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Parla Con Me, online “Turismo italiano: tra record ed emergenza”

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Simona Riccio dialoga con Andrea Cerrato su turismo, governance delle destinazioni e qualità delle ricadute sui territori

È online la nuova puntata di Parla Con Me®, la trasmissione digitale ideata e condotta da Simona Riccio, Agrifood Communication Strategist, LinkedIn Top Voice Italy e Founder del progetto.

La puntata, dal titolo “Turismo italiano: tra record ed emergenza”, affronta una delle contraddizioni più evidenti del settore: il turismo viene raccontato alternativamente attraverso nuovi record di arrivi e presenze oppure come un comparto in continua emergenza.

Ospite è Andrea Cerrato, Community & Destination Manager, Co-founder ASSIDEMA, esperto di marketing territoriale, governance delle destinazioni e turismo sostenibile e responsabile.

Il confronto mette al centro una domanda precisa: i numeri bastano davvero a misurare il successo di una destinazione? Durante la puntata si parla di gestione dei flussi, governance delle destinazioni, ruolo di DMO e DMC e capacità di generare valore per territori, imprese, residenti e visitatori.

«Promuovere una destinazione non basta: occorre governarla», sottolinea Simona Riccio. «Il vero successo si misura nella qualità delle relazioni e delle ricadute economiche, sociali e culturali che il turismo genera sul territorio».

La puntata, online da oggi 12 agosto, rappresenta l’ultimo appuntamento del palinsesto 2026 di Parla Con Me®. A seguire prenderà il via Leggi Con Me®, powered by Parla Con Me®, il format che attraverso libri e autori apre nuove conversazioni su innovazione, sostenibilità, lavoro e società.

Parla Con Me® darà poi appuntamento al pubblico alla 77ª Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola, dove Simona Riccio sarà protagonista di nuovi incontri dedicati a territorio, turismo, filiere agroalimentari, valore del cibo e contrasto allo spreco alimentare.

La puntata è disponibile sul canale YouTube di Parla Con Me®.

Guarda la puntata: https://www.youtube.com/watch?v=y0WR-iANW94
Per seguire tutte le puntate:
www.parlaconmeofficial.it

Per proporre ospiti, temi, attività o candidature:
redazione.pcm@gmail.com

Nuovi orari Nidi comunali: coinvolti 77 Comuni piemontesi

Dalla Regione 1,5 milioni di euro per ampliare gli orari dei servizi a parità di tariffa

L’assessore all’Istruzione e Merito Daniela Cameroni: «Investire nei nidi è una scelta che guarda al futuro. Vogliamo creare le condizioni perché avere un figlio sia una scelta più semplice da conciliare con il lavoro»

Sono 77 i Comuni piemontesi che, per l’anno educativo 2026-2027, beneficeranno dei contributi regionali per ampliare l’orario di apertura dei nidi comunali. Giunto alla sesta edizione, il bando promosso dalla Regione Piemonte ha raccolto 78 progetti, confermando il crescente interesse degli enti locali verso una misura che sostiene concretamente le famiglie e rafforza i servizi educativi per la prima infanzia.

Per finanziare l’iniziativa, la Regione mette a disposizione 1,5 milioni di euro di risorse del Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), che saranno ripartite tra i Comuni beneficiari in base alle spese previste dai singoli progetti.

Cameroni: «Investire nei nidi è una scelta che guarda al futuro delle famiglie e dei territori»

«Una Regione che vuole guardare al futuro deve partire dai bambini e dalle famiglie. Per questo continuiamo a investire nei servizi educativi per la prima infanzia, aiutando i Comuni ad ampliare gli orari dei nidi e a rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni dei genitori. Vogliamo creare le condizioni perché avere un figlio sia una scelta più semplice da conciliare con il lavoro e perché, anche nei Comuni più piccoli, le famiglie possano contare su servizi educativi moderni, accessibili e di qualità. Sostenere i Comuni in questo percorso è una scelta precisa della Regione: vogliamo che nessuna amministrazione sia costretta a rinunciare a un servizio fondamentale per mancanza di risorse» dichiara l’assessore regionale all’Istruzione e Merito Daniela Cameroni.

Introdotta per la prima volta nell’anno educativo 2021-2022, la misura è diventata negli anni uno strumento stabile di sostegno alla conciliazione tra vita familiare e lavorativa. L’estensione degli orari dei nidi rappresenta infatti un aiuto concreto per le famiglie, favorisce l’occupazione femminile e contribuisce a creare condizioni più favorevoli alla natalità.

Allo stesso tempo, consente ai Comuni di ampliare l’offerta dei servizi educativi senza costi aggiuntivi per le famiglie e per le amministrazioni locali, sostenendo soprattutto i piccoli centri nel mantenimento di servizi essenziali e contribuendo a contrastare lo spopolamento.

Grazie al contributo regionale, i Comuni potranno scegliere se prolungare l’orario settimanale dei nidi, attivare il servizio il sabato mattina oppure garantire l’apertura durante le vacanze natalizie e le pause didattiche, nei limiti previsti dal bando, rispondendo in modo flessibile alle esigenze di conciliazione espresse dalle famiglie.

La diffusione della misura sul territorio

Per l’anno educativo 2026-2027 hanno aderito al bando 21 Comuni della Città metropolitana di Torino12 della provincia di Alessandria11 del Cuneese11 del Novarese10 dell’Astigianodel Biellesedel Vercellese e del Verbano Cusio Ossola.

Dal suo avvio, nel 2021, la misura ha registrato una crescita costante. In sei edizioni la Regione ha investito circa 9 milioni di euro, coinvolgendo oltre 350 Comunicirca 430 nidi comunali e più di 3.000 bambini, a conferma dell’efficacia di un intervento che risponde a un bisogno concreto delle famiglie piemontesi.

Carabinieri salvano due vite in Spagna

A Formentera (Spagna), strada delle Saline presso Porto La Savina, due carabinieri, effettivi al Comando Provinciale di Torino e Savona, liberi dal servizio in vacanza sull’isola, assistevano a grave sinistro stradale. Un’autovettura con quattro persone si ribaltava, inabissandosi parzialmente nel canale della salina.

I due carabinieri si immergevano prontamente, soccorrendo un passeggero spagnolo trentenne sbalzato all’esterno, con capo sommerso e a rischio annegamento. Recuperato il ferito, con fratture esposte e assenza di sensibilità agli arti inferiori, lo ponevano in posizione di sicurezza e tamponavano la ferita cranica emorragica.

In attesa dei soccorsi, delimitavano inoltre l’area e gestivano gli altri passeggeri in stato di shock.

Giunte ambulanze, Polizia Local e Guardia Civil, collaboravano al caricamento in barella su terreno scivoloso. I sanitari attestavano che la tempestiva disostruzione delle vie aeree evitava appena in tempo il decesso per annegamento. Il ferito veniva elitrasportato a Ibiza ed è oggi fuori pericolo e in miglioramento. Nessun altro passeggero riportava lesioni gravi.

I soccorritori spagnoli esprimevano riconosvenza.

Europei di Parigi: Curtis di bronzo nella gara regina!

Si chiude la seconda giornata di gare al Campionato Europeo di Parigi: è subito Curtis show!
Sara Curtis (CS Esercito – CS Roero è entusiasta, brillante, piena di energie e si prende uno storico bronzo nei 100 stile libero in 52″72: una medaglia mai vista per l’Italnuoto; la prima internazionale per la velocista piemontese in vasca lunga. Di livello assoluto la prova della 20enne di Savigliano – preparata in Italia da Thomas Maggiora e alla Virginia Univeristy da Todd De Sorbo – che passa in 25″24, torna in 27″48 e nuota a tre centesimi dal suo record italiano di 52″69, siglato in finale all’ultimo Settecolli IP quando Marrit Steenbergen fu da primato del mondo in 51″68; proprio la ventiseienne olandese si conferma la più forte e vince con il primato della manifestazione in 51″90, unica a scendere sotto ai 52″ in finale, cancellando il 52″44 siglato in semifinale; completa il podio l’altra rappresentante orange Milou Van Wijk in 52″71.”Sono senza fiato. Sono veramente contenta perché prendere questa medaglia è importantissimo per me, per la mia crescita, per la mia famiglia. Ho scritto una pagina importante per la storia del nuoto italiano. Sono davvero contenta, morta a pezzi, ma contentissima – spiega una commossa Curtis, seguita in Italia da Thomas Maggiora – Volevo arrivare a questo, evidentemente. Sono felice anche del passaggio, non volevo assolutamente non passare più piano di così, quindi sono contenta. Forse speravo di fare leggermente meglio alla fine e poi per un centesimo ho perso una medaglia in argento, ma va benissimo così e questo mi spinge a lavorare meglio sugli arrivi”.

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Foto Deep Blue Media

Dalla storia al cinema: una torinese racconta l’eccidio di Otranto

Dietro la telecamera c’è Stefania Rocca, attrice torinese, che debutta con questo film nella regia cinematografica. La pellicola narra l’estate tragica del 1480 nel Salento, l’eccidio turco a Otranto, una vicenda poco conosciuta ma che rischiò di cambiare il corso della storia in Italia. Quando dal mare in tempesta spuntarono le nere vele dei turchi le mura di Otranto erano troppo deboli e crollarono sotto i colpi delle bombarde saracene nonostante l’accanita resistenza degli otrantini. Le scimitarre ottomane fecero strage uccidendo migliaia di persone. Ancora oggi, a distanza di oltre 500 anni, Otranto racconta quel che accadde nell’estate del 1480 e ogni anno, il 14 agosto, commemora l’eccidio e l’eroismo dei suoi martiri con cerimonie e solenni commemorazioni. Entro l’anno potremo vedere al cinema il sacco di Otranto ma prima è meglio leggere “L’ora di tutti” (1962), il libro di Maria Corti, uno dei romanzi storici più importanti del Novecento. Questa volta, come detto, la torinese Stefania Rocca indossa i panni della regista esordiente. La storia racconta l’assedio e la caduta di Otranto per mano dei turchi Ottomani. “Ho letto il libro anni fa, un’estate a Otranto, afferma Stefania Rocca, e in quel luogo la narrazione prendeva forma concreta. Alla storia si univano le leggende, la memoria degli otrantini che ancora oggi festeggiano i Santi martiri di Otranto che, in attesa di aiuti, furono costretti a combattere per difendere le proprie case e il proprio credo (intervista al Corriere della Sera, 16 novembre 2025).
Non è una storia così lontana. È una storia di invasione e oggi le invasioni sono all’ordine del giorno. Volevo raccontare chi non sceglie la guerra: gli otrantini si misero valorosamente in difesa della loro città”. Una storia tragica che pochi conoscono e che fa onore agli otrantini che preferirono morire piuttosto che rinnegare la loro fede. Molti furono trucidati e decapitati e le ossa di 800 otrantini sono conservate nella cattedrale di Otranto. I martiri furono canonizzati nel 2013 da Papa Francesco. Scrittrice, critica letteraria e filologa, Maria Corti, scomparsa nel 2002, invece di dare troppo spazio ai condottieri, si concentrò sulla gente comune di Otranto. E così troviamo, tra i vari personaggi descritti nel suo libro, un pescatore che assiste allo sbarco dei turchi nel porto, il governatore della città, un povero calzolaio, una giovane donna vedova, uomini che si rifiutano di rinnegare la propria religione e un sopravvissuto che descrive Otranto dopo il saccheggio degli invasori. Per le vie della cittadina salentina restano ancora oggi le tracce di quel drammatico evento di oltre cinque secoli fa. Le grandi palle di pietra che si vedono nelle viuzze bianche, su e giù per il centro storico, accanto a portoni ed edifici o ammucchiate nel cortile del castello sono proprio quelle che durante l’assedio volarono dalle navi turche e sfondarono le difese di Otranto. Alcune vie portano i nomi dei martiri mentre i resti umani di centinaia di otrantini, tra ossa e teschi, furono recuperati e sono ben visibili in cattedrale dall’inizio del Settecento in alcuni grandi armadi nella cappella al fondo della navata destra mentre sotto l’altare si trova il ceppo della decapitazione. Su un colle, poco sopra la città, una chiesetta votiva indica il luogo dove avvenne l’ultimo massacro con la decapitazione di 800 cittadini. È il 28 luglio 1480. Provenienti dal porto albanese di Valona quasi 20.000 turchi a bordo di 90 galee e 48 galeotte mettono piede sul litorale salentino scaricando dalle navi 1600 pezzi di artiglieria tra cui centinaia di bombarde, armi, munizioni e viveri.
All’interno delle mura di Otranto 20.000 cristiani, di cui solo 6000 armati, attendono l’assalto dell’armata ottomana guidata dall’ammiraglio dell’Impero Ottomano Gedik Ahmed Pascià, detto “lo sdentato”, il cui piano era molto ambizioso. Non si fermava alla conquista della Puglia ma prevedeva uno sbarco a Napoli, in Sicilia e in Sardegna per poi puntare a Roma. In sostanza si trattava di impadronirsi di gran parte della penisola. Le difese di Otranto sono deboli e vengono facilmente sfondate dai colpi della moderna artiglieria ottomana. La piccola guarnigione aragonese, a protezione della città, si ritira appena si rende conto della potenza dell’armata turca. Il 10 agosto i turchi sono già dentro le mura di Otranto e il muezzin sale in cima al campanile per chiamare i fedeli alla preghiera. Ahmed Pascià ordina di rastrellare tutti i superstiti maschi di età superiore ai 15 anni mentre le donne e i bambini sono ridotti in schiavitù. Il 13 agosto Otranto è un mucchio di cadaveri e rovine. Diecimila otrantini muoiono combattendo e alcune migliaia, in fuga, vengono uccisi per le vie della cittadina pugliese o fatti prigionieri e poi schiavi. La tragedia di Otranto è diventata leggenda per il valore con cui gli otrantini difesero la loro città e per il coraggio con cui respinsero la resa chiesta dal nemico. “L’ora di tutti, scrisse Maria Corti, è quell’ora che, prima o poi, capita a tutti nella vita, quell’ora in cui ognuno può dimostrare a se stesso e agli altri di valere qualcosa”. Ora aspettiamo il film.
Filippo Re
Stefania Rocca, attrice e regista
Nelle foto, quadro con la decapitazione degli otrantini da parte dei turchi
libro di Maria Corti, “L’ora di tutti”

In commissariato commerciante derubato riconosce l’autrice del furto

Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato ha arrestato a Torino per evasione una donna, denunciandola all’Autorità Giudiziaria per furto.
Tutto ha inizio quando si presenta al Commissariato di P.S. Mirafiori un commerciante che intende presentare denuncia per il furto del proprio borsello, contenente una importante somma di denaro, avvenuto in mattinata presso il proprio luogo di lavoro.
L’uomo si siede in sala d’aspetto, ma riconosce, fra gli altri utenti presenti in sala, proprio l’autrice del fatto. Il commerciante avvisa immediatamente i poliziotti del corpo di guardia, i quali lo fanno accomodare in un’altra stanza per evitare di essere visto dalla donna.
Quest’ultima, una 52enne rom, viene intanto ricevuta per sporgere la denuncia di smarrimento dei propri documenti e in quel lasso di tempo i poliziotti svolgono gli accertamenti del caso; la donna, che è sottoposta alla misura degli arresti domiciliari, nella mattinata aveva telefonato in commissariato, allo scopo di costruirsi un alibi con ogni probabilità: avvisava infatti della necessità improrogabile di dover uscire di casa per recarsi, dapprima all’Asl e prenotare una visita medica urgente e, successivamente, negli uffici di Polizia per una denuncia.
Le verifiche svolte dagli operatori, anche grazie all’esame delle immagini di videosorveglianza dell’azienda, hanno permesso invece di collocare la donna proprio sul luogo del furto. La stessa era entrata nei locali attraverso una porta del cortile e, approfittandosi di un momento di distrazione del titolare, si era impossessata del suo marsupio, contenente, oltre a diversi effetti personali, anche la somma di 1200 €, che lo stesso avrebbe di lì a poco versato in banca. La cinquantaduenne, restia in un prima momento ad ammettere le proprie responsabilità, facendosi forte del fatto di aver avvisato in commissariato che sarebbe uscita di casa per andare all’ASL, dove peraltro non si è mai recata, ha infine dovuto arrendersi davanti all’evidenza dei fatti, permettendo anche ai poliziotti di ritrovare quasi l’intera cifra sottratta, circa 1050 €.

Aggressione a colpi di mannaia: arrestato per omicidio

Aveva ferito con una mannaia  esplodendo anche un colpo di pistola,  un uomo di 52 anni, che avrebbe rivolto dei rimproveri a sua figlia. I carabinieri della Compagnia di Mirafiori hanno arrestato l’aggressore, un 63enne. L’aggressione era avvenuta il 25 marzo a Torino, in via San Remo.

Piergiorgio Panelli, “Forme apparenti”

Mostra personale di pittura

In occasione della festa patronale 2026, l’associazione culturale ‘L Lantarnin dal Ranatè, con il patrocinio del Comune di Trino, organizza, per il quinto anno consecutivo, la mostra di pittura presso il Palazzo Paleologo di piazza Garibaldi a Trino. L’esposizione personale d’arte è ormai diventata, come i tre “Pomeriggi insieme” che si svolgono nei
giardini della biblioteca, una consuetudine del Lantarnin per celebrare i giorni della festa del Santo Patrono.

L’inaugurazione si terrà giovedì 20 agosto 2026 alle ore 18,30 alla presenza della nota critica d’arte Giuliana Bussola che introdurrà l’artista e la mostra. Quest’anno sarà Piergiorgio Panelli a esporre le sue opere negli spazi della manica lunga di Palazzo Paleologo nell’ambito della mostra “Forme apparenti”.

Artista e critico d’arte, nato a Casale Monferrato (AL) nel 1961, Piergiorgio Panelli compone le prime opere pittoriche nel 1977 ed espone in numerose personali e mostre di gruppo in Italia ed all’estero dal 1981. Dal 1986 concretizza la sua ricerca, mettendo in evidenza il rapporto uomo-natura esasperato, coinvolgendolo in un contesto gestuale, materico, di simbologia naturalistica, definito “Ecosuperficiale”. Dal 1995 è ideatore e curatore di “Arteinfiera” a Casale Monferrato. Nel 2003 è stato curatore del museo delle opere del maestro Enrico Colombotto Rosso nel palazzo comunale di Pontestura (AL); inoltre con Colombotto Rosso ha collaborato ad alcuni eventi visivi e mostre. Dal 2022 è ideatore e curatore del progetto “portabottiglie d’artista” al centro DOC di Casale Monferrato al Castello di Casale. Collabora con scritti d’arte contemporanea sul bisettimanale “Il Monferrato” dal 1987 e su altri periodici, tra i quali La Grinta. Alcune opere di Panelli sono in collezioni private e pubbliche tra le quali, Fondazione Enrico Colombotto Rosso, Comune di Alessandria Biblioteca civica, Collezione pubblica di Villa Vidua a Conzano (Al), collezione Calvi di Bergolo Castello di Piovera (Al), Museo dei Lumi Sinagoga Casale Monferrato (AL).


La mostra “Forme apparenti” resterà aperta nei giorni della patronale e nel fine settimana successivo con i seguenti orari:

giovedì 20 agosto inaugurazione ore 18,30 con possibilità di visita fino alle ore 22
venerdì 21 agosto: 19 -22
sabato 22 agosto: 19-22
domenica 23 agosto: 17 – 22
lunedì 24 agosto: 10 – 13 / 17 – 21
martedì 25 agosto: 19 – 21
venerdì 28 agosto: 19 – 21
sabato 29 agosto e domenica 30 agosto: 10 – 13 / 17 – 21

L’ingresso alla mostra è libero.

Associazione Culturale A.P.S. ‘L Lantarnin dal Ranatè – Trino

Regina-S. Anna, Pentenero (pd): “Fuori la dirigenza pubblica dallo scontro politico”

11 agosto 2026 – In merito alle polemiche relative ai costi dello scorporo del Regina – S.Anna, abbiamo notato che Cirio e Riboldi hanno preferito il silenzio, chiedendo di replicare al direttore della nuova azienda, Adriano Leli. Pensiamo che Cirio e Riboldi abbiano commesso un errore a far intervenire nel dibattito politico un dirigente pubblico. In primo luogo, perché i rilievi del collega Valle non riguardano solo i costi in capo all’azienda che dirige il dottor Leli e quindi esondano dal suo ambito di competenza e conoscenza. In secondo luogo, perché la dirigenza pubblica, in ossequio ai doveri costituzionali di disciplina, onore, imparzialità e buon andamento, è un patrimonio collettivo che andrebbe preservato dallo scontro politico: non è certo un caso che il collega Valle si rivolga nel suo comunicato si rivolga alla Regione e a chi la rappresenta. Nella dirigenza e nella pubblica amministrazione tutta, ogni parte politica deve sapere di poter trovare un interlocutore corretto e leale, tanto quando si esercita il compito di controllo e verifica che la Costituzione assegna alle minoranze, tanto quando invece, nella fisiologica alternanza, si governa e si esercita il potere di indirizzo. Mettersi a fare battute sul caldo, con i problemi che questo sta portando alla nostra Regione e in particolare al nostro Sistema Sanitario in affanno, non è certo un buon viatico per costruire fiducia e leale collaborazione. Infine, al di là di tutto questo, il vero problema è un altro: Cirio e Riboldi, hanno sempre dichiarato che lo scorporo sarebbe stato realizzato a costo zero, invece le parole del dottor Leli ci confermano che sarà oneroso, esattamente come il Partito Democratico ha affermato in più di un’occasione.

Gianna Pentenero – Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale.