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Stato di emergenza incendi boschivi esteso a tutta la regione

La Giunta regionale del Piemonte ha approvato  la delibera che estende all’intero territorio piemontese lo stato di emergenza per gli incendi boschivi dichiarato lo scorso 3 agosto scorso quando erano coinvolte solo i territori delle province di Torino, Vercelli e Verbano Cusio Ossola.

Il provvedimento si è reso necessario alla luce dell’evoluzione del fenomeno che, a partire dal mese di giugno, ha interessato progressivamente tutte le province piemontesi, richiedendo un impegno diffuso e continuativo del sistema regionale di Protezione civile, del Corpo volontari Aib Piemonte, dei Vigili del Fuoco e delle altre componenti operative impegnate nelle attività di spegnimento, assistenza alla popolazione e messa in sicurezza del territorio.

La delibera aggiorna quindi il perimetro territoriale della dichiarazione di emergenza già in vigore, adeguandolo all’estensione effettiva del fenomeno e consentendo di ricomprendere all’interno del medesimo quadro emergenziale tutti gli incendi boschivi riconducibili alle eccezionali condizioni meteoclimatiche che stanno interessando il Piemonte.

«Con questa decisione garantiamo che tutti i territori piemontesi colpiti dagli incendi possano essere trattati all’interno dello stesso quadro emergenziale e con le stesse opportunità di intervento e sostegno – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Protezione civile Marco Gabusi –. Fin dall’inizio abbiamo seguito l’evoluzione della situazione giorno dopo giorno, lavorando al fianco dei sindaci, dei volontari Aib, dei Vigili del Fuoco e di tutte le strutture impegnate sul territorio. Oggi compiamo un ulteriore passo per assicurare che nessuna comunità venga esclusa dagli strumenti previsti per la gestione dell’emergenza».

 

Terremoto in Colombia, paura tra i 1000 colombiani di Torino

Forte preoccupazione tra i quasi mille colombiani residenti a Torino per i loro parenti e amici colpiti ieri dal terremoto di magnitudo 7.4 che ha investito la Colombia con epicentro nei pressi di San Josè del Palmar nel dipartimento del Chocò, nel nord-ovest del Paese. Si contano finora oltre 200 morti e quasi 3000 dispersi ma molta gente è ancora sotto le macerie. La situazione è monitorata dalla Farnesina, in raccordo con la rappresentanza diplomatica in Colombia. La Conferenza episcopale colombiana e le Caritas mobilitano i banchi alimentari con aiuti da distribuire ai sopravvissuti nelle diocesi colpite. Gli Stati Uniti, la Banca Mondiale e le nazioni vicine alla Colombia annunciano aiuti economici e umanitari. Anche la Croce Rossa Italiana è al fianco della Croce rossa Colombiana e della popolazione confermando la propria disponibilità a fornire supporto operativo e logistico. Solidarietà e vicinanza alle comunità colombiane giungono anche dall’arcivescovo di Torino Roberto Repole e da tutte le parrocchie del Piemonte. Per quanto riguarda gli italiani, al momento non risultano connazionali coinvolti nel sisma. Per le emergenze o segnalazioni la Farnesina invita a contattare l’ambasciata d’Italia a Bogotà al (+57) 3229459192, l’Unità di Crisi al +39 0636225 o via mail a unita.crisi@esteri.it.                  fr

Porta Nuova e via Nizza, controlli di polizia: ordini di allontanamento e sanzioni

La Polizia di Stato ha effettuato, nei giorni scorsi a Torino, un servizio straordinario di controllo del territorio ad “Alto Impatto” nell’area di Barriera Nizza, della Stazione di Porta Nuova e nei quartieri limitrofi, in attuazione delle direttive e dell’ordinanza del Questore di Torino, Massimo Gambino.
Particolare attenzione è stata rivolta alle aree maggiormente interessate da fenomeni di degrado urbano e di stazionamento illecito. Al termine degli accertamenti sono stati emessi quattro ordini di allontanamento, della durata di 48 ore, nei confronti di altrettanti cittadini stranieri sorpresi a importunare gli automobilisti durante le operazioni di parcheggio e a consumare bevande alcoliche sul marciapiede, ostacolando il passaggio dei pedoni nelle aree adiacenti alla Stazione di Porta Nuova e nel quartiere San Salvario, in particolare in via Nizza, via Belfiore e via Berthollet.
Nel corso dell’attività, un cittadino senegalese, irregolare sul territorio nazionale, è stato accompagnato presso gli uffici della Questura, dove sono state avviate le procedure volte all’espulsione. Un altro cittadino straniero è stato invece denunciato in stato di libertà dalla Polizia Locale per il rifiuto di fornire le proprie generalità.
I controlli hanno interessato anche alcuni esercizi commerciali. In particolare, la Guardia di Finanza ha elevato una sanzione amministrativa di 300 euro nei confronti del titolare di un esercizio di vendita di prodotti alimentari di via Nizza, per la mancata emissione dello scontrino fiscale relativo alla vendita di bevande alcoliche.
Numerosi anche gli accertamenti effettuati in materia di sicurezza stradale. Sono stati controllati 20 monopattini elettrici, 12 dei quali sono stati sottoposti a sequestro amministrativo. Complessivamente sono state contestate 28 violazioni amministrative, per un importo totale di circa 2.500 euro: 14 per il mancato utilizzo del casco, 6 per l’assenza della copertura assicurativa, 5 per la mancanza del contrassegno identificativo e 3 per irregolarità tecniche relative alla potenza del mezzo.
Nel corso dei controlli sono state identificate complessivamente 164 persone e controllati 31 veicoli attraverso tre distinti posti di controllo predisposti in corso Galileo Galilei, corso Massimo d’Azeglio e corso Maroncelli; in tale contesto è stata sequestrata un’autovettura che circolava priva di copertura assicurativa. Il conducente è stato sanzionato amministrativamente per un importo superiore a 850 euro.
L’attività rientra nell’ambito dei servizi straordinari di controllo del territorio disposti dalla Questura di Torino, finalizzati alla prevenzione e al contrasto dei fenomeni di illegalità e degrado urbano, nonché al rafforzamento della sicurezza nelle aree maggiormente interessate dalla presenza di cittadini e pendolari.
L’operazione, coordinata dal Commissariato di P.S. “Barriera Nizza”, ha visto l’impiego congiunto di personale del medesimo Commissariato, del Reparto Prevenzione Crimine Piemonte, dell’Unità Cinofila Antidroga della Polizia di Stato, del Reparto Mobile, della Polizia Ferroviaria, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Locale.

Repole nel Consiglio per l’Economia di Papa Leone XIV

Nuovo incarico in Vaticano per il cardinale Roberto Repole, Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa. Oggi, lunedì 11 agosto, papa Leone XIV l’ha nominato membro del Consiglio per l’Economia, che ha compiti di vigilanza sulle strutture e sulle attività amministrative e finanziarie delle Istituzioni della Santa Sede.

Il card. Repole è già membro della Segreteria del Sinodo dei Vescovi, del Dicastero per la Dottrina della Fede e del Dicastero per la Cause dei santi. Il Santo Padre ha confermato coordinatore del Consiglio il card. Reinard Marx Arcivescovo di Monaco e Frisinga (Germania)

Foro Mihai Bursuc

Ex-Fonderie Nebiolo, Futuro Nazionale lancia la mobilitazione contro la moschea

È stata presentata questa mattina, presso l’URP del Comune di Torino, la richiesta di una delibera di iniziativa popolare riguardante il complesso delle ex Fonderie Nebiolo di via Bologna, area destinata alla realizzazione di una moschea.

Una cinquantina tra militanti e sostenitori di Futuro Nazionale si sono radunati in piazza Palazzo di Città per depositare la proposta che chiede la revoca della concessione dell’area alle comunità islamiche e la sua destinazione alla realizzazione di un grande centro congressi, delibera promossa da Enrico Forzese, esponente di Futuro Nazionale. Fra i partecipanti, i consiglieri della Circoscrizione 6 di Futuro Nazionale: Enrico Scagliotti e Massimo Robella, oltre a vari referenti dei comitati costituenti del partito, fra cui Giampaolo Mussano, Gigi Morello, Gianpiero Alaimo, Enzo Vita, Maurizio Maffei, Fabrizio Fiore.

“La Torino cristiana e romana, ben rappresentata dalla statua del Conte Verde, non ha bisogno di una moschea nel cuore della Città. Riteniamo che questo progetto faccia parte di una precisa agenda tendente alla sostituzione etnica nei nostri quartieri, portata avanti dal Sistema Torino e dai suoi circolini di potere, in sfregio ai residenti di Aurora e Barriera, che hanno bisogno di altri servizi che restituiscano valore al quartiere.” attacca Enrico Forzese, esponente di Futuro Nazionale e primo propositore della delibera.

“La nostra proposta nasce dalla volontà di dare a quest’area una funzione strategica per il futuro della città. Torino ha bisogno di una struttura che oggi manca: un grande centro congressi capace di ospitare grandi eventi e manifestazioni di rilievo, sostenendo cittadini e imprese e creando nuove opportunità per il territorio. Vogliamo spazi capaci di riportare Torino al centro dei grandi circuiti nazionali e internazionali“, continua Forzese.

Sulla stessa linea l’on. Emanuele Pozzolo, coordinatore regionale di Futuro Nazionale: “Anche a Torino assistiamo a quello che consideriamo un atteggiamento troppo remissivo del centrodestra, che sembra aver rinunciato a contrastare i processi di islamizzazione e di trasformazione demografica che interessano l’Italia. Futuro Nazionale intende invece rappresentare un’opposizione netta a questo progetto e difendere una precisa idea di città e di identità nazionale”.

Grave ciclista finito contro un palo

Un ciclista è ricoverato al CTO, rimasto gravemente ferito dopo essere finito contro un palo lungo strada alla Vetta della Maddalena, a Torino, alle 12.30 di oggi. L’uomo è stato portato all’ospedale in elicottero in codice rosso. Sembra che il ciclista sia finito in modo autonomo contro il palo.

Sui treni storici alla scoperta del territorio

Si arricchisce ulteriormente l’offerta commerciale dei treni storici della Fondazione FS con due nuovi itinerari d’autore dedicati al Piemonte, alla Lombardia e alle grandi eccellenze enogastronomiche dell’autunno: il Milano-Alba, tra tartufi e vino nel cuore delle Langhe, e il Torino-Canelli, sulla Ferrovia delle Langhe, Roero e Monferrato.

Il primo appuntamento è con il treno storico Milano-Alba, in programma le domeniche 11, 18 e 25 ottobre 2026. Partirà da Milano Centrale alle 9:05 e arriverà ad Alba alle 12:35, via Pavia, Alessandria e Asti, con rientro da Alba alle 18:20 e arrivo a Milano Centrale alle 22:00. Un viaggio in giornata verso le Langhe, nel periodo in cui il territorio esprime al meglio paesaggio, cultura e gusto. A bordo delle carrozze anni 70’ Gran Confort, il viaggio diventa esperienza: comfort, grandi finestrature e ritmo lento valorizzano il paesaggio, mentre degustazioni, prodotti stagionali e racconti sul Nebbiolo anticipano l’arrivo ad Alba e le eccellenze del territorio.

A novembre sarà la volta del treno storico Torino-Canelli, in programma le domeniche 1, 8, 15 e 22 novembre 2026. Il convoglio collegherà Torino Porta Nuova a Canelli, con fermate a Torino Lingotto, Bra e Alba, attraversando colline, vigneti e borghi del Monferrato. Il viaggio si svolgerà a bordo delle carrozze anni 20’ Centoporte. A bordo sono previste degustazioni e masterclass dedicate ai vini, ai prodotti tipici e alla cultura spumantistica dell’Alta Langa e del Monferrato. La circolazione inaugurale del 1° novembre avrà un valore particolare: il treno sarà trainato da una locomotiva a vapore, un elemento di indiscusso fascino in un periodo in cui il foliage lo fa da padrone.

In questa occasione il servizio seguirà orari dedicati, con partenza da Torino Porta Nuova alle 8:55, arrivo a Canelli alle 11:29, ripartenza alle 18:12 e rientro a Torino Porta Nuova alle 21:15. Nelle altre domeniche il programma prevede partenza da Torino Porta Nuova alle 8:55, arrivo a Canelli alle 10:43 con ripartenza alle 18:15 e arrivo nel capoluogo piemontese alle 20:20.

Con queste nuove proposte, i treni storici diventano così strumenti di promozione turistica e culturale, capaci di mettere in relazione grandi città, borghi, paesaggi e produzioni d’eccellenza, offrendo ai viaggiatori un modo autentico e consapevole di vivere il tempo del viaggio. Biglietti in vendita sul sito www.trenitalia.com  e su tutti i canali di vendita Trenitalia, inclusi l’app Trenitalia, le biglietterie di stazione, i distributori self-service e le agenzie di viaggio. Maggiori info su www.fondazionefs.it o alla casella postale trenistorici@fondazionefs.it

Comitato Alberi di corso Belgio: “Più cura per il verde”

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 L’opinione

“TRESSO SI DISSOCIA DA TRESSO (MA È SEMPRE LO STESSO)”

Caro direttore,

a fine Ottocento i sudditi torinesi di re Umberto I furono coinvolti in un lungo dibattito pubblico sulla trasformazione di via Roma, culminato nel 1907 in un referendum sulla «Gazzetta del Popolo», che fu vinto dai favorevoli all’ampliamento della strada. Quasi a irridere i Torinesi che vivono nell’epoca della “democrazia” e della “partecipazione”, questo fatto storico veniva rammentato l’anno scorso sui pannelli “Torino cambia” del cantiere della “riqualificazione” di via Roma, decisa in solitaria dalla Giunta Lo Russo.

Ora, a lavori quasi ultimati, è emerso che molti torinesi avrebbero voluto che i 12 milioni di euro di fondi Metro Plus producessero una via Roma diversa: in particolare dotata di vegetazione, anche per adeguarla al cambiamento climatico.  

«La Soprintendenza non autorizza la posa di elementi che ostacolino e oscurino la visuale prospettica immaginata negli anni ’30» spiega l’assessora Chiara Foglietta, proponente del progetto, a «La Stampa» del 6 agosto. Tre giorni dopo, l’assessore al Verde Pubblico Francesco Tresso si dichiara invece «favorevole a piante basse e ombra» in via Roma. Il Tresso di agosto 2026 si dissocia quindi dal Tresso che a luglio 2024, insieme agli altri membri della Giunta, aveva approvato il progetto senza verde tranne le fioriere.

Ma non ci si illuda che tra le due versioni di Tresso ci sia differenza. Il Tresso edizione 2026 infatti esclude l’inserimento di «alberi in nuda terra», e pensa a «sistemi temporanei di ombreggiamento che consentano di utilizzare le sedute senza cuocersi». Niente di più facile, quindi, che immagini orripilanti alberi in vaso come quelli piazzati nel centro storico di Bologna dal sindaco Matteo Lepore. A crepare di sete in via Roma, dopo gli arbusti nelle fioriere, toccherebbe quindi ad alberelli, e ciò «per dare un segnale chiaro che questa amministrazione crede nel valore della tradizione ma guarda avanti». Per Tresso il verde da mettere e togliere in via Roma «servirebbe a ribadire, proprio nel cuore più centrale di Torino, un concetto oggi sempre più fondamentale: le città hanno bisogno di natura, la natura deve diventare una infrastruttura urbana al pari di una rete elettrica o di una rete viaria.»

 

Come Comitato Salviamo gli Alberi di corso Belgio respingiamo totalmente l’assimilazione della Natura a una morta infrastruttura: una visione antropocentrica e totalmente anacronistica, per cui il verde urbano si progetta, si installa, si manutiene (poco e male), si rottama, si sostituisce. No! La Natura vera, anche urbana, è viva, e per conservarsi tale deve essere curata, irrigata, fertilizzata quando serve e poi lasciata a se stessa o quasi. Invece a Torino si potano alberi in tutte le stagioni, spesso malamente, si distruggono boschi urbani spontanei e riserve naturali per progetti edilizi (il cohousing di via Druento, i condomini di via Borgaro angolo *via Verolengo, la conversione del Meisino in area fitness). A “compensazione” delle devastazioni si piantano migliaia di alberelli.

Ora la cialtronaggine di queste operazioni sta emergendo in tutto il suo squallore, perché, a differenza della Natura spontanea che si sostenta da sola, gli alberelli piantati a mo’ di infrastruttura necessitano di una manutenzione che il Comune non è più in grado di assicurare. E infatti i conti non tornano.

 

Nonostante le ondate di calore, il Comune ha atteso fino a luglio per potenziare l’irrigazione di 7.000 giovani piante. Ma giusto un anno fa Torino era tappezzata di manifesti verdi che vantavano la messa a dimora di 31.700 alberi tra il 2022 e il 2025. Altre centinaia sono state aggiunte negli scorsi mesi nel quadro del progetto triennale “Torino cresce nel verde e nella salute” finanziato da Fondazione Compagnia di San Paolo. Com’è allora che le piante giovani che beneficiano dell’irrigazione settimanale sono soltanto 7.000? Parte di quei 31.700 alberi erano forse frutto di fantasia? Certo non è fantasia ma triste realtà la morte di una crescente percentuale dei nuovi alberelli, tra i quali quelli del celebratissimo intervento nel parco del Valentino.  Se ne deduce che, a parte 7.000 fortunati esemplari, molti dei giovani alberi superstiti saranno lasciati al loro destino, insieme alla totalità degli alberi adulti, che sono pure in grande sofferenza a causa della siccità e delle alte temperature, cui si somma la malagestione (potature effettuate nel pieno dell’ondata di calore).

Tresso inoltre sostiene che il Piano Regolatore dovrà disegnare corridoi ecosistemici verdi, fingendo di ignorare che il PRG preliminare già approvato (redatto dall’assessore Mazzoleni, rinviato a giudizio a Milano per la disinvoltura burocratica con la quale fa crescere palazzine nei cortili) non tiene conto nemmeno del Nature Restoration Regulation (UE 2024/1991).

In sostanza, l’amministrazione eletta nel 2021 avrebbe dovuto tener fede al suo impegno di zero consumo di suolo e puntare prioritariamente alla conservazione del patrimonio arboreo, anche nel quadro della mitigazione del cambiamento climaticoOrmai verso la fine del mandato, Tresso afferma spudoratamente «Sulla lotta ai cambiamenti climatici serve una linea più netta»: questo, dopo che ha contrastato in ogni sede i cittadini che chiedono e propongono appunto politiche di mitigazione dell’isola di calore urbana e di conservazione del verde pubblico, e perciò hanno difeso la riserva naturale del Meisino, corso Belgio e la Pellerina contro i progetti dissennati varati proprio da Tresso e dagli altri membri della Giunta in carica.

Giunta che purtroppo è stata assecondata da tutti gli Enti che dovrebbero tutelare l’ambiente e il paesaggio. Tra questi, la Soprintendenza, che non sembra amare gli alberi, e non solo in via Roma dove non ci sono mai stati: non si è opposta al progetto del parco dello Sport che ha sfigurato il Meisino né al progettato abbattimento del viale di corso Belgio (ancorché da considerare bene culturale ai sensi del combinato disposto dell’art. 10 co. 1 lettera a, co. 4 lettera g e co. 5 e dell’art. 12 co. 1 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, ovvero D.lgs. 42/2004).

Per tutto questo, ci preoccupa molto che il Piano Urbano della Natura che l’Unione Europea chiede di adottare entro il 2030 a tutte le città sopra i 20.000 abitanti sia redatto dall’assessore Tresso e dai funzionari comunali, che sistematicamente rigettano la partecipazione democratica della cittadinanza. Temiamo che nelle loro mani anche questo ennesimo Piano comunale sarà un mero esercizio di greenwashing, la cui applicazione servirà solo a distribuire fondi e far girare le ruspe di soggetti privati.

Torino, 11 agosto 2026

Comitato Salviamo gli Alberi di corso Belgio