ilTorinese

Fiumi e laghi in difficoltà, temperature record: il Piemonte monitora l’emergenza acqua

Emergenza idrica, riapre l’Osservatorio regionale

La Regione Piemonte torna ad attivare gli strumenti di monitoraggio per fronteggiare la crescente criticità legata alla scarsità d’acqua. Ad annunciarlo è l’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati, dopo la pubblicazione dell’ultimo bollettino idro-meteorologico di Arpa Piemonte, che evidenzia un quadro preoccupante sotto il profilo delle precipitazioni e della disponibilità delle risorse idriche.

Tra le misure decise dalla Regione figurano la riapertura dell’Osservatorio regionale sull’emergenza idrica e l’istituzione di un tavolo dedicato alla situazione del Lago Maggiore.

«Il quadro segnalato da Arpa è chiaro: mancano le piogge, le temperature sono ben sopra la media e i nostri fiumi, a partire dal Po, e le falde stanno pagando dazio – afferma l’assessore Marnati -. Con l’arrivo di queste ondate di calore anomalo, la situazione idrologica è destinata a peggiorare. Per questo abbiamo scelto di essere tempestivi: riapriamo quindi l’Osservatorio regionale per avere un monitoraggio costante e capillare dello scenario attuale e di quello che ci attende in piena estate, e attiviamo un tavolo specifico per il Lago Maggiore. La tutela della risorsa acqua e la sicurezza dei cittadini sono la nostra priorità».

Secondo Arpa Piemonte, nell’ultimo mese le precipitazioni sono risultate inferiori del 44% rispetto alla media climatica del periodo 1991-2020. Il deficit ha interessato l’intero territorio regionale, con le situazioni più marcate nelle aree settentrionali e orientali, dove gli scarti hanno raggiunto il 50%.

Anche il bilancio delle precipitazioni dall’inizio dell’anno idrologico rimane negativo, con una riduzione del 23% rispetto ai valori normali. Le condizioni di siccità vengono attualmente classificate tra lievi e moderate, soprattutto a causa delle scarse piogge registrate nei mesi di marzo e aprile.

Sul fronte delle temperature, maggio si è chiuso con valori medi superiori di circa 1,1 gradi rispetto alla norma climatica. Nonostante una prima parte del mese relativamente fresca, il maggio 2026 è risultato il settimo più caldo degli ultimi settant’anni in Piemonte.

Le riserve idriche immagazzinate sotto forma di neve e negli invasi mostrano anch’esse una situazione critica. A maggio la disponibilità complessiva è risultata inferiore del 31% rispetto ai valori medi, principalmente per il rapido scioglimento del manto nevoso nelle aree occidentali e settentrionali della regione.

I corsi d’acqua presentano portate significativamente ridotte rispetto alle medie storiche. Tra i casi più evidenti figurano il Sesia a Palestro, con una portata inferiore del 67%, e i fiumi Tanaro, Varaita e Toce, che registrano deficit vicini al 50%. Anche il Po, all’uscita del bacino piemontese, evidenzia una riduzione della portata media mensile pari al 46%.

Preoccupano inoltre i livelli della falda superficiale, che in molte zone del Piemonte risultano inferiori ai valori medi stagionali e, in alcuni casi, superano il 75° percentile delle soggiacenze, un indicatore che potrebbe anticipare future situazioni di criticità.

I dati relativi a giugno confermano la tendenza negativa. Le precipitazioni registrate fino alla scorsa settimana sono risultate inferiori del 50% rispetto alla norma, con conseguenze dirette sulle portate dei corsi d’acqua. Le aree maggiormente in sofferenza sono quelle situate a sud del Po.

L’ultimo bollettino settimanale di Arpa Piemonte evidenzia inoltre temperature mediamente superiori di circa 2 gradi rispetto ai valori normali e precipitazioni molto scarse, con appena 5 millimetri di pioggia mediamente caduti sul bacino del Po.

Per i prossimi giorni le previsioni non lasciano intravedere miglioramenti significativi. Sono attese anomalie termiche comprese tra 4 e 5 gradi nella settimana in corso e fino a 5-6 gradi nella successiva, mentre le precipitazioni continueranno a mantenersi al di sotto della media climatica.

In questo contesto, la Regione ha deciso di riattivare l’Osservatorio regionale sull’emergenza idrica con l’obiettivo di seguire costantemente l’evoluzione della situazione relativa all’acqua potabile, agli utilizzi agricoli, ai bacini artificiali e ai principali corsi d’acqua. Tra le novità figura anche la nascita di un tavolo tecnico dedicato esclusivamente al Lago Maggiore, uno dei sistemi idrici più strategici del Nord Italia.

Cagnolino finito in una condotta fognaria salvato dalla polizia

E’ finita bene l’avventura di un cagnolino di dieci giorni  che era rimasto incastrato in una condotta fognaria a Torino. Il cucciolo è stato salvato con un intervento della Polizia di Stato con vigili del fuoco e polizia locale, in strada dell’Aeroporto, alla periferia della città. Dopo il salvataggio, grazie alla segnalazione di un residente, il cane e’ stato riconsegnato ai proprietari.

“COSE. Stanze come mondi”

Nell’ottocentesca “Villa Giulia” di Verbania, la “città giardino” sul Lago Maggiore dedica un’importante retrospettiva ad Alessandro Mendini

Dal 16 maggio al 27 settembre

Verbania

Una grandiosa (in tutti sensi) “Poltrona di Paglia”, che mi fa subito venire alla mente le “Big Benches” (“Panchine Giganti” panoramiche, oggi sparse in tutta Italia, la maggior parte in Piemonte), ideate dal designer automobilistico americano Chris Bangle quando insieme alla moglie, nel 2009, si trasferì nelle Langhe di Clavesana e proprio lì creò la sua prima “Panchina Gigante”. La “Panchina n. 1”. Correva l’anno 2010. Non una novità, se si pensa all’enorme “Poltrona di Paglia”, di cui sopra, progettata da Alessandro Mendini, era il 1974 (ben 35 anni prima!), tra i più geniali interpreti del “design” e dell’“architettura” del nostro Novecento, cui la Città di Verbania dedica nell’ottocentesca “Villa Giulia”, sul versante piemontese del Lago Maggiore, una prestigiosa retrospettiva, curata da Loredana Parmesani (con allestimento di Alex Mocika), e visibile da sabato 16 maggio a domenica 27 settembreBen 130 le opere in mostra, tra le più significative della sterminata produzione di Mendini (Milano, 1931 – 2019) e capaci di ripercorrere tutta la sua lunga carriera, dando voce e corpo ad un vasto arco cronologico che scorre dai primi passi nel “Radical Design” milanese degli anni Settanta fino alle più pronunciate “teorie post-moderne”, che ritroviamo anche nella sua collaborazione con l’Azienda “Alessi”, la cosiddetta “Fabbrica dei sogni”, che proprio nel Verbano-Cusio-Ossola (precisamente ad Omegna, dove fu fondata nel 1921 da Giovanni Alessi) ha la sua sede operativa.

Organizzata dal “Comune di Verbania”, in collaborazione con l’“Archivio Alessandro Mendini (Elisa e Fulvia Mendini)”, il Patrocinio di “Regione Piemonte” e “Provincia del Verbano-Cusio- Ossola” (insieme ad altri numerosi Enti ed Istituzioni), la rassegna segue fedelmente un particolare “percorso espositivo” che si snoda lungo un allestimento modulato sulla struttura interna di “Villa Giulia”. In cui s’affiancano, per l’appunto (per dirla con il titolo della stessa mostra), “Cose” che guardano – in un gioco ludico fatto di alta maestria ma anche di sottile ironia e non poca visionarietà – alle “Stanze come mondi”.  Ogni stanza, infatti, é dedicata a un capolavoro di Mendini, scelto in collaborazione con le figlie Fulvia ed Elisa.

In mostra, ci si muove dunque dalla famosa “Poltrona di Paglia” del 1974, progettata per dichiarare quanto il “design” possa essere non solo creazione di “oggetti utili”, ma anche “strumento di provocazione, sensibilizzazione e attivismo sociale”, alla “Poltrona di Proust” del 1978, dedicata allo scrittore francese e a metà tra “Rococò” e “Puntinismo”; dal “Divano K2”  per “A LOT OF Brazil” (importante industria di “design” brasiliana) del 2013 – omaggio ai riferimenti artistici a lui più vicini, quali De ChiricoSavinioCarràKandinskijFuturismo e le avanguardie storiche del tempo – al “Mendinigrafo” del 1985, una sorta di “normografo” o “strumento da disegno” in legno che racchiude i segni e i decori caratterizzanti la sua produzione, fino al “100% Make up” di “Alessi” del 1992, una “Collezione di 100 vasi in porcellana” con il coperchio disegnato da Mendini, ma decorati da altrettanti artisti, architetti e “designer” internazionali. E tant’altro, ancora, di imprevedibile e geniale creatività. Ciascuna opera, inoltre, ci appare accompagnata da disegni, oggetti, dipinti e testi che ne spiegano la genesi e ne sottolineano la collocazione storica e l’importanza estetica.

Sottolinea la curatrice, Loredana Parmesani“In ogni spazio, l’oggetto iconico dà il via a un racconto progettuale ed emozionale che si sviluppa in un percorso fatto di oggetti, disegni, fotografie, scritti che sostengono la peculiarità teorica e formale dell’argomento affrontato. Perché le stanze? Perché le stanze come mondi? Perché le stanze sono state uno dei fili conduttori della sua ricerca. La stanza, a lui così cara, è luogo della riflessione, del riposo, della quiete, del lavoro ma anche il luogo della turbolenza, dell’inquietudine che può divenire anche prigione da cui fuggire grazie all’immaginazione”.

Particolarmente intenso e fecondo anche l’estroso lavoro di “architetto” di Mendini che, insieme al fratello Francesco e con il loro “Atelier”, ha dato vita a innumerevoli progetti in Italia e nel mondo, dalle “Fabbriche Alessi” a Omegna alla “Piscina Olimpionica” di Trieste e alle stazioni della “Metropolitana” a Napoli, fino, in estrema sintesi, al “Museo di Groningen” in Olanda, a un quartiere di Lugano in Svizzera, a un “Palazzo Commerciale” a Lörrach in Germania e, in Corea del Sud, alla “Torre Osservatorio” di Suncheon.

Gianni Milani

“COSE. Stanze come mondi”

Villa Giulia, corso Zanitello 10, Verbania; tel. 0323/503249 o www.viviverbania.it

Dal 16 maggio al 27 settembre

Orari: dal lun. al ven. 10,30/13 e 16/19; sab. e dom. 11/19

Nelle foto: Alessandro Mendini seduto sulla “Poltrona di paglia”, 1974 (Ph. Enrico D. Bona); “Poltrona di Proust”, 1978 (Ph. Carlo Lavoratori); “K2 Amazzonia”, 2013 (“Archivio Alessandro Mendini”); “100% Make Up, Alessi”, 1992 (“Archivio Alessandro Mendini”)

Credito in agricoltura, Bongioanni: «Nuovo bando»

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L’assessorato al Commercio, Agricoltura e cibo, Turismo, Sport e Parchi della Regione Piemonte guidato da Paolo Bongioanni ha stanziato per l’anno 2026 la somma di 1 milione e 850mila euro destinata a coprire parte degli interessi sostenuti dalle imprese agricole singole, associate e cooperative che hanno contratto per il 2026 prestiti bancari per esigenze di conduzione aziendale.

 

Ne dà l’annuncio lo stesso assessore Bongioanni, che spiega: «È un impegno preso con le associazioni cooperative che abbiamo rispettato. Questo intervento costituisce un sostegno concreto alle nostre aziende e cooperative agricole per favorire il loro accesso al credito e aiutarle a disporre della liquidità necessaria per conseguire il loro obiettivo primario e immediato, cioè la produzione e la conduzione aziendale. Grazie ad esso, la Regione interviene sulla voce interessi con un contributo pari al 2% dell’ammontare del prestito per le imprese ubicate in zona di pianura o di collina e 2,5% per quelle ubicate in zona di montagna. Sono ben 327 le aziende agricole e cooperative agricole piemontesi che, nelle ultime edizioni dei rispettivi bandi, hanno potuto accedere a prestiti di conduzione per un importo complessivo che supera l’importante cifra di 91 milioni di euro. Sono molto orgoglioso di una misura che sostiene realmente i nostri imprenditori agricoli in un comparto quotidiano come quello del credito legato alla produzione, soggetto alle tante variabili del settore e che proprio per questo deve poter godere di tutte le certezze di liquidità».

 

Sono complessivamente 327 le aziende e cooperative agricole piemontesi che finora hanno potuto beneficiare del credito di conduzione erogato dalla Regione, generando un volume di prestiti di 91 milioni di euro: 276 gli imprenditori singoli e altre forme associate composte da meno di cinque imprenditori agricoli che hanno potuto accedere a prestiti per un importo di oltre 11 milioni di euro; e 51 le cooperative e altre forme associate composte da almeno cinque imprenditori agricoli che hanno avuto accesso a prestiti per la conduzione aziendale per un importo di oltre 80 milioni di euro.

 

In questo nuovo bando, per poter essere ammessi al finanziamento l’importo del prestito di conduzione per le imprese singole, le società semplici e altre forme associate composte da meno di cinque imprenditori agricoli dev’essere compreso tra un minimo di € 5.000,00 e un massimo di € 80.000,00. Per le cooperative agricole e per le forme associate composte da almeno cinque imprenditori agricoli, la spesa massima ammissibile a finanziamento è calcolata con riferimento e in proporzione alle effettive esigenze finanziarie rilevate dal bilancio d’esercizio.

 

Il bando è a questo link: https://www.regione.piemonte.it/web/temi/agricoltura/servizi-alle-aziende/credito-conduzione.

 

Quello destinato a imprenditori singoli, società semplici e altre forme associate composte da meno di cinque imprenditori agricoli resterà aperto fino al 4 settembre 2026, mentre quello riservato a cooperative agricole e forme associate composte da almeno cinque imprenditori agricoli resterà aperto fino al 31 dicembre 2026.

 

Torna la Moncalieri Reale Run


La seconda edizione il 2 luglio

Dopo i 1.300 circa iscritti della prima edizione, la corsa serale di 8 km
punta a diventare l’appuntamento iconico dell’estate torinese.

Un euro di ogni iscrizione alla Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro

MONCALIERI (TO) – La Moncalieri Reale Run torna per la sua seconda edizione. Giovedì 2 luglio, con partenza alle ore 20 dal centro storico di Moncalieri, la corsa serale organizzata da Bosso Group – Agenzia Reale Mutua di Moncalieri si ripresenta con un’ambizione precisa: diventare l’appuntamento iconico dell’estate torinese. Una di quelle serate in cui si ha l’opportunità di dare voce alla propria passione – la corsa –, ma anche alla voglia di stare insieme camminando in luoghi che raccontano la storia e la bellezza della cittadina piemontese.

Un obiettivo che nasce dai numeri: al via della prima edizione si sono contati 1.300 iscritti circa, un risultato che ha superato ogni aspettativa e che ha convinto la nuova Amministrazione comunale, nella persona del Sindaco Lorenzo Mauro, a sostenere con forza il ritorno della manifestazione.

«Siamo molto felici di presentare la seconda edizione della Moncalieri Reale Run, nata dall’impegno della famiglia Bosso e del Comitato della Torino City Marathon, con il sostegno della città di Moncalieri – ha dichiarato il Sindaco Lorenzo Mauro –. La corsa è una festa dello sport, che mette in fila molte delle ragioni per cui amiamo questa città: i vicoli del centro, la collina, il Bosco del Re, e soprattutto le persone che li animano, correndo o camminando, fianco a fianco. Vogliamo che questa manifestazione diventi sempre di più, negli anni, un appuntamento fisso che contribuisca a rafforzare il posizionamento di Moncalieri come territorio vitale e attrattivo.»

La seconda edizione della Moncalieri Reale Run 2026 coincide con un traguardo storico: i 120 anni di attività dell’agenzia Reale Mutua di Moncalieri. Un anniversario significativo, che Ferruccio Bosso, founder dell’agenzia, commenta con orgoglio: «Quest’anno celebriamo 120 anni di presenza sul territorio. Un risultato che parla da solo e che testimonia il legame profondo e duraturo con la nostra comunità

Distanza e percorso
Otto chilometri pensati per essere vissuti correndo o camminando. La Moncalieri Reale Run, infatti, propone due versioni: competitiva e non competitiva/ludico-motoria, dando così la possibilità a chiunque di esserci e partecipare alla grande festa.
Il tracciato parte da Piazza Vittorio Emanuele II, risale verso Strada Castelvecchio e il Santuario di Rocciamelone, percorre le curve di Strada Santa Brigida con vista su Moncalieri e Torino, costeggia il Roc di Santa Brigida – il masso erratico portato da un ghiacciaio alpino – e scende all’arrivo nel Bosco del Re, il parco monumentale del Castello di Moncalieri. Anche per questa edizione a curare tracciato e logistica è il Comitato della Torino City Marathon.

Oltre la corsa
La serata non finisce al traguardo. Al termine della corsa è in programma un ricco pasta partymusica e attività per le famiglie: la stessa formula conviviale che nella prima edizione aveva trasformato un evento podistico in una vera festa estiva per tutta Moncalieri. Dietro la scelta del percorso – la collina, i vicoli del centro storico, il Bosco del Re – c’è un impegno preciso di Bosso Group, subito condiviso e promosso anche dall’Amministrazione comunale: valorizzare i luoghi che rendono Moncalieri unica e, allo stesso tempo, promuovere il movimento come abitudine concreta di benessere per chiunque, a qualsiasi età e a qualunque passo.

Un traguardo che vale doppio
C’è un motivo in più per iscriversi alla Moncalieri Reale Run 2026. Anche quest’anno gli organizzatori hanno scelto di devolvere un euro di ogni iscrizione alla Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro, confermando l’impegno solidale che fin dalla prima edizione è parte integrante dell’evento.

Per iscrizioni: https://bosso.group/moncalieri-reale-run-2026/

Vento sul lago e onde vagabonde

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A volte, di notte, soffiava un vento che lustrava le stelle e rendeva il cielo talmente chiaro e nitido che ogni cosa prendeva forma anche col buio. I contorni delle barche che dondolavano all’ormeggio, i pali scuri degli attracchi dei battelli della navigazione governativa, i pontili ed i moli lasciavano dietro di sé delle ombre lunghe.

 

Si vedevano bene i profili delle montagne e bastava andare un po’ in alto, sulla scalinata della chiesa, che si potevano distinguere le alpi svizzere. E l’altra sponda? Un gioco di luci a rincorrersi sul lungolago tra Suna e Pallanza fino alla punta della Castagnola, dove la riva ridiventava scura e si poteva solo intuire che c’era Intra, nascosta dietro la curva dell’Eden. Verso Laveno e Santa Caterina del Sasso altre luci, altre strade, altre case e altra gente. Lì, sulla sponda lombarda, avrebbero potuto quasi intravedermi se qualcuno, puntando un cannocchiale con delle buone lenti d’ingrandimento, si fosse preso la briga di curiosare verso l’imbarcadero di Baveno.  Avrebbe visto una figura, un’ombra seduta lì, sulla panchina dal verde un po’ corroso dal tempo, intenta ad ascoltare il rumore della risacca. A dire il vero, per me, più che un rumore è un suono, quasi un sottofondo musicale. Il ritmare dell’onda che s’infrange, che si ritira per far posto all’altra, apprestandosi a compiere lo stesso gesto secondo il moto dell’acqua e la direzione del vento. E’ come una musica che calmava i nervi, distende l’animo. “ Ecco, vardala lì. A l’è l’acqua stràca. L’acqua che sciùscia i remi dì barch, che la carezza suta al ventar ogni barca e sura la cràpa ogni sàss”, mi diceva il mio amico Angelo Branca, vecchio lupo di lago, commentando le onde che, ormai deboli e provate, s’arrestavano sui muri del vecchio molo. L’ Angiolino, nato e cresciuto sull’isola Pescatori, aveva ormai affidato la sua vecchiaia alla terraferma. Ma non mancava mai, nelle notti di luna buona, di farmi compagnia all’imbarcadero. Insieme guardavamo l’acqua scura, ascoltandone il mormorio. Sembrava quasi lo sgranarsi di un rosario sottovoce. Ogni tanto, quasi a rompere quel ritmo dondolante, arrivava un onda solitaria, più decisa. “ E’ l’onda vagabonda. Ascoltala bene, amico mio. Ogni tanto arriva. Così, di colpo, senza preavviso. E’ diversa dalle altre: a l’é l’acqua che scàpa e che la turna indrèe . A l’è cùma una lèngua che ta diss che l’aria la cambia”. E, infatti,  l’aria cambiava e s’alzava un vento tiepido che muoveva le onde con più decisione. Era l’effetto dei venti di föhn che, scendendo dalle Alpi, asciugavano e riscaldavano l’aria, facendo assaggiare i primi scampoli di primavera. “Ma, attenzione”, ricordava Angiolino. “Non facciamoci fregare. Quest’aria prima è dolce e dopo à ta càgna i vestìi, perché dal Mottarone s’incanala giù anche un venticello che risente ancora dell’ultima neve e che ti legna facendo finta d’accarezzarti. Vedi come fa increspare l’acqua del lago, verso l’isola?”. Parole piene di saggezza. Infatti, passate le prime leggere folat, l’aria diventava più brusca e veniva spontaneo tirarsi su il bavero della giacca per poi infilarsi le mani nelle tasche. Così, salutato il lago e lasciate alle spalle le imbarcazioni dondolanti tra le onde, ci incamminavamo verso la piazza del Municipio. L’Angiolino canticchiava una canzone che aveva imparato alla radio. Gli piaceva perché, diceva “ è fatta giusta per notti come queste, quando il vento porta in giro l’odore del lago”. E attaccava, data l’ora, sottovoce: “Vent cunt’el pàss balòss, quell che vorì mia tiram via da dòss. Slàrga al fiaa e bùfa in giir i stell, lassa al tò disegn in su la mia pell…”. Era tempo d’andare a casa. E la luna si stagliava più lucente che mai nel cielo nitido e trapuntato di stelle.

Marco Travaglini

Gran classe al Calamandrei: maturità al top

Non capita sempre che una classe affronti l’esame di maturità e chiuda il suo ciclo di studi con una media altissima, ovvero 92,5 annoverando due 100, un 90 e un 80. Il lusinghiero risultato è frutto dell’impegno, a volte titanico considerato che si doveva alternare il lavoro con le lezioni scolastiche in orario preserale e serale, della classe degli AAA – Agricoltura Ambiente Alimentazione serale dell’Istituto Calamandrei di Crescentino che appartiene all’Istituto Galileo Ferraris di Vercelli, dirigente scolastico Cinzia Ferrara. In ordine crescente Elena Gorgolione di Saluggia ha concluso il suo percorso con 80/100, Sara Toninello di Livorno Ferraris con 90 e il 100 è arrivato a Stefano Dalmazzo di Lauriano e a Vincenzo Augello di Trino.

“Da otto anni lavoro a Sesto Calende in una società per la produzione e commercializzazione di prodotti professionali per cura e manutenzione di tappeti Erbosi – dice Dalmazzo, classe 1972 – questo mi ha fatto nascere la curiosità, la voglia di approfondire questo settore, ho trovato il corso dell’agrario serale a Crescentino. E’ stato un percorso duro, tutte le sere rientrando da Sesto Calende a Lauriano, mi fermavo a Crescentino per lezione. Questo 100 è certamente una soddisfazione”. Dalmazzo, come Augello, evidenzia il buon rapporto nato con i compagni di classe e con i docenti, in particolare con il coordinatore del corso, Gianni Regis per l’impegno e l’umanità che ha sempre dimostrato. Proseguirà gli studi : “Non ho ancora deciso, l’idea c’è, non lo escludo”. L’altro 100 è stato raggiunto da Vincenzo Augello, 43 anni, di Trino Vercellese, titolare di un’attività commerciale. “Era un mio tarlo da sempre. Mi ero iscritto al Sobrero a meccanica ma non avevo concluso. Tante volte sognavo di dare la maturità, poi mi chiedevo perché visto che non ero iscritto. A indirizzarmi a Crescentino è stato il professor Regis. E’ stato un cammino non facile perché riprendere in mano i libri dopo anni qualche difficoltà l’ha. Sono soddisfatto del risultato e penso che mi iscriverà all’università, anche se ovviamente c’è la mia attività commerciale che non si ferma”. Sia Dalmazzo ehe Augello evidenziano poi legame di amicizia che si è creato con gli altri allievi del corso serale che giunge per il secondo anno, dalla sua istituzione, con frequentanti che concludono con l’esame di maturità il loro corso di studi nella secondaria di secondo grado. Un particolare da mettere in evidenza è che già lo scorso anno, in occasione dei primi maturandi, ci furono due 100 centesimi. Anche nel loro caso, come per i cento di quest’anno, il percorso non era stato di rose e fiori ma fatto di impegno che, però, alla fine, ha dato i suoi frutti. Il che per un Agrario non è male

Temporali e grandine nel Torinese e nella zona nord della città

Una giornata ancora calda e afosa a Torino con temperature sui 38 gradi. Ancora più caldo ad Alessandria, dove  il picco è stato di 40.2 gradi. Nel pomeriggio il fronte temporalesco si è sviluppato dalle Valli di Lanzo fin sulla la pianura si sono verificate grandinate  a La Cassa, Givoletto, Venaria e in alcune zone di Torin come Madonna di Campagna.  A Caselle Torinese il nubifragio ha causato il calo della temperatura: da 35 a 22 gradi.

Il Piemonte torna protagonista al Summer Fancy Food Show di New York

 

Il più grande evento commerciale negli Stati Uniti per l’industria alimentare e delle bevande.

Dal 28 al 30 giugno prossimi, una delegazione di 17 aziende piemontesi, tra grandi imprese, aziende presenti attraverso i propri partner commerciali negli Stati Uniti e imprese aderenti al Progetto Integrato di Filiera ( FIP) agroalimentare porta oltreoceano qualità, innovazione e tradizione del territorio, confermando una presenza ormai consolidata per la manifestazione, a cui la regione partecipa da undici edizioni.
La partecipazione delle imprese aderenti al PIF Agroalimentare è organizzata da CeiPiemonte nell’ambito delle attività promosse dalla Regione Piemonte e finanziate da PR FERS 2021/2027.

La delegazione piemontese è guidata dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dall’assessore regionale all’Agricoltura e Cibo Paolo Bongioanni, a sottolineare il valore strategico della manifestazione e l’attenzione della Regione verso il mercato statunitense, primo sbocco extraeuropeo per l’agroalimentare piemontese. Si tratta di un impegno che conferma il sostegno della Regione Piemonte alle imprese impegnate nei percorsi di crescita sui mercati internazionali e nella valorizzazione delle eccellenze del territorio.

Il Summer Fancy Food Show rappresenta un’importante opportunità strategica per raccontare il Piemonte come terra di eccellenze agroalimentari e territorio attrattivo per investimenti. Un mix che continua a conquistare il mercato statunitense, sempre più interessato alla qualità dei prodotti del territorio e alle opportunità di business legate al comparto food & beverage.
“La missione a New York si inserisce nel rapporto commerciale stretto che il Piemonte continua ad avere con gli Stati Uniti. All’interno della partecipazione italiana saremo presenti – ha dichiarato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio – a Fancy Food, insieme al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, per rimarcare ancora una volta che la nostra fiducia nel popolo americano è  immutata cosiccome l’amore che gli americani hanno verso i nostri prodotti. Con questo spirito saranno presenti quasi 20 aziende, in rappresentanza di molte nostre eccellenze enogastronomiche, forti anche degli ottimi dati di export che certificano come il Piemonte sia una Regione che continua  a crescere nell’export, più  della media nazionale”.

“Gli Stati Uniti amano l’Italia e la sua cucina, che da quest’anno si fregia del titolo di Patrimonio dell’Umanità UNESCO – ha sottolineato l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post Olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte  Paolo Bongioanni – e quella piemontese con il ricco variegato ventaglio del suo agroalimentare d’eccellenza. A Fancy Food la potranno scoprire abbinata ai nostri grandi vini  Doc e Docg, fra cui l’Asti Vino dell’Anno 2026. Per la prima volta presentiamo oltreoceano la Fiera del Marrone di Cuneo, che abbiamo appena promosso a internazionale.  Più ancora che la narrazione o le immagini video, è  l’esperienza sensoriale diretta della degustazione a fare della persona che la vive il primo e più importante dei testimonial, grazie al passaparola. Attraverso il brand “Piemonte is-Piemonte excellence” comunichiamo il rapporto diretto tra il prodotto e il territorio di cui è  espressione, connettendo in questo modo enogastronomia e turismo”.

Con le edizioni Winter – a cui il Piemonte ha partecipato lo scorso gennaio a San Diego, e Summer di New York, i Fancy Food Show rappresentano tra gli appuntamenti più rilevanti al mondo per il settore agroalimentare.  In particolare il Summer Fancy Food Show è  il principale evento B2B statunitense dedicato al mondo per il settore agroalimentare. Ogni anno riunisce migliaia di novità fra food & beverage e richiama esclusivamente operatori qualificati del settore tra buyer, produttori, distributori e intermediari, offrendo loro tre giorni di networking, incontri commerciali e scoperta di nuovi prodotti.
Il Piemonte, in questo contesto strategico per l’internazionalizzazione delle imprese agroalimentari, si propone al mercato statunitense con una proposta che coniuga qualità, tradizione,  e innovazione.
Allo Javits Center di New York saranno, infatti, presenti imprese per presentare una selezione che racconta la varietà, la qualità, l’eccellenza del territorio, dai prodotti da forno dolci e salati alle bevande analcoliche e ai succhi di frutta, passando per caramelle e fari e di alta qualità  per la preparazione di pizza, paste e dolci.
A completare la presenza piemontese lo stand regionale all’interno del Padiglione Italiano ospiterà un programma di degustazioni per offrire a buyer e visitatori un’esperienza diretta dei sapori del territorio.
Le proposte gastronomiche, realizzate in collaborazione con l’Associazions Regionale Cuochi Piemontesi rappresentati dallo chef Luca Ferrero e preparate con i prodotti delle imprese esportatrici nella collettiva regionale e delle grandi aziende piemontesi presenti in fiera, spaziano da specialità salate come il risotto Carnaroli al Gorgonzola DOP arricchito da perle e chips al tartufo, agli gnocchi di castagne con Robiolina di Roccaverano DOP e amaretti di Mombaruzzo, fino al crostone croccante di polenta con peperonata e giardiniera. Non mancano assaggi sfiziosi di grissini proteici accompagnati da Gorgonzola piccante  e tartufo, la Nocciola Piemonte IGP insieme a specialità della tradizione dolciaria piemontese come Baci di Dama, cioccolato, zabaione e crema chantilly, affiancate da interpretazioni più contemporanee come la brioche ai mirtilli con crema al mascarpone. Ad accompagnare il percorso una selezione di vini Doc e Docg del Piemonte,  Arneis, Nebbiolo, Asti Spumante e Moscato d’Asti per valorizzare ogni degustazione  ed offrire una sintesi autentica della ricchezza enogastronomica regionale.
La missione piemontese a New York sarà arricchita da un evento di promozione territoriale ospitato presso il Consolato Generale di Italia, dedicato alla valorizzazione della Castagna Cuneo IGP e della 27esima Fiera Nazionale del Marrone, iniziativa che vedrà la partecipazione di una delegazione del territorio Cuneese, contribuendo a rafforzare la promozione internazionale delle eccellenze agroalimentari e turistiche piemontesi.

Mara Martellotta