresidente Franco Graglia e dalla consigliera segretaria Valentina Cera, che hanno lodato l’impegno, la capacità di discussione e confronto e la qualità degli atti presentati.
Gli studenti hanno presentato e discusso proposte di legge regionale, ordini del giorno e mozioni, affrontando temi di stretta attualità e di forte impatto sociale: dalla salute mentale all’educazione alimentare, dalla sostenibilità ambientale all’uso consapevole dell’intelligenza artificiale, fino alle politiche per l’inclusione e il contrasto al cyberbullismo.
Il progetto rappresenta un’importante occasione di educazione alla cittadinanza attiva, in cui studio e partecipazione si intrecciano, favorendo lo sviluppo di competenze trasversali come il pensiero critico, la capacità argomentativa e il lavoro di gruppo.
Attraverso il confronto diretto con il linguaggio e gli strumenti della politica, “Ragazzi in Aula” contribuisce a rafforzare il legame tra istituzioni e giovani, offrendo loro uno spazio concreto di espressione e ascolto. Un percorso che mira a formare cittadini consapevoli, capaci di comprendere il valore delle regole democratiche e di contribuire, in futuro, alla vita della comunità.
Gli studenti e le studentesse parteciperanno a un viaggio studio a Roma per conoscere da vicino le istituzioni nazionali attraverso visite e incontri.
All’iniziativa erano presenti la consigliera regionale Simona Paonessa, il difensore civico Paola Baldovino e il garante degli animali Paolo Guiso.
Elenco atti presentati
Proposte di legge regionale
IIS Barletti – Ovada (AL), classe III A
Disposizioni per la sensibilizzazione in materia di educazione alimentare tra i giovani
IIS Barletti – Ovada (AL), classe III A
Programma regionale di prevenzione e screening oftalmologico in età scolare
IIS Einaudi – Alba (CN), classe V B
Interventi regionali per la promozione della salute mentale e la prevenzione del rischio suicidario delle persone detenute negli istituti penitenziari piemontesi
IIS Einaudi – Alba (CN), classe V B
Installazione di cassonetti tecnologici per il miglioramento della raccolta differenziata e incentivazione di comportamenti sostenibili
IIS Leardi – Casale Monferrato (AL), classe IV B
Linee guida per un uso responsabile dell’Intelligenza Artificiale (IA)
IIS Einaudi – Alba (CN), classe V B
Disposizioni in materia di educazione familiare e parità genitoriale
IIS Leardi – Casale Monferrato (AL), classe IV A
Disposizioni in materia di valorizzazione ambientale ed istituzione della settimana della custodia
IIS Einaudi – Alba (CN), classe V B
Promozione alla formazione di associazioni denominate “DA OGGI INSIEME” in sostegno alle vittime di pedofilia
IIS Barletti – Ovada (AL), classe III B
Attivazione di un servizio psicologico negli istituti scolastici del Piemonte nella Giornata del 1° marzo, in materia di prevenzione dell’autolesionismo
Promozione di iniziative per l’armonizzazione della legislazione in materia di prevenzione e contrasto del fenomeno del cyberbullismo
IIS Barletti – Ovada (AL), classe III B
Promozione dell’inclusione scolastica attraverso la conoscenza e avvicinamento alla lingua dei segni nelle scuole secondarie di primo grado del Piemonte
Ufficio stampa CRP
Nuovo intervento delle forze dell’ordine questa mattina nell’area del Parco Sempione, a Torino. All’alba polizia, carabinieri e agenti della municipale sono entrati nella zona per liberare uno spazio occupato da persone senza fissa dimora.
Durante l’operazione sono state identificate diverse decine di persone. Alcune sono state segnalate per occupazione abusiva, mentre una parte è stata presa in carico dai servizi sociali del Comune, con l’avvio di percorsi di assistenza.
L’area, da tempo al centro delle segnalazioni dei residenti, era diventata un insediamento di fortuna con tende, rifiuti e condizioni igieniche precarie. L’intervento si inserisce in una serie di sgomberi già effettuati negli ultimi mesi nella stessa zona.
L’obiettivo, secondo le istituzioni, è ripristinare sicurezza e fruibilità del parco, anche se resta aperto il tema della gestione della marginalità sociale, che continua a emergere in diverse aree della città.
(foto archivio)
Negli ultimi giorni si è registrato un aumento degli assalti ai bancomat nella provincia di Torino, con una serie di episodi concentrati soprattutto nei comuni della zona nord.
L’ultimo episodio è avvenuto a Volpiano, dove, nella notte tra il 27 e il 28 marzo, alcuni malviventi hanno fatto saltare uno sportello automatico situato in centro. Si tratta solo dell’ennesimo caso in una breve sequenza di colpi simili, dopo quelli avvenuti nei giorni precedenti in altri paesi della cintura torinese.
Le bande agiscono con modalità ormai collaudate: forzano il bancomat e inseriscono un piccolo ordigno per provocarne l’esplosione e accedere al denaro. Le operazioni durano pochi minuti e vengono messe in atto da gruppi organizzati, che si muovono di notte e si dileguano rapidamente a bordo di veicoli veloci.
Oltre al denaro sottratto, spesso non particolarmente elevato, a preoccupare sono soprattutto i danni causati dalle esplosioni, che possono compromettere edifici e mettere a rischio la sicurezza dei residenti.
Le forze dell’ordine stanno indagando sugli episodi, analizzando anche le immagini delle telecamere di sorveglianza. Non si esclude che dietro questi colpi ci siano più gruppi criminali attivi contemporaneamente, attratti da obiettivi considerati più vulnerabili nei centri di dimensioni minori.
Magnifica Torino / La Deejay Ten: energia pura che attraversa le strade della città
La Polizia di Stato ha tratto in arresto in Piemonte un cittadino italiano di trentuno anni e un senegalese ventitreenne, entrambi per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Gli agenti della Squadra Mobile del capoluogo piemontese, nell’ambito di mirate attività di Polizia Giudiziaria volte alla prevenzione e repressione dei reati in materia di sostanze stupefacenti, hanno effettuato gli arresti in due episodi differenti.
Il primo si è verificato nel territorio di Vercelli, dove gli operatori di polizia hanno controllato un uomo di 31 anni a bordo in un’autovettura, che durante le fasi di identificazione si mostrava particolarmente nervoso.
I poliziotti, insospettiti, hanno perquisito il veicolo, rinvenendo un grosso contenitore CON 10 kg di hashish, suddiviso in panetti, nascosto dietro il sedile lato passeggero.
Il secondo arresto riguarda, invece un pusher controllato nei presi del Parco Sempione. Alla vista degli operatori, il ventitreenne senegalese passava velocemente ad una donna in sua compagnia, un collant arrotolato, per poi allontanarsi. Bloccato poco dopo, il giovane veniva perquisito: a suo carico è stato sequestrato del denaro contante in banconote di piccolo taglio, per oltre 500€, probabile provento dell’illecita attività di spaccio, e 40 frammenti di crack, contenuti nei collant.
Inoltre, il giovane senegalese è risultato inottemperante all’ordine di allontanamento dal territorio nazionale del Questore, motivo per il quale è stato anche denunciato.
Nei giorni scorsi, alla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, si è svolto l’incontro pubblico di presentazione del progetto “Ambassador del Benessere”, promosso dall’Associazione Nessuno in partenariato con Città di Torino, ARCI, UISP, Vol.To e la Società Italiana di Psicologia Positiva. L’appuntamento, che ha coinvolto giovani tra i 18 e i 30 anni, ha messo al centro il tema della salute psicofisica delle nuove generazioni e il loro ruolo attivo nelle politiche educative, culturali e di rigenerazione urbana.
Il progetto si propone di costruire un modello di collaborazione tra enti pubblici, università, ordini professionali e terzo settore, valorizzando il protagonismo giovanile. L’obiettivo è promuovere iniziative e spazi urbani più attenti al benessere, attraverso il coinvolgimento diretto dei giovani come attori del cambiamento all’interno della comunità.
Nel corso dell’incontro è stato presentato nel dettaglio il percorso formativo che darà avvio concreto all’iniziativa: 14 appuntamenti rivolti a 30 giovani, selezionati e chiamati a sviluppare competenze e progettare attività dedicate ai loro coetanei. Il percorso, illustrato da Eleonora Saladino, presidente della Società Italiana di Psicologia Positiva, si inserisce all’interno delle azioni promosse da “Bella Storia” di Città di Torino e “Fuori Aria”, e rappresenta un primo passo verso la costruzione di una rete stabile di ambassador capaci di promuovere il benessere psicofisico nei contesti urbani.
Durante la serata sono state inoltre presentate le altre azioni progettuali, realizzate in collaborazione con UISP e ARCI, a cura di Alessandro Mercuri, presidente dell’Associazione Nessuno. Il progetto proseguirà nei prossimi mesi con le attività formative e con la successiva ideazione e realizzazione di iniziative sul territorio, sviluppate direttamente dai partecipanti.
All’incontro sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle professioni: Marzia Pontone, direttrice della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, Carlotta Salerno, assessora alle Politiche educative e giovanili della Città di Torino, Jacopo Rosatelli, assessore alle Politiche sociali, pari opportunità e coordinamento relazioni con aziende sanitarie, Giancarlo Marenco, Presidente dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte, Monica Lo Cascio, Direttrice del Dipartimento Servizi Sociali, Socio Sanitari, Abitativi e Servizi Educativi della Città di Torino, e Daniela Converso, direttrice del Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Torino.
«Il benessere psicologico è un tema estremamente rilevante e soprattutto rivendicato con orgoglio dalle ragazze e dai ragazzi – ha affermato l’assessora Carlotta Salerno -. Abbiamo dunque rilevato ed interiorizzato l’esigenza di maggiore attenzione sul tema e con il loro stesso orgoglio, come Città, abbiamo investito in azioni di supporto e di promozione del benessere psicofisico. Proprio per questo Ambassador è rientrato tra le iniziative finanziate nell’ambito di Bella Storia. Il valore aggiunto risiede non solo nel fare rete, ma anche e soprattutto nel mettere al centro i giovani, rendendoli protagonisti e supporter reali tra i loro pari».
«Ci aspettiamo che ogni “ambassador” possa essere agente di cambiamento – ha dichiarato l’assessore Jacopo Rosatelli -: la consapevolezza sul tema del benessere è una chiave per riconoscere quegli ostacoli sociali che ne impediscono la diffusione e che quindi occorre rimuovere con il contributo di tutti e tutte».
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Dal 10 al 19 aprile prossimo approderà al Museo MIIT di Torino, di cui è direttore Guido Folco, la grande arte cinese di Yuchu Zhao che, nell’agosto del 2025 ha presentato un’opera alla Galleria AOlab di Shanghai, seguita da un’altra personale al Museo d’Arte Contemporanea Casoria di Napoli in ottobre. Ad aprile approderà al Museo MIIT in una mostra curata da Fei Xinyao e Guido Folco. La sua pratica si muove tra pittura, incisione e installazione , pur mantenendo il metodo artistico coerente. Conversazioni parlate in mandarino e inglese vengono poi registrate, modificate e ridotte fino a quando non rimangono singole parole, che, a loro volta, vengono ricostruite fisicamente, senza più il supporto di contesto o sintassi. Ciò che si perde in chiarezza viene guadagnato in attenzione.
Gli spettatori sono invitati a concentrarsi sul tono, sulla spaziatura, sull’esitazione piuttosto che sul significato. La luce trasporta l’opera prima del significato. Le singole parole brillano debolmente nella galleria, ciascuna separata dalla successiva, fluttuano all’altezza degli occhi o poco sopra.
Le parole non formano affermazioni né invitano a una lettura sequenziale. Il linguaggio si comporta meno come comunicazione e più come presenza. Ciò risulta evidente nell’opera “The Terminator”, un’installazione luminosa composta da termini isolati come “melodrammatico”, “idealismo”, “motivazione” e “azione”. Le parole, rese come oggetti illuminati, non svolgono più la loro funzione originaria, non accusano, non difendono, non persuadono.
Rimangono silenziose nello spazio, portando con sé le tracce delle situazioni emotive cui un tempo appartenevano. Rimosse dalla conversazione le parole appaiono esposte, persino incerte. Il titolo suggerisce una conclusione, ma l’opera resiste alla chiusura. Ciò che viene interrotto qui non è il discorso in sé, ma la sua autorevolezza. La conversazione si è interrotta, ma qualcosa rimane. Lo spettatore incontra il linguaggio dopo l’uso, quando l’intenzione si è esaurita e rimane solo il tono. Una logica simile informa “The Pensieve”, una serie di opere realizzate in acrilico che attingono ai ricordi adolescenziali di Zhao.
Non si tratta di scene ricostruite o storie raccontate; le opere sono costruite da pannelli trasparenti sovrapposti, con immagini e segni parzialmente nascosti allo spettatore. Nessun punto di vista unico offre completezza e i dettagli emergono brevemente , andando poi a scomparire dalla vista man mano che lo spettatore si muove. In questo processo l’acrilico svolge un ruolo molto attivo: la luce passa in modo non uniforme, creando variazioni di visibilità che dipendono dall’angolazione e dalla distanza. L’atto del guardare diventa fisico piuttosto che interpretativo e la memoria non appare come qualcosa di intatto recuperato, ma come un elemento che si riforma continuamente, attraverso strati di ostruzioni e sovrapposizioni.
Sebbene il materiale di partenza sia personale, l’opera resiste alla confessione. Zhao non chiede allo spettatore di identificarsi con le sue esperienze o di decodificarne il significato, ma si concentra piuttosto sulla modalità in cui le esperienze prendono forma, una volta tradotte. Le parole diventano oggetti e i ricordi costruzioni. Entrambi sono soggetti ad alterazioni nel momento in cui lasciano la mente e entrano nello spazio.
L’opera, colta in diversi contesti culturali e architettonici, non modifica il suo linguaggio per adattarsi all’ambiente circostante, ma permette al contesto di influenzarla.
Familiarità e distanza, riconoscimento e incertezza, diventano parte del modo in cui l’opera viene letta. Il significato non è stabilizzato , ma è negoziato da chiunque lo incontri. Ciò che Zhao offre non è ambiguità come atmosfera, ma precisione senza spiegazioni. Il linguaggio è ridotto fino a non poter più dominare. La memoria è ricostruita fino a non poter più fingere di essere completa. Ciò che resta è qualcosa di silenzioso e duraturo , un invito a guardare, a fermarsi e a riconoscere quanta esperienza esista dopo il fallimento delle parole.
Museo MIIT
Corso Cairoli 4, Torino “Yuchu Zhao, la grande arte cinese” dal 10 al 19 aprile 2026.
Orari: da martedì a sabato 15.30-19.30
Mara Martellotta