ilTorinese

“Natural mente, i profumi e i colori della natura

Natural Mente, la mostra nel Palazzo Paleologo di Trino, conferma la singolare poetica della natura di Carlo Mazzetti, geniale pittore e scultore nato a Saluggia, nella campagna vercellese, da cui ha ricevuto l’imprinting che lo ha legato visceralmente alla sua terra rendendola occasione d’arte.

Il fertile paese è stato fonte di ispirazione come lo fu Nuenen per Van Gogh e Barbizon per J. F: Millet, avviandolo ad un cammino in continua evoluzione dapprima partendo dai dipinti realistici che raccontano, volutamente di facile comprensione, la serena e dignitosa accettazione della fatica dei contadini al lavoro nei campi.

In seguito viene abbandonato il realismo descrittivo a favore di un intellettualismo intrigante tra surrealismo, simbolismo e metafisica attraverso le diverse essenziali costanti di soli alberi, spighe di grano, mele, uccelli e tutto quanto appartiene alla natura campestre.

In particolare è l’albero (forse lo stesso artista), il protagonista del viaggio nei vari aspetti di metamorfosi, di volta in volta albero che cammina, balla, salta, corre ma anche pensa usando l’immagine dei palloncini che si staccano dai rami innalzandosi al cielo come “pensieri profondi” al fine di approdare alla comprensione dello spirito dell’appartenenza dell’uomo alla natura e della comunione tra tutti gli esseri viventi.

Giuliana Romano Bussola

Da bambino correvo nei campi dorati di grano a seguir il magico canto delle allodole… e assorbivo i profumi e i colori della natura. Poi gli eventi tortuosi della vita mi hanno portato lontano da quel mondo e, grazie all’amore per l’Arte, il pensiero ha trasformato in immagini quel vissuto giovanile. Così con questa mostra intitolata “ Natural mente”, presento una serie di lavori pittorici su vetro, realizzati negli anni 2003/2005, che propongono la metamorfosi di un paesaggio o semplicemente esprimono l’amore per la Natura.

CARLO MAZZETTI

Bandiera Azzurra, la Città di Torino premiata per lo sport sostenibile

Torino è tra le tredici città italiane insignite della “Bandiera Azzurra 2026”, il riconoscimento promosso da FIDAL e ANCI che premia le amministrazioni locali impegnate nella promozione dello sport sostenibile e della pratica motoria all’aperto.

L’iniziativa valorizza i centri urbani che investono concretamente nella realizzazione di aree attrezzate e percorsi dedicati al movimento e all’attività fisica, riconoscendo nella corsa e nella camminata strumenti fondamentali per migliorare la qualità della vita, favorire il benessere collettivo, promuovere la salute pubblica e rafforzare l’inclusione sociale.

Nell’ambito del progetto, a Torino sarà realizzato un percorso running all’interno del Parco del Valentino, uno dei principali polmoni verdi cittadini e tra i luoghi più frequentati da podisti, camminatori e sportivi. Il tracciato sarà misurato e certificato dalla FIDAL e si inserirà armonicamente nel parco, interessato da un profondo rinnovamento che ha portato al ridisegno dei viali con materiale drenante in sostituzione dell’asfalto, all’abbattimento delle barriere architettoniche, all’incremento delle aree verdi e a spazi interamente pedonali.

La Città di Torino ha individuato il Parco del Valentino come area in cui realizzare il percorso podistico certificato ‘Bandiera Azzurra’ – ha commentato l’assessore allo Sport Domenico Carretta -. Questo riconoscimento premia il nostro impegno nel rendere il territorio cittadino un ambiente ideale per la pratica sportiva all’aperto, accessibile a tutti, con aree verdi attrezzate e percorsi sicuri dedicati alla corsa e al fitwalking. Continueremo a investire nella riqualificazione degli spazi pubblici dedicati all’attività sportiva, convinti che lo sport sia un pilastro fondamentale per la salute pubblica e l’identità della città”. 

“La realizzazione del percorso ‘Bandiera Azzurra’ valorizzerà ulteriormente uno dei parchi più iconici della città – ha sottolineato l’assessore al Verde Francesco Tresso -. L’obiettivo è rendere l’attività fisica un’esperienza ancora più completa e immersiva nella natura e nella storicità del luogo, in una cornice paesaggistica unica al mondo impreziosita dal fiume e dalla collina. Il Valentino si conferma così uno spazio pubblico sempre più vissuto, inclusivo e orientato al benessere dei cittadini”.

Primo giorno al Salone, protagonisti i giovani

Si sono riaperti oggi, 14 maggio, i tornelli del Lingotto per la trentottesima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, che fino al 18 maggio trasformerà ancora una volta gli spazi del centro fieristico in un crocevia di storie, idee e incontri. Ai tre padiglioni storici si aggiungono l’Oval e il padiglione temporaneo dedicato al Bookstock, lo spazio pensato per i più giovani. E proprio i ragazzi sono i grandi protagonisti dell’edizione 2026, come suggerisce il tema scelto quest’anno, Il mondo salvato dai ragazzini, ispirato all’omonima raccolta poetica di Elsa Morante pubblicata nel 1968.

Un’edizione che punta sul dialogo tra generazioni e che, alle otto sezioni tematiche già presenti lo scorso anno, ne aggiunge una nona dedicata proprio ai temi, alle inquietudini e alle domande delle nuove generazioni, affidata a cinque giovani curatori. Regione ospite è l’Umbria, che nell’ottocentesimo anniversario dalla morte celebra la figura di San Francesco d’Assisi, mentre la Grecia è il Paese ospite con una programmazione speciale all’interno dell’Oval.

Quelli della prima giornata sono stati solo alcuni dei tantissimi incontri che animeranno il Salone nei prossimi giorni. Ad aprire ufficialmente la manifestazione è stata la scrittrice britannica Zadie Smith, autrice di White Teeth e tra le voci più autorevoli della letteratura contemporanea. Nella lezione inaugurale, ospitata nella Sala Oro esterna all’Oval, Smith ha proposto una riflessione intensa sull’adolescenza, tema profondamente legato al titolo di questa edizione.
La lezione, tratta dal suo libro Vivi e morti, è partita da una riflessione personale sulla propria adolescenza, vissuta – come ha raccontato – quasi “stiracchiata” tra due poli opposti: da una parte il desiderio di una perfezione fragile e irraggiungibile, dall’altra un senso costante di inquietudine e apocalisse. Citando l’immagine di tre estati fa delle ragazze radunate davanti ai multisala, indecise tra Barbie e Oppenheimer, la scrittrice ha spiegato come quell’immagine le sia sembrata «un’ottima sintesi» dell’universo adolescenziale contemporaneo.
Smith ha raccontato di non aver mai dimenticato l’intensità dei suoi ricordi adolescenziali e di aver pensato a lungo che proprio quella sensibilità estrema l’avesse portata a diventare una scrittrice. Oggi però, ha osservato, gli adolescenti sembrano avere sempre meno spazi reali in cui rifugiarsi, schiacciati da una connessione continua che rende difficile sottrarsi allo sguardo del mondo. Eppure, nonostante tutto, secondo l’autrice restano ancora due forme semplici e potentissime di “autoterapia”: leggere libri e stare con le persone. Due gesti che attraversano il tempo e che, anche nell’epoca della connessione permanente, continuano a offrire un riparo possibile.

Spazio anche alla Grecia, Paese ospite della manifestazione, con l’incontro inaugurale affidato allo scrittore Petros Markaris. Dialogando con Andrea Di Gregorio, Markaris ha sottolineato come le radici culturali dell’Europa affondino nella Grecia e nella Roma antica, due identità che hanno costruito le fondamenta culturali del continente. Il Mediterraneo, ha spiegato, oggi spesso condannato come luogo di migrazioni incontrollate e tragedie, è stato in realtà per secoli uno straordinario mezzo di trasmissione culturale e proprio grazie alle migrazioni. Attraverso il mar Egeo e il Mediterraneo, Italia e Grecia hanno condiviso un lungo percorso comune che continua ancora oggi. Per questo, ha detto lo scrittore, la partecipazione della Grecia al Salone rappresenta «un onore» e il simbolo di un legame storico tra i due Paesi.

Tra gli appuntamenti più attesi della giornata anche quello con Roberto Baggio, arrivato al Salone per presentare Luce nell’oscurità, pubblicato da Rizzoli e scritto insieme alla figlia Valentina e a Matteo Marani. Fin dal primo pomeriggio centinaia di persone si sono messe in fila per assistere all’incontro: famiglie, ragazzi e tantissimi bambini con la maglia numero 10 della Nazionale e della Juventus. Molti sono rimasti anche all’esterno della sala, cercando di immortalare il campione attraverso i vetri pur di non perdere l’occasione di vederlo da vicino. «Il mio desiderio più grande era lasciare la mia esperienza, perché se può aiutare qualcuno sono felicissimo: davvero può portare luce nell’oscurità», ha raccontato l’ex calciatore.

Alla Pinacoteca Agnelli, invece, Arianna Porcelli Safonov ha presentato il suo ultimo libro Nostalgia dei dinosauri. L’incontro, inizialmente previsto sulla Pista 500, è stato spostato a causa del maltempo. Con la sua consueta ironia tagliente e dissacrante, l’autrice attraversa nel libro le contraddizioni del presente, i tic e le nevrosi contemporanee, prendendo di mira mode, relazioni, arte contemporanea e ossessioni collettive. Durante l’incontro ha anche deliziato il pubblico con alcune delle sue letture, gli stessi monologhi ironici e pungenti che porta in tournée nei teatri italiani con spettacoli che registrano spesso il tutto esaurito. Un racconto feroce e sarcastico della società di oggi, tra nostalgia tossica, desiderio di dissenso e comicità come strumento per leggere il presente.

GIULIANA PRESTIPINO

Vento forte a Torino: alberi caduti e interventi dei soccorsi

Una giornata di forte vento ha causato diversi disagi oggi a Torino. In varie zone della città si sono verificati crolli di alberi, rami spezzati e danni a tetti e strutture esterne, con numerosi interventi dei vigili del fuoco.

Tra gli episodi principali, un albero è caduto nella zona Crocetta finendo sui cavi del tram e causando rallentamenti al traffico pubblico. Altri problemi sono stati segnalati in San Salvario e in corso Belgio, dove alcune strade sono state temporaneamente bloccate per motivi di sicurezza.

Il vento intenso ha creato difficoltà anche nell’area del Lingotto, dove alcune strutture del Salone del Libro sono state controllate dai tecnici dopo le raffiche più forti.

Salone e Salone OFF. Torino si conferma capitale del libro

Il Salone Internazionale del Libro 2026 conferma ancora una volta il proprio ruolo centrale nella vita culturale e nell’economia di Torino. La manifestazione, ospitata negli spazi del Lingotto, non rappresenta soltanto il più importante appuntamento italiano dedicato all’editoria, ma è diventata negli anni un evento capace di ridefinire per alcuni giorni il volto della città, attirando migliaia di visitatori, operatori del settore, studenti e turisti culturali provenienti dall’Italia e dall’estero.

Per tutta la durata della rassegna Torino si trasforma in una grande piattaforma culturale diffusa: incontri con scrittori, dibattiti sull’attualità, presentazioni editoriali, spettacoli, podcast dal vivo, appuntamenti dedicati al fumetto, alla divulgazione scientifica e ai nuovi linguaggi digitali animano non soltanto i padiglioni del Lingotto ma anche numerosi spazi cittadini. Tra gli elementi più attesi dell’edizione 2026 figurano le conferenze con autori internazionali, gli appuntamenti rivolti ai giovani lettori del Bookstock e i focus su intelligenza artificiale, informazione e trasformazioni sociali contemporanee.

L’impatto del Salone è evidente anche sul fronte turistico e ricettivo. Federalberghi Torino segnala infatti livelli di prenotazione molto elevati per il periodo della manifestazione: molte strutture alberghiere, soprattutto nelle zone centrali e nell’area Lingotto, risultano quasi complete già diversi giorni prima dell’apertura. Le previsioni indicano percentuali di occupazione delle camere comprese tra l’80 e il 90% nei momenti di maggiore affluenza, a conferma della forte capacità attrattiva dell’evento.

Scopri Torino durante il Salone

https://www.salonelibro.it/news/tutte-news/scopri-torino-durante-il-salone.html

Un ruolo sempre più importante è svolto anche dal Salone OFF, il programma parallelo che porta libri, incontri e spettacoli fuori dalla fiera e dentro la città. L’edizione 2026 coinvolge centinaia di sedi tra Torino e il Piemonte: biblioteche civiche, librerie indipendenti, teatri, musei, scuole, case del quartiere e spazi culturali ospitano reading, concerti, laboratori, incontri gratuiti con autori e attività dedicate a famiglie e bambini. È proprio il Salone OFF a rafforzare il legame tra la manifestazione e il territorio, trasformando l’intera città in un grande palcoscenico culturale aperto e diffuso.

Manifestazioni di questa portata rappresentano ormai uno strumento strategico per l’immagine e l’economia torinese. Torino, dopo la lunga trasformazione seguita alla crisi industriale, ha costruito una parte significativa della propria identità contemporanea puntando su cultura, eventi internazionali, turismo e creatività. Il Salone del Libro, insieme ad altri grandi appuntamenti cittadini, contribuisce a consolidare la reputazione di Torino come città europea della cultura, dell’innovazione e della formazione universitaria.

Le ricadute economiche interessano numerosi settori: alberghi, ristoranti, trasporti, commercio, librerie, musei e servizi culturali beneficiano dell’arrivo di decine di migliaia di persone che soggiornano in città per diversi giorni. A questo si aggiunge un valore immateriale ma fondamentale: il Salone accresce la visibilità internazionale di Torino, favorisce relazioni culturali e professionali e rafforza l’idea di una città dinamica e capace di attrarre investimenti, idee e turismo di qualità.

Per informazioni sul programma completo e sulle iniziative collaterali:

Marina Chiarelli: “Arena Piemonte, salotto culturale”

 “UNA REGIONE CHE HA SCELTO DI STARE AL CENTRO DEL DIBATTITO NAZIONALE SULLA CULTURA, EDITORIA E PRODUZIONE CREATIVA”

«L’Arena Piemonte nasce per essere molto più di uno spazio istituzionale: è il salotto culturale di una Regione che ha scelto di stare al centro del dibattito nazionale sulla cultura, sull’editoria e sulla produzione creativa. Abbiamo voluto costruire un luogo vivo, contemporaneo, capace di raccontare il Piemonte attraverso le sue storie, i suoi territori, il cinema, i libri, le idee e le persone che ogni giorno producono cultura.
Qui il Piemonte si presenta come un sistema culturale unito: dalle montagne ai laghi, dalle colline alle città, dai grandi festival ai piccoli comuni, dalle biblioteche al cinema, fino alle nuove generazioni che rappresentano la vera sfida del futuro. L’Arena Piemonte è il simbolo di una visione politica precisa: investire nella cultura significa investire nello sviluppo, nell’identità e nella competitività dei territori.
Al Salone del Libro portiamo una Regione che non si limita a partecipare, ma che vuole guidare una nuova stagione culturale nazionale, mettendo in rete istituzioni, fondazioni, imprese culturali e comunità locali. Perché oggi la cultura non è più un settore isolato: è un’infrastruttura strategica che crea lavoro, opportunità e coesione sociale».
Così l’assessore regionale alla cultura Marina Chiarelli a proposito dello spazio – eventi della Regione Piemonte al Salone del Libro.

Torna a Torino l’Oral Cancer Day

ANDI Torino rinnova il proprio impegno per la prevenzione del tumore del cavo orale

Anche quest’anno ANDI Torino aderisce all’Oral Cancer Day, la campagna nazionale di sensibilizzazione dedicata alla prevenzione e alla diagnosi precoce del tumore del cavo orale, giunta nel 2026 alla sua ventesima edizione. L’iniziativa rappresenta un importante momento di informazione rivolto alla cittadinanza su una patologia ancora troppo spesso diagnosticata in fase avanzata, quando le possibilità terapeutiche risultano più complesse e l’impatto clinico e psicologico per il paziente può diventare particolarmente significativo.
Il tumore del cavo orale può manifestarsi con segnali iniziali spesso poco evidenti che facilmente vengono sottovalutati. Per questo motivo il ruolo dell’odontoiatra nella prevenzione e nell’intercettazione precoce delle lesioni sospette assume un valore determinante nella tutela della salute pubblica.
I principali fattori di rischio restano il consumo di tabacco, l’abuso di alcol e l’infezione da Papilloma Virus umano (HPV), oggi sempre più riconosciuta come elemento rilevante nello sviluppo di alcune neoplasie del distretto orale e orofaringeo. Proprio per questo, accanto alla diagnosi precoce, assume crescente importanza anche la promozione della prevenzione primaria attraverso una maggiore consapevolezza sanitaria.
Sabato 16 maggio 2026, i professionisti volontari di ANDI Torino saranno presenti in Piazza San Carlo dalle ore 09:00 alle ore 16:00 con un’unità mobile dove sarà possibile effettuare una VISITA DI PREVENZIONE per l’intercettazione di lesioni del cavo orale.

Successivamente, dal 18 maggio al 19 giugno, i cittadini potranno prenotare una visita di screening presso gli studi dentistici dei soci ANDI aderenti all’iniziativa, consultando l’elenco disponibile sul sito: www.oralcancerday.it “La diagnosi precoce continua a rappresentare il nostro strumento più efficace contro il tumore del cavo orale. Sensibilizzare i cittadini significa offrire loro una concreta opportunità di tutela della salute attraverso controlli semplici ma fondamentali” dichiara il Dr. Daniele Cardaropoli, Presidente di ANDI Torino.

“Giardino notturno”, la memoria e la natura fuori dal buio

Alla Swann Art Gallery, sino al 30 maggio

Da un po’ di tempo si va per gallerie e ci s’imbatte sempre in lei, che è vigile, fruttuosa, colma di esperienza e giovanile al tempo stesso, auspicata e coltivata dagli artisti sotto diverse forme, sotto colori e stesure che non possono essere che molteplici, secondo il personale sentire e gli affetti e gli anni che l’hanno ristabilita. La memoria. Richiamata davanti a ogni tela, un vis à vis a cui non si può sfuggire, continuo, quasi una irrinunciabile “udienza” – “è mia vecchia abitudine dare udienza, ogni domenica mattina, ai personaggi delle mie future novelle”, scriveva l’antico scrittore, e qui cambia dopo decenni chi ne gode e il mezzo – a quanto ci ha circondato, ai ricordi, ai panorami, alla “memoria della casa di vacanza dell’infanzia”, alle sagome, magari oggi distorte, in cui ci si è imbattuti, alle stanze, agli angoli nascosti, alla penombra che abbiamo attraversato e a quella natura che abbiamo toccato. Un fondale, un teatro che torna a visitarci, con le sue delimitazioni, una sorta di mistero che si risolleva da tutto quel buio, affatto pauroso e che sino a un attimo prima ci ha circondato, che sta al di là di una siepe più o meno compatta, più o meno difficile da oltrepassare.

Anche la pittura di Alberto Reviglio – circoscritta in quel “Giardino notturno” che sino al 30 maggio la Swann Art Gallery propone, a cura di Riccardo Dellaferrera – nasce da quel guardare oltre la siepe, dall’attraversare il mare di buio, dall’esplodere dei tanti spazi cromatici che invadono le sue tele. Una parte soltanto di una attività estesa, perché Reviglio è felicemente questo e molto altro ancora. Poliedricamente, dal 1984 lavora come grafico, poi guarda a numerosi progetti nel campo dell’editoria, dell’architettura, del design, dello spettacolo; per avvicinarsi immediatamente dopo come autodidatta alla pittura, pastelli, olio, acrilici e collage, non dimenticando quella grande passione che è la fotografia che s’allarga a quella digitale – impalpabili e quasi commoventi le solitudini e i ricami di certi alberi, ad esempio, il trattamento della luce, il bianco e nero o i colori, certe risoluzioni, certi coloriture acquisite che sanno di magico e di mondo sospeso: magari il materiale per un’altra mostra -: e sono mostre, conferenze, direzioni e coordinamenti artistici, video e progetti per libri, laboratori e decorazioni d’interni.

In questo riaffiorare allo sguardo del visitatore, gli acrilici di Reviglio si fanno suggestive simbologie, dove un già impercettibile realismo lascia definitivamente il posto a esiti informali: “è come se, nel buio della tela – sottolinea Dellaferrera -, emergessero frammenti di natura che tentano di rischiarare il mistero, riflessi di un pensiero nutrito nel tempo da suggestioni letterarie e filosofiche che inevitabilmente ci trasportano nel pensiero romantico saldamente ancorate ai fondamenti dell’ontologia occidentale.” Molte tra le opere esposte arricchite di “un vissuto” che si è concretizzato in tecniche miste e soprattutto nella scoperta di vari collage, è come addentrarsi all’interno di una foresta e, sollevando ramo dopo ramo, svelare mondi del tutto inaspettati. Brani d’articoli, titoli che pur camuffati finiscono col campeggiare, immagini scovate tra quotidiani e rotocalchi, un angolo leonardesco che ti metti a sviscerare, oppure ampie macchie di colore che sono come quinte teatrali, che abbracciano altri colori, il rosso sfacciato e vivacissimo o il blu fatto di ombre e di luci che carezzano, che sono la protezione di un violaceo giglio fiorentino. Sono certi cunei rossastri a interessare con un loro personale fascino, sciabolate di luce che entrano tra la selva di violacei e di verdi e di blu e azzurri intensi, sono quei “fiori indicibili” a insinuarsi, a ritagliarsi spazi di vita, a emergere dall’oscurità – che “non viene negata né dominata, ma abitata” – di una grande caverna, in maniera immediata e frastagliata, sono quelle forme informi a colpire l’attenzione, di fiori, d’animali, d’irrisolte maschere di antiche civiltà.

Come, con le vaste dimensioni e con il suo cuore intimo, colpisce il collage su tela dal titolo “Agnus Dei – Gaza” (2025), un angolo a sé, dove con la stesura s’imprime nella memoria il sottotitolo “Tears”, nel momento in cui le lacrime affondano nelle immagini rossastre di quell’inferno, ognuna da scoprire, dolorose e pulsanti, ravvicinate a quei riquadri neri che stanno a significare la nostra a tratti completa indifferenza, a cui si sovrappongono, come una fitta rete, in grandioso allineamento, fascette cartacee di uso domestico, anch’esse diversamente arrossate, specchio del nostro più o meno autentico interessamento, di una più o meno vana partecipazione, di una crudeltà e di un dolore che troppo spesso stingono.

Elio Rabbione

Nelle immagini, alcune opere di Alberto Reviglio presentate nella mostra “Giardino notturno”, in ultimo “Agnus Dei – Gaza (Tears)”.

Royal Philharmonic Orchestra: Petrenko chiude i concerti del Lingotto

La stagione 2025-2026 de “I Concerti del Lingotto” si chiuderà venerdì 22 maggio alle 20.30 all’Auditorium Giovanni Agnelli di via Nizza 280 con un appuntamento di grande prestigio: sul palco la Royal Philharmonic Orchestra diretta da Vasily Petrenko, insieme alla violinista Anne-Sophie Mutter. Il ritorno dell’orchestra londinese al Lingotto arriva a quindici anni dalla sua ultima esibizione nella rassegna torinese.

Al centro della prima parte del programma il Concerto per violino e orchestra op. 61 di Ludwig van Beethoven, interpretato da Anne-Sophie Mutter, alla sua prima apparizione al Lingotto. Artista dal timbro immediatamente riconoscibile e protagonista di una carriera lunga mezzo secolo, la violinista ha attraversato un repertorio che va dai grandi autori della tradizione viennese fino alla musica contemporanea, ispirando numerose composizioni a lei dedicate.

A chiudere la serata sarà la Quinta Sinfonia di Gustav Mahler, una delle opere più intense del repertorio sinfonico. Scritta tra il 1901 e il 1902 e diretta per la prima volta dallo stesso Mahler a Colonia, la sinfonia rappresenta una svolta nella produzione del compositore: scompaiono infatti il canto e i riferimenti narrativi espliciti, lasciando alla sola orchestra il compito di dare voce a un profondo percorso emotivo. Celebre l’Adagietto per archi e arpa, entrato nell’immaginario collettivo anche grazie al film Morte a Venezia di Luchino Visconti.

Prima del concerto, alle 18.30 in Sala Londra, il musicologo Attilio Piovano terrà un incontro introduttivo dedicato proprio alla Quinta Sinfonia di Mahler.

L’evento fa parte del progetto “Lingotto Musica per la Comunità” e vede come charity partner la Fondazione Ricerca Molinette, realtà nata dalla collaborazione con Università degli Studi di Torino e Città della Salute e della Scienza di Torino, impegnata da oltre vent’anni nel sostegno alla ricerca traslazionale e nel miglioramento delle strutture ospedaliere.

I biglietti sono disponibili online su Anyticket, presso la biglietteria di Lingotto Musica in via Nizza 262/73 su appuntamento o telefonicamente al 3339382545, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 17. Il giorno del concerto sarà inoltre attiva la biglietteria al Centro Commerciale Lingotto, in via Nizza 280/41, dalle 18 alle 20.30.

Mara Martellotta

OGR, torna The Phair con la partecipazione di 42 gallerie italiane e internazionali

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Dal 22 al 24 maggio, presso la Sala Fucine

Dal 22 al 24 maggio prossimi, dalle 12 alle 20, presso la Sala Fucine delle OGR Torino, si terrà la settima edizione di The Phair – Photo Art Phair, evento imperdibile per gli appassionati di fotografia e arte contemporanea. The Phair, con gallerie selezionate, tra cui le torinesi Benappi ( che presenta un progetto dedicato a Michelangelo Pistoletto con l’opera “Fotografa sulla scala rossa” e dedicata al fotografo Ugo Mulas), Biasutti & Biasutti, Febo e Dafne, offrirà un’esperienza immersiva tra maestri affermati e talenti emergenti, in un viaggio visivo unico. L’edizione 2026 si arricchisce con il nuovo “Talks Program – The Phair”, un ciclo di incontri esclusivi dedicati al collezionismo e al mondo della fotografia. Si tratta di un’opportunità straordinaria per scoprire il modo di orientarsi nel mondo della fotografia dialogando con artisti, curatori e collezionisti di fama internazionale e responsabili di musei.

L’allestimento identitario della fiera prevede spazi espositivi uniformi, una scelta che valorizza le opere e restituisce un’esperienza di visita fluida e continua, concepita come un racconto unico. Nel tempo dell’immagine, insieme testimonianza e costruzione, la fotografia si conferma un linguaggio privilegiato per interrogare il presente. Tra documento e interpretazione, tra permanenza e trasformazione, ogni opera apre uno spazio di lettura e una soglia attraverso la quale osservare la complessità del reale. L’edizione 2026 di The Phair comprende 42 gallerie nazionali e internazionali: tra quelle torinesi ricordiamo la Biasutti & Biasutti, la Febo e Dafne, la Tucci Russo, la Franco Noero, la Gagliardi & Domke e la Giorgio Persano. Sono presenti anche gallerie di Milano quali la Colombo’s Gallery, la C+N Gallery Cane Paneri, la Galleria Valeria Bella, La Fabbrica EOS, The Lanterns Art, la Marco Rossi Arte Contemporanea (presente a Milano, Pietrasanta, Roma, Torino e Verona), gallerie d’arte romane come la Raoul Messina e gallerie d’arte straniere come l’Albumen Gallery di Londra, la Giager Art di Berlino, la Galerie Ira Leonis di Arles e la Willas Contemporary di Stoccolma.

È presente una riflessione che si specchia nelle immagini svelate e che anticipa alcune delle ricerche visive presenti in fiera: da un lato l’indagine sulla natura e sulla sua dimensione simbolica e trasformativa nello scatto “Clematis Tangutica” dell’artista svedese Helen Schmitz, presentato da Willas Contemporary, che si concentra sui dettagli affascinanti delle piante, dall’altro lo sguardo intimo e narrativo sullo spazio urbano nell’opera “Sigos mes passos” della fotografa cubana Keila Guilarte, proposta da Talullah Studio Art, in cui l’usura estrema della scarpetta diventa testimonianza di una dedizione assoluta e incarna l’impegno necessario per tracciare il proprio cammino. In questo dialogo tra pratiche differenti si collegano anche la ricerca di Nick Brandt e le sue opere presentate sempre da Willas Contemporary, che provengono dai 4 capitoli della serie “The Day May Break”. Affrontano con forza il tema della distruzione ambientale e del cambiamento climatico, tanto sulle persone più vulnerabili quanto sul mondo animale e naturale. Questi lavori, realizzati tra Kenya, Zimbabwe, Bolivia, Fiji e Giordania sono attualmente visibili anche alle Gallerie d’Italia di Torino nel contesto di EXPOSED Torino Photo Festival. Il dialogo tra uomo e ambiente emerge nel lavoro di Rune Guneriussen, della Marco Rossi Arte Contemporanea, mentre Paul Cupido MC2 Gallery introduce una dimensione contemplativa ispirata al concetto giapponese di “Mu”. La fiera accoglie poi i riferimenti iconici della cultura visiva tra i quali Giovanni Gastel, nella galleria Photo & Contemporary, tra eleganza e ironia; Andrea Warhol, Bob Dylan, della Colombo’s Gallery, in dialogo attraverso gli sguardi di Oliviero Toscani e Paolo Brillo.

Mara Martellotta