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In occasione del 9 maggio, il Consiglio regionale del Piemonte celebra la Festa dell’Europa, nel 76° anniversario della Dichiarazione Schuman. Era il 1950 quando il ministro degli esteri francese Robert Schuman tracciò la via per una cooperazione economica che avrebbe posto fine a secoli di conflitti, dando il via al processo di integrazione europea.
“In questo anniversario, in cui celebriamo i valori di pace, unità e solidarietà, è fondamentale ricordare che l’Europa non è una semplice entità geografica – dichiara il presidente del Consiglio, Davide Nicco – ma è l’espressione di una comunità di popoli legati da una storia millenaria. Oggi, in un contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti, l’Unione è chiamata a rinnovare il proprio impegno per il dialogo e la democrazia, pilastri del nostro progetto comune.”
Il vicepresidente Franco Graglia, delegato alla Consulta regionale europea, si rivolge in particolare alle nuove generazioni: “Celebriamo l’Europa dei giovani, a cui noi istituzioni dobbiamo fornire gli strumenti per essere i veri protagonisti. Ai ragazzi, che oggi guardano con spirito critico e innovativo al futuro, chiediamo di partecipare alla costruzione di un’Unione capace di proteggere i propri confini e di valorizzare le specificità locali in un mercato globale sempre più aggressivo”.
La Festa dell’Europa commemora il piano di cooperazione economica presentato il 9 maggio 1950, atto che portò nel 1951 alla nascita della CECA (Comunità europea del carbone e dell’acciaio). I sei paesi fondatori – Italia, Francia, Germania Ovest, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo – gettarono allora le basi per quella che, da cooperazione economica, si sarebbe trasformata nell’attuale unione politica e sociale.
Ufficio Stampa CRP
Una struttura rinnovata, più accessibile e capace di rispondere ai bisogni del territorio: è stata inaugurata oggi la nuova Casa del Quartiere – Centro del protagonismo giovanile e Centro servizi “Cecchi Point” di via Antonio Cecchi, al termine degli interventi di riqualificazione e rifunzionalizzazione realizzati nell’ambito del Piano Integrato Urbano finanziato con risorse Pnrr (Missione 5, Componente 2, Investimenti 2.2 e 1.3.2).
Il progetto complessivo ha previsto interventi sia materiali che immateriali, consolidando il ruolo del Cecchi Point come presidio di welfare di comunità e spazio di partecipazione attiva giovanile.
Al taglio del nastro per i nuovi spazi c’erano il Sindaco di Torino Stefano Lo Russo, l’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli, l’assessora alle Politiche educative e giovanili Carlotta Salerno, il Presidente della Circoscrizione Sette Gian Luca Deri, la Direttrice dei Dipartimenti Servizi Sociali e Servizi Educativi Monica Lo Cascio e ilPresidente dell’Associazione Il Campanile ETS Davide Paglia.

Il Sindaco Stefano Lo Russo ha dichiarato: “Il Cecchi Point come Casa di Quartiere rappresentava già un modello virtuoso, promuovendo socialità positiva e occasioni di incontro. Oggi, grazie agli investimenti messi in campo con risorse europee e al contributo di enti e fondazioni, si apre alla comunità e al territorio con spazi completamente rinnovati e nuove funzioni: un Centro Servizi per aiutare anziani e persone che si trovano in condizioni di fragilità e un Centro di Protagonismo Giovanile, per offrire a ragazze e ragazzi spazi di aggregazione e crescita personale. Siamo certi che da oggi questo luogo diventerà sempre di più un punto di riferimento per il quartiere e per la sua comunità”.
Il Cecchi Point è una Casa del Quartiere il cui modello si basa su collaborazioni e partenariati con enti e, in particolare, associazioni del territorio. In questo contesto, l’associazione Il Campanile svolge un ruolo di coordinamento delle progettualità – comprese quelle realizzate grazie ai fondi europei – senza gestire direttamente tutte le attività. Nell’ambito del Centro Servizi è inoltre in corso la costruzione di una messa a sistema delle diverse opportunità offerte, con l’obiettivo di rendere ancora più efficace e integrata la risposta ai bisogni della comunità.
Gli interventi si sono sviluppati lungo due direttrici principali: da un lato il potenziamento del Centro Servizi con una forte vocazione sociale, dall’altro il rafforzamento delle attività dedicate alle giovani generazioni e al protagonismo giovanile.
Sul versante sociale, il progetto “Cecchi Community Care – Centro Servizi”, finanziato con un importo complessivo di 554 mila euro, ha previsto la parziale riqualificazione e il recupero funzionale delle Ex Officine Comunali di via Cecchi 17-21, trasformate in un centro polivalente a servizio del territorio. Gli interventi hanno incluso la completa rifunzionalizzazione di circa 300 metri quadrati con adeguamenti edilizi, impiantistici ed energetici, l’installazione di sistemi di videosorveglianza e la creazione di nuovi spazi dedicati all’accoglienza, oltre a un ambulatorio medico che sarà presto completamente attrezzato. L’operazione di allestimento e implementazione delle nuove attività sono in via di realizzazione, grazie anche ai contributi di altri enti e fondazioni, tra cui Enel nel Cuore Onlus e Fondazione Compagnia di San Paolo.
“Oggi mettiamo un altro tassello alla storia di questo spazio: un cortile che costruisce partecipazione civica, welfare di prossimità, innovazione sociale e libera iniziativa culturale – ha detto Jacopo Rosatelli, assessore alle Politiche sociali della Città di Torino -. Il Cecchi Point continua a essere un presidio di socialità, democrazia e solidarietà, grazie alla cura e all’impegno che operatrici e operatori mettono in campo ogni giorno, ma anche grazie alla cittadinanza attiva senza la quale nulla di tutto questo sarebbe possibile”.
Il nuovo Centro Servizi promuove attività di inclusione, orientamento e accompagnamento per persone in condizioni di fragilità, attraverso percorsi individualizzati attivati dallo sportello sociale. Tra i servizi offerti: supporto sanitario e sociale, accompagnamento alla residenza anagrafica e fermo posta, distribuzione di beni di prima necessità nell’ambito della rete Torino Solidale, facilitazione digitale, segretariato sociale e attività di medicina di base e pediatria. Gli spazi sono inoltre pensati per rafforzare la rete territoriale, favorendo collaborazioni con enti e associazioni.
Sul fronte delle politiche giovanili, il progetto “Tribù CPG Aurora – YouToo”, per un valore complessivo di 278 mila euro, ha interessato la riqualificazione di spazi dedicati alle attività aggregative e culturali, tra cui il Teatro Officina, la palestra e la sala danza, con interventi su coperture, pavimentazioni, serramenti e impiantistica, oltre al completo rinnovo dei servizi e al miglioramento dell’accessibilità.
“Con YouToo abbiamo inseguito un obiettivo ben preciso: investire concretamente sugli spazi e sulle persone – ha affermato Carlotta Salerno, assessora alle Politiche giovanili della Città di Torino -. Così, luoghi come il Cecchi, già storico pilastro per il quartiere, possono essere davvero punto di riferimento per le nostre ragazze e i nostri ragazzi, che da oggi fruiranno di un luogo rinnovato ma soprattutto con opportunità di espressione e crescita. Il Cecchi Point si conferma una casa aperta, viva e inclusiva, capace di unire la rigenerazione urbana al protagonismo giovanile, trasformando gli spazi in occasioni reali di costruzione del futuro.”
Accanto agli interventi strutturali, il progetto ha sviluppato un articolato programma di azioni immateriali grazie al coinvolgimento di numerosi partner del territorio. Tra queste, il laboratorio teatrale ImproJunior per adolescenti accompagnato da percorsi di educazione all’affettività e alle differenze, attività socioeducative continuative e di prossimità, progetti di narrazione multimediale e esplorazione urbana, iniziative di sensibilizzazione sui temi delle discriminazioni e dell’inclusione, percorsi di ascolto e coinvolgimento della cittadinanza e attività di co-progettazione artistica. Un insieme di azioni volte a promuovere inclusione, partecipazione e protagonismo giovanile, rafforzando il Cecchi Point come spazio aperto, dinamico e generativo per l’intera comunità.
TorinoClick

Uno sguardo al passato per comprendere il futuro, la nascita della Fondazione Centro Studi Carlo Alberto
Nella mattinata di venerdì 8 maggio scorso, presso la Sala Azzurra dell’Accademia Albertina di Torino, è stata presentata la neonata Fondazione Centro Studi Carlo Alberto. Si tratta di una realtà senza fini di lucro che si pone l’obiettivo, attraverso un preciso “spirito” riferito a Re Carlo Alberto di Savoia, figura chiave in un’epoca di responsabilità e decisioni determinanti, di rivolgere uno sguardo al passato e alla nostra storia per comprendere le sfide del futuro, valorizzando l’identità di Torino e del Piemonte e promuovendo eventi di varia natura, dagli incontri di formazione alle conferenze, dai convegni fino alle pubblicazioni inerenti al mondo dell’arte, del teatro, della musica e della lirica. Il coinvolgimento dei giovani rappresenterà una finalità importantissima per la Fondazione, che metterà a loro disposizione borse di studio, riconoscimenti e incentivi per stimolarne la partecipazione.
Il futuro, guardato attraverso la lente dell’immaginifico “Spirito Albertino”, significa quindi andare oltre le difficoltà del presente con coraggio e intraprendenza, rimanendo sensibili ai temi centrali – e basilari per qualsiasi società che necessiti di definirsi solida – quali l’istruzione, la valorizzazione del soggetto in quanto simbolo di collettività, la responsabilità pubblica, l’emancipazione, lo spirito critico e il senso fondante della meritocrazia.
La Fondazione Centro Studi Carlo Alberto nasce grazie alla volontà del Professor Giorgio Gagna, Presidente della Fondazione Romano Gazzera e attivo in diversi sodalizi culturali, ispiratosi ai valori coltivati durante il suo periodo di formazione presso il Real Collegio Carlo Alberto di Moncalieri, che egli considerò come una seconda casa, un rifugio sicuro, un’oasi felice di stabilità e crescita personale. Un vero e proprio sentimento amoroso, quello del Professor Gagna, che oggi si traduce in un progetto contemporaneo di ricerca, dialogo interdisciplinare e impegno culturale di cui fanno parte esperti e professionisti del calibro di Elena D’Ambrogio Navone, nel ruolo di Vicepresidente, i consiglieri Roberto De Masi, Sabrina Gonzatto e Gustavo Mola Di Nomaglio, oltre al revisore dei conti Luciano Marchisio e il segretario generale Valentina Caputo.
Tra le prime iniziative presentate vi sono la “Sindone tattile”, sviluppata in collaborazione con la Confraternita del Santo Sudario”, con il Direttore del Museo della Sindone e con i Cultores Sindonis, finalizzata a una migliore fruizione della Sindone da parte delle persone non vedenti; la borsa di studio per il Conservatorio Giuseppe Verdi, dedicata ai giovani, e un’altra da destinare ai bambini di una scuola pubblica sita in Barriera di Milano, oltre a un ciclo di tavole rotonde e momenti di confronto sui temi citati nel primo paragrafo. In cantiere anche la progettazione del Premio Carlo Alberto, che verrà conferito a personalità di rilievo distintesi come contemporanee portatrici dello “Spirito Albertino”, la celebrazione dei 180 anni dello Statuto Albertino (nel 2028) e una raccolta fondi atta a finanziare i nuovi progetti della Fondazione, che si svolgerà durante una “Cena Reale” prevista per la fine dell’anno corrente.
Mara Martellotta

Il Bilancio POP arriva in Spagna e lo fa ad Almería, dove si è tenuta oggi la Giornata internazionale per la creazione della rete spagnola di Popular Financial Reporting. L’iniziativa è volta non soltanto ad esportare un modello tecnico di rendicontazione, ma soprattutto a portare in Europa una risposta concreta a un’esigenza sempre più diffusa: rendere comprensibili ai cittadini le decisioni pubbliche, i bilanci, l’uso delle risorse e i risultati prodotti dalle amministrazioni. “Dal Piemonte all’Andalusia, il Bilancio POP dimostra che la trasparenza non è soltanto pubblicare documenti, ma renderli leggibili; che la rendicontazione non è soltanto un adempimento, ma una relazione; e che un bilancio pubblico può diventare uno strumento democratico, capace di riavvicinare cittadini, territori e istituzioni”, dichiara Silvana Secinaro, Professoressa ordinaria Università di Torino e responsabile scientifica del progetto Bilancio POP e POP Accounting, insieme al professor Paolo Biancone.
Il Progetto del Popular Financial Reporting
Il progetto nasce grazie al contributo scientifico dell’Università di Torino – Dipartimento di Management “Valter Cantino”, che ha sviluppato e diffuso in Italia il Popular Financial Reporting, pensato per tradurre informazioni economico-finanziarie e dati di gestione pubblica in un formato chiaro, sintetico, visuale e accessibile, capace di parlare anche a chi non possiede competenze tecniche. Le linee guida dell’Università di Torino definiscono lo strumento principale del Popular Financial Reporting ovvero il Bilancio POP: una forma trasparente e semplificata di rendicontazione sociale, costruita per facilitare la comunicazione tra amministrazioni e cittadini e fondata anche sull’integrazione dei Sei Capitali: intellettuale, umano, naturale, produttivo, sociale e finanziario.
Il tema è di forte attualità. In un contesto di crescente distanza tra cittadini e istituzioni, il problema non è soltanto pubblicare dati, ma renderli davvero comprensibili. Una recente analisi del progetto Bilancio POP sottolinea che il rischio per la democrazia non è coinvolgere i cittadini su temi complessi, bensì farlo senza adeguati strumenti informativi. I dati ISTAT sulla partecipazione politica confermano questa criticità soprattutto tra i giovani fino al 24 anni, con percentuali molto basse di interesse e informazione: si informa di politica almeno una volta alla settimana solo il 16,3% dei 14-17enni e il 34,6% dei 18-24enni; oltre 15 milioni di cittadini italiani di almeno 14 anni dichiarano di non informarsi mai di politica. In questo scenario, il Bilancio POP si propone come risposta concreta a questa esigenza.
La Giornata internazionale ad Almerìa
L’evento si è svolto nel Salón Noble del Ayuntamiento de Almería e ha avuto come obiettivo la creazione della prima rete spagnola dedicata al Popular Financial Reporting. La Giornata si inserisce nell’ambito del progetto “Almería Innova y Transparente: Impulsando la Agenda 2030 en el Ámbito Local”, co-finanziato dal Ministero dei Diritti Sociali, Consumo e Agenda 2030 – attraverso la Direzione Generale dell’Agenda 2030 – nel quadro del Bando 2024 di Sovvenzioni destinate ad azioni per l’impulso dell’Agenda 2030 negli Enti Locali, gestito in collaborazione con la Federazione Spagnola dei Comuni e delle Province (FEMP) in qualità di ente collaboratore del Ministero, e dallo stesso Ayuntamiento de Almería.
La Giornata è stata l’occasione per presentare il rapporto VISA – Visión Integral y Simplificada Anual, concepito come strumento di trasparenza, comunicazione pubblica e avvicinamento della gestione municipale alla cittadinanza.
L’Università di Torino ha inoltre presentato la propria metodologia ed esperienza nell’innovazione della comunicazione finanziaria pubblica, mostrando come dati economici e gestionali possano diventare informazione utile, accessibile e orientata alla partecipazione.
Alla giornata di Almería ha infine portato la propria testimonianza la Città di Settimo Torinese, rappresentata da Carmela Vizzari, Assessora al Bilancio e Tributi, Lavoro, Sviluppo Economico, Commercio e Mercati Comunali, e Legalità. Settimo Torinese è intervenuta nella tavola rotonda dedicata a come le pubbliche amministrazioni comunicano azioni, bilanci e risultati alla cittadinanza. La sua presenza ha un valore particolare perché la città ha pubblicato più edizioni del Bilancio POP, confermando la possibilità di trasformare la rendicontazione in una pratica continuativa di dialogo con la comunità.
Il percorso italiano dei Bilanci POP
Il percorso italiano è ormai consolidato: i Bilanci POP di enti pubblici sono oltre 50, grazie al contributo scientifico dell’Università di Torino, che ha dato vita anche a un filone di ricerca internazionale sui temi della trasparenza, della rendicontazione dialogica e dell’innovazione nella governance, in sintesi “POP Accounting”. Il modello si è diffuso tra enti pubblici, imprese, scuole, università e organizzazioni professionali, dimostrando di non essere uno strumento per pochi specialisti, ma un linguaggio nuovo per raccontare il valore pubblico.
Tra le esperienze degli enti pubblici si collocano casi diversi per dimensione, territorio e complessità amministrativa, come Regione Piemonte, Settimo Torinese, Benevento, Castel Maggiore, Massafra e la Città Metropolitana di Milano. Alcune di queste esperienze sono già consolidate, altre sono in corso di redazione a seguito di incarico conferito. Il modello sta inoltre uscendo dal perimetro strettamente pubblico. Anche aziende private, fondazioni, infrastrutture strategiche, ordini professionali ed enti di rappresentanza stanno adottando il Bilancio POP di sostenibilità per raccontare in modo accessibile il valore generato. Tra le esperienze già avviate o in corso figurano OGR Torino, GEIE del Traforo del Monte Bianco, CEIP Piemonte, l’Ordine dei Consulenti del Lavoro e la Cassa Ragionieri. In alcuni casi si tratta di Bilanci POP già realizzati, in altri di percorsi in corso di redazione a seguito di incarico conferito. Il segnale è chiaro: la domanda di rendicontazione accessibile non riguarda più soltanto la pubblica amministrazione, ma attraversa il mondo economico, professionale, culturale, infrastrutturale e previdenziale.
Il caso di Dogliani: superare i confini linguistici
Tra le esperienze più significative vi è anche il comune di Dogliani, che ha pubblicato il proprio Bilancio POP in collaborazione con l’Università di Torino – Dipartimento di Management “Valter Cantino”. Il sito istituzionale del Comune presenta il Bilancio POP come uno strumento di rendicontazione sociale pensato per comprendere obiettivi e risultati dell’amministrazione, rendere conto ai cittadini in modo chiaro, trasparente e accessibile e stimolare un processo decisionale condiviso.
L’elemento di forte impatto è che Dogliani ha reso disponibile anche l’English Bilancio POP Dogliani: un segnale concreto della capacità del modello di superare i confini linguistici e territoriali e di proporsi come strumento europeo di comunicazione pubblica.


Formazione, prevenzione e confronto sul futuro della professione.
«La cura ha mille volti. Diamo valore alle eccellenze». È questo il tema scelto dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino per la Giornata Internazionale dell’Infermiere 2026, un filo conduttore che accompagnerà il calendario di iniziative in programma dall’8 al 10 maggio tra incontri scientifici, attività di prevenzione, momenti educativi e confronto pubblico dedicati all’evoluzione della professione infermieristica e del sistema sanitario.
L’obiettivo dell’edizione 2026 sarà quello di raccontare la pluralità delle competenze, delle esperienze e dei percorsi che caratterizzano il mondo infermieristico, mettendo al centro il valore delle professionalità che operano quotidianamente nei diversi ambiti dell’assistenza, dell’emergenza, della formazione, della ricerca e della prevenzione.
Il programma si sviluppa su più giornate. L’8 maggio, alle ore 14:30 presso l’Aula Magna Regina Margherita, è previsto un appuntamento dedicato all’infermieristica pediatrica, con un focus sulle competenze e sulle specificità del settore. Interverranno: Ivan Bufalo, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino; Adriano Leli, direttore generale dell’Ospedale Infantile Regina Margherita; Franca Fagioli, presidente del corso di laurea in infermieristica pediatrica.
Il 9 maggio, dalle 10:30 alle 12:00, l’Aula Magna delle Molinette ospiterà invece una proiezione rivolta agli studenti del primo anno dei Corsi di Laurea in Infermieristica, seguita da un momento di confronto sui contenuti e sul valore formativo dell’iniziativa.
Il momento centrale sarà il 10 maggio in piazza Castello, dove a partire dalle ore 10.00 prenderà vita un grande spazio aperto alla città con l’allestimento di 100 gazebo e la partecipazione di 50 enti tra aziende sanitarie, società scientifiche, strutture universitarie, associazioni e realtà del territorio.
Saranno presenti aziende sanitarie, ospedali, università, società scientifiche, associazioni infermieristiche e realtà della cooperazione attive nell’ambito della salute e della prevenzione, tra cui Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, ASL Città di Torino, ASL TO3, ASL TO4, ASL TO5, Università degli Studi di Torino, Università Cattolica del Sacro Cuore sede Cottolengo, Ospedale Koelliker, Humanitas Torino, Ospedale Cottolengo, IRCCS di Candiolo, Gruppo GVM Care & Research, Ospedale San Camillo, insieme ad ACOS, AHNA, AICO, AIFEC, AIPVA, AISLEC, ANIARTI, ANIED, ANIN, ANIPIO, APSILEF, ASIECI, ASSOIPA, AVIS, CNAI, Gruppo Formazione Triage, Rainbow for Africa, SIMEU, SIMEUP, AINS, EMERGENCY, SIIET, SISISM, SASP e SIAN.
Un’occasione pensata per avvicinare cittadini e professionisti, valorizzando il ruolo dell’infermieristica attraverso attività concrete e accessibili: dalla misurazione dei parametri vitali alle iniziative di prevenzione, fino a momenti dedicati alle famiglie e ai più piccoli con attività e giochi pensati per coinvolgere anche i bambini.
Nel corso della giornata si svilupperà un percorso articolato in tre talk tematici dedicati alle principali evoluzioni del settore.
Il primo appuntamento, in programma alle ore 11:00, sarà dedicato a «Quali opportunità di sviluppo per le professioni infermieristiche», con un approfondimento sui percorsi di laurea magistrale e sulle prospettive di crescita professionale. Interverranno Valerio Dimonte, professore ordinario UNITO e presidente del Corso di Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche sede di Torino; Sara Campagna, professore associato UNITO e presidente del Corso di Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche sede di Asti; Marco Clari, professore associato UNITO e vicepresidente del Corso di Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche di Torino; Donato Calocero, direttore della sede formativa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore presso l’Ospedale Cottolengo di Torino; Guglielmo Marciano, presidente Commissione Albo Infermieri Pediatrici OPI Torino e dirigente delle professioni sanitarie dell’azienda ospedaliero-universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino. A moderare il confronto sarà Silvana Paoletti, coordinatrice del Corso di Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche dell’Università Cattolica presso l’Ospedale Cottolengo.
Alle ore 12:00 seguirà il secondo talk, «Salute e sicurezza sul lavoro dalla prospettiva di genere», dedicato al tema della tutela e delle condizioni lavorative nel sistema sanitario, affrontato attraverso una lettura che intreccia sicurezza, organizzazione del lavoro, violenza nei contesti operativi e disuguaglianze di genere. Il confronto vedrà la partecipazione di Valeria Ferrero, referente regionale della Fondazione Marisa Bellisario; Antonella Spigo, direttrice SPRESAL della Città di Torino; Chiara Giuntelli, avvocata e membro della Fondazione Bellisario; Maria Grazia Grippo, presidente del Consiglio comunale di Torino; Graziella Costamagna, direttrice della Direzione delle Professioni Sanitarie del Mauriziano. A moderare sarà Sara Razzetti, infermiera e Consigliera della Circoscrizione 7 di Torino.
Nel pomeriggio, alle ore 14:30, l’attenzione si sposterà sul tema «Sanità privata accreditata risorsa del servizio sanitario», analizzato come componente integrata in grado di contribuire alla gestione delle prestazioni e al supporto del sistema pubblico. Parteciperanno i responsabili organizzativi delle professioni sanitarie dell’Ospedale Koelliker, degli Ospedali del Gruppo Humanitas di Torino (Gradenigo, Cellini, Fornaca), dell’Ospedale Cottolengo, del Maria Pia Hospital, dell’Ospedale San Camillo e dell’IRCCS di Candiolo, rispettivamente: Dario Faggiano, Monica Rolfo, Rossella Bazzo, Giorgia Di Bella, Enza Baglieri e Claudio Bassi.
La giornata proseguirà con un momento istituzionale che vedrà il coinvolgimento dei rappresentanti delle istituzioni regionali, cittadine, universitarie e delle aziende sanitarie, insieme ai direttori generali e ai direttori delle professioni sanitarie. Nell’ambito del programma è prevista anche la partecipazione di don Luigi Ciotti.
Il programma si sviluppa inoltre su più giornate. L’8 maggio, alle ore 14:30 presso l’Aula Magna Regina Margherita, è previsto un appuntamento dedicato all’infermieristica pediatrica, con un focus sulle competenze e sulle specificità del settore. Interverranno: Ivan Bufalo, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino; Adriano Leli, direttore generale dell’Ospedale Infantile Regina Margherita; Franca Fagioli, presidente del corso di laurea in infermieristica pediatrica.
Il 9 maggio, dalle 10:30 alle 12:00, l’Aula Magna delle Molinette ospiterà invece una proiezione rivolta agli studenti del primo anno dei Corsi di Laurea in Infermieristica, seguita da un momento di confronto sui contenuti e sul valore formativo dell’iniziativa.
«La Giornata Internazionale dell’Infermiere rappresenta un’occasione per raccontare alla città quanto il sistema sanitario si regga ogni giorno sul lavoro, sulle competenze e sulla capacità relazionale di migliaia di professionisti. “La cura ha mille volti” significa proprio questo: riconoscere le diverse esperienze, specializzazioni e realtà che compongono il mondo infermieristico e dare valore alle eccellenze che operano quotidianamente sul territorio», commenta Ivan Bufalo, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino.
La CPD – Consulta per le Persone in Difficoltà ODV ETS promuove l’Agenda della Disabilità Italia, un progetto di rilevanza nazionale cofinanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che è stato presentato l’8 maggio 2026 al Cottino Social Impact Campus nel convegno dedicato “Dalla responsabilità all’impatto: imprese e organizzazioni che cambiano il mondo della disabilità”.
Il progetto si sviluppa su scala nazionale, coinvolgendo territori e comunità in diverse aree del Paese grazie alla collaborazione di una rete di partner attivi a livello locale e nazionale, tra cui OPES APS, Fondazione Educatorio della Provvidenza ETS, Associazione Salvabebè Salvamamme, MODAVI, Protezione Civile Lazio ODV, OPES Comitato Provinciale di Siena APS, OPES Comitato Provinciale di Padova APS, Siamo Sacrofano APS, ADN – Associazione Diritti Negati ODV, OPES Comitato Provinciale di Benevento APS e Friends & Co APS.
Nello specifico, l’Agenda della Disabilità Italia istituisce un corso di alta formazione — in programma da giugno a novembre 2026 — dedicato ai temi della disabilità, dell’inclusione e del Disability Management, con particolare attenzione ai contesti organizzativi e alla generazione di impatto positivo, al fine di rafforzare le competenze e la capacità di azione degli enti coinvolti.
Si tratta di uno dei primi percorsi nel suo genere, strutturato in modo innovativo e così strettamente collegato a numerose realtà già attive sul territorio.
Il corso si rivolge a dipendenti aziendali, assistenti sociali degli enti bilaterali, operatori dei servizi per l’impiego, referenti di enti del Terzo Settore e in generale a tutte le imprese e organizzazioni che vogliano attuare cambiamenti significativi nel mondo della disabilità, coinvolgendo partecipanti provenienti da tutte le 20 regioni italiane.
L’obiettivo è rafforzare una cultura diffusa dell’inclusione delle persone con disabilità e sostenere i territori nell’attuazione di pratiche più consapevoli e inclusive, in coerenza con i principi dell’Agenda 2030 e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.
Infatti, l’iniziativa si inserisce in un percorso già avviato a partire dal 2021, che ha visto il coinvolgimento attivo di centinaia di organizzazioni e stakeholder in un processo di scrittura partecipata, finalizzato a individuare priorità, obiettivi e azioni per migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Da questo lavoro condiviso è nato un modello articolato in ambiti di intervento strategici – dall’abitare al lavoro, dalla scuola alla salute – che oggi costituisce la base operativa del progetto.
In questo quadro, il progetto si sviluppa a livello nazionale lungo una seria di interventi prioritari:
finalizzata a individuare competenze esistenti, bisogni emergenti e ambiti di sviluppo;
campagne di comunicazione, eventi e webinar, per aumentare la consapevolezza e favorire il coinvolgimento attivo di istituzioni, Terzo Settore e mondo profit;
Il progetto coinvolge un’ampia rete nazionale di enti del Terzo Settore, istituzioni, imprese e mondo della formazione, con l’obiettivo di superare la frammentazione degli interventi e tradurre i principi dell’inclusione in pratiche diffuse, concrete e condivise su tutto il territorio italiano;

10,00 – 10,30
SALUTI ISTITUZIONALI
Cristina Di Bari, Presidente Fondazione Cottino e CEO Cottino Social Impact Campus
Maria Teresa Bellucci, Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali (lettera)
Maurizio Montagnese, Presidente Consulta per le Persone in Difficoltà
Juri Morico, Presidente Opes Italia
Paola Casagrande, Vice Presidente Fondazione CRT
Modera: Simona De Ciero, Giornalista
10,30 – 11,15
STRUMENTI: AGENDA DELLA DISABILITÀ, DIR e CORSO DI ALTA FORMAZIONE
Roberta Delbosco, Responsabile area Welfare e Territorio – Fondazione CRT
Giovanni Ferrero, Direttore Consulta per le Persone in Difficoltà
Caterina Soldi, Impact Expert & Program Manager – ISTUD Business School
Erica Lecce, Project Manager Agenda della Disabilità – Consulta per le Persone in Difficoltà
Il 9, 10 e 16 maggio
Il mese di maggio rappresenta un periodo di particolare fermento per il patrimonio culturale piemontese. L’associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI), sezione Piemonte e Valle d’Aosta, rinnova la sua missione di valorizzazione del territorio attraverso la collaborazione con il Salone Internazionale del Libro in attesa del 24 maggio, la Giornata Nazionale ADSI.
Quest’anno l’impegno dell’associazione si è riscontrato in un profondo legame con il territorio, facendo uscire la cultura dai centri urbani e aprendo le porte di residenze private d’eccezione presenti tra le province di Torino e di Cuneo, nel contesto del programma prestigioso del Salone OFF.
Il territorio della provincia di Torino ospiterà una serie di incontri che spaziano dalla saggistica alla botanica, offrendo occasioni di approfondimento uniche in cornici di pregio.
Sabato 9 maggio prossimo a Carignano, alle 17, la stupenda cornice di Villa Bona si inserirà nel programma della rassegna “Fiori & Vini”, in cui l’autore Angelo Berton presenterà il suo volume “Vegania”, conducendo il pubblico in un affascinante dialogo sulla cucina vegetale contemporanea. Si tratterà di un incontro dove la tecnica e la creatività culinaria si fonderanno in maniera armoniosa con la genuinità dei prodotti di alta quota.
Domenica 10 maggio, dalle 15 alle 17, a Pancalieri, nel complesso monumentale di Villa Giacosa Valfré di Bonzo si terrà l’evento “La Cultura della Coltura”, che celebrerà il legame tra botanica e territorio. I visitatori potranno scoprire il profumo della menta piperita attraverso visite guidate ai giardini curati dal celebre architetto Paolo Pejrone, in un pomeriggio che unirà la scoperta delle tradizioni locali a progetti di solidarietà internazionale.
Infine sabato 16 maggio alle 15, il palazzo dei conti di Bricherasio aprirà le sue porte alla presentazione del volume di Beppe Minello, firma storica de La Stampa, dal titolo “Anonima Cronisti”.
Sarà una preziosa occasione per riflettere sulla vita vissuta all’interno delle redazioni giornalistiche e sulla complessa ricerca della verità nella Torino trasformata del Post Olimpiadi.
Domenica 17 maggio la proposta culturale riguarderà la provincia di Cuneo, con la visita al castello della Margarita, di Villa Corinna a Villanova Mondovì, di Villa Oldofredi Tadini a Cuneo e Tenuta Berroni a Racconigi.
L’ingegnere informatico texano Lee Mongerson Gilley, 39 anni, accusato negli Stati Uniti dell’omicidio della moglie incinta, è detenuto a Torino dopo essere stato fermato all’aeroporto di Malpensa al termine di una fuga all’estero.
L’uomo era ai domiciliari a Houston in attesa del processo per l’uccisione della moglie Christa Bauer Gilley, morta nell’ottobre 2024. Inizialmente il decesso era stato presentato come accidentale, ma gli esami medico-legali avrebbero poi indirizzato le indagini verso un omicidio.
Le autorità statunitensi sostengono che Gilley abbia rimosso il braccialetto elettronico e lasciato il Paese passando dal Canada, viaggiando con documenti falsi intestati a un cittadino belga. Una volta arrivato in Italia, sarebbe stato bloccato ai controlli di frontiera per irregolarità nei documenti.
Durante gli interrogatori avrebbe confermato la propria identità e chiesto asilo politico, affermando di temere la pena di morte negli Stati Uniti. Ora la magistratura italiana dovrà valutare sia la richiesta di protezione internazionale sia la possibile estradizione verso il Texas.
Dal 5 maggio Gilley era stato trasferito al Cpr di corso Brunelleschi, ora si trova nel carcere Lorusso e Cutugno.
Informazione promozionale
Raffaele Casini, nato a Livorno nel 1975, affianca alla sua attività professionale nel campo dell’amministrazione e gestione del personale una profonda passione per la scrittura, lo studio e la ricerca interiore. Laureato in economia e commercio e in storia contemporanea, unisce alla formazione razionale un forte interesse per la spiritualità e la meditazione, elementi che influenzano in modo significativo la sua visione narrativa.
Appassionato di fantascienza classica – da Isaac Asimov a Dan Simmons, fino a Ursula K. Le Guin – il libro si inserisce in quella corrente del genere che utilizza mondi futuri e scenari complessi per esplorare le dinamiche più profonde dell’essere umano.

Nel romanzo Il Sigillo di Silius, l’umanità ha varcato i confini del sistema solare e colonizzato molti mondi. Le potenze rivali dell’Impero e dell’Unione Federale dei Mondi si fronteggiano in una guerra fredda, ma all’interno dell’Impero il potere dell’Imperatore si scontra con le resistenze della nobiltà. L’omicidio apparentemente banale di Orion Kael, esperto di processi di biomineralizzazione e coordinatore di un progetto segreto, porterà la dottoressa Arya Solis, brillante scienziata, e l’agente imperiale Ethan Vallar, fino al pianeta agricolo di Silius, dove Lord Cato Valerius, signore del pianeta, si rivela essere tutto meno che un fedele servitore dell’Impero, e il cui piano distruttivo potrebbe scuotere la galassia fin nelle fondamenta più nascoste.
Lungo la storia, l’approccio umanista prende forma attraverso figure intense e sfaccettate come Arya Solis, Lady Selena e Lord Cato Valerius. Tre personaggi profondamente diversi tra loro, ma accomunati da un percorso di confronto con il potere, con le proprie scelte e con la propria identità.
Arya Solis incarna la tensione tra razionalità e ricerca di significato, in un equilibrio fragile tra ciò che può essere spiegato e ciò che invece deve essere compreso a un livello più profondo. Lady Selena rappresenta invece la volontà di riscatto e trasformazione, una figura che si muove tra ambizione, consapevolezza e desiderio di ridefinire il proprio destino. Lord Cato Valerius, infine, dà voce al lato più oscuro del potere: l’ambizione che può trasformarsi in ossessione, mettendo alla prova il confine tra visione e perdita di sé.
Attraverso queste figure, nel libro si costruisce una narrazione che si sviluppa su più livelli: da un lato un universo futuristico ricco di tensioni e contrasti, dall’altro un’indagine più intima e simbolica, che richiama archetipi e dinamiche interiori universali.
Il Sigillo di Silius si distingue così come un’opera di fantascienza umanista, in cui l’elemento narrativo si intreccia con una riflessione sul rapporto tra individuo e potere, tra coscienza e trasformazione. Una storia che invita il lettore a guardare oltre la superficie degli eventi, per interrogarsi su ciò che guida davvero le scelte e il destino delle persone.
